salve dottori ho 23 anni e da un anno e mezzo ho questo dolore cervicale precisamente oltre alla col

25 risposte
salve dottori ho 23 anni e da un anno e mezzo ho questo dolore cervicale precisamente oltre alla colonna quando la muovo ma sopratutto ai muscoletti occipitali sia a destra che a sinistra e questo mi provoca ansia e attacchi di panico con sintomi pesanti premetto che soffro da anni di collo ma da questo anno e mezzo è diventato insostenibile sicuramente anche per il fattore stress che è venuto a mancare mio papà.
ho fatto rmn cervicale con protrusione e inversione della lordosi e rmn encefalo con esito tutto ok oltre alle altre visite che sono andate tutto ok.
mi chiedevo dopo aver fatto mille terapie con più fisioterapisti osteopata nulla è cambiato sto ancora male è chiuso dentro casa a fare una vita bruttissima io mi chiedo si può uscire da questo problema?
tutti i dottori che ho girato compreso anche neurologo mi dicono che sia ansia mixata ad un problema strutturale però mai nessuno è riuscito a risolverlo ho fatto anche una seduta di infiltrazione con zero risultato.
prego in una vostra risposta perché sono disperato
grazie in anticipo
Mi dispiace tantissimo leggere quanto stia male e si capisce che soffre molto. Diciamo che le cause possono essere molte e senza un'adeguata valutazione non si può dire nulla con certezza. Sicuramente ci sono delle problematiche strutturali come la protusione e l'inversione della lordosi, ma sembra di capire anche una certa causa psicosomatica che peggiora la sintomatologia. L'ansia infatti, può essere un fattore che peggiora i sintomi. Se come dice ha già provato trattamenti fisioterapici e osteopatici, può provare un ulteriore valutazione osteopatica che tenga conto di tutta la sua storia e un aiuto potrebbe essere parlarne con qualcuno per lavorare sull'aspetto emozionale. Rimango a disposizione, un caro saluto, Dott.ssa Micol Teti

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Buonasera, comprendo il suo disagio e la sua difficoltà.
Da quel che descrive potrebbe centrare un fatto posturale, legato alle attività quotidiane che esegue (es. sport, studio...quindi posizioni che assume legate alle suddette attività), legato anche ad uno stress legato alla parte emotiva.
Il fatto di avere una protrusione e un'inversione di curva potrebbe aver alterato la mobilità stessa della colonna ed il tessuto circostante, aumentando quindi la dolorabilità.
Per quanto riguarda gli interventi che ha fatto con fisioterapisti ed osteopati, senza alcun tipo di risultato sperato, bisognerebbe vedere che tipo di manualità, approccio e tecniche hanno eseguito. Limitatamente a quello che ha scritto, nonostante gli attuali "fallimenti" terapeutici, credo che la terapia manuale resti comunque una delle strade migliori per affrontare il suo problema.
buongiorno, quello che posso consigliarle è un percorso multidisciplinare con un terapeuta fisico ed un percorso psicologico per poter affrontare oltre alle tensioni dei tessuti muscolari, le tensioni emotive che mantengono suo stato d'ansia. Non si abbatta e abbia fiducia.
 Andrea Galliani
Osteopata, Massoterapista
Mirandola
Buongiorno, mi spiace per la situazione. Proverò a dare qualche spunto sperando possa essere utile.
Quando il dolore cervicale persiste così a lungo, soprattutto dopo un periodo emotivamente pesante come la perdita di una persona cara, il sistema nervoso può restare in uno stato di allerta continua. Questo non significa che “è tutto nella testa”, ma che il corpo e la mente stanno lavorando insieme nel mantenere il sintomo. La protrusione e l’inversione della lordosi spesso non spiegano da sole un dolore così forte. Di solito è un insieme di tensioni muscolari profonde, respiro bloccato e sistema nervoso sensibilizzato. Uscirne si può, ma serve un percorso che includa lavoro manuale mirato, cura dell’ansia, igiene del sonno e un minimo di progressione al movimento, perché restare chiusi in casa alimenta il circolo. Non sei rotto e non sei senza speranza. Il recupero può essere graduale, ma è possibile.

