Buonasera, volevo un po' di chiarezza su un disturbo che mi limita in tutto e per tutto..circa 8 mes

18 risposte
Buonasera, volevo un po' di chiarezza su un disturbo che mi limita in tutto e per tutto..circa 8 mesi fa mentre cucinavo,ho avuto una forte vertigine (come dicono i dottori soggettiva) perché non mi girava la stanza ma ero io ad avvertire un senso di sbandamento...sono andata in ospedale e dopo vari controlli, dalla risonanza encefalo- cervicale sono uscite due piccole ernie a livello cervicale,per il resto tutto negativo... elettroencefalogramma negativo ed esami neurologici negativi...da quell'episodio ho sempre una sensazione di sbandamento,come se stessi su una barca, quando faccio le faccende di casa magari con più fretta ,mi sento come se sto per cadere, come delle vertigini appunto soggettive...ho provato a fare Tecar cervicale,con scarsi risultati, messo il byte perché ho problemi a livello di atm,malocclusione della mandibola e al tocco forte dolore muscolare...non so più come fare a risolvere questo problema,in quanto mi limita in tutto e aggrava i miei stati d'ansia che sto trattando nel frattempo...potrebbe servire un consulto da un osteopata?
Grazie della risposta.
Buonasera,
capisco quanto questo senso costante di sbandamento (come su una barca), con vertigini soggettive e instabilità nei movimenti rapidi, la stia limitando da 8 mesi. È estenuante e aggrava l’ansia.

La RM mostra due piccole ernie cervicali, ma il resto negativo (EEG, neurologico): non c’è danno grave.

I sintomi sono tipici di disfunzione cervico-vestibolare + ATM/malocclusione: ernie e rachide irritano i recettori propriocettivi del collo → segnali confusi al cervello → instabilità. L’ATM peggiora il tutto via tensione mandibolare-cervicale. Tecar non ha funzionato perché non affronta la causa meccanica profonda.

L’osteopatia può aiutare molto: tecniche cranio-sacrali, cervicali alte, ATM e fasciali riequilibrano il sistema vestibolare e riducono il sintomo (spesso 50-80% in 4-8 sedute).

Per completezza: se il sintomo ha una componente rotatoria (anche lieve), un controllo ORL/vestibolare con test posizionali potrebbe escludere otoliti dislocati (cupololitiasi); in quel caso una manovra liberatoria (es. Semont o Epley) da specialista risolve spesso in una seduta.

