Buonasera, volevo un po' di chiarezza su un disturbo che mi limita in tutto e per tutto..circa 8 mes
27
risposte
Buonasera, volevo un po' di chiarezza su un disturbo che mi limita in tutto e per tutto..circa 8 mesi fa mentre cucinavo,ho avuto una forte vertigine (come dicono i dottori soggettiva) perché non mi girava la stanza ma ero io ad avvertire un senso di sbandamento...sono andata in ospedale e dopo vari controlli, dalla risonanza encefalo- cervicale sono uscite due piccole ernie a livello cervicale,per il resto tutto negativo... elettroencefalogramma negativo ed esami neurologici negativi...da quell'episodio ho sempre una sensazione di sbandamento,come se stessi su una barca, quando faccio le faccende di casa magari con più fretta ,mi sento come se sto per cadere, come delle vertigini appunto soggettive...ho provato a fare Tecar cervicale,con scarsi risultati, messo il byte perché ho problemi a livello di atm,malocclusione della mandibola e al tocco forte dolore muscolare...non so più come fare a risolvere questo problema,in quanto mi limita in tutto e aggrava i miei stati d'ansia che sto trattando nel frattempo...potrebbe servire un consulto da un osteopata?
Grazie della risposta.
Grazie della risposta.
Buonasera,
capisco quanto questo senso costante di sbandamento (come su una barca), con vertigini soggettive e instabilità nei movimenti rapidi, la stia limitando da 8 mesi. È estenuante e aggrava l’ansia.
La RM mostra due piccole ernie cervicali, ma il resto negativo (EEG, neurologico): non c’è danno grave.
I sintomi sono tipici di disfunzione cervico-vestibolare + ATM/malocclusione: ernie e rachide irritano i recettori propriocettivi del collo → segnali confusi al cervello → instabilità. L’ATM peggiora il tutto via tensione mandibolare-cervicale. Tecar non ha funzionato perché non affronta la causa meccanica profonda.
L’osteopatia può aiutare molto: tecniche cranio-sacrali, cervicali alte, ATM e fasciali riequilibrano il sistema vestibolare e riducono il sintomo (spesso 50-80% in 4-8 sedute).
Per completezza: se il sintomo ha una componente rotatoria (anche lieve), un controllo ORL/vestibolare con test posizionali potrebbe escludere otoliti dislocati (cupololitiasi); in quel caso una manovra liberatoria (es. Semont o Epley) da specialista risolve spesso in una seduta.
capisco quanto questo senso costante di sbandamento (come su una barca), con vertigini soggettive e instabilità nei movimenti rapidi, la stia limitando da 8 mesi. È estenuante e aggrava l’ansia.
La RM mostra due piccole ernie cervicali, ma il resto negativo (EEG, neurologico): non c’è danno grave.
I sintomi sono tipici di disfunzione cervico-vestibolare + ATM/malocclusione: ernie e rachide irritano i recettori propriocettivi del collo → segnali confusi al cervello → instabilità. L’ATM peggiora il tutto via tensione mandibolare-cervicale. Tecar non ha funzionato perché non affronta la causa meccanica profonda.
L’osteopatia può aiutare molto: tecniche cranio-sacrali, cervicali alte, ATM e fasciali riequilibrano il sistema vestibolare e riducono il sintomo (spesso 50-80% in 4-8 sedute).
Per completezza: se il sintomo ha una componente rotatoria (anche lieve), un controllo ORL/vestibolare con test posizionali potrebbe escludere otoliti dislocati (cupololitiasi); in quel caso una manovra liberatoria (es. Semont o Epley) da specialista risolve spesso in una seduta.
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buongiorno, ha fatto anche una visita da un otorino? Da come descrive potrebbe trattarsi di otoliti o di una tensione cervicale che ha raggiunto la sua massima tensione e quindi si manifesta dando vertigini.
In questo caso la teca cervicale la sconsiglio, forse andrebbero fatte più tecniche manuali. Sicuramente una visita dall'osteopatia con una valutazione accurata potrebbe aiutarla.
In questo caso la teca cervicale la sconsiglio, forse andrebbero fatte più tecniche manuali. Sicuramente una visita dall'osteopatia con una valutazione accurata potrebbe aiutarla.
Buon pomeriggio! Si potrebbe servire un consulto anche con un osteopata! A presto!
Buonasera. Mi dispiace molto per come si sente, deve essere debilitante.
Occorrerebbe un'anamnesi più approfondita ma credo che una valutazione osteopatica possa aiutarla nel capire meglio le cause e limitare i disturbi. Da come racconta mi sembra un problema duramerico. Quindi il mio consiglio è di provare con un osteopata di riferimento.
