Salve, ad ottobre ho sofferto di fastidio all’inguine destro, dove ero stato operato di ernia due a
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Salve,
ad ottobre ho sofferto di fastidio all’inguine destro, dove ero stato operato di ernia due anni prima con tecnica open. Dato che avevo sofferto spesso di fastidio di sensibilizzazione della zona giá mesi dopo l’intervento non ci ho fatto caso. Poi però ho dovuto anche interrompere gli allenamenti in palestra perché il fastidio aumentava. Sono stato a riposo, ho effettuato ecografia dinamica che ha escluso qualsiasi problema di recidiva o danni ai tessuti e a gennaio (restando a riposo e effettuando solo camminate e ginnastica dolce) stavo di nuovo benissimo e ho ripreso gli allenamenti in maniera graduale. Dopo un mese i fastidi sono tornati aumentando i carichi, anche se mi sono fermato prima di avere una ricaduta come quella precedente. Da cosa può dipendere? Vorrei capire se la palestra è da evitare dato che con allenamento leggero non ho particolari problemi. Segnalo anche che oltre al fastidio inguinale anche la coscia destra era interessata sino al ginocchio con fastidio simile a bruciore leggero e sempre nel periodo di allenamento intenso avevo fastidio al piede sinistro sulla pianta, come se ci fosse un durone proprio al centro (fastidi anche questi scomparsi scaricando l’allenamento).
ad ottobre ho sofferto di fastidio all’inguine destro, dove ero stato operato di ernia due anni prima con tecnica open. Dato che avevo sofferto spesso di fastidio di sensibilizzazione della zona giá mesi dopo l’intervento non ci ho fatto caso. Poi però ho dovuto anche interrompere gli allenamenti in palestra perché il fastidio aumentava. Sono stato a riposo, ho effettuato ecografia dinamica che ha escluso qualsiasi problema di recidiva o danni ai tessuti e a gennaio (restando a riposo e effettuando solo camminate e ginnastica dolce) stavo di nuovo benissimo e ho ripreso gli allenamenti in maniera graduale. Dopo un mese i fastidi sono tornati aumentando i carichi, anche se mi sono fermato prima di avere una ricaduta come quella precedente. Da cosa può dipendere? Vorrei capire se la palestra è da evitare dato che con allenamento leggero non ho particolari problemi. Segnalo anche che oltre al fastidio inguinale anche la coscia destra era interessata sino al ginocchio con fastidio simile a bruciore leggero e sempre nel periodo di allenamento intenso avevo fastidio al piede sinistro sulla pianta, come se ci fosse un durone proprio al centro (fastidi anche questi scomparsi scaricando l’allenamento).
Buonasera, probabilmente la sua postura tende a sovraccaricare la parte dx. le consiglio di effettuare dei controlli dell'osteopata piu vicino che la potrebbe aiutare con i suoi fastidi ed in caso consigliarle se lo terrà opportuno la giusta terapia o approfondimento.
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Buongiorno, dovrebbe affidarsi ud una fig. professionale (posturologo, osteopata, fisio)che valuti la sua postura. Probabilmente, da come ha descritto, il problema non è il carico ma potrebbe essere una tecnica scorretta data o da una scarsa attenzioneda parte dei PT o un problema di postura che la porta a lavorare in maniera scorretta.
Spero di esserle stata utile.
Buona continuazione
Valentina Zucchelli Osteopata D.o
Spero di esserle stata utile.
Buona continuazione
Valentina Zucchelli Osteopata D.o
Buongiorno mi spiace per la sua situazione, capisco quanto sia snervante non riuscire ad allenarsi e continuare la propria vita serenamente.
Per come sta segnalando il problema sembrerebbe una problematica a carico degli adduttori della coscia avendo anche escluso recidive post operatorie.
Le consiglio di prendere appuntamento con un collega della sua zona per valutare la situazione e iniziare un percorso terapeutico.
Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. R. Caminiti
Per come sta segnalando il problema sembrerebbe una problematica a carico degli adduttori della coscia avendo anche escluso recidive post operatorie.
Le consiglio di prendere appuntamento con un collega della sua zona per valutare la situazione e iniziare un percorso terapeutico.
Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. R. Caminiti
Buongiorno,
la sua descrizione è molto chiara e, soprattutto, coerente dal punto di vista clinico. Il fatto che ecografia dinamica e controlli abbiano escluso recidiva è un dato fondamentale: sposta il problema fuori dalla chirurgia e dentro la meccanica e la neuro-muscolare.
Provo a spiegarle cosa sta succedendo, punto per punto.
