Esperienze

Sono Elisa Tonelli, psicologa e psicoterapeuta EMDR, iscritta all'Ordine degli Psicologi dal 2010, mi occupo di psicoterapia individuale per adulti. Studio a Livorno e online. Nel tempo ho concentrato la mia pratica clinica su questo ambito, affinando il mio metodo intorno al lavoro con la singola persona, su quella trama che ognuno ha tessuto, fatta di valori, scelte, esperienze, contesti, in cui i problemi psicologici trovano sempre un significato unico. Un approccio che considera la persona nella sua totalità, dove ogni disagio trova senso nella storia biografica individuale. Specializzata nel comprendere come i problemi psicologici si sostanzino su valori e aspetti biografici unici, offro percorsi personalizzati attenti alla persona nella sua interezza, che onorino le storie e le biografie. Il mio impegno costante è nel non considerare i problemi psicologici come cose che esistono per conto loro, ma come processi che hanno preso forma in una storia precisa, fatta di esperienze, contesti, relazioni, e che si dispiegano in modo unico per ogni persona. Per questo, il primo lavoro è capire come, quando, in quali condizioni si sono formati, e come continuano a vivere nella vita di chi li porta. Ognuno arriva qui con una storia, e la storia conta.

Psicologa Psicoterapeuta abilitata all'esercizio della professione nel 2009 presso l'Università degli Studi di Padova. Dottoressa Magistrale ad indirizzo "Psicologia Clinica e di Comunità" (Ord. Prev. D.M. 509/99), laureata presso l’Università degli Studi di Padova e specializzata in Psicoterapia nel 2013 presso la Scuola di Specializzazione quadriennale in Psicoterapia Interattivo-Cognitiva di Padova (riconosciuta dal Ministero dell’ Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica con D.M. del 09.10.2001 ai sensi del D. M. del 11.12.1998 n 509). Specializzazione in EMDR. Visita il sito: https://www.elisatonelli.it/

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia cognitiva
  • Psicotraumatologia
  • Psicoterapia
  • Psicoterapia costruttivista
  • Psicoterapia cognitivo interpersonale
  • Psicoterapia emdr
  • Psicoterapia cognitiva fenomenologica
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Elisa Tonelli

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28 recensioni

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  • F

    Farfa

    È stato un percorso non facile per me , però mi è servito grazie alla dottoressa molto paziente e professionale , mi ha sempre dato tanto coraggio.

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    Dr. Elisa Tonelli

    Grazie molte!


  • B

    Beatrice

    Ho intrapreso con la dottoressa percorsi diversi nel corso degli anni e mi sono sempre sentita accolta e compresa. È una professionista molto preparata, attenta e capace di mettere a proprio agio con naturalezza. Ho apprezzato la sua disponibilità, la competenza e il modo rispettoso e mai giudicante con cui accompagna le persone nel loro percorso. Per la mia esperienza è stato un supporto davvero importante e prezioso

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    Dr. Elisa Tonelli

    Grazie molte!


  • C

    C.L

    Esperienza molto molto positiva. La psicoterapeuta mi ha accompagnata in un percorso che mi ha portata a diventare una nuova versione di me (sempre in evoluzione). La ringrazio per la sua estrema professionalità e per il suo modo di aiutare ed ascoltare le persone. La consiglio vivamente

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    Dr. Elisa Tonelli

    Grazie molte!


  • E

    E.O

    Elisa é la guida ideale a cui rivolgersi quando ci si sente smarriti, ti prende per mano e ti porta a guardarti dentro e a ritrovarti!

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    Dr. Elisa Tonelli

    Grazie molte!


  • E

    Elisa

    Ho iniziato il mio percorso con la Dottoressa ad inizio 2021. Grazie a lei ho imparato ad “aprire l’ombrello” nei momenti più tempestosi della mia vita e a saltare nelle pozzanghere divertendomi anche. Mi sono laureata superando tutte le ansie che avevo. Adesso sono una donna, diventata anche mamma per 2 volte, diventata moglie, più consapevole e serena della propria vita. Sono profondamente grata di aver incontrato Elisa perché mi ha radicalmente cambiato la vita, aiutandomi ad essere protagonista della mia rinascita.

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    Dr. Elisa Tonelli

    Grazie molte!