Grazie dell'attenzione e buona giornata
Andrea Galliani, osteopata e MCB
Buongiorno, le consiglio di effettuare un trattamento Osteopatico in modo da poter valutare col terapista la miglior strategia per alleviare i sintomi e risolvere il suo problema.
Buonasera, la risposta che le ha dato il neurologo è molto plausibile, tuttavia andrebbe vista la situazione di persona per farle qualche domanda più specifica e dei test appropriati.
In questi casi solitamente risulta molto utile abbinare più terapie e avere un approccio multidisciplinare per affrontare il problema: osteopatia, esercizi o attività fisica e abbinare un percorso di psicoterapia. In questo modo si riesce ad affrontare il problema a 360° e solitamente anche il miglioramento che si ottiene è maggiore.
Rimango in attesa di eventuali dubbi o domande, cordiali saluti.
Buon giorno, il fatto di avere un'inversione della fisiologica curva lordotica può comportare dolori muscolari proprio perchè la cervicale si deve adattare ad una curva diversa. Evidentemente per questioni di stress emotivo lei somatizza a questo livello. Consiglio un percorso osteopatico, sicuramente ci vorranno più sedute per migliorare la sintomatologia in quanto è un dolore ormai cronico. A ciò potrebbe abbinare un percorso di psicoterapia per parlare ed elaborare il suo stress ed il suo lutto. Spero riuscirà a prendersi cura di sè e spero di esserle stata d'aiuto. A presto!
Dott. Gianluca Ciraci
Osteopata, Chinesiologo
San Michele Salentino
Capisco davvero quanto questo quadro possa essere spaventoso, frustrante e logorante, soprattutto perché lo vivi da tanto tempo e dopo la perdita di tuo papà, che è un evento profondamente destabilizzante per il corpo e per la mente.
Non sei “bloccato per sempre”, e sì: si può uscire da questo problema, anche se la strada non è sempre lineare come vorremmo.
Ti rispondo in modo chiaro, serio e rispettoso della tua sofferenza, con un taglio osteopatico e clinico, ma senza darti diagnosi impossibili a distanza.
1. Il dolore che descrivi è reale, anche se gli esami sono “ok”
Molte persone con:
inversione della lordosi
protrusioni cervicali
muscoli occipitali molto contratti
stato di ipervigilanza o ansia importante
sviluppano esattamente i sintomi che hai tu:
dolore continuo, tensione che non passa, senso di allarme, attacchi di panico, vertigini, difficoltà a muovere il collo, sensazione di “blocco”.
Questo NON significa che è “tutto psicologico”.
Significa che il sistema nervoso è in modalità allarme da troppo tempo, e questo amplifica e mantiene il dolore cervicale.
È la combinazione a creare il problema, non un singolo fattore.
2. Perché non hai risposto alle terapie “fisiche” finora?
Quando il sistema nervoso è in uno stato di allerta costante (ansia + lutto + dolore cronico), succede questo:
i muscoli profondi del collo restano contratti 24h
gli occipitali diventano ipersensibili
la percezione del dolore aumenta
le terapie manuali funzionano solo per poche ore o per niente
ogni giorno sembra uguale al precedente
In questa condizione anche la migliore manipolazione o infiltrazione può fallire, perché il problema non è solo meccanico.
Servono interventi che “riprogrammino” il sistema nervoso oltre che il collo.
Questa è una cosa che spesso non viene spiegata.
3. Sì: se ne può uscire.
Ma serve un percorso diverso da quelli che hai già fatto.
I casi come il tuo migliorano quando si lavora insieme su:
A. Aspetto muscolo-articolare (quello che già conosci)
Ma fatto con obiettivo di desensibilizzare, non “raddrizzare la cervicale”.
B. Aspetto neurofisiologico
Il collo cronico + ansia + ipervigilanza crea un circuito che si auto-alimenta.
Per spezzarlo serve:
tecniche di respirazione vagale (non generiche, ma specifiche)
esercizi di “down-regulation” del sistema nervoso
riabilitazione del controllo motorio del rachide cervicale profondo
graduale esposizione al movimento (non evitare il movimento)
C. Aspetto psicologico / emotivo
Hai vissuto un lutto enorme.
È normale che il corpo lo trattenga.
Un percorso psicologico o psicoterapeutico non serve “perché sei pazzo” — serve perché il tuo sistema nervoso è sovraccarico.
