Buon pomeriggio.Mia nipote di anni 17 ed 8 mesi da circa 2 anni è in cura da psicolga e psichiatra,N
Buon pomeriggio.Mia nipote di anni 17 ed 8 mesi da circa 2 anni è in cura da psicolga e psichiatra,Nonostante diversi medicinali prescritti ed assunti è tuttora affetta da stato di ansia dalla mattina alla sera e solo la notte riesce a riposare mediante compresse di melatonina.Mia nipote ha avuto un passato fasmiliare bruttissima in tutti i sensi fino a quando da 4 mesi ha deciso assolutamente di vivere con noi con l'assenso dei servizi sociali.Ha ritrovato la serenità ed anche il gusto del vitto ma dal risvergglio è pervasa DA ANSIA che non riesce a togliersi.A quale dottore o centro als rivolgersi? Inoltre la stessa per colpa dello stato d'ansia e nervosismo permanente non riesce a studiare con tanto profitto.Ci potete dare un generoso,umano ed utile consiglio? Grazie di cuore
20 risposte
Buon pomeriggio a Lei, Sua nipote vive in un allarme cronico a causa dei traumi passati, il che le satura le energie impedendole di studiare con profitto. Per aiutarla, richiedete un'impegnativa medica per la Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) o il Consultorio dell'ASL, pianificando il passaggio al Centro di Salute Mentale (CSM) ai 18 anni per una radicale revisione dei farmaci e della psicoterapia. Nel quotidiano, alleggerite la pressione scolastica e proteggete il suo risveglio con una routine lenta e rassicurante, confermandole che con voi è finalmente al sicuro. In attesa delle visite, potete aiutarla moltissimo nella quotidianità con piccoli accorgimenti che parlano direttamente alla sua parte emotiva: La routine del risveglio "morbida": Poiché l'ansia aggredisce sua nipote non appena apre gli occhi, provate a disinnescare l'impatto del mattino. Evitate di farla svegliare con la sveglia sonora o con la fretta dello studio. Create un piccolo rituale: una colazione calda preparata con cura, una musica dolce in sottofondo, o semplicemente voi che vi sedete vicino a lei lasciandole il tempo di "atterrare" nel presente, ricordandole con dolcezza che è al sicuro ed è a casa. Togliere la pressione dello studio: Rassicuratela sul fatto che il suo valore non dipende dai voti scolastici o dal profitto di questo momento. Ditele chiaramente: "Ora la tua priorità è guarire e stare bene, la scuola si recupera, noi siamo fieri di te a prescindere". Sentirsi sollevata dall'obbligo di dover performare a tutti i costi abbasserà notevolmente i livelli di nervosismo giornaliero. Voi siete il faro che sta illuminando la sua notte più buia; con il giusto supporto specialistico e medico, il suo sistema nervoso capirà gradualmente che la tempesta è finita davvero e che può finalmente posare le armi. Un caro saluto
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Buongiorno Signora, da quello che descrive state già facendo tutto quello che si può fare in queste situazioni. L'ansia della ragazza è pervasiva, parlatene o la ragazza magari, con lo psichiatra cosi che possa aiutarla con la farmacoterapia. Inoltre, parlatene con la collega psicologa, perché magari può aiutare la ragazza a lavorare sull'ansia. Anche se è in terapia da due anni, a volte per superare delle difficoltà si ha bisogno, di più tempo.
Buon pomeriggio, mi dispiace molto per la sofferenza che sua nipote e tutta la famiglia stanno vivendo. Da ciò che racconta emerge una situazione complessa, che merita un'attenta valutazione clinica e un lavoro integrato tra gli specialisti che la stanno seguendo. Il fatto che abbia ritrovato un ambiente familiare sereno è certamente un elemento importante e protettivo, ma quando una persona ha vissuto esperienze particolarmente dolorose è possibile che l'ansia continui a manifestarsi anche dopo il cambiamento del contesto, richiedendo tempi e un percorso terapeutico adeguati. Se desidera, resto disponibile per una consulenza psicologica online, durante la quale sarà possibile approfondire la storia di sua nipote, comprendere meglio la situazione e valutare insieme quali possano essere i percorsi più indicati, anche in collaborazione con i professionisti che la seguono già. Un cordiale saluto.
Buonasera, in questo caso mi sento di consigliarle di rivolgersi a uno Psicoterapeuta di orientamento sistemico-relazionale. Se mi dice la città e dovessi conoscere un collega posso indicarle eventualmente un nome. Auguro il meglio a lei e a sua nipote. Dr Df.
