Sono un ragazzo di circa 20 anni con il DSA ad alto funzionamento. A volte non so che strada prender

Sono un ragazzo di circa 20 anni con il DSA ad alto funzionamento. A volte non so che strada prendere. Poi ultimamente ho avuto una dipendenza dai porno e sexting veramente brutta. Faccio fatica a scegliere la strada perfetta e anche quando oggettivamente sto andando bene, ho la sensazione che non sto facendo abbastanza. Cosa che in realtà non è solo una sensazione. A volte faccio fatica anche solo ad accendere il PC pe fare musica, sembra veramente uno sforzo enorme anche se oggettivamente non lo è. Faccio meno fatica ad andare in palestra 3 volte a settimana e a fare scuola guida. Anche stare tutto il giorno dentro casa quasi sempre è logorrante. Vorrei uscire molto più spesso ma calcolate che con mia madre (il genitore con cui vivo) ho un pessimo rapporto. E purtroppo per uscire servono quasi sempre soldi. Vorrei socializzare di più ma non ho amici in palestra, esco solo con un amico che per quanto ottimo, è un ragazzo autistico quindi ho tante difficoltà. Vorrei ad esempio imparare ad approcciare ragazze ma di sera non posso quasi mai, di giorno posso ma non ci sta quasi nessuno di giorno. Vorrei riempire la mia vita sentimentale e non vorrei deprimermi ogni volta che vedo una coppia che si sbaciucchia. Il problema è che per approcciare bisogna essere positivi ma io non lo sono quasi mai e quando sto con il mio amico, non riesco a concentrarmi. Altro problema è che se esco di casa non sono produttivo, se sono produttivo non esco di casa e comunque uscire di casa in posti in cui ci stanno solo anziani o adulti e raramente dei ragazzi, mi mette abbastanza tristezza. Di sera non posso uscire da solo perché non ci stanno i mezzi, e chiedere ogni volta ai genitori è una tortura. Potrei pure uscire solo per il semplice fatto di uscire, ma non incontrare miei coetanei mi mette tristezza.

51 risposte


Gentile utente, da quello che racconta emerge un periodo in cui si sente molto diviso tra il desiderio di costruire il suo futuro, essere produttivo, socializzare e vivere maggiormente la sua età. Allo stesso tempo, però, sembra esserci molta pressione verso se stesso: anche quando sta facendo cose concrete e importanti, come palestra e scuola guida, sente di non fare mai abbastanza. Questo può spiegare anche perché attività che le piacciono, come fare musica, a volte sembrino richiedere uno sforzo enorme. Anche la situazione familiare e le difficoltà pratiche negli spostamenti sembrano aumentare il senso di isolamento. È comprensibile desiderare maggiormente amici, esperienze e una vita sentimentale, soprattutto quando ci si confronta continuamente con altre persone e con le coppie che si vedono intorno. Credo però sia importante non trasformare questo desiderio in una misura del proprio valore: non essere ancora nella relazione che vorrebbe non significa essere indietro. Per quanto riguarda porno e sexting, sarebbe importante affrontare la questione senza giudizio, cercando di capire anche quali bisogni o emozioni portano a ricercarli, come solitudine, noia, stress o bisogno di gratificazione. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a mettere ordine in tutti questi aspetti: autostima, direzione personale, socialità, sessualità, rapporto con la famiglia e difficoltà nell'attivarsi. Le suggerirei quindi di valutare un percorso con uno psicologo, preferibilmente con esperienza con giovani adulti e DSA. Non è necessario risolvere tutto subito: si può partire da ciò che oggi pesa maggiormente e costruire gradualmente una vita più vicina a quella che desidera. Sono disponibile ad approfondire insieme la sua situazione e a capire da dove potrebbe essere più utile iniziare.

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Da quello che racconta, non sembra esserci un unico problema, ma diversi aspetti che si stanno alimentando a vicenda: isolamento, difficoltà a trovare una direzione, uso problematico di porno e sexting, fatica ad avviare attività che pure le interessano, confronto con le coppie, bisogno di socialità e una sensazione costante di non fare mai abbastanza. Quando tutto questo si accumula, anche accendere il PC per fare musica può sembrare molto più faticoso di quanto “dovrebbe” essere. Il punto non è trovare la strada perfetta né obbligarsi a essere positivo per poter conoscere qualcuno: sarebbe più utile capire cosa la blocca, cosa la svuota e quali contesti possono aiutarla a costruire una quotidianità più sostenibile. Visto il livello di fatica che descrive, credo che un supporto psicologico possa essere molto utile per lavorare in modo concreto su motivazione, isolamento, dipendenza da contenuti sessuali online, relazioni e organizzazione della vita quotidiana. Se vuole approfondire, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza ciò che sta vivendo. Mi sembra che ci siano diversi aspetti interconnessi, dalla difficoltà nella gestione della produttività e delle relazioni sociali alla ricerca di maggiore autonomia e alla problematica legata a pornografia e sexting. Sarebbe utile approfondire questi elementi insieme, individuando obiettivi concreti e sostenibili, senza la pressione di dover trovare subito “la strada perfetta”.


Da quello che racconti, mi sembra che tu stia mettendo molta pressione su te stesso: trovare la strada giusta, essere produttivo, socializzare, avere una vita sentimentale soddisfacente. Il rischio è che tutto diventi una sorta di “devo”, e questo può rendere ancora più difficile iniziare anche attività che in realtà ti piacerebbero. Il fatto che tu faccia fatica ad accendere il PC per fare musica, per esempio, non significa necessariamente che tu sia pigro o poco motivato. Sarebbe interessante capire cosa succede proprio nel momento in cui devi iniziare: noia, paura di non fare abbastanza bene, aspettative troppo alte, stanchezza, difficoltà a organizzarti? Anche rispetto a pornografia e sexting, più che concentrarsi soltanto sul “devo smettere”, sarebbe importante capire quale funzione hanno per te: cosa ti danno in quel momento e da quali emozioni o situazioni ti aiutano a prendere distanza. Sul piano sociale e sentimentale, capisco il desiderio di conoscere ragazze e avere più occasioni di uscire. Però forse può essere utile non mettere tutto il peso sulla necessità di trovare una relazione. Partire dal costruire una vita sociale un po’ più ricca, frequentando contesti in cui puoi incontrare persone della tua età e con interessi comuni, potrebbe rendere anche la dimensione sentimentale meno carica di aspettative. E soprattutto, a 20 anni non è necessario aver già trovato “la strada perfetta”. Puoi sperimentare, cambiare idea e capire progressivamente cosa funziona per te. Più che chiederti se stai facendo abbastanza, proverei a chiederti: “Qual è un piccolo passo realistico che posso fare questa settimana per stare un po’ meglio e avvicinarmi alla vita che vorrei?” Se questa sensazione di blocco, isolamento o insoddisfazione è molto frequente, potrebbe essere utile approfondirla in un percorso psicologico, anche per comprendere meglio cosa rende alcune situazioni così faticose per te.


Gentile utente, da quello che racconti, mi sembra che tu stia cercando di tenere insieme davvero tante cose: produttività, socialità, relazioni, musica, il desiderio di uscire di più e anche la difficoltà con porno e sexting. È comprensibile che tutto questo possa diventare pesante. Forse, più che cercare subito “la strada giusta”, potrebbe essere utile partire da piccoli passi e capire cosa ti aiuta davvero ad attivarti e cosa invece ti blocca. Anche il fatto che alcune attività, come palestra e scuola guida, ti risultino più semplici di altre potrebbe dirci qualcosa di importante. E sul desiderio di avere una relazione: è assolutamente legittimo, ma cercherei di non farlo diventare una misura del tuo valore. Avere una ragazza non significa essere “più avanti” nella vita. Mi sembra che ci siano diversi aspetti che meritano di essere approfonditi con calma, soprattutto quella sensazione di non fare mai abbastanza e la difficoltà a iniziare alcune attività. Potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo, in uno spazio in cui poter mettere un po' d'ordine senza dover risolvere tutto insieme.


Ciao. Mi dispiace per la situazione che stai vivendo. Da quello che scrivi sembra un po' un labirinto senza uscita, in cui ogni nuova possibile strada (conoscere ragazze, frequentare amici) ha dei limiti e non può essere percorsa, rimanendo così in una situazione di blocco. Credo che sia importante farti supportare da un professionista esperto in autismo e trovare insieme una strada da percorrere insieme.


Da quello che racconti, sembra che ci siano diversi aspetti che si alimentano a vicenda: difficoltà a scegliere, sentirti di non fare mai abbastanza, fatica ad avviare alcune attività e il desiderio di avere più relazioni e socialità. Non credo sia semplicemente una questione di volontà: sarebbe interessante capire insieme cosa rende alcune cose così faticose e costruire strategie concrete e sostenibili. Possiamo lavorare anche sul rapporto con pornografia/sexting, sull'autocritica e sulla tua vita sociale e sentimentale, senza pretendere cambiamenti tutto e subito. Se ti va, possiamo parlarne e capire insieme da dove partire.


