Domande del paziente (78)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco bene quanto possano essere fastidiose e frustranti le tensioni che descrivi.
Quando parliamo di emicrania con aura, irritazione del nervo trigemino o disturbi visivi, non è possibile fare una...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quello che racconta il quadro sembra compatibile con un sovraccarico muscolare cronico, magari da quello che racconta legato ad una rigidità di base e a periodi prolungati di sedentarietà/...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco quanto questa condizione possa essere destabilizzante e limitante nella vita quotidiana, soprattutto considerando la sua età e il percorso universitario.
Il fatto che gli accertamenti...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
è una domanda molto sensata, perché anche nei bambini piccoli il supporto durante il sonno è importante.
In linea generale, per una bambina di 2 anni è consigliabile un materasso non troppo...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco bene la tua preoccupazione: i primi giorni e settimane di allattamento possono essere faticosi, soprattutto quando il neonato accumula aria e sembra non riuscire a succhiare bene.
Anche se la...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza, comprendo quanto possa essere frustrante e faticoso vivere con un dolore che limita la tua vita quotidiana.
Il dolore cervicale cronico, soprattutto...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco il fastidio che descrive, soprattutto quando il dolore limita gesti come incrociare le gambe.
In assenza di traumi o cadute, un dolore localizzato sulla parte esterna del ginocchio...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco la sua preoccupazione.
Nei neonati può succedere che, dopo un trattamento manuale, ci sia per uno o due giorni un aumento dei rigurgiti. È una reazione che in genere tende a normalizzarsi...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per aver descritto così bene la situazione.
Il fatto che risonanza ed esami neurologici siano negativi è un dato molto importante e rassicurante. Le piccole ernie cervicali, soprattutto...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, grazie per aver descritto così nel dettaglio la sua situazione.
Quando un dolore dura da così tanto tempo, ha già escluso con esami importanti cause strutturali e non migliora nonostante manipolazioni...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per aver spiegato così bene la situazione.
Se l’ecografia ha escluso una recidiva, è probabile che il fastidio non sia legato a un nuovo problema strutturale, ma a una sensibilità della...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
mi dispiace molto per quello che racconta. Si percepisce chiaramente quanto questa situazione abbia condizionato la sua vita, il lavoro, il modo di muoversi e la fiducia nel suo corpo.
Da...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
con una frattura composta della costa, soprattutto se il dolore è lieve, di solito si procede con gestione conservativa: riposo relativo, evitare sforzi, torsioni, sollevamenti pesanti e attività...
Altro
cosa rischia un bimbo se non si interviene nel correggere la testa piatta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
nella maggior parte dei casi la “testa piatta” nel bambino, soprattutto se parliamo di plagiocefalia posizionale, non rappresenta una condizione pericolosa e non va vissuta con allarme.
Se non viene trattata, il rischio principale è che possa rimanere una certa asimmetria della forma del cranio o del viso, più o meno evidente a seconda del grado. In alcuni bambini può associarsi anche a una preferenza nel girare la testa da un lato, con maggiore tensione del collo o difficoltà a variare le posizioni.
Per questo è utile intervenire presto, non perché ci sia necessariamente un pericolo grave, ma perché nei primi mesi il cranio è più modellabile e spesso piccoli accorgimenti su posizione, movimento, tummy time e mobilità del collo possono aiutare molto.
Quindi direi: niente panico, ma nemmeno aspettare troppo se l’asimmetria è evidente o se il bambino gira sempre la testa dallo stesso lato. Una valutazione pediatrica/osteopatica può aiutare a capire il grado della plagiocefalia e impostare indicazioni semplici e adatte al caso.
Infiammazione braccia/mani
Buongiorno, sono una ragazza di 32 anni.
Da fine 2024 ho un problema persistente a entrambe le braccia/polsi, in modo abbastanza simmetrico.
Attualmente il dolore si concentra soprattutto:
- Mani, in particolare nella parte interna del pollice / parte del palmo
- Gomiti
- Avambracci
- Polsi
Quando il dolore si intensifica, le mani diventano molto calde al tatto.
