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Esperienze

"Non si tratta di eliminare il buio, ma di imparare a muoversi attraverso. Anche quando non possiamo controllare ciò che accade, possiamo imparare a orientarci. È in questo spazio che può emergere una forza silenziosa, capace di sostenere il cambiamento."

Ogni sintomo racconta una storia, ma non la esaurisce. Per questo ritengo che la sofferenza psicologica possa essere compresa solo all'interno dell'esperienza, delle relazioni e dell'unicità della persona. È così che il percorso terapeutico diventa spazio di ascolto condiviso, orientato a comprendere il significato del proprio malessere, volto a costruire nuove possibilità di cambiamento.

Lavoro secondo un orientamento cognitivo-neuropsicologico, integrando una prospettiva evidence-based con un'attenzione costante alla singolarità della persona. Credo che la strada da percorrere debba essere stabilita insieme, nel rispetto dei bisogni, delle risorse e dei tempi di ciascuno.

Dopo la laurea in Psicologia Clinica presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ho proseguito la mia formazione presso la Scuola Lombarda di Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica (SLOP), dove sono attualmente psicoterapeuta in formazione.

Nel corso della mia formazione ho approfondito diverse aree cliniche attraverso corsi e percorsi specifici, con particolare attenzione ai disturbi del comportamento alimentare, disturbi dell'umore, disturbo ossessivo-compulsivo, oltre alle tematiche relative alla sessualità, all'identità e all'espressione di genere e alla diversità. Il percorso formativo completo è consultabile nel Curriculum Vitae e la prestazioni specifiche sono consultabili direttamente nella piattaforma.

Mi rivolgo principalmente ad adolescenti, giovani adulti e adulti. Valuto inoltre percorsi con bambini a partire dagli 8-10 anni, sulla base della richiesta e delle specifiche necessità.

--> https://alessiabertolotti.it/

INFO IMPORTANTI

Primo colloquio clinico: 60 €
Proseguimento del percorso: 80 €

Il pagamento è richiesto prima della seduta, così da garantire una gestione sicura e regolare degli appuntamenti... qualora ci fossero problematiche, rimango disponibile per accordarsi in privato senza alcun problema. Una volta preso contatto, verranno fornite tutte le indicazioni  e i dati necessari.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia cognitiva neuropsicologica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia nutrizionale
  • Psicobiologia e neuroscienze cognitive
  • Neuropsicologia del benessere e salute mentale
  • Psicologia delle relazioni
  • Psicosessuologia
  • Difficoltà di adattamento
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Dott.ssa Alessia Bertolotti

L'intelligenza artificiale può comprendere la sofferenza umana?

Riflessioni tra neuroscienze, psicoterapia e identità personale
Dott.ssa Alessia Bertolotti
Psicologa Clinica | Psicoterapeuta in formazione

