Domande del paziente (13)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che descrive può essere molto doloroso, soprattutto quando il confronto avviene con un fratello. I rapporti fraterni spesso toccano aspetti profondi della nostra identità e del nostro...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quando ci si sente messe da parte o percepite come “dimenticate” dalle persone a cui si teneva, il dolore può essere molto intenso, soprattutto se nella relazione con gli altri si è investito...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quando si vive per molto tempo in uno stato di forte angoscia, la mente tende a proiettarsi continuamente verso scenari drammatici, come se cercasse di prepararsi al peggio per proteggersi dal...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive è un momento molto frequente nel percorso universitario, anche se spesso viene vissuto in solitudine e con la sensazione di essere “gli unici” a sentirsi così. Dopo anni...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da ciò che racconta emerge quanto questa relazione sia stata importante e significativa per entrambi. Quando una storia viene vissuta come stabile, profonda e “giusta”, è naturale che una rottura...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, da ciò che descrive sembra che stia vivendo una condizione di forte affaticamento mentale, in cui i pensieri tendono ad attivarsi continuamente, soprattutto attorno a preoccupazioni legate alla... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da ciò che racconta emerge quanto lei stia cercando di essere presente e rispettoso nei confronti della sofferenza della sua compagna, mettendo da parte anche molti suoi bisogni per non aggiungere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso il tuo vissuto.
Quello che descrivi è un vissuto molto più comune di quanto si possa pensare, soprattutto in una fase della vita in cui ci si confronta molto con sé stessi, con...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, la ringrazio intanto per aver condiviso con sincerità il suo vissuto.
Dal suo racconto emerge quanto questi dubbi che ha ultimamente stiano generando fatica, ansia e un bisogno di controllo...
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Buonasera ho 29 anni non ho mai avuto una ragazza 0 relazioni per non essere più vergine sono andato a escort ma da 1 anno a questa parte, fra rabbia e frustrazione sono diventato un diavolo soprattutto verso me stesso mi trovo così per via delle circostanze principalmente, avendo un attività ho 0 tempo libero quindi ho vado a fare il dipendente per avere più tempo libero oppure ci metto una pietra sopra , il tempo che passa è un veleno perché io faccio distinzione tra non avere relazioni momentanee e non averne mai avute e quindi 0 esperienze è ritardo per questo vado in tilt, penso rimarrò inferiore a vita. Grazie a chiunque mi darà un parere.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, dalle sue parole emerge molta sofferenza, rabbia e senso di svalutazione verso sè stesso. Il fatto di non aver avuto finora esperienze relazionali non definisce il suo valore come persona, anche se comprendo che questo possa in qualche modo farla sentire "indietro" rispetto agli altri. Confrontarsi con un professionista potrebbe aiutarla a comprendere più a fondo queste emozioni, lavorare sull'autostima e trovare modalità più serene di vivere le relazioni e il rapporto con sè stesso. Si conceda la possibilità di non identificarsi solo con questa difficoltà. Se ne sentirà la necessità potremo provare a confrontarci. Un caro saluto.
Come fare a dire a una figlia che soffre di disturbo borderline, che si deve curare.?Ho già provato su consiglio di una psicologa da cui vado, ma mi sono sentita rispondere che ho bisogno io di curarmi. Mia figlia ha una bimba di due anni e sono molto preoccupata!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Comprendo la sua preoccupazione e la fatica emotiva che questa situazione può comportare. Spesso cercare di convincere una persona amata a curarsi può generare chiusura o conflitto; può essere più utile mantenere un dialogo accogliente, esprimendo vicinanza e incoraggiando gradualmente un confronto con un professionista.
Anche per i familiari è importante avere uno spazio sicuro di supporto e ascolto. Se ne sentirà il bisogno possiamo provare a confrontarci. Un caro saluto!
Buonasera, sono una donna di 40 anni che deve essere operata per rimuovere un fibroma all'utero di 13 cm che non dà sintomi ma date le dimensioni è bene togliere.