Grazie per aver condiviso vissuti così complessi. Le difficoltà che descrive, senso di inadeguatezza, evitamento e isolamento, sono spesso alimentate da pensieri automatici svalutanti. In ottica cognitivo-comportamentale può aiutarla l'auto-monitoraggio dei pensieri, l'attivazione comportamentale programmando piccole uscite gratificanti settimanali e un percorso mirato sulla dipendenza. Le suggerisco di rivolgersi a uno psicoterapeuta CBT per un lavoro strutturato su questi obiettivi. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo


Gentile utente, da quello che racconta sembra che non ci sia un unico problema da risolvere, ma diversi bisogni che si influenzano tra loro: il desiderio di autonomia, di socialità e di una vita sentimentale, insieme alla pressione di dover scegliere sempre la strada “giusta” e alla difficoltà di attivarsi anche per attività che le interessano. Potrebbe essere utile, invece di aspettare di sentirsi motivato o positivo, costruire gradualmente occasioni concrete di uscita e relazione, anche piccole e non necessariamente finalizzate a conoscere una ragazza. La socialità, infatti, può diventare più naturale quando non viene vissuta ogni volta come una prova da superare. Anche il confronto con le coppie o con ciò che pensa di “dover” avere a vent'anni rischia di trasformare un desiderio legittimo in una misura del proprio valore. Il fatto che oggi alcune cose siano difficili non significa che debbano rimanere così. Per quanto riguarda pornografia e sexting, se sente di aver perso il controllo o che queste condotte interferiscano con la sua vita, potrebbe essere utile parlarne con un professionista, senza vergogna e senza giudizio, cercando di comprendere anche quale funzione abbiano per lei. Infine, forse più che trovare subito la strada perfetta, potrebbe aiutarla chiedersi: “Qual è il prossimo piccolo passo che rende la mia vita un po' più vicina a quella che desidero?”. A vent'anni è assolutamente possibile essere ancora in una fase di esplorazione. Un caro saluto.


Buongiorno, nel suo racconto ci sono molti aspetti diversi, ma mi sembra che siano attraversati da una richiesta molto esigente verso se stesso: trovare la strada “perfetta”, essere produttivo, fare musica, socializzare, conoscere ragazze e costruire una vita sentimentale, con la sensazione costante che quello che sta facendo non sia mai abbastanza. Partirei proprio dalla parola che utilizza: “perfetta”. A vent'anni non è necessario avere già individuato la propria strada definitiva. Cercare continuamente quella giusta può diventare paradossalmente qualcosa che immobilizza, perché ogni scelta viene confrontata con tutto ciò che si potrebbe fare diversamente o meglio. C'è poi un elemento concreto che mi sembra importante non trascurare. Lei non descrive soltanto una difficoltà personale: racconta anche limiti economici e di autonomia negli spostamenti che restringono realmente le sue possibilità. Dipendere dai genitori per uscire la sera, avere pochi mezzi a disposizione e vivere in un luogo nel quale incontra difficilmente coetanei sono condizioni che possono rendere più complicato costruire la vita sociale che desidera. Non tutto, quindi, deve essere letto come una sua incapacità. Allo stesso tempo, mi sembra interessante che riesca ad andare in palestra tre volte alla settimana e a frequentare la scuola guida, mentre a volte persino accendere il PC per fare musica le sembra uno sforzo enorme. Questo ci dice che non è semplicemente una questione di “non avere voglia”. Potrebbe essere utile comprendere che cosa facilita la sua attivazione in alcuni contesti e che cosa invece la blocca quando è solo a casa e deve organizzarsi autonomamente. Anche il desiderio di conoscere ragazze merita spazio, ma cercherei di non trasformarlo in un'altra prestazione da raggiungere. Prima ancora di imparare “come approcciare”, potrebbe essere importante ampliare, per quanto concretamente possibile, le occasioni di contatto con persone della sua età. Vedere una coppia e sentirsi triste può raccontare quanto desideri vicinanza e intimità, ma una relazione non dovrebbe diventare l'unica risposta alla solitudine che sta vivendo. Anche ciò che definisce una forte dipendenza da pornografia e sexting merita di essere esplorato senza giudizio: soprattutto per comprendere che funzione abbiano assunto questi comportamenti nei momenti di solitudine, noia, tensione o bisogno di contatto e quanto senta ancora di poterli scegliere e controllare. Per la quantità di aspetti che sta cercando di gestire contemporaneamente, credo che potrebbe esserle utile avere uno spazio psicologico nel quale mettere ordine e costruire obiettivi più piccoli e sostenibili. E aggiungo una cosa perché lei stesso accenna più volte alle difficoltà economiche: se il costo di un percorso privato rappresentasse un ostacolo, può informarsi presso i servizi pubblici della sua ASL/ASP di appartenenza o presso eventuali consultori e servizi territoriali dedicati ai giovani, per capire quali possibilità di sostegno psicologico siano disponibili nella sua zona. Chiedere un aiuto a vent'anni non significa ammettere di non essere capace di costruirsi una vita. Può significare, al contrario, avere qualcuno con cui capire da dove cominciare, distinguendo ciò che oggi dipende da lei, ciò che è condizionato dalla situazione concreta in cui vive e ciò che potrà diventare possibile conquistando progressivamente maggiore autonomia. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare


Capisco la frustrazione: sembra che tu stia cercando di trovare “la strada giusta” mentre, contemporaneamente, senti di non fare mai abbastanza. In una prospettiva cognitivo-costruttivista, potrebbe essere utile interrogarsi meno su quale sia la scelta perfetta e più su come costruire, gradualmente, una quotidianità che abbia significato per te. Anche la difficoltà ad avviare alcune attività non va letta semplicemente come mancanza di volontà: può essere importante comprenderne il significato e cosa rende alcune situazioni più accessibili di altre. Prova a non trasformare la vita sociale o sentimentale in un altro obiettivo da raggiungere a tutti i costi: il confronto con le coppie e l’idea di “dover” essere positivo possono aumentare ulteriormente la pressione. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti proprio a fare chiarezza su questi bisogni, sulle tue aspettative e sulle modalità più sostenibili per costruire una vita che senti davvero tua.


Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Nel suo racconto non leggo semplicemente una persona che “non fa abbastanza”. Mi sembra piuttosto che ci sia una vita che in questo momento offre poche occasioni per sentirsi coinvolto, soddisfatto e in contatto con gli altri, mentre contemporaneamente sente una forte pressione a trovare la strada giusta e a sfruttare al meglio il proprio tempo. Anche la difficoltà ad avviare alcune attività, come fare musica, non significa necessariamente che quelle attività non le interessino: quando siamo sotto pressione, demotivati o mentalmente affaticati, anche iniziare qualcosa che normalmente ci piace può richiedere uno sforzo enorme. Il porno e il sexting, inoltre, potrebbero meritare un'attenzione specifica, soprattutto se sono diventati un modo per cercare stimolazione, compagnia, sollievo dalla noia o dalle emozioni spiacevoli. Più che concentrarsi soltanto sul “smettere”, sarebbe utile capire quale funzione hanno assunto per lei. E forse anche il desiderio di avere una relazione e di conoscere ragazze va inserito in un quadro più ampio: non deve prima di


Buongiorno, comprendo il senso di frustrazione che descrive, soprattutto per la difficoltà a trovare un equilibrio tra produttività, socialità e desiderio di costruire una vita più soddisfacente. La sensazione di non fare abbastanza, insieme alla difficoltà ad avviare alcune attività e al ricorso frequente a pornografia e sexting, sembra inserirsi in un quadro di insoddisfazione più generale. Anche il contesto familiare e le limitate possibilità di uscire e incontrare coetanei sembrano rappresentare elementi rilevanti nel vissuto che descrive. Non è possibile però stabilire da queste informazioni quale sia il fattore principale alla base delle sue difficoltà. Considerata la presenza di diversi aspetti che stanno interferendo con il suo benessere quotidiano, potrebbe essere utile approfondirli all’interno di un percorso psicologico con un professionista. Cordialmente, Dott.ssa Elisa Fiora


