Aiutatemi a capire visto che ogni "professionalista" dice una cosa diversa dall'altro. 20/03 inizi

21 risposte
Aiutatemi a capire visto che ogni "professionalista" dice una cosa diversa dall'altro.
20/03 inizia un forte dolore sulla parte bassa della schiena.
01/04 da rm risulta ernia discale mediana L5-S1.
- Inizio di mia spontanea volontà a fare bentelan e muscoril a siringhe perchè non riuscivo a muovermi e in periodo pasquale non c'era nessuno in tempi brevi per una visita.
06/04 inizio ciclo di fisioterapie (massoterapia+laser)
10/04 faccio visita con un ortopedico che dice che secondo lui non è ernia ma una protrusione e che genera lombosciatalgia, di continuare per altri 2 giorni solo il bentelan e poi scalarlo e continuare le fisioterapie. Valutare ozonoterapia se dopo questo ciclo non ho miglioramenti e che per situazioni del genere non si opera più se non in situazioni estremamente gravi.
- Il dolore alla schiena passa e si sposta al centro della natica destra e dietro la coscia. Nel mentre ho finito il bentelan e continuo solo con voltaren che mi ha prescritto il mio medico curante. Premetto che seppur piano faccio tutto ciò che farei normalmente, ad eccezione di guidare.
18/04 faccio una visita con un neurochirurgo del gemelli che invece, differentemente dall'ortopedico, dice che è un'ernia e che se nel giro di 2 mesi non mi passa questo dolore dovrei operarmi. Mi prescrive dicloreum (che scopro solo dopo essere andata in farmacia non essere più disponibile in tutta Italia!!) ed una serie di integratori (nicetile, alanerv, normast). Premetto che gli scrivo una mail 1h dopo la visita dicendogli che il farmaco non è disponibile in tutta italia e quale alternativa avrei dovuto prendere. Mi risponde dicendo di prenderne un altro simile! Non facendo la dottoressa, soprattutto non mi sono presa 160€ di visita, quindi continuo con il voltaren 75mg.
- Continuo con la fisioterapia ed il dolore al centro natica sparisce per una settimana, rimane il dolore lungo la parte dietro della coscia fino a dietro il ginocchio.
29/04 mi sveglio e ricompare dolore alla natica.
In questi ultimi giorni dolore alla natica persiste; se sono in piedi non lo avverto, ma avverto solo fastidio dietro la coscia, ma se sono seduta e devo alzarmi il dolore alla natica e al gluteo (sopra e sotto) è molto intenso. Mi alzo a poco a poco fino a mettermi in posizione eretta.
- Premetto che a casa faccio esercizi mattina e sera, e che 3 volte a settimana dal 4 aprile vado dal fisioterapista che fa massoterapia e laserterapia.

Comprendo che ci voglia tempo ma neanche un piccolo miglioramento? Anzi, quando sembrava esserci torniamo indietro stessa intensità di prima?
Vorrei un vostro parere visto che un medico ha detto una cosa ed un medico ne ha detta un'altra. La causa sembra essere l'ernia discale L5-S1 mi chiedo come mai, vista cura farmacologica, terapie, non ci siano miglioramenti di alcun tipo. Mi date un parere? Grazie
Buonasera,
che si tratti di un ernia o una protrusione la situazione è la stessa, cioè si viene a creare una compressione della radice nervosa causandone l'infiammazione ed il conseguente dolore.
Le tempistiche di recupero talvolta possono essere soggettive, ma in casi più avanzati possono richiedere diversi mesi, a complicare la cosa c'è il fatto che la terapia è operatore dipendente, cioè dalle capacità del terapista che la sta seguendo.
Una valida alternativa se non riesce a risolvere con il ciclo fisioterapico è rivolgersi ad un collega osteopata nella sua zona che saprà darle indicazioni e seguirla nella risoluzione del problema.
Per info e chiarimenti sono a disposizione.

