Dott.
Miguel Di Chiappari
Psicoterapeuta
·
Psicologo
Psicologo clinico
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Verona 2 indirizzi
Esperienze
La mia visione
I momenti più difficili della vita possono trascinarci in un circolo vizioso in cui la sofferenza sembra diventare l'unica prospettiva possibile. Tuttavia, proprio queste fasi, se affrontate con il giusto sostegno, possono diventare occasioni di comprensione profonda di sé: momenti che non solo insegnano ad attraversare il dolore, ma che contribuiscono a completarci come esseri umani, a farci crescere e a rafforzare le nostre risorse interiori.
La mia missione nasce dalla consapevolezza che il percorso di vita è inevitabilmente intrecciato con il dolore e la fragilità. Quando però questi vengono riconosciuti, accolti e compresi, possono trasformarsi in una fase significativa e generativa dell'esistenza.
Di cosa mi occupo
Lavoro con adulti, adolescenti, genitori, bambini e famiglie: ansia e attacchi di panico, autostima, difficoltà relazionali e di coppia, difficoltà genitoriali e neurosviluppo (DSA, ADHD, neurodivergenze).
Come lavoro: l'approccio terapeutico
La mia formazione è cognitivo-comportamentale, ad oggi il modello con il maggior numero di prove di efficacia sulla sofferenza psicologica. Si lavora su quello che accade adesso, con obiettivi definiti insieme e verificabili, e con esercizi tra un incontro e l'altro: perché il cambiamento avviene fuori dalla stanza.
Ritengo però limitante fermarsi a un solo approccio. L'integrazione di altri modelli (schema therapy, ACT, mindfulness, analisi transazionale) permette di usare ciò che ho visto funzionare davvero, caso per caso. E permette soprattutto di lavorare su due fronti insieme: su ciò che accade adesso e su ciò che lo ha reso possibile. Rimanere solo sul presente fa perdere di vista la natura delle vulnerabilità; concentrarsi solo sul passato fa perdere contatto con ciò che causa sofferenza oggi.
Da dove vengo
Prima di lavorare in studio ho passato anni a contatto con bambini, adolescenti e famiglie, come insegnante e poi come psicologo scolastico. È lì che si vede come la vulnerabilità psicologica prende forma, molto prima che diventi un sintomo.
Il lavoro in clinica psichiatrica mi ha invece messo di fronte alla sofferenza nel suo punto di apice, quando si fa sentire "gridando" attraverso il corpo.
Tutto questo mi ha insegnato una cosa che vale anche per le difficoltà più comuni: il sintomo raramente è il problema. È il punto in cui diventa visibile qualcosa che si è costruito nel tempo, ed è il punto da cui si può partire per costruire un sé più consapevole.
Cosa aspettarsi
I primi incontri servono a capire. Alla fine ti restituisco una lettura di come il problema si è formato e si mantiene, e una proposta concreta: obiettivi, strumenti, tempi indicativi. Da lì decidi tu.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia clinica
- Psicoterapia
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Ansia
- Difficoltà relazionali
- Problemi di coppia
- Autostima
- Neurodivergenze
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Psicoterapia di coppia
70 € -
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Psicoterapia
60 € -
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Consulenza genitoriale
60 € -
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Primo colloquio di coppia
70 € -
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Recensioni
14 recensioni
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- Efficacia del trattamento
- Attenzione durante la visita
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M
Marco
Miguel è semplicemente una persona fantastica! Sa fare il suo mestiere sempre professionalmente, sa ascoltare tantissimo, sa spiegare benissimo e sa aiutare veramente! Auguro a tutti almeno una volta nella vita di trovare una persona come lui.
• Studio Via Centro Borgo Roma • colloquio psicologico •
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S
Sara P.
Un professionista acuto, intuitivo e preparato. Mi ha suggerito domande diverse e più efficaci rispetto a quelle su cui ero abituata a concentrarmi. Ha capovolto la mia prospettiva più volte, stimolando una riflessione nuova e aiutandomi a creare uno spazio di confronto sereno con me stessa. Sono estremamente soddisfatta della mia esperienza con Miguel e sento di poter consigliare senza dubbio un percorso con lui.
• Studio Via Centro Borgo Roma • colloquio psicologico •
Dott. Miguel Di Chiappari
Grazie per queste parole.
Mi è utile sapere che le domande diverse hanno funzionato: significa che vale la pena continuare a lavorare così, spostando l'angolo di visuale invece di cercare subito una risposta. Lo spazio sereno con se stessa, però, se l'è costruito lei. Grazie per la fiducia.