Buongiorno, dal suo racconto emerge il desiderio di costruire una vita più soddisfacente, ma anche la sensazione che ogni strada presenti un ostacolo: vorrebbe dedicarsi alla musica, ma fatica a iniziare; vorrebbe uscire, ma non trova occasioni adatte; desidera conoscere ragazze, ma sente di non essere abbastanza positivo; vorrebbe diventare più autonomo, ma per il momento dipende ancora dai genitori per alcuni spostamenti. È comprensibile che, quando molti bisogni rimangono insoddisfatti contemporaneamente, anche attività apparentemente semplici possano iniziare a sembrare molto impegnative. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, mi soffermerei innanzitutto sulla ricerca della “strada perfetta” e sulla sensazione di non fare mai abbastanza. Potrebbe esserci una regola implicita che la porta a valutare ogni giornata in base a quanto è riuscito a realizzare. Se si dedica alla musica, sente di non aver socializzato; se esce, pensa di non essere stato produttivo; se va in palestra, potrebbe comunque concentrarsi su tutto ciò che ancora manca nella sua vita. In questo modo, qualunque scelta rischia di lasciarla insoddisfatto. Il problema non è necessariamente la mancanza di impegno. Sta già frequentando la palestra tre volte alla settimana, sta prendendo la patente e coltiva un interesse creativo come la musica. Sono attività concrete, che richiedono continuità. Tuttavia, sembra che faccia fatica a riconoscerne il valore perché le confronta continuamente con un’immagine di come dovrebbe essere la sua vita. Sarebbe utile chiedersi da dove provenga questa immagine e quanto spazio lasci ai suoi tempi, alle sue difficoltà e alle risorse che ha effettivamente a disposizione. Anche la fatica ad accendere il computer per fare musica merita attenzione. Quando un’attività che ci piace diventa associata all’idea di dover produrre qualcosa di valido, migliorare o recuperare il tempo perduto, iniziare può diventare molto più difficile. Potrebbe essere utile provare a ridimensionare l’obiettivo: non sedersi al computer per “fare musica” nel senso di dover necessariamente comporre qualcosa, ma semplicemente per dedicare dieci minuti a suonare, sperimentare un suono o riprendere un progetto senza l’obbligo di concluderlo. Lo scopo sarebbe recuperare un rapporto più spontaneo con questa passione, evitando che diventi un’altra occasione per giudicarsi. Sul piano sociale, invece, mi sembra importante distinguere due bisogni: uscire di casa e sentirsi in relazione con persone con cui condivide interessi ed esperienze. Lei ha già riconosciuto che uscire soltanto per camminare in luoghi dove non incontra coetanei non soddisfa pienamente ciò che sta cercando. Non avrebbe quindi molto senso suggerirle genericamente di “uscire di più”. Potrebbe essere più utile individuare contesti nei quali la presenza di ragazzi della sua età sia prevedibile e continuativa. Per esempio, iniziative musicali, attività gratuite organizzate sul territorio, eventi pomeridiani, biblioteche che ospitano incontri, associazioni culturali o gruppi legati alle sue passioni. Non necessariamente per conoscere subito una ragazza, ma per iniziare a costruire una rete sociale più ampia. La continuità può fare la differenza: frequentare più volte lo stesso ambiente permette alle persone di riconoscersi e conoscersi gradualmente, senza dover trasformare ogni uscita in un tentativo di approccio. Rispetto al suo amico, il fatto che sia autistico non permette, da solo, di comprendere quali difficoltà incontriate quando uscite insieme. Potrebbe essere utile distinguere gli aspetti della vostra amicizia che funzionano da quelli in cui avete esigenze differenti. Può apprezzare molto questa persona e, contemporaneamente, desiderare altre amicizie con cui condividere esperienze diverse. Non deve chiedere a un’unica relazione di soddisfare tutti i suoi bisogni sociali. Mi soffermerei anche sull’idea che, per conoscere ragazze, debba prima essere positivo. Se aspetta di sentirsi sempre sicuro, sereno e soddisfatto della propria vita, rischia di rimandare continuamente le occasioni di relazione. Non è necessario essere costantemente di buon umore per conoscere qualcuno. È più importante riuscire a essere presenti, curiosi e disponibili a uno scambio reciproco. Allo stesso tempo, sarebbe utile non attribuire a una possibile relazione sentimentale il compito di risolvere tutta l’insoddisfazione che prova oggi. Quando racconta di stare male vedendo altre coppie, potrebbe attivarsi un pensiero come: “loro hanno qualcosa che a me manca e che forse non riuscirò ad avere”. La sofferenza, in quel momento, non deriva soltanto dalla scena che osserva, ma anche dal confronto con ciò che desidera per se stesso. Comprendere questi pensieri potrebbe aiutarla a vivere il desiderio di una relazione senza trasformare ogni coppia incontrata nella dimostrazione di essere rimasto indietro. Anche la situazione familiare sembra avere un peso concreto. Vivere con un genitore con cui ha un rapporto difficile, dipendere economicamente dalla famiglia e avere poche possibilità di spostamento possono limitare molto la percezione di autonomia. In questo senso, la patente e la ricerca di un lavoro potrebbero rappresentare passaggi importanti, non perché risolveranno automaticamente ogni difficoltà, ma perché potrebbero ampliare gradualmente le possibilità di scelta. Per quanto riguarda pornografia e sexting, che descrive come problematici, sarebbe utile comprendere se oggi rappresentino anche un modo per cercare compagnia, gratificazione o sollievo nei momenti in cui si sente solo e insoddisfatto. Non per giudicare questi comportamenti, ma per capire quali bisogni stia cercando di soddisfare e se esistano modalità più coerenti con la vita che desidera costruire. Considerando la quantità di aspetti che oggi la fanno soffrire, potrebbe essere particolarmente utile iniziare un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Un lavoro di questo tipo potrebbe aiutarla a comprendere perché tenda a percepire ogni scelta come insufficiente, cosa renda così difficile iniziare alcune attività, quali pensieri alimentino il confronto con gli altri e come costruire obiettivi compatibili con le sue caratteristiche e possibilità attuali. Non si tratterebbe di riempire ogni ora della giornata o trasformarla in una persona diversa, ma di trovare un equilibrio nel quale produttività, interessi, autonomia e relazioni possano avere ciascuno il proprio spazio. Forse, in questo momento, la domanda più utile non è “come faccio a costruire subito la vita che vorrei?”, ma “quale piccolo cambiamento posso rendere stabile, senza svalutare tutto il resto che sto già facendo?”. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buondì, quindi ti senti di non essere capace come vorresti socialmente? In che modo, ti senti poco autentico, o diventi rigido o che altro? Ad ogni modo il mondo della socialità è spesso molto più complesso di quello che sembri. Ci sono sempre motivi ben specifici per cui non riusciamo a funzionare come vorremmo, o anche facciamo cose completamente contrarie. E può essere trovata una soluzione, ma deve essere una che emerga proprio dalla radice del problema. Insomma bisogna capire che funzioni sono attive e che tipo di percezioni hanno alla base. E poi si possono anche investigare e cambiare i comportamenti. Una cosa importante però è che comportamenti e "percezioni" o significati devono andare di pari passo. Perché i comportamenti devono emergere naturalmente dal tuo modo di vedere una situazione per essere spontanei, altrimenti sarebbero solo forzati ed emergerebbero come a metà. Se vuoi ne parliamo, e intanto buona fortuna!


Gentile utente, dal suo racconto emerge molta fatica, ma anche molte risorse che forse in questo momento sta vedendo poco. Mi colpisce che, nonostante le difficoltà, lei continui ad andare in palestra, stia seguendo la scuola guida, coltivi l'interesse per la musica e desideri costruire relazioni significative. Non sono segnali di passività o mancanza di volontà. Ho l'impressione che una parte della sua sofferenza nasca dal vivere molte esigenze importanti contemporaneamente: desidera essere produttivo, trovare la sua strada, avere una relazione sentimentale, ampliare la sua vita sociale, conquistare maggiore autonomia e allontanarsi da alcune abitudini che sente problematiche. È come se si stesse chiedendo di risolvere tutto insieme, e questo può rendere ogni passo molto più pesante. Mi sembra inoltre che lei tenda a valutarsi in base a ciò che non ha ancora raggiunto, piuttosto che riconoscere ciò che sta già costruendo. Quando vede una coppia o pensa ai coetanei, il rischio è che il confronto faccia passare in secondo piano i suoi progressi e alimenti la sensazione di essere indietro. Forse, in questa fase, l'obiettivo non dovrebbe essere trovare la "strada perfetta", ma iniziare a costruire una vita ricca piena e soddisfacente un passo alla volta, senza chiedersi continuamente se sia quella giusta. Le relazioni, la fiducia in sé e il senso di direzione raramente arrivano tutte insieme: spesso si sviluppano proprio mentre continuiamo a fare piccoli passi, anche quando non ci sentiamo particolarmente positivi o sicuri. Da ciò che scrive, non vedo tanto un ragazzo senza risorse, quanto un ragazzo che sta attraversando un momento di forte frustrazione e solitudine e che forse sta chiedendo troppo a se stesso, troppo in fretta. Con i miei migliori auguri, resto a disposizione. Dott.ssa Michelle Borrelli


Buongiorno, comprendo la frustrazione del non poter fare ciò che si desidera. Le consiglierei di fare un percorso psicologico per conoscere il suo funzionamento e scegliere poi la strada più adatta a sè in modo più consapevole. Se non dovesse avere la disponibilità economica per farlo privatamente, le ricordo che può rivolgersi al Consultorio o alla Casa di Comunità vicino a dove vive, fanno percorsi psicologici offerti dal Servizio Sanitario Nazionale. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli


Da quello che racconti, sembra che tu stia vivendo un momento in cui desideri molto cambiare e sentirti più coinvolto nella tua vita, ma allo stesso tempo molte delle cose che vorresti fare ti richiedono uno sforzo che in questo momento percepisci come enorme. E questo può diventare frustrante, soprattutto quando ti confronti con ciò che pensi di “dover” fare o con la vita degli altri. Anche il bisogno di avere relazioni, conoscere persone, sentirti più autonomo e costruire una dimensione sentimentale sono bisogni assolutamente comprensibili. Non credo però che tu debba necessariamente trovare subito “la strada perfetta”: potrebbe essere più utile capire insieme cosa ti sta bloccando e individuare piccoli passi concretamente sostenibili per te, senza pretendere da te stesso di cambiare tutto contemporaneamente. La difficoltà a iniziare alcune attività, la sensazione di essere poco produttivo, l’isolamento e il rapporto che descrivi con pornografia e sexting sono aspetti che meritano di essere ascoltati con attenzione, senza giudizio. Se senti che questa situazione ti pesa e che da solo fai fatica a uscirne, un percorso psicologico potrebbe essere uno spazio in cui lavorare proprio su questi aspetti, con gradualità e partendo dalla tua situazione concreta. Anche online, se per te fosse più semplice iniziare così.


Gentile utente, accolgo il suo sentire e la ringrazio per aver condiviso qui una parte così intima e significativa per lei. Mi pare di intendere che la produttività per lei è un grosso tema; cosa succederebbe se lei non lo fosse? Quanto spazio da al "non essere produttivi"? Inoltre, che significato da al conoscere nuova gente? Augurandole ogni bene, resto a disposizione, Dr.ssa Emilia Cota - Psicologa


Nel tuo racconto mi colpisce la distanza tra ciò che concretamente fai e la sensazione di non fare mai abbastanza. Vai in palestra, frequenti la scuola guida, hai interessi e desideri una vita sociale e sentimentale più ricca, ma continui a percepirti come fermo o inadeguato. Mi soffermerei anche sulla definizione con cui ti presenti: **“DSA ad alto funzionamento”**. Che significato ha per te? Ti aiuta a comprenderti oppure finisce per diventare un parametro con cui misurare continuamente quanto dovresti riuscire a fare? Anche la difficoltà ad avviare attività che desideri, come fare musica, meriterebbe di essere esplorata senza ridurla semplicemente a mancanza di volontà. Così come sarebbe interessante capire cosa succede quando esci, quando sei con il tuo amico o quando pensi alla possibilità di conoscere una ragazza. Forse partirei proprio da questi episodi concreti, invece di cercare subito una spiegazione generale. Da lì potrebbe emergere più chiaramente **come stai vivendo questo periodo e cosa stai cercando di costruire per te**. Anche pornografia e sexting possono essere affrontati nello stesso modo: non soltanto come qualcosa da eliminare, ma cercando di comprendere che posto hanno assunto oggi nella tua vita. Credo che, proprio per la quantità di aspetti che stai cercando di gestire in questo periodo, potrebbe essere utile iniziare un percorso psicologico. Non tanto per trovare subito una spiegazione a tutto, quanto per avere uno spazio in cui mettere a fuoco ciò che stai vivendo, capire cosa ti sta bloccando e lavorare concretamente sui cambiamenti che desideri. Buona fortuna!


