Buongiorno, sono una ragazza di 32 anni; soffro da ormai quasi un anno di fascite plantare ambo i pi
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Buongiorno, sono una ragazza di 32 anni; soffro da ormai quasi un anno di fascite plantare ambo i piedi, ho fatto lastre ed eco e risulta un inizio di sperone nel tallone destro, tuttavia da sempre il piede sinistro è quello che mi fa soffrire di più. Al mattino mi sveglio con dolori molto forti, durante la giornata non riesco a fare molto, tanto che sono ingrassata perche non riesco a fare attività fisica. Sono stata in ordine dal fisiatra, mi ha fatto fare un ciclo di ginnastica riabilitativa con manipolazione, a seguire onde d'urto davvero costose, terminata la ginnastica mi ha prescritto i plantari da fare SOLO una volta sfiammati i piedi. A seguire sono tornata a controllo, l'unica cosa che mi aveva dato un po di sollievo è stata la manipolazione con la quale il dolore sotto l'arco plantare era quasi sparito, rimanendo solo sulla zona retrostante i talloni.
A seguire ho fatto teckarterapia dal fisioterapista senza alcun beneficio. Mi aiuto tutt'ora con esercizi di allungamento e un po aiutano ma non guarisco mai, questa cosa mi sta logorando. Aggiungo che per sfinimento ho fatto i plantari e li indosso da 15 giorni, non so capire se mi stiano portando beneficio o meno, tanto che nel piede sinistro mi è tornato fastidio alla parte alta dell'arco plantare interno, ho costantemente una sensazione di prurito.
Ne ho parlato con il medico di base il quale non mi ha dato soluzioni ne consigli particolari, mi ha mandato dall'ortopedico (ho appuntamento a luglio) o di provare da un posturologo.
Chiedo invece, avendo notato che l'unico minimo beneficio l'ho avuto con la manipolazione, se non fosse il caso di affrontare il problema con un osteopata?
quali consigli potete darmi? questa situazione è sfiancante fisicamente ma ormai anche mentalmente.
Grazie
Chiara B
A seguire ho fatto teckarterapia dal fisioterapista senza alcun beneficio. Mi aiuto tutt'ora con esercizi di allungamento e un po aiutano ma non guarisco mai, questa cosa mi sta logorando. Aggiungo che per sfinimento ho fatto i plantari e li indosso da 15 giorni, non so capire se mi stiano portando beneficio o meno, tanto che nel piede sinistro mi è tornato fastidio alla parte alta dell'arco plantare interno, ho costantemente una sensazione di prurito.
Ne ho parlato con il medico di base il quale non mi ha dato soluzioni ne consigli particolari, mi ha mandato dall'ortopedico (ho appuntamento a luglio) o di provare da un posturologo.
Chiedo invece, avendo notato che l'unico minimo beneficio l'ho avuto con la manipolazione, se non fosse il caso di affrontare il problema con un osteopata?
quali consigli potete darmi? questa situazione è sfiancante fisicamente ma ormai anche mentalmente.
Grazie
Chiara B
Buongiorno Chiara,
dopo un anno di sintomi è comprensibile sentirsi scoraggiata. Da quello che racconta, il fatto che il beneficio maggiore lo abbia avuto con le manipolazioni potrebbe indicare la presenza di tensioni e compensi biomeccanici che contribuiscono a mantenere il problema.
Per questo una valutazione osteopatica potrebbe essere utile, non tanto per trattare solo il piede, ma per valutare anche caviglia, polpaccio, bacino e postura nel loro insieme.
Per quanto riguarda i plantari, 15 giorni sono generalmente pochi per valutarne l'efficacia, quindi è ancora presto per trarre conclusioni.
Continui con gli esercizi che le danno sollievo e mantenga il controllo ortopedico programmato. Nei casi cronici spesso è necessario un approccio globale e personalizzato.
Un saluto.
dopo un anno di sintomi è comprensibile sentirsi scoraggiata. Da quello che racconta, il fatto che il beneficio maggiore lo abbia avuto con le manipolazioni potrebbe indicare la presenza di tensioni e compensi biomeccanici che contribuiscono a mantenere il problema.
Per questo una valutazione osteopatica potrebbe essere utile, non tanto per trattare solo il piede, ma per valutare anche caviglia, polpaccio, bacino e postura nel loro insieme.
Per quanto riguarda i plantari, 15 giorni sono generalmente pochi per valutarne l'efficacia, quindi è ancora presto per trarre conclusioni.
Continui con gli esercizi che le danno sollievo e mantenga il controllo ortopedico programmato. Nei casi cronici spesso è necessario un approccio globale e personalizzato.
