Sono una ragazza di 22 anni e vivo a Roma come studentessa fuorisede. Un mese fa ho avuto un improvv

Sono una ragazza di 22 anni e vivo a Roma come studentessa fuorisede. Un mese fa ho avuto un improvviso abbassamento di pressione che mi ha fatta stare molto male per circa 5 giorni. Sono andata anche in ospedale, dove mi hanno sottoposta a diversi controlli (analisi del sangue, ECG e TAC alla testa), tutti risultati fortunatamente negativi e nella norma. Da quel momento, però, non sono più riuscita a stare bene: sono entrata in uno stato costante di ansia, stress e continua allerta, con la costante paura di stare di nuovo male. A livello fisico continuo ad avvertire diversi sintomi, come mal di testa, una sensazione di testa vuota e leggera, e lievi vertigini. A causa di questa situazione ho iniziato a privarmi di molte cose e a limitarmi nella vita di tutti i giorni. Per esempio, evito di uscire quando fa troppo caldo per paura di avere un altro malore. Sono sempre stata una ragazza solare, ma ad oggi fatico a riconoscermi e l'unica cosa che desidero è trovare una soluzione per superare questo momento e tornare a stare bene come prima.

26 risposte


Gentile Utente, la nostra mente è capace di creare situazioni immaginarie dove l'epilogo è sempre negativo. Lei pensa tanto? Ascolta il suo corpo, le sue sensazioni? A volte diamo così tanto potere alla nostra mente che non siamo più ancorati alla realtà ma "viviamo" nella nostra testa pensando esperienze che mai si verificheranno e, soprattutto, che hanno un finale catastrofico. La invito a lavorare sulla respirazione, a meditare e ad occuparsi delle sue emozioni e, soprattutto, a vivere e NON pensare! Grazie.

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Gentile utente, quello che descrive è una situazione che si osserva piuttosto frequentemente dopo un episodio acuto vissuto come particolarmente spaventoso. Anche se gli accertamenti sono risultati nella norma, è possibile che quell'evento abbia innescato un forte stato d'ansia, con una costante attenzione ai segnali del corpo e il timore che il malore possa ripresentarsi. Questo può alimentare un circolo vizioso in cui l'ansia stessa mantiene sintomi come cefalea, sensazione di testa leggera, vertigini e la tendenza a evitare situazioni ritenute a rischio. L'aspetto positivo è che si tratta di una condizione che, nella maggior parte dei casi, può essere trattata efficacemente. Le consiglio di rivolgersi a uno psichiatra o a uno psicologo per una valutazione. Intervenire precocemente è importante per evitare che le limitazioni che sta imponendo alla sua quotidianità si consolidino nel tempo. Con un trattamento adeguato è verosimile aspettarsi un progressivo ritorno al benessere e alla vita che conduceva prima dell'episodio. Le auguro di poter ritrovare presto la serenità. Cordialmente, Dr. Elicio


Buongiorno, quello che descrivi è una reazione che può comparire dopo un episodio fisico vissuto con molta paura. Anche se gli accertamenti hanno escluso problemi medici importanti, il tuo sistema nervoso sembra essere rimasto in uno stato di allerta costante, come se continuasse a prepararsi a un nuovo malore. È per questo che, da quel momento, hai iniziato a osservare continuamente il tuo corpo, interpretando ogni sensazione come un possibile segnale di pericolo. I sintomi che descrivi – la testa leggera, le vertigini, il mal di testa, la sensazione di vuoto – sono reali e possono essere alimentati dall'ansia stessa, creando un circolo in cui la paura aumenta i sintomi e i sintomi confermano la paura. Di conseguenza hai iniziato a limitare la tua vita, evitando il caldo e alcune uscite, nel tentativo di proteggerti. È una reazione comprensibile, ma che rischia di mantenere il problema nel tempo. Mi colpisce quando dici di non riconoscerti più. Questo fa pensare che, oltre alla paura del malore, ci sia anche il dolore di sentirti diversa dalla ragazza solare che eri fino a poco tempo fa. Proprio per questo credo che, accanto ai controlli medici già eseguiti, potrebbe esserti di grande aiuto un percorso psicologico. L'obiettivo non sarebbe dirti che "è tutto ansia", ma aiutarti a ritrovare gradualmente fiducia nel tuo corpo e a interrompere quel continuo stato di allerta che oggi ti impedisce di vivere con serenità. Il fatto che oggi tu stia vivendo questo momento non significa che resterai così. Con il giusto supporto è possibile uscire da questo circolo e recuperare, passo dopo passo, la libertà che senti di aver perso.


