Dott.ssa
Rolanda Caterina Gravina
Psicologa
·
Psicoterapeuta
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Catanzaro 2 indirizzi
Esperienze
Sono una psicologa e psicoterapeuta ad orientamento strategico. Fornisco consulenze psicologiche e trattamenti psicoterapeutici, sia individuali che di coppia, ad adulti e adolescenti, in presenza e online. Accompagno i miei pazienti verso il superamento di difficoltà emotive, comportamentali e relazionali e malesseri invalidanti quali disturbi d'ansia, dell'umore, stress-correlati, sessuali, ossessivo-compulsivi, attacchi di panico e disturbi alimentari. Nutro una grande passione per il mio lavoro e credo fermamente che un percorso psicologico e psicoterapeutico cucito su misura possa essere un’opportunità di crescita personale e di trasformazione, finalizzato a riconquistare l'equilibrio quotidiano e il benessere psicologico. Sostengo l'importanza di una psicologia etica, fatta di ascolto, comprensione, rispetto, e di una relazione terapeutica vista come luogo sicuro di accoglienza empatica e sospensione del giudizio.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicoterapia breve strategica
Principali patologie trattate
- Stress
- Depressione
- Attacco di panico
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Disturbi dell'umore
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Consulenza online
50 € -
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Trattamento bulimia
60 € -
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Trattamento binge eating
60 € -
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Training autogeno
60 € -
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Recensioni
58 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Efficacia del trattamento
- Spiegazioni dettagliate
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E
Ettore M.
Arriva un momento nella vita in cui tutti hanno bisogno di essere ascoltati davvero. Cercando su MioDottore ho trovato la dott.ssa Gravina e ho deciso di prenotare un primo incontro. Fin da subito ho trovato una professionista seria, competente ed empatica, capace di creare un clima sereno e di mettermi a mio agio senza difficoltà.
Gli incontri con lei sono sempre costruttivi, piacevoli e liberatori, e mi stanno aiutando molto nel mio percorso personale. La consiglio sinceramente a chiunque senta il bisogno di un supporto psicologico professionale e umano.• Studio privato psicologia e psicoterapia D.ssa Gravina • psicoterapia individuale •
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E
E.G
Ho intrapreso un percorso con la psicologa alcuni mesi fa e ne sono molto soddisfatto. Mi sono sentito ascoltato senza giudizio e supportato nell'affrontare diverse difficoltà personali. Professionale, empatica e competente. La consiglio vivamente.
• Studio privato psicologia e psicoterapia D.ssa Gravina • psicoterapia individuale •
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S
Simone
Dottoressa estremamente preparata, attenta e sensibile. Mi ha aiutato a sbloccare situazioni che portavo avanti da tempo. Studio accogliente e massima puntualità. Consigliatissima.
• Studio privato psicologia e psicoterapia D.ssa Gravina • psicoterapia individuale •
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M
M. F.
È da un po' che mi avvalgo del supporto della dottoressa Gravina e i cambiamenti che ho fatto nel tempo mi stanno permettendo di vivere tanti ambiti della mia quotidianità, nei quali prima faticavo, con maggiore leggerezza e più consapevolezza. Il percorso mi ha letteralmente cambiato la vita. Consiglio assolutamente!
• Studio privato psicologia e psicoterapia D.ssa Gravina • colloquio psicologico •
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S
S.T.
La dottoressa è molto competente, empatica e con una buona capacità di ascolto. Riesce a mettere a suo agio i pazienti ed è molto flessibile con gli appuntamenti sia di presenza che online, consiglio vivamente
• Studio privato psicologia e psicoterapia D.ssa Gravina • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Rolanda Caterina Gravina
Grazie mille cara per la bellissima recensione
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S
SL
Dottoressa molto empatica, con buone capacità di ascolto e attenta a indicarti le strategie giuste per migliorare le tue difficoltà. Sempre puntuale e attenta ad ogni esigenza del paziente. Consiglio vivamente
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Rolanda Caterina Gravina
Grazie mille per il bellissimo feedback
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C
C.C.