E in questi casi fa la differenza, molto più di una manipolazione in più.
4. Quello che mi fa pensare che puoi migliorare davvero
RMN encefalo normale
RMN cervicale con alterazioni comuni e non gravi
Nessun deficit neurologico
Il dolore cambia con lo stress
Il collo lo muovi, anche se fa male
Hai 23 anni: il corpo ha enorme capacità di recupero
Il tuo è un quadro tipico di dolore cronico muscolo-cervicale sensibilizzato, non di un danno strutturale grave.
E questo tipo di dolore risponde, quando si affronta nel modo giusto.
5. Non sei senza speranza
La chiusura in casa, gli attacchi di panico, la paura di non guarire:
questo è il vero nemico.
Non la protrusione.
Ci sono migliaia di persone nella tua situazione che sono tornate a vivere.
Hai ancora tutte le possibilità di uscirne — solo che finora nessuno ha lavorato davvero sul quadro completo.
Dott. GUIDO LO PRESTI
Osteopata, Chinesiologo
Torino
Salve. Ha provato ad accompagnare le sedute di terapia manuale con un percorso insieme ad una psicologa? ha altri sintomi correlati come per esempio problemi gastro intestinali o simili?
Ciao, grazie per aver condiviso così apertamente la tua esperienza. È comprensibile sentirsi sopraffatti quando un dolore cronico al collo, specialmente nella zona occipitale, si accompagna a ansia e attacchi di panico. Quello che descrivi "dolore persistente" nonostante varie terapie e sintomi emotivi importanti, richiede un approccio integrato perché spesso il corpo e la mente si influenzano a vicenda. L’osteopatia può aiutare a ridurre le tensioni muscolari, migliorare la mobilità cervicale e correggere eventuali squilibri posturali, favorendo un sollievo concreto dal dolore. Allo stesso tempo, il supporto di uno psicologo o di un terapeuta specializzato in ansia può insegnare strumenti pratici per gestire lo stress e gli attacchi di panico, elementi che spesso amplificano la percezione del dolore. In molti casi, combinare questi due approcci permette di affrontare contemporaneamente la componente fisica e quella emotiva, aumentando le possibilità di miglioramento e permettendo di recuperare una qualità di vita più serena. È importante avere pazienza e costanza, ma con il giusto supporto professionale è possibile uscire da questa situazione e tornare a vivere con maggiore libertà e meno dolore.
Resto a sua disposizione per ulteriori informazioni.
Giulia Capitoni Osteopata D.O.
ciao buongiorno, ho letto la tua storia e sono rimasta molto toccata. A mio parere credo che tutto quello che hai fatto è corretto ma allo stesso tempo l'inefficacia credo sia causata da una somatizzazione del tuo lutto. Ti consiglierei di intraprendere un percorso psicologico e dopo un pò associare un percorso osteopatico (anche cambiando osteopata se non ti sei trovato bene). Ricorda che la salute mentale influenza quella fisica. Se vuoi approfondire l'argomento o hai dubbi o domande sono a tua disposizione.
Dr. Gianni Casulli
Osteopata, Massofisioterapista
Bologna
prova a cambiare il cuscino e prendine uno in piuma d' oca, su Amazon costano meno.
Mi dispiace molto per quello che stai vivendo — il dolore cronico al collo unito all’ansia e al lutto recente può davvero diventare un circolo difficile da interrompere. Anche se non posso fare diagnosi, posso aiutarti a capire perché può succedere e soprattutto cosa può ancora essere fatto quando fisioterapia, osteopatia e infiltrazioni non hanno dato risultati.Quando il dolore dura così a lungo, diventa un problema “biopsicosociale”, cioè un intreccio tra:
una componente fisica (protrusione, muscolatura contratta, inversione della lordosi)
una componente emotiva (lutto, stress cronico, attacchi di panico)
una componente neurologica (iper-attivazione del sistema di allerta)
In questi casi, non basta un solo tipo di terapia. Serve un approccio combinato e mirato che molti specialisti purtroppo non spiegano bene. Può aiutare non una psicoterapia generica ma specifica. È fondamentale che il professionista sappia lavorare su:
lutto non elaborato
attacchi di panico legati a sintomi fisici
riduzione dell’iper-controllo corporeo
tecniche di grounding e regolazione del sistema nervoso
Spesso è il tassello che fa sbloccare tutto.
Buongiorno,