L'intelligenza artificiale sta progressivamente entrando nella pratica clinica, nella ricerca neuroscientifica e nei percorsi di riabilitazione neuropsicologica. Dall'analisi di grandi quantità di dati alla possibilità di individuare regolarità nei processi cognitivi e comportamentali, le prospettive applicative sono numerose e promettenti.
Tuttavia, ritengo che l'interrogativo più interessante non riguardi soltanto ciò che l'intelligenza artificiale è in grado di fare, ma che cosa significhi comprendere un essere umano all'interno di una relazione terapeutica, una distinzione che, nella prospettiva della Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica (PCN), assume particolare rilevanza.
Dall'elaborazione dei dati alla comprensione dell'esperienza
L'intelligenza artificiale può riconoscere configurazioni linguistiche, individuare correlazioni tra variabili cliniche e produrre risposte apparentemente empatiche. Ma riconoscere una regolarità non equivale necessariamente a comprendere il significato che un'esperienza assume nella vita di una persona.
Nella prospettiva fenomenologico-ermeneutica, alla quale si richiama il modello cognitivo- neuropsicologico di Davide Liccione, l'essere umano non può essere ridotto a un insieme di processi cognitivi o comportamenti osservabili.
L'esperienza è sempre esperienza di qualcuno: di un soggetto corporeo, storicamente situato, che incontra il mondo a partire da una propria prospettiva. Un medesimo sintomo può quindi assumere significati profondamente differenti a seconda della storia personale, delle modalità attraverso cui il soggetto si comprende e del contesto relazionale nel quale emerge.
È proprio qui che, a mio avviso, si colloca uno dei principali limiti epistemologici dell'intelligenza artificiale applicata alla psicoterapia: la possibilità di elaborare una narrazione non coincide con quella di accedere all'esperienza vissuta che quella narrazione esprime.
Cosa ci dice la ricerca?
La letteratura scientifica suggerisce che gli strumenti basati sull'intelligenza artificiale possano offrire benefici in alcuni ambiti della salute mentale.
Una revisione sistematica con metanalisi pubblicata su npj Digital Medicine (2023), comprendente 35 studi e 15 trial randomizzati nella sintesi quantitativa, ha rilevato effetti statisticamente significativi degli agenti conversazionali basati sull'IA sulla riduzione dei sintomi depressivi (Hedges' g = 0,64) e del distress psicologico (g = 0,70).
Non è stato invece osservato un miglioramento statisticamente significativo del benessere psicologico complessivo.

Questi risultati, pur incoraggianti, richiedono cautela: gli interventi analizzati erano eterogenei e rimangono interrogativi sulla stabilità degli effetti nel lungo periodo e sulla generalizzabilità dei risultati ai più recenti modelli generativi. Un'ulteriore revisione del 2025, dedicata all'alleanza terapeutica digitale, ha analizzato 28 studi, evidenziando come fiducia, collaborazione e percezione di empatia possano emergere anche nell'interazione con sistemi artificiali.
Tuttavia, ritengo importante distinguere la percezione di una risposta empatica dall'incontro intersoggettivo che caratterizza una relazione terapeutica umana.
Il rischio di confondere la narrazione con l'esperienza
Nella cornice della PCN, il racconto di sé non costituisce una semplice descrizione di eventi, ma rappresenta una modalità attraverso cui la persona articola e rende intelligibile la propria esperienza.
Richiamando la prospettiva narrativa di Paul Ricoeur, l'identità personale si configura attraverso una continua dialettica tra permanenza e trasformazione, tra ciò che riconosciamo come familiare e ciò che, nell'esperienza, può sorprenderci e cambiarci.
Un sistema artificiale può ricostruire la coerenza di un racconto, identificare temi ricorrenti e proporre interpretazioni plausibili...ma la coerenza narrativa, da sola, non garantisce la comprensione clinica.
Il rischio, a mio parere, è quello di privilegiare una spiegazione formalmente convincente senza interrogarsi sufficientemente sulle modalità attraverso cui il soggetto vive, sente e attribuisce significato a ciò che gli accade. Sì perché la sofferenza psicologica non è soltanto un'informazione da classificare, è un'esperienza che prende forma nel rapporto tra corporeità, storia personale e mondo.
Quale futuro per l'intelligenza artificiale in psicoterapia?
Non credo che la questione debba essere affrontata contrapponendo innovazione tecnologica e relazione umana.
L'intelligenza artificiale potrebbe rappresentare una risorsa significativa per la ricerca, il supporto alla valutazione clinica, la riabilitazione neuropsicologica e alcune attività di monitoraggio, purché gli strumenti siano validati per gli specifici contesti di utilizzo.
Occorre però mantenere una posizione critica rispetto ai limiti metodologici, alla protezione dei dati sensibili, ai possibili bias algoritmici e alla responsabilità delle decisioni cliniche, come sottolineato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (2024).
In questo scenario, considero fondamentale che lo psicologo non rinunci alla propria responsabilità interpretativa, trasformandosi in un semplice utilizzatore di indicazioni generate da un algoritmo.
L'IA può contribuire a riconoscere delle regolarità; il lavoro clinico richiede anche di comprendere il significato delle differenze.
Forse la sfida più interessante non sarà rendere l'intelligenza artificiale sempre più simile a un terapeuta, ma comprendere come utilizzarla senza perdere ciò che rende la psicoterapia un incontro tra due soggettività.