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
 Giovanni Garavello
Osteopata, Chiropratico, Massoterapista
Stanghella
Ha provato a chiedere ad un neurologo ?
Dott.ssa Katia Brocanelli
Osteopata, Fisioterapista
Ancona
La nomenclatura di Ernia o protrusione poco importa se vanno comunque a dar fastidio al nervo (e comunque dalla rm la definizione dovrebbe essere chiara)...le consiglio di farsi valutare da un osteopata fisioterapista di zona,difficile dare un parere anche se molto dettagliata la descrizione, ed eventualmente prendere in considerazione l'ozonoterapia
Dott. Leonardo Pastore
Osteopata, Fisioterapista
Roma
Buongiorno, da ciò che descrivo ritengo che la sua problematica non sia assolutamente chirurgica. il tipo di trattamento fisioterapico che sta facendo va bene nelle prime fasi acute, adesso fossi nel collega sposterei il trattamento più su una riabilitazione di recupero della forza muscolare, mobilità e attività di vita quotidiana per riaccompagnarla verso una vita normale. Fossi in lei parlerei con il collega per capire se sia opportuno iniziare un lavoro di riabilitazione pura al fine di risolvere una volta per tutte il problema. per ciò che riguarda le tempistiche deve avere molta pazienza perché una riabilitazione della schiena fatta come si deve richiede non meno di 3-4 mesi.
Dott. Gianluca Ciraci
Osteopata, Chinesiologo
San Michele Salentino
Risposta brevissima (chiara e onesta):
È molto probabilmente una ernia del disco L5-S1 (protrusione o ernia cambia poco nella gestione iniziale).
Il dolore che si sposta da schiena → gluteo → coscia è tipico di lombosciatalgia.
Perché non migliori subito?
Il nervo irritato guarisce lentamente (4–8 settimane o più)
Andamento “a ondate” è normale (migliora → ricade → migliora)
Massaggi/laser aiutano poco sul nervo (servono più esercizi mirati)
Cosa conta davvero:
Movimento guidato + esercizi specifici (non solo massaggi)
Antinfiammatori adeguati
Tempo
Operazione?
Non ora
Solo se dolore grave persiste >6–8 settimane o deficit neurologici
Dott. Roberto Caminiti
Osteopata, Massofisioterapista, Chinesiologo
Somma Lombardo
Buongiorno capisco la sua frustrazione per la situazione che sta vivendo.

Purtroppo a seconda dell'approccio che ogni medico o personale sanitario ha verso il paziente la risposta cambia, soprattutto in situazione borderline come la sua in cui sembrerebbe esserci una profusione/ernia non marcata ma comunque una sintomatologia acuta persistente.

A mio avviso la causa del dolore non è per forza dovuta all'ernia ma potrebbe essere una concausa di più fattori che la porta ad avere questa sintomatologia.

Come ha detto anche lei queste situazioni sono molto lunghe e può essere che non ci siano grandissimi miglioramenti nel breve periodo.

Non trovando però grandi benefici anche a distanza di tempo le consiglio di valutare un altro approccio e rivolgersi ad un collega osteopata della sua zona in quanto, come le dicevo, la causa potrebbe non essere solo l'ernia ma un compenso muscolare che ha portato il sistema a lavorare male e quindi sovraccaricarsi e infiammarsi.

Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. R. Caminiti
Dr. Mirko Palmucci
Fisioterapista, Osteopata, Posturologo
Roma
Buongiorno! Parto dal dire che il mio parere non vuole essere una critica o una sostituzione delle figure alle quali si è rivolto/a.
Il percorso riabilitativo per un ernia di sicuro non è breve e può lasciare degli strascichi di dolore nei mesi successivi.
In qualità di fisioterapista/osteopata a mio avviso lei ha bisogno di lavorare sulle cause che hanno generato il fastidio e purtroppo la laserterapia e la massoterapia hanno delle limitazioni in questo. La farmacologia può aiutare ma per mia esperienza non è quasi mai risolutiva ma piuttosto sinergica con un buon trattamento osteopatico/posturale!
Le auguro una pronta guarigione!
Dr. Gianni Casulli
Osteopata, Massoterapista, Fisioterapista
Bologna
Il 66% delle ernie passa da sola, se l' ernia non è grossa con terapia fisioterapica fatta apposta per l' ernia in questione con irrobustimento del comparto dovrebbe aiutare a sentire meno dolore, l' importante è non fare sforzi sulla schiena come piegarsi con la colonna o portare pesi, se si vuole andare oltre l' unica terapia che funziona per l' ernia se non è grossa è l' ozono terapia.
Dott.ssa Silvia Levati
Osteopata, Chinesiologo
Vercelli
Buongiorno!
Da quello che descrivi, il quadro sembra compatibile con una lombosciatalgia legata all’ernia/protrusione L5-S1. In realtà spesso la differenza tra “ernia” e “protrusione” cambia poco a livello pratico: ciò che conta davvero sono i sintomi e come evolvono nel tempo.