Spero di averla aiutata, resto a disposizione
dott.ssa Micol Teti D.O., BSc (Hons)
Occorrerebbe un'anamnesi più approfondita ma credo che una valutazione osteopatica possa aiutarla nel capire meglio le cause e limitare i disturbi. Da come racconta mi sembra un problema duramerico. Quindi il mio consiglio è di provare con un osteopata di riferimento.
Spero di averla aiutata, resto a disposizione
dott.ssa Micol Teti D.O., BSc (Hons)
Buonasera, comprendo bene quanto una condizione come quella che descrive possa essere frustrante e invalidante, soprattutto quando gli esami risultano “negativi” ma i sintomi persistono e condizionano la vita quotidiana.
Da una prospettiva osteopatica, il quadro che racconta è piuttosto coerente con una vertigine soggettiva o sensazione di sbandamento cronico, spesso legata non a una patologia neurologica o vestibolare strutturata, ma a un’alterazione dei sistemi di equilibrio e di percezione del corpo nello spazio. In questi casi entrano in gioco soprattutto il rachide cervicale, il sistema muscolare profondo, la propriocezione e il sistema neurovegetativo.
Le piccole ernie cervicali, pur non essendo gravi di per sé, possono alterare la qualità delle informazioni che partono dal collo verso il cervello. Il tratto cervicale è ricchissimo di recettori che contribuiscono all’equilibrio e alla stabilità; quando questa zona è in tensione cronica, rigida o dolente, il cervello può “interpretare male” la posizione del corpo, generando quella sensazione di barca, instabilità o imminente caduta che descrive. Questo fenomeno è spesso definito cervicogenica, anche se non sempre viene riconosciuto facilmente.
Il fatto che lei abbia una disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare, associata a malocclusione e dolore muscolare, è un elemento molto rilevante. Mandibola, cranio e cervicale sono strettamente collegati dal punto di vista biomeccanico e neurologico; una tensione persistente a livello dell’ATM può mantenere uno stato di iperattività muscolare cervicale e cranica, alimentando instabilità, rigidità e sintomi vertiginosi. Il bite può essere utile, ma spesso non è sufficiente da solo se non inserito in un lavoro più globale.
Anche l’ansia, che lei giustamente sta già trattando, gioca un ruolo importante. Il sistema nervoso in uno stato di allerta costante amplifica le percezioni corporee e riduce la capacità di compenso dell’equilibrio. Questo non significa che “sia tutto nella testa”, ma che corpo e sistema nervoso si influenzano reciprocamente, creando un circolo vizioso tra tensione, sbandamento e paura di stare male.
Un consulto osteopatico, in un caso come il suo, può essere sensato e potenzialmente utile. L’obiettivo non è “rimettere a posto le ernie”, ma lavorare sulla mobilità cervicale, sulla muscolatura profonda, sul rapporto cranio-mandibola-collo e sulla qualità delle informazioni propriocettive che arrivano al sistema nervoso. Spesso, quando il corpo ritrova maggiore equilibrio e coerenza nei movimenti, anche la sensazione di instabilità tende gradualmente a ridursi.
È importante però avere aspettative realistiche: trattandosi di un disturbo presente da mesi, il miglioramento è in genere progressivo e richiede un approccio integrato e continuità. L’ideale è che l’osteopata lavori in sinergia con il dentista o gnatologo e, se possibile, con chi la segue per l’ansia, così da affrontare il problema su più livelli senza frammentare il percorso.
In sintesi, sì, un consulto osteopatico può avere senso nel suo caso, soprattutto se inserito in una visione globale della persona e non limitato al singolo sintomo. Rimango a disposizione se desidera ulteriori chiarimenti o approfondire qualche aspetto specifico.
Da una prospettiva osteopatica, il quadro che racconta è piuttosto coerente con una vertigine soggettiva o sensazione di sbandamento cronico, spesso legata non a una patologia neurologica o vestibolare strutturata, ma a un’alterazione dei sistemi di equilibrio e di percezione del corpo nello spazio. In questi casi entrano in gioco soprattutto il rachide cervicale, il sistema muscolare profondo, la propriocezione e il sistema neurovegetativo.
Le piccole ernie cervicali, pur non essendo gravi di per sé, possono alterare la qualità delle informazioni che partono dal collo verso il cervello. Il tratto cervicale è ricchissimo di recettori che contribuiscono all’equilibrio e alla stabilità; quando questa zona è in tensione cronica, rigida o dolente, il cervello può “interpretare male” la posizione del corpo, generando quella sensazione di barca, instabilità o imminente caduta che descrive. Questo fenomeno è spesso definito cervicogenica, anche se non sempre viene riconosciuto facilmente.