Non è una nuova ernia: è una sensibilizzazione funzionale
Dopo un intervento open di ernia inguinale, è abbastanza frequente che resti una ipersensibilità locale dovuta a:
irritazione dei nervi superficiali (ilioinguinale, ilioipogastrico, genitofemorale)
tensioni cicatriziali profonde
adattamenti posturali inconsci
Questi nervi non danno dolore continuo, ma si riattivano sotto carico, soprattutto con:
palestra
manovre di spinta
aumento della pressione addominale
E questo spiega perché:
a riposo → sta bene
con carichi crescenti → il fastidio ritorna
Il segnale chiave: coscia fino al ginocchio + bruciore
Il fastidio che scende lungo la coscia anteriore fino al ginocchio non è casuale.
È tipico di:
irritazione del nervo femorale o genitofemorale
tensione dell’ileo-psoas
squilibrio bacino–colonna–anca
Non è muscolare puro e non è articolare: è un segnale neuro-meccanico.Il piede sinistro: il corpo che “scarica”
Il fastidio plantare controlaterale (piede sinistro) è un altro indizio importantissimo.
Quando il corpo:
protegge l’inguine destro
modifica il carico
cambia appoggio e spinta
la tensione viene trasferita lungo le catene miofasciali, fino al piede opposto.
Il fatto che sparisca riducendo l’allenamento conferma che:
non è un problema locale del piede
è un adattamento globale
La palestra è da evitare?
Risposta onesta: NO, ma va rieducata, non “sopportata”. Allenamento che di solito è tollerato
carichi moderati
lavoro controllato
respirazione corretta
esercizi di stabilità e controllo
Allenamento che spesso riattiva il problema
carichi in aumento rapidi
esercizi in apnea (Valsalva)
squat, stacchi, pressa senza controllo del core
lavoro “forzato” sull’addome
la sua descrizione è molto chiara e, soprattutto, coerente dal punto di vista clinico. Il fatto che ecografia dinamica e controlli abbiano escluso recidiva è un dato fondamentale: sposta il problema fuori dalla chirurgia e dentro la meccanica e la neuro-muscolare.
Provo a spiegarle cosa sta succedendo, punto per punto.
Non è una nuova ernia: è una sensibilizzazione funzionale
Dopo un intervento open di ernia inguinale, è abbastanza frequente che resti una ipersensibilità locale dovuta a:
irritazione dei nervi superficiali (ilioinguinale, ilioipogastrico, genitofemorale)
tensioni cicatriziali profonde
adattamenti posturali inconsci
Questi nervi non danno dolore continuo, ma si riattivano sotto carico, soprattutto con:
palestra
manovre di spinta
aumento della pressione addominale
E questo spiega perché:
a riposo → sta bene
con carichi crescenti → il fastidio ritorna
Il segnale chiave: coscia fino al ginocchio + bruciore
Il fastidio che scende lungo la coscia anteriore fino al ginocchio non è casuale.
È tipico di:
irritazione del nervo femorale o genitofemorale
tensione dell’ileo-psoas
squilibrio bacino–colonna–anca
Non è muscolare puro e non è articolare: è un segnale neuro-meccanico.Il piede sinistro: il corpo che “scarica”
Il fastidio plantare controlaterale (piede sinistro) è un altro indizio importantissimo.
Quando il corpo:
protegge l’inguine destro
modifica il carico
cambia appoggio e spinta
la tensione viene trasferita lungo le catene miofasciali, fino al piede opposto.
Il fatto che sparisca riducendo l’allenamento conferma che:
non è un problema locale del piede
è un adattamento globale
La palestra è da evitare?
Risposta onesta: NO, ma va rieducata, non “sopportata”. Allenamento che di solito è tollerato
carichi moderati
lavoro controllato
respirazione corretta
esercizi di stabilità e controllo
Allenamento che spesso riattiva il problema
carichi in aumento rapidi
esercizi in apnea (Valsalva)
squat, stacchi, pressa senza controllo del core
lavoro “forzato” sull’addome
Buongiorno, in merito al suo dolore inguinale in palestra le consiglio di farsi fare una scheda e di essere seguito negli esercizi, in più le direi di provare con i trattamenti osteopatici per avere dei miglioramenti, cordiali saluti.
Buongiorno, grazie per aver spiegato così bene la situazione.
Se l’ecografia ha escluso una recidiva, è probabile che il fastidio non sia legato a un nuovo problema strutturale, ma a una sensibilità della zona operata che tende a riattivarsi quando i carichi aumentano.
Il fatto che i sintomi migliorino riducendo l’allenamento è un dato importante: non significa che la palestra sia da evitare, ma che forse è necessario rivedere progressione, carichi e modalità di lavoro.