Da quello che descrivi sembra che tu stia vivendo una fase in cui si intrecciano diversi aspetti: la difficoltà nel trovare una direzione, il bisogno di sentirti produttivo, la fatica ad avviare alcune attività, la solitudine e il desiderio di costruire una vita sociale e sentimentale più soddisfacente. È importante non leggere tutto questo semplicemente come una mancanza di volontà. Nel DSA ad alto funzionamento possono essere presenti difficoltà nelle funzioni esecutive, nella pianificazione, nell'avvio delle attività e nella gestione delle energie e delle motivazioni. Per questo un'attività che razionalmente sembra semplice, come accendere il PC e fare musica, può essere percepita come molto faticosa, mentre attività più strutturate e con un obiettivo esterno, come la palestra o la scuola guida, possono risultare più accessibili. Questo non significa necessariamente che tu sia pigro o che non ti impegni abbastanza. Anche il pensiero di dover trovare "la strada perfetta" può diventare un ostacolo: spesso non è necessario individuare subito la scelta ideale, ma sperimentare gradualmente diverse possibilità e verificare cosa funziona per te. Allo stesso modo, il fatto di ottenere dei risultati ma continuare a percepire di non fare abbastanza merita attenzione, perché può alimentare un circolo di insoddisfazione e pressione personale. Per quanto riguarda pornografia e sexting, se senti che il comportamento è diventato difficile da controllare, interferisce con la tua quotidianità o viene utilizzato soprattutto per gestire noia, solitudine, frustrazione o emozioni spiacevoli, può essere utile affrontarlo senza vergogna ma anche senza sottovalutarlo. L'obiettivo non è colpevolizzarti, bensì comprendere quali bisogni o situazioni lo alimentano e trovare modalità alternative di gestione. Sul piano sociale e sentimentale, è comprensibile desiderare maggiormente il contatto con i propri coetanei e soffrire quando ti confronti con le coppie che vedi intorno a te. Tuttavia, trasformare la ricerca di una relazione in una sorta di obiettivo da raggiungere a tutti i costi rischia di aumentare ulteriormente la pressione. Può essere più utile costruire progressivamente occasioni di socializzazione, anche attraverso attività che ti interessano e che permettano di incontrare persone della tua età con una certa continuità. L'approccio alle ragazze, inoltre, non richiede necessariamente di essere sempre "positivi" o perfettamente sicuri di sé: le competenze sociali si possono sviluppare gradualmente, anche tollerando un po' di imbarazzo o di insicurezza. Mi sembra quindi importante non concentrarti soltanto sulla domanda "come faccio a essere più produttivo o a trovare una ragazza?", ma anche chiederti come costruire una quotidianità più equilibrata, con spazi dedicati a interessi personali, movimento, relazioni, autonomia e riposo. Anche piccoli obiettivi concreti possono essere più sostenibili del tentativo di cambiare contemporaneamente tutti gli aspetti della tua vita. Considerata la presenza di più difficoltà che si influenzano reciprocamente, sarebbe consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, preferibilmente con esperienza nel DSA in età adulta e nelle problematiche legate ai comportamenti sessuali compulsivi, così da comprendere meglio ciò che sta accadendo e costruire insieme strategie personalizzate. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


Buona sera, mi sembra che stia cercando di risolvere tutto contemporaneamente: produttività, amicizie, ragazze, autonomia, pornografia. Questo può facilmente paralizzare. Proverei a sostituire la ricerca della “strada perfetta” con piccoli obiettivi concreti e sostenibili, uno alla volta. Se pornografia e sexting sono diventati difficili da controllare, parlarne con uno psicologo potrebbe forse aiutarla senza essere giudicante.


Gentile Utente, nel suo racconto sento molta voglia di costruirsi una vita più ricca: musica, palestra, patente, amicizie, ragazze, maggiore indipendenza. Ma insieme a questo sembra esserci una richiesta molto esigente verso se stesso: **trovare la strada “perfetta” e utilizzare bene ogni momento**. Così si crea una situazione difficile: se rimane a casa dovrebbe essere produttivo, ma stare sempre in casa la fa sentire isolato; se esce teme di perdere tempo perché non sta producendo; se incontra poche persone della sua età pensa che uscire non sia servito. In questo modo quasi nessuna esperienza riesce ad avere valore per ciò che è. Mi soffermerei proprio su quella frase: *“anche quando oggettivamente sto andando bene, sento di non fare abbastanza”*. Forse il problema non è soltanto **quanto sta facendo**, ma il criterio con cui valuta ciò che fa. Se l'asticella continua a spostarsi, sarà molto difficile avere la sensazione di essere sulla strada giusta. Anche la fatica ad accendere il computer per fare musica merita attenzione. Quando persino qualcosa che ci interessa viene vissuto come un compito da svolgere bene o come qualcosa che dovrebbe renderci “produttivi”, può perdere progressivamente la sua dimensione di piacere e diventare un'altra prestazione. Lo stesso vale per le relazioni. Prima di concentrarsi sull'imparare ad “approcciare ragazze”, proverei ad ampliare gradualmente le occasioni di stare con altre persone, senza pretendere che ogni uscita debba necessariamente produrre un'amicizia, una conoscenza sentimentale o un risultato. Una relazione nasce più facilmente dentro una vita nella quale esistono già spazi di esperienza e di incontro, piuttosto che diventando l'obiettivo che dovrebbe finalmente riempire ciò che oggi sente mancare. Anche l'uso eccessivo di pornografia e sexting potrebbe essere esplorato da questo punto di vista: **quale spazio occupa quando la vita reale le sembra vuota, difficile da raggiungere o poco gratificante?** Ridurre questi comportamenti può essere importante, ma contemporaneamente occorre costruire qualcosa che possa prendere il loro posto. La patente che sta conseguendo, ad esempio, non è affatto un elemento secondario: potrebbe rappresentare concretamente maggiore autonomia, possibilità di movimento e accesso a contesti che oggi le sono difficili da raggiungere. Forse, quindi, non ha bisogno di trovare immediatamente la strada perfetta. Potrebbe iniziare a costruire una vita sufficientemente sua, nella quale ci sia spazio per essere produttivo, ma anche per uscire senza uno scopo, coltivare qualcosa semplicemente perché le piace, incontrare persone senza doverle conquistare e concedersi di non trasformare ogni giornata in una verifica di quanto sta facendo bene. Se questa fatica, la scarsa motivazione e la sensazione di non riuscire quasi mai a stare bene persistono, valuterei anche un confronto con uno psicologo, per comprendere meglio cosa alimenta questa continua pressione verso se stesso. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa


