Buonasera. Sono due anni ormai, che soffro di mal di schiena e non so più da che specialista andare

26 risposte
Buonasera.
Sono due anni ormai, che soffro di mal di schiena e non so più da che specialista andare. Ha cominciato con un bruciore intenso tra le scapole, poi si è evoluto varie volte nel corso di questi due anni, ora è un dolore che parte dalla colonna vertebrale a livello dorso-lombare e crea un "anello" che arriva fino a davanti comprendendo il diaframma. A volte sento anche un forte dolore al diaframma, come se fosse contratto e non riuscissi a rilassarlo, causando un po' di fiato corto. È un dolore muscolare però (o almeno penso) che si intensifica quando sto in piedi ma lo sento anche da seduto, l'unico modo che ho per farmelo passare è stare sdraiato, e cercare di stirarmi la schiena il più possibile alchè sento uno "scrocchiare" generale della colonna vertebrale.

Oltre alla schiena, sento il bacino e le anche bloccate, la muscolatura del torso e delle gambe debole e che si stanca molto in fretta, le ginocchia pure. Inoltre quando premo (neanche troppo forte) nella parte destra della gabbia toracica, sento un dolore in ritardo molto intenso, e non capisco cosa sia.

Sono andato da fisioterapisti, osteopati, reumatologhi, fisiatri e nessuno di questi ha capito quale sia il problema nonostante abbia fatto mesi e mesi di manipolazioni ed esercizi correttivi. Prima per sospetta ipercifosi, poi per sospette aderenze di cicatrici interne date da un triplo pneumotorace al polmone destro, qui ho fatto TAC e risonanza e nessuna delle due mostra queste aderenze però quindi le abbiamo escluse. Soffro di morbo di Basedow ma i valori della tiroide sono regolari ora (sotto farmaco) ed il mio endocrinologo mi ha assicurato che non c'entra nulla.
Non so più a chi rivolgermi, non so se ci siano esami rimasti da fare o specialisti da vedere o se semplicemente ho "sbagliato" dottori finora.

Per riassumere: debolezza muscolare, dolore articolare e specialmente dolore a livello lombare e dorso-lombare e del diaframma. Grazie per i vostri pareri.
Buongiorno,
grazie per aver condiviso in modo così dettagliato la sua esperienza. Capisco bene la frustrazione e la stanchezza di un percorso così lungo e complesso.
Trattandosi di un messaggio pubblico, è corretto però essere chiari su un punto importante: da una descrizione online non è possibile fare diagnosi né dare indicazioni terapeutiche specifiche. I sintomi che riferisce sono articolati e meritano una valutazione clinica diretta e approfondita.
In situazioni come la sua, in cui il dolore persiste da tempo ed è già stato valutato da diversi professionisti, diventa fondamentale inquadrare il caso nella sua globalità, con una visione d’insieme e un reale coordinamento tra le varie figure sanitarie coinvolte.
Dal punto di vista osteopatico, il trattamento manuale ha senso solo quando è inserito all’interno di un quadro clinico chiaro e condiviso: in alcuni casi è corretto trattare, in altri è altrettanto corretto fermarsi, approfondire o indirizzare verso ulteriori valutazioni prima di iniziare qualsiasi percorso.
Se lo desidera, può venire in studio anche solo per una consulenza, portando con sé tutta la documentazione specialistica raccolta in questi anni. Questo permetterebbe di valutare con attenzione se il caso sia di mia competenza e se possa essere preso in carico. Qualora fosse indicato, prima di iniziare qualsiasi trattamento ritengo fondamentale potermi confrontare direttamente con gli specialisti che l’hanno seguita, così da fare un punto chiaro e condiviso della situazione.
Le auguro sinceramente di trovare presto risposte e il giusto supporto per il suo percorso.
Cordiali saluti, Martina Buffa - Osteopata