Anche il fastidio alla coscia e alla pianta del piede fa pensare più a una gestione del carico e delle tensioni durante il movimento, piuttosto che a un problema localizzato solo all’inguine.
In questi casi può essere utile una valutazione completa, non solo della zona operata ma del modo in cui il corpo si muove e si adatta allo sforzo, così da impostare un ritorno graduale e più stabile all’allenamento.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti
Se l’ecografia ha escluso una recidiva, è probabile che il fastidio non sia legato a un nuovo problema strutturale, ma a una sensibilità della zona operata che tende a riattivarsi quando i carichi aumentano.
Il fatto che i sintomi migliorino riducendo l’allenamento è un dato importante: non significa che la palestra sia da evitare, ma che forse è necessario rivedere progressione, carichi e modalità di lavoro.
Anche il fastidio alla coscia e alla pianta del piede fa pensare più a una gestione del carico e delle tensioni durante il movimento, piuttosto che a un problema localizzato solo all’inguine.
In questi casi può essere utile una valutazione completa, non solo della zona operata ma del modo in cui il corpo si muove e si adatta allo sforzo, così da impostare un ritorno graduale e più stabile all’allenamento.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti
Buongiorno,
il caso da lei esposto potrebbe indicare due cause:
1)Problematiche di schiena, in zona lombosacrale, che potrebbero comportare una irritazione delle radici nervose.
2)Una problematica a livello viscerale, che potrebbe irritare il decorso di alcuni rami nervosi.
Per comprendere la reale causa e arrivare ad una graduale risoluzione, consiglio una visita osteopatica con una attenta analisi posturale.
il caso da lei esposto potrebbe indicare due cause:
1)Problematiche di schiena, in zona lombosacrale, che potrebbero comportare una irritazione delle radici nervose.
2)Una problematica a livello viscerale, che potrebbe irritare il decorso di alcuni rami nervosi.
Per comprendere la reale causa e arrivare ad una graduale risoluzione, consiglio una visita osteopatica con una attenta analisi posturale.
Buongiorno, capisco quanto possa essere frustrante dover ridurre o interrompere gli allenamenti a causa di un fastidio che tende a ripresentarsi.
Da ciò che descrive, il disturbo potrebbe essere legato all’aumento della pressione addominale durante gli sforzi con carichi più elevati; infatti, quando lo sforzo muscolare cresce, aumentano anche le pressioni interne e una parete addominale già operata per ernia può risultare più sensibile rispetto a prima.
Il bruciore lungo coscia e ginocchio destri potrebbe inoltre essere collegato a una lieve irritazione dei nervi che decorrono nella regione inguinale. Il fastidio al piede sinistro, comparso nello stesso periodo, può invece riflettere un adattamento posturale con maggiore carico sull’arto opposto.
Questo non significa necessariamente dover evitare la palestra, ma piuttosto modulare i carichi e valutare in modo mirato la funzionalità della parete addominale e dell’equilibrio globale. Con una valutazione specifica è spesso possibile tornare ad allenarsi in modo sicuro.
Spero di essere stata chiara nella risposta. Per qualsiasi dubbio o domanda, non esiti a prenotare un primo consulto.
Ilaria Giani
Da ciò che descrive, il disturbo potrebbe essere legato all’aumento della pressione addominale durante gli sforzi con carichi più elevati; infatti, quando lo sforzo muscolare cresce, aumentano anche le pressioni interne e una parete addominale già operata per ernia può risultare più sensibile rispetto a prima.
Il bruciore lungo coscia e ginocchio destri potrebbe inoltre essere collegato a una lieve irritazione dei nervi che decorrono nella regione inguinale. Il fastidio al piede sinistro, comparso nello stesso periodo, può invece riflettere un adattamento posturale con maggiore carico sull’arto opposto.
Questo non significa necessariamente dover evitare la palestra, ma piuttosto modulare i carichi e valutare in modo mirato la funzionalità della parete addominale e dell’equilibrio globale. Con una valutazione specifica è spesso possibile tornare ad allenarsi in modo sicuro.
Spero di essere stata chiara nella risposta. Per qualsiasi dubbio o domanda, non esiti a prenotare un primo consulto.
Ilaria Giani
Salve
Il Suo chirurgo Le sconsiglio allenamento intenso?
Se non Le è stato sconsigliato allora può farlo.Il vero problema credo sia nell'assetto e organizzazione del corpo; che si ripercuote sulla distruzione dei carichi.
Le consiglio una visita da un bravo osteopata che possa fare una valutazione e rimetterLa in equilibrio.