Perché, prima ancora di essere un insieme di sintomi, dati o narrazioni, ogni paziente è una persona che vive la propria esperienza in modo singolare. E questa singolarità deve continuare a rappresentare il punto di partenza di ogni autentica comprensione clinica.
Riferimenti bibliografici
1. Systematic review and meta-analysis of AI-based conversational agents for promoting mental health and well-being. (2023). npj Digital Medicine. https://doi.org/10.1038/s41746-023- 00979-5
2. Does the Digital Therapeutic Alliance Exist? Integrative Review. (2025). JMIR Mental Health, 12, e69294. https://doi.org/10.2196/69294
3. Exploring the Ethical Challenges of Conversational AI in Mental Health Care: Scoping Review. (2025). JMIR Mental Health. https://mental.jmir.org/2025/1/e60432/
4. World Health Organization. (2024). Ethics and governance of artificial intelligence for health: Guidance on large multi-modal models. WHO.
5. Ricoeur, P. (1990). Soi-même comme un autre. Éditions du Seuil. [Trad. it. Sé come un altro].
Nota: La riflessione teorica è ispirata alla cornice fenomenologico-ermeneutica della PCN di Davide Liccione. Il testo rappresenta una riflessione personale, avvenuta in seguito al convegno del 9 ottobre 2026 tenutosi al Mi.CAL (Milan Institute for Health Care and Advanced Learning), dal titolo “Nuovi strumenti di intelligenza artificiale in neuroscienze forensi, psicoterapia, ricerca neuroscientifica e riabilitazione psicologica”.

10/10/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico clinico

    Da 60 €

  • Orientamento scolastico

    Da 60 €

  • Supporto psicologico

    Da 60 €

  • Riabilitazione neuropsicologica

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  • Psicoeducazione alimentare

    Da 60 €

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18 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
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  • G

    Giuseppe

    Dottoressa molto cordiale e disponibile. La mia è stata una prima visita ed è stata molto empatica nell'ascolto e nel saper mettermi a mio agio. Consigliata

     • Studio Privato - Alessia Bertolotti • colloquio psicologico clinico  • 

  • G

    Giorgia Sarale

    Considero la dottoressa Bertolotti molto gentile e competente. Ho apprezzato la sua capacità di aiutarmi ad affrontare le difficoltà considerando altri punti di vista e ho apprezzato soprattutto la mancanza di giudizio nei miei confronti.

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    Dott.ssa Alessia Bertolotti

    Grazie di cuore, Giorgia, per queste parole. Sapere che il nostro incontro sia stato d'aiuto per affrontare le difficoltà da prospettive nuove. L'accogliere senza giudicare è per me uno degli aspetti più importanti.


  • G

    Giorgia Alecci

    Ho avuto occasione di confrontarmi con la Dott.ssa Bertolotti e ho notato dedizione e impegno per il suo lavoro, oltre che molta attenzione per le esigenze dei pazienti.
    Ho apprezzato inoltre il suo modo di fare gentile e premuroso, con lei viene naturale sentirsi a proprio agio.

     • Consulenza Online • Altro  • 

    Dott.ssa Alessia Bertolotti

    Grazie Giorgia per le tue parole. Mi fa piacere che siano emerse la dedizione e l’attenzione che cerco di portare ogni giorno nel mio lavoro. È sempre prezioso ricevere un riscontro così attento e sentito. Un caro saluto


  • R

    R.M.

