Domande del paziente (12)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Il malessere che descrive è comprensibile e merita di essere accolto in uno spazio protetto e dedicato esclusivamente a lei. Da ciò che racconta... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per la sua domanda.
Quello che descrive è un vissuto molto confusivo, quando termina una relazione in cui si è stati emotivamente coinvolti è normale ritrovarsi con molte domande...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, ciò che descrive sembra essere molto intenso e faticoso e può arrivare a limitare significativamente la quotidianità. La sensazione di poter svenire, la rigidità e la paura di recarsi in diversi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, la ringrazio per la condivisione. Da ciò che racconta si percepisce quanto questa persona sia stata e sia tutt’ora significativa nella sua vita. Situazioni così ambivalenti, in cui si alternano... Altro
Buongiorno dottori. Vi scrivo per richiedere un parere su un evento che mi ha confusa recentemente. Ho 23 anni, sto passando un periodo in cui mi sto preparando per la laurea e successivamente già per cercare lavoro. Sono una che ha bisogno di farsi piani per ogni minima cosa perché altrimenti sento di non avere controllo. Recentemente, è successa una cosa strana, praticamente vi dico già che io sono attratta sia da ragazzi che da ragazze, lo so da 7 anni e non è assolutamente un problema per me, lo accetto e lo vivo come una verità dentro me, anche se preferirei innamorarmi di un uomo perché vorrei avere dei figli e sinceramente preferirei averli nella situazione più classica possibile. Vi dico questo perché è da mesi che so dell’esistenza di una determinata ragazza di circa la mia età, non ci conosciamo davvero, ma è capitato di guardarla da lontano, vederla interagire con i suoi amici e cose così. Appunto per mesi la mia percezione verso di lei è stata neutro-positiva, la trovo bella, solare e simpatica, e sembra anche genuina. L’altra notte però, mi è capitato a caso di fare un sogno in cui lei mi abbracciava, e io sentivo conforto in quell’abbraccio, e mi sentivo come se fossi cotta di lei, soprattutto perché dopo sempre nel sogno siamo sedute in un tavolo vicine e parliamo, ma poi un ragazzo attira la sua attenzione e inizia a parlare con lei, a quel punto sento una sensazione di gelosia, che ricordo ancora ora, e che quando il sogno è finito ho sentito letteralmente la sua mancanza, mi è dispiaciuto che fosse un sogno, dove forse eravamo amiche o comunque avevamo un legame. Ho continuato la mia vita normalmente, ma da quel giorno ogni volta che la vedo sento un’attrazione travolgente. Dire che mi sento attratta da lei fisicamente sarebbe riduttivo, perché non è che io sento attrazione per lei perché mi piace il suo corpo o la trovo “sexy” seppur sia bella, ma sento una sorta di desiderio verso di lei, in generale. È come se io amassi lei, non il suo corpo, ma lei. Infatti, la cosa che più mi accende è il pensiero di baciarla, e se devo essere sincera la bacerei anche molto appassionatamente, cosa molto strana per me, perché io non sento praticamente mai così tanta attrazione per qualcuno per cui non ho nemmeno sentimenti di cotta come minimo, cosa che quando c’è la sento in modo molto più intenso e euforico di qualsiasi attrazione fisica, cosa che appunto come ho detto con lei tecnicamente non c’è stata. Eppure sento un desiderio per lei così forte e anche di lasciarmi andare e perdere il controllo con lei che onestamente mi confonde, non capisco cosa sia successo, ma è tutto nato da quel sogno. Sottolineo che non ci siamo mai nemmeno sfiorate né guardate. Inoltre, voglio precisare che io sono sempre stata più aperta emotivamente nei confronti delle ragazze non per scelta ma per istinto, perché sono molto intuitiva e sento quasi sempre le intenzioni delle persone, e quando ho rapporti con i ragazzi non sento mai quella sincerità e purezza di intenzioni che io tanto amo e che con le ragazze sento di più. I maschi purtroppo soprattutto alla mia età spesso cercano altro, mentre io cerco una grande integrità, maturità, presenza, passione e connessione, cosa che non riesco mai ad associare ai maschi, anche perché o sono sempre con quel fondo di voglia di competizione e arroganza/ricerca di sesso che si percepisce da miglia, oppure sono troppo