Ci faccia sapere
Dottoressa Patrizia Fazio
Il Suo chirurgo Le sconsiglio allenamento intenso?
Se non Le è stato sconsigliato allora può farlo.Il vero problema credo sia nell'assetto e organizzazione del corpo; che si ripercuote sulla distruzione dei carichi.
Le consiglio una visita da un bravo osteopata che possa fare una valutazione e rimetterLa in equilibrio.
Ci faccia sapere
Dottoressa Patrizia Fazio
Buongiorno, sono Marta Penello Osteopata, la cicatrice dell'operazione è mai stata trattata da un professionista? Il dolore potrebbe essere causato anche da un'aderenza creata dalla cicatrice e anche da un sovraccarico posturale sulla gamba interessata, ovviamente sono solo supposizioni basandomi su quello scritto da lei. Resto a disposizione per qualsiasi info. Grazie e buona giornata
Salve,
è possibile che sebbene non dia fastidio al tocco ci sia un esito cicatriziale particolarmente disfunzionale e coinvolga le strutture sottostante. Con l'allenamento la muscolatura degli arti inferiori che passa nel canale inguinale si ispessisce e crea attrito tra le diverse strutture e può causarle i sintomi da lei descritte al ginocchio e al piede.
Un indagine posturale può sicuramente dare più risposte.
Resto disponibile per chiarimenti!
Buona giornata
Dr. Guido Olivieri
è possibile che sebbene non dia fastidio al tocco ci sia un esito cicatriziale particolarmente disfunzionale e coinvolga le strutture sottostante. Con l'allenamento la muscolatura degli arti inferiori che passa nel canale inguinale si ispessisce e crea attrito tra le diverse strutture e può causarle i sintomi da lei descritte al ginocchio e al piede.
Un indagine posturale può sicuramente dare più risposte.
Resto disponibile per chiarimenti!
Buona giornata
Dr. Guido Olivieri
Salve, premesso che bisognerebbe valutare in maniera completa attraverso referti, esame obiettivo, palpatorio ed anche valutazione funzionale riguardo il training, le possibili cause evinte dal racconto potrebbero essere ricondotte ad un interesse nervoso del tratto lombare, in particolare quando posto sotto maggiore intensità di carico, una riduzione degli spazi fisiologici del tratto lombare potrebbe interessare alcuni nervi indirizzati nelle zone target da lei indicate. questo è solo un esempio. consiglio una RX o RM per cominciare, poi una valutazione osteopatica. Saluti.
Pe conviene svolgere una ecografia di controllo.
Salve, da come descrive il suo problema sembrerebbe che il fastidio si presenti solo in determinate circostanze e sotto carico, un approccio terapeutico potrebbe essere quello di valutare proprio il movimento e l'esecuzione di determinati esercizi dato che dopo l'operazione potrebbe non aver recuperato adeguatamente e nel tempo il suo corpo, adattandosi, ha iniziato ad utilizzare determinati compensi (magari nel reclutamento di determinati muscoli) per eseguire tali esercizi.
Tramite terapia manuale si potrebbe indagare anche lo stato di tutta la sezione pelvica e muscolatura adduttoria dell'arto destro, valutando se c'è una particolare struttura che magari comprime il nervo otturatorio o nervo femoro cutaneo che POTREBBERO essere i responsabili di quella sensazione di bruciore che lei prova.
Tramite terapia manuale si potrebbe indagare anche lo stato di tutta la sezione pelvica e muscolatura adduttoria dell'arto destro, valutando se c'è una particolare struttura che magari comprime il nervo otturatorio o nervo femoro cutaneo che POTREBBERO essere i responsabili di quella sensazione di bruciore che lei prova.
Salve per il fastidio la causa potrebbe derivare da uno squilibrio posturale postoperatorio.
Non so se ha eseguito un periodo di riabilitazione dopo l'operazione, se è un no le consiglio di sospendere per almeno 1 o 2 mesi la palestra ed iniziare un periodo di ginnastica posturale.
Buona serata e mi faccia sapere.
Non so se ha eseguito un periodo di riabilitazione dopo l'operazione, se è un no le consiglio di sospendere per almeno 1 o 2 mesi la palestra ed iniziare un periodo di ginnastica posturale.
Buona serata e mi faccia sapere.
Salve, il fatto che l’ecografia dinamica abbia escluso una recidiva è un ottimo segnale. Dopo un intervento di ernioplastica open, però, non è raro sviluppare fastidi ricorrenti legati non a una nuova ernia ma a una sensibilizzazione nervosa della zona.