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buonasera, quelli descritti sono tutti gli esami che ha fatto? La colonna è stata studiata con esami specifici in più proiezioni?
Buongiorno,
per quanto riguarda la debolezza muscolare, il dolore articolare e il dolore a livello lombare e dorso-lombare le consiglio di rivolgersi a un Fisioterapista, ma non per effettuare manipolazioni o esercizi correttivi, bensì per strutturare un programma con esercizi con sovraccarichi per rinforzare la schiena e le gambe, proposti con un dosaggio personalizzato per il suo livello, con carichi somministrati in maniera graduale e progressiva nel tempo. Ormai sono parecchie le evidenze scientifiche che mostrano come per modulare il dolore e per guarire dal mal di schiena non servono terapie passive, bensì l'esercizio terapeutico e l'esercizio fisico, con i giusti sovraccarichi, protratto nel tempo.
Spero di averla aiutata.
Cordiali saluti,
Francesca Muller
Dott. Gianluca Ciraci
Osteopata, Chinesiologo
San Michele Salentino
Da osteopata, con una storia così lunga, imaging negativo e mancata risposta a terapie manuali, il quadro non è più meccanico puro. Il dolore “a cintura”, il coinvolgimento del diaframma, la debolezza e il dolore evocato in ritardo fanno pensare a una disfunzione neuro-fasciale e di controllo centrale del movimento e del respiro, non a un singolo distretto “bloccato”.
Continuare con manipolazioni o esercizi correttivi generici non è indicato. Serve prima escludere con certezza un coinvolgimento neurologico e solo dopo, eventualmente, un lavoro osteopatico molto delicato, non strutturale, orientato a sistema nervoso e respirazione.
In sintesi: non hai sbagliato tu né stai inventando i sintomi; semplicemente il problema probabilmente non è più “ortopedico” e per questo finora nessuno ha trovato la chiave giusta.
 Giovanni Garavello
Posturologo, Massofisioterapista, Osteopata
Stanghella
Ha svolto gli esami anamnestici di rito ?
Buongiorno, comprendo quanto possa essere frustrante e scoraggiante convivere da tempo con un dolore così complesso senza riuscire ad avere risposte chiare. Dal suo racconto emerge un quadro articolato, che coinvolge colonna, bacino, muscolatura e funzione respiratoria, aspetti spesso strettamente collegati tra loro.

Nella mia esperienza clinica mi è capitato di seguire situazioni simili, in cui il dolore non riguarda una sola struttura ma è il risultato di adattamenti che il corpo sviluppa nel tempo. Da osteopata, il mio approccio si basa su una valutazione globale e approfondita, soprattutto in presenza di eventi importanti come il pneumotorace, anche quando gli esami risultano negativi.
In questi casi il lavoro manuale viene adattato alla storia della persona e integrato, se necessario, con il percorso medico già svolto. Un inquadramento attento può aiutare a fare maggiore chiarezza e a dare una direzione più mirata al trattamento.

Spero di essere stata chiara nella risposta. Per qualsiasi dubbio o domanda, non esiti a prenotare un primo consulto.

Ilaria Giani
Buongiorno,
Le consiglierei di sentire il suo medico per valutare se è ancora necessario fare degli esami, dopodiché se si tratta di una condizione muscolo-scheletrica il trattamento osteopatico può aiutare a migliorare il dolore a livello dorsale, lombare e del diaframma, potrebbe quindi anche cambiare professionista se non aveva avuto nessun risultato. Cordiali saluti
Buongiorno, mi dispiace tantissimo per questi due anni di dolore cronico che la limitano così tanto.
Ha già escluso con esami approfonditi (TAC, RM, fisiatri, reumatologi, pneumologi, endocrinologo) cause gravi come:

• problemi polmonari/aderenze da pneumotorace

• tireotossicosi attiva (Basedow controllato)

• patologie neurologiche o infiammatorie sistemiche

Rimane un quadro complesso muscolo-scheletrico-funzionale con probabile componente viscerale e posturale:

• Diaframma bloccato + catena posteriore tesa (da anni di compensi posturali) → dolore “ad anello”, fiato corto, debolezza generale

• Disfunzioni dorsolombari multiple + bacino/anche bloccati → dolore irradiato, stanchezza muscolare rapida

• Possibile ipertono muscolare cronico o sindrome miofasciale diffusa (trigger points multipli)

• Stress/ansia da dolore cronico amplifica tutto (circolo vizioso)

Non ha “sbagliato” dottori: questi quadri spesso non si risolvono con un solo specialista perché sono multifattoriali.