Un saluto.
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Buongiorno, l'idea di rivolgersi a un osteopata è assolutamente fondata e coerente con le linee guida terapeutiche. La letteratura scientifica dimostra infatti che la terapia manuale, la quale comprende i trattamenti manipolatori e osteopatici, è un approccio fondamentale e di grande efficacia in quanto riduce significativamente la tensione della fascia plantare, spiegando il sollievo da lei avvertito sotto l'arco plantare. Per sconfiggere la cronicità del problema, tuttavia, l'osteopatia non dovrebbe essere considerata una soluzione isolata, ma inserita in un percorso conservativo multidisciplinare che includa una terapia motoria mirata. I protocolli riabilitativi di maggior successo combinano la manipolazione manuale con esercizi quotidiani di stretching della fascia e dell'intera catena muscolare posteriore — in particolare polpaccio e tendine d'Achille — associati a un programma di rinforzo muscolare progressivo dei muscoli gastrocnemio e soleo, utile a stimolare la rigenerazione del collagene e del tessuto connettivo danneggiato.
Il consiglio è quindi di intraprendere con fiducia un percorso manuale e di condizionamento motorio personalizzato, mantenendo comunque l'appuntamento con l'ortopedico a luglio per monitorare l'evoluzione dello sperone calcaneare e del quadro clinico complessivo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
a presto.
GDL
Il consiglio è quindi di intraprendere con fiducia un percorso manuale e di condizionamento motorio personalizzato, mantenendo comunque l'appuntamento con l'ortopedico a luglio per monitorare l'evoluzione dello sperone calcaneare e del quadro clinico complessivo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti,
a presto.
GDL
Buongiorno, potrebbe provare il trattamento manipolativo osteopatico integrato agli esercizi di allungamento.
Resto a disposizione,
Matteo Listorto Osteopata
Resto a disposizione,
Matteo Listorto Osteopata
Buongiorno,
ha mai preso in considerazione di rivolgersi ad un podologo? E' il professionista sanitario specializzato nelle patologie del piede e potrebbe aiutarLa a trovare la causa del Suo problema. Poi è probabile che il Suo percorso di cura richieda l'intervento integrato di più professionisti (fisioterapista, podologo, osteopata). Cordiali saluti
ha mai preso in considerazione di rivolgersi ad un podologo? E' il professionista sanitario specializzato nelle patologie del piede e potrebbe aiutarLa a trovare la causa del Suo problema. Poi è probabile che il Suo percorso di cura richieda l'intervento integrato di più professionisti (fisioterapista, podologo, osteopata). Cordiali saluti
Buongiorno, capisco bene quanto possa essere frustrante una situazione così lunga e limitante. Il fatto che abbia avuto beneficio con la manipolazione è un elemento interessante: un percorso osteopatico potrebbe aiutarla, non solo lavorando localmente sul piede, ma anche valutando come vengono distribuiti i carichi tra piedi, caviglie, ginocchia, bacino e schiena. Nella fascite plantare spesso è importante integrare trattamento manuale, gestione del carico ed esercizi specifici e progressivi.
Ciao Chiara . Spesso la Fascite plantare è dovuta ad un sovraccarico in torsione del bacino che ti fa caricare più da un lato che dall altro . Da lì inizia la sofferenza della fascia plantare che quando si cronicizza diventa molto seccante . Un osteopata ti andrebbe sia a valutare la parte sintomatica sia a riequilibrare l intero sistema . Buona giornata
Buongiorno le problematiche di "fascite/speroni" calcaneari possono derivare sia da una componente meccanica, associata ad una problematica di natura circolatoria.
La manipolazione osteopatica le darà una mano a togliere i compensi che creano il sovraccarico costante mono/bilaterale sui piedi. Le consiglio anche di continuare con esercizi di rinforzo e allungamento mirati su consiglio di un professionista.
A disposizione
Dott. Andrea Flori
La manipolazione osteopatica le darà una mano a togliere i compensi che creano il sovraccarico costante mono/bilaterale sui piedi. Le consiglio anche di continuare con esercizi di rinforzo e allungamento mirati su consiglio di un professionista.
A disposizione
Dott. Andrea Flori
Buongiorno,
da quanto descrive, il suo è un disturbo che persiste da tempo e per il quale ha già effettuato numerosi accertamenti e trattamenti. In situazioni come questa può essere utile considerare il problema in modo più ampio, non limitandosi esclusivamente alla zona del piede.