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Dott.ssa Carlotta Zumaglini
Osteopata, Massoterapista
Gorgonzola
Buongiorno, ha fatto anche una visita da un otorino? Da come descrive potrebbe trattarsi di otoliti o di una tensione cervicale che ha raggiunto la sua massima tensione e quindi si manifesta dando vertigini.
In questo caso la teca cervicale la sconsiglio, forse andrebbero fatte più tecniche manuali. Sicuramente una visita dall'osteopatia con una valutazione accurata potrebbe aiutarla.
Dr. Mirko Palmucci
Fisioterapista, Osteopata, Posturologo
Roma
Buon pomeriggio! Si potrebbe servire un consulto anche con un osteopata! A presto!
Buonasera. Mi dispiace molto per come si sente, deve essere debilitante.
Occorrerebbe un'anamnesi più approfondita ma credo che una valutazione osteopatica possa aiutarla nel capire meglio le cause e limitare i disturbi. Da come racconta mi sembra un problema duramerico. Quindi il mio consiglio è di provare con un osteopata di riferimento.
Spero di averla aiutata, resto a disposizione
dott.ssa Micol Teti D.O., BSc (Hons)
Dott. Gianluca Ciraci
Osteopata, Chinesiologo
San Michele Salentino
Buonasera, comprendo bene quanto una condizione come quella che descrive possa essere frustrante e invalidante, soprattutto quando gli esami risultano “negativi” ma i sintomi persistono e condizionano la vita quotidiana.
Da una prospettiva osteopatica, il quadro che racconta è piuttosto coerente con una vertigine soggettiva o sensazione di sbandamento cronico, spesso legata non a una patologia neurologica o vestibolare strutturata, ma a un’alterazione dei sistemi di equilibrio e di percezione del corpo nello spazio. In questi casi entrano in gioco soprattutto il rachide cervicale, il sistema muscolare profondo, la propriocezione e il sistema neurovegetativo.
Le piccole ernie cervicali, pur non essendo gravi di per sé, possono alterare la qualità delle informazioni che partono dal collo verso il cervello. Il tratto cervicale è ricchissimo di recettori che contribuiscono all’equilibrio e alla stabilità; quando questa zona è in tensione cronica, rigida o dolente, il cervello può “interpretare male” la posizione del corpo, generando quella sensazione di barca, instabilità o imminente caduta che descrive. Questo fenomeno è spesso definito cervicogenica, anche se non sempre viene riconosciuto facilmente.
Il fatto che lei abbia una disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare, associata a malocclusione e dolore muscolare, è un elemento molto rilevante. Mandibola, cranio e cervicale sono strettamente collegati dal punto di vista biomeccanico e neurologico; una tensione persistente a livello dell’ATM può mantenere uno stato di iperattività muscolare cervicale e cranica, alimentando instabilità, rigidità e sintomi vertiginosi. Il bite può essere utile, ma spesso non è sufficiente da solo se non inserito in un lavoro più globale.
Anche l’ansia, che lei giustamente sta già trattando, gioca un ruolo importante. Il sistema nervoso in uno stato di allerta costante amplifica le percezioni corporee e riduce la capacità di compenso dell’equilibrio. Questo non significa che “sia tutto nella testa”, ma che corpo e sistema nervoso si influenzano reciprocamente, creando un circolo vizioso tra tensione, sbandamento e paura di stare male.
Un consulto osteopatico, in un caso come il suo, può essere sensato e potenzialmente utile. L’obiettivo non è “rimettere a posto le ernie”, ma lavorare sulla mobilità cervicale, sulla muscolatura profonda, sul rapporto cranio-mandibola-collo e sulla qualità delle informazioni propriocettive che arrivano al sistema nervoso. Spesso, quando il corpo ritrova maggiore equilibrio e coerenza nei movimenti, anche la sensazione di instabilità tende gradualmente a ridursi.
È importante però avere aspettative realistiche: trattandosi di un disturbo presente da mesi, il miglioramento è in genere progressivo e richiede un approccio integrato e continuità. L’ideale è che l’osteopata lavori in sinergia con il dentista o gnatologo e, se possibile, con chi la segue per l’ansia, così da affrontare il problema su più livelli senza frammentare il percorso.
In sintesi, sì, un consulto osteopatico può avere senso nel suo caso, soprattutto se inserito in una visione globale della persona e non limitato al singolo sintomo. Rimango a disposizione se desidera ulteriori chiarimenti o approfondire qualche aspetto specifico.
Buon pomeriggio, dal quadro che descrive, è positivo che siano stati esclusi problemi neurologici o cerebrali importanti tramite risonanza, elettroencefalogramma e controlli specialistici. Le piccole ernie cervicali, spesso, non sono di per sé la causa diretta di sintomi di vertigine soggettiva, ma possono contribuire a creare tensione muscolare, irritazione delle strutture cervicali e alterazioni posturali che possono influenzare la percezione di equilibrio e stabilità. Inoltre, la presenza di malocclusione e problemi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) può essere un fattore rilevante, perché la mandibola è collegata a catene muscolari e fasciali che coinvolgono collo, testa e orecchio, e spesso può amplificare sintomi come sbandamento, tensione e dolore. La sensazione di “barca” e di imminente caduta, soprattutto in situazioni di movimento o affaticamento, può essere anche legata a una componente posturale e muscolo-fasciale, oltre che a una maggiore sensibilità del sistema nervoso centrale dovuta all’ansia. In questi casi, l’approccio osteopatico può essere utile perché mira a ridurre la tensione cervicale, riequilibrare la postura, migliorare la mobilità articolare e favorire una migliore comunicazione tra sistema muscolo-scheletrico e sistema nervoso.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Giulia Capitoni Osteopata D.O.
Buonasera, comprendo quanto questa sensazione costante di sbandamento possa essere faticosa e limitante nella quotidianità. Da ciò che descrive, la vertigine soggettiva potrebbe essere correlata alle ernie cervicali, che in alcuni casi possono influenzare la componente neurologica e propriocettiva legata all’equilibrio. Anche le problematiche a livello dell’ATM e la tensione muscolare possono contribuire a mantenere il disturbo.

