Salve, volevo sfogarmi con qualcuno perchè non voglio assillare il mio ragazzo o mia sorella per que

25 risposte
Salve, volevo sfogarmi con qualcuno perchè non voglio assillare il mio ragazzo o mia sorella per queste cose. Sto attraversando un periodo di estrema stanchezza emotiva/mentale, se così vogliamo chiamarla. Mi sento esausta e vorrei solo chiudermi tra me e me e non fare nulla. Alterno momenti di energia a momenti di apatia in cui mi chiudo nei miei pensieri, guardo film, serie tv. Sono in cerca di lavoro e diciamo che non è semplice, perchè vivo in una cittadina piccola che non offre molto nel mio settore. A volte faccio la dog sitter, ma mi trovo in una situazione economica instabile e molto precaria. Vivo con i miei dopo 1 anno fuori con il mio ragazzo. Entrambi non avevamo più disponibilità economiche per restare ancora fuori e così adesso siamo tornati per mettere da parte qualcosina e vedere un pò dove troveremo lavoro e ripartire. Questa situazione di estrema incertezza mi fa stare veramente preoccupata e ho spesso pensieri negativi. Insomma mi sento molta negatività addosso e probabilmente è per questo che ancora non trovo lavoro e nessun datore di lavoro mi richiama dopo aver inviato CV. Sento che sta andando tutto male e che a nessuno importi di me. So che non è così, ma io tendo a sentirmi sempre inadeguata e sbagliata. (Aggiungo anche che ahimè ho pochissima autostima) Inoltre a fine 2023 ho "perso" due amicizie una delle quali davvero un pilastro dato che eravamo amiche da una vita. Ci sono state delle discussioni e ci siamo allontanate. Io penso di non essermi meritata determinati atteggiamenti, sono una persona che dà l'anima alle persone che ama e sento che non vengo compresa in questo. Sento che poche persone mi capiscono a pieno. O quasi nessuna. Diciamo che sono rimasta molto scottata perchè dal punto di vista delle amicizie adesso non ho più punti fermi. Amiche del cuore diciamo così. Non ho amiche da sentire e da chiamare quasi giornalmente da aggiornare, con la quale ridere e scherzare di cose del quotidiano. Questa cosa mi fa soffrire perchè da quand'ero piccola lho sempre avuta. Adesso mi sento sola da quel punto di vista. Mi sento strana. Ho altre amiche con cui un paio di volte al mese esco, ma sono tutte iper impegnate, convivono e hanno lavori stabili. Io ho 29 anni e sto ancora così. Mi sento estremamente indietro su tutto. Mi sento non capita. Sento che ho sbagliato tutto. Anche se so che non è così, che ogni scelta è servita, è così che mi sento. Cosa dovrei fare per stare meglio? Avete consigli? Volevo iniziare un percorso dalla psicologa ma non ho soldi per farlo al momento. Grazie per l'attenzione.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. Le sue parole arrivano molto chiaramente e raccontano un periodo particolarmente denso, in cui sembra che ogni direzione si faccia faticosa da percorrere, ogni scelta un peso da portare e ogni giornata un’altalena emotiva. È comprensibile che si senta esausta, quasi svuotata, e che provi quel bisogno profondo di chiudersi, di fermarsi, di non dover “essere” nulla per un po’. E sa una cosa? Questo non è sbagliato. È un modo del corpo e della mente per dirle che ha bisogno di cura, di ascolto, di tempo. Il momento che sta attraversando è fatto di più “perdite”, se vogliamo chiamarle così: la stabilità economica, l’indipendenza abitativa, due relazioni di amicizia profonde, una traiettoria professionale ancora non definita. È naturale, in questa fase, sentirsi smarriti e sovrastati, con la tentazione di colpevolizzarsi, di pensare di aver sbagliato tutto, di sentirsi “indietro” rispetto agli altri. Ma ciò che descrive è in realtà una fase della vita che, seppure dolorosa, può trasformarsi in un tempo di grande ristrutturazione personale. È come se fosse nel mezzo di un ponte: non più dove era prima, non ancora dove vuole essere. E stare in questo mezzo, lo so, può fare molta paura. Lei scrive: “Sento che a nessuno importi di me. So che non è così”. Questo passaggio è prezioso. Perché già mostra un piccolo margine tra ciò che sente e ciò che sa. E quel margine è uno spazio in cui poter lavorare. Nella terapia cognitivo-comportamentale, si cerca spesso di aiutare le persone a distinguere i pensieri automatici dalla realtà oggettiva. I pensieri negativi che oggi l’affliggono (“sono inadeguata”, “sono indietro”, “ho sbagliato tutto”) sono molto comuni in momenti di vulnerabilità e incertezza. Ma non sono la verità. Sono narrazioni temporanee che nascono dalla fatica, dalla stanchezza emotiva, dal dolore di ciò che ha perso. E come tali, possono essere trasformate. È molto significativo anche che abbia pensato di intraprendere un percorso con una psicologa. Questo desiderio mostra che una parte di lei vuole davvero comprendersi meglio, vuole sentirsi supportata, vuole trovare strumenti per stare meglio. Capisco perfettamente che in questo momento le difficoltà economiche possano sembrare un ostacolo. Ma ci sono alcuni servizi pubblici o convenzionati (nei centri di salute mentale territoriali, nei consultori, o nelle associazioni locali) che offrono percorsi gratuiti o a basso costo. Potrebbe valere la pena informarsi, magari anche solo per un primo colloquio, per sentirsi meno sola e avere uno spazio sicuro dove elaborare questo momento. Nel frattempo, si dia il permesso di non avere tutte le risposte. Di non sapere ancora dove andare, ma anche di non doversi muovere a tutti i costi. Ogni persona ha un tempo diverso per riprendersi, e quello che oggi sembra immobilità, può essere un tempo necessario per ricentrarsi. Provi, se riesce, a trattarsi con un po’ di gentilezza. A non misurarsi solo in base a ciò che “produce” o “raggiunge”. Anche il solo fatto che stia affrontando tutto questo, senza mollare, che si stia interrogando con onestà e cercando risorse, è un grande atto di forza. E infine, non si vergogni della sofferenza. Né del bisogno di essere capita. Il bisogno di avere un’amicizia profonda, di sentirsi vista, amata, è umano e legittimo. La perdita di un legame importante, anche se non è una relazione amorosa, può essere devastante. È un lutto. E ha diritto di viverlo come tale. Ma non è una condanna definitiva. Con il tempo, e soprattutto con una maggiore cura di sé, quei legami potranno ricostruirsi. Magari in forme nuove, magari con persone nuove. Ma torneranno. Lei ha tanto da offrire. Non è rotta, è solo molto stanca. E merita di avere qualcuno che l’aiuti a prendersi cura di quella stanchezza, senza giudizio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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Dott.ssa Malvina Stafaj
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità il tuo vissuto. Quello che stai attraversando è complesso e merita ascolto e supporto: la tua sofferenza è reale e valida. Anche in momenti di difficoltà economica, esistono risorse gratuite o a basso costo a cui potresti rivolgerti.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao,
innanzitutto grazie per aver condiviso apertamente il tuo sentire. Quello che descrivi è un momento molto delicato e complesso, fatto di cambiamenti, perdite, senso di solitudine, stanchezza emotiva e incertezza. È assolutamente comprensibile che tu ti senta sopraffatta.

