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Esperienze

Dott. Valerio Romano

Psicologo iscritto all'Albo degli psicologi del Piemonte al n° 10066.
Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico relazionale e dell'attaccamento.

Lavoro con adulti, giovani adulti, adolescenti e bambini.

Mi occupo prevalentemente di:

- Ansia

- Depressione

- Stress

- Difficoltà relazionali

- Problemi di coppia

- Carenza di autostima

- Crisi legate a perdite, separazioni e cambiamenti

- Dipendenze affettive e comportamentali

- Disturbi del comportamento alimentare

- Crescita personale

Ho esperienza clinica in diversi contesti privati e pubblici a Torino e Milano, tra i quali: Centri Clinici Specializzati, Comunità Terapeutiche e Riabilitative, Reparti Ospedalieri, Associazioni onlus, Centri Diurni, Servizi Sociali. Ho esercitato inoltre all'interno di un Centro di Salute Mentale (CSM) dell'ASL Città di Torino come psicologo specializzando in psicoterapia.

Il mio lavoro clinico si svolge a partire dall'unicità dell'incontro e dalla domanda soggettiva che ciascuno porta. Un atteggiamento empatico, autentico e partecipativo, e un ascolto profondo caratterizzano il mio modo di lavorare.

Cerco di creare un ambiente accogliente e sicuro in cui poter esplorare se stessi e le proprie relazioni in modo complesso e significativo, affinché possano aprirsi le possibilità per una vita più piena e soddisfacente.

Per ulteriori informazioni su di me --> https://www.valerioromanopsicologo.it/ 

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia della salute
  • Psicoterapia
  • Psicologia clinica-dinamica
  • Psicoterapia psicoanalitica
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Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    70 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    100 €

  • Colloquio psicologico individuale

    70 €

  • Colloquio psicologico età evolutiva

    70 €

  • Psicoterapia online

    70 €

Indirizzi (2)

Valerio Romano
Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell

Via San Quintino, 10, Torino 10121

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33 recensioni

Più menzionato dai pazienti

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  • F

    Francesca C.

    Col tempo ho iniziato a guardare alcune cose in modo diverso. Ho imparato a fermarmi, a capire meglio quello che sentivo e a non essere così dura con me stessa. Un percorso che mi ha dato molto e che sono contenta di aver iniziato.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell • colloquio psicologico individuale  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie Francesca, un caro saluto!


  • F

    Federico

    Ho contattato il dott. Romano in un momento in cui mi sentivo completamente bloccato, soprattutto per alcune difficoltà legate al lavoro e alla mia relazione. Pensavo che il problema fosse semplicemente l’ansia, ma durante le sedute ho iniziato a rendermi conto di quanto il bisogno di avere tutto sotto controllo influenzasse anche le mie decisioni e il modo in cui mi rapportavo agli altri. Ho apprezzato molto il fatto che non mi abbia mai dato risposte preconfezionate, ma mi ha aiutato a farmi le domande giuste e a capire alcuni meccanismi che prima non vedevo. Dopo qualche mese sento di avere strumenti diversi e, soprattutto, una maggiore consapevolezza di quello che mi succede. Percorso davvero utile e professionista che consiglierei.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell • colloquio psicologico individuale  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie Federico, a presto!


  • C

    Camilla

    Ho iniziato questo percorso senza sapere bene cosa aspettarmi e si è rivelato molto più utile di quanto immaginassi. Mi sono sentita ascoltata senza giudizio e ho trovato uno spazio in cui poter essere me stessa. Lo consiglio assolutamente.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell • colloquio psicologico  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie molte Camilla, un caro saluto!


  • P

    Patrick

    Esperienza molto positiva. Il dott. Romano crea uno spazio sicuro, senza giudizio, dove è facile sentirsi accolti. Mi sono sentito seguito con attenzione e rispetto. Lo consiglio.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell • psicoterapia individuale  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie Patrick per questo riscontro, un caro saluto!


  • G

    G.N.