Buon pomeriggio, innanzitutto desidero esprimerle vicinanza per la situazione che descrive e riconoscere l’impegno con cui state accompagnando sua nipote in questo percorso. Da quanto racconta, la ragazza ha alle spalle una storia familiare molto difficile e questo può avere un impatto profondo e duraturo sul funzionamento emotivo, anche quando il contesto attuale diventa finalmente più stabile e protettivo. È importante sottolineare che il fatto che oggi si trovi in un ambiente sereno e abbia ritrovato alcune abitudini positive rappresenta già un elemento terapeutico molto rilevante. Nei quadri di ansia persistente in adolescenza, soprattutto quando associati a esperienze stressanti o traumatiche pregresse, i tempi di miglioramento possono essere lunghi e non sempre lineari. In questi casi può accadere che, nonostante una presa in carico psicologica e psichiatrica già in corso, i sintomi ansiosi restino molto presenti durante la giornata e incidano anche sulla concentrazione e sul rendimento scolastico. Considerata la durata e l’impatto dei sintomi, può essere utile un confronto con i professionisti che la seguono per una rivalutazione complessiva del percorso terapeutico. In alcune situazioni, quando il quadro risulta particolarmente persistente o invalidante, può essere indicata una presa in carico presso servizi specialistici di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza o centri con specifica esperienza nei disturbi d’ansia e nelle conseguenze di eventi stressanti in età evolutiva, così da integrare ulteriormente le strategie già in atto. Le difficoltà di studio e concentrazione che descrive sono frequentemente una conseguenza diretta di uno stato ansioso costante e non devono essere interpretate come scarso impegno o mancanza di volontà. Il sostegno familiare, la stabilità dell’ambiente e la continuità delle cure rappresentano elementi fondamentali del percorso di miglioramento. Un cordiale saluto.
Buongiorno, sua nipote non deve fare altro che continuare la psicoterapia e la cura dello psichiatra. Dai disturbi d ansia è possibile guarire con l' ausilio integrato di entrambe le cose. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara
Se sua nipote è già seguita da psicologa e psichiatra dovrebbe stare tranquilla. Il suo passato necessita di tempo per essere elaborato e superato. Se ora da voi è tranquilla, continuate così, in fondo è lì solo da quattro mesi, vedrà che pian piano starà meglio
Accogliere vostra nipote in un ambiente sicuro e stabile dopo un passato familiare così difficile è stato un passo fondamentale. Il fatto che abbia già ritrovato un po' di serenità dimostra l'importanza del porto sicuro che le state offrendo. L'ansia costante è un indicatore che il suo corpo è ancora in modalità di "sopravvivenza". Quando si vive un passato familiare fortemente traumatico, il sistema nervoso impara a rimanere in uno stato di allarme rosso perenne per difendersi. Anche se oggi la ragazza si trova finalmente in un ambiente protetto con voi, il suo cervello non ha ancora "metabolizzato" che il pericolo è passato. Questa forte iperattivazione consuma tantissima energia, ed è questo il motivo per cui fa così tanta fatica a concentrarsi e a studiare. I farmaci possono essere un supporto importante per gestire i sintomi, ma spesso non bastano se non si va alla radice del trauma. Per questo motivo, il mio consiglio più caloroso è quello di affiancare al percorso attuale una psicoterapia specializzata in EMDR (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), che è l'approccio d'elezione raccomandato dall'OMS per l'elaborazione dei traumi e permette proprio di "spegnere" quell'allarme cerebrale costante. Sul sito ufficiale emdr.it, alla sezione Terapeuti, trovate l'elenco completo diviso per Regioni e Province. Nella ricerca, vi suggerisco di orientarvi su un professionista specializzato in EMDR per l'Età Evolutiva. Vi auguro buon cammino in questo percorso di cura, certa che il vostro supporto farà la differenza.