Ebbene: il mio problema è il terrore dell'anestesia totale a cui devo sottopormi. Ho paura di addormentarmi e non svegliarmi più. Il problema non è il fibroma ma la mia paura, ci penso sempre tutti i giorni. Non faccio altro che ripetere: "ho paura, ho paura, ho paura". Il risultato è che mi rovino la vita... Per favore, come posso uscire da questo inferno?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che sta vivendo è molto più comune di quanto si pensi. La paura dell’anestesia totale, soprattutto quando ci si trova davanti a un intervento importante, può diventare così intensa da occupare continuamente i pensieri e far sentire in uno stato di allarme costante. Non significa essere “deboli” o irrazionali: il suo cervello sta cercando di proteggerla da qualcosa che percepisce come minaccioso.
Da ciò che racconta, però, sembra che oggi la sofferenza maggiore non sia tanto l’intervento in sé, quanto l’ansia anticipatoria che la accompagna ogni giorno. Quando la mente ripete continuamente “ho paura”, il corpo resta in tensione e il timore cresce sempre di più, fino a sembrare incontrollabile.
Può aiutarla sapere che l’anestesia moderna è estremamente monitorata e sicura, e che parlare apertamente con l’anestesista delle sue paure è non solo possibile, ma importante. Gli specialisti sono abituati ad accompagnare pazienti molto spaventati e possono spiegare nel dettaglio cosa accadrà e come verrà seguita durante tutta la procedura.
Parallelamente, potrebbe essere molto utile non affrontare tutto questo da sola. Un supporto psicologico, anche breve e focalizzato sulla gestione dell’ansia pre-operatoria, può aiutarla a interrompere il circolo dei pensieri catastrofici e a ritrovare una sensazione di maggiore controllo e calma.
Non deve convincersi a “non avere paura”: l’obiettivo è fare in modo che la paura non prenda tutto lo spazio della sua vita. E questo, con il giusto aiuto, è possibile.
Salve, sono una ragazza di 28 anni e da circa un’annetto soffro di ansia anticipatoria. Ho paura di perdere le persone che amo, prima i miei genitori e ora che convivo e sono incinta il mio compagno. Vivo costantemente con l’ansia, evito di allontanarmi in auto con lui perché ho paura. So di aver bisogno di un supporto psicologico ma attualmente non posso andare e quindi vorrei sapere se esiste qualche modo per lavorare su me stessa
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che descrive è molto faticoso da vivere, soprattutto in una fase così delicata e importante della vita come la convivenza e la gravidanza. Quando l’ansia anticipatoria entra nella quotidianità, la mente comincia a concentrarsi continuamente sulla possibilità che possa accadere qualcosa di grave alle persone amate, e il bisogno di proteggerle può trasformarsi in uno stato di allerta quasi costante.
Il fatto che oggi la paura si stia spostando dal timore di perdere i suoi genitori a quello legato al suo compagno non significa che lei sia “esagerata”, ma che probabilmente la sua mente sta cercando di gestire l’incertezza attraverso il controllo e l’anticipazione del pericolo. Purtroppo, però, più si cerca di prevenire ogni possibile rischio, più l’ansia tende ad aumentare e a limitare la libertà quotidiana, come sta accadendo con l’evitamento degli spostamenti in auto.
In gravidanza, inoltre, è abbastanza comune sentirsi emotivamente più vulnerabili: i cambiamenti fisici, ormonali e psicologici possono amplificare paure già presenti e aumentare il bisogno di sicurezza.
Anche se in questo momento non può iniziare un percorso psicologico, ci sono comunque alcuni aspetti su cui può provare a lavorare gradualmente:
imparare a riconoscere quando sta entrando nel “film mentale” delle paure catastrofiche, senza seguirlo automaticamente; riportare l’attenzione al presente e ai dati reali della situazione, invece che agli scenari immaginati; evitare, per quanto possibile, che l’ansia decida completamente cosa fare o non fare, perché gli evitamenti spesso danno sollievo momentaneo ma rafforzano la paura nel lungo periodo;
concedersi spazi di decompressione fisica ed emotiva, soprattutto in questa fase della gravidanza, senza colpevolizzarsi per ciò che prova.
La cosa importante è che lei abbia già riconosciuto il problema e il bisogno di aiuto: questo è un primo passo molto significativo. E anche se ora le sembra di vivere costantemente nella paura, l’ansia anticipatoria si può comprendere e trattare, soprattutto quando non si resta sole a combatterla
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