Cosa può provare ora

• Osteopata specializzato in approccio viscerale + cranio-sacrale + catene muscolari: lavoro su diaframma, psoas, quadrato dei lombi, muscoli respiratori e fasce toraciche (spesso dà sollievo importante in 4-8 sedute).

• Fisioterapia respiratoria + esercizi di stabilizzazione core + stretching miofasciale globale.

• Valutazione posturale completa (podologo o posturologo se non fatta).

• Eventuale neurologo riabilitativo o fisiatra esperto in dolore cronico muscolo-scheletrico (per escludere fibromialgia o sindrome da fatica cronica lieve).

un caro saluto

Rodolfo Carpanedo
Osteopata Torino - Milano
 Andrea Galliani
Osteopata, Massoterapista
Mirandola
Buonasera. Da come descrivi il quadro, non mi fermerei a leggerlo come un semplice problema muscolare o posturale. Il dolore “ad anello”, il coinvolgimento del diaframma, la sensazione di fiato corto e la debolezza diffusa fanno pensare a una disfunzione complessa della gabbia toracica e delle catene neuro fasciali, con possibile irritazione dei nervi intercostali e del sistema autonomo. Il precedente pneumotorace, anche senza aderenze visibili agli esami, può aver lasciato un’alterazione funzionale della dinamica respiratoria e del diaframma. Quando il diaframma non lavora bene, la colonna dorso lombare e il bacino entrano in compenso cronico. Prima di continuare con manipolazioni o esercizi generici, sarebbe fondamentale una valutazione clinica globale che integri respirazione, mobilità viscerale, sistema nervoso e carico endocrino. In alcuni casi può essere utile affiancare anche una valutazione neurologica funzionale ed elettromiografica per chiarire la debolezza muscolare. Il fatto che da sdraiato il dolore si riduca è un segnale importante di sovraccarico adattativo più che di lesione strutturale.

Grazie dell'attenzione e buona giornata
Andrea Galliani, osteopata e MCB
Dr. Guido Bighiani
Osteopata, Massoterapista, Posturologo
Torino
Buongiorno, i sintomi da lei esposti potrebbero essere dovuti a posture scorrette e debolezza muscolare.
In questi casi proporrei una visita posturale tramite pedana stabilometrica per capire se i compensi posturali siano dettati da fattori come: vista, appoggio plantare o mala occlusione.
Successivamente, approccerei ai sintomi con esercizi specifici per riequilibrare le catene muscolari.

cordiali saluti
Salve, da come descrive la situazione può essere un problema multifattoriale ,che deve essere affrontato con vari tipi di figure che le indicano il percorso più adatto.
In ogni caso proverei a sentire anche un parere di un Neurologo competente della sua zona.
Cordiali saluti
Dott. Martino Tagliente
Osteopata, Chinesiologo
Monopoli
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso la sua storia con così tanta precisione. Dopo due anni di dolore persistente, tentativi di cura seri e risposte poco risolutive, è comprensibile sentirsi stanchi e senza riferimenti.

Dal suo racconto emerge un quadro complesso e globale, non riducibile a un semplice problema esclusivamente muscolare o posturale. Il dolore dorso-lombare che si estende “a cintura” fino anteriormente, il coinvolgimento del diaframma con sensazione di fiato corto, la rigidità diffusa di colonna e bacino, insieme a debolezza e affaticabilità muscolare generalizzata, suggeriscono un’alterazione dei meccanismi di regolazione neuromuscolare e respiratoria più che una singola lesione strutturale.

Il fatto che TAC e risonanza siano negative e che molte condizioni importanti siano già state escluse è un dato rassicurante. Non significa che il problema non esista, ma che probabilmente non rientra in una analisi unica e lineare. Anche il pregresso pneumotorace e il morbo di Basedow, pur non essendo cause dirette, possono aver contribuito a una maggiore sensibilità del sistema nervoso e del controllo del tono.