La letteratura riporta che una percentuale di pazienti può presentare dolore persistente o ricorrente dopo chirurgia inguinale. Spesso è coinvolta l’area dei nervi ileo-inguinale o genito-femorale, oppure si crea un’alterazione della meccanica tra addominali, adduttori e anca.
I sintomi che riporta fanno pensare più ad un problema di gestione del carico e adattamento neuromuscolare, non ad una lesione strutturale.
La palestra non è da evitare, ma va modulata: progressione graduale, lavoro sul controllo del core, mobilità della cicatrice e attenzione agli esercizi che aumentano molto la pressione addominale.
In questi casi, con un percorso mirato con fisioterapia e osteopatia, è spesso possibile tornare ad allenarsi senza ricadute.
La letteratura riporta che una percentuale di pazienti può presentare dolore persistente o ricorrente dopo chirurgia inguinale. Spesso è coinvolta l’area dei nervi ileo-inguinale o genito-femorale, oppure si crea un’alterazione della meccanica tra addominali, adduttori e anca.
I sintomi che riporta fanno pensare più ad un problema di gestione del carico e adattamento neuromuscolare, non ad una lesione strutturale.
La palestra non è da evitare, ma va modulata: progressione graduale, lavoro sul controllo del core, mobilità della cicatrice e attenzione agli esercizi che aumentano molto la pressione addominale.
In questi casi, con un percorso mirato con fisioterapia e osteopatia, è spesso possibile tornare ad allenarsi senza ricadute.
L’ecografia dinamica negativa per recidiva è molto rassicurante: significa che non c’è un nuovo difetto di parete o un danno strutturale evidente.
Dopo un intervento di ernia inguinale open può però rimanere nel tempo una certa sensibilizzazione dei tessuti (cicatrice, nervi cutanei locali, zona adduttoria). Quando si aumentano i carichi in palestra — soprattutto con esercizi che coinvolgono addominali, adduttori, squat, affondi o stacchi — la regione inguinale viene nuovamente sollecitata in modo importante.
I sintomi fanno pensare più a una condizione da sovraccarico miofasciale o neuro-meccanico che a un problema chirurgico recidivato.
Interessante anche il fastidio comparso al piede controlaterale: quando il corpo “protegge” un lato, tende a modificare gli appoggi e la distribuzione dei carichi. Questo può spiegare sintomi secondari che spariscono quando si riduce l’intensità.
La palestra non è necessariamente da evitare, ma probabilmente va modulata meglio la progressione dei carichi e valutato il controllo lombo-pelvico e dell’anca, per evitare che la zona operata venga sovraccaricata in modo ripetitivo.
In questi casi la gestione graduale e mirata dell’allenamento è spesso la chiave, più che il riposo assoluto.
Dopo un intervento di ernia inguinale open può però rimanere nel tempo una certa sensibilizzazione dei tessuti (cicatrice, nervi cutanei locali, zona adduttoria). Quando si aumentano i carichi in palestra — soprattutto con esercizi che coinvolgono addominali, adduttori, squat, affondi o stacchi — la regione inguinale viene nuovamente sollecitata in modo importante.
I sintomi fanno pensare più a una condizione da sovraccarico miofasciale o neuro-meccanico che a un problema chirurgico recidivato.
Interessante anche il fastidio comparso al piede controlaterale: quando il corpo “protegge” un lato, tende a modificare gli appoggi e la distribuzione dei carichi. Questo può spiegare sintomi secondari che spariscono quando si riduce l’intensità.
La palestra non è necessariamente da evitare, ma probabilmente va modulata meglio la progressione dei carichi e valutato il controllo lombo-pelvico e dell’anca, per evitare che la zona operata venga sovraccaricata in modo ripetitivo.
In questi casi la gestione graduale e mirata dell’allenamento è spesso la chiave, più che il riposo assoluto.
Salve, da quello che descrive – ecografia negativa per recidiva, dolore che compare con l’aumento dei carichi e si riduce con il riposo – è molto probabile che non si tratti di una nuova ernia, ma di una sindrome dolorosa o di un sovraccarico miofasciale della regione inguinale.
Dopo un intervento di ernia inguinale con tecnica open, anche a distanza di anni, possono rimanere: sensibilizzazioni cicatriziali, piccole aderenze dei tessuti, irritazioni dei nervi locali (ileo-inguinale, ileo-ipogastrico, genito-femorale), alterazioni della meccanica del bacino e della parete addominale.
Quando aumenta il carico in palestra (soprattutto con esercizi come squat, stacchi, leg press, addominali intensi), la pressione addominale e la tensione sulla parete inguinale crescono e la zona può riattivarsi.