Buongiorno. Da quello che racconti, la prima cosa che mi sento di dirti è che ciò che stai vivendo non è così insolito dopo un episodio che hai percepito come improvvisamente minaccioso. Anche quando gli accertamenti medici risultano rassicuranti, può succedere che il nostro corpo e la nostra mente rimangano in uno stato di allerta, come se cercassero di evitare che qualcosa di simile possa accadere di nuovo. In questi casi è facile iniziare a osservare ogni sensazione fisica con maggiore attenzione e, senza volerlo, limitare progressivamente alcune attività per paura di stare male. È un meccanismo comprensibile, ma se si consolida rischia di restringere sempre di più gli spazi della propria vita. Mi ha colpito una frase del tuo messaggio: "fatico a riconoscermi". Immagino quanto possa essere doloroso sentirsi così dopo esserti sempre percepita come una ragazza solare. Capisco il desiderio di tornare a stare bene come prima. Allo stesso tempo, a volte, le esperienze difficili ci mettono in contatto con parti di noi che ancora non conoscevamo. Questo non significa rinunciare alla persona che sei stata, ma poter costruire, poco alla volta, un nuovo equilibrio in cui ritrovare serenità senza dover cancellare ciò che è successo. Forse, con il tempo, anche una parte nuova di te potrà trovare spazio. Dal momento che gli accertamenti medici sono risultati nella norma, potrebbe essere utile concederti anche uno spazio di ascolto psicologico. Non perché ci sia necessariamente qualcosa di "grave", ma perché affrontare queste paure quando iniziano a comparire può aiutare a comprendere meglio ciò che stai vivendo e a evitare che l'ansia finisca per guidare sempre più le tue scelte. Ti auguro di ritrovare, con i tuoi tempi, un equilibrio che oggi senti di aver smarrito.


Risposta per MioDottore Ciao. Gli esami negativi dicono che il tuo corpo è sano, ma l'allarme in cui ti trovi — testa vuota, vertigini, paura di uscire — è reale. Quando ci si definisce "sempre solari", spesso si è solo costruita un'immagine che non prevede cedimenti. Vivere fuorisede a Roma a 22 anni richiede un carico di adattamento e fatica che spesso si finge di non sentire. Il calo di pressione non è stato un difetto del corpo, ma il momento in cui la maschera dell'invulnerabilità è crollata. Non si torna indietro a come si era prima, perché quel "prima" non esiste più. Esiste il presente: un momento di cambiamento e di stanchezza che chiede di essere preso per quello che è. Restare nel flusso di questo passaggio significa smettere di fare la guerra ai sintomi fisici, accettare che in questo momento ti senti fragile e capire cosa sta succedendo nella tua vita attuale. Le vertigini e l'ansia si ridimensionano solo quando smetti di scappare da quello che senti e ritrovi la misura dei tuoi limiti. Un percorso psicologico serve a questo: fare chiarezza su questo momento senza doverlo sostenere da sola. Se vuoi fare un primo confronto, trovi i miei riferimenti nella scheda del profilo. Un caro saluto, Dott. Francesco Coppola


Gentile ragazza, ho letto con attenzione quello che racconta e immagino quanto possa essere stato destabilizzante vivere un episodio improvviso di malessere, arrivare a fare degli accertamenti e poi ritrovarsi, nonostante gli esiti rassicuranti, con una paura costante che possa succedere di nuovo. Dopo un’esperienza vissuta come spaventante può capitare che rimanga una forte attenzione verso le sensazioni del corpo e che ogni piccolo segnale venga percepito con preoccupazione. A volte, nel tentativo di proteggersi, si iniziano a evitare situazioni o attività considerate rischiose, ma questo può portare gradualmente a sentirsi sempre più limitati e lontani dalla propria quotidianità. Mi ha colpito molto la frase in cui dice di fare fatica a riconoscersi. È comprensibile: quando la paura occupa molto spazio può sembrare di aver perso la propria parte più serena e spontanea, ma spesso quella parte non è scomparsa, ha semplicemente bisogno di essere ritrovata. Un percorso psicologico può aiutare a comprendere cosa si è attivato dopo quell’episodio, lavorare sulla paura di stare nuovamente male e recuperare progressivamente fiducia nel proprio corpo e nelle proprie possibilità. Il fatto che lei desideri tornare alla vita di prima è già un elemento importante: racconta una parte di sé che vuole riprendere spazio. Le auguro di trovare presto un aiuto che possa accompagnarla in questo momento. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Perrotta