remissivi e dolci, cosa che purtroppo se eccessiva non mi accende negli uomini, perché anche se la dolcezza è fondamentale per me, io vorrei una via di mezzo fra ragazzo che sa essere forte e farmi sentire protetta ma allo stesso tempo saper essere dolce senza vergognarsene, con un cuore pieno di valori e un vero rispetto non solo per me ma per tutti. Quindi è una cosa rara, e istintivamente connetto meglio con le ragazze, infatti non ho mai avuto cotte emotive per maschi, se non alle elementari per un compagno, quando però appunto quella purezza di intenzioni era ancora presente e non “inquinata” dal testosterone, che a quanto pare li fa andare fuori di testa non lo so, peccato che il testosterone che molti di loro usano spesso per dominare o sentirsi migliore dovrebbe servire a proteggere e non a schiacciare, ma ci vuole un’alta maturità per integrarlo e lo capisco. Però appunto per questo connetto meglio con le ragazze oggi, e collegandomi con il sogno che ho fatto verso quella ragazza, perché secondo voi è esplosa questa attrazione così forte? Secondo voi cosa dovrei fare? Vi ringrazio per il tempo che mi dedicherete per rispondermi, accetto ogni visione e consiglio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per la fiducia e per aver condiviso ciò che sta vivendo. Per quanto riguarda il sogno, più che soffermarsi su un possibile significato, può essere utile prestare attenzione a ciò che ha attivato in lei al risveglio e a come queste sensazioni si siano poi mantenute nel tempo. A volte, esperienze di questo tipo rendono più vivide alcune emozioni o predisposizioni, senza che sia necessario attribuire loro un’interpretazione precisa. Posso immaginare come questo vissuto possa generare confusione. Un primo passo potrebbe essere quello di accogliere con curiosità ciò che sta sperimentando, senza sentirsi obbligata a definirlo immediatamente. In questa direzione, potrebbe essere utile chiedersi cosa la attrae realmente di questa persona e cosa sente che, in qualche modo, rappresenti per lei sul piano emotivo. Non è necessario avere subito risposte immediate, concedersi il tempo di osservare e comprendere ciò che prova può già essere un passo importante. Se lo desidererà, un percorso terapeutico potrà offrirle uno spazio sicuro in cui esplorare con maggiore profondità queste esperienze, collegandole ai suoi bisogni affettivi e relazionali, nel rispetto dei suoi tempi.
Un caro saluto
Psicologa e Psicoterapeuta Caterina Loiacono
ho perso 40 kg con il by pass gastrico fatto il 14 ottobre 2025 .
però ovviamente ci tengo a sottolineare che a livello gastrico la fame è contenuta perchè la capienza di cibo nello stomaco è decisamente minore rispetto a prima .
sono molto felice di aver perso peso ok.. ma comunque la fame emotiva è ancora viva e le emozioni sono ancora intense talmente tanto che delle volte mangio un pochettino in più , non come prima ma ci sono ovviamente quei momenti .
allora io oggi scrivo qui 1 perchè penso che tutto si può risolvere nella vita . Questi disturbi purtroppo sono dei disturbi dell animo più che della mente .. dell animo perchè dal mio punto di vista chi mangia tanto , chi si abbuffa nasconde dentro di sè un mondo molto caotico , pieno di incomprensioni , a volte a mio parere anche strano perchè non viene capito da nessuno .
pensate che io che per anni ho combattuto contro il mostro dell obesità , io che per tanto tempo mi sono odiata allo specchio e disprezzata ... mi sento certe volte ancora quella di prima .
ho una famiglia molto malsana che nonostante ciò mi vuole bene ok ma è letteralmente malsana e disfunzionale .
mia mamma non accetta il mio cambiamento fisico , a primo impatto penso che sia gelosa .
ATTENZIONE , NON DICO CHE È GELOSA PERCHÈ È CATTIVA .. CI MANCHEREBBE , È MIA MADRE , ma secondo me dato che è stata per molto tempo abituata a vedermi in un certo modo con una coperta di grasso metaforicamente parlando che nascondeva la mia vera personalità , ora mi vede diversa , solare , energica , positiva etc... e quindi lei riflettendoci bene non è che non mi accetta ma ancora non deve abituarsi a questa nuova immagine di me cambiata , diversa ma non del tutto perchè nonostante il mio dimagrimento io sono sempre silvana .. silvana che ha delle passioni , silvana che ha degli interessi , degli obiettivi di vita importanti che vuole raggiungere .