Purtroppo queste situazioni possono richiedere diverse settimane, a volte anche mesi, prima di migliorare in modo stabile. Il fatto che il dolore cambi zona (schiena, gluteo, coscia) e abbia alti e bassi non è così insolito. Inoltre il nervo sciatico, quando si infiamma, può rimanere irritato anche se la fase acuta lombare è passata.

La cosa positiva è che riesci comunque a muoverti e a svolgere le attività quotidiane, anche se con fastidio. Se non ci sono perdita di forza importante, problemi urinari o peggioramenti neurologici evidenti, generalmente si continua inizialmente con un approccio conservativo.

Probabilmente potrebbe esserti utile una rivalutazione del percorso fisioterapico, puntando non solo su terapie passive come laser e massoterapia, ma anche su un lavoro più specifico di esercizio e gestione del carico.

Comprendo la frustrazione, ma a 6-7 settimane non sei ancora fuori dai tempi “normali” di recupero per una situazione del genere.
Dr. Massimo Borri
Osteopata, Massofisioterapista
Arezzo
Gentilissima, credo che tu abbia fatto il possibile con i protocolli sanitari, ti consiglio vivamente di andare da un collega Osteopata e vedrai che migliorerai già dalla prima seduta poiché il lavoro da fare è molto semplice. Fammi sapere se lo trovi sennò dimmi dove abiti e ti cerco qualcuno in gamba. Buona serata
Salve,
il referto della risonanza è generalmente il riferimento principale, perché descrive in modo tecnico ciò che il radiologo osserva nelle immagini. Quando invece uno specialista parla di “protrusione” o “ernia”, lo fa spesso integrando il referto con la visita clinica e i sintomi, quindi può utilizzare un termine più orientato alla valutazione funzionale.
Per questo motivo non si tratta necessariamente di contraddizioni, ma di due livelli di lettura diversi: quello radiologico (immagini) e quello clinico (sintomi e risposta del paziente).
Nel Suo caso il quadro probabilmente è compatibile con una condizione a livello L5-S1 che può giustificare i sintomi descritti.
Queste situazioni hanno spesso un andamento lento e variabile, con dolore che può cambiare sede e intensità. Il fatto che Lei riesca comunque a muoversi e camminare è generalmente un elemento positivo.
In questi casi, oltre al monitoraggio medico e alla fisioterapia, può essere utile anche un approccio manuale come quello osteopatico, orientato alla valutazione globale della mobilità e delle tensioni muscolo-articolari, sempre integrato e non sostitutivo dei percorsi già in atto.
Per quanto riguarda il fatto che i miglioramenti possano essere lenti o inizialmente poco evidenti, questo può dipendere da diversi fattori: la fase del quadro clinico, la sua quotidianità (lavoro, posizioni mantenute, riposo etc) la sensibilizzazione del tessuto nervoso e i tempi di adattamento dell’organismo, che spesso non sono immediati nonostante terapie farmacologiche e riabilitative.
In genere è importante mantenere un percorso riabilitativo costante e concedere il giusto tempo per osservare eventuali cambiamenti stabili.