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A
Anna s.
Ho conosciuto il dottore sotto consiglio di una cara amica. All'inizio non è stato facile. La mia storia è complessa, tortuosa. Avevo paura non mi capisse. Poi il dottore mi ha fatto capire che anche questa paura di non essere capita è parte di me e del mio vissuto. mi ha risvegliata su tante cose della mia vita che non mi permettevano di aprire gli occhi, che mi facevano vivere consapevolmente. Lo ringrazio onestamente, spero di imparare molto ancora di di me e continuerò le visite con lui
A.S.• Studio Via Centro Borgo Roma • colloquio psicologico •
Dott. Miguel Di Chiappari
Grazie di cuore.
Il tuo riscontro mi conferma una cosa importante: la paura di non essere capiti non è un ostacolo da superare in fretta, è già materiale su cui lavorare.
Cari saluti
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C
Carla
Mi sono trovata molto bene, fin da subito. Ho vissuto un periodo molto difficile della mia vita, che in realtà va avanti da moltissimi anni... Non pensavo sinceramente che alla mia età potessi cambiare e finalmente stare meglio. Mi ha sempre ascoltata, fatta sentire a casa, protetta e accompagnata a cambiare cose che mi spaventavano da tempo. Ora posso dire di stare molto meglio
Ringrazio il dottore per la cura, la grande passione e ovviamente per essere un punto di riferimento importante• Studio Via Centro Borgo Roma • colloquio psicologico •
Dott. Miguel Di Chiappari
La ringrazio.
Mi fa particolarmente piacere leggere che si è sentita ascoltata e protetta.
Le auguro il meglio.
Miguel
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S
Simone
Assolutamente consigliato! Capace di trasmettere sicurezza, di metterti a tuo agio e di offrire punti di vista diversi sulle cose.
• Studio Via Centro Borgo Roma • •
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R
R.L.
Esperienza davvero eccezionale. In lui ho trovato tutto ciò che si può desiderare da uno psicologo: competenza, professionalità, empatia e una profonda preparazione. Mi ha accompagnato con grande attenzione in un percorso che ha avuto un impatto concreto sulla mia vita. Grazie al suo supporto, oggi posso dire di essere cambiata in meglio. Lo consiglio sinceramente a chiunque cerchi un professionista serio e umano.
• Studio Via Centro Borgo Roma • •
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A
A.C.
Concludere oggi questo percorso è stato emozionante. Quando ho iniziato avevo la sensazione di avere un gomitolo di pensieri ed emozioni tutto intrecciato; seduta dopo seduta mi ha aiutata a scioglierne i nodi senza mai sostituirsi a me, ma con professionalità, empatia e grande capacità di ascolto. Salutarlo oggi mi ha ricordato quanta strada ho percorso. Gli sono profondamente grata per avermi accompagnata in questo importante viaggio dentro di me. Lo consiglio con sincera riconoscenza.
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M
M.P.
Professionista davvero competente e presente durante le sedute. Si prende il tempo per ascoltare con attenzione e riesce a cogliere sfumature che altri specialisti avevano sempre tralasciato. Molto disponibile e gentile. Lo consiglio
• Studio Via Centro Borgo Roma • •
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D
Dennis Perbellini
L’idea di iniziare un percorso psicologico mi turbava molto… ho sempre pensato e creduto di riuscire a risolvere i miei problemi e traumi da solo, fino a quando non sono arrivato a pensare il contrario… e meno male ho iniziato!
971 giorni di terapia mi hanno cambiato la vita, modi di pensare ragionare e affrontare i problemi grandi e piccoli che la vita mi mette davanti…
In Miguel ho trovato oltre che uno psicologo, un amico, un padre, una spalla e molte altre cose che nella vita a fatica ho trovato!
Pensavo che le sedute dallo psicologo per me non finissero mai ma con grande orgoglio sono riuscito a trovare la pace, non so cosa mi riserverà il futuro, ma penso al presente e in caso fosse so da chi andare
MIGUEL!
Grazie infinite del supporto che mi hai dato!
Consiglio vivamente Miguel come terapeuta ,penso sia stata una delle scelte migliori che potessi fare negli ultimi anni .• Studio Via Centro Borgo Roma • Altro •
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J
Jenny
Terminare questo percorso è stato emozionante, perché mi ha fatto capire quanta strada ho fatto grazie al suo aiuto. Quando ho iniziato ero piena di confusione, paure e pensieri che mi sembravano impossibili da gestire. Seduta dopo seduta, con pazienza, empatia e grande professionalità, mi ha aiutata a ritrovare serenità, sicurezza e fiducia in me stessa.
