Infiammazione braccia/mani Buongiorno, sono una ragazza di 32 anni. Da fine 2024 ho un problema pe

20 risposte
Infiammazione braccia/mani
Buongiorno, sono una ragazza di 32 anni.
Da fine 2024 ho un problema persistente a entrambe le braccia/polsi, in modo abbastanza simmetrico.
Attualmente il dolore si concentra soprattutto:
- Mani, in particolare nella parte interna del pollice / parte del palmo
- Gomiti
- Avambracci
- Polsi

Quando il dolore si intensifica, le mani diventano molto calde al tatto.
Il fastidio/infiammmazione lo sento più spesso la mattina molto presto, verso le 5, tanto da svegliarmi, o la sera, quando mi siedo in divano

Il problema va avanti ormai da mesi e mi ha costretto ad interrompere la palestra in quanto con esercizi alle braccia poi sentivo più dolore, e tutti gli esami fatti, di seguito, oltre ad essere costosi perché maggior parte in privato non hanno portato ad una risoluzione.

Visite ed esami:
• visita ortopedica: inizialmente era stata ipotizzata una tendinite dei flessori di entrambe le mani
• visita reumatologica: non risultavano segni clinici chiari di artrite; veniva riportata soprattutto epicondilite bilaterale
• visita fisiatrica: quadro descritto come epicondilalgia mediale e laterale con persistenza del dolore da ottobre 2024
• RX mani/gomiti: senza alterazioni importanti; solo minime riduzioni di alcuni spazi articolari della mano
• elettromiografia arti superiori risultata nei limiti
• ecografia gomiti e mani: riportata come nella norma nella documentazione reumatologica
• esami del sangue: sostanzialmente nella norma, senza evidenza chiara di infiammazione sistemica o malattia reumatologica; ANA negativi, fattore reumatoide nei limiti, VES e PCR non elevate
• RM rachide cervicale di marzo 2026: riduzione della fisiologica lordosi cervicale, lievi segni degenerativi tra C3 e C6 e minimo bulging tra C5-C6 e C6-C7, senza ernie discali e con canale spinale conservato
• RM encefalo + angio RM intracranica di febbraio 2026: non risultano alterazioni patologiche del cervello; non si vedono lesioni, né dilatazioni aneurismatiche o malformazioni vascolari. È stato però segnalato un aspetto dell’ipofisi definito verosimilmente parafisiologico in rapporto all’età, con suggerimento di eventuale valutazione endocrinologica e possibile approfondimento mirato solo se ritenuto utile clinicamente

Farmaci e terapie assunti nel tempo
Ortopedico:
Tauxib90 1cp al gg x 20 gg
Aminotrofic

Reumatologa:
Etoricoxib 90mg 1cp al giorno x 20 gg
Tendhyal 1cp al gg x 20 gg

Medico di base e fisiatra:
Pregabalin Teva 25 mg 3cp al gg (4 scatole)
Terapia Dry Needling e Neuro-Prolo terapia

Altri integratori:
Normast MPS
Tiobec 800
Tendisulfur

L’unico farmaco che mi faceva dormire meglio era il Pregabalin, che però causava giramenti di testa al mattino e a volte vista sfocata.

Altre cose su di me, in passato ha avuto il Covid, senza sintomi gravi e non ha altre patologie rilevanti, a parte intestino irritabile, che riesco a tenere sotto controllo limitando i cibi FODMAP

Vorrei capire se possa essere stato escluso qualcosa, una causa infiammatoria di qualche tipo, perché è un’agonia svegliarsi quasi tutte le mattine presto per l’aumento del dolore, che poi dopo colazione tende a diminuire.
 Giovanni Garavello
Osteopata, Chiropratico, Massoterapista
Stanghella
Buona sera. Posso chiedere una sintesi ?