Leggendo quello che scrivi, la prima cosa che mi viene da dirti è che forse stai cercando di risolvere contemporaneamente troppi problemi della tua vita: produttività, musica, scuola guida, palestra, socialità, ragazze, sessualità, rapporto con tua madre, soldi, possibilità di uscire, paura di sprecare tempo e soprattutto la sensazione costante di non stare facendo abbastanza. E quando tutte queste cose finiscono sullo stesso tavolo, anche accendere il PC per fare musica può diventare uno sforzo enorme. C'è però una cosa che secondo me dovresti osservare con molta attenzione: tu stesso dici che riesci ad andare in palestra tre volte alla settimana e a fare scuola guida. Questo significa che non sei semplicemente una persona che “non ha voglia di fare niente”. Ci sono attività che riesci ad avviare e mantenere e altre davanti alle quali ti blocchi. La domanda interessante, quindi, non è soltanto “come faccio a essere più produttivo?”, ma “che cosa succede dentro di me proprio quando devo iniziare qualcosa che per me conta?”. Perché la musica, probabilmente, non è semplicemente “un'attività”. È qualcosa attraverso cui vuoi esprimerti, costruire una parte della tua identità, forse anche dimostrare a te stesso che puoi diventare qualcuno. E quando un'attività assume questo peso, iniziarla può diventare molto più difficile di quanto sembri dall'esterno. Non devi soltanto premere il pulsante del PC: devi confrontarti con aspettative, possibilità, paura di non essere abbastanza bravo, paura di sprecare tempo e con quella frase che ritorna continuamente nel tuo racconto: “non sto facendo abbastanza”. E qui farei attenzione anche a un'altra cosa. Dici di voler trovare “la strada perfetta”. Ma a vent'anni una strada perfetta probabilmente non esiste. Esiste una direzione che provi, verifichi, modifichi e, eventualmente, abbandoni. Se ogni scelta deve essere quella giusta, definitiva e capace di garantirti che non stai sprecando la tua vita, è comprensibile che scegliere diventi estenuante. A volte il perfezionismo non produce più azione: produce immobilità. Anche sul tema delle ragazze sento una pressione enorme. Vorresti avere una vita sentimentale più piena, vuoi imparare ad approcciare, ti pesa vedere le coppie e ti dici che dovresti essere più positivo per poter conoscere qualcuno. Ma attenzione a non trasformare anche questo in un'altra prestazione: devo essere positivo, devo saper approcciare, devo uscire, devo conoscere ragazze, devo avere una vita sociale, devo smettere di stare in casa. A quel punto anche uscire diventa un compito da svolgere correttamente. E forse non hai bisogno, almeno non immediatamente, di diventare una persona completamente diversa. Hai bisogno di capire perché la tua vita oggi ti sembra così stretta rispetto a quella che desidereresti. Il DSA che citi è un elemento importante da considerare, ma non dovrebbe diventare una spiegazione totale di tutto ciò che ti succede. Allo stesso modo, quello che racconti sul porno e sul sexting merita attenzione, soprattutto se senti che il comportamento è diventato compulsivo e che non riesci più a gestirlo come vorresti. Ma anche lì eviterei di ridurti all'etichetta “ho una dipendenza”: sarebbe molto più utile capire che funzione sta svolgendo quel comportamento nella tua vita. Cosa succede prima? Solitudine? Noia? Frustrazione? Ansia? Bisogno di sentirti desiderato? Fuga da qualcosa? E soprattutto: cosa ti dà nell'immediato e cosa ti lascia dopo? Perché spesso il comportamento che ci fa stare peggio nel lungo periodo è proprio quello che, nel breve periodo, ci permette di non sentire qualcosa che in quel momento è difficile da tollerare. Mi colpisce poi moltissimo quello che scrivi sulla casa. Vuoi uscire, socializzare, incontrare persone della tua età, ma contemporaneamente hai limitazioni economiche, problemi con i trasporti, un rapporto difficile con tua madre e la necessità di dipendere dagli altri per uscire la sera. Quindi una parte della tua sofferenza non è semplicemente “nella tua testa”: ci sono anche condizioni concrete che restringono le tue possibilità. E riconoscerlo è importante, perché altrimenti rischi di trasformare ogni limite ambientale in una colpa personale: “non esco abbastanza”, “non socializzo”, “non sono produttivo”, “non ho una ragazza”. Non sei obbligato a considerare equivalente una giornata passata da solo in casa e una giornata passata in mezzo a persone con cui non hai nessuna possibilità di entrare in relazione. Se ciò che desideri è costruire una rete sociale, ha senso cercare contesti nei quali incontrare persone con interessi e fase di vita simili alla tua. Non devi uscire semplicemente per poter dire di essere uscito. E arriviamo forse al punto più importante. Tu dici: “Vorrei riempire la mia vita sentimentale”. Io proverei a sostituire per un momento quella frase con un'altra: “Vorrei costruire una vita che mi faccia sentire più vivo”. Le relazioni sentimentali possono certamente farne parte, ma se diventano la soluzione principale alla solitudine, alla noia, alla frustrazione e alla sensazione di non valere abbastanza, rischiano di caricarsi di un peso enorme. Una ragazza non dovrebbe diventare la prova che finalmente stai vivendo bene. Hai circa vent'anni. Non sei in ritardo. Non devi avere già trovato la strada, non devi avere già costruito una carriera, una cerchia sociale perfetta e una relazione. Però quello che racconti merita di essere preso sul serio, perché dietro il problema apparentemente pratico del “non riesco a uscire e non riesco a essere produttivo” potrebbe esserci una difficoltà più profonda nel trasformare ciò che desideri in azioni concrete senza sentirti continuamente inadeguato. È esattamente il genere di situazione in cui un percorso psicologico può diventare molto concreto: non per dirti semplicemente di “avere più disciplina”, ma per capire insieme quali sono i tuoi ostacoli reali, quali appartengono al contesto, quali al modo in cui funzioni e quali invece derivano da aspettative che ti stanno schiacciando. Si può lavorare sulla gestione delle abitudini sessuali problematiche, sull'autostima, sulla socialità, sul rapporto con la madre, sull'organizzazione quotidiana e soprattutto sulla capacità di scegliere una direzione senza pretendere di sapere già dove porterà. E ti lascio con una domanda che secondo me vale la pena portare con te: se per un momento smettessi di chiederti “come dovrebbe essere la mia vita a vent'anni?” e iniziassi a chiederti “che cosa renderebbe concretamente la mia vita un po' più mia?”, quale sarebbe la prima cosa che cambieresti? Se senti che questo è un tema sul quale vuoi lavorare seriamente, puoi contattarmi quando vuoi.


Buonasera, da ciò che racconta emergono diverse difficoltà che sembrano intrecciarsi: la sensazione di non fare mai abbastanza, la fatica ad iniziare alcune attività, il desiderio di uscire e socializzare di più, le difficoltà familiari e sentimentali e il rapporto problematico che descrive con pornografia e sexting. Non è possibile, da queste informazioni, stabilire cosa ci sia alla base di queste difficoltà, né sarebbe utile ridurle semplicemente a una questione di volontà o motivazione. Potrebbe essere importante comprendere meglio in quali situazioni si sente maggiormente bloccato e quali aspetti, invece, le permettono di essere più attivo, come sembra accadere con la palestra e la scuola guida. Un confronto con uno psicologo potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza e a individuare gradualmente obiettivi realistici, senza la pressione di dover trovare subito la “strada perfetta”. Un caro saluto


Buonasera, è comprensibile la sua tristezza e il suo desiderio di conoscere coetanei. Forse una strada potrebbe essere quella di cercare un gruppo, un'associazione che sia frequentata da giovani. Si potrebbe passare attarverso uno sport oppure un'attività artistica. Se vuole approfondire potremmo fare dei colloqui di consulenza, anche online. Saluti Dario Martelli

Dott. Dario Martelli

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Gentile utente grazie per aver condiviso la tua situazione. Ti proporrei di non leggere questo periodo come una tua incapacità di scegliere, ma come la difficoltà di costruire una direzione mentre senti di dover fare sempre di più. La ricerca della “strada perfetta” può diventare una fonte di blocco: potrebbe essere più utile sperimentare piccoli passi e vedere progressivamente cosa ti fa stare meglio. Anche la fatica ad avviare attività che ti piacciono, come fare musica, merita attenzione: non è necessariamente mancanza di volontà, soprattutto quando sei già sotto pressione. Per quanto riguarda pornografia e sexting, sarebbe importante comprendere quali emozioni o situazioni precedono il comportamento e che funzione svolge per te, evitando di affrontarlo soltanto attraverso il divieto. Sul piano sociale, prova a non porre come unico obiettivo quello di trovare una ragazza: costruire occasioni regolari di relazione può essere un obiettivo più concreto e meno frustrante. Potresti individuare attività accessibili economicamente e frequentate da persone della tua età, così da aumentare gradualmente le occasioni di incontro. Il confronto con le coppie che incontri può amplificare la sensazione di essere “indietro”, ma la loro presenza non dice nulla sul tuo valore o sui tuoi tempi personali. Anche il rapporto difficile con tua madre e i vincoli negli spostamenti sembrano incidere concretamente sulla tua autonomia, quindi non vanno considerati semplicemente come ostacoli da superare con la volontà. Ti suggerirei di lavorare su una routine equilibrata che preveda sia momenti di produttività sia uscite, senza pretendere di essere produttivo ogni volta che rimani a casa. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a comprendere meglio questi blocchi, lavorare sull'autostima e sulle relazioni e costruire, passo dopo passo, una vita più autonoma e coerente con ciò che desideri. Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto. Dott. Stefano Recchia


Gentile utente, quello che descrive non è un fallimento ma un forte senso di sovraccarico. Quando ci imponiamo di trovare la " strada perfetta"e pretendiamo di risolvere contemporaneamente relazioni, uscite, produttività ed abitudini, la mente va in blocco. Provo a semplificare in tre punti il percorso per riuscire a ripartire: 1) Non esiste la strada perfetta, quindi fare un piccolo passo, anche se imperfetto, vale più che rimanerte fermi e bloccati 2)Separare il dovere dal piacere:vada a scuola guida ed in palestra per il loro scopo ( patente, allenamento fisico),senza caricare ogni uscita dell'obbligo di socializzare e produrre 3)Puntare su ambienti condivisi a costo zero per socializzare: per conoscere coetanei senza spendere , valuti contesti strutturati e gratuiti come il volontariato, gruppi giovanili, eventi culturali o sportivi della sua zona Un cordiale saluto


Buongiorno, dal suo messaggio emerge che sta cercando di migliorare contemporaneamente molti aspetti della sua vita: essere più produttivo, fare musica, allenarsi, prendere la patente, uscire maggiormente, costruire amicizie, conoscere ragazze e, allo stesso tempo, gestire il rapporto con pornografia e sexting. È comprensibile che, mettendo insieme tutti questi obiettivi, possa avere la sensazione di non fare mai abbastanza. Mi ha colpito soprattutto quando scrive di cercare la "strada perfetta". A volte il tentativo di individuare la scelta migliore può diventare esso stesso fonte di blocco: ogni giornata viene valutata in base a quanto si è stati produttivi, ogni uscita in base alle persone incontrate e ogni risultato rispetto a ciò che ancora manca. In questo modo diventa difficile riconoscere anche ciò che si sta già costruendo. Frequentare regolarmente la palestra e la scuola guida, ad esempio, significa che in alcuni contesti riesce ad attivarsi e a mantenere degli impegni. Anche la difficoltà ad accendere il computer per dedicarsi alla musica meriterebbe di essere approfondita. Non necessariamente si tratta di "pigrizia": bisognerebbe comprendere cosa accade in quei momenti, quali pensieri compaiono e quanto incidano la solitudine, la motivazione, le aspettative verso sé stesso e il suo stato emotivo. Allo stesso modo, più che porsi come obiettivo immediato quello di imparare ad "approcciare le ragazze", potrebbe essere utile lavorare sulla costruzione di una vita sociale più soddisfacente nel suo complesso. Una relazione sentimentale può essere importante, ma difficilmente può diventare la soluzione alla sensazione di vuoto o di insoddisfazione che descrive. Infine, il rapporto con pornografia e sexting merita attenzione soprattutto se sente di perdere il controllo, se queste attività occupano molto tempo o interferiscono con il sonno, gli impegni, le relazioni o il suo benessere. Anche in questo caso non si tratta di giudicare il comportamento, ma di comprenderne la funzione e trovare modalità più equilibrate per gestirlo. Credo che un percorso psicologico possa aiutarla proprio a mettere ordine tra questi diversi aspetti, senza pretendere di cambiare tutto contemporaneamente, individuando obiettivi piccoli e realistici e lavorando anche sull'immagine che ha di sé e sulle relazioni. Se desidera, può contattarmi per fissare un primo colloquio: potremo approfondire la sua situazione e capire insieme da dove sia più utile iniziare.