L’osteopatia è un approccio manuale, dolce e non farmacologico, che attraverso una valutazione globale utilizza la sensibilità palpatoria per individuare possibili cause e compensi. In situazioni come la sua può rappresentare un valido supporto, grazie a un trattamento osteopatico mirato e adattato alla persona.

Spero di essere stata chiara nella risposta. Per qualsiasi dubbio o domanda, non esiti a prenotare un primo consulto.

Ilaria Giani
 Giovanni Garavello
Chiropratico, Posturologo, Osteopata
Stanghella
Vada da un osteopata della sua zona con grande esperienza
Buongiorno,
Da ciò che descrive, in presenza di esami neurologici negativi, disturbi cervicali e problematiche dell’ATM possono contribuire a questo tipo di sintomatologia, soprattutto alle cosiddette vertigini soggettive e alla sensazione di instabilità.
L’osteopatia non sostituisce il percorso medico, ma può essere un valido supporto nel lavorare su cervicale, mandibola, postura e sulle tensioni muscolari che spesso mantengono o amplificano questi disturbi, anche in relazione allo stato di ansia.
Un consulto osteopatico permetterebbe di valutare il suo caso in modo globale e capire se e come intervenire in maniera personalizzata.
Cordiali saluti,
Virginia Sciarrotta, osteopata
se l'esame neurologico , rmn encefalo è negativa di certo l'osteopata può aiutarla, anche magari in una seduta sola di riequilibrio può già avvertire grandi risultati.
buonasera, si! una visita osteopatica può aiutarla ad inquadrare al meglio il suo disturbo.
Buona sera, sì per questo problema le consiglio un consulto osteopatico per approfondire la situazione e valutare il trattamento in base ai suoi dolori. Cordiali saluti
Dr. Lorenzo Gilardi
Osteopata
San Donato Milanese
Buonasera,
da quanto descrive il quadro è compatibile con una vertigine soggettiva di probabile origine cervicale, condizione che può manifestarsi proprio come una sensazione di sbandamento o instabilità, spesso accentuata nei movimenti quotidiani, nei momenti di maggiore fretta o affaticamento. La presenza di alterazioni cervicali, associate a tensioni muscolari importanti e a problematiche dell’articolazione temporo-mandibolare, può contribuire a mantenere e alimentare questo tipo di sintomatologia, soprattutto quando gli accertamenti neurologici e strumentali risultano negativi, come nel suo caso.

In questo contesto l’osteopatia può essere un valido supporto, poiché l’intervento osteopatico mira a migliorare la mobilità del rachide cervicale, a ridurre le compressioni e le rigidità presenti e a normalizzare le tensioni muscolari che possono alterare le informazioni propriocettive responsabili dell’equilibrio. Lavorare in modo mirato su cervicale, cingolo scapolare e distretto cranio-mandibolare può aiutare a ridurre la sensazione di instabilità e favorire un miglior adattamento del sistema posturale.