Il rapporto tra me e mia madre non è mai stato dei migliori , tra me e lei è stato presente sempre un grande conflitto . Ricordo ancora che quando ero molto piccola lei mi diceva di non mangiare troppo , di stare attenta alla linea , parlava sempre del fisico magro e asciutto perchè anche lei è stata sempre fissata con la linea ... sempre .
mio padre è diversi da mamma , è più positivo , prende la vita più con il sorriso ma secondo me si lascia influenzare parecchio dalla negatività di mamma ...
mamma purtroppo non cambierà mai , questo lo devo accettare .
però quello che voglio dire è che non posso cambiare io chi non vuole cambiare , ognuno deve assumersi la propria responsabilità al cambiamento ma prima ancora deve avere consapevolezza di avere un Problema e mia mamma non ha questa consapevolezza e a me non frega perchè io voglio godermi la mia rinascita e pensare a me stessa , alla mia vita e ai miei obiettivi
via le persone negative ....
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che racconta è molto intenso e si percepisce quanta strada abbia già fatto, non solo a livello fisico ma anche di consapevolezza. Quando dice che "la fame emotiva è ancora viva" e che a volte si sente ancora "quella di prima" sta toccando un punto molto importante, il cambiamento del corpo può essere più rapido rispetto a quello interno. È comprensibile che, nonostante il bypass gastrico, alcune modalità legate al cibo restino attive, soprattutto quando sono collegate a emozioni profonde e a una storia personale complessa, come quella che descrive con la sua famiglia. Iniziare un percorso di psicoterapia in modo da lavorare sulla fame emotiva e su questi vissuti relazionali potrebbe aiutarla a rendere questo cambiamento ancora più stabile e profondo.
Le auguro di poter stare meglio.
Cordiali saluti
Psicologa e Psicoterapeuta Caterina Loiacono
Solitudine a 29 anni
Buongiorno dottori, o 29 anni e sono un impiegato. Scrivo perchè vivo una situazione molto dolorosa che non mi fa sta facendo vivere. È da qualche mese che mi sento solo, ho qualche amico sparso, cerco di inserirmi in gruppi, partecipare ad associazioni, corsi, insomma ci metto tutta la forza di volontà ma nonostante questo non riesco a creare dei legami che siano veri e duraturi. A volte mi viene voglia di mollare. Mi guardo intorno e sui social e vedo solo persone con grandi gruppi di amici che si divertono sempre e io invece qui da soli. Eppure sono una persona che davvero avrebbe molto da offrire, sono empatico e sensibile e ascolto volentieri le persone. Mi chiedo come è possibile che io sia cosi solo. Sto insieme ad un ragazzo ma penso che la nostra storia sia finita e questo mi genera ancora piu malessere. Intanto il tempo passa, ho 29 anni, tra 10 anni ne avrò 40 e muoio con questa ansia del tempo che corre troppo veloce, sto bruciando gli anni migliori della mia vita stando in solitudine quando dovrei essere fuori a divertirmi a bere con grandi compagnie o comunque un gruppetto di amici che mi capiscono. Per me una sera dopo lavoro passata senza amici o con legami/relazioni è una sera persa. Ho il terrore che arrivi il weekend e non sapere cosa fare sapendo che tutti sono fuori da qualche parte. Lo so che ci vuole tempo per costruire relazioni durature e per inserirsi nei gruppi, ci sto mettendo tutta la mia forza di volontà. Non ho aggiunto che io convivo con il mio compagno da poco e peggiore decisione non potevo prendere visto che la nostra storia sta finendo. Se vivessi in centro città sarebbe migliore perché cosi potrei essere comodo per conoscere molte piu persone. Mi sembra come se poche persone sappiano quello che sono e quello che ho da offrire e questo è tremendo, soffro molto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la difficoltà che descrive nel creare legami stabili, nonostante il suo impegno concreto nel mettersi in gioco, è una situazione che può comprensibilmente generare un forte disagio emotivo e senso di frustrazione. Nel suo racconto emerge anche una relazione di coppia attualmente in crisi e una convivenza che sembra vissuta con sofferenza, questo è un aspetto importante, perché può incidere significativamente sul benessere emotivo. Accanto agli aspetti più “esterni” legati alle situazioni sociali, può essere molto utile esplorare anche come viene vissuta internamente la solitudine, il confronto con gli altri e la fase relazionale che sta attraversando. Un percorso di psicoterapia può offrirle uno spazio sicuro in cui esplorare e dare significato a tutto questo. Le auguro di trovare la serenità che desidera.
