Domande del paziente (110)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara utente,
È completamente normale sentirsi arrabbiata e ferita in questa situazione. Il comportamento che descrivi va oltre la normale attrazione e diventa mancanza di rispetto, creando un ciclo disfunzionale...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro lettore,
La ringrazio per questa domanda così sincera. Mi permetta di essere diretta: una persona davvero stupida non si porrebbe mai questa domanda. Il fatto che lei si interroghi sulla propria intelligenza...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Michele,
La ringrazio per averci contattato. La sua intuizione sulla componente psicosomatica è molto appropriata: la colite ulcerosa e la gastrite cronica hanno infatti una documentata correlazione...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara ragazza,
Mi dispiace profondamente per la perdita del tuo nonno. Il dolore che stai provando è la misura dell'amore che avete condiviso, e questo amore non muore con la persona cara.
Le domande che...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
per quanto riguarda professionisti specializzati in I-CBT, le consiglio di contattare direttamente l'associazione di riferimento per questo approccio o di consultare i registri specialistici,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
leggo il suo messaggio e comprendo quanto dolore e smarrimento stia provando in questo momento. Vorrei risponderle con rispetto sia per lei che per la valutazione che ha ricevuto, ma anche...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso con me quello che sta vivendo. Quello che descrive - la rabbia interiore, la tachicardia, i picchi emotivi, la sensazione di inutilità - sono segnali importanti...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
la ringrazio per la fiducia nel condividere una parte così intima e delicata della sua vita. Quello che mi descrive è una sofferenza reale: il conflitto tra i suoi impulsi, la sua identità di...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio,
La situazione che descrive è semplice nei fatti: il docente ha mancato due appuntamenti, lei si è ritirata per non disturbare. Comprensibile, ma è lei che ha pagato il prezzo di una disattenzione...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
Quello che descrivi - l'ansia intensa, la sensazione di dover stare sempre in allerta, la percezione che la situazione stia crescendo oltre il tuo controllo - merita attenzione, non...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro Mattia,
rispondo alla tua domanda così come l'hai posta, con la precisione che merita.
La letteratura scientifica documenta che stress cronico estremo durante l'infanzia - situazioni di grave abuso,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara utente,
Grazie per aver condiviso con tanta cura quello che stai vivendo.
Devo però essere onesta con te su una cosa importante: non mi è possibile, né sarebbe corretto, formulare ipotesi diagnostiche...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente,
Quello che descrivi è reale ed ha un nome clinico, si chiama ansia sociale con manifestazione somatica e soprattutto ha senso: il tuo sistema nervoso ha imparato ad associare le situazioni...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
Quello che hai descritto ha radici fisiologiche comprensibili. Il tuo corpo era già in uno stato di attivazione sensoriale attraverso il tocco autoregolatorio; un gesto che, come descrivi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che prova ha una sua intensità reale, e lei lo sa distinguere. Questo merita rispetto.
E tuttavia, proprio perché è consapevole, vale la pena chiedersi su cosa si è costruito questo...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
Quello che descrive tocca qualcosa di molto reale e spesso poco nominato.
Sì, è possibile e succede più spesso di quanto si pensi. Chi decide di lasciare attraversa spesso un lutto anticipatorio:...
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Buonasera dottori, parto dal presupposto che il mio non è un problema di salute in quanto tale, anche se mi sta mettendo in grosse difficoltà.
Sono sposato da 4 anni ora ne ho 42 ma da quando avevo 10 anni amo immensamente vestire da donna.
Nel corso degli anni ho spesso provato a smettere ma non sono mai riuscita a farne a meno.
Non sono particolarmente attratta dagli uomini preferisco le donne ma ultimamente qualcosa è cambiato e avrei voglia di provare con qualche uomo però davvero la situazione è insostenibile.
Da una parte la famiglia che amo dall' altra una forza fortissima che mi porta in segreto a mettere trucchi collant smalti gonne tacchi.
Non mi vedo solo vestita ammetto che negli ultimi tempi mi vedo proprio donna.
Ho più volte cominciato percorsi di psicoanalisi che però non mi hanno fatto uscire da questa situazione.