Buongiorno, comprendo quanto possa essere doloroso per lei continuare a vedere sua nipote soffrire. Il fatto che, dopo tante esperienze faticose, abbia trovato un ambiente più sereno e accogliente rappresenta un elemento importante. Quando però l’ansia rimane così intensa da occupare gran parte della giornata e da interferire con lo studio e la vita quotidiana, può essere utile continuare a lavorare in modo integrato con gli specialisti che la seguono, valutando con attenzione i suoi bisogni e il percorso più adeguato. Non conoscendo direttamente sua nipote e la sua storia non è possibile dare indicazioni specifiche, ma un confronto con i curanti può aiutare a individuare eventuali ulteriori risorse o interventi utili. In questo percorso può essere prezioso continuare a offrirle ascolto e vicinanza. Le auguro che sua nipote possa recuperare gradualmente maggiore serenità e che anche lei possa sentirsi accompagnata e sostenuta. Un caro saluto Psicoterapeuta Caterina Loiacono
Gentile utente, il vostro gesto d'amore è il primo fondamentale passo per la guarigione di vostra nipote. Data l'età (17 anni e 8 mesi), il servizio pubblico di riferimento a cui rivolgersi tramite medico di base è la Neuropsichiatria Infantile (NPIA) della vostra ASL, che al compimento dei 18 anni la accompagnerà nella transizione verso il CSM (Centro di Salute Mentale). È prioritario far rivalutare la terapia farmacologica dagli specialisti, poiché l'ansia diurna persiste, e affiancarla a una psicoterapia focalizzata sul trauma (come l'approccio EMDR), ideale per disinnescare l'allarme cronico legato al suo doloroso passato. Nel frattempo, vi consigliamo di alleggerire ogni pressione sullo studio: la priorità assoluta ora è la sua salute e il consolidamento di quella sicurezza che, grazie a voi, ha finalmente iniziato a sperimentare
Buon pomeriggio. Da quello che racconta emerge una cosa molto importante: sua nipote oggi ha trovato un ambiente più stabile e protettivo, e questo rappresenta già una risorsa preziosa. Tuttavia, quando una ragazza ha vissuto esperienze familiari molto difficili, è possibile che il corpo e la mente continuino a rimanere in uno stato di allerta anche quando il pericolo non c'è più. Per questo l'ansia può persistere nonostante il cambiamento del contesto. Il fatto che sia già seguita da una psicologa e da uno psichiatra è un aspetto positivo. Più che cambiare subito professionisti, potrebbe essere utile confrontarsi con loro per valutare se il percorso terapeutico risponde ancora ai suoi bisogni o se possa beneficiare di un approccio diverso. Ad esempio, lo **psicodramma classico moreniano**, soprattutto in età adolescenziale, può offrire uno spazio di gruppo in cui elaborare i vissuti traumatici e sperimentare nuove modalità relazionali attraverso il gioco di ruolo, sempre in un contesto protetto. Il suo affetto e la sua presenza sono già una parte importante della cura. Continui a trasmetterle il messaggio che non è sola e che, anche se il cambiamento richiede tempo, è possibile stare meglio. Le auguro di cuore che possa ritrovare, passo dopo passo, maggiore serenità e fiducia nel futuro. Salvatore De Luca
Buon pomeriggio, mi sembra di capire che sua nipote esce da una situazione traumatica protrattasi a lungo. Se così fosse ci vuole del tempo, la cosa migliore che può fare è offrirle stabilità, serenità, ascolto e tanta, tanta pazienza. Sicuramente avrà delle crisi o degli scatti di rabbia, il che sarebbe assolutamente normale. Inoltre è seguita da psicologa e psichiatra che sicuramente la staranno aiutando molto. Forse un sostegno potrebbe servire a lei per affrontare meglio questa situazione difficile. Non è assolutamente facile stare vicino a una persona così traumatizzata e, per di più, in piena adolescenza.
Buongiorno, comprendo la preoccupazione che emerge dalle sue parole. Da quanto racconta, sua nipote è già seguita da una rete di professionisti (psicologa, psichiatra e servizi sociali), un aspetto molto importante. Considerando la complessità della sua storia, è comprensibile che l'ansia sia ancora così presente, nonostante oggi abbia trovato un ambiente stabile e accogliente. Penso sia importante che vi possiate confrontare con i professionisti che la seguono. Potreste inoltre valutare con loro la possibilità di uno spazio di supporto anche per voi familiari, affinché possiate comprendere meglio i suoi vissuti e sentirvi più sostenuti nell'aiutarla a contenere l'ansia nella quotidianità. La stabilità che le state offrendo rappresentano già un'importante risorsa nel suo percorso. Un caro augurio.