Dott.ssa Caterina Loiacono
Ho bisogno di aiuto, lo so
Ho 48 anni, una famiglia stupenda, nella sua complessità, ma una sorella di quasi tre anni più di me, che ha sempre avuto dei problemi, problemi dai quali mi sono fatta inizialmente peso, fino a farmene schiacciare
Nel tempo, fin da bambina , mi confessava i sui incubi, le sue paure, i suoi pensieri disturbati e io non so perché lo dicesse a me: ero piccola, avevo appena 7 o forse 9 anni e non sapevo cosa fare.
Sono sempre stata, tuttavia, conscia nonostante la mia età delle gravi difficoltà della mia famiglia ( ho un fratello con una lieve forma di autismo), in tutto siamo 5 figli, di cui io la quarta e la piccolina è nata 12 anni dopo di me ( una gioia e una svolta positiva nella mia famiglia)
Insomma, sono sempre stata molto pensierosa, seppure aperta e spigliata, mentre mia sorella, in apparenza ribelle, era sempre triste e in allarme,
Mi raccontava i suoi incubi ... ma nella quotidianità abbiamo vissuto un'infanzia molto allegra e felice, sempre legati tra do noi, complici mamma ( lei di più) e papà che comunque ha sempre avuto un pessimo carattere ( urlava spesso in casa, ogno occasione era buona, ma con noi era premuroso e affettuoros, fose una figure genotoriale un po debole
Vivendo in un paesino ci conoscevamo tutti: io andavo sempre dal dottore perché avevo sempre mal di pancia e lui diventò il mio confidente...gli chiedevo perché si hanno incubi e lui mi rispondeva con gioco, come si fa con i bambini
Mi voleva molto bene
Crescendo sono cresciuti i problemi di Nina: oramai andavamo alle suoeriori e prendevamo il bus, spesso lei marinava la scuola, ma qundo non rivava amici, mi obbligava a farle compagnia, fino a che non arrivava il suo ragazzo e mi lasciava sola.
MI obbligava a pagarla per uscire con le sue amiche, ma poi dopo il ricatto, mi lasciava a casa
Inizialmente stava diventando per me irraggiungibile e una sorta di figura dalla quale chiedevo attenzione e crescendo ho iniziato a sentirmi sua complice, ma spesso ne soffrivo e la notte sognavo una vita diversa e mi immaginavo grande , bella, libera, perché io non mi sentivo me, ma in funzione altrui
C'era anche mio fratello che aveva tante crisi e io non riuscivo a dormire...
la sera fino a che tutti non erano a letto, sereni, io non chiudevo occhio.
Quando Nina faceva il 5 anno del liceo, pretendeva di andare in gita, ma mio padre non era d'accordo e dopo infinite lotte, mi disse ' se non mi manda mi prendo i tranquillanti di Luigi ( mio fratello)
Lo fece davvero
Mi sentii colpevole quando la mattina faticava a svegliarsi e quando venne il 'mio ' dottore disse, ma che ha... io confessai la sua confidenza, ma MAI avrei pensato dicesse sul serio
Da quel giorno ho iniziato ad odiarla per ciò che aveva fatto e a sentirmi sua custode, a temere che lo rifacesse e quindi la adulavo in tutto e mi poteva chieder tutto io lo avrei fatto
QUando va all'università cade nell'anoressia: non si sapeva bene ai tempi consa fosse, comprai un libricino per capire a capii, andai dal mio medico, ma lui disse di stare tranquilla.. Nei finse settimana tornava sempre piu magra, tutti lo vedevamo, ma nessuno parlava. MI ha resa comlice chiedendomi di dire che aveva mangiato poco prima e che stava bene
Lunedì ripartiva e io ero felice, quando tornava stavo male. Dopo due anni toccò a me la scelta Università e i miei tacitamente mi hanno mandata li. da lei ( sarebbe sttao più facile) io sapevo che stavo andando al patibolo con i mei piedi,. HO SMESSO DI VIVERE- io magrissima sono diventata enorme, mangiavo al posto suo, la coprivo, poi la facevo uscire,,, insomma quando ho avuto la lucidità di cose facesse la invogliavo a reagire, che non lo avrei detto a nessuno, ma lei mi diceva che non potevo lasciarla sola e mi offre un patto ' se resti a casa tutto il giorno io mangoo, puoi uscire SOLO 2 ore senza di me- se vai all'università , dai collegi o dal tuo fidanzato ( ne avevo uno) fai tu, ma SOLO 2 ore o non mangio ( per me non mangio era muoio)- Lo feci
La mia prigionia
Alla fine lasciai anche quel ragazzo
Scrivevo, non studiavo più, mi odiavo