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Dott. Andrea Flori
Osteopata, Chinesiologo
Bologna
Buongiorno direi che il quadro da lei descritto rappresenta una somatizzazione dello stress. Lo stato stressogeno alterato da tempo le ha probabilmente casuato un alterazione temporanea del sistema neurovegetativo, di conseguenza si sente sempre contratta e sotto attacco. Fiato corto, intestino spesso gonfio e mal di testa o tensione sulle spalle per via del serramento sono sintomi comuni. Cattiva qualità del sonno pure. L'iperattivazione del suo corpo può generare dolori di intensità minima, ma corpo sempre attivo rilevati in maniera esponenziale.
Quello che le consiglio vivamente è di rivolgersi ad un osteopata che cerchi di di riequilibrare il sistema neurovegetativo.
Nulla di grave comunque.
Buona giornata
Dott. Andrea Flori
Dott. Lorenzo Orsolini
Osteopata, Posturologo
Bologna
Gentile Paziente,
in base alla sintomatologia e agli esami eseguiti, non emergono evidenze di patologie infiammatorie sistemiche, come artrite reumatoide.
Il quadro appare più compatibile con una disfunzione muscolo-scheletrica e miofasciale a carattere cronico, con possibile contributo posturale e neurogenico.
La bilateralità e la rigidità mattutina, con miglioramento durante la giornata, suggeriscono un coinvolgimento funzionale piuttosto che strutturale.
Le lievi alterazioni cervicali possono contribuire a mantenere uno stato di sensibilizzazione e dolore riferito agli arti superiori.
In ambito osteopatico è indicato un approccio globale, volto a riequilibrare le tensioni miofasciali, migliorare la mobilità e modulare il sistema neurovegetativo.
Utile anche una valutazione delle abitudini quotidiane e dell’ergonomia.

Cordiali saluti
Dott.Lorenzo Orsolini
Buongiorno,
Avendo già fatto diversi esami per escludere patologie reumatiche, le consiglierei di provare con dei trattamenti osteopatici per migliorare il dolore alle mani e per l’epicondilite, cordiali saluti.
Buongiorno,
il quadro che descrive è complesso e di lunga data, con numerosi accertamenti già eseguiti che hanno escluso le cause più comuni. Vale la pena segnalare alcuni aspetti che potrebbero meritare ulteriore approfondimento medico: il dolore bilaterale e simmetrico, la componente infiammatoria mattutina e il rilievo ipofisario suggerito alla RM encefalo rendono opportuna la valutazione endocrinologica consigliata dai radiologi, se non ancora effettuata.
La RM cervicale mostra una riduzione della lordosi e lievi segni degenerativi tra C3 e C6: questo può contribuire alla sintomatologia agli arti superiori attraverso meccanismi di sensibilizzazione neurale, ed è un aspetto che vale la pena valutare dal punto di vista osteopatico.
Le consiglio di effettuare una visita osteopatica: un bravo osteopata potrà valutare le tensioni cervicali, toraciche e del cingolo scapolare che possono influenzare la sintomatologia alle braccia e alle mani, lavorando in modo complementare al percorso medico già intrapreso.
Cordiali saluti.​​​​​​​​​​​​​​​​
L'unica cosa che non è stata presa in considerazione da quello che ha scritto è il diabete.
Credo fermamente che un Osteopata possa aiutarla.
Dott. Gianluca Ciraci
Osteopata, Chinesiologo
San Michele Salentino
Da osteopata, ti rispondo in modo diretto: non sembra una vera infiammazione articolare sistemica, perché tutti gli esami (reuma, sangue, eco, EMG) sono negativi.
Il tuo quadro è molto più compatibile con un problema neuro-muscolo-tendineo cronico e “sensibilizzato”, non una malattia autoimmune.
Cosa indicano i tuoi sintomi:
dolore bilaterale e simmetrico
mani calde ma senza infiammazione agli esami
peggiora a riposo (notte/mattina presto)
migliora muovendoti
Pregabalin ti aiutava → componente nervosa centrale/periferica
Questo fa pensare a:
ipersensibilizzazione del sistema nervoso + sovraccarico tendineo (epicondilalgia bilaterale)
Dott.ssa Silvia Levati
Osteopata, Chinesiologo
Vercelli
Buongiorno,
alla luce di tutti gli accertamenti eseguiti, che risultano sostanzialmente nella norma, è verosimile che il suo quadro sia legato a una condizione di sovraccarico tendineo associata a una sensibilizzazione del sistema nervoso, più che a una patologia infiammatoria sistemica. Questo spiega sia la distribuzione bilaterale del dolore, sia il peggioramento nelle ore notturne e al risveglio, con successivo miglioramento durante la giornata.