Dott.ssa Giulia Ardita

Dott.ssa Giulia Ardita

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Ciao, da come parli di questa situazione è chiaro che per te sia stressante, frustrante e che ti metta tristezza. Aver bisogno di far coesistere vari aspetti della propria vita è qualcosa che ha ogni essere umano, ma proprio perchè è un bisogno così profondo, ogni persona ha una modalità diversa di interrogarsi ed agire. Quello che descrivi mi sembra quasi un loop che tende a ripetersi proprio perchè coesistono due bisogni che "non riescono a parlarsi", per cui riflettere sul come riuscire a far coesistere queste due metà ritengo che possa essere un buon punto di partenza.


Leggendo le sue parole, emerge con grande forza la fatica di trovarsi in una fase dell'esistenza in cui le aspettative, sia interne che esterne, sembrano schiaccianti. È assolutamente comprensibile e profondamente umano sentirsi smarriti quando si avverte il peso di dover scegliere la "strada perfetta". Spesso la nostra mente costruisce un'idea di come dovrebbero andare le cose talmente rigida e polarizzata da farci percepire ogni nostro sforzo come insufficiente, generando un senso di allarme e di inadeguatezza continuo. Questa sensazione di non fare mai abbastanza non è un difetto della sua volontà, ma piuttosto il modo in cui il suo sistema emotivo sta cercando di proteggerla dal timore di fallire o di non essere all'altezza, finendo però per esaurire le sue energie vitali. Non sorprende, in questo quadro di tensione costante, che compiti meno strutturati e più legati all'espressione personale, come accendere il computer per fare musica, le appaiano come ostacoli insormontabili. Le attività che richiedono di "mettersi in gioco" senza una guida esterna chiara comportano un dispendio cognitivo ed emotivo altissimo, specialmente quando si processano le informazioni in modo intenso. Al contrario, la palestra o la scuola guida offrono regole chiare, un inizio e una fine ben definiti e un ambiente prevedibile, permettendole di agire senza il peso dell'incertezza. In momenti di forte sovraccarico, di noia o di solitudine, è altrettanto naturale che la mente e il corpo cerchino strategie rapide per trovare sollievo, conforto o una simulazione di intimità. Inoltre, la convinzione di dover essere necessariamente "positivi" per potersi avvicinare a una ragazza o per socializzare rischia di trasformarsi in un ulteriore e insormontabile ostacolo. Le emozioni di tristezza, noia e frustrazione che prova sono risposte coerenti e legittime al contesto in cui vive attualmente. Cercare di sopprimerle per indossare una maschera di forzata socievolezza richiede uno sforzo che la allontana dal momento presente e le impedisce di concentrarsi autenticamente sull'altro, come le capita quando è con il suo amico.


Mi sembra importante innanzitutto restituire quanto possa essere faticoso trovarsi a gestire contemporaneamente così tanti aspetti: il rapporto con sua madre, la difficoltà a trovare un equilibrio tra produttività e uscire di casa, il desiderio di socializzare e costruire una vita sentimentale, oltre alla difficoltà che descrive rispetto a pornografia e sexting. È comprensibile che, messi tutti insieme, questi elementi possano generare frustrazione e la sensazione di non stare facendo abbastanza. Anche il fatto che alcune attività le risultino molto difficili da iniziare, pur sapendo razionalmente che non richiederebbero uno sforzo enorme, è un aspetto che potrebbe essere utile approfondire, senza leggerlo semplicemente come mancanza di volontà. Allo stesso modo, il confronto con le altre persone e con l'idea di dover trovare "la strada perfetta" può alimentare ulteriormente la sensazione di essere indietro o di non stare vivendo abbastanza. Sono comunque tutte tematiche sulle quali si può lavorare in un percorso psicologico: comprendere meglio cosa rende così difficile iniziare alcune attività, lavorare sul rapporto tra aspettative e senso di inadeguatezza, sulla socializzazione e sulle relazioni, oltre che sul comportamento legato a pornografia e sexting. Un percorso potrebbe aiutarla non necessariamente a trovare subito la "strada perfetta", ma a costruire gradualmente una vita che senta più sua, imparando anche a tollerare il fatto che non tutto possa essere risolto contemporaneamente. Se sente che queste difficoltà stanno incidendo significativamente sulla sua quotidianità, potrebbe quindi valutare di rivolgersi a uno psicologo. Esistono anche percorsi a costi più accessibili, ad esempio attraverso servizi territoriali, consultori o professionisti che prevedono tariffe agevolate, quindi vale la pena informarsi sulle possibilità presenti nella sua zona.


Buonasera, mi sembra che il problema non sia la mancanza di volontà, ma il fatto che stia cercando di tenere insieme troppe esigenze: produttività, socialità, relazioni, autonomia e il bisogno di sentirsi “abbastanza”. Il confronto con gli altri e la ricerca della strada perfetta rischiano di farle vivere ogni giornata come una prova da superare. Anche la difficoltà a iniziare attività che le piacciono può essere legata a questo sovraccarico, oltre che alle sue specifiche difficoltà. Non è necessario risolvere tutto contemporaneamente. Potrebbe essere utile costruire gradualmente una vita più ricca di occasioni sociali, senza legare il suo valore al fatto di avere una relazione o meno. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a lavorare sull’autostima, sulla gestione delle difficoltà legate al DSA e sulla dipendenza da porno e sexting, trovando strategie più adatte a lei.

Dott.ssa Chiara Parodi

Dott.ssa Chiara Parodi

psicologo

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Salve, la ringrazio per aver descritto con tanta precisione la situazione che sta vivendo. A circa 20 anni è comprensibile avere il desiderio di costruire una vita più ricca di esperienze, relazioni, amicizie e possibilità, ma dalle sue parole sembra che stia cercando di raggiungere contemporaneamente molti obiettivi e che questo finisca per trasformarsi in una forte sensazione di essere sempre in ritardo o di non fare mai abbastanza. Mi sembra significativo anche il contrasto che descrive tra attività che riesce a svolgere con relativa facilità, come la palestra e la scuola guida, e altre che invece richiedono uno sforzo enorme, come semplicemente accendere il computer e fare musica. Questo non significa necessariamente essere pigri o poco motivati. La difficoltà ad avviare un'attività può dipendere da molti fattori, tra cui il modo in cui è strutturata l'attività, il livello di interesse e di gratificazione immediata, la fatica mentale richiesta per iniziare e lo stato emotivo del momento. Potrebbe quindi essere utile smettere, almeno in parte, di giudicarsi sulla base della quantità di cose che riesce a fare e cercare di comprendere in quali condizioni alcune attività diventano più accessibili. Anche il desiderio di trovare “la strada perfetta” può diventare un ostacolo. A questa età è normale non avere ancora una direzione completamente definita e non è necessario individuare immediatamente la scelta che determinerà tutta la propria vita. Può essere più utile sperimentare, fare piccoli tentativi e osservare progressivamente ciò che le interessa e ciò che invece non fa per lei. Una scelta può essere modificata successivamente: non deve necessariamente essere quella definitiva. Per quanto riguarda pornografia e sexting, è importante affrontare il problema senza trasformarlo in un'ulteriore fonte di vergogna. Se sente che questi comportamenti sono diventati difficili da controllare, che occupano molto tempo, interferiscono con altre attività o vengono utilizzati sistematicamente per gestire noia, solitudine, ansia o frustrazione, può essere utile comprenderne la funzione. Cercare semplicemente di imporsi di “non farlo più” potrebbe non essere sufficiente se non vengono individuati anche i momenti e gli stati emotivi che precedono il comportamento. Un altro tema centrale sembra essere la solitudine. Lei non desidera semplicemente uscire di casa: desidera incontrare persone della sua età, creare amicizie, avere una vita sociale e sentimentale più ricca. È quindi comprensibile che uscire in un luogo dove sa già che difficilmente incontrerà suoi coetanei possa non darle la sensazione di stare realmente costruendo ciò che desidera. Allo stesso tempo, potrebbe essere utile ampliare gradualmente i contesti in cui può incontrare persone con interessi simili ai suoi, anziché concentrare gran parte dell'attenzione sull'approccio alle ragazze. La musica, la palestra, eventuali corsi, attività di gruppo, associazioni o iniziative legate ai suoi interessi potrebbero diventare occasioni per frequentare persone con maggiore continuità. La continuità è importante perché le relazioni raramente nascono da un singolo incontro: spesso si sviluppano attraverso incontri ripetuti, familiarità e piccole interazioni che diventano progressivamente più significative. Anche il desiderio di imparare ad approcciare le ragazze è comprensibile, ma forse sarebbe utile non trasformarlo in una sorta di prestazione da riuscire a superare. Se ogni uscita diventa un'occasione in cui deve necessariamente conoscere una ragazza, essere positivo, risultare interessante e possibilmente iniziare una relazione, è facile che l'esperienza diventi molto pesante. Potrebbe essere più utile costruire prima una vita sociale che non dipenda esclusivamente dal successo sentimentale. Paradossalmente, avere più occasioni di relazione e di socializzazione può rendere anche gli incontri sentimentali meno caricati di aspettative. Infine, mi sembra importante prendere sul serio ciò che dice riguardo al rapporto con sua madre, alla difficoltà di spostarsi la sera e alla sensazione di essere molto limitato dalle circostanze pratiche. Alcune delle difficoltà che descrive non dipendono semplicemente dalla sua volontà: se i mezzi pubblici sono insufficienti e per uscire la sera deve necessariamente chiedere ai genitori, è comprensibile che questo produca frustrazione. La scuola guida che sta frequentando potrebbe quindi rappresentare non soltanto un impegno pratico, ma anche un possibile passo verso una maggiore autonomia. Non credo che il suo obiettivo debba essere quello di riempire ogni momento della giornata per evitare di sentirsi indietro rispetto agli altri. Potrebbe essere più utile costruire gradualmente una settimana nella quale trovino spazio alcune attività che per lei sono importanti: scuola guida, palestra, musica, occasioni di socializzazione e momenti di riposo. Il fatto di vedere una coppia per strada e provare tristezza può essere umano e comprensibile; l'importante è evitare che quel confronto diventi la prova che la sua vita sia “sbagliata” o che lei sia destinato a rimanere solo. Se questa sensazione di fatica nell'iniziare le attività, il bisogno di stimolazione continua, la difficoltà a organizzarsi e il senso di inadeguatezza sono molto presenti nella sua quotidianità, potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo, anche per comprendere meglio come si intreccino con il DSA, con la sua storia personale e con le difficoltà relazionali che sta vivendo. Un percorso potrebbe aiutarla non tanto a trovare una “strada perfetta”, quanto a costruire una direzione che sia concretamente sua, procedendo per passi invece di pretendere di avere già tutte le risposte. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo Clinico Perugia