Un giorno trova una mia lettera e mi dice ' oddio ti senti in prigione.. basta sei libera'- Io mi sentii debitrice, ma anche in colpa e inizia a parlare del sui problema con alcuni amici... iniziamo a fare volantinaggio, invece di studiare, la porto da uno psicanalista... tutto stava migliorando... pensavo... ce la fa
Invece poi scopro l'inganno.. non andava.. e si teneva i soldi che io guadagnavo cpn il volantinaggio ( che facevo anche per permetterle le sedute)- poi conobbe un tizio che si drogava e la sera spero la trovavo così---- ho iniziato a ragionare e a capire cosa fare: all'ennesima crisi chiamo l'ambulanza , chiamo i miei genitori ' venite a prendervi vostra figlia io non ce la faccio più' - Vidi per la prima volta mio padre piangere
Me ne andai enegli anni non mi sembrava vero ERO FINALMENTE LIBERA! come avevo sempre sognato
Lei la fece curare mia mamma in una clinica, con anni di terapia insieme- LA MAMMA
Per un po la dimenticai... non ricordo bene quegli anni se non con me stessa e la mia nuova vita, che piano piano è iniziata a Roma, ma nel tempo la situazione si à ricreata, ogni due anni circa mi chiama ( che ora) , matrimonio, divorzio, attacchi di panico, lavoro, vaccini figlio, solitudine, rapimenti... cambiati gli attori resta lei e io: ogni chiamata io in panico a rivivere quegli anni, ma corro la salvo, ogni volta e ristabiliti gli equilibri, torno a roma ( mio unico luogo e rifugio)
Ogni due anni le frasi ' mi hai abbandonata, tu sei felice, io sono sola' ricorrono
Oggi vive a Mantova, ha un figlio, divorziata, sola per scelta- da un anno suo figlio è scoppiato. non va piu a scuola e lei è segregata in casa con lui
A Mantova ci stanno i miei fratelli con bambini, ma le non li vuole, chiama me, esige da me, altera silenzi punitivi a richieste ' tipo trasferisciti qua'
Nel tempo ho scelto di darmi dei limiti, nonostante momenti simbiotici, attacchi di ansia, sostituzione
Ho fatto il possibile e lucidamente le ho proposto strutture adeguate ( oltre ai servizi che la seguono ahimè e per fortuna) , psicoterapia e di più per lei, pagando tutto io. trascorro molto tempo con mio nipote, ma a lei non basta, si richiude e se non faccio come dice lei mi taglia fuori
( la mia famiglia c'è , il neuropsichiatra per lei e il bimbo c'é, tutto fatto e attivato)
ma io mi sento in colpa, non vivo da quanto è arrivato tutto ciiò, se vado li parlo e risolvo, se resto.a acasa mia e passeggio e lavoro e sono serena, mi sento in colpa
Io sono single, non ho figli per scelta, ho deciso di affrontare il problema di essere sempre e solo per gli altri- per me non sono stata mai, se non quando il mio ex è andato via perché la madre di suo figlio e suo figlio passavano ciò che ho descritto.
ora lo capisco
non aveva scampo
io sono lui e mia sorelle è la sua ex
Ora mi chiedo ' quanto le mie preoccupazioni sono frutto di realtà o le ingiganstico? Forse lei sa fare e fa e se non me lo racconta non significa nulla. A volte mi chiedo se è lei ad essere richiestiva o se sono io che ormai mi do un senso solo da sorella sua e non da Chiara e basta
DOve sono io?
Chiara
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Chiara, leggendo le sue parole si percepisce tutta la fatica di una vita trascorsa a cercare di proteggere sua sorella, spesso molto prima di avere gli strumenti emotivi per poterlo fare. Da bambina si è trovata ad accogliere paure, angosce e richieste troppo grandi, imparando poco alla volta a mettere se stessa in secondo piano per cercare di mettere gli altri al sicuro. Quando si cresce così, può accadere che il proprio valore finisca per intrecciarsi profondamente al prendersi cura dell’altro, fino al punto che separarsi, stare bene o semplicemente vivere la propria vita faccia sentire in colpa. Eppure, dalle sue parole emerge anche qualcosa di molto importante, una parte di lei che, nonostante tutto, continua a cercarsi e a chiedersi dove sia finita Chiara dentro questa lunga storia. Mi colpisce la lucidità con cui riesce oggi a osservare queste dinamiche, senza negare né il bene per sua sorella né la sofferenza che questo legame le ha portato.