Il fatto che lei abbia una disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare, associata a malocclusione e dolore muscolare, è un elemento molto rilevante. Mandibola, cranio e cervicale sono strettamente collegati dal punto di vista biomeccanico e neurologico; una tensione persistente a livello dell’ATM può mantenere uno stato di iperattività muscolare cervicale e cranica, alimentando instabilità, rigidità e sintomi vertiginosi. Il bite può essere utile, ma spesso non è sufficiente da solo se non inserito in un lavoro più globale.
Anche l’ansia, che lei giustamente sta già trattando, gioca un ruolo importante. Il sistema nervoso in uno stato di allerta costante amplifica le percezioni corporee e riduce la capacità di compenso dell’equilibrio. Questo non significa che “sia tutto nella testa”, ma che corpo e sistema nervoso si influenzano reciprocamente, creando un circolo vizioso tra tensione, sbandamento e paura di stare male.
Un consulto osteopatico, in un caso come il suo, può essere sensato e potenzialmente utile. L’obiettivo non è “rimettere a posto le ernie”, ma lavorare sulla mobilità cervicale, sulla muscolatura profonda, sul rapporto cranio-mandibola-collo e sulla qualità delle informazioni propriocettive che arrivano al sistema nervoso. Spesso, quando il corpo ritrova maggiore equilibrio e coerenza nei movimenti, anche la sensazione di instabilità tende gradualmente a ridursi.
È importante però avere aspettative realistiche: trattandosi di un disturbo presente da mesi, il miglioramento è in genere progressivo e richiede un approccio integrato e continuità. L’ideale è che l’osteopata lavori in sinergia con il dentista o gnatologo e, se possibile, con chi la segue per l’ansia, così da affrontare il problema su più livelli senza frammentare il percorso.
In sintesi, sì, un consulto osteopatico può avere senso nel suo caso, soprattutto se inserito in una visione globale della persona e non limitato al singolo sintomo. Rimango a disposizione se desidera ulteriori chiarimenti o approfondire qualche aspetto specifico.
Buon pomeriggio, dal quadro che descrive, è positivo che siano stati esclusi problemi neurologici o cerebrali importanti tramite risonanza, elettroencefalogramma e controlli specialistici. Le piccole ernie cervicali, spesso, non sono di per sé la causa diretta di sintomi di vertigine soggettiva, ma possono contribuire a creare tensione muscolare, irritazione delle strutture cervicali e alterazioni posturali che possono influenzare la percezione di equilibrio e stabilità. Inoltre, la presenza di malocclusione e problemi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) può essere un fattore rilevante, perché la mandibola è collegata a catene muscolari e fasciali che coinvolgono collo, testa e orecchio, e spesso può amplificare sintomi come sbandamento, tensione e dolore. La sensazione di “barca” e di imminente caduta, soprattutto in situazioni di movimento o affaticamento, può essere anche legata a una componente posturale e muscolo-fasciale, oltre che a una maggiore sensibilità del sistema nervoso centrale dovuta all’ansia. In questi casi, l’approccio osteopatico può essere utile perché mira a ridurre la tensione cervicale, riequilibrare la postura, migliorare la mobilità articolare e favorire una migliore comunicazione tra sistema muscolo-scheletrico e sistema nervoso.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Giulia Capitoni Osteopata D.O.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Giulia Capitoni Osteopata D.O.
Buonasera, comprendo quanto questa sensazione costante di sbandamento possa essere faticosa e limitante nella quotidianità. Da ciò che descrive, la vertigine soggettiva potrebbe essere correlata alle ernie cervicali, che in alcuni casi possono influenzare la componente neurologica e propriocettiva legata all’equilibrio. Anche le problematiche a livello dell’ATM e la tensione muscolare possono contribuire a mantenere il disturbo.
L’osteopatia è un approccio manuale, dolce e non farmacologico, che attraverso una valutazione globale utilizza la sensibilità palpatoria per individuare possibili cause e compensi. In situazioni come la sua può rappresentare un valido supporto, grazie a un trattamento osteopatico mirato e adattato alla persona.
Spero di essere stata chiara nella risposta. Per qualsiasi dubbio o domanda, non esiti a prenotare un primo consulto.
Ilaria Giani
L’osteopatia è un approccio manuale, dolce e non farmacologico, che attraverso una valutazione globale utilizza la sensibilità palpatoria per individuare possibili cause e compensi. In situazioni come la sua può rappresentare un valido supporto, grazie a un trattamento osteopatico mirato e adattato alla persona.