In un’ottica di diagnosi differenziale completa, vale la pena — se non già fatto — confrontarsi con lo pneumologo o l’infettivologo per valutare anche eventuali cause infiammatorie o infettive croniche che, in alcune situazioni rare, possono favorire episodi ripetuti di pneumotorace o lasciare esiti funzionali non sempre evidenti agli esami standard. Non è per creare allarmismi, ma per chiudere con metodo tutte le ipotesi plausibili.

In casi come il suo, più che “un’altra manipolazione” o “altri esercizi”, può fare la differenza un inquadramento clinico integrato, che tenga insieme colonna, torace, bacino, respirazione, sistema nervoso e tolleranza al carico, con tempi adeguati di valutazione e un percorso progressivo e ragionato. Talvolta anche un confronto neurologico mirato può essere utile per completare il quadro.

Una cosa è certa: il suo dolore è reale e coerente con ciò che racconta. Lei non ha “sbagliato medici” e non sta sbagliando a cercare risposte.
Spero di esserle stato d'aiuto.
Salve, Probabilmente è necessario avere maggiori informazioni anche sulla sua storia clinica. La invito per tanto a prendere un appuntamento per un consulto gratuito presso uno degli studi indicati nel calendario, in base ai giorni disponibili. Nel messaggio inserisca questa dicitura "RICHIESTA DI CONSULTO GRATUITO". Buona giornata Debora Moschillo
Buonasera, grazie per aver condiviso una storia così dettagliata.

Da quello che descrive emergono alcuni elementi importanti: un dolore persistente e “migrante”, la sensazione di costrizione a livello dorso-lombare e del diaframma, la debolezza muscolare diffusa, il fatto che il dolore migliori solo da sdraiato e che ci sia una rigidità generale di colonna, bacino e anche.

Tutto questo fa pensare meno a un singolo “pezzo rotto” e più a un problema di funzionamento globale del corpo, dove sistema muscolo-scheletrico, respirazione, postura e controllo neuromuscolare sono strettamente collegati.

Il diaframma, in particolare, non è solo un muscolo della respirazione: è un vero “crocevia” tra colonna, gabbia toracica, addome e sistema nervoso autonomo. Quando lavora male o è in costante iperattività (per dolore, stress, vecchi traumi, alterazioni respiratorie), può generare dolore a cintura, sensazione di fiato corto, rigidità dorsale e compensi importanti su bacino e arti inferiori. Anche il dolore “ritardato” alla pressione sulla gabbia toracica può essere compatibile con una sofferenza miofasciale o neuro-meccanica, più che con una lesione visibile agli esami.

Il fatto che TAC e risonanza siano negative, e che la situazione tiroidea sia sotto controllo, non significa che “non ci sia nulla”, ma piuttosto che il problema non è strutturale in senso classico.

In questi casi spesso serve un approccio diverso: una valutazione clinica molto accurata, che metta insieme respirazione, mobilità della colonna e del bacino, qualità del movimento, resistenza muscolare, sistema nervoso e storia clinica completa (pneumotorace incluso, anche se non lascia segni evidenti agli esami).

Quando il dolore dura così a lungo, il corpo può entrare in una sorta di circolo vizioso: rigidità poi dolore a seguito perdita di forza e fiducia nel movimento quindi ulteriore rigidità. Uscirne è possibile, ma richiede tempo, e gradualità, non solo “aggiustamenti” o esercizi standard.

Il mio consiglio è di affidarsi a un professionista che lavori in modo integrato e che si prenda il tempo di ascoltare, valutare e spiegare, costruendo un percorso personalizzato e progressivo, piuttosto che cercare l’ennesima etichetta diagnostica. Anche quando si ha l’impressione di aver “provato tutto”, spesso non è il cosa ma il come che fa la differenza.