    Non avevo mai parlato con uno psicologo prima. Sono riuscito ad aprirmi e il dottore mi ha fatto sentire ascoltato con attenzione e professionalità. Abbiamo iniziato un percorso che credo mi sarà di aiuto

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell • colloquio psicologico clinico  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie mille, a presto!


  • D

    Dominik

    Ho trovato il dott. Romano in un momento in cui mi sentivo perso e facevo fatica a capire cosa mi stesse succedendo. Parlare con lui mi ha aiutato a mettere ordine ai miei pensieri e a gestire le situazioni che mi mettevano più in difficoltà. Lo consiglio!

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell • Altro  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie Dominik, un caro saluto!


  • E

    E.A

    Arrivavo da un periodo in cui mi sentivo spento e distante da tutto. Il percorso mi sta aiutando a rimettere in moto cose che pensavo di aver perso. Ho trovato una persona presente, capace di ascoltare davvero e di farmi sentire meno solo nell'affrontare ciò che sto vivendo.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell • psicoterapia individuale  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie molte, a presto!


  • M

    M.B.

    Ho trovato una presenza attenta e mai invadente. Il percorso mi ha aiutata a dare parole a vissuti che facevo fatica a mettere a fuoco. È stato uno spazio importante, in cui mi sono sentita vista e ascoltata davvero.

     • Consulenza online • colloquio psicologico online  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie mille, un caro saluto!


  • D

    D. M.

    Il percorso con il Dottor Romano è stato per me un’esperienza trasformativa. Fin da subito si è creato un clima di fiducia e autenticità che mi ha permesso di sentirmi davvero vista e ascoltata. È proprio grazie alla qualità di questa relazione umana e professionale che sono riuscita a sbloccare situazioni che sembravano insuperabili. Ho riscontrato un cambiamento profondo nel mio modo di stare con me stessa e con gli altri. Lo consiglio a chiunque stia cercando un supporto che vada oltre la semplice consulenza.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell • psicoterapia  • 

    Dott. Valerio Romano

    Grazie per queste parole, un caro saluto!


  • S

    S. B.

    Ho iniziato il mio percorso con il dott. Romano in un momento in cui mi sentivo agitato, insicuro e in difficoltà nei rapporti con gli altri. Mi sentivo frainteso, in confusione, e avevo paura di ripetere comportamenti che mi hanno fatto stare male in passato. Il percorso mi sta aiutando a capire meglio me stesso, a mettere ordine nella mia storia personale e a vivere le situazioni familiari e sociali con più serenità.

     • Dott. Valerio Romano - Centro Mitchell • psicoterapia  • 

    Dott. Valerio Romano

    Mi fa molto piacere. Grazie e a presto!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 101 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno dottori, sono un uomo di quasi 43 anni, scrivo per un problema di mia moglie, un problema

Buongiorno dottori, sono un uomo di quasi 43 anni, scrivo per un problema di mia moglie, un problema che si ripercuote in parte anche su di me, dicevo. Mia moglie pensa di avere il disturbo dell'attenzione, ADHD se non erro così si dice, il problema è che non riesce ad organizzare il lavoro di casa e non solo nella vita di tutti i giorni, passa spesso tempo sul divano davanti alla TV, , io personalmente cerco di non pressarla, ma ogni tanto con i dovuti modi cerco di farglielo notare, lei spesso si scusa, mi dice che stare lì davanti alla TV è l'unico modo per distrarsi e non pensare le cose che ci sarebbero da fare tutti i giorni, più si accumulano le cose da fare più gli viene l'ansia e di conseguenza per non pensarci si mette davanti la TV, lei vorrebbe uscire da questo circolo vizioso ma non riesce, io non so come aiutarla, ci provo in tutti i modi ma con scarsi risultati, magari per qualche giorno migliora poi passati quei giorni ritorna punto e a capo, tante volte gli ho proposto di intraprendere un percorso con un psicologo, lei vorrebbe anche ma poi come al solito si blocca. Grazie, cordiali saluti.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Valerio Romano

