Via Giovanni Francesco Napione, 20, Torino 10124
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Leggi di più01/04/2025
Torino 1 indirizzo
Il mio approccio terapeutico condivide il pensiero che il senso della psicoanalisi contemporanea risieda nel riconoscimento dell’importanza della relazione nel processo terapeutico.
A differenza della psicoanalisi classica, che vedeva l’analista come un osservatore imparziale e distante, la prospettiva attuale considera il terapeuta come un partecipante attivo nella relazione con il paziente.
Al centro della psicoanalisi contemporanea vi è l’idea che la sofferenza psicologica si sviluppi e si strutturi all'interno delle relazioni e, di conseguenza, che il cambiamento terapeutico avvenga attraverso un nuovo modo di sperimentare il rapporto con l’altro.
L’analisi diventa uno spazio di incontro tra due soggettività, in cui il terapeuta aiuta il paziente a esplorare la propria storia, le proprie emozioni e i modelli relazionali appresi nel corso della vita. Attraverso l’ascolto empatico, il dialogo e la co-costruzione di significati, la psicoanalisi contemporanea non mira solo alla comprensione del profondo, ma anche alla trasformazione dell’esperienza del paziente, favorendo il benessere e una maggiore capacità di vivere relazioni più autentiche e soddisfacenti.
Sono laureata in psicologia clinica presso la Facoltà di Magistero di Padova e in pedagogia presso la Facoltà di Magistero di Torino. Specializzata in psicoterapia psicoanalitica presso l’IPP, Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica di Torino.
Sono iscritta all’Albo degli psicologi del Piemonte con il n. 169 ed all’elenco degli psicoterapeuti. Sono iscritta all'ICSAT( Italian Committee for the Study of Autogenic Therapy and Autogenic Training) come didatta e mi occupo anche del training autogeno clinico ed educativo. Sono Co-fondatrice del “Centro Bionomia” per lo studio e la diffusione del Training Autogeno Bionomico e della Psicoterapia Bionomica.
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22 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Ho iniziato da poco, avevo timore a incominciare, ma mi trovo molto bene...
Dr. Anna Ambiveri
Grazie
Mi sono trovato subito bene, compreso e ascoltato. Ringrazio
Dr. Anna Ambiveri
Ringrazio molto della condivisione.
Ho apprezzato Competenza,
professionalità ed empatia
Dr. Anna Ambiveri
Ti ringrazio molto Umberto per la tua condividione.
Molto accogliente, mi sono sentita a mio agio e ascoltata nonostante le mie difficoltà nel parlare di me.
Dr. Anna Ambiveri
Gentile N.N. la ringrazio della condivisione.
Dottoressa molto empatica, mi ha subito messo a mio agio,,ha ascoltato con molta attenzione .
Dr. Anna Ambiveri
La ringrazio Daniela per aver messo la sua esperienza a disposizione di tutti.
Cura, esperienza o meglio scoperta del proprio limite definirei il mio percorso di analisi con la D.ssa Ambiveri; Attraverso la parola (che potrei definire salvifica) la D.ssa Ambiveri mi ha aiutato e, alfine emancipato, dai sintomi e dai nodi del "mal di vivere" (per alcuni male oscuro). L'approdo ad una visione "oggettiva" della vita è possibile per ognuno, certo occorre incontrare l'analista preparata ed empatica. Io sono stato molto fortunato.
Dr. Anna Ambiveri
Buongiorno Domenico, la ringrazio di aver messo la sua esperienza a beneficio di tutti.
Super professionale e preparata. Grande attenzione per ogni problema. E soprattutto un ascolto terapeutico risolutivo.
Dr. Anna Ambiveri
Ti ringrazio per le tue parole
Io ho svolto e sto svolgendo sedute di training autogeno, una pratica molto utile per riuscire a combattere l'ansia e lo stress ma anche per rilassare il proprio corpo. Anna, la terapeuta, è molto disponibile è paziente nell'insegnamento della tecnica e ad ascoltare le esigenze del paziente. Molto consigliata in caso voleste provare il training autogeno come ho fatto io.
Dr. Anna Ambiveri
Ti ringrazio di aver messo la tua esperienza a disposizione di tutti
Dott.ssa molto valida, mi è stata di grande aiuto prima di fare un intervento al cuore con sedute di training autogeno. La consiglio oltre la professionalità per l'empatia, gentilezza e umanità.
Dr. Anna Ambiveri
La ringrazio delle sue parole
La dottoressa ti mette subito a tuo agio, non giudica, capisce le tue difficoltà e ti porta a prendere poco per volta consapevolezza di come sei. La ringrazio per il percorso di crescita personale che sto facendo con lei.
Dr. Anna Ambiveri
La ringrazio
ha risposto a 18 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, le scrivo perché nell'ultimo periodo, a causa di diverse cose che vedo o sento succeder
Buongiorno,
le scrivo perché nell'ultimo periodo, a causa di diverse cose che vedo o sento succedere intorno a me, la mia mente ha iniziato a rimuginare molto. Riflettendo sulla dinamica della violenza sulle donne, mi sono chiesta perché spesso non ci si riesca a difendere; pur sapendo che esistono risposte involontarie del corpo come il blocco o il freezing, mi sono sentita in colpa per aver fatto questi pensieri, quasi come se stessi dubitando o andando contro le donne, arrivando a giudicarmi severamente.