In questi casi, il percorso più indicato prevede un approccio integrato basato su esercizio terapeutico graduale, gestione del carico e strategie di modulazione del dolore.

Può essere presa in considerazione anche l’applicazione di TaoPatch® come supporto complementare: si tratta di un dispositivo che agisce sul sistema neurosensoriale e che, può contribuire a migliorare la percezione del dolore, la postura e il controllo del movimento.

Ovviamente è necessario abbinare un lavoro di rinforzo e quindi esercizio terapeutico.
Questo tipo di andamento è più compatibile con un sovraccarico cronico dei flessori/estensori.
Spesso inizia come epicondilalgia, ma quando dura mesi può trasformarsi in un quadro di dolore persistente da sensibilizzazione periferica: i tessuti non sono “rotti”, ma il sistema dolore è diventato più reattivo.
Il fatto che il Pregabalin migliorasse il sonno è coerente con una componente di ipersensibilità del sistema nervoso.
Un’EMG normale non esclude irritazione nervosa funzionale.
La bilateralità e la simmetria rendono meno probabile una compressione singola (tipo tunnel carpale classico).

il fatto che gli esami siano negativi non significa che “non ha niente”, significa che non c’è una malattia grave strutturale.

Il suo quadro può migliorare, ma richiede una strategia diversa rispetto a antiinfiammatori a cicli ripetuti.
È una situazione che va gestita in modo mirato e progressivo.

Un cordiale saluto.
Dr. Massimo Borri
Osteopata, Massofisioterapista
Arezzo
La risposta osteopatica ad una serie di tessuti infiammati è quella di sceglierw un brano osteopata che con le sue manipolazioni riesca amigliorare lo stato di salute stimolando la vascolarizzazione al meglio, le strutture e riallineare la postura con miglioramento della mobilità articolare e dei sistemi di elasticità cranio sacrale.
Buongiorno,
il fatto di aver fatto indagini così approfondite è utile ad escludere cose più importanti, dai sintomi potrebbe dipende da problematiche di natura muscolo fasciale legate al tratto cervicale, ovviamente è fondamentale una attenta valutazione, quindi potrebbe contattare un osteopata nella sua zona per un consulto ed un eventuale trattamento.
a disposizione er info e chiarimenti
Dr. Gianni Casulli
Osteopata, Massoterapista, Fisioterapista
Bologna
Io penserei comunque ad una cervicobrachialgia, proverei a cambiare il cuscino, se già non usa un cuscino basso passare ad uno in piuma d' oca o piumetta su Amazon costano meno, e fare un trattamento decontratturante a tutta la schiena e al collo, se non dovesse funzionare allora andare da un neurologo o un neurochirurgo.
Dott. Roberto Caminiti
Osteopata, Massofisioterapista, Chinesiologo
Somma Lombardo
Buongiorno capisco che la cosa sia molto frustrante e debilitante per la sua routine giornaliera.

Avendo fatto tutti gli accertamenti del caso e avendo escluso tutte quasi le cause che possano portare a questa sintomatologia le consiglio di andare da un collega osteopata in quanto il problema potrebbe non risiedere esclusivamente e/o primariamente nella zona dolente ma essere quella solo una causa di compenso data da un problema in altre regioni.

