Sono un ragazzo di circa 20 anni con il DSA ad alto funzionamento. A volte non so che strada prender

Sono un ragazzo di circa 20 anni con il DSA ad alto funzionamento. A volte non so che strada prendere. Poi ultimamente ho avuto una dipendenza dai porno e sexting veramente brutta. Faccio fatica a scegliere la strada perfetta e anche quando oggettivamente sto andando bene, ho la sensazione che non sto facendo abbastanza. Cosa che in realtà non è solo una sensazione. A volte faccio fatica anche solo ad accendere il PC pe fare musica, sembra veramente uno sforzo enorme anche se oggettivamente non lo è. Faccio meno fatica ad andare in palestra 3 volte a settimana e a fare scuola guida. Anche stare tutto il giorno dentro casa quasi sempre è logorrante. Vorrei uscire molto più spesso ma calcolate che con mia madre (il genitore con cui vivo) ho un pessimo rapporto. E purtroppo per uscire servono quasi sempre soldi. Vorrei socializzare di più ma non ho amici in palestra, esco solo con un amico che per quanto ottimo, è un ragazzo autistico quindi ho tante difficoltà. Vorrei ad esempio imparare ad approcciare ragazze ma di sera non posso quasi mai, di giorno posso ma non ci sta quasi nessuno di giorno. Vorrei riempire la mia vita sentimentale e non vorrei deprimermi ogni volta che vedo una coppia che si sbaciucchia. Il problema è che per approcciare bisogna essere positivi ma io non lo sono quasi mai e quando sto con il mio amico, non riesco a concentrarmi. Altro problema è che se esco di casa non sono produttivo, se sono produttivo non esco di casa e comunque uscire di casa in posti in cui ci stanno solo anziani o adulti e raramente dei ragazzi, mi mette abbastanza tristezza. Di sera non posso uscire da solo perché non ci stanno i mezzi, e chiedere ogni volta ai genitori è una tortura. Potrei pure uscire solo per il semplice fatto di uscire, ma non incontrare miei coetanei mi mette tristezza.

2 risposte


Gentile utente, da quello che racconta emerge un periodo in cui si sente molto diviso tra il desiderio di costruire il suo futuro, essere produttivo, socializzare e vivere maggiormente la sua età. Allo stesso tempo, però, sembra esserci molta pressione verso se stesso: anche quando sta facendo cose concrete e importanti, come palestra e scuola guida, sente di non fare mai abbastanza. Questo può spiegare anche perché attività che le piacciono, come fare musica, a volte sembrino richiedere uno sforzo enorme. Anche la situazione familiare e le difficoltà pratiche negli spostamenti sembrano aumentare il senso di isolamento. È comprensibile desiderare maggiormente amici, esperienze e una vita sentimentale, soprattutto quando ci si confronta continuamente con altre persone e con le coppie che si vedono intorno. Credo però sia importante non trasformare questo desiderio in una misura del proprio valore: non essere ancora nella relazione che vorrebbe non significa essere indietro. Per quanto riguarda porno e sexting, sarebbe importante affrontare la questione senza giudizio, cercando di capire anche quali bisogni o emozioni portano a ricercarli, come solitudine, noia, stress o bisogno di gratificazione. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a mettere ordine in tutti questi aspetti: autostima, direzione personale, socialità, sessualità, rapporto con la famiglia e difficoltà nell'attivarsi. Le suggerirei quindi di valutare un percorso con uno psicologo, preferibilmente con esperienza con giovani adulti e DSA. Non è necessario risolvere tutto subito: si può partire da ciò che oggi pesa maggiormente e costruire gradualmente una vita più vicina a quella che desidera. Sono disponibile ad approfondire insieme la sua situazione e a capire da dove potrebbe essere più utile iniziare.

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Da quello che racconta, non sembra esserci un unico problema, ma diversi aspetti che si stanno alimentando a vicenda: isolamento, difficoltà a trovare una direzione, uso problematico di porno e sexting, fatica ad avviare attività che pure le interessano, confronto con le coppie, bisogno di socialità e una sensazione costante di non fare mai abbastanza. Quando tutto questo si accumula, anche accendere il PC per fare musica può sembrare molto più faticoso di quanto “dovrebbe” essere. Il punto non è trovare la strada perfetta né obbligarsi a essere positivo per poter conoscere qualcuno: sarebbe più utile capire cosa la blocca, cosa la svuota e quali contesti possono aiutarla a costruire una quotidianità più sostenibile. Visto il livello di fatica che descrive, credo che un supporto psicologico possa essere molto utile per lavorare in modo concreto su motivazione, isolamento, dipendenza da contenuti sessuali online, relazioni e organizzazione della vita quotidiana. Se vuole approfondire, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli

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