Il fatto che lei riferisca un fastidio irradiato lungo la coscia fino al ginocchio (bruciore leggero) e la comparsa contemporanea di un fastidio plantare controlaterale, fa pensare anche a un adattamento posturale o di carico: se inconsciamente protegge il lato operato, può modificare l’appoggio e la biomeccanica del bacino e degli arti inferiori.
La palestra non va evitata ma va modulata.
Se con allenamento leggero sta bene e il dolore compare solo aumentando i carichi, significa che probabilmente il problema è di gestione del carico, non di controindicazione assoluta all’attività.
Può essere utile:
- evitare per un periodo esercizi che aumentano molto la pressione addominale
- lavorare su stabilità lombo-pelvica e controllo del core in modo progressivo
- curare mobilità di anca, psoas, adduttori
- valutare la cicatrice (spesso sottovalutata)
In questi casi un approccio manuale mirato alla cicatrice, alla mobilità dei tessuti e all’equilibrio del bacino può aiutare molto a ridurre le recidive di fastidio durante l’attività sportiva.
Resto disponibile per dubbi o chiarimenti.
Dopo un intervento di ernia inguinale con tecnica open, anche a distanza di anni, possono rimanere: sensibilizzazioni cicatriziali, piccole aderenze dei tessuti, irritazioni dei nervi locali (ileo-inguinale, ileo-ipogastrico, genito-femorale), alterazioni della meccanica del bacino e della parete addominale.
Quando aumenta il carico in palestra (soprattutto con esercizi come squat, stacchi, leg press, addominali intensi), la pressione addominale e la tensione sulla parete inguinale crescono e la zona può riattivarsi.
Il fatto che lei riferisca un fastidio irradiato lungo la coscia fino al ginocchio (bruciore leggero) e la comparsa contemporanea di un fastidio plantare controlaterale, fa pensare anche a un adattamento posturale o di carico: se inconsciamente protegge il lato operato, può modificare l’appoggio e la biomeccanica del bacino e degli arti inferiori.
La palestra non va evitata ma va modulata.
Se con allenamento leggero sta bene e il dolore compare solo aumentando i carichi, significa che probabilmente il problema è di gestione del carico, non di controindicazione assoluta all’attività.
Può essere utile:
- evitare per un periodo esercizi che aumentano molto la pressione addominale
- lavorare su stabilità lombo-pelvica e controllo del core in modo progressivo
- curare mobilità di anca, psoas, adduttori
- valutare la cicatrice (spesso sottovalutata)
In questi casi un approccio manuale mirato alla cicatrice, alla mobilità dei tessuti e all’equilibrio del bacino può aiutare molto a ridurre le recidive di fastidio durante l’attività sportiva.
Resto disponibile per dubbi o chiarimenti.
Buongiorno, premettendo che bisogna sempre fare una raccolta dati approfondita prima di formulare una diagnosi, è possibile che la sua sintomatologia sia correlata ad una contrattura di un gruppo di muscoli della gamba. Questo tipo di contratture muscolari sono spesso associate ad un sovraccarico (nel suo caso potrebbe effettivamente essere la palestra) e ad un atteggiamento posturale scorretto dell'arto inferiore.
Le consiglio di fare una visita da un osteopata per valutare la postura e correggere eventuali problemi muscolari. Nel frattempo, ridurre il carico in palestra può essere una buona idea ma secondo me può tranquillamente allenarsi in modo leggero dato che non le causa fastidio.
Buona giornata
Elisa Fornaca
Le consiglio di fare una visita da un osteopata per valutare la postura e correggere eventuali problemi muscolari. Nel frattempo, ridurre il carico in palestra può essere una buona idea ma secondo me può tranquillamente allenarsi in modo leggero dato che non le causa fastidio.
Buona giornata
Elisa Fornaca
Da quello che descrivi, il quadro non fa pensare a una recidiva di ernia, soprattutto considerando che l’ecografia dinamica è risultata negativa e che i sintomi compaiono solo con l’aumento dei carichi in palestra. È più probabile che si tratti di una sensibilizzazione della zona operata o di un sovraccarico funzionale.
Dopo un intervento open per ernia inguinale, anche a distanza di anni può persistere una certa iper-reattività dei tessuti: cicatrice, legamento inguinale, muscoli addominali e adduttori, ma anche piccoli rami nervosi locali (come ileoinguinale o genitofemorale). Quando aumenti i carichi, cresce la pressione intra-addominale e la tensione sulla regione operata; questo può riattivare il fastidio senza che ci sia un vero danno strutturale.