Buongiorno,
da ciò che racconta, sua moglie sembra vivere una condizione di forte fatica emotiva che va oltre la semplice "pigrizia" o mancanza di volontà. Anzi, il fatto che lei stessa riconosca il problema, se ne scusi e desideri uscirne suggerisce che ci sia una sofferenza reale dietro questo comportamento.
È comprensibile che lei abbia pensato all'ADHD, ma è importante ricordare che difficoltà organizzative, procrastinazione, accumulo di incombenze e blocco nell'agire possono essere presenti anche in altre condizioni, come stati ansiosi, depressivi, situazioni di sovraccarico emotivo o periodi di forte stress. Quando una persona percepisce le cose da fare come una montagna insormontabile, può sviluppare una sorta di evitamento: più cresce l'ansia, più si rifugia in attività che permettono di "staccare la testa", come guardare la televisione. Nell'immediato questo porta un sollievo, ma nel lungo periodo alimenta il senso di colpa e il blocco, creando il circolo vizioso che lei descrive.
Mi sembra inoltre significativo che anche l'idea di rivolgersi a uno psicologo venga accolta positivamente e poi abbandonata. Talvolta accade proprio perché la persona si sente già sopraffatta e anche organizzare una richiesta di aiuto diventa un compito che genera ulteriore ansia.
Credo che una valutazione psicologica sarebbe utile, non tanto per confermare o escludere l'ADHD in modo affrettato, ma per comprendere meglio cosa stia realmente accadendo e quali siano le difficoltà sottostanti. Se vi fosse il sospetto concreto di un disturbo dell'attenzione in età adulta, uno psicologo o uno psichiatra potrebbero orientarla verso un approfondimento specifico.
Per quanto riguarda il suo ruolo, mi sembra che stia già cercando di aiutarla con sensibilità. Tuttavia faccia attenzione a non trasformarsi, suo malgrado, in chi controlla, sollecita o monitora continuamente i suoi comportamenti. Quando una persona è già molto critica verso se stessa, anche osservazioni fatte con buone intenzioni possono essere vissute come ulteriori conferme di inadeguatezza.
Forse potrebbe essere più utile concentrarsi meno sulle cose che non riesce a fare e più sulla comprensione di ciò che prova quando si blocca. A volte sentirsi accolti nella propria difficoltà rende più facile trovare le energie per affrontarla.
Se questa situazione si protrae da tempo e sta influenzando il benessere di entrambi, la incoraggerei a proporle nuovamente un supporto professionale, magari offrendosi di aiutarla concretamente nel primo passo, ad esempio cercando insieme un professionista o accompagnandola nella richiesta di un primo colloquio. Spesso il passo più difficile non è iniziare la terapia, ma riuscire a superare quel blocco iniziale che impedisce di chiedere aiuto.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano


Cari dottori, avrei bisogno del vostro parere su una situazione che sta seriamente compromettendo la

Cari dottori, avrei bisogno del vostro parere su una situazione che sta seriamente compromettendo la mia vita in questo momento. Sono una ragazza di 24 anni che studia e vive coi genitori. Mia madre e mio padre sono sposati da una vita. Da qualche tempo avevo il sospetto che mio padre non fosse sincero nei confronti di mia madre, vedendo certe cose che ricondivideva sui social, ma anche per una sensazione che non so spiegare. So che non avrei dovuto farlo e me ne pento, ma ho guardato il suo tablet personale e trovato delle chat di qualche anno fa con un’altra donna in cui si capiva che ci fossero stati degli incontri e addirittura una possibile relazione clandestina. E credo ci sia dell’altro. La cosa mi ha devastato completamente, creandomi una ferita profonda, forte malessere e crisi di ansia. Il mio mito è caduto. Mi sembra di aver subito anch’io un tradimento, perché l’uomo che credevo un punto di riferimento per certi valori, si è rivelato essere tutt’altro. Non so cosa fare. Mi sembra di aver vissuto nella menzogna. Mi sento stupida. Vivo col senso di colpa nei confronti di mia madre, non riesco a guardarla sapendo di avere informazioni che lei non ha. Provo una grande rabbia, un senso di disgusto e di odio crescente. Dovrei dirlo a mia madre? Non voglio causarle una sofferenza così grande ma allo stesso tempo penso abbia il diritto di sapere e poter scegliere della sua vita, senza sprecare ulteriori anni con chi non la rispetta. Dovrei affrontare mio padre? Sento di non poter resistere a lungo facendo finta di niente, questa cosa mi logora dentro. Mi sento così in colpa perché so di aver sbagliato e forse sarebbe stato meglio non sapere. Non riuscirò più a guardare mio padre con gli stessi occhi. Sto cercando di dimenticare ciò che ho visto ma è impossibile. Tutto ciò che pensavo della mia famiglia è un’illusione. Non riesco a ad accettarlo. Scusate per questo sfogo e grazie.
Aggiungo che sono già in terapia per altre questioni, ma al momento non mi trovo nella mia città e sono impossibilitata a vedere la mia psicoterapeuta per un po’, quindi non so bene come gestire la cosa nel frattempo.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Valerio Romano

