Buongiorno, provo un sentimento reale è profondo per il mio ex chirurgo, dopo 7 mesi. Non è transfer
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Buongiorno, provo un sentimento reale è profondo per il mio ex chirurgo, dopo 7 mesi. Non è transfert o vulnerabilità sono consapevole sel sentimento che provo Sento che è sincero vero. Cosa posso fare? Nella dovuta maniera non nego vorrei lo sapesse. So che ci sono codici etici. Grazie
Buongiorno. Innanzitutto quello da lei descritto è abbastanza tipico, direi umano. Il punto è capire quanto tutto ciò abbia a che fare con una nostra proiezione e/o idealizzazione è davvero cosa ci vuole dire su noi stessi. Le consiglierei di parlarne con uno psicoterapeuta con formazione psicoanalitica, per potere esplorare meglio il suo vissuto. Cordiali saluti.
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Salve, I codici etici valgono per i medici, non per i pazienti.
Esprima I suoi sentimenti con prudenza e delicatezza, sarà il suo chirurgo a risponderle senza trasgredire I codici etici.
Esprima I suoi sentimenti con prudenza e delicatezza, sarà il suo chirurgo a risponderle senza trasgredire I codici etici.
Buonasera, i sentimenti verso un medico che ci ha curato possono emergere soprattutto in momenti di vulnerabilità e possono essere vissuti come molto autentici. Proprio per questo esistono confini etici chiari che tutelano entrambe le parti e prevedono il mantenimento della relazione su un piano professionale. Potrebbe riflettere su quale significato abbia per lei questo sentimento oggi.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Buongiorno,
se non lo sa, occorrerebbe domandarsi perché non so che fare?
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
se non lo sa, occorrerebbe domandarsi perché non so che fare?
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Buongiorno. Quello che senti può essere autentico e intenso, ma quando nasce in un contesto di cura va trattato con molta cautela, perché esistono confini etici e relazionali molto chiari che tutelano entrambi.
Prima di pensare a dirglielo, sarebbe importante capire cosa rappresenta per te questa figura e cosa si è attivato in quel periodo della tua vita. Un percorso di psicoterapia può aiutarti a esplorare il sentimento senza negarlo, ma anche senza agire impulsivamente.
Spero tu possa fare il meglio per te.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Prima di pensare a dirglielo, sarebbe importante capire cosa rappresenta per te questa figura e cosa si è attivato in quel periodo della tua vita. Un percorso di psicoterapia può aiutarti a esplorare il sentimento senza negarlo, ma anche senza agire impulsivamente.
Spero tu possa fare il meglio per te.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Buonasera,
i sentimenti che descrive possono essere vissuti come molto autentici e intensi, ed è importante accoglierli senza giudicarsi. Allo stesso tempo, quando nascono all’interno di una relazione di cura, è fondamentale considerare con attenzione il contesto, i confini professionali e i codici etici che tutelano entrambe le persone coinvolte.
Più che comunicarli direttamente, potrebbe essere utile prendersi uno spazio di riflessione personale o un percorso psicologico in cui comprendere meglio il significato di questo sentimento, i bisogni affettivi che esprime e come gestirlo nel modo più rispettoso e protettivo per sé.
Dare valore a ciò che prova significa anche prendersene cura con consapevolezza e responsabilità.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
i sentimenti che descrive possono essere vissuti come molto autentici e intensi, ed è importante accoglierli senza giudicarsi. Allo stesso tempo, quando nascono all’interno di una relazione di cura, è fondamentale considerare con attenzione il contesto, i confini professionali e i codici etici che tutelano entrambe le persone coinvolte.
Più che comunicarli direttamente, potrebbe essere utile prendersi uno spazio di riflessione personale o un percorso psicologico in cui comprendere meglio il significato di questo sentimento, i bisogni affettivi che esprime e come gestirlo nel modo più rispettoso e protettivo per sé.
Dare valore a ciò che prova significa anche prendersene cura con consapevolezza e responsabilità.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Cara signora, quello che mi porta è qualcosa di importante e la ringrazio per la fiducia.
Lei inizia il suo scritto affermando di essere sicura che non si tratti di transfert ma l'inconscio lavora esattamente così: fa sentire come verità assoluta, come qualcosa che viene da fuori ciò che invece è dentro di noi.