Il fastidio/infiammmazione lo sento più spesso la mattina molto presto, verso le 5, tanto da svegliarmi, o la sera, quando mi siedo in divano
Il problema va avanti ormai da mesi e mi ha costretto ad interrompere la palestra in quanto con esercizi alle braccia poi sentivo più dolore, e tutti gli esami fatti, di seguito, oltre ad essere costosi perché maggior parte in privato non hanno portato ad una risoluzione.
Visite ed esami:
• visita ortopedica: inizialmente era stata ipotizzata una tendinite dei flessori di entrambe le mani
• visita reumatologica: non risultavano segni clinici chiari di artrite; veniva riportata soprattutto epicondilite bilaterale
• visita fisiatrica: quadro descritto come epicondilalgia mediale e laterale con persistenza del dolore da ottobre 2024
• RX mani/gomiti: senza alterazioni importanti; solo minime riduzioni di alcuni spazi articolari della mano
• elettromiografia arti superiori risultata nei limiti
• ecografia gomiti e mani: riportata come nella norma nella documentazione reumatologica
• esami del sangue: sostanzialmente nella norma, senza evidenza chiara di infiammazione sistemica o malattia reumatologica; ANA negativi, fattore reumatoide nei limiti, VES e PCR non elevate
• RM rachide cervicale di marzo 2026: riduzione della fisiologica lordosi cervicale, lievi segni degenerativi tra C3 e C6 e minimo bulging tra C5-C6 e C6-C7, senza ernie discali e con canale spinale conservato
• RM encefalo + angio RM intracranica di febbraio 2026: non risultano alterazioni patologiche del cervello; non si vedono lesioni, né dilatazioni aneurismatiche o malformazioni vascolari. È stato però segnalato un aspetto dell’ipofisi definito verosimilmente parafisiologico in rapporto all’età, con suggerimento di eventuale valutazione endocrinologica e possibile approfondimento mirato solo se ritenuto utile clinicamente
Farmaci e terapie assunti nel tempo
Ortopedico:
Tauxib90 1cp al gg x 20 gg
Aminotrofic
Reumatologa:
Etoricoxib 90mg 1cp al giorno x 20 gg
Tendhyal 1cp al gg x 20 gg
Medico di base e fisiatra:
Pregabalin Teva 25 mg 3cp al gg (4 scatole)
Terapia Dry Needling e Neuro-Prolo terapia
Altri integratori:
Normast MPS
Tiobec 800
Tendisulfur
L’unico farmaco che mi faceva dormire meglio era il Pregabalin, che però causava giramenti di testa al mattino e a volte vista sfocata.
Altre cose su di me, in passato ha avuto il Covid, senza sintomi gravi e non ha altre patologie rilevanti, a parte intestino irritabile, che riesco a tenere sotto controllo limitando i cibi FODMAP
Vorrei capire se possa essere stato escluso qualcosa, una causa infiammatoria di qualche tipo, perché è un’agonia svegliarsi quasi tutte le mattine presto per l’aumento del dolore, che poi dopo colazione tende a diminuire.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco bene la frustrazione: ha già fatto un iter molto ampio, con visite, esami e terapie diverse, e il fatto di svegliarsi quasi ogni mattina per il dolore è sicuramente pesante.
Da quello che riporta, molti esami sono rassicuranti: non emergono segni chiari di infiammazione sistemica, malattia reumatologica, compressioni cervicali importanti o neuropatie evidenti. L’epicondilite/epicondilalgia bilaterale può spiegare parte del dolore a gomiti e avambracci, soprattutto con carichi o palestra, ma probabilmente non giustifica da sola tutti i sintomi alle mani.
Quando il dolore dura da mesi può instaurarsi una maggiore sensibilizzazione del sistema doloroso: il dolore è reale, ma non sempre legato a un danno o a un’infiammazione visibile negli esami.