Spero di essere stata chiara nella risposta. Per qualsiasi dubbio o domanda, non esiti a prenotare un primo consulto.
Ilaria Giani
Vada da un osteopata della sua zona con grande esperienza
Buongiorno,
Da ciò che descrive, in presenza di esami neurologici negativi, disturbi cervicali e problematiche dell’ATM possono contribuire a questo tipo di sintomatologia, soprattutto alle cosiddette vertigini soggettive e alla sensazione di instabilità.
L’osteopatia non sostituisce il percorso medico, ma può essere un valido supporto nel lavorare su cervicale, mandibola, postura e sulle tensioni muscolari che spesso mantengono o amplificano questi disturbi, anche in relazione allo stato di ansia.
Un consulto osteopatico permetterebbe di valutare il suo caso in modo globale e capire se e come intervenire in maniera personalizzata.
Cordiali saluti,
Virginia Sciarrotta, osteopata
Da ciò che descrive, in presenza di esami neurologici negativi, disturbi cervicali e problematiche dell’ATM possono contribuire a questo tipo di sintomatologia, soprattutto alle cosiddette vertigini soggettive e alla sensazione di instabilità.
L’osteopatia non sostituisce il percorso medico, ma può essere un valido supporto nel lavorare su cervicale, mandibola, postura e sulle tensioni muscolari che spesso mantengono o amplificano questi disturbi, anche in relazione allo stato di ansia.
Un consulto osteopatico permetterebbe di valutare il suo caso in modo globale e capire se e come intervenire in maniera personalizzata.
Cordiali saluti,
Virginia Sciarrotta, osteopata
se l'esame neurologico , rmn encefalo è negativa di certo l'osteopata può aiutarla, anche magari in una seduta sola di riequilibrio può già avvertire grandi risultati.
buonasera, si! una visita osteopatica può aiutarla ad inquadrare al meglio il suo disturbo.
Buona sera, sì per questo problema le consiglio un consulto osteopatico per approfondire la situazione e valutare il trattamento in base ai suoi dolori. Cordiali saluti
Buonasera,
da quanto descrive il quadro è compatibile con una vertigine soggettiva di probabile origine cervicale, condizione che può manifestarsi proprio come una sensazione di sbandamento o instabilità, spesso accentuata nei movimenti quotidiani, nei momenti di maggiore fretta o affaticamento. La presenza di alterazioni cervicali, associate a tensioni muscolari importanti e a problematiche dell’articolazione temporo-mandibolare, può contribuire a mantenere e alimentare questo tipo di sintomatologia, soprattutto quando gli accertamenti neurologici e strumentali risultano negativi, come nel suo caso.
In questo contesto l’osteopatia può essere un valido supporto, poiché l’intervento osteopatico mira a migliorare la mobilità del rachide cervicale, a ridurre le compressioni e le rigidità presenti e a normalizzare le tensioni muscolari che possono alterare le informazioni propriocettive responsabili dell’equilibrio. Lavorare in modo mirato su cervicale, cingolo scapolare e distretto cranio-mandibolare può aiutare a ridurre la sensazione di instabilità e favorire un miglior adattamento del sistema posturale.
Accanto al trattamento manuale, risulta particolarmente importante l’inserimento di esercizi specifici di rinforzo e controllo della muscolatura profonda cervicale. Questi esercizi, personalizzati sul suo caso, permettono di migliorare la stabilità del tratto cervicale, ridurre il sovraccarico muscolare e diminuire il rischio di recidive nel tempo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti, Dr Gilardi Osteopata
da quanto descrive il quadro è compatibile con una vertigine soggettiva di probabile origine cervicale, condizione che può manifestarsi proprio come una sensazione di sbandamento o instabilità, spesso accentuata nei movimenti quotidiani, nei momenti di maggiore fretta o affaticamento. La presenza di alterazioni cervicali, associate a tensioni muscolari importanti e a problematiche dell’articolazione temporo-mandibolare, può contribuire a mantenere e alimentare questo tipo di sintomatologia, soprattutto quando gli accertamenti neurologici e strumentali risultano negativi, come nel suo caso.
In questo contesto l’osteopatia può essere un valido supporto, poiché l’intervento osteopatico mira a migliorare la mobilità del rachide cervicale, a ridurre le compressioni e le rigidità presenti e a normalizzare le tensioni muscolari che possono alterare le informazioni propriocettive responsabili dell’equilibrio. Lavorare in modo mirato su cervicale, cingolo scapolare e distretto cranio-mandibolare può aiutare a ridurre la sensazione di instabilità e favorire un miglior adattamento del sistema posturale.