Non mi sono mai sentita giudicata, ma sempre accolta e ascoltata davvero. In questo periodo è stato un punto di riferimento importante, capace di farmi sentire compresa anche nei momenti in cui non riuscivo nemmeno io a capire me stessa.
Porterò con me tutto quello che questo percorso mi ha lasciato, perché non mi ha solo aiutata a stare meglio, ma anche a crescere come persona. Consiglio sinceramente questo professionista a chiunque senta il bisogno di essere aiutato con umanità, sensibilità e competenza.• Studio Via Centro Borgo Roma • •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentili Dottori, sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti de
Gentili Dottori,
sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti della mia vita.
Sono cresciuta in una famiglia dalle risorse economiche modeste, ma che non ci ha mai fatto mancare il necessario.
La mia infanzia e adolescenza sono state segnate dalla presenza di un padre con problemi di alcolismo e comportamenti aggressivi.
Dopo la separazione dai miei genitori, mio padre ha formato una nuova famiglia ed è successivamente finito in carcere per maltrattamenti in famiglia.
Un anno e mezzo fa ho subito una grave perdita: è mancata mia nonna materna.
Lei è stata il mio grande pilastro e il mio punto di riferimento principale, e il suo ricordo rimane dentro di me come un segno indelebile.
Per quanto riguarda me, mi descrivo come una ragazza semplice e seria. Esco poco, non fumo, non bevo e non ho mai avuto una relazione sentimentale stabile, ma solo brevi frequentazioni. Mi ritengo una persona molto curiosa, anche se nello studio ho sempre fatto un pò di fatica: sono iscritta alla facoltà di Infermieristica, ma sono rimasta indietro con gli esami.
Sto provando a recuperare, anche se vivo questo percorso con un forte senso di incertezza.
Il motivo principale per cui vi contatto riguarda il mio desidero più grande: vorrei incontrare la persona giusta, essere amata, costruire una famiglia e diventare madre da giovane. Spesso sento che, quando le sensazioni sono quelle giuste, le scelte d'impulso possano essere quelle corrette senza dover sempre aspettare.
C'è un verso di una canzone di Ligabue ("Per sempre") che rispecchia molto ciò che sento: "Lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre".
Mi chiedo da dove derivi questo bisogno profondo di essere "salvata" e guidata verso questo ideale di famiglia, e se questo mio modo di vivere i sentimenti sia una risposta al mio passato.
Spero di poter approfondire queste dinamiche insieme a voi e vi ringrazio in anticipo per il tempo e la disponibilità.
Cordiali saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile,
grazie per aver scritto, e per averlo fatto con questa apertura e trasparenza. Il modo in cui scrive dice dice già molto delle sue risorse.
Vorrei partire proprio da dove è arrivata lei, perché ha notato qualcosa che merita attenzione. Nel verso che ha scelto, accanto all'idea di essere salvata ce n'è subito un'altra, molto meno rassicurante, che parla di condanna. Può darsi che si tratti solo della bellezza di un verso. Ma vale la pena chiedersi se quell'accostamento non risuoni con qualcosa di più personale. Quando si cresce in un ambiente in cui l'affetto e la paura arrivavano assiem, può capitare che le due cose finiscano per sembrare inseparabili, e che un amore intenso venga immaginato anche come qualcosa che travolge e "condanna". Sarebbe non una colpa né una stranezza, ma semplicemente quello che la mente costruisce con il materiale che ha avuto a disposizione. Se sia così solo lei potrà dirlo..
Anche il desiderio di essere trovata, amata, di costruire una famiglia tutta sua non è di per sé un sintomo di nulla. È un desiderio legittimo, che diventa però più pesante quando su di esso poggia anche il compito di rimediare a qualcosa: forse alla mancanza di sua nonna, che le dava la protezione che le serviva e non poteva ottenere altrove. Un lutto così recente, e di quella portata, pesa anche su come guardiamo al futuro.
L'unico punto su cui la inviterei a fermarsi un momento è quello che scrive sulle scelte d'impulso. L'intuizione conta, ed è vero che a volte sa più della ragione. Ma alle volte l'urgenza nasce anche da altri bisogni non soddisfatti.. e questa urgenza può rendere difficile distinguere chi ci fa bene da chi no. Non è un invito alla diffidenza.. è il motivo per cui vale la pena capire da dove viene quella fretta, prima che sia lei a decidere al posto suo.