Vorrei un vostro parere un consiglio qualcosa, so che online è molto difficile ma davvero non so più che pesci prendere.
Sono costretta a nascondere tutto sotterfugi di ogni natura pur di portare avanti questo desiderio che è davvero fortissimo.
Infine nell' ultimo periodo ho cambiato i miei gusti sia a livello personale che generale e delle donne da un po' non guardo più le classiche zone che piacciono agli uomini ma le invidio vedendole così ben vestite, invidio le loro borse,i loro capelli le loro unghie e mi sento sempre più vicina a loro .
Datemi una mano se potete almeno qualche consiglio.
Grazie anticipatamente
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver condiviso qualcosa di così personale e profondo. Quello che descrive - la forza di un desiderio vissuto in segreto, la fatica di tenerlo separato da tutto il resto - è un peso reale, e si sente.
Non è una questione di patologia. È una questione di solitudine.
Quello che può fare la differenza è trovare uno spazio terapeutico in cui portare tutto questo, non per trovare una risposta già scritta, ma per costruirne una sua. Un professionista con cui sentirsi al sicuro, libera di esplorare senza giudizio.
L'esperienza con la psicanalisi non ha funzionato, questo non significa che la terapia non faccia per lei. Significa che vale la pena cercare un approccio e una persona con cui sentire fin dal primo incontro che si può stare.
Un saluto affettuoso.
Mia figlia soffre di ossessioni paura di parole fa le azioni in modo sequenziale e se non fatte in modo sequenziale diventa nervosa. Non vuole prebndere farmaci per una ragione precisa. Può fare come terapia psicanalisi, la aiuterebbe? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara signora, quello che descrive di sua figlia merita attenzione e cura. Prima di scegliere un approccio terapeutico, sarebbe importante una valutazione clinica approfondita per capire bene la natura delle difficoltà e trovare il percorso più adatto a lei. Quanto ai farmaci, la sua scelta va rispettata e può essere esplorata con calma insieme al professionista che la seguirà. La psicanalisi è un percorso ricco, ma per questo tipo di sintomi esistono approcci che lavorano in modo più mirato ed efficace. La cosa più importante è che sua figlia si senta al sicuro e non sola in questo. Un saluto affettuoso.
buongiorno, MI STO SEPARANDO DAL MIO COMPAGNO. aBBIAMO UNA CONVIVENZA DI FATTO DALLA QUALE è NATOUN BAMBINO CHE PGG HA QUASI 4 ANNI. IL MIO EX COMPAGNO ANCORA NON VA VIA DA CASA MIA, SOSTIENE DI AVERE UNA SITUAZIONE PRECARIA E NON RIUSCIRE A TROVARE SOLUZIONI IN AFFITTO.
iO MI SENTO AVVILITA PERCHè NON SO COME GESTIRE LA SITUAZIONE SENZA CREARE DANNI ULTERIORI A MIO FIGLIO E ASENZA DOVER RICORRERE AD AVVOCATI E TRIBUNALI. ABBIAMO CONTATTATO GIà UN MEDIATORE PER CERCARE DI STABILIRE ACCORDI CHIARI ALMENO PER IL BAMBINO. SIAMO IN ATTESA CHE ARRIVI L'ACCORDO SCRITTO.
D'ALTRO CANTO LA MIA FAMIGLIA DI ORIGINE NON HA DI BUON OCCHIO IL MIO EX COMPAGNO E STO SUBENDO PRESSIONI AFFINCHè ESCA DALLA MIA CASA ANCHE CON GUERRE INFINITE E SOPRATUTTO MI SENTO COSTANTEMENTE CONTROLLATA DA MIA MADRE CHE NON ACCETTA COME MI STO MUOVENDO PER CERCARE DI LIMITARE I DANNI.
MI SENTO SOPRAFFATTA DA TUTTA QUESTA SITUAZIONE, NELLA QUALE TUTTI SONO VITTIME TRANNE IO E MIO FIGLIO.
NON RIESCO ATROVARE ACCORDI RAGIONEVOLI CHE NESSUNO DEI DUE.
cOSA DEVO FARE?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
ho letto con attenzione quello che mi ha scritto.