Accanto al trattamento manuale, risulta particolarmente importante l’inserimento di esercizi specifici di rinforzo e controllo della muscolatura profonda cervicale. Questi esercizi, personalizzati sul suo caso, permettono di migliorare la stabilità del tratto cervicale, ridurre il sovraccarico muscolare e diminuire il rischio di recidive nel tempo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti, Dr Gilardi Osteopata
Salve,
è possibile che forti tensioni muscolari in cervicale alta influenzino e causini la sensazione vertiginosa che riferisce. A maggior ragione, nel suo caso, la cervicale sembrerebbe essere particolarmente sollecitata perchè riferisce problemi all'ATM e proprio per le ernie presenti in sede cervicale. Sicuramente una valutazione osteopatica potrebbe inquadrare meglio il caso e potrebbe dirle di cosa si potrebbe trattare.
è possibile che forti tensioni muscolari in cervicale alta influenzino e causini la sensazione vertiginosa che riferisce. A maggior ragione, nel suo caso, la cervicale sembrerebbe essere particolarmente sollecitata perchè riferisce problemi all'ATM e proprio per le ernie presenti in sede cervicale. Sicuramente una valutazione osteopatica potrebbe inquadrare meglio il caso e potrebbe dirle di cosa si potrebbe trattare.
Buonasera, comprendo come questa condizione possa limitarla nella sua vita quotidiana e amplificare i suoi stati d'ansia.
Partendo dal fatto che esami più "importanti" (come elettroencefalogramma e neurologico) siano negativi permettono di rimanere più tranquilli e di concentrarsi su altri aspetti importanti che spesso interagiscono fra loro.
La presenza di ernie cervicali e la malocclusione (ATM) accompagnate da dolore indicano una tensione significativa del distretto superiore; in caso di infiammazione o eccessiva rigidità i recettori inviano segnali alterati al cervello alterando il sistema dell'equilibrio e portando alla comparsa di vertigini soggettive.
L'ansia può agire amplificando tale condizione rendendo il sistema nervoso più vigile.
Un consulto osteopatico potrebbe esserle d'aiuto in quanto l'approccio manuale mira a ridurre le tensioni muscolari dell'ATM e della zona cervicale, migliorare la mobilità dei tessuti circostanti ed interviene in modo globale per favorire il rilassamento.
Le consiglio oltre all'osteopata una visita otorinolaringoiatrica così da poter valutare anche la componente vestibolare.
Rimango a disposizione per qualunque domanda.
Una buona giornata
Partendo dal fatto che esami più "importanti" (come elettroencefalogramma e neurologico) siano negativi permettono di rimanere più tranquilli e di concentrarsi su altri aspetti importanti che spesso interagiscono fra loro.
La presenza di ernie cervicali e la malocclusione (ATM) accompagnate da dolore indicano una tensione significativa del distretto superiore; in caso di infiammazione o eccessiva rigidità i recettori inviano segnali alterati al cervello alterando il sistema dell'equilibrio e portando alla comparsa di vertigini soggettive.
L'ansia può agire amplificando tale condizione rendendo il sistema nervoso più vigile.
Un consulto osteopatico potrebbe esserle d'aiuto in quanto l'approccio manuale mira a ridurre le tensioni muscolari dell'ATM e della zona cervicale, migliorare la mobilità dei tessuti circostanti ed interviene in modo globale per favorire il rilassamento.
Le consiglio oltre all'osteopata una visita otorinolaringoiatrica così da poter valutare anche la componente vestibolare.
Rimango a disposizione per qualunque domanda.
Una buona giornata
Buongiorno,
Avendo già fatto tutti gli esami con risultati negativi le consiglierei di inviare a fare dei trattamenti osteopatici per migliorare le vertigini e dolore al collo, cordiali saluti.
Avendo già fatto tutti gli esami con risultati negativi le consiglierei di inviare a fare dei trattamenti osteopatici per migliorare le vertigini e dolore al collo, cordiali saluti.
Buongiorno, valuterei una visita da un otorinolaringoiatra per una possibile problematica vestibolare; inoltre proverei a sentire un parere di un Osteopata competente della sua zona.
Buonasera, capisco quanto una sensazione continua di sbandamento possa essere invalidante e aumentare l’ansia, soprattutto quando gli esami risultano negativi. Il percorso medico che ha fatto è corretto e fondamentale: risonanza, EEG e valutazione neurologica servono proprio a escludere patologie importanti, ed è un dato rassicurante.