Le auguro davvero di ritrovare chiarezza e fiducia nel suo percorso di cura.
Buongiorno, escluse le cause organiche, i dolori potrebbero essere imputabili a distorsioni e rigidità intratoraciche dovute al pneumotorace. Sono state trattate adeguatamente, in profondità? E' inoltre da capire se vi è una congestione linfatica a livello del mediastino (sotto lo sterno) o dello stretto toracico, zone adiacenti alla tiroide. Questa condizione può di conseguenza bloccare il diaframma che si inserisce tramite i "pilastri del diaframma" proprio sulle vertebre lombari, catena miofasciale in continuità con psoas e anche.
Alla luce della sintomatologia riferita e dell’assenza di alterazioni significative agli esami strumentali, il quadro sembra indicare una problematica di tipo funzionale piuttosto che strutturale. La distribuzione del dolore a “cintura”, l’interessamento del diaframma, la sensazione di respiro limitato e il netto beneficio in posizione supina fanno pensare a una compromissione della meccanica respiratoria e dell’equilibrio mio-fasciale, con un coinvolgimento del diaframma e della gabbia toracica, verosimilmente influenzato anche dal precedente pneumotorace.
La rigidità di bacino e colonna e la sensazione di debolezza muscolare possono essere il risultato di compensi instaurati nel tempo.
In situazioni come questa, un lavoro multidisciplinare e coordinato tra diverse figure sanitarie permette spesso di integrare i vari aspetti del problema e costruire un percorso terapeutico più efficace e coerente. Ad esempio, la coordinazione tra un fisioterapista con focus sulla biomeccanica respiratoria, che prescrive esercizi mirati di respirazione, rinforzo muscolare e stretching funzionale, e un osteopata, che valuta e tratta le disfunzioni di colonna, bacino, diaframma e catene mio-fasciali per ripristinare mobilità ed equilibrio posturale, consente di affrontare contemporaneamente mobilità, forza, controllo motorio e funzionalità respiratoria, rendendo il percorso terapeutico più completo e mirato.
Fino a questo momento non ha sbagliato nulla: tutti i consulti e i trattamenti finora effettuati sono stati tasselli fondamentali per inquadrare il suo caso clinico. Ciò che è necessario è la loro coordinazione in un percorso integrato.
Salve,
Grazie per aver condiviso la sua situazione.
In base a quanto riferisce e agli esami già svolti, non emergono segnali di allarme.
Il quadro potrebbe essere compatibile con una disfunzione muscolo-scheletrica cronica che coinvolge colonna dorso-lombare, costole, diaframma e bacino. Il dolore “a cintura” che descrive, la sensazione di fiato corto e il fastidio alla pressione toracica sono tipici di restrizioni costali e diaframmatiche, anche senza alterazioni degli esami.
La sensazione di debolezza e affaticabilità muscolare è spesso una conseguenza del dolore protratto e delle compensazioni, non di una patologia muscolare vera. Il sollievo da sdraiato e con lo stretching va nella stessa direzione.
In questi casi serve un lavoro graduale e globale su respiro, mobilità toracica, bacino e colonna, più che manipolazioni ripetute isolate. L’osteopatia può essere utile se inserita in un percorso continuo e mirato.
Resto a disposizione.
Le auguro una pronta guarigione
Buonasera, grazie per aver descritto così nel dettaglio la sua situazione.

Quando un dolore dura da così tanto tempo, ha già escluso con esami importanti cause strutturali e non migliora nonostante manipolazioni ed esercizi, spesso non siamo più di fronte a un problema “meccanico” isolato.

Il fatto che il dolore cambi nel tempo, coinvolga aree diverse (schiena, diaframma, gabbia toracica, bacino) e migliori solo da sdraiato fa pensare più a una condizione di ipersensibilità del sistema muscolo-scheletrico e del sistema nervoso, piuttosto che a un singolo tessuto “leso”.

La sensazione di diaframma contratto e il fiato corto possono essere collegati alla tensione persistente e al modo in cui il corpo si adatta al dolore nel tempo.

Non significa che “non ci sia nulla”, ma che probabilmente il problema non è solo locale.

In questi casi può essere utile una valutazione che consideri insieme dolore, movimento, respirazione e gestione del carico, per capire cosa mantiene il sintomo e costruire un percorso graduale e mirato.