Quello che mi fa pensare è soprattutto questo: lei sta cercando di tenere insieme tante cose contemporaneamente - proteggere suo figlio, evitare escalation, gestire suo ex compagno, reggere le pressioni di sua madre - e lo sta facendo praticamente da sola, in una situazione che cambia continuamente e che non dipende solo da lei.
È normale sentirsi sopraffatta. Non è un segnale di debolezza, è la risposta ragionevole a qualcosa di oggettivamente difficile.
Mi colpisce anche un'altra cosa: la domanda “cosa devo fare” arriva alla fine di un racconto in cui lei sembra già sapere cosa vuole: ridurre i danni, evitare i tribunali, trovare accordi ragionevoli. Ha già un mediatore. Quello che manca forse non è la direzione, ma uno spazio in cui elaborare tutto questo senza dover rendere conto a nessuno.
Se sente che potrebbe esserle utile, sono disponibile per un primo colloquio conoscitivo.
Dott.ssa Elin Miroddi
Buongiorno,
a mia figlia di 20 anni sono stati diagnosticati il disturbo di personalità e BES a seguito di un ricovero in ospedale.
E' in cura farmacologica presso uno stimato psichiatra privatamente, segue sedute di psicoterapia privata settimanalmente ed anche presso il CPS di competenza.
A livello di autolesionismo è da mesi che è tranquilla, ma vedo peggioramenti sotto il profilo comportamentale: dipendente dal cellulare, apatica, impulsiva, relazioni instabili e allontanamento da noi genitori.
Essendo maggiorenne non posso comunicare con chi la segue a livello terapeutico, e non so come comportarmi, soprattutto come relazionarmi a lei: se sono dura si chiude ulteriormente, se sono accondiscendente mi tiene in pugno.
Sto male, temo anche per la mia salute, se crollo è finita! Come posso aiutarla? Chi mi può aiutare? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno signora,
quello che descrive è un peso reale, e il fatto che sia ancora lì a chiedersi come fare è già una forma profonda di amore.
Sul come relazionarsi a lei.
Il suo dilemma - "se sono dura si chiude, se cedo mi tiene in pugno" - è uno dei più comuni e dolorosi per i genitori di ragazzi con BPD. Esiste una terza via, che non è né durezza né cedimento.
Immagini questa scena: sua figlia arriva a casa, sbatte la porta, dice "non ce la faccio più, lascio tutto." L'istinto naturale è rispondere: "Capisco che sei stanca, ma devi andare avanti." Per lei è sostegno. Per sua figlia è: hai sentito la mia emozione un secondo, poi hai già deciso cosa devo fare. E si chiude.
Validare davvero significa fermarsi. Restare lì. Dire solo: "Sei a pezzi." "Ha senso che tu senta così." "Sono qui." "Non devi spiegarti."
Nel disturbo borderline la disregolazione emotiva è intensa e rapida. In quei momenti sua figlia non riesce ancora ad ascoltare nulla, consigli, ragionamenti, soluzioni. Quello che percepisce è una cosa sola: c'è qualcuno con me, o sono sola? La presenza silenziosa e calma di una madre vale più di qualsiasi parola giusta. Il comportamento si affronta dopo, quando la tempesta si è abbassata.
Lei conta. Non è accessoria.
Il suo equilibrio non è egoismo: è una delle risorse terapeutiche più concrete che esistono. Ha qualcuno che si occupa di lei in questo momento?
Sul fronte professionale.
Sua figlia è maggiorenne, ma lei può chiedere ai terapeuti, non informazioni su di lei, ma indicazioni su come comportarsi lei come genitore. Con il consenso della figlia, molti professionisti sono disponibili.
Una risorsa concreta.
Il programma Family Connections™ (NEA-BPD) è gratuito, 12 incontri, pensato esattamente per i familiari di persone con BPD. In Italia un polo attivo è a Brescia (IRCCS Fatebenefratelli), ma può trovare gruppi e informazioni aggiornate su borderline-italia.it.
Si prenda cura di sé. Ne ha tutto il diritto.
Dott.ssa Elin Miroddi
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