Le auguro una pronta guarigione e spero di esserLe stato/stata di aiuto.
Buongiorno,
dai sintomi che descrive sembra esserci una sofferenza del nervo sciatico legata alla problematica L5-S1. Il fatto che il dolore aumenti da seduta e quando si alza, mentre in piedi stia meglio, è abbastanza tipico: sedendosi aumenta la pressione sul disco e quindi anche sul nervo.
I miglioramenti in questi casi spesso non sono lineari: può capitare di stare meglio per alcuni giorni e poi avere una ricaduta, soprattutto nelle prime settimane.
Sarebbe importante capire bene quali esercizi sta facendo, perché se il nervo è irritato gli esercizi di stretching e allungamento potrebbero anche peggiorare i sintomi. In questa fase di solito sono più utili esercizi di decompressione e mobilità dolce.
Anche un trattamento osteopatico potrebbe esserle utile per ridurre le tensioni e migliorare la situazione, sempre associato a esercizi adeguati.
Se non ci sono perdita di forza importante alla gamba o problemi di sensibilità/sfinteri, generalmente si continua inizialmente con un percorso conservativo, monitorando però l’andamento dei sintomi.
Cordialmente,
Virginia Sciarrotta
Osteopata
Dott.ssa Cristina Mastropaolo
Osteopata, Chinesiologo
Villafrati
Gentile paziente,
da quanto descrive il quadro sembra compatibile con una problematica del tratto lombosacrale.
Considerando la persistenza dei sintomi, una valutazione osteopatica potrebbe essere utile come supporto al percorso già intrapreso, con l'obiettivo di ridurre le tensioni muscolari e articolari, migliorare la mobilità e cercare di alleviare la sintomatologia dolorosa, sempre nel rispetto della fase infiammatoria e delle indicazioni mediche già ricevute.
Naturalmente il trattamento osteopatico non sostituisce il parere specialistico del medico, ma può rappresentare un approccio complementare all'interno di una gestione multidisciplinare del problema.
Le consiglio quindi una visita osteopatica approfondita.
Resto a disposizione
Cordiali Saluti
Buongiorno,
Avendo già fatto diversi esami e visite, proverei ad associare a fisioterapia dei trattamenti osteopatici per riuscire a migliore il suo dolore a livello lombare e la sua sciatalgia. Cordiali saluti
Buongiorno,

la presenza di un'ernia indica un'area della sua colonna che è stata sottoposta a un carico eccessivo che ne ha alterato la biomeccanica e resa più "sensibile" a altri sovraccarichi soprattutto se ancora infiammata.

Sebbene sia importante in questi casi sfiammare il tessuto nervoso e muscolo-articolare coinvolto, è utile anche fare un lavoro di ridistribuzione dei carichi ( valutazione e trattamento osteopatico), che nel tempo hanno portato al carico eccessivo in quell'area della sua colonna.

E' anche utile lo streching personalizzato con supervisione almeno le prime volte, e prestare attenzione a eventuali vizi posturali quotidiani che potrebbero sovraccaricare la sua schiena, nonché prestare attenzione nell'esecuzione degli esercizi che fa per evitare che si re-infiammi.
Questo perché, se non adeguatamente sfiammata prima, alcuni esercizi potrebbero risollecitare l'area.

Se nonostante tutti questi accorgimenti non dovesse trovare giovamento terrei in considerazione il parere del neurologo.

Cordiali saluti,

Marina Fresco D.O.
 Filippo Olgiati
Osteopata, Massoterapista, Professional counselor
Gazzada Schianno
Buongiorno,
da quello che descrive, il quadro sembra compatibile con una lombosciatalgia da sofferenza discale/radicolare a livello L5-S1.

In questo caso la distinzione tra “protrusione” ed “ernia” è importante sul piano radiologico, ma dal punto di vista pratico cambia meno di quanto sembri: in entrambi i casi, da quello che riporta, sembra esserci una sofferenza discale con irritazione della componente nervosa. E quando il disco e il nervo sono irritati, i tempi di recupero possono essere lunghi e non sempre lineari.

È abbastanza frequente che un dolore di questo tipo abbia fasi in cui sembra andare meglio e poi si riacutizzi, soprattutto nei primi tempi. L'andamento del dolore non deve immaginarlo come una linea retta, ma come un grafico della borsa: oscillazioni verso l’alto e verso il basso, ma idealmente con una tendenza generale al miglioramento, che è quello che conta.

Il fatto che il dolore alla schiena sia diminuito e si sia spostato su gluteo e parte posteriore della coscia non è necessariamente un peggioramento assoluto: spesso indica che la componente lombare si è modificata, ma rimane ancora irritata la parte nervosa/miofasciale.