A seguito di questo, ho iniziato a provare una forte ansia e la paura che, avendo fatto questi pensieri o avendo scoperto quanto il corpo possa essere vulnerabile, possa succedermi qualcosa di brutto in futuro. Vorrei fare un percorso per capire come gestire questi pensieri intrusivi, il senso di colpa e questa paura generalizzata legata anche al periodo stressante che sto vivendo. Sarei felice di approfondire tutto questo con lei.
Cordiali saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso queste riflessioni e il disagio che sta vivendo.Quando siamo esposti a situazioni che ci colpiscono profondamente, soprattutto in un periodo di particolare stress, può capitare che la mente inizi a interrogarsi a lungo su temi dolorosi e complessi, nel tentativo di comprenderli e di trovare delle risposte. A volte, però, queste riflessioni finiscono per alimentare ansia, senso di colpa e timori che diventano difficili da gestire. Il fatto di essersi posta delle domande non significa necessariamente mettere in discussione la sofferenza di altre persone o assumere una posizione nei loro confronti. Mi sembra che, in questo momento, sia soprattutto il rapporto con i suoi stessi pensieri a provocarle sofferenza, insieme alla paura che ciò che ha scoperto sulla vulnerabilità del corpo possa tradursi in un pericolo per sé.Credo che possa essere utile dedicare uno spazio a questi vissuti, per comprendere meglio cosa alimenta l'ansia, come si intrecciano i pensieri intrusivi e il senso di colpa e come affrontare le paure che in questo periodo sembrano essersi amplificate.
Se i pensieri diventassero troppo intrusivi potrebbe esserle d’aiuto, se lo desidera, rivolgersi ad uno psicoterapeuta per un confronto.
Un cordiale saluto
Buongiorno, mi chiamo Cristina, ho 49 anni e sono figlia unica. Sono sposata e senza figli. Da 12 an
Buongiorno, mi chiamo Cristina, ho 49 anni e sono figlia unica. Sono sposata e senza figli. Da 12 anni vivo a 100 km dai miei genitori. Non ho un lavoro perché a cadenza quindicinale vado dai miei genitori anziani per almeno quattro o cinque giorni. Da anni però vivo un'angoscia che non mi lascia mai, perché ho il terrore nei confronti della malattia e della perdita dei miei genitori. Mia madre ha 79 anni e sta abbastanza bene. Mio padre ne ha 84, ha uno stent al cuore e un'endoprotesi all'aorta addominale. Purtroppo l'ultima visita medica ha riscontrato dei problemi alla protesi. A giorni avremo un ulteriore colloquio con degli specialisti per capire se si può intervenire chirurgicamente e con che rischi, oppure se non sia possibile. Non dormo più, non vivo più, la vita mi sembra senza senso, fatta solo di prove, di perdite e di dolore. Giro a vuoto. In apparenza faccio tutto come una persona normale, ma dentro mi sento risucchiare dentro un abisso di terrore, di angoscia, di buio. È tutto troppo pesante, non riesco a reggere. Non trovo appigli, sfoghi. Attualmente sto facendo Emdr con uno psicologo ma non vedo risultati. L'angoscia, i pensieri catastrofici, sono sempre con me, riempiono tutti i miei giorni. Inoltre mi sento in colpa perché non riesco ad essere di aiuto ai miei genitori. Non riesco ad essere forte per sostenerli, rassicurarli, dimostrare loro che sono in grado di cavarmela da sola. Quando sono con loro vorrei solo fuggire lontano, non vedere, non sapere. Piango di nascosto. E non riesco a nascondere il mio terrore, di fronte a ogni piccolo o grande malessere dei miei, che non mi fanno pesare, ma che, purtroppo, fa parte dell'invecchiamento, dell'età. Vorrei tanto essere forte, tornare quella che ero, ma non ci riesco. Non so più cosa fare. Non c'è nulla che mi dia anche un momentaneo sollievo, né l'Emdr, né la fede, né i video sulla meditazione e la mindfulness. La mia testa è un cavallo imbizzarito.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Cristina,
Quando il pensiero della malattia e della morte occupa la mente in modo costante, il rischio è che l’intera vita finisca per restringersi attorno all’angoscia anticipatoria. Non si soffre soltanto per ciò che accade realmente, ma anche, e continuamente, per ciò che potrebbe accadere. Questo stato di allerta permanente consuma molte energie psichiche ed emotive. Forse il punto non è che l’EMDR “non funzioni”, ma che il livello di attivazione emotiva in cui vive attualmente sia ancora troppo elevato perché il suo sistema interno riesca a sperimentare una reale sensazione di sicurezza. In alcune situazioni, oltre al lavoro psicoterapeutico sul trauma e sulle paure profonde, può essere necessario affiancare un aiuto più concreto nella gestione dell’ansia. Non come segno di debolezza, ma come forma di cura della sofferenza. Potrebbe essere utile parlarne apertamente con il suo psicologo, condividendo con lui esattamente ciò che ha scritto qui, così da valutare insieme se possa essere opportuno anche un supporto farmacologico. Un primo passo potrebbe essere non pretendere da se stessa un controllo impossibile sulla vita, sulla malattia e sulla morte dei suoi cari. Ciò potrebbe alleviarle la sofferenza e i sensi di colpa. Purtroppo nessun figlio può fermare il tempo, l’invecchiamento o la fragilità delle persone che ama. Possiamo però esserci, pur con i nostri limiti, le nostre paure e la nostra umanità. E questo, spesso, è già molto. La ringrazio della condivisione.
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