Quando si parla di vertigini soggettive o sensazione “da barca” persistente, spesso ci si muove in un ambito funzionale, dove entrano in gioco più sistemi insieme. Le piccole ernie cervicali, pur non essendo necessariamente la causa diretta, possono alterare la qualità delle informazioni che partono dalla cervicale verso il sistema dell’equilibrio. Allo stesso modo, una disfunzione dell’ATM e una malocclusione, soprattutto se dolorose, possono influenzare cervicale alta, postura e sistema vestibolare.
In questo contesto anche l’ansia, che giustamente sta già trattando, non va vista come l’origine del problema, ma come un fattore che può amplificare e mantenere i sintomi.
La valutazione osteopatica, senza mai sostituirsi al lavoro medico, può essere utile come completamento: l’obiettivo non è “curare le vertigini”, ma individuare e trattare eventuali disfunzioni di cervicale, ATM, base cranica, diaframma e postura globale, migliorando l’integrazione tra equilibrio, movimento e respirazione.
In molti casi questo approccio integrato aiuta a ridurre l’instabilità percepita e a restituire sicurezza nel movimento.
Quando si parla di vertigini soggettive o sensazione “da barca” persistente, spesso ci si muove in un ambito funzionale, dove entrano in gioco più sistemi insieme. Le piccole ernie cervicali, pur non essendo necessariamente la causa diretta, possono alterare la qualità delle informazioni che partono dalla cervicale verso il sistema dell’equilibrio. Allo stesso modo, una disfunzione dell’ATM e una malocclusione, soprattutto se dolorose, possono influenzare cervicale alta, postura e sistema vestibolare.
In questo contesto anche l’ansia, che giustamente sta già trattando, non va vista come l’origine del problema, ma come un fattore che può amplificare e mantenere i sintomi.
La valutazione osteopatica, senza mai sostituirsi al lavoro medico, può essere utile come completamento: l’obiettivo non è “curare le vertigini”, ma individuare e trattare eventuali disfunzioni di cervicale, ATM, base cranica, diaframma e postura globale, migliorando l’integrazione tra equilibrio, movimento e respirazione.
In molti casi questo approccio integrato aiuta a ridurre l’instabilità percepita e a restituire sicurezza nel movimento.
Salve, Probabilmente è necessario avere maggiori informazioni anche sulla sua storia clinica. La invito per tanto a prendere un appuntamento per un consulto gratuito presso uno degli studi indicati nel calendario, in base ai giorni disponibili. Nel messaggio inserisca questa dicitura "RICHIESTA DI CONSULTO GRATUITO". Buona giornata Debora Moschillo
Buonasera, capisco quanto questa sensazione di sbandamento continuo possa essere limitante e aumentare l’ansia, soprattutto quando gli esami risultano negativi e non si trova una spiegazione chiara.
Dal suo racconto emerge un dato importante: sono stati esclusi problemi neurologici seri. Le piccole ernie cervicali, l’ATM dolente e la forte tensione muscolare possono però alterare il sistema di equilibrio, dando proprio quella sensazione di “barca” o instabilità soggettiva, soprattutto nei momenti di stress o movimento rapido. Collo, mandibola, postura e respirazione sono strettamente collegati e, se non lavorano in modo armonico, possono generare questi disturbi.
La Tecar o il bite, da soli, spesso non bastano se non inseriti in un lavoro più globale. L’ansia non è la causa del problema, ma può mantenerlo e amplificarlo.
Un consulto da un osteopata può essere utile perché permette una valutazione completa di cervicale, ATM, postura e controllo del movimento, oltre che di alcune strutture limitrofe all'orecchio, con l’obiettivo di ridare stabilità e sicurezza al corpo. Sono disturbi comuni e, nella maggior parte dei casi, affrontabili e risolti con il giusto approccio.
Dal suo racconto emerge un dato importante: sono stati esclusi problemi neurologici seri. Le piccole ernie cervicali, l’ATM dolente e la forte tensione muscolare possono però alterare il sistema di equilibrio, dando proprio quella sensazione di “barca” o instabilità soggettiva, soprattutto nei momenti di stress o movimento rapido. Collo, mandibola, postura e respirazione sono strettamente collegati e, se non lavorano in modo armonico, possono generare questi disturbi.
La Tecar o il bite, da soli, spesso non bastano se non inseriti in un lavoro più globale. L’ansia non è la causa del problema, ma può mantenerlo e amplificarlo.