Detto questo, se dopo diverse settimane di farmaci, fisioterapia, laser ed esercizi non c’è una reale progressione, può avere senso rivalutare il percorso: non per forza per “operare”, ma per capire se il trattamento è davvero adatto alla fase attuale del problema.

In assenza di perdita di forza importante, disturbi sfinterici o deficit neurologici progressivi, la terapia d'elezione è quella conservativa ben impostata. Serve però un lavoro mirato e progressivo, non solo terapie passive.

Un saluto
Filippo Olgiati
Osteopata D.O. – Massoterapista MCB – Counselor
Capisco bene la sua confusione, soprattutto quando riceve interpretazioni differenti. Una cosa importante da chiarire è che RMN, protrusione, ernia e sintomi non sempre si sovrappongono in modo perfetto: esistono persone con ernie importanti e pochi sintomi, così come persone con immagini meno evidenti ma dolore significativo. Dal suo racconto noto però un aspetto positivo: il dolore sembra essersi modificato nel tempo e non essere rimasto identico dall’inizio; questo spesso suggerisce un’evoluzione del quadro, anche se non lineare. I percorsi di recupero lombosciatalgici possono richiedere settimane o mesi e spesso presentano fasi di miglioramento e ricaduta. L’indicazione chirurgica generalmente non dipende dalla sola presenza dell’ernia ma dall’insieme di sintomi, deficit neurologici e andamento clinico. Se invece comparissero perdita di forza importante, alterazioni della sensibilità o peggioramenti significativi, sarebbe opportuno rivalutare rapidamente la situazione con il NCH.
Buongiorno,
capisco bene la confusione: quando due professionisti danno letture diverse e il dolore cambia sede, è normale sentirsi disorientati e temere che qualcosa non stia andando per il verso giusto.

Da quello che descrive, il quadro sembra compatibile con una lombosciatalgia legata al disco L5-S1. Il fatto che il dolore si sia spostato dalla schiena alla natica e alla parte posteriore della coscia può succedere in questi casi, e non significa automaticamente che la situazione stia peggiorando. Anche l’andamento “a fasi”, con giorni migliori e poi ricadute, è abbastanza frequente nelle prime settimane.

È importante però sapere che l’ernia/protrusione vista in risonanza non sempre spiega da sola l’intensità del dolore: conta molto anche quanto il sistema nervoso è irritabile in quel momento. Per questo a volte farmaci, laser e massoterapia danno sollievo temporaneo, ma non risolvono completamente se il corpo non viene progressivamente riabituato al movimento e al carico.

Le terapie passive possono essere utili per abbassare il dolore, ma dovrebbero essere affiancate da un percorso attivo e graduale: capire quali movimenti tollera, quali la irritano, quanto riesce a camminare, stare seduta, piegarsi, rialzarsi, e costruire da lì una progressione. L’obiettivo non è stare ferma finché passa, ma tornare gradualmente a muoversi con sicurezza, senza forzare e senza avere paura di ogni sintomo.

In sintesi: non è strano che dopo poche settimane il quadro non sia ancora lineare. Più che cercare solo “la terapia che spegne il dolore”, le consiglierei una presa in carico che la aiuti a capire il dolore, ridurre la paura del movimento e tornare gradualmente alle attività quotidiane
Buongiorno,
capisco bene la confusione, soprattutto quando si ricevono pareri differenti. Cerco di spiegarvi la situazione nel modo più chiaro possibile.

Prima di tutto: protrusione ed ernia discale non sono due mondi completamente diversi. Sono gradi differenti dello stesso problema discale. Quello che conta davvero, più del termine utilizzato, è:

* quanto il disco stia irritando o comprimendo la radice nervosa;
* quali sintomi provochi;
* come evolve clinicamente nel tempo.

Dal vostro racconto il quadro sembra compatibile con una lombosciatalgia da interessamento della radice L5-S1, perché il dolore si è “spostato” dalla schiena verso gluteo, coscia posteriore e zona dietro il ginocchio. Questo andamento è molto tipico di una sofferenza del nervo sciatico.