Da poche righe non posso naturalmente dirle di più, e non voglio ridurre a qualche riga una storia che ha una sua complessità. Quello che posso dirle è che le domande che si sta ponendo sono esattamente quelle giuste, ed è il tipo di domande che trova risposta molto meglio in uno spazio dedicato che da sole. Non c'è nulla di rotto da aggiustare.. c'è una storia da riordinare, perché il desiderio di amare e di costruire una famiglia possa essere semplicemente suo, e non anche una riparazione.
Un caro saluto.
Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio? A luglio ho studiato molto per un
Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio?
A luglio ho studiato molto per un esame, arrivando anche a diverse ore al giorno, ma dopo essere stato bocciato più volte presentandomi a ogni appello ho avuto una forte reazione di rabbia e saturazione. Da allora faccio molta fatica anche solo a iniziare a studiare: il pensiero dello studio mi provoca subito nervosismo, senso di costrizione e voglia di evitarlo.
Spesso finisco per scrollare, leggere altro o fare qualsiasi cosa pur di non iniziare, anche quando so di avere un esame vicino. Il problema non è solo la concentrazione: è come se associassi lo studio a pressione, fallimento e perdita di libertà.
Vorrei capire come affrontare concretamente questo evitamento e riuscire a riprendere a studiare senza entrare subito in quella reazione di rabbia e rifiuto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile,
la ringrazio per come ha descritto quello che le sta accadendo.
Quello che descrive ha una sua logica, per quanto faticosa. Dopo mesi di impegno intenso seguiti da esiti negativi ripetuti, la mente impara un'associazione molto semplice: studio uguale sforzo enorme senza risultato. A quel punto l'evitamento non è pigrizia né mancanza di volontà, è una forma di protezione. Lo scrollare, il leggere altro, il fare qualsiasi cosa pur di non aprire il libro servono ad allontanare un'emozione che si accende ancora prima di iniziare. E funzionano, purtroppo: nell'immediato il disagio cala. È per questo che il meccanismo si rinforza da solo, e che la forza di volontà da sola serve a poco... perché non sta lottando contro la pigrizia, sta lottando contro un sistema di allarme.
Un elemento che noto è che la rabbia arriva prima dello studio, non durante. Questo dice che il punto critico non è la concentrazione ma l'avvicinamento: i minuti che precedono l'inizio. Molte persone in questa condizione cercano di risolvere aumentando le ore o la disciplina, e ottengono l'effetto opposto, perché ogni sessione "gigante" conferma all'allarme che aveva ragione a suonare.
Due cose che può provare intanto. La prima è ridurre drasticamente la soglia d'ingresso: non un pomeriggio di studio, ma dieci o quindici minuti, con il permesso esplicito di fermarsi lì. L'obiettivo in questa fase non è il programma, è dimostrare al sistema d'allarme che avvicinarsi ai libri non produce automaticamente frustrazione. La seconda è osservare, senza cambiare nulla per qualche giorno, che cosa succede esattamente nei momenti che precedono l'evitamento: dove si trova, che ora è, quale pensiero passa un attimo prima di prendere il telefono. Spesso lì sotto c'è una frase molto precisa... su di sé, sul proprio valore, su cosa significherebbe fallire ancora... ed è quella frase, più della materia, a rendere insostenibile l'inizio.
Resta però una parte che da queste righe non posso vedere, e che di solito è quella decisiva: cosa hanno significato per lei quelle bocciature, che cosa ha pensato di sé dopo, quanto pesa quell'esame rispetto ai suoi progetti e alle aspettative intorno a lei. Situazioni apparentemente identiche hanno origini molto diverse... un metodo di studio inefficace che sfianca senza dare risultati, un'ansia da prestazione che si attiva solo davanti alla commissione, un calo dell'umore più ampio di cui lo studio è solo il sintomo più visibile. Sono strade diverse, e richiedono interventi diversi.
Quello che le posso dire con una certa sicurezza è che questi blocchi, quando vengono guardati da vicino, si rivelano quasi sempre più comprensibili e più modificabili di quanto sembrino da dentro. Il fatto che a luglio lei sia riuscito a studiare per ore dimostra che la capacità c'è: è l'accesso ad essersi inceppato, ed è una cosa su cui si lavora bene.
Un cordiale saluto.
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