La palestra quindi non è necessariamente da evitare. Il punto chiave sembra essere la gestione del carico. Se con allenamento leggero stai bene, significa che la zona tollera lo stimolo, ma ha una soglia oltre la quale si irrita. Potrebbe essere utile:
aumentare i carichi in modo più graduale
evitare per un periodo manovre di Valsalva forzate
curare molto il controllo del core e la respirazione
lavorare su mobilità di anca e adduttori
monitorare il dolore mantenendolo su livelli bassi (non oltre 2-3/10)
Se il fastidio dovesse diventare persistente anche a riposo, irradiarsi in modo marcato o associarsi a perdita di forza o sensibilità, sarebbe opportuno un nuovo controllo medico. In assenza di questi segnali, il quadro sembra compatibile con una problematica funzionale da sovraccarico, più che con un problema chirurgico strutturale.
Dopo un intervento open per ernia inguinale, anche a distanza di anni può persistere una certa iper-reattività dei tessuti: cicatrice, legamento inguinale, muscoli addominali e adduttori, ma anche piccoli rami nervosi locali (come ileoinguinale o genitofemorale). Quando aumenti i carichi, cresce la pressione intra-addominale e la tensione sulla regione operata; questo può riattivare il fastidio senza che ci sia un vero danno strutturale.
La palestra quindi non è necessariamente da evitare. Il punto chiave sembra essere la gestione del carico. Se con allenamento leggero stai bene, significa che la zona tollera lo stimolo, ma ha una soglia oltre la quale si irrita. Potrebbe essere utile:
aumentare i carichi in modo più graduale
evitare per un periodo manovre di Valsalva forzate
curare molto il controllo del core e la respirazione
lavorare su mobilità di anca e adduttori
monitorare il dolore mantenendolo su livelli bassi (non oltre 2-3/10)
Se il fastidio dovesse diventare persistente anche a riposo, irradiarsi in modo marcato o associarsi a perdita di forza o sensibilità, sarebbe opportuno un nuovo controllo medico. In assenza di questi segnali, il quadro sembra compatibile con una problematica funzionale da sovraccarico, più che con un problema chirurgico strutturale.
I fastidi che descrivi sembrano legati a sovraccarico muscolare e squilibri posturali più che a una recidiva dell’ernia, soprattutto perché l’ecografia dinamica è risultata negativa.
Il dolore che si estende a coscia e ginocchio può essere da irritazione o tensione dei muscoli, tendini e nervi della zona inguinale e del pavimento pelvico, amplificata dall’allenamento intenso.
In questi casi è consigliabile modulare il carico, evitare movimenti che accentuano il fastidio e associare una valutazione osteopatica per correggere eventuali disallineamenti del bacino e degli arti inferiori, migliorando postura e distribuzione dei carichi durante l’attività.
Il dolore che si estende a coscia e ginocchio può essere da irritazione o tensione dei muscoli, tendini e nervi della zona inguinale e del pavimento pelvico, amplificata dall’allenamento intenso.
In questi casi è consigliabile modulare il carico, evitare movimenti che accentuano il fastidio e associare una valutazione osteopatica per correggere eventuali disallineamenti del bacino e degli arti inferiori, migliorando postura e distribuzione dei carichi durante l’attività.
buongiorno, dal suo racconto sembrerebbe una pubalgia monolaterale data da una contrattura e successiva infiammazione del muscolo ileopsoas , probabilmente qualche esercizio errato in palestra potrebbe essere stato la causa scatenante oppure si possono essere formate delle aderenze post intervento . mi capitano spesso patologie come la sua , in genere sono sempre risolvibili con tempistiche molto soggettive .
Buongiorno,
il quadro che descrive — fastidio inguinale ricorrente correlato al carico, con irradiazione alla coscia fino al ginocchio e sintomatologia plantare controlaterale — suggerisce una disfunzione funzionale della zona operata, probabilmente legata a tensioni cicatriziali e compensi posturali che si manifestano sotto sforzo.
Il fatto che i sintomi regrediscano con il riposo e ricompaiano all'aumentare dei carichi è un dato significativo: non indica necessariamente che la palestra sia da evitare, ma che il corpo non ha ancora recuperato una piena capacità di gestire determinati stress meccanici.
Le consiglio di effettuare una visita osteopatica: un bravo osteopata potrà valutare la mobilità della cicatrice, le tensioni fasciali della zona inguinale e i compensi a distanza — inclusi quelli che spiegano il fastidio alla coscia e al piede controlaterale — e accompagnarla verso una ripresa degli allenamenti più sostenibile.