Mi sono rivolta alla dottoressa in un periodo difficile dove l'ansia aveva iniziato a prendere il sopravvento sulla mia quotidianità. Fin dalla prima seduta mi sono sentita a mio agio ed ascoltata, sempre con rispetto ed empatia. Non posso che consigliarla!
• Studio privato psicologia e psicoterapia D.ssa Gravina • colloquio psicologico •
Dott.ssa Rolanda Caterina Gravina
Grazie mille per le bellissime parole
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M
MZ
La dott.ssa Gravina mi è stata molto di aiuto in un periodo difficile. Mi sono sentita a mio agio fin dalla prima seduta, in lei ho trovato la professionalità e l'umanità di cui avevo bisogno. Non posso che consigliarla!
• Studio privato psicologia e psicoterapia D.ssa Gravina • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Rolanda Caterina Gravina
Grazie di cuore per la bellissima recensione
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S
Ste
Siamo molto grati di aver incontrato la dottoressa. Con lei abbiamo intrapreso un percorso di riscoperta della nostra coppia con grande empatia e competenza. Consiglio vivamente a chiunque abbia il desiderio e necessità di confronto in un ambiente sicuro
• studio privato di psicologia e psicoterapia • colloquio psicoterapeutico di coppia •
Dott.ssa Rolanda Caterina Gravina
Grazie per la recensione positiva e per la fiducia. È stato un piacere potervi accompagnare
-
T
T.G.
Quando ho iniziato ero sopraffatto dall'ansia. Con pazienza e competenza la dottoressa mi ha insegnato a riconoscerla e gestirla. Ora affronto le situazioni difficili con maggiore calma e consapevolezza
• Studio privato psicologia e psicoterapia D.ssa Gravina • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Rolanda Caterina Gravina
Grazie di cuore. Accompagnare le persone nei loro momenti di cambiamento è un privilegio. Ti auguro di proseguire con fiducia nel tuo percorso di crescita
Risposte ai pazienti
ha risposto a 15 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao, sono una ragazza di 25 anni e vi scrivo perché in questo periodo, che ormai si protrae da un p
Ciao, sono una ragazza di 25 anni e vi scrivo perché in questo periodo, che ormai si protrae da un po' di mesi, mi ritrovo il weekend senza aver nulla da fare e questa cosa mi sta pesando davvero tanto.
Tutti attorno a me hanno un sacco di impegni, escono con grandi gruppi di amici, hanno grandi compagnie e fanno sempre qualcosa, si divertono.
Io so di avere i miei amici su cui contare quando ho bisogno, so di non essere una persona sola, ma poi durante il weekend mi ritrovo comunque senza piani e automaticamente mi viene da rivalutare tutto: perché mi ritrovo da sola il sabato sera? Cos'ho di sbagliato? O Cosa ho fatto di sbagliato per non essere invitata? Non sono abbastanza simpatica? Non piaccio alle persone? Non ho davvero tanti amici?
Questa situazione sta diventando tanto frustrante e non so come uscirne perché allo stesso tempo non voglio diventare pesante con i miei amici e autoinvitarmi se loro fanno qualcosa con le loro compagnie.
Persino mia mamma di 60 anni esce molto di piú di me, perció, vivendo con lei, spesso mi ritrovo proprio a casa da sola e questa cosa mi fa sentire ancora piú sbagliata.
Peró sento proprio di star sprecando il periodo che tutti descrivono come il piú bello della vita cosí, senza fare niente.
Inoltre i social sicuramente non aiutano mostrando tutte le cose belle che fanno le altre persone. Mi sento molto appiattita, ingrigita da questa situazione che mi provoca una vera e propria frustrazione che ho paura di riversare sugli altri diventando antipatica e scontrosa e oltre tutto inficia ancora di piú sulla mia giá bassa autostima che non so come aumentare...
Grazie per le vostre risposte
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao. Innanzitutto ti ringrazio per aver condiviso questo vissuto così intimo e doloroso. Voglio dirti una cosa importante fin da subito: non c'è assolutamente nulla di sbagliato in te.