Un consulto da un osteopata può essere utile perché permette una valutazione completa di cervicale, ATM, postura e controllo del movimento, oltre che di alcune strutture limitrofe all'orecchio, con l’obiettivo di ridare stabilità e sicurezza al corpo. Sono disturbi comuni e, nella maggior parte dei casi, affrontabili e risolti con il giusto approccio.
Buon pomeriggio,
da quanto riferisce e dagli esiti degli esami da Lei riportati, è possibile ipotizzare che la sua sintomatologia derivi da più fattori. In particolare, i disturbi della colonna cervicale e i problemi di malocclusione possono alterare le informazioni trasmesse al sistema nervoso e creare questo senso sbandamento; inoltre, la tensione muscolare e l’ansia possono contribuire a mantenere e amplificare i sintomi.
Un consulto osteopatico può essere utile, in quanto consente una valutazione globale del corpo con l’obiettivo di ristabilire un migliore equilibrio tra i vari sistemi e favorire una riduzione della sintomatologia.
Resto a disposizione, Sara Mariottini.
da quanto riferisce e dagli esiti degli esami da Lei riportati, è possibile ipotizzare che la sua sintomatologia derivi da più fattori. In particolare, i disturbi della colonna cervicale e i problemi di malocclusione possono alterare le informazioni trasmesse al sistema nervoso e creare questo senso sbandamento; inoltre, la tensione muscolare e l’ansia possono contribuire a mantenere e amplificare i sintomi.
Un consulto osteopatico può essere utile, in quanto consente una valutazione globale del corpo con l’obiettivo di ristabilire un migliore equilibrio tra i vari sistemi e favorire una riduzione della sintomatologia.
Resto a disposizione, Sara Mariottini.
Buongiorno, una visita osteopatica è sicuramente indicata per andare ad eliminare le tensioni in zona cervicale e anche a livello dell'ATM, in modo da andare a fare diminuire anche questi sbandamenti che si verificano.
Buonasera,
da quanto descrive, la sua sensazione di sbandamento potrebbe essere collegata a tensioni cervicali, disfunzioni dell’ATM e compensi posturali, visti gli esiti negativi dei vari accertamenti fatti. Un consulto osteopatico può essere utile per valutare la mobilità cervicale, la postura e la funzione muscolare e articolare, contribuendo a migliorare il benessere generale e ridurre le sensazioni di instabilità. Inoltre, il trattamento osteopatico può essere un valido supporto all'introduzione del byte.
Cordiali saluti
da quanto descrive, la sua sensazione di sbandamento potrebbe essere collegata a tensioni cervicali, disfunzioni dell’ATM e compensi posturali, visti gli esiti negativi dei vari accertamenti fatti. Un consulto osteopatico può essere utile per valutare la mobilità cervicale, la postura e la funzione muscolare e articolare, contribuendo a migliorare il benessere generale e ridurre le sensazioni di instabilità. Inoltre, il trattamento osteopatico può essere un valido supporto all'introduzione del byte.
Cordiali saluti
Buonasera,
secondo me potrebbe esserle utile un consulto da un osteopata.
L'approccio osteopatico è olistico, quindi valuta il paziente nel suo insieme e le vertigini sono spesso causate da un insieme di fattori: problemi alla bocca, disturbi di vista, posture scorrette, contratture muscolari sono solo alcuni esempi.
Le consiglio quindi di fare una valutazione posturale dall'osteopata per migliorare i suoi sintomi, le consiglio anche di indossare il byte durante il trattamento osteopatico perché è un ortesi che, seppur fondamentale nei casi di malocclusione, spesso apporta delle modifiche posturali in cervicale che possono aggravare la vertigine: fare un trattamento osteopatico indossando il byte aiuta il corpo ad "accettare" meglio le modifiche che il byte apporta.
Buona serata
Elisa
secondo me potrebbe esserle utile un consulto da un osteopata.
L'approccio osteopatico è olistico, quindi valuta il paziente nel suo insieme e le vertigini sono spesso causate da un insieme di fattori: problemi alla bocca, disturbi di vista, posture scorrette, contratture muscolari sono solo alcuni esempi.
Le consiglio quindi di fare una valutazione posturale dall'osteopata per migliorare i suoi sintomi, le consiglio anche di indossare il byte durante il trattamento osteopatico perché è un ortesi che, seppur fondamentale nei casi di malocclusione, spesso apporta delle modifiche posturali in cervicale che possono aggravare la vertigine: fare un trattamento osteopatico indossando il byte aiuta il corpo ad "accettare" meglio le modifiche che il byte apporta.
Buona serata
Elisa
Buonasera, grazie per aver descritto così bene la situazione.