Oltre a questi mi verrebbe da chiedere se assieme alla comparsa dei sintomi è successo qualcosa di rilevante nella sua vita per capire meglio da cosa sia partito il tutto.

Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. R. Caminiti
Dr. Sergio Testa
Osteopata
Marina di Pietrasanta
Buongiorno. Sono il Dott. Sergio Testa.

Capisco perfettamente la frustrazione e lo sfinimento per un percorso così lungo, costoso e, purtroppo, ancora privo di risposte concrete. Svegliarsi ogni mattina alle 5 con questo livello di dolore e calore alle mani è un'agonia che mina profondamente la qualità della vita. Ricevo i miei pazienti nei miei studi di Roma, dell'Isola d'Elba e in Versilia, e molto spesso mi trovo di fronte a quadri complessi come il tuo, dove la medicina convenzionale fatica a trovare una diagnosi univoca.

Dal punto di vista osteopatico, quando gli esami strumentali (esami del sangue, risonanze, elettromiografie) risultano sostanzialmente negativi o mostrano solo lievi alterazioni, non significa che il problema non esista, ma che la causa va cercata nella funzione e nell'interazione tra i diversi sistemi del corpo, piuttosto che in una lesione strutturale franca.

Ecco una chiave di lettura osteopatica della tua situazione, focalizzata su alcuni aspetti che potrebbero essere stati tralasciati:

### 1. La componente neurologica periferica e lo "Stretto Toracico"

L'elettromiografia è risultata negativa, il che esclude un danno severo o una compressione fissa dei nervi (come nel tunnel carpale). Tuttavia, la simmetria dei sintomi, il coinvolgimento di avambracci, polsi, mani (in particolare il pollice, zona del nervo mediano) e gomiti, suggerisce una sofferenza dinamica delle radici nervose o dei plessi.

* Il distretto cervicale e lo stretto toracico: La risonanza evidenzia una rettilineizzazione della cervicale e lievi bulging (C5-C6, C6-C7). Anche se non ci sono ernie, la perdita della curva fisiologica aumenta la tensione muscolare e fasciale alla base del collo. I nervi che vanno alle braccia passano attraverso i muscoli scaleni e sotto la clavicola (lo stretto toracico). Se quest'area è rigida, può "frenare" lo scorrimento dei nervi, infiammandoli.
* Perché peggiora di notte/mattina alle 5? Durante il sonno, la posizione prolungata, il rallentamento della circolazione linfatica e il naturale picco circadiano del cortisolo (che ha un minimo proprio nelle ore notturne, lasciando spazio all'infiammazione) favoriscono la stasi di liquidi nei tessuti già tesi, aumentando la pressione sui nervi e la sensazione di calore.

### 2. Il sistema fasciale e la continuità anatomica

La diagnosi di epicondilite bilaterale, tendinite dei flessori e dolore al pollice indica che l'intero sistema muscolo-fasciale degli arti superiori è in sovraccarico. In osteopatia non guardiamo il gomito o il polso como compartimenti isolati: esiste una catena fasciale che unisce il collo, il petto, la spalla e arriva fino alle dita. Il fatto che il Pregabalin (un farmaco per il dolore neuropatico) sia stato l'unico a darti un parziale sollievo conferma che la componente nervosa/fasciale è predominante rispetto a quella puramente infiammatoria tendenea (infatti gli antinfiammatori tradizionali come l'Etoricoxib hanno fatto poco).

### 3. Il fattore metabolico e viscerale: l'asse Intestino-Infiammazione

Questo è un aspetto cruciale. Hai accennato alla sindrome dell'intestino irritabile (IBS), che gestisci con la dieta FODMAP.
In medicina osteopatica esiste uno stretto legame tra la salute del sistema gastrointestinale e l'apparato muscolo-scheletrico. Un intestino cronicamente irritato può mantenere attivo uno stato di micro-infiammazione sistemica di basso grado (low-grade inflammation), che non sempre emerge da esami standard come VES o PCR, ma che rende i tessuti connettivi e le guaine nervose molto più sensibili e vulnerabili al dolore. Inoltre, la congestione viscerale può influenzare, per via riflessa e neurologica (tramite il sistema nervoso autonomo), la reattività vascolare periferica, spiegando perché senti le mani così calde quando il dolore aumenta.