    Conosco la Dott.ssa Bertolotti e posso confermare senza dubbi la sua straordinaria professionalità, preparazione ed empatia. Una persona seria, attenta ed eticamente ineccepibile. La consiglio con grande stima!

     • Altro • Altro  • 

    Dott.ssa Alessia Bertolotti

    Leggere un messaggio come questo mi fa davvero sorridere. Ci sono riconoscimenti che hanno un valore speciale perché raccontano non solo ciò che si fa, ma anche il modo in cui lo si fa. Grazie per questo pensiero così generoso: lo accolgo grande riconoscenza


  • E

    EE

    Conosco Alessia da anni, si è sempre dimostrata una persona con serietà e preparazione. Sa unire professionalità e solarità riuscendo a mettere a proprio agio le persone con cui si interfaccia. Molto brava!

     • Consulenza online •  • 

    Dott.ssa Alessia Bertolotti

    Eleonora… che gentile! Ti ringrazio per aver pensato di condividere, per me è molto importante trasmettere questo messaggio nell’approccio che propongo, è un piacere tu abbia avuto questa esperienza!


  • F

    Fz

    Conosco da tempo la dott.ssa, preparata, precisa e in grado di sollevare i giusti punti durante i confronti. Con i suoi studi di alto livello e la sua esperienza è in grado di offrire un supporto eccellente. Per questo ci tenevo a lasciare un feedback più che positivo.

     • Altro • Altro  • 

    Dott.ssa Alessia Bertolotti

    Federico, leggere queste righe mi ha fatto davvero piacere. Ti ringrazio per aver scelto di condividere pubblicamente la stima che nutri nei confronti del mio lavoro: è un gesto che apprezzo molto e che non considero affatto scontato.


  • J

    Jo

    Consiglio vivamente la dottoressa Bertolotti. È una professionista estremamente preparata, che si distingue per un approccio dinamico e mai scontato: ha la capacità di analizzare le situazioni da una varietà di punti di vista differenti, aiutando a focalizzare prospettive del tutto nuove. Oltre alla grande competenza clinica, emerge subito il suo carattere: è una persona tosta, determinata e pragmatica, che trasmette una grande forza. Questa grinta è però perfettamente bilanciata da un'empatia naturale e da una capacità di ascolto autentica, che fa sentire accolti e mai giudicati. Una guida di alto livello, seria e profondamente umana.

     • Altro • Altro  • 

    Dott.ssa Alessia Bertolotti

    Che dire… grazie. Per le parole, ma soprattutto per il tempo e la cura che hai dedicato a scriverle. Anche se il nostro percorso si è svolto a distanza, spero che tu abbia sentito comunque tutta la presenza possibile. Aver scelto di approfondire e raccontare la tua esperienza con questa attenzione è un gesto che per me conta davvero molto.


  • C

    Cinzia B.

    Ho avuto modo di conoscere la dott.ssa Bertolotti e apprezzarne la professionalita'. Attenta, competente e accogliente nell'ascolto.

     • Consulenza online •  • 

    Dott.ssa Alessia Bertolotti

    Gentile Cinzia, la ringrazio per aver condiviso fin da subito la sua esperienza e per quello che ha percepito, è ciò che cerco di offrire nel mio lavoro. Al prossimo incontro!


  • E

    EC

    Professionista che trasmette competenza, serietà e umanità. È evidente quanto tenga al proprio lavoro e alle persone. La consiglio senza esitazione.

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    Dott.ssa Alessia Bertolotti

    Ti ringrazio Enrico per la stima e per aver dedicato del tempo a lasciare questa recensione. Le tue parole mi fanno davvero piacere.


  • A

    A.P.

    La dott.ssa Alessia, ha la capacità innata di cogliere il punto fondamentale e arrivare al centro delle questioni, risvegliando la consapevolezza che manca per affrontare se stessi e portare un nuovo approccio nella vita di tutti i giorni. La ringrazio moltissimo per l’aiuto e l’ascolto dedicatomi.