Forse oggi il punto non è capire se sua sorella abbia davvero bisogno oppure no, ma iniziare a chiedersi cosa succede dentro di lei ogni volta che sente di dover correre, aggiustare e rassicurare. Perché la sua sofferenza merita ascolto tanto quanto quella degli altri. Credo che un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a dare finalmente spazio ai suoi bisogni, ai suoi confini, ai suoi desideri, senza vivere questo come un tradimento o un abbandono. Non per smettere di voler bene, ma per provare a costruire relazioni in cui possa esistere anche Chiara, non solo la parte di sé che si prende cura degli altri.
Le auguro di stare meglio.
Psicologa Psicoterapeuta Caterina Loiacono
Sono una giovane professionista di 30 anni e lo scorso agosto, inaspettatamente, ho conosciuto un uomo di 20 anni più grande di me. Tra noi è nata subito una sintonia rara, un’amicizia profonda che ci ha resi in poco tempo, l'uno il punto di riferimento dell'altra. Lui è un uomo molto realizzato sul lavoro ma è legato a una compagna che vede principalmente nei weekend e per le vacanze. Da agosto siamo usciti spesso e abbiamo passato quasi ogni sera al telefono a parlare per ore (e già riuscire a parlare con qualcuno ogni giorno senza annoiarsi mai è tutto dire) condividevamo tutto, dai consigli sulla giornata ai pensieri più intimi, alle cavolate da bar, oltre ai molteplici messaggi durante la giornata, in attesa della nostra consueta telefonata. Lui stesso mi diceva spesso di non aver mai provato un attaccamento così profondo per qualcuno. Poi, verso novembre, a questo legame già solido si è aggiunto l’aspetto affettivo e sessuale: è stata la ciliegina sulla torta. Ci siamo voluti tantissimo, anche se entrambi avevamo timore di andare oltre per via dell'età e della sua situazione, ma anche quel nuovo terreno è diventato uno spazio di comunicazione bellissimo e appagante. Con il tempo, però, l’ambivalenza ha iniziato a farci soffrire. Io ero l'ultima persona che sentiva e vedeva il venerdì sera e la prima che cercava la domenica appena essersi liberato dalla compagna; ci cercavamo ormai in tempo reale appena succedeva qualcosa di rilevante per l'altro; spesso mi chiedeva anche consigli lavorativi o di avere un supporto morale per cose di lavoro che faceva fatica a gestire, faceva 100 km di strada solo per vedermi a cena, spesso mi faceva regali, ma tutto questo non bastava a sciogliere il nodo. Dieci giorni fa, inaspettatamente, ha deciso di chiudere con me. Mi ha detto che questa situazione lo logora e lo fa sentire deluso da se stesso. Pur ammettendo che il rapporto con la sua compagna è incrinato e che io l'ho destabilizzato, dice di non sentirsi abbastanza innamorato da giustificare una separazione, perché a lei, comunque, vuole bene, e che vista la nostra importante differenza non ritiene sia giusto per me intraprendere una relazione con un uomo tanto più grande e che questa relazione non crede possa evolvere ulteriormente. La verità è che io non gli ho mai chiesto di lasciarla; so come vanno queste cose e una scelta del genere deve partire da lui. Mi sarebbe solo piaciuto trovarci in una situazione di parità, entrambi single, per scoprire dove ci avrebbe portato la vita. Per la prima volta mi sono sentita vista e apprezzata per ciò che sono davvero: il nostro rapporto, pur nei suoi limiti, era vero. E ritengo anche di essere una persona equilibrata da non fare tanto le pazzie a cuor leggero. Ora a dire il vero mi sento un po' spaesata e piena di domande. Sento di aver perso prima di tutto un amico, una persona per cui avrei rischiato volentieri, fregandomene delle etichette sociali, solo per vedere fin dove saremmo arrivati insieme. (scusate, ma il dono della sintesi, non è il mio forte). Mi date un parere su questa situazione? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, quello che descrive restituisce l’immagine di un legame molto intenso e significativo, ed è comprensibile che oggi si senta spaesata e ferita. Quando una persona diventa così presente nella nostra quotidianità emotiva, condividendo pensieri, emozioni, momenti importanti e vulnerabilità, la sua assenza può lasciare un vuoto profondo. Nel suo racconto colpisce quanto questa relazione l’abbia fatta sentire vista, riconosciuta e accolta per ciò che è davvero. A volte alcuni incontri ci toccano così profondamente non solo per ciò che accade tra due persone, ma perché ci permettono di entrare in contatto con bisogni emotivi molto autentici, come il sentirsi compresi, scelti, pensati. Oggi il dolore non sembra riguardare soltanto la fine di una relazione affettiva, ma anche la perdita di una complicità, di un’abitudine emotiva e di uno spazio relazionale che per lei aveva assunto un significato molto importante. Forse in questo momento non è necessario trovare subito una spiegazione definitiva o capire cosa sarebbe potuto succedere, quanto piuttosto riconoscere che sta attraversando una perdita significativa e concedersi il tempo di elaborarla con gentilezza verso se stessa. Il valore di ciò che ha vissuto non dipende necessariamente dall’esito della relazione. Un percorso di psicoterapia può offrirle uno spazio stabile in cui dare senso a ciò che sta vivendo e rimettere gradualmente ordine dentro di sé, con tempi rispettosi della sua esperienza.