Leggendo le tue parole si percepiscono la frustrazione, la nebbia e quel senso di "ingrigimento" di cui parli. È una sensazione dolorosa, ma è anche un segnale che il suo mondo interno le sta inviando: c'è un profondo desiderio di connessione, vitalità e condivisione che in questo momento non sta trovando spazio.
Proviamo a fare un passo indietro insieme e a guardare questa situazione da una prospettiva diversa, esplorando tre nodi centrali del tuo racconto.
La trappola del confronto (e l'illusione dei social)
Dici che tutti a 25 anni si divertono in grandi compagnie, che persino tua mamma esce più di te, e che i social mostrano vite scintillanti. Questo crea un corto circuito automatico nella tua mente: “Se gli altri fanno questo e io no, allora io sono sbagliata/non abbastanza simpatica”. Questa si chiama distorsione cognitiva del confronto. I social network sono un catalizzatore di "momenti clou" filtrati, non della realtà quotidiana. Inoltre, i grandi gruppi di amici spesso offrono dinamiche superficiali, non vera intimità. Confrontare il tuo "dietro le quinte" (il sabato sera a casa) con il "palcoscenico" degli altri (la foto di gruppo su Instagram) è profondamente ingiusto verso te stessa.
La paura del rifiuto e il mito dell'“autoinvito”
Hai scritto una frase chiave: "So di avere amici su cui contare... ma non voglio diventare pesante e autoinvitarmi". C'è un blocco invisibile che ti impedisce di fare il primo passo. Spesso diamo per scontato che se gli altri non ci cercano, allora non ci vogliono. Ma la verità è che a 25 anni le persone sono spesso assorbite dalle proprie routine, stanche, o semplicemente disorganizzate.
Proporre un piano o chiedere "Cosa fate di bello questo weekend? Posso unirmi?" non ti rende "pesante". Dimostra invece interesse. I veri amici di solito accolgono con gioia l'iniziativa, perché solleva anche loro dal compito di dover sempre organizzare.
Il peso delle aspettative: "Gli anni migliori della vita"
La narrazione sociale secondo cui i vent'anni devono essere un carnevale continuo di feste e uscite è un'enorme fonte di ansia. Questo "dover essere" ti schiaccia. I vent'anni sono in realtà un periodo di grande transizione, spesso instabile, faticoso e pieno di solitudine per moltissimi tuoi coetanei. Non stai sprecando nulla; stai solo attraversando una fase di stallo.
Per attuare dei cambiamenti non servono grandi stravolgimenti; inizia con piccoli passi strategicamente studiati che ti permettono di cambiare prospettiva:
-fai un “detox” dai social nel weekend: se non vedi cosa fanno gli altri, il senso di frustrazione legato al confronto si ridurrà automaticamente;
-prendi l'iniziativa, anche in piccolo, proponendo una passeggiata o un aperitivo;
-coltiva il "tempo con te stessa" sfruttando il weekend come tempo da dedicare ad un hobby che ti faccia stare bene e farne un momento volutamente solo tuo.
Ricorda che la tua autostima non è fissa: aumenta ogni volta che fai una piccola azione coraggiosa per te stessa, come chiedere di uscire o fare qualcosa che ti fa stare bene da sola. Sei una ragazza riflessiva e sensibile, e questa è una risorsa, non un limite.
Se senti che questo blocco è troppo pesante da scardinare da sola e continua ad alimentare questa spirale di scontrosetta e bassa autostima, valutare qualche seduta di supporto psicologico potrebbe aiutarti tantissimo a ritrovare la tua bussola e la tua sicurezza.