     • Consulenza online •  • 

    Dott.ssa Alessia Bertolotti

    Grazie Andrea per aver condiviso la tua esperienza. Le tue parole mi fanno molto piacere, mi auguro di poter proseguire il percorso con fiducia e serenità.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 93 domande da parte di pazienti di MioDottore

La mia compagna ritiene inopportuno che io possa saltuariamente sentire telefonicamente la mia ex mo

La mia compagna ritiene inopportuno che io possa saltuariamente sentire telefonicamente la mia ex moglie condividendo informazioni della nostra vita. Secondo lei le comunicazioni si dovrebbero limitare a comunicazioni generiche o tecniche o che riguardano unicamente la figlia. Il fatto ad esempio che io informo la ex moglie che io e la mia compagna andremo 15 gg al mare, gli fa credere che io abbia ancora un attaccamento con la ex e un’invadenza inaccettabile. Io sento di averla lasciata andare da tempo, ma allo stesso tempo dopo 40 anni di vita trascorsa insieme mi sembra naturale mantenere un rapporto socievole e amichevole. Qual’è il giusto confine tra tutelare l’attuale relazione senza ad arrivare a trovarsi due estranei che non condividono più nulla con la ex moglie?
Grazie di cuore.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Alessia Bertolotti

Buongiorno, credo che in una situazione come questa sia difficile stabilire un confine “giusto” in senso assoluto. Dopo quarant’anni di vita condivisa e una figlia, è comprensibile che il rapporto con la sua ex moglie non possa essere assimilato a quello con una persona estranea. Allo stesso tempo, anche il disagio della sua attuale compagna merita di essere ascoltato, cercando di comprendere cosa rappresentino per lei questi contatti e quali timori attivino.

Più che decidere chi abbia ragione, potrebbe essere utile provare a costruire insieme dei confini che tutelino la relazione attuale senza richiederle di cancellare una parte significativa della sua storia. Raccontare occasionalmente aspetti della propria vita non implica necessariamente un attaccamento sentimentale ancora presente; molto dipende dal significato che quel rapporto ha oggi per lei e dalle modalità e dalla frequenza con cui viene mantenuto.

Se questo tema sta diventando motivo di conflitto ricorrente, potrebbe essere utile affrontarlo in uno spazio di coppia, proprio per comprendere i bisogni di entrambi senza trasformarli in divieti o rinunce.

Un caro saluto.


Salve,sono una donna di 40 anni. Ultimamente mi sta capitando,essendo che sono in un periodo di fort

Salve,sono una donna di 40 anni. Ultimamente mi sta capitando,essendo che sono in un periodo di forte stress, tremori al corpo e tachicardia. Non so se tutto questo è correlato,all'ansia, o al caldo. Ma mi sento sempre stanca e con dolori muscolari. Mi spavento molto quando sento questi tremori, è come se non mi sentissi tranquilla. Grazie

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Alessia Bertolotti

Buongiorno, i sintomi che descrive possono effettivamente comparire durante periodi di forte stress o ansia: quando il nostro organismo percepisce una situazione di allerta, possono manifestarsi tachicardia, tremori, tensione muscolare e una generale sensazione di non sentirsi tranquilli o al sicuro.

È però importante non attribuire automaticamente questi sintomi all’ansia. Soprattutto se sono comparsi recentemente, sono frequenti o particolarmente intensi, le consiglierei innanzitutto di parlarne con il suo medico, così da escludere eventuali cause organiche.

Parallelamente, potrebbe essere utile approfondire cosa sta accadendo in questo periodo della sua vita e quali situazioni sembrano precedere o intensificare questi episodi. Un percorso psicologico può aiutare non soltanto a gestire il sintomo, ma soprattutto a comprenderne il significato e ciò che sta contribuendo a mantenere questo stato di allerta.

Un caro saluto.


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