Il chirurgo ha occupato un posto molto specifico nella sua vita psichica: qualcuno che ha avuto accesso al suo corpo, che l'ha curata, che probabilmente in un momento di fragilità si è preso cura di lei.
Non le dico di rinunciare al sentimento, né di agire su di esso, ma di starci dentro e esplorare cosa rappresenta questo uomo nel suo mondo interno, quali parti di sé ha risvegliato, quali bisogni ha attivato.
Perché a volte ciò che desideriamo nell'altro è qualcosa che appartiene a noi, e che aspettava solo di essere riconosciuto.
Le auguro il meglio.
Lei inizia il suo scritto affermando di essere sicura che non si tratti di transfert ma l'inconscio lavora esattamente così: fa sentire come verità assoluta, come qualcosa che viene da fuori ciò che invece è dentro di noi.
Il chirurgo ha occupato un posto molto specifico nella sua vita psichica: qualcuno che ha avuto accesso al suo corpo, che l'ha curata, che probabilmente in un momento di fragilità si è preso cura di lei.
Non le dico di rinunciare al sentimento, né di agire su di esso, ma di starci dentro e esplorare cosa rappresenta questo uomo nel suo mondo interno, quali parti di sé ha risvegliato, quali bisogni ha attivato.
Perché a volte ciò che desideriamo nell'altro è qualcosa che appartiene a noi, e che aspettava solo di essere riconosciuto.
Le auguro il meglio.
Dopo 7 mesi da cosa?
Buongiorno, ritengo che la cosa migliore sia parlarne, dato che è il suo ex chirurgo non dovrebbero esserci ulteriori vincoli. I codici etici valgono nel caso in cui il rapporto medico - paziente sia in corso. UN saluto. Dottoressa Stefania Barsotti
Buongiorno,
potrebbe provare al di fuori del contesto lavorativo a comunicargli il suo interesse per lui. L' interesse potrebbe esser ricambiato.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
potrebbe provare al di fuori del contesto lavorativo a comunicargli il suo interesse per lui. L' interesse potrebbe esser ricambiato.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno,
quello che descrive è un vissuto delicato e merita rispetto. Dopo un intervento chirurgico si attraversa spesso un’esperienza intensa, che può creare un legame emotivo significativo con il professionista che ci ha curato. Questo non significa che il sentimento non sia reale o profondo, ma è importante considerare il contesto in cui è nato.
Nella relazione medico–paziente esiste un’asimmetria inevitabile, legata ai ruoli, alla responsabilità clinica e al codice deontologico. Proprio per questo motivo eventuali coinvolgimenti sentimentali sono regolati con molta attenzione, anche quando le cure sono terminate. Le norme etiche servono a tutelare entrambe le parti, non a negare i sentimenti.
Prima di decidere se e come comunicare ciò che prova, può essere utile fermarsi a riflettere su alcuni aspetti interiori: cosa rappresenta per lei questa persona? Il sentimento è legato solo alla figura specifica o anche al significato che ha avuto in un momento vulnerabile della sua vita? Cosa si aspetterebbe realisticamente da una eventuale dichiarazione?
Parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio la natura di questo legame e a muoversi in modo consapevole, evitando di esporsi a una possibile frustrazione o a un disagio professionale per lui.
Non c’è nulla di “sbagliato” nel provare un sentimento. La parte importante è scegliere come gestirlo nel rispetto di sé stessa e dei confini professionali. Agire con lucidità, più che con impulso, la proteggerà qualunque sia la decisione finale.
Resto a disposizione.
quello che descrive è un vissuto delicato e merita rispetto. Dopo un intervento chirurgico si attraversa spesso un’esperienza intensa, che può creare un legame emotivo significativo con il professionista che ci ha curato. Questo non significa che il sentimento non sia reale o profondo, ma è importante considerare il contesto in cui è nato.
Nella relazione medico–paziente esiste un’asimmetria inevitabile, legata ai ruoli, alla responsabilità clinica e al codice deontologico. Proprio per questo motivo eventuali coinvolgimenti sentimentali sono regolati con molta attenzione, anche quando le cure sono terminate. Le norme etiche servono a tutelare entrambe le parti, non a negare i sentimenti.