Ciao, ti tispondo per farti presente che quello che ti è successo è stato fin dall'inizio un movimento d'ansia, un'ansua che ha superato probabilmente un livello abituale, e si è tramutata in una somatizzazione (calo della pressione, sensazione di testa vuota, qualche alterazione fisiologica, etc). Potresti essere una persona che tende a somatizzare le paure interne. Mi chiederei sinceramente cosa possa farti paura in questo.momento della tua vita? Ci sono ansie rispetto al tuo futuro? Rispetto agli studi universitari? A qualche relazione che tu ha fatto soffrire? O che ti fa soffrire? E sul rapporto con la tua famiglia va tutto bene? Ora è importate non entrare nel circolo vizioso della "paura della paura". Auguri, doc Vittorio C.

Dr. Vittorio Cameriero

Dr. Vittorio Cameriero

psicologo

Calderara di Reno

Prenota visita

Cara utente, comprendo perfettamente lo stato di profonda sofferenza e smarrimento che sta vivendo. Passare repentinamente da una condizione di benessere a uno stato di costante allarme è un'esperienza destabilizzante. Desidero tuttavia rassicurarla: la situazione che descrive è ben nota in ambito clinico e può essere superata. Gli accertamenti medici negativi escludono cause organiche e confermano che il suo corpo è sano. Il malore iniziale ha però attivato un meccanismo psicofisico di ipervigilanza: il suo sistema nervoso è entrato in uno stato di allarme costante per il timore di un nuovo episodio. Le sensazioni di testa vuota e le lievi vertigini che avverte oggi sono la diretta conseguenza di questa ansia cronica, e non i segnali di una patologia fisica. Purtroppo, le rinunce e gli evitamenti (come il non uscire con il caldo) riducono l'ansia nell'immediato, ma nel lungo termine alimentano la paura e limitano progressivamente la sua quotidianità di studentessa. Attraverso un percorso di supporto psicologico focalizzato, sarà possibile da un lato disattivare la risposta di allarme corporeo e ridurre la sintomatologia ansiosa; dall’altro le permetterà di interrompere il circolo vizioso degli evitamenti, riprendendo gradualmente in mano la sua vita.


Mi dispiace per la situazione in cui ti ritrovi, come scrivi, così inaspettatamente. Nella mia esperienza posso dirti che alla tua età possano verificarsi cambiamenti repentini nel modo di sentirsi e soprattutto di vedersi rispetto ai pericoli della vita. Mentre fino a ieri semmai andavi leggera per il mondo, adesso invece temi che ogni esperienza possa minare il tuo equilibrio, così lla tua testa si riempie di preoccupazioni e pensieri che prima non facevi neanche. La paura di essere diventata vulnerabile a qualsisi offesa fisica può spingerti all'immobilità, l'incongruenza rispetto all'idea che hai sempre avuto di te, in precedenza, può amplificare la difficoltà. Ma posso assicurarti che la tua non è una situazione permanente ma la reazione ad un passaggio, quello all'età adulta, che spesso può presentarsi difficoltoso e spaventoso ma che con un aiuto specifico e tempestivo può dipanarsi in un'evoluzione più serena . Inoltre tante volte queste situazioni sofferenti di stallo arrivano in concomitanza a scelte che si sente di dover operare o a preoccupazioni legate alle nostre relazioni affettive, alle persone a cui vogliamo più bene. In qualsisi di questi casì tu debba trovarti, il primo passo verso una risoluzione lo hai fatto, chiedere un parere competente, il passo successivo è affidarsi . Buona vita, può fare paura ma è anche tanto bella! dott.ssa Ida Esposito


cara scrittrice, ha fatto benissimo a rivolgersi ai medici per comprendere se esiste una causa medica. detto questo, sarebbe importante approfondire che significato hanno i suoi sintomi per lei. i sintomi normalmente arrivano per comunicare qualcosa che abbiamo ignorato o di cui non siamo consapevoli. provi a chiedersi che periodo è per lei questo che sta vivendo? è la prima volta che le capita o è già capitato in passato? se è si, quando? che impatto ha avuto il trasferimento in una città come Roma?