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### Cosa fare adesso? I miei suggerimenti

Dal mio punto di vista, per uscire da questa situazione serve un approccio integrato che vada oltre il sintomo locale:

1. Valutazione Osteopatica Approfondita: L'obiettivo sarà liberare le restrizioni di mobilità della colonna cervicale e dorsale alta, trattare lo stretto toracico e le fasce degli arti superiori per ripristinare il corretto scorrimento dei nervi e il drenaggio circolatorio. Spesso, lavorare sulla mobilità della prima costa e della clavicola riduce drasticamente la pressione sulle braccia.
2. Approccio Viscerale e Monitoraggio del Sistema Autonomo: Sarà utile integrare il trattamento manipolativo con tecniche viscerali per decongestionare l'area intestinale. Nella mia pratica clinica presso gli studi di Roma, Isola d'Elba e Versilia, in casi complessi come il tuo trovo di fondamentale importanza monitorare i dati della Heart Rate Variability (HRV - Variabilità della Frequenza Cardiaca): questo parametro ci permette di capire in che stato si trova il tuo sistema nervoso autonomo (se è in costante sovraccarico Simpatico, ovvero in modalità di "attacco o fuga", che esaspera la percezione del dolore) e di guidare la terapia per riportare il corpo in equilibrio. I risultati dell'osteopatia vengono significativamente potenziati quando integrati con questo tipo di monitoraggio e con la collaborazione di specialisti del settore.
3. Approfondimento Endocrinologico: Quella nota sulla risonanza encefalica riguardante l'ipofisi ("parafisiologica") merita comunque un piccolo approfondimento con un endocrinologo, giusto per escludere che lievi alterazioni ormonali stiano influenzando la ritenzione di liquidi o la suscettibilità infiammatoria generale.

Non scoraggiarti. Il fatto che gli esami strutturali siano negativi significa che il tuo corpo ha un'ottima capacità di recupero, deve solo essere aiutato a ritrovare la corretta dinamica e a spegnere questo stato di iper-attivazione neuro-fasciale.

Un cordiale saluto,
Dott. Sergio Testa
Buongiorno,
capisco bene la frustrazione: ha già fatto un iter molto ampio, con visite, esami e terapie diverse, e il fatto di svegliarsi quasi ogni mattina per il dolore è sicuramente pesante.

Da quello che riporta, molti esami sono rassicuranti: non emergono segni chiari di infiammazione sistemica, malattia reumatologica, compressioni cervicali importanti o neuropatie evidenti. L’epicondilite/epicondilalgia bilaterale può spiegare parte del dolore a gomiti e avambracci, soprattutto con carichi o palestra, ma probabilmente non giustifica da sola tutti i sintomi alle mani.

Quando il dolore dura da mesi può instaurarsi una maggiore sensibilizzazione del sistema doloroso: il dolore è reale, ma non sempre legato a un danno o a un’infiammazione visibile negli esami.