Prima di decidere se e come comunicare ciò che prova, può essere utile fermarsi a riflettere su alcuni aspetti interiori: cosa rappresenta per lei questa persona? Il sentimento è legato solo alla figura specifica o anche al significato che ha avuto in un momento vulnerabile della sua vita? Cosa si aspetterebbe realisticamente da una eventuale dichiarazione?
Parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio la natura di questo legame e a muoversi in modo consapevole, evitando di esporsi a una possibile frustrazione o a un disagio professionale per lui.
Non c’è nulla di “sbagliato” nel provare un sentimento. La parte importante è scegliere come gestirlo nel rispetto di sé stessa e dei confini professionali. Agire con lucidità, più che con impulso, la proteggerà qualunque sia la decisione finale.
Resto a disposizione.
Bonasera, i sentimenti che descrive meritano rispetto e ascolto e il fatto che li riconosca con chiarezza è già molto importante.
Quando ci si sente curati, ascoltati e accolti in un momento delicato, possono nascere sentimenti importanti. Quando un legame nasce in un contesto di cura può assumere significati profondi per la persona. Per questo può essere utile prendersi del tempo per comprendere cosa rappresenti per lei, quali sono i suoi bisogni emotivi, quali conseguenze potrebbe avere esprimerlo.
Quando ci si sente curati, ascoltati e accolti in un momento delicato, possono nascere sentimenti importanti. Quando un legame nasce in un contesto di cura può assumere significati profondi per la persona. Per questo può essere utile prendersi del tempo per comprendere cosa rappresenti per lei, quali sono i suoi bisogni emotivi, quali conseguenze potrebbe avere esprimerlo.
Buonasera, dal suo messaggio non si comprende che tipo di relazione sia quella tra lei e il suo ex chirurgo e di quali coloriture professionali, e non, si caratterizzi (se tra colleghi o medico/paziente). Pertanto, la mia risposta va letta alla luce della parzialità di informazioni in possesso. Quello su cui ritengo lei possa interrogarsi è come si pone rispetto ai suoi di sentimenti. E mi sembra di capire che, qualsiasi cosa sia quello che sente, vorrebbe condividerlo con il diretto interessato. Beh, lo faccia! Al netto del fatto che non sono certa che ci siano codici etici che vietino ad un chirurgo di legarsi sentimentalmente a qualcuno, non è questo il punto, poiché questo ha a che fare con il suo ex chirurgo, appunto, e con come si porrà eventualmente verso i suoi di sentimenti, qualora li ricambi.
In sostanza, mi sembra che l'unica "etica" di cui lei deve occuparsi ha a che fare con il rispettare i suoi sentimenti. D'altronde, comunicarli, nel rispetto dell'altro, non viola niente e nessuno. Alla morale del chirurgo, ci penserà il chirurgo.
In sostanza, mi sembra che l'unica "etica" di cui lei deve occuparsi ha a che fare con il rispettare i suoi sentimenti. D'altronde, comunicarli, nel rispetto dell'altro, non viola niente e nessuno. Alla morale del chirurgo, ci penserà il chirurgo.
Gentilissima/o, grazie della condivisione innanzitutto. Capisco la situazione che ci descrivi, e immagino quanto sia faticoso gestire questo sentimento.
Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarti ad esplorare e provare a comprendere quello che stai vivendo, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tutto questo.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarti ad esplorare e provare a comprendere quello che stai vivendo, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tutto questo.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Buon pomeriggio, il rapporto medico-paziente si basa sulla fiducia e l'empatia, ma l'insorgere di sentimenti (affetto, attrazione) può complicare la cura. E' sempre consigliabile parlarne apertamente.
Buongiorno,
quello che prova ha una sua intensità reale, e lei lo sa distinguere. Questo merita rispetto.
E tuttavia, proprio perché è consapevole, vale la pena chiedersi su cosa si è costruito questo sentimento. La relazione con un chirurgo è tra le più intense che esistano: c'è il corpo, c'è la vulnerabilità, c'è qualcuno che si prende cura in un momento limite. Tutto questo crea un terreno molto fertile per sentimenti profondi e sinceri, che però nascono dentro una relazione che non era tra pari. E, quella asimmetria non scompare quando la relazione finisce, continua a lavorare dentro di noi.