Cordiali saluti
Caterina Loiacono
Buongiorno, ho passato il peggior anno della mia vita. negli ultimi sei mesi ho perso entrambi i miei genitori e nel mezzo mi ha lasciata il mio compagno, stavamo insieme da poco più di un anno. I miei genitori sono morti entrambi a seguito di lunghe malattie, nell'ultimo anno ho accudito mio padre con un tumore metastatico. il mio ex mi ha lasciata dopo un periodo di liti, in cui ci sono stati alcuni episodi di gelosia da parte mia (mai avuti prima). La mia autostima si era abbassata anche perchè nel mentre avevo avuto un fallimento lavorativo. Lui, oltre a delle cattiverie, mi ha detto che ho sabotato la storia per le liti e la mia tristezza. nell'ultima lite gli ho detto "non me ne frega di te", ma io ero solo sopraffatta dal dolore e non ce la facevo più, voolevo che mi stringesse più forte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrive è un anno estremamente doloroso, prima ancora di qualsiasi riflessione, merita di essere riconosciuto nella sua difficoltà. Ha vissuto due lutti importanti, si è presa cura di suo padre durante la malattia, ha attraversato un momento di fragilità lavorativa e, nello stesso tempo, anche una rottura affettiva. È comprensibile che tutto questo insieme abbia generato un livello di sofferenza molto intenso. In situazioni di questo tipo può accadere che il dolore diventi così grande da uscire in modi che poi non ci rappresentano del tutto, parole dette nella rabbia o nella disperazione, reazioni più intense, bisogno di essere rassicurati o trattenuti. Il fatto che lei oggi possa rileggere quella frase con dolore e significati diversi è già indicativo della complessità di ciò che stava vivendo in quel momento. Quella frase potrebbe rappresentare l’espressione di un sovraccarico emotivo, di un bisogno di contatto e di vicinanza che in quel momento non riusciva a trovare altre vie per essere espresso. È anche comprensibile che la sua risposta possa averla fatta sentire non vista nella sua sofferenza, soprattutto in un periodo in cui stava già reggendo molto da sola. Quando si accumulano perdite e fatica, il bisogno principale diventa spesso quello di sentirsi compresi. Un percorso di psicoterapia può offrirle uno spazio stabile e sicuro in cui poter esplorare e comprendere ciò che sta attraversando, dare significato alle sue reazioni emotive e favorire gradualmente il recupero di un maggiore equilibrio interiore, nel rispetto dei suoi tempi e della sua personale storia di vita.
Le auguro di poter star meglio e ritrovare la serenità.
Psicologa Psicoterapeuta Caterina Loiacono
Salve, volevo chiedere cosa ne pensate del Doc da relazione, esiste? ultimamente vivo un loop in cui ogni giorno sono tormentata costantemente da dubbi riguardanti il mio fidanzato, dubbi nati un po’ a caso che mi tartassano tutto il giorno e mi provocano una forte ansia e angoscia incontrollabile perché non voglio sia così e non riesco più a capire se siano veri o meno..continuo ad analizzarmi a controllare cosa sento ogni piccolo dettaglio lo prendo come un potenziale dubbio e non sto più vivendo bene, non riesco a controllare questi pensieri giorno e notte devo pensarli per forza..il mio ragazzo è bravissimo mi tratta benissimo e gli ho parlato di questi dubbi tanto mi sentivo in colpa a provarli…non so cosa pensare preciso sia la mia prima relazione seria. Grazie a chi mi darà un parere.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso quello che sta vivendo, immagino quanto possa essere faticoso e angosciante trovarsi in questa situazione. Per rispondere alla sua domanda, sì, esiste il Disurbo ossessivo compulsivo da relazione, caratterizzato dalla presenza di ansia, pensieri intrusivi, ossessioni e compulsioni solitamente nei confronti delle relazioni intime vissute dalla persona che ne soffre e dell’autenticità dell’amore per il proprio partner. Quello che descrive è un’esperienza più comune di quanto si pensi, alcune persone possono trovarsi intrappolate in un circolo di dubbi continui sulla relazione e sui propri sentimenti e questo tipo di esperienza può diventare molto invalidante, perché finisce per occupare gran parte della giornata e rendere difficile vivere la relazione con serenità. Questi pensieri non nascono necessariamente da un problema reale nella relazione, ma possono funzionare come pensieri intrusivi che tendono ad autoalimentarsi, soprattutto quando si cerca di analizzarli o risolverli costantemente. Il fatto che lei senta questi dubbi come indesiderati e che la portino a controllare continuamente ciò che prova è un elemento importante, spesso non è il contenuto del dubbio il problema, ma il modo in cui la mente cerca di gestirlo, entrando in un loop che aumenta ansia e confusione.