Le consiglierei di impostare un percorso graduale, non basato solo sulla ricerca di una “struttura infiammata”, ma sulla valutazione di come si comporta il dolore: quali movimenti lo aumentano, quali lo riducono, quanto incidono sonno, carichi, attività quotidiane. Da lì si può lavorare con esercizi progressivi, per aiutare braccia, polsi e mani a tornare a tollerare meglio il movimento, senza forzare ma nemmeno evitando tutto.
Dott. Simone Curatolo
Osteopata, Massoterapista
Roma
Salve piacere, io sono un Osteopata ed un Massaggiatore Shiatsu.
se interessata a fare un ciclo di trattamenti con me mi scriva in privato.
Grazie in anticipo, Simone Curatolo
Buongiorno, grazie per la descrizione accurata.
Dagli esami fatti risultano escluse le principali cause reumatologiche o neurologiche importanti. Quando il dolore è bilaterale e coinvolge mani, polsi, gomiti e avambracci in modo persistente, spesso non dipende da un’unica struttura, ma da un insieme di tensioni e sovraccarichi che coinvolgono tutto l’arto superiore, partendo anche dalla zona cervicale e delle spalle.
Il fatto che sia più intenso al mattino e migliori muovendosi durante la giornata può indicare un sistema muscolo-nervoso “irritato” e più sensibile, che reagisce al riposo e ai carichi. In questi casi può essere utile un approccio globale, lavorando su cervicale, spalle e braccia insieme, e riprendendo l’attività fisica in modo graduale e guidato.
Spero di esserLe stata di aiuto
Buongiorno! Il quadro che descrivi è reale e coerente, anche se gli esami risultano nella norma. I tuoi sintomi (dolore bilaterale, peggioramento al mattino presto, mani calde, miglioramento durante la giornata) suggeriscono un problema multifattoriale, non solo locale.
Mi verrebbe da pensare ad una combinazione di diversi fattori: una componente infiammatoria “a bassa evidenza” non facilmente rilevabile agli esami e un possibile quadro di sensibilizzazione del sistema nervoso (compatibile con il beneficio del pregabalin).
Da valutare ulteriormente possibili tensioni cervicali e della catena dell'arto superiore, o un sovraccarico cronico dei muscoli dell'avambraccio, ma a mio modesto parere non sembrerebbero essere la causa principale, ma piuttosto una comorbidità.

Il fatto che gli esami siano negativi è rassicurante, ma non esclude del tutto alcune condizioni nelle fasi iniziali o più funzionali. Non sembra un problema grave, ma piuttosto qualcosa che richiede un approccio globale.
In questi casi penso possa essere utile lavorare su: riduzione delle tensioni, mobilità, sistema nervoso e gestione progressiva dei carichi (evitando sia sovraccarico che stop totale).
Più che cercare una singola causa, qui una chiave potrebbe essere quella di integrare più aspetti del lavoro terapeutico.
Spero di essere stato esaustivo!

buon proseguimento, Davide
Buongiorno, grazie per aver descritto in modo così dettagliato la sua situazione.

Da quello che riferisce, sono già stati eseguiti diversi approfondimenti importanti: valutazione ortopedica, reumatologica, fisiatrica, esami ematici, elettromiografia, ecografie, RX e risonanze. Il fatto che molti esami risultino nei limiti è sicuramente un dato rassicurante, ma non significa necessariamente che il problema sia “inesistente” o che non meriti ulteriore attenzione, soprattutto se il dolore persiste da mesi, disturba il sonno e limita le attività quotidiane.

Non è possibile stabilire tramite un messaggio se vi sia ancora una componente infiammatoria, tendinea, neurologica, cervicale, metabolica o legata a una sensibilizzazione del sistema nervoso al dolore. Quando un dolore è bilaterale, abbastanza simmetrico, persistente e associato a sensazione di calore alle mani, è corretto che venga rivalutato con attenzione dal medico curante e, se necessario, nuovamente dallo specialista più indicato, portando con sé tutta la documentazione già eseguita.

Un aspetto utile può essere distinguere meglio se il dolore sia prevalentemente articolare, tendineo, muscolare o nervoso, e se siano presenti rigidità mattutina prolungata, gonfiore visibile, formicolii, perdita di forza, alterazioni della sensibilità o peggioramento con specifici movimenti/carichi. Queste informazioni possono aiutare il medico a orientare meglio eventuali ulteriori approfondimenti.