Buongiorno Signorina, potrebbe trattarsi di un esordio di disturbo d'attacchi di panico, per fortuna con le cure del caso ci sono ampi margini di riprendersi. Le consiglio di rivolgersi ad uno psichiatra e ad uno psicoterapeuta di fiducia

Dott. Stefano Bonora

Dott. Stefano Bonora

psichiatra

Peschiera Borromeo

Prenota visita

Buongiorno, la ringrazio per la condivisione. È possibile che l’episodio di malessere che ha avuto un mese fa, pur essendosi concluso senza che dagli accertamenti emergessero problemi, abbia lasciato in lei una forte paura e insicurezza. Dopo un’esperienza fisica improvvisa può succedere di iniziare a prestare molta più attenzione alle proprie sensazioni corporee, cercando continuamente di comprendere se si sta per stare nuovamente male. Questo stato di allerta può alimentare l’ansia e rendere più presenti alcune sensazioni fisiche come testa leggera, vertigini, mal di testa o sensazione di debolezza. L'evitamento di alcune situazioni per paura di un nuovo malore può dare un sollievo immediato, ma nel tempo può rafforzare la paura e far sentire sempre meno sicuri nell’affrontare la quotidianità. Non è possibile naturalmente formulare una diagnosi attraverso una domanda online, ma quello che descrive sembra essere diventato un circolo di paura, attenzione ai sintomi ed evitamento che sta progressivamente condizionando la sua vita. Considerando anche quanto dice sul fatto di non riconoscersi più, le suggerirei di intraprendere un percorso di psicoterapia. Potrebbe essere uno spazio in cui comprendere cosa è accaduto dopo l'episodio, ridurre lo stato di allerta, la paura delle sensazioni corporee e gradualmente tornare a vivere con maggiore libertà e serenità. Il fatto che oggi si senta diversa da prima non significa che lo sarà per sempre, è possibile ritrovare, passo dopo passo, la fiducia nel proprio corpo e nelle proprie capacità. Le auguro di ritrovare la propria serenità. Dott.ssa Caterina Loiacono


Salve, dalle sue parole emerge quanto questo episodio l’abbia spaventata e abbia cambiato improvvisamente il modo in cui vive il suo corpo e le sue giornate. Dev’essere molto faticoso non riconoscersi più nella ragazza solare di prima e sentirsi costantemente in allerta, rinunciando anche a ciò che prima faceva parte della sua vita. È importante mantenere un confronto con il medico per i sintomi persistenti e, parallelamente, può rivolgersi al servizio psicologico della sua università, a un consultorio o al Centro di Salute Mentale della ASL di zona. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a ritrovare gradualmente fiducia nel proprio corpo e nei suoi spazi di vita. Sono psicoterapeuta in provincia di Napoli, disponibile anche online; se desidera può contattarmi in privato.


Buongiorno e grazie per aver condiviso la sua situazione. Il fatto che tutti gli esami siano risultati negativi è un dato clinicamente molto rassicurante, e i sintomi che continua a provare, il mal di testa, la sensazione di testa vuota, le vertigini, con ogni probabilità non derivano più da un problema fisico ma da uno stato di ansia persistente scatenato proprio dallo spavento vissuto un mese fa. È un meccanismo ben documentato e piuttosto comune: dopo un episodio fisico spaventoso, il sistema nervoso resta in una condizione di allerta continua verso il timore di un nuovo malore, e questa stessa allerta produce sintomi fisici (vertigini, testa leggera) praticamente indistinguibili da quelli originari, alimentando un circolo che si autosostiene. Evitare le situazioni percepite come rischiose, come uscire quando fa caldo, dà sollievo nell'immediato ma nel tempo tende a mantenere e persino ad ampliare questa paura, invece di ridurla. Le consiglio di parlarne innanzitutto con il medico che l'ha seguita per un controllo di verifica generale se non lo ha già fatto di recente, e soprattutto di intraprendere un breve percorso psicoterapeutico mirato su questo episodio specifico: un lavoro ben indirizzato su questo tipo di ansia reattiva ottiene generalmente risultati buoni in tempi relativamente contenuti, permettendole di riappropriarsi gradualmente della fiducia nel proprio corpo e di tornare alla vita di prima. Rimango a disposizione Dott. Marco Scaramuzzino