Le consiglierei di impostare un percorso graduale, non basato solo sulla ricerca di una “struttura infiammata”, ma sulla valutazione di come si comporta il dolore: quali movimenti lo aumentano, quali lo riducono, quanto incidono sonno, carichi, attività quotidiane. Da lì si può lavorare con esercizi progressivi, per aiutare braccia, polsi e mani a tornare a tollerare meglio il movimento, senza forzare ma nemmeno evitando tutto.
Buonasera, da diverso tempo ho un fastidio al braccio sinistro, una sorta di intorpidimento/ formicolio/ addormentamento. Soprattutto mi viene quando sto col cellulare in mano o sul motorino, comunque con il braccio piegato.
Ho 2 piccoli lipomi (1 tricipite, 1 avambraccio vicino al gomito) che mi toglierò a breve, ma sia il dermatologo che il chirurgo dicono che non dovrebbero essere loro la causa. Che ne pensate? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
da come lo descrive, il fatto che il formicolio/intorpidimento compaia soprattutto con il braccio piegato, al cellulare o sul motorino, fa pensare più a una possibile irritazione/compressione temporanea di un nervo, ad esempio nella zona del gomito, del polso, della spalla o del tratto cervicale, più che ai lipomi.
I lipomi, se piccoli e valutati da dermatologo/chirurgo come non coinvolgenti strutture nervose, difficilmente sono la causa principale.
Le consiglierei di osservare se il sintomo cambia modificando posizione del braccio, appoggio del gomito, postura di collo/spalla e tempi al cellulare. Se il formicolio aumenta, diventa costante, compare perdita di forza o alterazione della sensibilità persistente, meglio fare una valutazione diretta ed eventualmente esami mirati.
Buongiorno,
sono ormai 6 mesi che ho un fortissimo dolore alla spalla sinistra. Gia operata due volte. Fatto esami di RMN, ecografia, RX dove non si evidenzia nulla di particolare. Eseguito infiltrazioni di cortisone e acido ialuronico, ma non ho risolto nulla. Questo dolore, parte dal collo e si irradia sulla scapola, trapezio, cuffia dei rotatori, deltoide, e arriva fino al gomito. Fatta visita del mio reumatologo che suggerisce che il problema non è dato dai miei interventi, ma secondo lui si tratta di un disturbo doloroso intervertebrale minore C4-C5 nella parte Sx concomitante con C3-C4 della parte destra. Stavo facendo fisioterapia alla spalla, che nell'ultima settimana ho tramutato in fisioterapia al collo come mi ha indicato, ma il dolore è peggiorato. Non so se passare a trattamento osteopatico o fare prima visita neurologica con magari qualche esame. Considerare che faccio un lavoro a computer di 10-11 ore al giorno. Sono molto limitato nello sport e vorrei risolvere la questione al più presto, perchè mi sta scombussolando anche il sonno e l'umore giornaliero. Sarei orientato a passare direttamente da un osteopata, lascio perdere il fisioterapista. Grazie per i vostri consigli
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco bene la difficoltà: dopo 6 mesi di dolore, due interventi pregressi, esami che non mostrano alterazioni significative e terapie che non hanno dato beneficio, è normale sentirsi confusi e cercare una direzione più chiara.
Da quello che descrive, il dolore non sembra riguardare solo la spalla in senso stretto: parte dal collo, coinvolge scapola, trapezio, deltoide e arriva fino al gomito. In questi casi può esserci una componente cervicale, ma anche una forte irritabilità dei tessuti e del sistema doloroso, soprattutto se il dolore condiziona sonno, sport, lavoro e umore.
Il fatto che la fisioterapia al collo abbia peggiorato i sintomi non significa necessariamente che quella sia una strada sbagliata, ma probabilmente il trattamento va adattato meglio alla sua tolleranza attuale. Quando il sistema è molto irritabile, anche stimoli corretti possono risultare “troppo” se dosati male.