Capisco quanto possa essere frustrante desiderare di costruire una vita più ricca e sentirsi, allo stesso tempo, bloccato da tanti ostacoli: la difficoltà a scegliere, il rapporto con tua madre, la mancanza di occasioni di socializzazione e la sensazione di non fare mai abbastanza. Da quello che racconti, sembra che tu stia cercando di migliorare diversi aspetti della tua vita contemporaneamente, rischiando di trasformare ogni giornata in una verifica di quanto sei stato produttivo o di quanto ti sei avvicinato alla vita che desideri. Potrebbe essere utile chiederti: «Quanto tempo ed energie sto spendendo per cercare la strada perfetta, invece di costruire gradualmente quella che fa per me?» Non è necessario sentirti positivo o avere tutto sotto controllo per iniziare a fare qualcosa: puoi partire da piccoli passi concreti, senza pretendere che ogni uscita porti necessariamente a nuove amicizie o a un incontro sentimentale. Anche la difficoltà ad avviare la musica, pur desiderandola, merita di essere esplorata, così come il ricorso a pornografia e sexting: comprendere quando emergono e quale funzione svolgono può aiutarti a interrompere eventuali meccanismi che ti fanno stare peggio. Il desiderio di una relazione è legittimo, ma sarebbe importante che la tua autostima non dipendesse dal confronto con le coppie o dalla quantità di attenzioni che ricevi. L'obiettivo potrebbe essere iniziare a costruire una vita che ti soddisfi anche mentre la parte sentimentale rimane ancora da definire. Sono disponibile per un colloquio online, saluti.


Buonasera, ti direi innanzitutto di non leggere tutto questo come un tuo “fallimento”. A 20 anni non devi ancora aver trovato la strada perfetta, né avere già una vita piena sotto ogni aspetto. Mi sembra però che tu stia chiedendo molto a te stesso: essere produttivo, socializzare, fare musica, trovare una ragazza, uscire, migliorarti. E quando non riesci a fare tutto, senti di non fare abbastanza. Forse il lavoro non è trovare subito la strada giusta, ma capire che cosa desideri davvero, al di là di ciò che pensi di dover raggiungere. Anche il porno e il sexting possono diventare un modo per cercare una soddisfazione immediata quando ci si sente soli, annoiati o frustrati. Più che colpevolizzarti, sarebbe utile capire quale funzione hanno per te. E soprattutto, non aspettare di sentirti positivo per iniziare a vivere. A volte si esce, si incontra qualcuno, si fa un'attività proprio mentre non ci si sente particolarmente motivati. Piccoli passi, senza pretendere di cambiare tutta la tua vita contemporaneamente. Se questa fatica ad iniziare le attività, l'isolamento e il senso di inadeguatezza persistono, parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarti a capire cosa c'è dietro questa difficoltà e a costruire gradualmente una maggiore autonomia. Un caro saluto


Buongiorno, grazie per aver descritto con tanta chiarezza ciò che sta vivendo. Dal suo racconto non emerge mancanza di volontà: riesce a mantenere impegni come palestra e scuola guida, mentre si blocca soprattutto davanti ad attività poco strutturate, scelte percepite come decisive e situazioni sociali difficili da raggiungere. Un percorso psicologico potrebbe partire in modo molto pratico, senza pretendere di trovare subito la ‘strada perfetta’: ricostruire insieme le sue giornate, capire cosa alimenta il blocco e lavorare su obiettivi piccoli e verificabili. Affronteremmo anche pornografia e sexting senza giudizio, osservando frequenza, perdita di controllo, fattori scatenanti e conseguenze, per costruire alternative concrete. Potremmo inoltre lavorare sulle competenze relazionali: conoscere coetanei, manifestare interesse, leggere reciprocità e confini, gestire il rifiuto e creare occasioni compatibili con mezzi e disponibilità economiche. Se desidera, possiamo fissare un primo colloquio e partire da una settimana tipo, scegliendo insieme una sola priorità iniziale. La saluto cordialmente, Dott.ssa Longobardi Santina


Mi sembra che stia cercando di costruire la “vita giusta” su molti fronti contemporaneamente, e proprio questo potrebbe rendere ogni passo più pesante del necessario. Potrebbe chiedersi: “Quanto della mia insoddisfazione nasce da ciò che realmente mi manca e quanto dal confronto con la vita che penso dovrei avere?” e “Se smettessi di cercare la strada perfetta, quale piccola esperienza vorrei semplicemente provare?”. Anche la difficoltà ad avviare attività che desidera merita di essere compresa, senza ridurla a pigrizia o mancanza di volontà. Rimango a disposizione per poter approfondire adeguatamente in un contesto più adeguato.


Ciao, grazie per aver raccontato con tanta chiarezza quello che stai vivendo. Da quello che descrivi sembra che tu stia cercando di tenere insieme molte esigenze diverse: il desiderio di costruire il tuo futuro, essere produttivo, fare musica, socializzare, avere una vita sentimentale, sentirti più autonomo e, allo stesso tempo, liberarti da alcune abitudini che senti ormai come problematiche. È comprensibile che, tutte insieme, possano diventare faticose e generare la sensazione di non fare mai abbastanza. Non credo sia necessario trovare subito “la strada perfetta”. Potrebbe essere più utile capire quali sono le cose che oggi ti fanno stare meglio e quali invece ti bloccano, cercando gradualmente un equilibrio tra produttività, uscire di casa, relazioni e tempo per te. Anche la difficoltà ad iniziare attività che desideri, come fare musica, merita di essere compresa senza giudicarti come pigro o poco motivato. Anche rispetto alla pornografia, al sexting e al desiderio di avere una relazione, possiamo parlarne con tranquillità: non è necessario affrontare questi aspetti con vergogna, ma cercare di capire che funzione hanno per te e cosa accade emotivamente prima e dopo. Mi sembra inoltre importante che tu non faccia dipendere il tuo benessere esclusivamente dal fatto di avere una ragazza o dal riuscire ad approcciare qualcuno. Il desiderio di una relazione è assolutamente comprensibile, ma possiamo lavorare anche sulla costruzione di una vita che ti faccia sentire più soddisfatto e connesso agli altri, così che le relazioni possano diventare una possibilità e non una misura del tuo valore. Se senti che questi pensieri e queste difficoltà stanno occupando molto spazio, possiamo approfondirli insieme in un colloquio e provare a individuare dei passi concreti, realistici e soprattutto sostenibili per te. Un caro saluto dott.ssa serena canova


Buonasera. Dal suo racconto emerge un grandissimo desiderio di esperienze, ma allo stesso tempo si percepiscono blocchi rigidi. Dalle sue parole si percepisce una voce interiore molto forte che le chiede di “dare di più” e questo rischia di far percepire al cervello che ogni azione sia una prova difficilissima da affrontare. Spesso per difendersi dalla paura di non riuscire a “dare di più”, la mente reagisce bloccandosi o rifugiandosi in condotte che danno un sollievo immediato ma illusorio che lasciano un profondo senso di vuoto (come cita il sexting e i porno). Da non sottovalutare gli elementi positivi che fanno già parte di lei: frequentare palestre, studiare per prendere la patente e coltivare la sua passione per la musica. Sono traguardi importanti e soprattutto concreti, che dimostrano una capacità di impegno reale e che sono risorse. Per ridimensionare la sensazione di stallo in cui sembra trovarsi potrebbe provare a darsi il permesso di fare le cose “abbastanza bene” e non per forza in modo “perfetto” (per esempio accendere il pc per fare musica e lavorare qualche minuto senza l’ansia di dover produrre un capolavoro). Anche per quanto riguarda le uscite: si può provare ad allontanarsi dall’idea rigida che quando si esce bisogna essere produttivi, si può uscire anche solo per una breve passeggiata rigenerante. Il bisogno di contatto e socializzazione è un bisogno sano e legittimo. Gli spazi che già conosce possono diventare ambienti in cui gradualmente allena la socializzazione senza l’ansia di un’aspettativa sentimentale. Il rapporto conflittuale a casa e queste altre dinamiche potrebbero aver bisogno di uno spazio protetto in cui elaborare le emozioni, rafforzare l’autostima e costruire obiettivi graduali per la sua indipendenza. Dott.ssa Ilaria Pennacchi


Salve, da quello che racconta sembra che stia vivendo un periodo in cui ha molti desideri e obiettivi ma anche parecchia fatica nel capire come organizzarli e quale direzione prendere. Mi ha colpito il riferimento alla musica: dice che a volte persino accendere il PC per dedicarsi a qualcosa che le interessa le costa molto. Potrebbe essere utile capire meglio in quali momenti succede e che cosa prova in quelle situazioni, senza dare per scontato che si tratti semplicemente di pigrizia o mancanza di volontà. Anche il desiderio di socializzare di più, le difficoltà nelle relazioni e il rapporto con pornografia e sexting possono essere esplorati con calma e senza giudizio. Più che cercare subito “la strada perfetta”, forse può essere utile partire da un aspetto alla volta e capire cosa oggi le pesa maggiormente.