Spero di esserti stata d’aiuto. Buona giornata
Buonasera a tutti, Da un paio di mesi ho preso la decisione di resettare la mia vita, tabula rasa,
Buonasera a tutti,
Da un paio di mesi ho preso la decisione di resettare la mia vita, tabula rasa, zero spaccato, poiché non più in linea con la persona che sono oggi né con i miei desideri attuali. Sono molto contenta di questa scelta, mi fa sentire sollevata, e l'obiettivo finale sarà il trasferimento all'estero. Ho così iniziato ad appuntare le azioni necessarie per raggiungere l'obiettivo in questione ma non sto facendo molti progressi. Anzi, mi blocco con estrema facilità. Ho notato, infatti, che aggiungo compiti, quasi dei doveri, inutili o comunque di poco valore per la realizzazione del mio desiderio. Mi sto allontanando da ciò che voglio. Le azioni necessarie rimangono lì, su carta, in attesa, mentre io m'invento che prima devo fare quella determinata cosa altrimenti mi sembra di non poter procedere. Ma quella determinata cosa, se vista con discernimento, è irrilevante. Eppure se non la sbrigo è come se stessi "perdendo" chissà quale esperienza che poi secondo le mie paturnie, è un pilastro importante per il mio futuro all'estero. E una volta portata a compimento me ne viene in mente un'altra, sempre di poco conto, sempre irrilevante. E ancora i passi che contano non vengono fatti. Un circolo vizioso insomma. Sento come un timore silente ma pesante dentro di me che mi impone di chiudere per "bene" questo capitolo della mia vita. Di rallentare l'avvenimento in sé (il trasferimento) perché famiglia e lavoro avranno delle reazioni poco piacevoli. Sento come se avessi il dovere di non scuoterli troppo dalla mia decisione che inevitabilmente porterà cambiamenti anche nelle loro vite.
Qualche consiglio? Come esco da questa empasse?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Innanzitutto complimenti per il coraggio: decidere di fare tabula rasa a 25 anni, riconoscere che la vita precedente non ti calzava più e progettare un trasferimento all'estero è un atto di grande autenticità Tuttavia, quello che descrivi – questo "resettare tutto" che poi si scontra con il freno a mano tirato dei micro-compiti irrilevanti – è un meccanismo psicologico molto comune. Proviamo a guardare insieme cosa si nasconde dietro questo circolo vizioso per capire come scardinarlo.
Nel tuo racconto emergono chiaramente due forze opposte: da un lato c'è la tua mente cosciente che vuole partire, dall'altro c'è una parte profonda di te che ha paura e, per “difendersi”, sta usando una strategia precisa: la procrastinazione strutturata.
I tre nodi emotivi che al momento ti bloccano sono:
-il timore silente del cambiamento: inventare compiti inutili, convincendoti che siano pilastri fondamentali, è il modo in cui la tua mente gestisce l'ansia dell'ignoto. Il trasferimento all'estero è un salto nel vuoto enorme. Finché rimani nella fase dei "preparativi infiniti", sperimenti l'eccitazione del progetto senza dover affrontare la paura del salto reale.
-Il mito della "chiusura perfetta": nutri l'illusione di poter chiudere questo capitolo in modo impeccabile, senza lasciare nodi irrisolti. Ma i capitoli della vita, specialmente quelli importanti, non si chiudono mai con un taglio netto; rimangono sempre dei fili sfilacciati. Aspettare la perfezione significa non partire mai.
-La responsabilità emotiva verso gli altri: questa è la chiave di volta. Scrivi: "Sento come se avessi il dovere di non scuoterli troppo". Ti stai facendo carico delle reazioni emotive della tua famiglia e dei tuoi colleghi. Stai cercando di ammortizzare un colpo che spetta a loro incassare, non a te. È una forma di senso di colpa che si traveste da premura.
Per sbloccare la situazione è fondamentale separare ciò che appartiene a te (i tuoi desideri) da ciò che appartiene agli altri (le loro reazioni). Ecco alcuni passi concreti che potrebbero essere utili per riprendere in mano il timone:
-riconosci il sabotaggio ogniqualvolta lo metti in atto;
-rifai una nuova lista e scrivi solo le 3 macro-azioni concrete e indispensabili per partire (per esempio: Trovare lavoro/casa all'estero, Comprare il biglietto, Comunicare la data del licenziamento/trasferimento)
-Restituisci la responsabilità emotiva ai legittimi proprietari:
tu hai il diritto di vivere la tua vita e cercare di diluire il cambiamento per non scuotere le persone attorno a te è un tentativo di controllo impossibile.
Spero di esserti stata utile. Buona giornata
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