Dopo due anni è comprensibile sentirsi frustrati, ma il fatto che gli esami siano negativi è un dato positivo: spesso indica che si può lavorare in sicurezza su un recupero progressivo
Dott.ssa Marta Penello
Osteopata, Massofisioterapista
Gallarate
Buongiorno, sono Marta Penello Osteopata, mi dispiace molto per la sua situazione, i professionisti da cui è andat* si sono concentrati sul diaframma, sulle fasce toraciche? Hanno lavorato sullo sterno e anche sulla parte viscerale? Poichè basandomi su quello che scrive, ma non avendola vista di persona, io mi sarei focalizzata su un riequilibrio del corpo partendo dalle zone sopraelencate, la TC fortunatamente non ha evidenziato nulla di anomalo. Resto a disposizione per eventuali domande. Grazie e buona giornata. Marta
Per il tipo di dolore "ad anello" che descrive lei ha fatto una risonanza al rachide dorsale? sono state escluse ernie discali?.
Se l'ernia è esclusa si potrebbe valutare in toto la sua postura, il tipo e la "qualità" di respirazione che lei ha; il diaframma toracico è una struttura centrale nel nostro corpo e che ha rapporti anatomici con una infinità di altre strutture, può tranquillamente essere la causa di varie sintomatologie; oltre al trattamento manuale però, se la causa è la respirazione, il paziente va "istruito" sul corretto coinvolgimento ed attivazione della muscolatura respiratoria e deve eseguire esercizi regolarmente finchè non corregge questo atteggiamento
Buongiorno, mi dispiace che ad oggi non abbia ancora trovato la strada giusta per uscire da questa situazione. Ogni professionista ha il suo approccio e a volte è l'insieme delle terapie a dare il miglior risultato.
Non conosco la sua storia e non l'ho mai vista di persona quindi non posso darle rassicurazioni fondate e concrete ma sarebbe interessante prendere in esame la sua storia clinica passata: incidenti, malattie, interventi; oltrechè il suo stile di vita: attività fisica, lavoro, tempo libero(...) Inoltre sarebbe da capire se le sono stati consigliati esercizi da fare a casa e se dopo qualcuna delle terapie che ha fatto c'è stato anche un lieve miglioramento
Buongiorno,
dal quadro che descrive, la situazione appare complessa ma non insolita in chi ha avuto traumi importanti e periodi prolungati di disfunzioni posturali. Il dolore che parte dalla colonna dorso-lombare e si estende ad “anello” fino al diaframma, la sensazione di blocco del bacino e delle anche, la debolezza muscolare generalizzata e la rapida stancabilità delle gambe, sono tutti segnali di uno squilibrio funzionale globale, più che di una patologia organica evidente.
I numerosi esami radiologici e specialistici che ha fatto (TAC, risonanza, valutazioni reumatologiche e endocrinologiche) confermano che non ci sono lesioni gravi o malattie sistemiche attive che possano spiegare direttamente i suoi sintomi. Questo è rassicurante, perché significa che il corpo ha le possibilità di recupero, ma indica anche che la causa è principalmente funzionale: tensioni muscolari croniche, disallineamenti articolari, restrizioni fasciali e compensi posturali sviluppati nel tempo.
Dal punto di vista osteopatico, tutti questi sintomi sono spesso correlati a:
rigidità e disfunzioni articolari della colonna toraco-lombare e del bacino,
tensioni del diaframma e della fascia toraco-lombare, che influenzano respirazione e postura, catene muscolari posteriori e anteriori indebolite o ipercontratte,
alterazioni propriocettive che fanno percepire dolore anche in assenza di lesioni strutturali.
Il fatto che il dolore migliori stendendosi e stirandosi indica che il corpo sta cercando di compensare le restrizioni meccaniche accumulate. È comprensibile sentirsi frustrati dopo tanti specialisti e tentativi terapeutici, ma la chiave qui è un percorso integrato, strutturato e costante, che affronti il corpo nel suo insieme piuttosto che solo il sintomo doloroso. Con questo tipo di approccio, nella maggior parte dei casi si riesce a ridurre dolore e rigidità, recuperare forza e funzionalità e migliorare sensibilmente la qualità della vita.
Buonasera,

capisco la frustrazione dopo due anni di dolore senza una risposta chiara. Quando un dolore parte tra le scapole, si estende alla zona dorso-lombare e crea una sensazione “a cintura” fino davanti, coinvolgendo il diaframma, spesso non si tratta di un singolo problema strutturale, ma di un’alterazione funzionale complessa che coinvolge colonna, gabbia toracica e respirazione.