E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo


leggendo quello che racconti mi arriva soprattutto una grande fatica nel sentire che ciò che fai sia mai abbastanza. Eppure alcune cose le stai già portando avanti con costanza, come la palestra e la scuola guida: partirei anche dal riconoscere queste risorse, invece di misurarti continuamente rispetto a ciò che ancora manca. Mi colpisce inoltre la ricerca della “strada perfetta”: quando sentiamo di dover fare la scelta migliore, essere produttivi, socializzare, conoscere ragazze e contemporaneamente migliorare noi stessi, anche iniziare qualcosa che ci piace può diventare enormemente faticoso. Non credo tu debba risolvere tutto insieme. Potrebbe esserti utile un percorso psicologico per lavorare sia sul rapporto molto esigente che sembri avere con te stesso, sia sulla sessualità e sull’uso di pornografia/sexting che descrivi come problematico, oltre che sulle difficoltà relazionali e familiari. L’obiettivo non dovrebbe essere diventare abbastanza “positivo” da riuscire ad approcciare le ragazze, ma costruire gradualmente una quotidianità più soddisfacente e delle relazioni nelle quali tu possa sentirti maggiormente a tuo agio. Da lì anche la dimensione sentimentale può trovare più spazio.

Dott.ssa Vanessa Giachetto

Dott.ssa Vanessa Giachetto

psicologo

San Donà di Piave

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C'è una differenza fra non riuscire a fare una cosa e non riuscire a cominciarla. Palestra tre volte a settimana, scuola guida: quello che ha un orario, un posto e qualcuno che l'aspetta regge. Si blocca ciò che dipende solo da lei, come accendere il PC per fare musica. Lo scrive anche: «anche quando oggettivamente sto andando bene, ho la sensazione che non sto facendo abbastanza.» Questo ha un senso, e non si risolve riuscendo di più. Finché la misura di quanto vale resta il rendimento, ogni risultato sposta l'asticella e nessuno basta. Qui la questione tocca l'autostima prima ancora delle difficoltà relazionali di cui parla. Una cosa su cui fermarsi: quella frase, «non sto facendo abbastanza», è sua, o è la voce di qualcuno che ha sentito ripetere in casa? A questa distanza non posso dire di più con serietà. Se vuole parlarne, sul mio profilo trova un primo colloquio conoscitivo di 20 minuti, gratuito, che si prenota direttamente in agenda. Ricevo online. Dott.ssa Alessia Cipriano, psicologa clinica


Ciao! Grazie per la tua condivisione! Da quello che scrivi, sembra che ci siano tanti aspetti che si alimentano a vicenda: il desiderio di essere più produttivo, di uscire, conoscere persone e vivere maggiormente la sua età, insieme alla sensazione di non riuscire mai a fare abbastanza. Potrebbe essere utile andare per obiettivi, partendo da alcuni piccoli e sostenibili per poi alzare un pò di più l'asticella, soprattutto nelle attività che oggi ti richiedono molta fatica. Anche il bisogno di socializzare e costruire una vita sentimentale merita attenzione, senza però trasformarlo in un ulteriore motivo per sentirsi inadeguato quando non accade. Visti i molto aspetti che porti qui e il disagio che stai vivendo, potrebbe essere utile, se te la sentirai, di approfondirli all'interno di un percorso psicologico, anche per capire meglio cosa si trova alla base di questo senso di blocco e come costruire gradualmente una quotidianità più soddisfacente. Un caro saluto, Dott.ssa Frisina

Dott.ssa Martina Frisina

Dott.ssa Martina Frisina

psicologo

Cassina de' Pecchi

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Ciao, grazie per la fiducia! Nessuna strada è perfetta e, forse, va benissimo così. Perché? Perché il nostro compito nella vita è trovare la strada più adatta a noi, che valorizzi le nostre caratteristiche e la nostra unicità, non quella perfetta. Se lo desideri, in studio oppure online, posso accompagnarti in questo percorso. Un caro saluto


Salve, dalle sue parole emerge il desiderio di costruire una vita più ricca di esperienze, relazioni e soddisfazioni, ma anche la fatica di sentirsi sempre in ritardo rispetto a ciò che vorrebbe realizzare. Sembra quasi che ogni scelta comporti una rinuncia: se resta a casa si sente isolato, se esce teme di non essere produttivo. Questa pressione rischia di rendere faticose anche attività che potrebbero darle piacere. Vorrei sottolineare che non deve trovare subito la strada perfetta né riuscire a migliorare ogni aspetto della sua vita contemporaneamente. Potrebbe essere utile individuare piccoli obiettivi realistici, alternando attività personali e occasioni di socializzazione, magari attraverso corsi, gruppi o iniziative accessibili economicamente che le permettano di incontrare coetanei con interessi simili. Anche la difficoltà ad avviare attività che le piacciono e il rapporto con sua madre meritano attenzione. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere cosa la blocca e a costruire maggiore autonomia, senza trasformare ogni giornata in una prova della sua produttività o del suo valore. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.


Salve, da ciò che racconta sembra che stia attraversando un periodo in cui desidera cambiare molte cose della sua vita e, allo stesso tempo, sente molta fatica e pressione nel riuscirci. È comprensibile che cercare continuamente la “strada perfetta” possa diventare frustrante e farle percepire come insufficiente anche ciò che già riesce a fare. Considerate anche le difficoltà che descrive rispetto alla sessualità, alla socializzazione e alla situazione familiare, potrebbe esserle utile parlarne con un professionista, per affrontare un aspetto alla volta e individuare obiettivi concreti e sostenibili, senza pretendere di risolvere tutto insieme. Un caro saluto.


Buongiorno, da quello che racconta, mi sembra che lei abbia diversi desideri e interessi, ma faccia fatica a trovare un equilibrio tra il bisogno di sentirsi produttivo, quello di costruire relazioni e quello di vivere esperienze che le diano soddisfazione. Quando si cerca di migliorare tanti aspetti della propria vita contemporaneamente, si rischia di percepire come insufficiente anche ciò che si sta già facendo. Credo che potrebbe esserle utile partire non dalla ricerca della strada perfetta, ma dalla costruzione graduale di una quotidianità che le permetta di coltivare sia i suoi interessi sia la vita sociale. In particolare, sarebbe importante individuare obiettivi realistici, compatibili con i vincoli che descrive, e capire come superare quella sensazione di fatica che a volte le impedisce di dedicarsi anche ad attività che le piacciono. In un percorso psicologico si potrebbe lavorare anche sulla difficoltà a riconoscere i propri progressi, sulla gestione della pornografia e del sexting, qualora siano diventati comportamenti difficili da controllare, e sulle aspettative legate alla vita sentimentale. Imparare a tollerare la frustrazione di non avere ancora la vita che desidera, senza viverla come una prova del proprio fallimento, potrebbe aiutarla a muoversi con maggiore serenità. Le suggerirei di valutare un percorso con uno psicologo che abbia esperienza con giovani adulti e DSA, così da individuare strategie concrete e adatte al suo funzionamento. Non è necessario risolvere tutto insieme: si può cominciare da un aspetto alla volta, costruendo gradualmente una vita più vicina a quella che desidera. Un cordiale saluto.


Salve ho letto le sue parole e sarebbe importante capire quanto la strada "perfetta" possa star pesando sia come aspettativa da sé stesso sia come insoddisfazione per quello che fa già. Provi a valutare di investire maggiormente in un supporto psicologico che possa aiutarla a comprendere i suoi obiettivi, i suoi punti di forza e debolezza così come rafforzare le capacità sociali e relazionali che potrebbero rappresentare un punto chiave da ciò che lei espone. In ogni modo il percorso può essere fatto per step e per micro obiettivi, evitando un sovraccarico da "tutto e subito" ed un fallimento delle proprie ed altrui aspettative. Spero di averle dato spunti utili di riflessione.

Dott.ssa Ilaria Visone

Dott.ssa Ilaria Visone

psicologo

Pomigliano d'Arco

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Buongiorno, dal suo racconto emerge il bisogno di costruire una vita più ricca di relazioni, insieme alla pressione di dover scegliere sempre la strada perfetta. Andare in palestra e frequentare la scuola guida sono già impegni concreti: la fatica ad avviare altre attività merita di essere compresa, non liquidata come pigrizia. Sul porno e sul sexting, da un messaggio non si può confermare una dipendenza: è importante capire se sente di perdere il controllo, quanto tempo occupano e quali conseguenze hanno su sonno, studio, interessi e relazioni. Può essere utile osservare in quali momenti vi ricorre e che cosa sta provando, senza colpevolizzarsi. Se questa difficoltà continua o ritorna, ne parli con un professionista competente in sessuologia e attento alle sue specifiche esigenze. Per socializzare non occorre essere sempre positivi né partire dall’approccio alle ragazze: un’attività condivisa e regolare, anche gratuita e legata alla musica, può permettere conoscenze più graduali. Non deve risolvere insieme produttività, autonomia e vita sentimentale: scelga un primo passo realistico.

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