Buon pomeriggio. Innanzitutto vorrei dirle che dalle sue parole emerge quanto lei e la sua famiglia stiate cercando di offrire a sua nipote un luogo sicuro e affettuoso. Questo, soprattutto dopo un passato così difficile, rappresenta già una risorsa preziosissima. L'ansia persistente che descrive può essere molto dolorosa e, quando una ragazza ha vissuto esperienze traumatiche o fortemente stressanti, non è raro che il corpo e la mente continuino a rimanere in uno stato di allerta anche quando finalmente il pericolo è passato. Questo non significa che le cure non stiano funzionando, ma che il percorso di elaborazione può richiedere tempo, continuità e un contesto relazionale sufficientemente sicuro. Mi sentirei di incoraggiarvi a confrontarvi apertamente con gli specialisti che la stanno seguendo, condividendo il fatto che, nonostante alcuni miglioramenti importanti (come il ritrovato senso di serenità in casa e il recupero dell'appetito), l'ansia rimane così intensa da compromettere la qualità della vita e lo studio. A volte è utile rivalutare insieme il progetto terapeutico, senza interrompere o modificare autonomamente le cure. Se sentite che il percorso attuale non sta rispondendo pienamente ai suoi bisogni, può essere assolutamente legittimo richiedere un secondo parere presso un servizio specializzato nell'età evolutiva e nel trattamento del trauma. Infine, non limiterei la ricerca al solo territorio di appartenenza. Anche la psicoterapia online, quando condotta da professionisti esperti nel lavoro con adolescenti e con il trauma, può rappresentare una valida opportunità, soprattutto se permette di trovare il terapeuta più adatto alle caratteristiche e ai bisogni di vostra nipote. Le auguro di cuore di continuare a essere per lei quel punto fermo che oggi sembra aver ritrovato. Sentirsi finalmente al sicuro è un passaggio fondamentale, anche se la mente e il corpo, dopo tanto dolore, hanno bisogno di tempo per imparare davvero che quel pericolo è finito.
Buon pomeriggio. Prima di tutto, si sente tutto l'amore, la dedizione e la profonda premura che state mettendo nel prendervi cura di vostra nipote. Averle offerto un ambiente sicuro, protetto e sereno dopo un passato così doloroso è il dono più grande che poteste farle, e i primi frutti di questo cambiamento si vedono già nel ritrovato appetito e in una parziale serenità notturna. Il fatto che l'ansia si presenti forte fin dal risveglio, nonostante si trovi ora al sicuro, è una reazione purtroppo frequente in chi ha vissuto traumi familiari prolungati. Ci vuole tempo perché il corpo "impari" che adesso è davvero al sicuro. Essendo la situazione complessa e persistente nonostante le terapie in corso, ecco i riferimenti pratici e istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) a cui potete rivolgervi per un secondo parere o per un percorso integrato. A chi rivolgersi nel Servizio Pubblico (ASP / ASL) Data l'età di vostra nipote (17 anni e 8 mesi), si trova in una delicata fase di transizione burocratica e clinica all'interno del sistema sanitario italiano: Il servizio attuale per i minorenni: Fino al compimento dei 18 anni, la struttura di riferimento pubblica è la Neuropsichiatria Infantile (NPI) o UONPIA (Unità Operativa Neuropsichiatria Infantile e dell'Adolescenza) dell'ASP locale. Resto a sua disposizione. Cordiali saluti Dott.ssa Barbara Gizzi
L'approccio deve essere in due tempi dato che dubito che possa accedere da subito ad una psicoterapia. Mi indirizzerei dallo psichiatra per una terapia ansiolitica che possa poi permettere di accedere ad un lavoro sulle vere cause della sua ansia(trauma? attaccamento disorganizzato? od altro) modulando gli interventi con un terapeuta esperto di psicotraumatologia
Buonasera Considerando che sua nipote non è ancora maggiorenne ,credo che la famiglia in cui ora vive possa avere un momento di condivisione congiunta con psichiatra e psicologa per valutare dopo due anni di terapie se i livelli di ansia hanno avuto una significativa modifica. Non avere gli strumenti necessari a portare aventi gli studi con profitto può accadere in una storia cosi complessa come quella descritta .Pazienza e interventi mirati e multidisciplinari possono aiutare.