Nelle problematiche persistenti del piede è importante valutare non solo la zona dolorosa, ma anche le modalità di carico, la mobilità degli arti inferiori e le abitudini quotidiane.
L'osteopatia può rappresentare un approccio complementare all'interno di un percorso multidisciplinare, con l'obiettivo di valutare eventuali fattori che possano contribuire al mantenimento del disturbo. Tuttavia, senza una valutazione diretta, non è possibile stabilire se possa essere utile nel suo caso specifico.
Le consiglio di proseguire il confronto con gli specialisti che la seguono e di portare con sé tutta la documentazione clinica nel caso decidesse di effettuare una valutazione osteopatica.
Un caro saluto.
da quanto descrive, il suo è un disturbo che persiste da tempo e per il quale ha già effettuato numerosi accertamenti e trattamenti. In situazioni come questa può essere utile considerare il problema in modo più ampio, non limitandosi esclusivamente alla zona del piede.
Nelle problematiche persistenti del piede è importante valutare non solo la zona dolorosa, ma anche le modalità di carico, la mobilità degli arti inferiori e le abitudini quotidiane.
L'osteopatia può rappresentare un approccio complementare all'interno di un percorso multidisciplinare, con l'obiettivo di valutare eventuali fattori che possano contribuire al mantenimento del disturbo. Tuttavia, senza una valutazione diretta, non è possibile stabilire se possa essere utile nel suo caso specifico.
Le consiglio di proseguire il confronto con gli specialisti che la seguono e di portare con sé tutta la documentazione clinica nel caso decidesse di effettuare una valutazione osteopatica.
Un caro saluto.
Da quello che descrive, è importante considerare che non tutte le diagnosi di "fascite plantare" persistente sono uguali. Quando il dolore dura così a lungo e risponde solo parzialmente alle terapie, vale la pena rivalutare alcuni aspetti:
La diagnosi è corretta o c'è anche il coinvolgimento di altre strutture (nervo tibiale, muscolatura del polpaccio, tendini, ecc.)?
Sono presenti fattori biomeccanici che mantengono il problema (mobilità della caviglia ridotta, tensioni del polpaccio, alterazioni dell'appoggio, rigidità della catena posteriore)?
Lo sperone calcaneare visto agli esami potrebbe essere un reperto secondario e non necessariamente la vera causa del dolore.
Riguardo all'osteopatia: sì, potrebbe avere senso una valutazione osteopatica, soprattutto considerando che la terapia manipolativa è stata l'unica a darle un beneficio percepibile. Tuttavia, l'obiettivo non dovrebbe essere "curare lo sperone", ma valutare e trattare eventuali disfunzioni biomeccaniche dell'arto inferiore, della caviglia, del piede e della catena muscolare che possono contribuire al mantenimento dei sintomi.
Per quanto riguarda i plantari, 15 giorni sono spesso troppo pochi per giudicarne l'efficacia. Tuttavia, se stanno aumentando chiaramente il dolore o modificando negativamente i sintomi, è opportuno riferirlo al professionista che li ha prescritti.
La diagnosi è corretta o c'è anche il coinvolgimento di altre strutture (nervo tibiale, muscolatura del polpaccio, tendini, ecc.)?
Sono presenti fattori biomeccanici che mantengono il problema (mobilità della caviglia ridotta, tensioni del polpaccio, alterazioni dell'appoggio, rigidità della catena posteriore)?
Lo sperone calcaneare visto agli esami potrebbe essere un reperto secondario e non necessariamente la vera causa del dolore.
Riguardo all'osteopatia: sì, potrebbe avere senso una valutazione osteopatica, soprattutto considerando che la terapia manipolativa è stata l'unica a darle un beneficio percepibile. Tuttavia, l'obiettivo non dovrebbe essere "curare lo sperone", ma valutare e trattare eventuali disfunzioni biomeccaniche dell'arto inferiore, della caviglia, del piede e della catena muscolare che possono contribuire al mantenimento dei sintomi.
Per quanto riguarda i plantari, 15 giorni sono spesso troppo pochi per giudicarne l'efficacia. Tuttavia, se stanno aumentando chiaramente il dolore o modificando negativamente i sintomi, è opportuno riferirlo al professionista che li ha prescritti.
Buongiorno Chiara,
intanto la ringrazio per aver condiviso un quadro così dettagliato; capisco quanto possa essere sfiancante – fisicamente e mentalmente – una fascite plantare che dura da quasi un anno, soprattutto quando il dolore parte al risveglio e condiziona tutta la giornata, oltre che avere un impatto anche sull'attività fisica.