da quello che racconta emerge una situazione molto pesante da vivere, sia per il dolore cervicale cronico, sia per l’ansia, gli attacchi di panico e il lutto per suo papà. È comprensibile che dopo tanti tentativi senza risultati si senta scoraggiato.

Gli esami (RM cervicale, encefalo e visite specialistiche) hanno escluso patologie gravi: questo è un dato importante. In molti casi come il suo, il problema diventa un circolo vizioso tra tensione muscolare, dolore, ansia e ipervigilanza sul corpo: più il dolore preoccupa, più i muscoli restano tesi e il cervello “amplifica” ogni sensazione.

Uscirne è possibile, ma spesso non esiste la “manovra magica” o la singola terapia risolutiva: serve un percorso un po’ più ampio, ad esempio:

un lavoro mirato sul rachide cervicale e sulla postura (esercizi specifici, non solo terapie passive);

un supporto per l’ansia e il panico (psicologo/psicoterapeuta, tecniche di gestione dell’ansia, eventualmente rivalutazione psichiatrica se necessario);

educazione al dolore e strategie pratiche per tornare gradualmente alle attività e non rimanere “prigioniero” dei sintomi in casa.

Nonostante le esperienze negative avute finora, le consiglierei di cercare un percorso integrato (fisiatra, specialista del dolore, psicologo/psicoterapeuta e, se indicato, fisioterapista/osteopata) che lavori su corpo e mente insieme, con obiettivi chiari e tempi realistici.

Se dovesse sentire che la disperazione aumenta o comparissero pensieri di farsi del male, è importante che ne parli subito con il suo medico curante o con uno specialista di fiducia, senza tenersi tutto dentro.

Non è “condannato” a stare così per sempre, ma è comprensibile che, da solo, ora le sembri impossibile. Chiedere aiuto per costruire un percorso strutturato è già un passo molto importante.
Dott. Lorenzo Costi
Osteopata, Chinesiologo
Carpi
Buongiorno, sicuramente la sua problematica va affrontata in modo multidisciplinare. Il percorso che le suggerisco e che potrebbe esserle utile è quello di una sinergia tra professionisti, psicologo e osteopata. Dalla situazione descritta, la componente psicosomatica è sicuramente all'origine del problema e predominante, per questo i soli trattamenti meccanici da fisioterapisti e osteopati non sono stati risolutivi se l'origine della causa è uno stato emotivo alterato. Le auguro di poter ritrovare un pò di serenità il prima possibile. Buona giornata
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza, comprendo quanto possa essere frustrante e faticoso vivere con un dolore che limita la tua vita quotidiana.

Il dolore cervicale cronico, soprattutto quando persiste nonostante terapie e accertamenti normali, è spesso il risultato di più fattori che si sommano nel tempo. In molti casi, non c’è una sola causa da “trovare”: ci sono elementi fisici (come tensioni muscolari), stress, ansia o lutti importanti, e fenomeni di iper-sensibilizzazione del sistema nervoso che rendono il dolore più intenso e persistente.