La cosa importante però è questa: il fatto che il dolore cambi sede o abbia giornate migliori e peggiori non significa necessariamente che la situazione stia peggiorando strutturalmente. Le sciatalgie spesso hanno un andamento altalenante, soprattutto nelle prime settimane o nei primi mesi.

Inoltre, un miglioramento non sempre è lineare. Molti pazienti attraversano:

* una prima fase molto acuta con forte dolore lombare;
* poi una fase più “neurologica” con dolore irradiato a gluteo e gamba;
* poi gradualmente una riduzione della frequenza e dell’intensità dei sintomi.

Il fatto che oggi riusciate comunque a camminare, stare in piedi e svolgere gran parte delle attività quotidiane è generalmente un segnale più rassicurante rispetto a un quadro severo da operare urgentemente.

Per quanto riguarda l’intervento chirurgico, oggi si tende davvero a operare molto meno rispetto al passato, salvo casi specifici come:

* perdita importante di forza;
* deficit neurologici progressivi;
* alterazioni di sensibilità importanti;
* problemi urinari/intestinali;
* dolore totalmente invalidante che non risponde nel tempo alle cure conservative.

Per questo motivo i due specialisti, in realtà, potrebbero non essere così in contraddizione: uno vi ha parlato di gestione conservativa, l’altro vi ha detto che si valuta chirurgia solo se il dolore persiste oltre un certo periodo senza miglioramenti significativi.

Un altro aspetto importante: massoterapia e laser possono aiutare a ridurre il dolore, ma spesso da soli non sono sufficienti nella gestione di una lombosciatalgia. In molti casi è fondamentale associare un percorso attivo e progressivo, basato su:

* esercizi specifici ben dosati;
* recupero del movimento;
* gestione del carico;
* educazione posturale e funzionale;
* progressiva esposizione alle attività quotidiane.

Anche fare “troppi” esercizi o esercizi non adatti alla fase irritativa può talvolta mantenere acceso il nervo invece di calmarlo. Per questo la terapia dovrebbe essere continuamente adattata in base alla risposta del corpo.

Un’altra cosa fondamentale: il nervo irritato ha tempi biologici spesso lunghi. Anche quando la causa meccanica migliora, il nervo può restare sensibilizzato per settimane o mesi. Questo spiega perché a volte si ha la sensazione di essere “fermi”, quando in realtà il processo di recupero è solo lento.

Quello che personalmente monitorerei di più non è il singolo giorno di dolore, ma:

* se nel complesso riuscite a fare un po’ di più rispetto a un mese fa;
* se la durata delle crisi diminuisce;
* se il dolore scende meno lungo la gamba;
* se recuperate gradualmente fluidità nei movimenti.

Se invece dovessero comparire:

* perdita di forza alla gamba o al piede;
* difficoltà a camminare sui talloni o sulle punte;
* alterazioni urinarie/intestinale;
* anestesia nella zona genitale/perineale;
allora sarebbe importante rivalutare rapidamente il quadro specialistico.

Il consiglio che mi sento di darvi è di farvi seguire da un professionista che imposti un percorso coerente e progressivo, evitando di cambiare continuamente approccio o terapia sulla base delle oscillazioni giornaliere del dolore, che in queste condizioni sono molto comuni.

La situazione che descrivete, per tempi e andamento, non è purtroppo insolita nelle sciatalgie da L5-S1, anche se comprensibilmente molto frustrante.
Dott. Marco Porcu
Osteopata, Massoterapista
Monza
Buonasera,

dalla descrizione del Suo quadro clinico emerge una sintomatologia compatibile con una sofferenza del tratto lombo-sacrale, verosimilmente correlata alla problematica discale L5-S1 evidenziata alla risonanza. La differenza tra “ernia” e “protrusione”, soprattutto in alcuni casi borderline, può dipendere dall’interpretazione dell’esame e non sempre cambia in modo sostanziale il trattamento iniziale, che nella maggior parte dei casi rimane conservativo.

È importante sottolineare che i tempi di recupero nelle lombosciatalgie possono essere anche piuttosto lunghi e non sempre lineari: spesso si osservano fasi di miglioramento alternate a riacutizzazioni, soprattutto nei cambi di posizione (ad esempio nel passaggio da seduta a in piedi), situazione che Lei stessa riferisce. Il fatto che riesca comunque a camminare e svolgere le normali attività quotidiane, seppur con dolore, è generalmente un elemento favorevole.