Le consiglio quindi di non considerare il problema “chiuso” solo perché gli esami principali sono risultati negativi, ma di proseguire con una rivalutazione clinica ordinata, evitando però di iniziare nuove terapie o integratori senza una chiara indicazione. Se dovessero comparire gonfiore importante, arrossamento marcato, febbre, perdita di forza, intorpidimento progressivo o peggioramento rapido dei sintomi, è opportuno rivolgersi tempestivamente al medico.

Molti elementi importanti sembrano già essere stati esclusi, ma un dolore così persistente e invalidante merita una rivalutazione complessiva, non solo basata sugli esami, ma anche su visita clinica, andamento dei sintomi e risposta ai trattamenti già effettuati.
Da quello che racconta, la situazione merita sicuramente ulteriori approfondimenti perché alcuni aspetti non sembrano essere spiegati completamente da una semplice epicondilite o da una tendinite locale.
È rassicurante il fatto che gli esami eseguiti finora non abbiano evidenziato alterazioni importanti: radiografie, elettromiografia, ecografie, esami del sangue e risonanza cervicale non mostrano elementi che facciano pensare a una patologia neurologica grave o a un danno articolare avanzato. Anche i principali marker utilizzati per la ricerca di malattie reumatologiche risultano nella norma.
Detto questo, alcuni dettagli della storia clinica attirano l'attenzione. Il dolore interessa entrambe le braccia in modo piuttosto simmetrico, coinvolge mani, polsi, avambracci e gomiti, è presente da molti mesi e tende a peggiorare nelle prime ore del mattino, tanto da provocare il risveglio, per poi attenuarsi dopo essersi alzata e aver iniziato la giornata. Inoltre riferisce che durante le fasi più intense le mani diventano particolarmente calde al tatto.
Queste caratteristiche non sono necessariamente tipiche di un semplice sovraccarico muscolo-tendineo e possono talvolta essere osservate anche in alcune forme infiammatorie, comprese quelle reumatologiche cosiddette "sieronegative", nelle quali gli esami del sangue possono rimanere normali, soprattutto nelle fasi iniziali. Per questo motivo non si può dire che una causa infiammatoria sia stata esclusa in modo assoluto.
Un'altra possibilità da considerare è la presenza di una tenosinovite cronica, cioè un'infiammazione delle guaine che avvolgono i tendini della mano e del polso. La localizzazione del dolore alla base del pollice e nel palmo potrebbe essere compatibile con questa ipotesi, anche se non sempre gli esami strumentali riescono a documentarla chiaramente.
Va inoltre considerato che il pregabalin è stato l'unico farmaco ad averle dato un beneficio significativo, almeno sul sonno e sul dolore notturno. Questo potrebbe suggerire la presenza di una componente neuropatica o di una sensibilizzazione del sistema nervoso al dolore. In alcune persone, infatti, il dolore può persistere e diventare cronico anche senza che sia presente un'importante infiammazione rilevabile dagli esami.
Sarebbe utile sapere se al mattino, oltre al dolore, è presente anche una vera e propria rigidità delle mani o delle dita e quanto dura prima di migliorare. Questo è un dettaglio che spesso aiuta molto a distinguere un problema prevalentemente infiammatorio da uno di natura meccanica. Sarebbe importante anche sapere se le dita si gonfiano, se il movimento tende a migliorare o peggiorare i sintomi e se sono stati eseguiti gli anticorpi anti-CCP, che possono essere utili nella valutazione di alcune forme di artrite.
In sintesi, sulla base delle informazioni riportate, non emergono segnali di una patologia grave, ma il quadro non appare ancora del tutto chiarito. La persistenza dei sintomi, la distribuzione bilaterale e simmetrica, il peggioramento nelle ultime ore della notte e la sensazione di calore alle mani giustificano, a mio parere, un ulteriore approfondimento reumatologico, soprattutto per escludere con maggiore sicurezza una forma infiammatoria iniziale o sieronegativa che potrebbe non essere stata ancora evidenziata dagli esami eseguiti finora.

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