  • I

    Ilaria

    Ho 26 anni e ho iniziato il percorso con la Dott.ssa Tonelli due anni fa in un momento di forte confusione e mi ha accolta con professionalità e competenza, accompagnate da gentilezza,empatia e capacità di comprendere ciò che riuscivo ad esprimere a parole e ciò che invece era nascosto tra le righe. Grazie a questo percorso, ad oggi sento di avere molta più consapevolezza,fiducia e sicurezza in me stessa;la confusione iniziale ha lasciato spazio all’equilibrio e ora sento di avere gli strumenti giusti per ricostruirlo nei momenti in cui le difficoltà lo fanno vacillare. Se mi guardo indietro sembra che questo cambiamento sia avvenuto quasi come una magia, perché magari non sempre ti rendi conto di volta in volta che i pensieri dentro di te stanno cambiando, ma a distanza di tempo riesci a comprendere davvero quanto questo percorso abbia fatto la differenza. Perció ringrazio sinceramente la Dott.ssa Tonelli e spero di continuare a migliorare con la reale consapevolezza che posso farlo.

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    Dr. Elisa Tonelli

    Grazie molte!


  • M

    Marika

    Sono una ragazza di 34 anni e ho intrapreso un percorso con la Dottoressa a causa di ansie, attacchi di panico e confusione in generale nel mio percorso di vita. Malgrado il mio scetticismo iniziale verso la figura dello psicologo, la Dottoressa Tonelli è riuscita ad ascoltarmi, comprendermi, aiutarmi senza mai giudicarmi ma, anzi, facendomi cambiare idea anche sui miei pregiudizi iniziali. Grazie a Lei sono potuta andare avanti a piccoli passi, piccole conquiste e piccole vittorie. Grazie a Lei ho avuto degli strumenti validi e concreti per affrontare i miei problemi e trovare soluzioni reali. Grazie a Lei ho cambiato il mio modo di vedere tante cose. Grazie a Lei ho lavorato su me stessa. Grazie a Lei ho avuto la possibilità di colorare con nuovi colori tutti quei lati che prima erano scuri e freddi. Sempre disponibile, sempre presente, diretta quando serve, sempre puntuale, molto competente, molto professionale. Grazie Dottoressa!

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    Dr. Elisa Tonelli

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  • A

    AG

    Sono una ragazza di 26 anni e ho cominciato il mio primo percorso con la dottoressa Tonelli quando ne avevo 22 in un momento della mia vita in cui non sapevo bene che strada scegliere.
    Il percorso con Elisa mi ha aiutata ad avere una visione più chiara delle cose grazie anche alla sua gentilezza e la sua professionalità. Ha un modo di ascoltare autentico e sa cogliere ciò che spesso non si riesce nemmeno a dire. Grazie al suo aiuto sto imparando ad avere più fiducia in me e a gestire meglio le mie emozioni. Un vero punto di riferimento.

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    Dr. Elisa Tonelli

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  • P

    Pierpaolo

    "Senza Parole" sarebbe il titolo se si potesse dare un titolo alle recensioni.
    Non ci sono parole per descrivere la professionalità e le competenze date dalla Dott.ssa Tonelli. Ho tenuto con Lei un percorso con cui ho ottenuto risultati davvero inimmaginabili. A distanza di molto tempo ricordo ancora le parole pronunciate a colloquio e sono diventate richiamo per ciò che vivo ogni giorno.

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  • M

    M.Z.

    Sono in terapia con la dottoressa Tonelli da qualche anno.posso confermare che in questi anni sono riuscita a vedere le cose anche da un altro punto di vista. Ho fatto pace con la mia rabbia dovuta a dei trascorsi difficili. Grazie di tutto

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Che differenza c'è tra umore depresso e depressione ?

Che differenza c'è tra umore depresso e depressione ?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dr. Elisa Tonelli

Salve, d'accordo con i colleghi, dal punto di vista psicologico le categorie diagnostiche ci tolgono sempre la possibilità di esprimerci e appiattiscono le biografie delle persone.
Per ogni persona queste esperienze possono avere un ruolo e un significato diverso se inserite nelle relative biografie, ruoli e significati che spesso sono inconsapevoli, o non del tutto.
Pertanto, aggiungo che la differenza sta nella funzione che uno stato d'animo o uno stato mentale hanno nella psicologia delle persone che li vivono.
Per esempio, per una persona l'umore depresso può favorire un processo creativo, ha presente lo Spleen dei poeti maledetti? Non si tratta di tristezza, ma di qualcosa che la comprende e la supera, uno sguardo lunare alla propria esistenza che non toglie la creatività. Per un'altra può avere il ruolo di non cadere nelle illusioni della positività a tutti i costi, con la funzione di preservarsi da relazioni interpersonali potenzialmente manipolatorie e poco autentiche.
La depressione può avere la funzione di una ritirata da una realtà a cui non sente appartenenza, per un'altra persona può rispondere all'esigenza di bloccarsi, di fare tabula rasa di una serie di azioni e stili adottati fino a quel momento.
Quindi, nell'umore depresso l'aspetto creativo non è bloccato, ma può essere flebile, nella depressione si, ma la depressione può essere usata spesso come un'ottima opportunità per rivoluzionare la propria vita, mettere mano alla propria biografia, con l'aiuto della psicoterapia.
La cosa certa è che l'umore depresso e la depressione hanno niente a che fare con la tristezza e con la pigrizia.