Cordiali saluti.
il quadro che descrive — fastidio inguinale ricorrente correlato al carico, con irradiazione alla coscia fino al ginocchio e sintomatologia plantare controlaterale — suggerisce una disfunzione funzionale della zona operata, probabilmente legata a tensioni cicatriziali e compensi posturali che si manifestano sotto sforzo.
Il fatto che i sintomi regrediscano con il riposo e ricompaiano all'aumentare dei carichi è un dato significativo: non indica necessariamente che la palestra sia da evitare, ma che il corpo non ha ancora recuperato una piena capacità di gestire determinati stress meccanici.
Le consiglio di effettuare una visita osteopatica: un bravo osteopata potrà valutare la mobilità della cicatrice, le tensioni fasciali della zona inguinale e i compensi a distanza — inclusi quelli che spiegano il fastidio alla coscia e al piede controlaterale — e accompagnarla verso una ripresa degli allenamenti più sostenibile.
Cordiali saluti.
Buongiorno, da quello che descrive non è possibile fare una diagnosi certa online, ma il fatto che l’ecografia dinamica abbia escluso una recidiva di ernia è un dato utile. In casi come il suo, quando il fastidio compare soprattutto con l’aumento dei carichi e migliora scaricando l’allenamento, una delle ipotesi da considerare è un problema da sovraccarico muscolo-tendineo della regione inguinale/adduttoria oppure una irritazione nervosa locale, condizioni che possono dare dolore o bruciore all’inguine e talvolta irradiarsi verso coscia o zona vicina. Il dolore cronico dopo intervento di ernia inguinale esiste e va inquadrato con una visita accurata, escludendo sia recidiva sia altre cause non direttamente legate alla parete addominale.
Il fatto che i sintomi tornino con palestra intensa ma non con attività leggere non significa necessariamente che la palestra sia da evitare per sempre, ma suggerisce che in questo momento il carico o alcuni esercizi possano non essere ben tollerati. Nelle sindromi dolorose inguinali legate all’attività fisica, in genere si valuta quali movimenti provocano i sintomi e si imposta una ripresa graduale, evitando inizialmente esercizi che aumentano molto la pressione addominale o stressano la regione inguinale e l’anca.
Considerando anche il bruciore lungo la coscia e gli altri fastidi comparsi durante i periodi di carico, il consiglio migliore è una valutazione in presenza da parte di un professionista esperto in dolore inguinale/sportivo, così da distinguere tra possibile tendinopatia adduttoria, problema dell’anca, irritazione nervosa o altra causa muscolo-scheletrica. Il dolore all’inguine può infatti dipendere non solo dalla parete addominale, ma anche da strutture dell’anca e dei tessuti circostanti.
In sintesi: non eviterei in assoluto l’attività fisica, ma eviterei di continuare ad aumentare i carichi “sopra il fastidio” senza prima capire bene l’origine del problema. Se compaiono dolore importante a riposo, peggioramento progressivo, debolezza, alterazioni della sensibilità o un rigonfiamento inguinale evidente, è opportuno farsi rivalutare rapidamente.
Il fatto che i sintomi tornino con palestra intensa ma non con attività leggere non significa necessariamente che la palestra sia da evitare per sempre, ma suggerisce che in questo momento il carico o alcuni esercizi possano non essere ben tollerati. Nelle sindromi dolorose inguinali legate all’attività fisica, in genere si valuta quali movimenti provocano i sintomi e si imposta una ripresa graduale, evitando inizialmente esercizi che aumentano molto la pressione addominale o stressano la regione inguinale e l’anca.
Considerando anche il bruciore lungo la coscia e gli altri fastidi comparsi durante i periodi di carico, il consiglio migliore è una valutazione in presenza da parte di un professionista esperto in dolore inguinale/sportivo, così da distinguere tra possibile tendinopatia adduttoria, problema dell’anca, irritazione nervosa o altra causa muscolo-scheletrica. Il dolore all’inguine può infatti dipendere non solo dalla parete addominale, ma anche da strutture dell’anca e dei tessuti circostanti.
In sintesi: non eviterei in assoluto l’attività fisica, ma eviterei di continuare ad aumentare i carichi “sopra il fastidio” senza prima capire bene l’origine del problema. Se compaiono dolore importante a riposo, peggioramento progressivo, debolezza, alterazioni della sensibilità o un rigonfiamento inguinale evidente, è opportuno farsi rivalutare rapidamente.
Salve, ha mai sottoposto il problema ad un osteopata? Se no, si rivolga ad un professionista nella sua zona. Resto a disposizione, Giulia Li Calzi Osteopata.
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