Questo non significa che ciò che prova sia falso. Significa che merita uno spazio tutto suo, non per essere smentito, ma per essere capito in profondità. Uno spazio con un buon psicoterapeuta può diventare un'occasione preziosa: non solo per fare chiarezza su questo sentimento, ma per conoscersi meglio, per scoprire qualcosa di sé che forse aspettava solo di essere ascoltato.
Dott.ssa Elin Miroddi
quello che prova ha una sua intensità reale, e lei lo sa distinguere. Questo merita rispetto.
E tuttavia, proprio perché è consapevole, vale la pena chiedersi su cosa si è costruito questo sentimento. La relazione con un chirurgo è tra le più intense che esistano: c'è il corpo, c'è la vulnerabilità, c'è qualcuno che si prende cura in un momento limite. Tutto questo crea un terreno molto fertile per sentimenti profondi e sinceri, che però nascono dentro una relazione che non era tra pari. E, quella asimmetria non scompare quando la relazione finisce, continua a lavorare dentro di noi.
Questo non significa che ciò che prova sia falso. Significa che merita uno spazio tutto suo, non per essere smentito, ma per essere capito in profondità. Uno spazio con un buon psicoterapeuta può diventare un'occasione preziosa: non solo per fare chiarezza su questo sentimento, ma per conoscersi meglio, per scoprire qualcosa di sé che forse aspettava solo di essere ascoltato.
Dott.ssa Elin Miroddi
Buongiorno,
può accadere che verso un medico che si è preso cura di noi in momenti di fragilità nascano emozioni intense; in quei momenti tali sentimenti possono apparire profondamente sinceri. Potrebbe essere utile chiedersi quale valore o significato abbia per lei, oggi, ciò che sta provando verso questo professionista e la situazione che ha vissuto.
può accadere che verso un medico che si è preso cura di noi in momenti di fragilità nascano emozioni intense; in quei momenti tali sentimenti possono apparire profondamente sinceri. Potrebbe essere utile chiedersi quale valore o significato abbia per lei, oggi, ciò che sta provando verso questo professionista e la situazione che ha vissuto.
Buonasera, l'esperienza di un intervento che modifica o corregge il nostro corpo può rappresentare un evento che ci segna profondamente. Sentimenti misti di paura, gratitudine e attrazione possono mescolarsi in un fluido ipnotico che ci lega a chi ci ha prestato aiuto, a chi ci ha porto la mano. Per fortuna esiste una deontologia che impedisce a coloro che prestano le loro cure a diversi livelli di assecondare questi sentimenti. Le auguro una buona serata
Buongiorno, quello che provi può essere molto intenso e anche molto vero per te, e non c’è nulla di “strano” nel fatto che un legame nato in un momento delicato lasci una traccia emotiva forte. Capisco anche il desiderio che lui lo sappia.
Allo stesso tempo è importante tenere presente che, in ambito sanitario, esistono confini professionali ed etici molto chiari. Anche se tu ti senti consapevole e stabile, per lui la relazione deve restare dentro quei confini, e spesso non può, o non dovrebbe, aprire uno spazio personale. Questo non sminuisce il tuo sentimento, ma ti protegge dal rischio di farti male cercando una risposta che potrebbe non arrivare, o arrivare in modo freddo proprio perché vincolato dal ruolo.
Se senti che dirlo è necessario per te, prova a farlo nella forma più rispettosa e “chiusa” possibile: un messaggio o una lettera molto breve, centrata sulla gratitudine e su ciò che ha significato per te, senza richieste, senza aspettative e senza ulteriori inseguimenti. A volte questo aiuta a dare una chiusura interna. Se invece l’obiettivo sotto è “aprire una porta”, allora ti invito a fermarti un attimo, perché potresti ritrovarti ancora più esposta e frustrata.
In parallelo, può essere davvero utile parlarne in uno spazio tuo, con un professionista, non per “negare” il sentimento, ma per capirne il senso, i bisogni che tocca, e come prendertene cura senza metterti in una posizione vulnerabile. E se dovessi avere ancora bisogno di cure o controlli in quell’ambito, sceglierei un altro specialista, proprio per tutelarti emotivamente.
Se ti va, sul mio profilo trovi come lavoro su legami intensi, confini e bisogni affettivi, e puoi valutare un colloquio.