Buongiorno,
quello che stai vivendo è comprensibilmente molto doloroso. Da ciò che racconti, non stai soffrendo soltanto per ciò che hai scoperto, ma anche per il crollo dell'immagine che avevi di tuo padre e, in parte, della tua famiglia. Quando una persona che consideriamo un punto di riferimento mostra aspetti che non avevamo mai immaginato, può nascere un senso di smarrimento molto profondo, quasi come se venisse meno una parte delle nostre certezze.
Mi colpisce la frase: "Mi sembra di aver subito anch'io un tradimento". È un sentimento che può emergere in situazioni come questa. Pur non essendo tu la parte direttamente coinvolta nella relazione di coppia dei tuoi genitori, la scoperta ha toccato valori, fiducia e rappresentazioni affettive che per te erano importanti. È quindi naturale che tu provi rabbia, delusione, tristezza e confusione.
Vorrei però invitarti a fare una distinzione importante. Ciò che hai scoperto riguarda innanzitutto la relazione tra tuo padre e tua madre. Tu ne sei stata coinvolta emotivamente, ma non sei responsabile delle loro scelte passate o presenti. In questo momento il rischio è che tu ti senta investita di un ruolo molto pesante: quello di custode di un segreto e, contemporaneamente, di possibile rivelatrice della verità. È un carico difficile da sostenere per chiunque.
Prima di decidere se parlare con tua madre o affrontare tuo padre, potrebbe essere utile concederti del tempo per elaborare l'impatto emotivo della scoperta. Le decisioni prese nel pieno della rabbia, del disgusto o dell'urgenza rischiano di essere guidate più dalla sofferenza del momento che da una riflessione approfondita. Inoltre, ciò che hai trovato potrebbe non rappresentare necessariamente l'intera storia della loro relazione: nelle coppie esistono dinamiche, accordi, crisi e vicende che spesso i figli non conoscono.
Questo non significa minimizzare ciò che hai visto, né suggerire di ignorarlo. Significa piuttosto riconoscere che, prima di agire, potrebbe essere importante comprendere cosa senti tu e cosa desideri fare realmente. Ad esempio, il bisogno di parlare con tuo padre potrebbe nascere non tanto dal voler fare chiarezza per tua madre, quanto dal bisogno di confrontarti con lui rispetto alla ferita che questa scoperta ha provocato in te.
Nel frattempo, cerca di non colpevolizzarti eccessivamente per aver guardato il tablet. Hai compiuto un gesto di cui dici di non essere orgogliosa, ma non è questo il nodo centrale della tua sofferenza attuale. Continuare a rimproverarti rischia soltanto di aggiungere altro dolore a una situazione già molto difficile.
Dal momento che sei già in terapia, credo che questo sia un tema importante da portare alla tua psicoterapeuta non appena ne avrai la possibilità. Se il prossimo incontro è lontano, potresti anche valutare di contattarla per capire se sia possibile un colloquio online o un confronto breve, proprio perché stai attraversando un momento particolarmente delicato.
Per ora, forse il compito più importante non è decidere immediatamente cosa fare, ma prenderti cura dello shock emotivo che questa scoperta ha generato. Hai ricevuto un'informazione che ha messo in discussione molte delle tue certezze e hai bisogno di tempo per darle un significato, senza sentirti costretta a trovare subito una soluzione.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano


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