Il fatto che il dolore migliori da sdraiato e peggiori in piedi suggerisce una componente meccanica e posturale importante. La sensazione di diaframma contratto, il fiato corto e il dolore evocato alla pressione della gabbia toracica fanno pensare a una rigidità del sistema toracico e costale, soprattutto considerando il pregresso pneumotorace destro. Anche se TAC e risonanza non mostrano aderenze evidenti, possono comunque persistere tensioni funzionali che non emergono dagli esami ma che influenzano il movimento e la respirazione.

La debolezza e l’affaticabilità muscolare possono essere secondarie al dolore cronico e alla ridotta qualità del movimento nel tempo. Quando il corpo lavora in compenso per mesi o anni, tende a irrigidirsi in alcune zone e a “spegnersi” in altre.

Dal punto di vista degli esami, se le indagini principali sono già state eseguite e hanno escluso patologie rilevanti, spesso non è necessario continuare a cercare nuove diagnosi strumentali, ma cambiare prospettiva di valutazione. In questi casi è fondamentale un’analisi globale che consideri colonna, bacino, gabbia toracica, diaframma e dinamica respiratoria come un unico sistema.

Un approccio osteopatico mirato può essere utile proprio in questa direzione: non tanto per “manipolare” ripetutamente, ma per valutare in modo approfondito la mobilità della colonna dorso-lombare, delle coste, del diaframma e del bacino, e capire dove si è creato il blocco principale che mantiene il dolore. L’obiettivo è ridare mobilità e coordinazione al sistema, non solo ridurre temporaneamente il sintomo.

Il consiglio è quindi di effettuare una valutazione osteopatica approfondita, orientata in particolare alla meccanica toracica e respiratoria, per impostare un lavoro più specifico e meno generico. Anche nei quadri cronici come il Suo, quando non ci sono patologie strutturali gravi, è possibile ottenere miglioramenti significativi lavorando in modo mirato e globale.
Dal quadro che descrive, si tratta di un dolore cronico e diffuso, con componenti muscolari e articolari, che coinvolge colonna, bacino, anche, gabbia toracica e diaframma.
Molti dei sintomi che descrive possono derivare da alterazioni funzionali e da squilibri posturali persistenti, soprattutto dopo traumi o interventi importanti. Questi quadri sono spesso complessi da diagnosticare perché non si vedono direttamente su TAC o risonanza.
La soluzione non è un singolo trattamento, ma un percorso strutturato e progressivo, eventualmente coordinato con fisiatra o terapista del dolore per monitorare progressi e adattare l’intervento.
Dott. Roberto Caminiti
Osteopata, Massofisioterapista, Chinesiologo
Somma Lombardo
Buongiorno mi spiace per la sua condizione, capisco quanto sia frustrante avere dolore da tanto tempo e non riuscire a risolverlo.
Avendo fatto direi tutti gli esami ed essendosi rivolto a diversi specialisti l'unica cosa che mi viene da chiederle è se ha fatto oltre agli esercizi correttivi anche del rinforzo muscolare adeguato seguito da un professionista per migliorare la componente di dolore articolar ee di debolezza muscolare e vedere se così facendo migliori anche il dolore alla zona lombare e al diaframma.

Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordialmente
Dott. R. Caminiti
Buongiorno , mi sono capitati pazienti con il suo stesso problema , in tutti ,la causa del dolore che dalla parte posteriore della schiena e si irradiadia lateralmente sino allo sterno e' una riduzione dello spazio intravertebrale (spazio che intercorre tra due vertebre ) che va a ridurre lo spazio tra costole adiacenti premendo la muscolatura intercostale sino allo sterno provocando un dolore intenso che persiste sino a quando si assume una posizione antalgica , . Solitamente previo visione di risonanza,affronto e risolvo il problema con sblocchi vertebrali e rilassamento del diaframma . spero di esserle stato utile .

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