Allo stesso tempo è importante tenere presente che, in ambito sanitario, esistono confini professionali ed etici molto chiari. Anche se tu ti senti consapevole e stabile, per lui la relazione deve restare dentro quei confini, e spesso non può, o non dovrebbe, aprire uno spazio personale. Questo non sminuisce il tuo sentimento, ma ti protegge dal rischio di farti male cercando una risposta che potrebbe non arrivare, o arrivare in modo freddo proprio perché vincolato dal ruolo.
Se senti che dirlo è necessario per te, prova a farlo nella forma più rispettosa e “chiusa” possibile: un messaggio o una lettera molto breve, centrata sulla gratitudine e su ciò che ha significato per te, senza richieste, senza aspettative e senza ulteriori inseguimenti. A volte questo aiuta a dare una chiusura interna. Se invece l’obiettivo sotto è “aprire una porta”, allora ti invito a fermarti un attimo, perché potresti ritrovarti ancora più esposta e frustrata.
In parallelo, può essere davvero utile parlarne in uno spazio tuo, con un professionista, non per “negare” il sentimento, ma per capirne il senso, i bisogni che tocca, e come prendertene cura senza metterti in una posizione vulnerabile. E se dovessi avere ancora bisogno di cure o controlli in quell’ambito, sceglierei un altro specialista, proprio per tutelarti emotivamente.
Se ti va, sul mio profilo trovi come lavoro su legami intensi, confini e bisogni affettivi, e puoi valutare un colloquio.
Buongiorno,
Grazie per la domanda.
La prima informazione che le chiedo è se lei è ancora in cura presso questo chirurgo.
Se la risposta è no e non ci sono eventuali controlli periodici da svolgere per il suo stato di salute, la relazione professionale tra lei e il medico è conclusa.
Per tale ragione, se lei prova un sentimento verso di lui e intende comunicarglielo, troverà il modo in cui farlo mantenendo intatta la relazione.
Si tratta comunque di una situazione delicata; la risposta corretta non esiste ma c'è un codice deontologico a cui il medico deve attenersi. Per questo, lui saprà come muoversi in un contesto di questo tipo. Consideri anche che c'è la possibilità di non essere corrisposti per cui non si creerebbe alcuna problematica.
Se è ancora in cura presso di lui, ciò potrebbe influenzare la vostra relazione.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande. Cordiali saluti
Grazie per la domanda.
La prima informazione che le chiedo è se lei è ancora in cura presso questo chirurgo.
Se la risposta è no e non ci sono eventuali controlli periodici da svolgere per il suo stato di salute, la relazione professionale tra lei e il medico è conclusa.
Per tale ragione, se lei prova un sentimento verso di lui e intende comunicarglielo, troverà il modo in cui farlo mantenendo intatta la relazione.
Si tratta comunque di una situazione delicata; la risposta corretta non esiste ma c'è un codice deontologico a cui il medico deve attenersi. Per questo, lui saprà come muoversi in un contesto di questo tipo. Consideri anche che c'è la possibilità di non essere corrisposti per cui non si creerebbe alcuna problematica.
Se è ancora in cura presso di lui, ciò potrebbe influenzare la vostra relazione.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande. Cordiali saluti
Buongiorno. La ringrazio per aver condiviso questo vissuto così intimo e, al contempo, così complesso da abitare. Sentire un sentimento che si definisce reale, profondo e spogliato dalle dinamiche della vulnerabilità clinica, richiede un ascolto che vada oltre il semplice giudizio professionale, accogliendo la verità del Suo sentire come un elemento centrale della Sua attuale esperienza di vita.
Il confine tra la gratitudine per chi si è preso cura del nostro corpo e l'innamoramento è spesso sottile, ma Lei ci tiene a sottolineare una consapevolezza che rivendica la propria autonomia dal cosiddetto "transfert". Nella prospettiva di Diego Napolitani, l'identità e i sentimenti nascono sempre all'interno di una relazione; l'incontro con il chirurgo non è stato solo un atto tecnico, ma un evento relazionale in cui Lei ha affidato la propria integrità fisica all'altro. Questo può aver generato una "matrice" di fiducia e ammirazione che oggi ha assunto la forma di un sentimento amoroso.