La tematica meriterebbe uno spazio più ampio per toccare ogni sua sfumatura, spero ad ogni modo di averle un po' risposto.
Saluti, dr Elisa Tonelli


Buongiorno, sono un ragazzo di 29 che da 7 anni soffre di "problematiche legate all'ansia". Voluta

Buongiorno, sono un ragazzo di 29 che da 7 anni soffre di "problematiche legate all'ansia".
Volutamente, le definisco "problematiche" perché non vorrei influenzare il vostro giudizio usando termini più tecnici e definiti.

In sostanza, dal 2017 quando ho avuto delle crisi di panico molto forti durante un viaggio in treno con persone che conoscevo da poco, non mi sono più ripreso.
Poche settimane prima, per motivi personali ho abbandonato una "compagnia di amici" cui ero legato, non escludo possa aver influito).
Per mesi, ho attuato l'evitamento di tutte le situazioni che ritenevo a rischio, arrivando ad una condizione di aver azzerato quasi completamente i miei rapporti sociali, rimanendo sempre chiuso in casa.
Dopo mesi, mi convinco ad andare privatamente da una psicologa, traendone nessun beneficio dopo un anno. Con questa psicologa parlavamo soprattutto dei miei sogni notturni e della mia vita infantile.
Oltre alla psicologa, ho avuto a che fare con 2 psicoterapeuti-medici di base, che mi hanno consigliato di leggere "L'idiota di Dostoevskij" per dirmi che "non devo avere l'ansia"; e uno "psichiatra" (senza offesa per la categoria medica) che mi ha prescritto della "Pappa Reale" per risolvere il problema.

Dopo un anno, un minimo di attività sociale e universitaria l'ho dovuta fare, ma ad un prezzo disumano di sofferenze e di ansie anticipatorie che non mi hanno fatto vivere bene il 2018.

Arrivati al 2019, tra mille sofferenze che solo chi ha gli attacchi di panico può comprendere, mi viene per fortuna diagnosticata una malattia degenerativa, la Sclerosi Multipla. Finalmente vengo preso un minimo sul serio dai medici e comprendono che non sono matto, ma ho un problema di base da analizzare.

Tra il 2019 e il 2021, inizio alternatamente con 2 nuove psicologhe una terapia, improntata soprattutto sulla terapia cognitivo comportamentale, ma il beneficio è davvero minimo.


Nell'ottobre del 2020, dopo l'obbligata quarantena che mi ha costretto come molti in casa per dei mesi senza uscire, arrivata l'estate con la possibilità di uscire, semplicemente esplodo dall'ansia, non riuscendo ad andare fuori casa da solo a livelli molto più gravi rispetto al pre-pandemia.

Provo quindi ad andare nuovamente da uno psichiatra, questa volta presso il primario dell'ospedale più importante della mia città.
Lì, oltre che ad aver ricevuto la conferma di non essere matto, mi viene confermato che sia una grande vergogna del sistema sanitario nazionale che io mi sia dovuto ridurre in una situazione di sofferenze così gravi, prima che un medico mi rigirasse d'urgenza presso uno psichiatra.
Con questo psichiatra, e la clinica psichiatrica ospedaliera dove lavora, la situazione vede dei TIMIDI ma INSUFFICIENTI miglioramenti iniziando ad assumere degli antidepressivi.

Dal 2020 a oggi, ne ho dovuti cambiare molti, poiché tutti poco efficaci e aventi effetti collaterali importanti.
Ho assunto: 1) paroxetina 2) sertralina 3) citalopram 4) pregabalin 5) duloxetina 6) un medicinale a base di erbe di cui non ricordo il nome 7) Quetiapina 8) Depakin 9) Laroxyl 10) Pramipexolo (e potrei starmene dimenticando alcuni).

Al momento assumo pramipexolo + Laroxyl + Pregabalin.
Con questo mix riesco a malapena ad andare a lavorare, non mi permette di avere una vita normale.

Inoltre, causa effetti collaterali dovrò interrompere pure il Laroxyl e spero sostituirlo con qualcosa di efficace.