Buongiorno cara credo che Lei sia in preda ad una forte ansia di prestazione che al momento ha indotto l'insorgere di disturbi psicosomatici aggravati dal caldo estivo. Penso sia utile per Lei iniziare una psicoterapia psicodinamica che La aiuti ad affrontare il malessere che sta vivendo ed i conflitti in atto. Le auguro di stare meglio al piu' presto e di ritrovare se stessa nelle cose che fa Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo


Buongiorno, inizi un percorso di psicoterapia, la aiuterà con il tempo ad uscire dalla morsa delle sue preoccupazioni e della sua ansia. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


ci sono diversi prodotti e integratori per mantenere livelli di pressione normali

Dr. Simonetta Fabbri

Dr. Simonetta Fabbri

psicoterapeuta

Anzola dell'Emilia

Prenota visita

Salve, Innanzitutto voglio rassicurarti: quello che stai vivendo è una reazione comprensibile e comune. Quando il nostro corpo ci spaventa con un malore improvviso, la nostra mente attiva un sistema di allarme e la continua ipervigilanza è estenuante, portando a generare proprio i sintomi che avverti adesso – come la testa vuota, la tensione e le vertigini – creando un circolo vizioso in cui l'ansia alimenta la paura. Visto che i medici hanno fortunatamente escluso cause fisiche, il lavoro da fare ora è disinnescare questo 'falso allarme' e aiutarti a ritrovare la fiducia nel tuo corpo. Se lo desideri, puoi contattarmi. Un caro saluto. Ricevo a Napoli e Online


Buongiorno, La sintomatologia ansiosa tende spesso ad attivare meccanismi di evitamento. Un percorso terapeutico potrebbe essere lo spazio giusto per ritornare a sentirci bene. Dott. Marco Cenci


Buongiorno, quello che racconti è molto comprensibile, soprattutto perché tutto è iniziato da un episodio fisico improvviso che ti ha spaventata e che non potevi prevedere. Il punto, però, è che dopo quel primo malessere sembra essersi instaurato un meccanismo diverso: il tuo corpo è diventato qualcosa da controllare continuamente. Una sensazione alla testa, un leggero capogiro, la percezione di essere debole vengono immediatamente letti come possibili segnali che “sta per succedere di nuovo qualcosa”. E così aumenta l'ansia, l'attenzione si concentra ancora di più sulle sensazioni fisiche e queste, a loro volta, possono diventare più intense. È un circolo molto comune: paura → controllo del corpo → percezione di sintomi → interpretazione catastrofica → ulteriore paura. Anche gli evitamenti contribuiscono a mantenere il problema. Evitare il caldo, uscire meno, limitare le attività può darti nell'immediato una sensazione di sicurezza, ma il cervello può imparare: “Se evito, sono al sicuro. Quindi uscire è pericoloso.” E la paura, invece di ridursi, diventa progressivamente più grande. Questo non significa che i sintomi siano “immaginari”. Le sensazioni che provi sono reali. Significa piuttosto che ansia e ipervigilanza possono amplificare le normali sensazioni corporee e mantenerle nel tempo. Il fatto che gli accertamenti effettuati in ospedale siano risultati nella norma è certamente un elemento rassicurante, ma se i sintomi fisici persistono o cambiano è comunque importante continuare a confrontarti con il tuo medico, senza attribuire automaticamente tutto all'ansia. Parallelamente, credo che sarebbe utile lavorare proprio sulla paura di stare nuovamente male. Non tanto cercando di ottenere la certezza assoluta che non succederà mai più — una certezza che nella vita non possiamo avere — quanto imparando gradualmente a pensare: “Potrei avere di nuovo una sensazione spiacevole, ma non significa necessariamente che sia pericolosa e posso imparare a gestirla.” L'obiettivo, quindi, non dovrebbe essere aspettare di sentirti perfettamente sicura prima di tornare a vivere. È piuttosto ricominciare gradualmente a fare le cose che hai smesso di fare, anche con un po' di paura, permettendo al tuo cervello di fare una nuova esperienza: posso sentire qualcosa nel corpo senza dover scappare, controllare o rinunciare alla mia vita. A 22 anni, soprattutto vivendo lontano da casa e in una fase di cambiamenti importanti, un episodio del genere può aver intaccato profondamente il senso di sicurezza. Ma quello che descrivi non significa che tu abbia perso la ragazza solare che eri. Probabilmente, in questo momento, quella parte di te è semplicemente molto spaventata. E ci si può lavorare in terapia perché torni a sentirti libera. In bocca al lupo!