Tuttavia, la Sua domanda tocca un punto nevralgico: il codice etico e la disparità di ruolo. Anche se sono trascorsi sette mesi, per il medico la relazione rimane incorniciata in un alveo professionale. Il codice di deontologia medica impone estrema cautela e spesso proibisce l'instaurarsi di relazioni affettive con i pazienti, proprio per proteggere l'oggettività della cura e l'integrità del professionista stesso. Per lui, Lei rischia di rimanere, simbolicamente, "la paziente", e questo rende l'eventuale svelamento del sentimento un atto carico di conseguenze, non solo emotive ma anche professionali per lui.
Cosa può fare, dunque, nella "dovuta maniera"? Il desiderio che lui lo sappia è un bisogno di riconoscimento del Suo vissuto. Tuttavia, prima di procedere, è necessario riflettere sul significato profondo di questa rivelazione. Se l'obiettivo è la ricerca di una reciprocità, bisogna essere pronti all'eventualità che il medico debba, per etica e per ruolo, porre una distanza ancora più netta. Se invece il desiderio è quello di "onorare" la verità di ciò che prova, potrebbe considerare di tradurre questa energia in un atto di cura verso se stessa, esplorando cosa questo sentimento dice di Lei e dei Suoi desideri più autentici.
La direzione che mi sento di indicarLe è quella della prudenza e del rispetto per il "setting" che vi ha uniti. Un eventuale contatto, se proprio ritenuto ineludibile, dovrebbe mantenere un tono di estrema compostezza e consapevolezza dei ruoli, senza alcuna pressione per una risposta. Ma prima di agire, provi a chiedersi se questo amore non sia una preziosa "bussola" interiore che Le sta indicando una nuova capacità di amare e di affidarsi, una risorsa che potrà poi investire in una relazione che nasca, fin dal principio, su un terreno di parità e libertà reciproca, fuori dalle mura di una sala operatoria.
Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo.
Il confine tra la gratitudine per chi si è preso cura del nostro corpo e l'innamoramento è spesso sottile, ma Lei ci tiene a sottolineare una consapevolezza che rivendica la propria autonomia dal cosiddetto "transfert". Nella prospettiva di Diego Napolitani, l'identità e i sentimenti nascono sempre all'interno di una relazione; l'incontro con il chirurgo non è stato solo un atto tecnico, ma un evento relazionale in cui Lei ha affidato la propria integrità fisica all'altro. Questo può aver generato una "matrice" di fiducia e ammirazione che oggi ha assunto la forma di un sentimento amoroso.
Tuttavia, la Sua domanda tocca un punto nevralgico: il codice etico e la disparità di ruolo. Anche se sono trascorsi sette mesi, per il medico la relazione rimane incorniciata in un alveo professionale. Il codice di deontologia medica impone estrema cautela e spesso proibisce l'instaurarsi di relazioni affettive con i pazienti, proprio per proteggere l'oggettività della cura e l'integrità del professionista stesso. Per lui, Lei rischia di rimanere, simbolicamente, "la paziente", e questo rende l'eventuale svelamento del sentimento un atto carico di conseguenze, non solo emotive ma anche professionali per lui.
Cosa può fare, dunque, nella "dovuta maniera"? Il desiderio che lui lo sappia è un bisogno di riconoscimento del Suo vissuto. Tuttavia, prima di procedere, è necessario riflettere sul significato profondo di questa rivelazione. Se l'obiettivo è la ricerca di una reciprocità, bisogna essere pronti all'eventualità che il medico debba, per etica e per ruolo, porre una distanza ancora più netta. Se invece il desiderio è quello di "onorare" la verità di ciò che prova, potrebbe considerare di tradurre questa energia in un atto di cura verso se stessa, esplorando cosa questo sentimento dice di Lei e dei Suoi desideri più autentici.
La direzione che mi sento di indicarLe è quella della prudenza e del rispetto per il "setting" che vi ha uniti. Un eventuale contatto, se proprio ritenuto ineludibile, dovrebbe mantenere un tono di estrema compostezza e consapevolezza dei ruoli, senza alcuna pressione per una risposta. Ma prima di agire, provi a chiedersi se questo amore non sia una preziosa "bussola" interiore che Le sta indicando una nuova capacità di amare e di affidarsi, una risorsa che potrà poi investire in una relazione che nasca, fin dal principio, su un terreno di parità e libertà reciproca, fuori dalle mura di una sala operatoria.
Cordialità
Dottssa Giovanna Costanzo.
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