Un lavoro osteopatico può essere molto utile, soprattutto se non si limita a trattare la spalla, ma valuta il quadro nel suo insieme: collo, torace, scapola, carichi lavorativi al computer, qualità del sonno e modalità con cui il dolore si comporta durante la giornata. L’obiettivo dovrebbe essere ridurre l’irritabilità, migliorare gradualmente il movimento e aiutarla a tornare alle attività senza alimentare paura o dipendenza dai trattamenti.
La visita neurologica può avere senso se ci sono formicolii importanti, perdita di forza, alterazioni della sensibilità o sintomi progressivi al braccio. In assenza, può valutare un percorso osteopatico, con un approccio graduale e non aggressivo.
Dolore braccio sx zona tricipite
Salve, sono una ragazza di 22 anni e dal 5 aprile avverto dolore nella zona del tricipite del braccio sinistro, con pesantezza al braccio dall’11 aprile (da tenere in considerazione che il giorno prima ho avuto un volo e ho tenuto sulle spalle uno zaino abbastanza pesante tutto il giorno). Attualmente al 13 aprile continuo ad avere dolore nella stessa zona e la pesantezza si fa sempre più forte. Ho paura che potrebbe essere un problema cardiologico nonostante pensi che se fosse tale avrei avuto anche altre sintomatologie, ma vorrei un parere
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco la preoccupazione, soprattutto quando il dolore è al braccio sinistro. Da come lo descrive, però, considerando lo zaino pesante tenuto a lungo sulle spalle e il dolore localizzato nella zona del tricipite, potrebbe essere più facilmente un’irritazione muscolare o muscolo-tendinea/cervico-scapolare.
Se il dolore resta localizzato e legato ai movimenti o alla sensazione di pesantezza, le consiglierei una valutazione diretta se non migliora nei prossimi giorni
Aiutatemi a capire visto che ogni "professionalista" dice una cosa diversa dall'altro.
20/03 inizia un forte dolore sulla parte bassa della schiena.
01/04 da rm risulta ernia discale mediana L5-S1.
- Inizio di mia spontanea volontà a fare bentelan e muscoril a siringhe perchè non riuscivo a muovermi e in periodo pasquale non c'era nessuno in tempi brevi per una visita.
06/04 inizio ciclo di fisioterapie (massoterapia+laser)
10/04 faccio visita con un ortopedico che dice che secondo lui non è ernia ma una protrusione e che genera lombosciatalgia, di continuare per altri 2 giorni solo il bentelan e poi scalarlo e continuare le fisioterapie. Valutare ozonoterapia se dopo questo ciclo non ho miglioramenti e che per situazioni del genere non si opera più se non in situazioni estremamente gravi.
- Il dolore alla schiena passa e si sposta al centro della natica destra e dietro la coscia. Nel mentre ho finito il bentelan e continuo solo con voltaren che mi ha prescritto il mio medico curante. Premetto che seppur piano faccio tutto ciò che farei normalmente, ad eccezione di guidare.
18/04 faccio una visita con un neurochirurgo del gemelli che invece, differentemente dall'ortopedico, dice che è un'ernia e che se nel giro di 2 mesi non mi passa questo dolore dovrei operarmi. Mi prescrive dicloreum (che scopro solo dopo essere andata in farmacia non essere più disponibile in tutta Italia!!) ed una serie di integratori (nicetile, alanerv, normast). Premetto che gli scrivo una mail 1h dopo la visita dicendogli che il farmaco non è disponibile in tutta italia e quale alternativa avrei dovuto prendere. Mi risponde dicendo di prenderne un altro simile! Non facendo la dottoressa, soprattutto non mi sono presa 160€ di visita, quindi continuo con il voltaren 75mg.
- Continuo con la fisioterapia ed il dolore al centro natica sparisce per una settimana, rimane il dolore lungo la parte dietro della coscia fino a dietro il ginocchio.
29/04 mi sveglio e ricompare dolore alla natica.
In questi ultimi giorni dolore alla natica persiste; se sono in piedi non lo avverto, ma avverto solo fastidio dietro la coscia, ma se sono seduta e devo alzarmi il dolore alla natica e al gluteo (sopra e sotto) è molto intenso. Mi alzo a poco a poco fino a mettermi in posizione eretta.