I sintomi fisici che ho durante un attacco di panico, nonché la cosa che più temo e che mi fa avere l'ansia anticipatoria, è la chiusura dello stomaco/nausea. (Oltre a tutti quelli più classici e frequenti che non sto ad elencare).

In sintesi finale: io sono morto da 7 anni (si. Sono morto. Non è vivere questo).
Dalla clinica psichiatrica non mi sento preso sul serio (e glielo ho anche detto) poiché per darmi un farmaco nuovo impiegano DIVERSI MESI ad alzare anche di poco il dosaggio e anche se gli dico che non sto bene mi dicono di continuare ugualmente con lo stesso dosaggio (una volta mi hanno anche detto di abbassare un dosaggio di una medicina, sebbene gli avessi appena detto di essere in peggioramento...)

Ciliegina sulla torta, le benzodiazepine provate fino ad ora non mi fanno minimamente effetti positivi, se non darmi un po' di sonnolenza.

Che cosa posso fare?
A livello psicologico, la terapia cognitivo comportamentale è stata inutile e non ritengo che provare una quarta psicologa possa essere un consiglio intelligente o utile.

A livello di farmaci, non so cosa pensare. Se anche fossi farmaco resistente in generale, non dovrei trovare alla lunga una molecola a cui sono debole?

Cosa mi consigliate?

Io non posso vivere con queste atroci sofferenze ancora a lungo. Lo ho anche detto ai vari psichiatri della clinica, ma non ne sembrano minimamente interessati.
Avevo 22 anni quando ho smesso di vivere... mi sono perso quelli che dovrebbero essere gli anni migliori della vita. Mi sono perso un sacco di amici, conoscenti, opportunità di vita e lavorative.
Non ce la faccio più, vi prego salvatemi, datemi qualsiasi consiglio o informazione che possa essermi anche solo vagamente utile!

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dr. Elisa Tonelli

Buonasera,
al momento c'è una persona da cui si sente capito, ascoltato, che si preoccupa per lei e con lei di quanto sta accadendo?
In una delle consulenze professionali svolte in questi anni è stato accompagnato almeno ad una di queste da una persona che sente affettivamente vicina? Oppure, i professionisti hanno chiesto il coinvolgimento nelle consulenze di una persona familiare o che in qualche modo sente che si prende cura di lei?
Se si, c'è stata un'utilità?

Provo a spiegarmi: quello che descrive può assomigliare ad una sorta di circolo vizioso della solitudine.
Quando ci si sente a disagio, estranei, giudicati, ci si può sentire soli, non compresi, addirittura "i diversi" della situazione e questo ci può creare via via sempre più apprensione, se non addirittura paura, e portarci ad evitare ogni situazione che potrebbe indurci ancora a sentirci così. Evitare ogni situazione che potrebbe rivelare lo stesso pericolo ci porta ad autoisolarci per proteggerci, ma nel lungo termine ci possiamo ritrovare solo più isolati e ancor più impauriti. Scannerizziamo così ogni sguardo delle persone che incontriamo, alla ricerca di indizi che ci segnalino un giudizio pericoloso, una minaccia al nostro desiderio di sentirci capiti, compresi, e forse anche accettati. Spesso, proprio quando ci si sente così si chiede aiuto e può capitare che non ci senta aiutati, creduti, compresi e così si riprova, si chiede di nuovo aiuto con la probabilità di ottenere lo stesso effetto. E' così che questo circolo vizioso prende forma, rafforzandosi via via.
In sintesi, il processo è più o meno questo: più chiedo aiuto per non sentirmi più trattare come una persona che va allontanata e più il solo chiedere aiuto mi fa sentire una persona estranea, diversa, non adattata e inadeguata.

Ipotizzando che il processo interattivo in cui si trova sia questo, potrebbe essere utile che il lavoro psicologico si avvalga anche di sedute che prevedano il coinvolgimento di una persona che ritiene familiare, allo scopo di condividere con chi le è vicino quello che sta vivendo e per indicare come esserle d'aiuto nella vita quotidiana. Se tali sedute in condivisione a suo avviso non sono possibili, allora potrebbe essere un po' più faticoso, ma ugualmente fattibile, ovvero sarebbe utile che fosse lei ad istruire chi ha intorno a vario titolo su come aiutarla, come trattarla, come interagire con lei: il come fare a gestire tale eventualità è un lavoro che può essere impostato nelle sedute individuali.

Spero di averle in qualche modo risposto.
Per dubbi, perplessità o esigenza di approfondimento,
sono a disposizione
dott.ssa Elisa Tonelli


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