Quello che hai vissuto ha tutte le caratteristiche di una reazione ansiosa secondaria a un evento fisico spaventoso: il calo di pressione ti ha messo di fronte a una sensazione di perdita di controllo sul tuo corpo, e anche se gli esami sono stati tutti negativi, il sistema nervoso è rimasto in uno stato di allerta continua, come se il pericolo potesse ripresentarsi da un momento all'altro. Questo spiega bene mal di testa, sensazione di testa vuota e leggera, lievi vertigini: sono sintomi tipici dell'iperattivazione ansiosa, non segni di un nuovo problema medico, anche se lo so che quando li senti la mente corre subito al pensiero che qualcosa non vada. L'evitamento che hai iniziato a mettere in atto (uscire meno, evitare il caldo) è un meccanismo comprensibile con cui la mente cerca di proteggerti, ma nel tempo tende a rinforzare la paura invece di ridurla, restringendo sempre di più la tua vita quotidiana. Ti consiglio una valutazione psichiatrica per capire se, oltre al lavoro psicologico, possa essere utile un supporto farmacologico mirato a spegnere questo stato di allerta e permetterti di riprendere gradualmente le tue attività. Il percorso più efficace in questi casi è comunque un accompagnamento psicoterapeutico, che ti aiuti a rielaborare lo spavento iniziale e a ricostruire fiducia nel tuo corpo, così da non dover più vivere nella paura costante che l'episodio si ripeta. Non sei tornata la stessa di prima non perché qualcosa in te si sia rotto, ma perché il tuo organismo sta ancora reagendo a uno spavento reale: con il giusto sostegno la solarità che riconosci di aver perso tornerà.


Buona sera. Dopo un malore improvviso è comprensibile che il corpo possa non essere più percepito come “sicuro” come prima. Gli accertamenti medici che riferisce sono stati rassicuranti, ma sembra che, dopo quell'esperienza, il malore sia passato mentre la paura che possa ripetersi sia rimasta. Da quel momento pare essersi attivato un circolo: controlla maggiormente le sensazioni del corpo, ogni segnale può diventare una possibile minaccia e, per sentirsi al sicuro, comincia a evitare caldo, uscite e situazioni che prima viveva normalmente. Il problema è che proprio queste rinunce possono confermare alla mente l'idea che fuori esista davvero un pericolo da cui proteggersi. Continuerei naturalmente a riferire al medico eventuali sintomi fisici nuovi o persistenti, ma affiancherei un percorso psicoterapeutico, soprattutto visto quanto questa paura sta già restringendo la sua quotidianità. Più che cercare di tornare esattamente alla ragazza di prima, il lavoro potrebbe essere aiutarla a recuperare fiducia nel proprio corpo e la libertà di vivere senza organizzare le giornate intorno alla paura di stare male. Anche essendo fuorisede, può valutare un professionista nella sua città oppure un percorso online, purché possa garantirle continuità. Un caro saluto