Il fatto che risonanza ed esami neurologici siano negativi è un dato molto importante e rassicurante. Le piccole ernie cervicali, soprattutto se di modesta entità, spesso non spiegano da sole una sensazione di sbandamento persistente.
La percezione di “camminare su una barca” o di instabilità senza che l’ambiente giri è abbastanza frequente quando sono coinvolti insieme più sistemi: cervicale, mandibola (ATM), sistema visivo e sistema dell’equilibrio. Anche uno stato d’ansia prolungato può amplificare questa sensazione, creando un circolo che nel tempo tende a mantenere il sintomo.
In questi casi non si lavora solo sulla cervicale, ma sull’integrazione tra collo, mandibola, respirazione e controllo posturale, valutando come questi sistemi collaborano tra loro.
Un consulto osteopatico può essere utile proprio per fare una valutazione globale e capire se il suo sbandamento è sostenuto da tensioni o disfunzioni che coinvolgono il sistema tonico-posturale e stomatognatico, così da impostare un lavoro graduale e mirato.
Resto a disposizione per eventuali approfondiment
Il fatto che risonanza ed esami neurologici siano negativi è un dato molto importante e rassicurante. Le piccole ernie cervicali, soprattutto se di modesta entità, spesso non spiegano da sole una sensazione di sbandamento persistente.
La percezione di “camminare su una barca” o di instabilità senza che l’ambiente giri è abbastanza frequente quando sono coinvolti insieme più sistemi: cervicale, mandibola (ATM), sistema visivo e sistema dell’equilibrio. Anche uno stato d’ansia prolungato può amplificare questa sensazione, creando un circolo che nel tempo tende a mantenere il sintomo.
In questi casi non si lavora solo sulla cervicale, ma sull’integrazione tra collo, mandibola, respirazione e controllo posturale, valutando come questi sistemi collaborano tra loro.
Un consulto osteopatico può essere utile proprio per fare una valutazione globale e capire se il suo sbandamento è sostenuto da tensioni o disfunzioni che coinvolgono il sistema tonico-posturale e stomatognatico, così da impostare un lavoro graduale e mirato.
Resto a disposizione per eventuali approfondiment
Buongiorno,
molto bene che abbia già fatto tutti gli accertamenti e quindi escluso le principali problematiche. Il fatto è che bisogna guardare il corpo nella sua interezza e quindi domandarsi se non ci siano altre situazioni che abbiano portato a queste vertigini. Il consulto osteopatico (dopo ovviamente aver effettuato tutti gli appositi controlli medici) è d'aiuto per capire se si creati squilibri posturali, tensioni muscolari o disfunzioni somatiche che abbiano portato al nostro sintomo
molto bene che abbia già fatto tutti gli accertamenti e quindi escluso le principali problematiche. Il fatto è che bisogna guardare il corpo nella sua interezza e quindi domandarsi se non ci siano altre situazioni che abbiano portato a queste vertigini. Il consulto osteopatico (dopo ovviamente aver effettuato tutti gli appositi controlli medici) è d'aiuto per capire se si creati squilibri posturali, tensioni muscolari o disfunzioni somatiche che abbiano portato al nostro sintomo
Buongiorno,
il quadro che descrive — sensazione persistente di sbandamento, ernie cervicali, disfunzione dell'ATM con malocclusione e stato ansioso correlato — è multifattoriale e merita un approccio integrato.
La componente cervicale e quella dell'ATM sono strettamente connesse tra loro e possono entrambe contribuire alla sintomatologia vestibolare che avverte. Il byte è un primo passo corretto, ma spesso non è sufficiente da solo.
L'osteopatia può essere di reale aiuto in questo contesto: un bravo osteopata potrà valutare le tensioni cervicali, la relazione cranio-mandibolare e le disfunzioni che possono influenzare il sistema dell'equilibrio, lavorando in sinergia con il percorso che sta già seguendo.
Cordiali saluti.
il quadro che descrive — sensazione persistente di sbandamento, ernie cervicali, disfunzione dell'ATM con malocclusione e stato ansioso correlato — è multifattoriale e merita un approccio integrato.
La componente cervicale e quella dell'ATM sono strettamente connesse tra loro e possono entrambe contribuire alla sintomatologia vestibolare che avverte. Il byte è un primo passo corretto, ma spesso non è sufficiente da solo.
L'osteopatia può essere di reale aiuto in questo contesto: un bravo osteopata potrà valutare le tensioni cervicali, la relazione cranio-mandibolare e le disfunzioni che possono influenzare il sistema dell'equilibrio, lavorando in sinergia con il percorso che sta già seguendo.
Cordiali saluti.
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.