Essere consapevoli di questi fattori è un passo fondamentale: significa che il dolore non è “tutto nella tua testa”, ma è reale e comprensibile, e può essere gestito. L’approccio più efficace di solito è multidimensionale: combina strategie per ridurre la tensione muscolare, prendere fiducia nel movimento, affrontare l’ansia e lavorare sulla percezione del proprio corpo e del dolore.

Anche se il percorso richiede tempo e pazienza, è possibile uscire da questa condizione e ritrovare sicurezza nei movimenti, ridurre gli attacchi di panico e tornare a vivere con più libertà
Buongiorno,
Ho letto che ha già fatto trattamenti osteopatici, le consiglierei di avere costanza nel farli insieme alla fisioterapia e al massimo provare anche un altro professionista per cercare di migliorare questo suo dolore cervicale, cordiali saluti.
Dott. Lorenzo Orsolini
Osteopata, Posturologo
Bologna
Gentile Paziente,
la sintomatologia che descrive è complessa ma non rara nei soggetti giovani con una storia di dolore cervicale cronico.
In ambito osteopatico il quadro viene letto come una condizione multifattoriale, dove alterazioni strutturali, come la protrusione e l’inversione della lordosi, interagiscono con il sistema neurovegetativo.
Il dolore persistente a carico della muscolatura suboccipitale è spesso associato a uno stato di iperattivazione del sistema nervoso centrale.
Eventi emotivamente rilevanti, come il lutto, possono amplificare e mantenere questo stato di allerta.
Quando il dolore diventa cronico, il corpo perde la capacità di autoregolarsi efficacemente.
In questi casi la terapia manuale isolata può non essere sufficiente o dare benefici limitati.
È fondamentale un approccio integrato e graduale che consideri corpo, sistema nervoso ed emozioni.
Il lavoro osteopatico può essere utile se inserito in un percorso più ampio e coerente.
La risonanza encefalica negativa e le valutazioni specialistiche rassicurano sull’assenza di patologie gravi.
Questo indica che il problema è funzionale e quindi potenzialmente reversibile.
Uscire da questa condizione è possibile, ma richiede tempo, continuità e un corretto inquadramento terapeutico.
Il primo obiettivo è ridurre la paura del sintomo e ripristinare fiducia nel movimento.
Con il giusto supporto, anche la qualità di vita può progressivamente migliorare.

Un cordiale saluto
Dott. Lorenzo Orsolini

 Filippo Olgiati
Osteopata, Massofisioterapista, Professional counselor
Gazzada Schianno
Buongiorno,
da quello che racconta si percepisce chiaramente quanto questa situazione le stia pesando, sia dal punto di vista fisico che emotivo. Il dolore che descrive è reale e il fatto che persista da così tanto tempo è comprensibilmente fonte di grande preoccupazione e stanchezza.

Dai numerosi accertamenti che ha effettuato emerge però anche un aspetto importante: sono state escluse patologie neurologiche o strutturali gravi tali da giustificare direttamente l’origine del suo dolore. Questo è un dato rassicurante da una parte, ma dall'altra non le da una soluzione ne una spiegazione al suo problema.

In situazioni come la sua, soprattutto quando i sintomi si sono accentuati dopo un evento emotivamente molto forte come un lutto, può succedere che il corpo rimanga in uno stato di tensione costante e può anche succedere che somatizzi le emozioni più forti.

Questo può spiegare anche perché i trattamenti fisici, non abbiano dato i risultati sperati: non perché siano sbagliati, ma perché da soli potrebbero non essere sufficienti ad agire sulla causa principale che mantiene il disturbo, che non è necessariamente solo di natura strutturale.

Per questo motivo, prima ancora di pensare a ulteriori esami o terapie, potrebbe essere utile affiancare un percorso di supporto psicologico, mirato alla gestione dell’ansia e all’elaborazione del periodo che sta attraversando. Spesso è proprio questo passaggio che permette anche al lavoro corporeo di diventare realmente efficace.