Gentilissima, ​Comprendo profondamente il suo senso di smarrimento. Vivere un malore improvviso, per di più a 22 anni e trovandosi fuorisede lontana da casa, è un evento traumatico che spaventa enormemente. Le rispondo per aiutarla a inquadrare cosa le sta accadendo. ​Avendo intelligentemente escluso ogni causa organica in ospedale con gli esami strumentali, è molto probabile che il suo corpo abbia perfettamente superato l'evento fisico, ma il suo sistema nervoso sia rimasto "bloccato". Quel primo abbassamento di pressione ha probabilmente agito da innesco, portando il suo cervello a impostare un livello di allarme perenne. ​I sintomi fisici che continua ad avvertire adesso (testa vuota, vertigini, mal di testa) probabilmente non sono più legati alla pressione, ma rappresentano la classica somatizzazione di questa ansia costante. Le rinunce e le limitazioni (come evitare di uscire per paura del caldo) sono il carburante di questo meccanismo: l'ansia la convince a proteggersi, ma in realtà sta solo strutturando un circolo vizioso che la ingabbia sempre di più. ​Agendo con la massima prudenza e ricordandole i rigorosi limiti oggettivi e strutturali di un consulto online (che non può mai fornire diagnosi certe o sostituire un'osservazione medica diretta), le confermo che uscirne da sola in questa fase potrebbe risultare molto difficile. ​Il mio consiglio pratico e risolutivo è questo: non permetta a questa paura di cronicizzarsi spegnendo la sua vitalità. Richieda al più presto un'accurata visita psichiatrica diretta in presenza. Trovandosi a Roma, ha la possibilità di farsi valutare tempestivamente di persona da uno specialista, il quale sarà in grado di "cucirle addosso" la strategia clinica più razionale per disinnescare questo falso allarme e farle ritrovare la sua naturale serenità. ​Non perda assolutamente la speranza: a 22 anni il margine di recupero è totale. Resto a disposizione qualora dovesse avere necessità. Le faccio i miei più affettuosi e sinceri auguri per la sua pronta ripresa. Un caro saluto.


Cara, immagino che a 22 anni ci si aspetti solo di essere sempre performanti ma forse il suo corpo le sta segnalando che qualcosa non va per il verso giusto. Provi a riflettere se prima di quell'episodio sia successo qualcosa a lei o a qualcuno che lei conosce. A volte le vicende altrui risuonano dentro di noi in maniera inaspettata. Cerchi in università uno sportello di aiuto psicologico se le viene in mente qualcosa in maniera da integrare il trauma.


Gentile utente, un malore improvviso può lasciare una traccia importante anche dopo che gli accertamenti hanno dato esito rassicurante. A volte, dopo un'esperienza in cui ci siamo sentiti vulnerabili e senza controllo, si inizia a monitorare continuamente il proprio corpo, temendo che ogni sensazione possa anticipare un nuovo episodio. E più si cerca di prevenire ogni possibile malessere, più si rischia di vivere in uno stato di allerta costante. Questo non significa che i suoi sintomi siano immaginari, né che debba semplicemente ignorarli. È importante continuare a confrontarsi con il medico per valutare i disturbi fisici persistenti, ma anche considerare quanto la paura stia progressivamente restringendo la sua quotidianità. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a interrompere questo circolo di paura e limitazioni, recuperando gradualmente fiducia nel proprio corpo e nelle proprie possibilità. Non deve pretendere di tornare subito quella di prima: può ricominciare con piccoli passi, senza forzarsi ma anche senza lasciare che il timore decida ogni volta al posto suo. Il fatto che oggi si senta diversa non significa che abbia perso la sua serenità. È una condizione che merita ascolto e che può essere affrontata con il sostegno adeguato. Un caro saluto.


Con molta probabilità si tratta di un problema di natura fobica. Dal momento in cui è un problema al suo esordio, ti consiglio di intraprendere un percorso terapeutico, ti assicuro che nell'arco di dieci sedute si sbloccherà se non addirittura arginerà complentamente. Se vuoi avere maggiori informazioni, non esitare a contattarmi.

Cerchi ancora risposte? Fai una nuova domanda

  • • La domanda è anonima

  • • Fai una domanda specifica

  • • La domanda va a specialisti, non a un medico specifico

  • • Non sostituisce la consultazione medica

  • • Non serve per confermare diagnosi

  • • Non pubblichiamo informazioni sul dosaggio dei farmaci


Scegli lo specialista a cui vuoi rivolgere la domanda
Lo useremo solo per notificarti la risposta. Non sarà visibile pubblicamente.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.