Esperienze
Sono una psicologa con esperienza nel supporto al processo di separazione-individuazione dell' adolescente, e sostegno alla genitorialità in madri e padri che affrontano la progressiva crescita ed emancipazione del proprio figlio adolescente.
In particolare, ho esperienza con le manifestazioni di disagio e sofferenza psicologica legati ai cambiamenti adolescenziali, sia nei figli che negli stessi genitori, e che hanno come centralità il corpo e le diverse forme di attacco allo stesso.
Il mio obiettivo d'intervento: il supporto alla costruzione di una nuova e sana rappresentazione del corpo, in armonia con il senso di identità della persona, lavorando prima sul senso di auto efficacia, e infine sul suo generale senso di autostima.
La scelta di prediligere un servizio on line mi permette di abbattere i costi, garantendo tariffe competitive e accessibili.
Tuttavia, quando richiesto, e con ragionevole preavviso, posso offrire consulenza e supporto psicologico a domicilio, sul territorio della Val d'Ayas, facilitando l'incontro con chi necessita di un ascolto empatico e non giudicante.
Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Crisi
- Autostima
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
50 € -
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Colloquio psicologico clinico
50 € -
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Consulenza psicologica
50 € -
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Orientamento scolastico
50 € -
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Prima Visita
50 € -
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Indirizzi (2)
Piazza Municipio 1, A domicilio, Brusson 11022
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ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, 2 figlie splendide, soddisfazione nel lavoro e nella vita di coppia, ma ho sempre avuto problemi con i miei genitori, soprattutto con mio padre, in passato ha sofferto di forti crisi depressive e dalla mia adolescenza in poi, con alti e bassi, ci sono sempre stati problemi. Dalla mancanza di empatia nei nostri confronti (prese di giro sul mio dolore per un ricovero di mia figlia appena nata), al seguire i problemi di salute di mia madre anche se lui era in pensione non faceva nulla ed io dovevo assentarmi dal lavoro, al dover seguire una piccola vicenda giudiziaria a suo carico quando avevo 19 anni, ad una separazione con mia madre proprio quando era nata mia figlia e lui è sparito per qualche mese....fino a qualche tempo fa dove per una bizza di 10 minuti di mia figlia di 3 anni (tra l'altro sotto cortisone perchè usciva da una polmonite) l'ha aggredita verbalmente urlandole contro di andare via etc...ho perso la pazienza e ho chiuso i rapporti, ma ovviamente non sono "sereno"
Buon giorno.
Leggendo quanto ha condiviso, il suo "non essere sereno" è più che comprensibile: da un lato ha posto dei netti confini con suo padre, per proteggere se stesso e coloro che lei ama dai suoi comportamenti e dalle conseguenze dannose degli stessi. E questo è già di per sé un atto molto faticoso da compiere, soprattutto quando questi confini vengono posti nei confronti di figure che abbiamo amato, e amiamo tuttora, in quanto genitori (con tutte le loro fragilità e i loro difetti).
Vorrei rassicurarla del fatto che la sua ambivalenza non equivale ad una contraddizione, anzi: ci vuole molta forza e consapevolezza per riconoscere il conflitto interiore legato all' allontanamento dalle persone a cui vogliamo bene, anche quando razionalmente riconosciamo quanto ci facciano stare male.
La sua appare una scelta consapevole e ponderata, ma inevitabilmente dolorosa. Ciò che è importante, però, è che i confini che lei intende proteggere con questa decisione, restino coerenti e stabili, anche nel caso di un riavvicinamento con suo padre, qualora ve ne fosse la possibilità, in futuro. Infatti, lei non ha allontanato suo padre in quanto tale, ma a causa di quei suoi comportamenti che reputa dannosi e dolorosi per lei e la sua famiglia. E' importante che questo sia chiaro ad entrambi, adesso come in futuro, perché solo attraverso dei confini definiti e coerenti è possibile ricostruire (sempre se lo vorrà) un rapporto genuino.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Dott.ssa A M Beavers
Sono mamma di due bambini: 1 anno e 6 anni. Ho un’azienda mia motivo per il quale con la seconda gravidanza sono rientrata a lavorare appena 1 settimana dopo aver partorito. Nel frattempo sono diventata assessore nel comune in cui risiedo e da un po’ di mesi siamo alle prese con la ristrutturazione di casa. Mio marito ha iniziato ad allenare una squadra di calcio quindi oltre ad essere fuori casa tutto il giorno manca anche 2 sere durante la settimana e la domenica dall’ora di pranzo a sera. Ultimamente mi sento molto in difficoltà, quasi sopraffatta da tutto quello a cui devo pensare, a quello che devo fare, i bisogni e gli impegni della mia figlia grande da combaciare con i bisogni del figlio piccolo. Spesso mi sento molto stanca e ultimamente ho delle crisi di pianto che fatico a controllare. Non ne voglio parlare con nessuno, sono vista dal 99.9% delle persone che mi conoscono come una donna fortissima che non ha bisogno di niente ma non so come uscire dal tunnel in cui sento che sto entrando.
Buon giorno,
leggendo quanto ha condiviso, vorrei prima di tutto complimentarmi con lei per la forza che ha avuto nel riconoscere a se stessa di sentirsi in un momento di difficoltà: infatti, a volte può succedere di identificarsi così tanto con ciò/quanto si fa, o con la rappresentazione che gli altri hanno di noi, da rischiare di soffocare i nostri bisogni più autentici.
In questa breve descrizione è riuscita a trasmettere in modo molto efficace questo vissuto di conflitto, così faticoso da gestire, tra il suo desiderio di aderire a quell'idea di "donna fortissima che non ha bisogno di niente", e il suo intimo bisogno di riconoscersi il diritto di sentirsi fragile qualche volta.
Infatti, spesso la fragilità è scambiata per debolezza ed evitata, dimenticando quanto invece rappresenti qualcosa di prezioso, che più che essere "nascosto", andrebbe invece riconosciuto, custodito e protetto (come forse fa già quello 0,1% a cui ha deciso di mostrarsi in modo autentico).
Se è arrivata fin qui, forse una parte di lei sta cercando di comunicarle bisogni che finora ha lasciato inascoltati. Provi invece da darle voce e porsi in ascolto, legittimando tutte quelle sfaccettature che la caratterizzano, senza limitare la sua persona all'interno di quel "tunnel" di perfezione entro le cui pareti non ci si può che sentire soffocati.
Potrebbe meravigliarsi di quanto di più potrebbe esserci da scoprire e apprezzare.
Cordialmente,
Dott.ssa A.M. Beavers
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