Non è un percorso semplice, ma è assolutamente possibile uscirne, un passo alla volta.

Un saluto,
Filippo Olgiati
Osteopata D.O. – Counselor – Massoterapista M.C.B.
Buonasera, la risposta che le ha dato il neurologo è molto plausibile, tuttavia andrebbe vista la situazione di persona per farle qualche domanda più specifica e dei test appropriati.
In questi casi solitamente risulta molto utile abbinare più terapie e avere un approccio multidisciplinare per affrontare il problema: osteopatia, esercizi o attività fisica e abbinare un percorso di psicoterapia. In questo modo si riesce ad affrontare il problema a 360° e solitamente anche il miglioramento che si ottiene è maggiore.
Rimango in attesa di eventuali dubbi o domande, cordiali saluti.
Salve,
Quello che descrive è purtroppo una situazione frequente nei dolori cervicali cronici, soprattutto quando si associano stress, ansia e tensione muscolare.

Gli esami che ha fatto sono rassicuranti: protrusioni e inversione della lordosi spiegano il dolore, ma non indicano una patologia grave. I muscoli occipitali sono molto sensibili allo stress e possono mantenere dolore, rigidità e sintomi “a catena”.

Quando il problema dura da tempo, spesso non basta una singola terapia: serve un lavoro più globale su postura, respirazione, sistema nervoso e gestione dello stress. Il fatto che finora non abbia avuto benefici non significa che non se ne possa uscire.

Una consulenza online può essere un primo passo utile per rimettere ordine: capire cosa mantiene il dolore, cosa evitare e quale strategia ha più senso per lei, anche integrando il lavoro fisico con quello sull’ansia.

Un caro saluto
Riccardo Allegranti – Osteopata
Buongiorno, da quello che descrive il dolore cervicale sembra mantenuto da una combinazione di fattori muscolari, posturali ed emotivi, soprattutto dopo un periodo di forte stress. Il fatto che gli esami siano sostanzialmente rassicuranti è un elemento importante. In molti casi è possibile uscire da questa condizione con un inquadramento corretto e un percorso mirato. Se si trova a Roma, può prenotare una visita così da valutare attentamente la situazione e impostare un approccio adeguato. Un caro saluto.
Buongiorno,
la ringrazio per aver scritto perché quello che descrive è molto più comune di quanto pensi, soprattutto alla sua età, e soprattutto non è una condizione senza via d’uscita, anche se ora la percezione è questa.
Provo a risponderle con grande chiarezza e onestà.

Per quanto riguarda la componente meccanica:
Dal punto di vista strutturale, i suoi esami sono nel complesso rassicuranti.
A 23 anni, una protrusione cervicale e una inversione della lordosi sono reperti molto frequenti e spesso presenti anche in persone che non hanno alcun dolore. Il fatto che la risonanza dell’encefalo e le valutazioni neurologiche siano risultate nella norma esclude condizioni gravi o pericolose.
Il dolore che avverte nella zona occipitale, ai lati della nuca, è spesso legato a:
- rigidità muscolare prolungata
- alterazioni posturali mantenute
- ridotta mobilità cervicale

Si tratta di una condizione funzionale, non di un danno strutturale irreversibile. Questo è un punto importante: non c’è nulla che si stia “consumando” o peggiorando in modo progressivo. Il dolore è reale, ma non è il segnale di una lesione grave.

La componente psicosomatica:
Accanto alla parte meccanica, nel suo caso emerge in modo chiaro una componente legata al sistema nervoso.
La zona occipitale e cervicale è fortemente influenzata dallo stress emotivo. Eventi importanti come la perdita di una persona cara possono aumentare lo stato di allerta del corpo senza che ce ne rendiamo conto. Quando il sistema nervoso rimane attivato a lungo, i muscoli non riescono più a rilassarsi completamente, il dolore persiste e la percezione dei sintomi si amplifica.