Accanto al trattamento manuale, risulta particolarmente importante l’inserimento di esercizi specifici di rinforzo e controllo della muscolatura profonda cervicale. Questi esercizi, personalizzati sul suo caso, permettono di migliorare la stabilità del tratto cervicale, ridurre il sovraccarico muscolare e diminuire il rischio di recidive nel tempo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti, Dr Gilardi Osteopata
Salve,
è possibile che forti tensioni muscolari in cervicale alta influenzino e causini la sensazione vertiginosa che riferisce. A maggior ragione, nel suo caso, la cervicale sembrerebbe essere particolarmente sollecitata perchè riferisce problemi all'ATM e proprio per le ernie presenti in sede cervicale. Sicuramente una valutazione osteopatica potrebbe inquadrare meglio il caso e potrebbe dirle di cosa si potrebbe trattare.
Dott.ssa Beatrice Bonazzi
Osteopata, Massoterapista
Bergamo
Buonasera, comprendo come questa condizione possa limitarla nella sua vita quotidiana e amplificare i suoi stati d'ansia.
Partendo dal fatto che esami più "importanti" (come elettroencefalogramma e neurologico) siano negativi permettono di rimanere più tranquilli e di concentrarsi su altri aspetti importanti che spesso interagiscono fra loro.
La presenza di ernie cervicali e la malocclusione (ATM) accompagnate da dolore indicano una tensione significativa del distretto superiore; in caso di infiammazione o eccessiva rigidità i recettori inviano segnali alterati al cervello alterando il sistema dell'equilibrio e portando alla comparsa di vertigini soggettive.
L'ansia può agire amplificando tale condizione rendendo il sistema nervoso più vigile.
Un consulto osteopatico potrebbe esserle d'aiuto in quanto l'approccio manuale mira a ridurre le tensioni muscolari dell'ATM e della zona cervicale, migliorare la mobilità dei tessuti circostanti ed interviene in modo globale per favorire il rilassamento.
Le consiglio oltre all'osteopata una visita otorinolaringoiatrica così da poter valutare anche la componente vestibolare.
Rimango a disposizione per qualunque domanda.
Una buona giornata
Buongiorno,
Avendo già fatto tutti gli esami con risultati negativi le consiglierei di inviare a fare dei trattamenti osteopatici per migliorare le vertigini e dolore al collo, cordiali saluti.
Buongiorno, valuterei una visita da un otorinolaringoiatra per una possibile problematica vestibolare; inoltre proverei a sentire un parere di un Osteopata competente della sua zona.
Dott. Martino Tagliente
Osteopata, Chinesiologo
Monopoli
Buonasera, capisco quanto una sensazione continua di sbandamento possa essere invalidante e aumentare l’ansia, soprattutto quando gli esami risultano negativi. Il percorso medico che ha fatto è corretto e fondamentale: risonanza, EEG e valutazione neurologica servono proprio a escludere patologie importanti, ed è un dato rassicurante.

Quando si parla di vertigini soggettive o sensazione “da barca” persistente, spesso ci si muove in un ambito funzionale, dove entrano in gioco più sistemi insieme. Le piccole ernie cervicali, pur non essendo necessariamente la causa diretta, possono alterare la qualità delle informazioni che partono dalla cervicale verso il sistema dell’equilibrio. Allo stesso modo, una disfunzione dell’ATM e una malocclusione, soprattutto se dolorose, possono influenzare cervicale alta, postura e sistema vestibolare.

In questo contesto anche l’ansia, che giustamente sta già trattando, non va vista come l’origine del problema, ma come un fattore che può amplificare e mantenere i sintomi.

La valutazione osteopatica, senza mai sostituirsi al lavoro medico, può essere utile come completamento: l’obiettivo non è “curare le vertigini”, ma individuare e trattare eventuali disfunzioni di cervicale, ATM, base cranica, diaframma e postura globale, migliorando l’integrazione tra equilibrio, movimento e respirazione.

In molti casi questo approccio integrato aiuta a ridurre l’instabilità percepita e a restituire sicurezza nel movimento.

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