- Premetto che a casa faccio esercizi mattina e sera, e che 3 volte a settimana dal 4 aprile vado dal fisioterapista che fa massoterapia e laserterapia.
Comprendo che ci voglia tempo ma neanche un piccolo miglioramento? Anzi, quando sembrava esserci torniamo indietro stessa intensità di prima?
Vorrei un vostro parere visto che un medico ha detto una cosa ed un medico ne ha detta un'altra. La causa sembra essere l'ernia discale L5-S1 mi chiedo come mai, vista cura farmacologica, terapie, non ci siano miglioramenti di alcun tipo. Mi date un parere? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco bene la confusione: quando due professionisti danno letture diverse e il dolore cambia sede, è normale sentirsi disorientati e temere che qualcosa non stia andando per il verso giusto.
Da quello che descrive, il quadro sembra compatibile con una lombosciatalgia legata al disco L5-S1. Il fatto che il dolore si sia spostato dalla schiena alla natica e alla parte posteriore della coscia può succedere in questi casi, e non significa automaticamente che la situazione stia peggiorando. Anche l’andamento “a fasi”, con giorni migliori e poi ricadute, è abbastanza frequente nelle prime settimane.
È importante però sapere che l’ernia/protrusione vista in risonanza non sempre spiega da sola l’intensità del dolore: conta molto anche quanto il sistema nervoso è irritabile in quel momento. Per questo a volte farmaci, laser e massoterapia danno sollievo temporaneo, ma non risolvono completamente se il corpo non viene progressivamente riabituato al movimento e al carico.
Le terapie passive possono essere utili per abbassare il dolore, ma dovrebbero essere affiancate da un percorso attivo e graduale: capire quali movimenti tollera, quali la irritano, quanto riesce a camminare, stare seduta, piegarsi, rialzarsi, e costruire da lì una progressione. L’obiettivo non è stare ferma finché passa, ma tornare gradualmente a muoversi con sicurezza, senza forzare e senza avere paura di ogni sintomo.
In sintesi: non è strano che dopo poche settimane il quadro non sia ancora lineare. Più che cercare solo “la terapia che spegne il dolore”, le consiglierei una presa in carico che la aiuti a capire il dolore, ridurre la paura del movimento e tornare gradualmente alle attività quotidiane
Buongiorno, da una settimana circa sento fastidio alla parte alta della coscia. La zona è abbastanza circoscritta ed è in alto, zona a metà fra coscia anteriore e interna. Il fastidio si presenta principalmente quando sto seduta in determinate posizioni o quando premo in quella zona. Da sdraiata non sento praticamente nulla. A volte lo percepisco anche mentre cammino o faccio sport, ma è molto leggero, quasi paragonabile a una piccola scossa. Quali potrebbero essere le cause di questo fastidio? Potrebbe essere causato da un tendine o simile? Come lo posso curare? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da come descrive il fastidio — zona alta della coscia, tra parte anteriore e interna, presente soprattutto da seduta o alla pressione — potrebbe trattarsi di un’irritazione locale di tipo muscolo-tendineo, ad esempio a carico dei muscoli flessori dell’anca/adduttori, oppure di una piccola irritazione dei tessuti della zona inguinale/anteriore dell’anca.
Il fatto che da sdraiata non senta quasi nulla e che durante cammino o sport sia molto lieve è abbastanza rassicurante, soprattutto se il fastidio è comparso solo da una settimana e non ci sono stati traumi importanti.
Per ora eviterei di “testarla” continuamente premendo sulla zona e ridurrei per qualche giorno le posizioni o gli esercizi che la irritano di più, senza però fermarsi del tutto. Può mantenere movimento leggero e attività tollerate, osservando se il sintomo tende a ridursi.
Se invece il dolore aumenta, compare gonfiore, dolore importante all’inguine, difficoltà a camminare, formicolio persistente o non migliora nelle prossime settimane, allora ha senso fare una valutazione diretta per capire meglio l’origine del fastidio.
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…