Un primo passo può essere iniziare a riconoscere questi pensieri per quello che sono -pensieri, non fatti- e provare, gradualmente, a non analizzarli o verificarli continuamente, anche se questo all’inizio può risultare difficile e aumentare l’ansia.
Proprio perché questo meccanismo tende a mantenersi nel tempo e a diventare sempre più pervasivo, è importante non restare soli a gestirlo, un percorso di psicoterapia può essere davvero utile per interrompere questo circolo e per lavorare in modo concreto sui pensieri intrusivi e sulle strategie di controllo, favorendo una maggiore tolleranza dell’incertezza e una riduzione dell’ansia.
Resto a disposizione per qualsiasi informazione e le auguro una buona giornata.
Psicologa Psicoterapeuta Caterina Loiacono
Buongiorno.
Volevo chiedere consiglio per questa situazione. Premetto che lavoro in nave.
Praticamente io ed una mia collega ci stavamo frequentando cosi, apparentemente in amicizia.
Una amica in comune, il giorno prima del mio sbarco mi rivela che sembra che questa persona con cui mi frequentavo le avesse dettonche in realtà fosse interessata a me.
Da allora ho cominciatona riesaminare ogni interazione passata e non riesco a non pensarla. Ho anche provato a chiedere se fosse vero, purtroppo solo via chat essendo ormai già a terra, ma la sua risposta è stata un misto tra si e no, a detta sua per non influenzare la mia scelta sulla possibilità di un futuro imbarco, che sebbene non confermato, è già stato stabilito per la stessa nave e periodo dove la rivedrei.
Nonostante sia passata già una settimana, sto vivendo questa cosa con un ansia da occasione persa, anche perchè non sono mai stato in una relazione e la vedo quasi come se non avessi più possibilità alcuna.
Anche l'idea di mandare curriculum per un lavoro a terra ora mi spavemta che possa chiudere definitivamente questa possibilità, che comunque non sarebbe garantita anche se dovessi reimbarcare.
Come potrei uscirne? Perchè questa cosa è ormai da giorni che sento mi sta distruggendo dentro.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da quello che racconta sembra che questa situazione abbia attivato in lei emozioni molto intense, è comprensibile che alla luce di ciò che le è stato detto abbia iniziato a rileggere le interazioni passate e a chiedersi se ci fosse qualcosa di più. In assenza di molte esperienze relazionali, è comprensibile che una situazione come questa possa essere percepita come un’opportunità unica, e quindi accompagnarsi a vissuti di perdita particolarmente dolorosi. Allo stesso tempo, però, può essere utile provare a spostare leggermente lo sguardo, più che su questa specifica possibilità potrebbe provare a riflettere su ciò che questa esperienza sta facendo emergere in lei. Ad esempio, il desiderio di una relazione, la curiosità verso l’altro, la paura di perdere delle occasioni. Potrebbe essere importante dare spazio ai suoi bisogni relazionali, al di là di questo singolo evento. Non è detto che questa fosse l’unica occasione, potrebbe essere invece una prima esperienza significativa che la mette in contatto con una parte di sé che chiede di essere ascoltata. Per quanto riguarda le scelte lavorative, può essere utile chiedersi cosa desidera davvero per sé, cercando di non far dipendere una decisione importante solo da una possibilità relazionale che al momento resta incerta. Se sente che questi pensieri stiano diventando troppo intensi o persistenti, potrebbe essere utile parlarne con un professionista, per avere uno spazio in cui comprendere meglio ciò che sta vivendo.
Un caro saluto
Psicologa e Psicoterapeuta Caterina Loiacono
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…