Si crea così un circolo vizioso che può portare anche ad attacchi di panico e alla paura del movimento. Questo non significa che “è tutto nella testa”, ma che il corpo e la mente stanno reagendo insieme a una situazione di sovraccarico.

In base all’esperienza clinica e a quanto emerge dalla letteratura scientifica più recente, i casi come il suo raramente si risolvono con un unico trattamento o con interventi esclusivamente passivi (infiltrazioni, manipolazioni isolate, terapie ripetute).

L’approccio che spesso dà i risultati migliori è integrato e graduale, e può includere:
- un lavoro manuale non aggressivo
- educazione al dolore, per capire cosa sta succedendo al corpo
- recupero progressivo del movimento e della fiducia
- attenzione alla respirazione e alla regolazione del sistema nervoso
- quando necessario, un supporto psicologico come parte del percorso, non come “ultima spiaggia”

Resto a disposizione per qualsiasi domanda,
Le auguro sinceramente di ritrovare serenità e fiducia
Dott. Roberto Caminiti
Osteopata, Massofisioterapista, Chinesiologo
Somma Lombardo
Buongiorno mi spiace per la sua situazione, capisco la benissimo quanto questa condizione sia invalidante e frustrante non riuscendo a venirne a capo.
Da come racconta i sintomi sembrerebbe una condizione molto legata alla sfera emotiva e psicologica che il corpo somatizza con questi sintomi.

Il consiglio che mi viene da darle è quello di affidarsi a qualcuno che la possa trattare con un approccio biopsicosociale e abbinare alla terapia manuale che va ad abbassare i livelli di ansia e stress e la sintomatologia anche una terapia della parola con uno psicologo che la possa accompagnare aiutandola in questo periodo difficile che sta vivendo.

Qualora volesse un contatto di fiducia non esiti a contattarmi.

Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. R. Caminiti
Mi dispiace tantissimo per quello che sta passando: un dolore cervicale persistente da un anno e mezzo, con tensione muscolare agli occipitali, ansia, attacchi di panico e una vita che si è fermata in casa. A 23 anni è ancora più pesante, soprattutto dopo la perdita di suo papà che ha amplificato tutto.

La RM mostra protusione discale + inversione della lordosi (cose comuni a quell’età con posture/stress), ma tutti gli esami neurologici e RM encefalo negativi sono rassicuranti: non c’è nulla di grave o degenerativo al midollo o al cervello.

Il dolore “muscolo-scheletrico misto ad ansia” che le dicono i medici è esattamente questo:

• la parte strutturale (protrusione, muscoli tesi, lordosi invertita) irrita nervi e recettori propriocettivi → dolore costante + senso di instabilità → ansia amplificata

• l’ansia/panico peggiora la tensione muscolare → circolo vizioso che rende tutto insostenibile

Le mille terapie non hanno funzionato perché spesso si tratta solo la parte fisica o solo quella emotiva, ma serve affrontarle insieme.

Sì, si può uscire da questo problema, anche se sembra disperante ora.

L’osteopatia (specialmente cranio-sacrale + viscerale + lavoro su diaframma/ATM) aiuta a rompere il circolo: riduce la tensione muscolare occipitale, migliora la mobilità cervicale e calma il sistema nervoso autonomo (che alimenta ansia e panico). Molti pazienti con lo stesso quadro (dolore cervicale cronico + attacchi di panico) migliorano del 60-80% in 6-10 sedute, quando si lavora su corpo e respirazione insieme.

Cosa le consiglio di fare subito

• Continui il supporto psicologico/psichiatrico (è fondamentale per spezzare l’ansia).

• Provi un ciclo di osteopatia mirato (non generica, ma con focus cranio-cervicale e autonomico).

• Esercizi quotidiani leggeri: chin tuck, respirazione diaframmatica 5 min al giorno, stretching occipitale.

Rodolfo Osteopata Torino - Milano

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