Dalla Sua descrizione sembrerebbe esserci stato un parziale miglioramento con terapia farmacologica e fisioterapia, anche se non ancora stabile. In aggiunta al percorso che sta già seguendo, potrebbe essere utile valutare con il Suo fisioterapista o osteopata eventuali componenti muscolo-fasciali associate, in particolare tensioni o spasmi di muscolo ileo-psoas, piriforme/extrarotatori d’anca, glutei profondi e diaframma, che possono contribuire al mantenimento della sintomatologia irradiata alla natica e alla coscia. In alcuni pazienti un trattamento manuale mirato di queste strutture può aiutare a ridurre la compressione e l’irritazione funzionale del nervo sciatico.

Parallelamente, ritengo importante che il lavoro riabilitativo non si limiti soltanto a massoterapia e laserterapia, ma includa progressivamente anche esercizi specifici di mobilità, stabilizzazione lombare e gestione del carico, sempre adattati alla tolleranza del dolore.

L’indicazione chirurgica, in assenza di deficit neurologici importanti (perdita di forza significativa, alterazioni sfinteriche, anestesia a sella), viene solitamente presa in considerazione solo se il dolore persiste in maniera invalidante nonostante un adeguato percorso conservativo protratto nel tempo.

Le consiglio quindi di proseguire il monitoraggio clinico con gli specialisti di riferimento, senza scoraggiarsi per le oscillazioni della sintomatologia, che purtroppo in queste problematiche sono abbastanza frequenti.

Un cordiale saluto.
Buongiorno,

comprendo la sua confusione, soprattutto quando si ricevono indicazioni diverse da professionisti differenti. Tuttavia, leggendo la sua descrizione, emerge un aspetto importante: nonostante il dolore persista, il quadro sembra aver subito delle modifiche nel tempo, passando da una lombalgia intensa iniziale a una sintomatologia maggiormente localizzata a gluteo e arto inferiore. Questo, in molti casi, rappresenta già un'evoluzione del quadro clinico.

Nelle problematiche discali lombari, che si tratti di ernia o protrusione, i tempi di recupero possono essere molto variabili. Non è raro che il dolore sciatico o gluteo persista per settimane o anche alcuni mesi, soprattutto quando è presente un'irritazione della radice nervosa. Inoltre, il decorso non è sempre lineare: possono esserci giorni o settimane di miglioramento seguiti da riacutizzazioni, senza che questo significhi necessariamente un peggioramento strutturale.

Un elemento da considerare è che la risonanza magnetica descrive un'immagine anatomica, ma la decisione terapeutica dovrebbe basarsi soprattutto sui sintomi e sull'esame clinico. Per questo motivo può accadere che specialisti diversi interpretino in modo differente la stessa risonanza.

In assenza di perdita di forza, alterazioni della sensibilità importanti, difficoltà nel camminare o disturbi sfinterici, nella maggior parte dei casi si tende inizialmente a privilegiare un approccio conservativo. La chirurgia viene generalmente presa in considerazione quando il dolore rimane fortemente invalidante nonostante un adeguato periodo di trattamento oppure in presenza di deficit neurologici significativi.

Dal punto di vista osteopatico e muscolo-scheletrico, il fatto che il dolore aumenti nel passaggio dalla posizione seduta a quella eretta suggerisce che possano essere coinvolte non solo le strutture discali, ma anche adattamenti della muscolatura, delle articolazioni del bacino e dei tessuti che stanno cercando di compensare il problema iniziale.

Le consiglio quindi di non valutare esclusivamente l'andamento del dolore giorno per giorno, ma l'evoluzione complessiva nelle prossime settimane. Se il quadro rimane stabile o tende gradualmente a migliorare, anche lentamente, è generalmente un segnale favorevole. Se invece dovessero comparire deficit di forza, peggioramento progressivo o sintomi neurologici importanti, sarà opportuno rivalutare tempestivamente la situazione con lo specialista.

Un cordiale saluto.

Domande correlate

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.

Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.