Buonasera gentile utente. Ho letto attentamente la questione. Purtroppo l'ansia, a volte, è anche di "tratto", quindi costituzionale alla persona, non soltanto situazionale o legata ad eventi traumatici, i quali sicuramente, posso contribuire ad acuirne la sintomatologia e renderla particolarmente debilitante. C'è anche da dire che l'ansia è comune a tutti noi esseri umani. Per certi aspetti è persino funzionale alla nostra sopravvivenza. Non credo quindi sia corretto il termine "toglierla", piuttosto irrealistico, direi. Potrebbe essere più corretto entrare nell'ottica della "riduzione" della sintomatologia, in modo da renderla maggiormente gestibile, e nel comprenderne il significato, nel caso specifico di sua nipote, unico, e legato a chissà quali esperienze, pensieri, vissuti e struttura di personalità sottostante. Il farmaco è certo utile, nel controllo e nella riduzione dei livelli intensi di ansia. Accanto al trattamento farmacologico sarebbe però utile svolgere una psicoterapia, mi sento di dire, più esperienziale, quindi non focalizzata esclusivamente sulla parola, ma sull'esplorazione delle sensazioni corporee: dove la sente, come la spiega. Tecniche come la Meditazione, l'EMDR, l'Acceptance and Commitment Therapy potrebbero essere utili: uniscono la psicoterapia a tecniche maggiormente esperienziali e legate all'uso del corpo. Anche esperienze educative, di gruppo, dove possa mettersi in gioco e sperimentarsi possono essere utili. Essendo già presa in carico dalla Neuro Psichiatria Infantile e dalla Psicologa le consiglio di rivolgersi direttamente a loro. Sicuramente avranno una rete di professionisti a cui si può rivolgere. Spero di esserle stato d'aiuto e sufficientemente chiaro. Un saluto
Salve! Da ciò che descrive emerge una sofferenza importante che merita di essere riletta con attenzione. Non mi è del tutto chiaro se abbiate già avuto un confronto con gli specialisti che seguono sua nipote proprio alla luce del mancato miglioramento; se questo passaggio non è ancora avvenuto, ritengo sia il primo e più importante da fare. Vorrei aggiungere una riflessione clinica.. L’ansia, per quanto possa essere molto intensa e invalidante, raramente rappresenta il vero problema: spesso è il linguaggio attraverso cui la persona esprime un equilibrio che non riesce più a sostenere. Per questo motivo, limitarci a ridurre il sintomo rischia di essere insufficiente. La domanda clinicamente più importante diventa: quale funzione sta svolgendo quell’ansia nella vita e nella storia di questa ragazza? È proprio qui che la PSICOTERAPIA può fare la differenza: non solo aiutando a diminuire la sofferenza, ma comprendendo il SIGNIFICATO del sintomo e lavorando sulle dinamiche che lo mantengono. Se, dopo un confronto con gli specialisti che la stanno seguendo, il percorso dovesse concludersi o riteneste utile una diversa valutazione, potreste rivolgervi a -neuropsichiatria infantile c/o ASL di appartenenza -un centro specialistico per l’età evolutiva oppure -richiedere un secondo parere a uno PSICOTERAPEUTA con esperienza specifica nel trattamento dell’ansia negli adolescenti. Le auguro sinceramente che sua nipote possa trovare il percorso più adatto ai suoi bisogni.
Buon pomeriggio, da quello che racconta emerge un aspetto molto importante: sua nipote ha alle spalle una storia familiare molto difficile e solo da pochi mesi vive in un ambiente più sereno e protetto. In situazioni come questa può succedere che, anche se le condizioni di vita sono migliorate, il corpo e la mente continuino a rimanere in uno stato di allerta. L'ansia, quindi, non significa necessariamente che il percorso di cura non stia funzionando, ma può essere la conseguenza di un modo di reagire allo stress che si è costruito nel tempo. Il fatto che abbia ritrovato l'appetito, una maggiore serenità in famiglia e che abbia scelto di vivere con voi sono segnali positivi e fanno pensare che alcuni cambiamenti siano già in corso. È comprensibile, però, che l'ansia continui a influenzare la sua quotidianità e renda difficile anche concentrarsi nello studio. Dal momento che è già seguita da una psicologa e da uno psichiatra, prima di cercare altri specialisti potrebbe essere utile parlare con loro dell'andamento della terapia e dei risultati ottenuti finora. Se i sintomi restano molto intensi, si può valutare una nuova presa in carico presso un servizio di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza o, essendo ormai vicina ai 18 anni, presso un Centro di Salute Mentale, per capire se sia utile integrare o rivedere il percorso di cura. Al di là delle terapie, ciò di cui sua nipote sembra avere più bisogno è continuare a sentirsi al sicuro, accolta e sostenuta. Dopo esperienze familiari così dolorose, il recupero richiede spesso tempo e i sintomi non scompaiono con la stessa velocità con cui cambiano le condizioni di vita. Dal modo in cui scrive si percepiscono l'affetto e la preoccupazione che nutre per lei. Sapere di poter contare su adulti che la ascoltano, la proteggono e credono nelle sue possibilità di stare meglio è già una risorsa molto importante per il suo percorso di crescita e di cura.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.