Dalla sua descrizione emergono alcuni elementi clinicamente interessanti:
- La risposta positiva alla manipolazione (con quasi totale remissione del dolore sotto l'arco plantare, mentre persiste quello retrocalcaneare) può suggerire che ci sia una componente di restrizione di mobilità (caviglia, articolazione sottoastragalica, catena posteriore) che risponde bene a un approccio manuale – e questo è proprio il tipo di lavoro che fa l'osteopata.
- L'asimmetria (piede sinistro più sintomatico, sperone solo a destra) e il fastidio comparso ora nella parte alta dell'arco plantare interno mi fanno pensare che vada valutata con attenzione anche la catena cinetica a monte: caviglia, ginocchio, bacino, e non solo il piede in isolamento – la fascite plantare è spesso il "sintomo finale" di compensi che partono più in alto.
- Il prurito che descrive può essere semplicemente legato all'irritazione tissutale/nervosa locale (frequente in fasciti croniche), ma se persiste o si associa ad altri segni va comunque segnalato al medico.
In conclusione sì, ritengo che un percorso osteopatico abbia senso nel suo caso, proprio perché:
- Ha già risposto positivamente a un trattamento manuale;
- Le onde d'urto e la sola ginnastica riabilitativa non hanno risolto la componente meccanica/articolare;
- L'osteopatia può lavorare in modo integrato con plantari, esercizi e fisioterapia, non in sostituzione.
Un paio di cose pratiche da considerare prima di iniziare:
- Porti in visita le lastre, l'ecografia e la relazione del fisiatra: aiutano molto a impostare il trattamento in sicurezza, soprattutto per lo sperone calcaneare.
- I plantari, se prescritti correttamente, vanno mantenuti durante il percorso osteopatico: non sono in contraddizione, anzi spesso lavorano meglio se il piede e il bacino sono ben mobilizzati.
- Non sospenda il percorso con l'ortopedico a luglio: l'osteopatia può affiancare, non sostituire, la valutazione specialistica – soprattutto perché lo sperone calcaneare a destra merita un monitoraggio strutturato.
Spero di aver risposto in maniera esaustiva alle sue domande e di essere stato d'aiuto.
intanto la ringrazio per aver condiviso un quadro così dettagliato; capisco quanto possa essere sfiancante – fisicamente e mentalmente – una fascite plantare che dura da quasi un anno, soprattutto quando il dolore parte al risveglio e condiziona tutta la giornata, oltre che avere un impatto anche sull'attività fisica.
Dalla sua descrizione emergono alcuni elementi clinicamente interessanti:
- La risposta positiva alla manipolazione (con quasi totale remissione del dolore sotto l'arco plantare, mentre persiste quello retrocalcaneare) può suggerire che ci sia una componente di restrizione di mobilità (caviglia, articolazione sottoastragalica, catena posteriore) che risponde bene a un approccio manuale – e questo è proprio il tipo di lavoro che fa l'osteopata.
- L'asimmetria (piede sinistro più sintomatico, sperone solo a destra) e il fastidio comparso ora nella parte alta dell'arco plantare interno mi fanno pensare che vada valutata con attenzione anche la catena cinetica a monte: caviglia, ginocchio, bacino, e non solo il piede in isolamento – la fascite plantare è spesso il "sintomo finale" di compensi che partono più in alto.
- Il prurito che descrive può essere semplicemente legato all'irritazione tissutale/nervosa locale (frequente in fasciti croniche), ma se persiste o si associa ad altri segni va comunque segnalato al medico.
In conclusione sì, ritengo che un percorso osteopatico abbia senso nel suo caso, proprio perché:
- Ha già risposto positivamente a un trattamento manuale;
- Le onde d'urto e la sola ginnastica riabilitativa non hanno risolto la componente meccanica/articolare;
- L'osteopatia può lavorare in modo integrato con plantari, esercizi e fisioterapia, non in sostituzione.
Un paio di cose pratiche da considerare prima di iniziare:
- Porti in visita le lastre, l'ecografia e la relazione del fisiatra: aiutano molto a impostare il trattamento in sicurezza, soprattutto per lo sperone calcaneare.
- I plantari, se prescritti correttamente, vanno mantenuti durante il percorso osteopatico: non sono in contraddizione, anzi spesso lavorano meglio se il piede e il bacino sono ben mobilizzati.
- Non sospenda il percorso con l'ortopedico a luglio: l'osteopatia può affiancare, non sostituire, la valutazione specialistica – soprattutto perché lo sperone calcaneare a destra merita un monitoraggio strutturato.
Spero di aver risposto in maniera esaustiva alle sue domande e di essere stato d'aiuto.
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