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Esperienze

Sono una psicologa clinica, iscritta all'Albo A degli psicologi della Lombardia e mi occupo di supporto psicologico emotivo mirato per adulti e ragazzi. 

Se stai vivendo un momento di difficoltà e senti il bisogno di fare chiarezza dentro di te, chiedere aiuto è un primo passo importante.  

Nel mio lavoro aiuto le persone a capire e gestire momenti di difficoltà come ansia, autostima, dolore, stress, overthinking e problematiche relazionali offrendo uno spazio sicuro di ascolto attivo, accogliente e non giudicante dove esplorare insieme ciò che stai vivendo.

Il mio obbiettivo è aiutarti a fare chiarezza dentro di te, trovando insieme strumenti pratici per comprendere meglio te stesso e affrontare eventuali problematiche quotidiane o gestire un momento di grande difficoltà/emergenza, al fine di migliorare il tuo benessere psicologico e vivere più serenamente. 

Nel primo colloquio avremo modo di conoscerci e capire insieme il percorso più adatto a te.

Offro consulenze online, garantendo flessibilità e accessibilità, con la possibilità di organizzare percorsi personalizzati in base alle esigenze della persona. 

Rimango a disposizione per un primo colloquio conoscitivo.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico

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Elisa Giuliani

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  • E

    Mi sono trovata davvero bene. È una persona molto empatica, sa ascoltare senza giudicare e riesce a farti sentire subito a tuo agio. Durante il percorso mi sono sentita accolta e compresa, cosa per niente scontata. Professionale ma anche molto umana, la consiglio sinceramente a chi cerca un supporto serio e allo stesso tempo autentico.

     • Studio di Consulenza online colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Elisa Giuliani

    Apprezzo molto il suo feedback e grazie per le sue parole, è stato un piacere accompagnarla in questo percorso.


  • B

    La vedo da diversi anni e mi sono sempre trovato bene.

    È una persona che ascolta davvero e che ti mette a tuo agio, senza giudicare. Nel tempo mi ha aiutato a vedere alcune cose con più chiarezza e a gestire situazioni che per me non erano semplici.

    Le sedute sono sempre state tranquille e naturali, mai forzate.

    Per me è stato un percorso utile e positivo.

     • Studio di Consulenza online Altro  • 

    Dott.ssa Elisa Giuliani

    La ringrazio sinceramente per il suo riscontro e la fiducia, sono felice che si sia trovato bene!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 13 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera, sono una donna di 40 anni che deve essere operata per rimuovere un fibroma all'utero di 13 cm che non dà sintomi ma date le dimensioni è bene togliere.
Ebbene: il mio problema è il terrore dell'anestesia totale a cui devo sottopormi. Ho paura di addormentarmi e non svegliarmi più. Il problema non è il fibroma ma la mia paura, ci penso sempre tutti i giorni. Non faccio altro che ripetere: "ho paura, ho paura, ho paura". Il risultato è che mi rovino la vita... Per favore, come posso uscire da questo inferno?

Buonasera,
quello che sta vivendo è molto più comune di quanto si pensi. La paura dell’anestesia totale, soprattutto quando ci si trova davanti a un intervento importante, può diventare così intensa da occupare continuamente i pensieri e far sentire in uno stato di allarme costante. Non significa essere “deboli” o irrazionali: il suo cervello sta cercando di proteggerla da qualcosa che percepisce come minaccioso.
Da ciò che racconta, però, sembra che oggi la sofferenza maggiore non sia tanto l’intervento in sé, quanto l’ansia anticipatoria che la accompagna ogni giorno. Quando la mente ripete continuamente “ho paura”, il corpo resta in tensione e il timore cresce sempre di più, fino a sembrare incontrollabile.
Può aiutarla sapere che l’anestesia moderna è estremamente monitorata e sicura, e che parlare apertamente con l’anestesista delle sue paure è non solo possibile, ma importante. Gli specialisti sono abituati ad accompagnare pazienti molto spaventati e possono spiegare nel dettaglio cosa accadrà e come verrà seguita durante tutta la procedura.
Parallelamente, potrebbe essere molto utile non affrontare tutto questo da sola. Un supporto psicologico, anche breve e focalizzato sulla gestione dell’ansia pre-operatoria, può aiutarla a interrompere il circolo dei pensieri catastrofici e a ritrovare una sensazione di maggiore controllo e calma.
Non deve convincersi a “non avere paura”: l’obiettivo è fare in modo che la paura non prenda tutto lo spazio della sua vita. E questo, con il giusto aiuto, è possibile.

Dott.ssa Elisa Giuliani

Salve, sono una ragazza di 28 anni e da circa un’annetto soffro di ansia anticipatoria. Ho paura di perdere le persone che amo, prima i miei genitori e ora che convivo e sono incinta il mio compagno. Vivo costantemente con l’ansia, evito di allontanarmi in auto con lui perché ho paura. So di aver bisogno di un supporto psicologico ma attualmente non posso andare e quindi vorrei sapere se esiste qualche modo per lavorare su me stessa

Buonasera,
quello che descrive è molto faticoso da vivere, soprattutto in una fase così delicata e importante della vita come la convivenza e la gravidanza. Quando l’ansia anticipatoria entra nella quotidianità, la mente comincia a concentrarsi continuamente sulla possibilità che possa accadere qualcosa di grave alle persone amate, e il bisogno di proteggerle può trasformarsi in uno stato di allerta quasi costante.
Il fatto che oggi la paura si stia spostando dal timore di perdere i suoi genitori a quello legato al suo compagno non significa che lei sia “esagerata”, ma che probabilmente la sua mente sta cercando di gestire l’incertezza attraverso il controllo e l’anticipazione del pericolo. Purtroppo, però, più si cerca di prevenire ogni possibile rischio, più l’ansia tende ad aumentare e a limitare la libertà quotidiana, come sta accadendo con l’evitamento degli spostamenti in auto.
In gravidanza, inoltre, è abbastanza comune sentirsi emotivamente più vulnerabili: i cambiamenti fisici, ormonali e psicologici possono amplificare paure già presenti e aumentare il bisogno di sicurezza.
Anche se in questo momento non può iniziare un percorso psicologico, ci sono comunque alcuni aspetti su cui può provare a lavorare gradualmente:
imparare a riconoscere quando sta entrando nel “film mentale” delle paure catastrofiche, senza seguirlo automaticamente; riportare l’attenzione al presente e ai dati reali della situazione, invece che agli scenari immaginati; evitare, per quanto possibile, che l’ansia decida completamente cosa fare o non fare, perché gli evitamenti spesso danno sollievo momentaneo ma rafforzano la paura nel lungo periodo;
concedersi spazi di decompressione fisica ed emotiva, soprattutto in questa fase della gravidanza, senza colpevolizzarsi per ciò che prova.
La cosa importante è che lei abbia già riconosciuto il problema e il bisogno di aiuto: questo è un primo passo molto significativo. E anche se ora le sembra di vivere costantemente nella paura, l’ansia anticipatoria si può comprendere e trattare, soprattutto quando non si resta sole a combatterla

Dott.ssa Elisa Giuliani
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