Quando ci troviamo a vivere periodi così, il nostro mondo interno tende a colorarsi di tinte scure, portandoci a mettere in discussione noi stessi, il nostro valore, il nostro percorso. Frasi come “mi sento inadeguata”, “ho sbagliato tutto”, “nessuno mi capisce” sono segnali di un profondo disagio emotivo e di una sofferenza che ha bisogno di essere ascoltata, accolta e compresa.

La fatica che descrivi – quel bisogno di isolarti, il senso di vuoto, l’energia che va e viene – è comune in situazioni di forte stress e può indicare che stai cercando di “reggere” da sola qualcosa che è troppo pesante da sostenere senza un aiuto. La perdita di punti di riferimento affettivi, come le amicizie di lunga data, può amplificare questo senso di smarrimento e solitudine.

Hai scritto parole molto importanti: "So che non è così, ma è così che mi sento."
Questo mostra che dentro di te esiste già una parte che riconosce la realtà con più lucidità, ma in questo momento sta prevalendo la parte ferita, insicura, affaticata. Dare voce a entrambe queste parti è un primo passo fondamentale per iniziare un percorso di consapevolezza e guarigione.

Capisco che al momento tu non abbia la possibilità economica di intraprendere un percorso psicologico, ma è importante sapere che esistono diverse realtà che offrono supporto a costi agevolati o gratuitamente, come:

i centri di ascolto psicologico presenti in molti comuni;

i servizi psicologici universitari (se sei iscritta o ex studentessa);

le associazioni del territorio;

alcuni consultori familiari.

Ti invito caldamente a cercare nella tua zona se ci sono strutture o sportelli di questo tipo. Parlare con un professionista potrebbe davvero fare la differenza.
Non sei sola, e non sei “sbagliata”: stai semplicemente attraversando un momento di grande fragilità che merita attenzione, cura e sostegno.

Sarebbe utile e consigliato, per approfondire e affrontare tutto ciò con strumenti efficaci, rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa








Dott. Michele Mulè
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Palermo
Gentile Utente comprendo perfettamente la sua condizione, ahimè viviamo momenti di altissimo precariato in tutti i sensi, pertanto non se ne faccia in alcun modo una colpa se attualmente fatica a trovare un impiego e sente la necessità di ricominciare, comprendo quanto possa essere frustrante per lei, ma vede talvolta necessitiamo solo di vedere le cose da un altra prospettiva, per farlo però necessitiamo di trovare quello stato di calma perduto. Le sue preoccupazioni sono legittime, ma in questo momento rimuginare sulle cose non l'aiuterà a trovare una soluzione purtroppo, piuttosto sarebbe opportuno per lei cominciare a lavorare su se stessa partendo dal qui ed ora e proprio da qui che deve ripartire, cominciando ad analizzare cosa non va e cosa vorrebbe cambiare, quali sono gli strumenti e le risorse a sua disposizione e quelli che le mancano per raggiungere l'obiettivo, ma cosa ancor più fondamentale è avere un obiettivo unico fisso su cui poter lavorare costantemente servendosi di una strategia, come una routine che l'aiuti a suddividere il suo tempo e la tenga mentalmente impegnata. Non so se lei è una lettrice ma una bella lettura motivazionale come: "Pensa e Arricchisci te stesso" di Graham Hill, potrebbe aiutarla a ritrovare quella speranza perduta. In merito ad un eventuale percorso psicologico, potrebbe valutare se vicino a lei vi è qualche Onlus, o qualche società cooperativa o magari qualche professionista associato ad eventuali consultori che possa aiutarla a trovare quello spazio di cui necessità per parlare con qualcuno che non sia il suo partner e che possa sostenerla come si deve nella sua difficoltà, ma la invito a cercare utilizzando queste parole chiave. Inoltre tenga conto di quanto e con che frequenza si manifestano queste oscillazioni dell'umore, ed eventualmente tenga conto di rivolgersi anche ad un CSM per un eventuale valutazione non costa nulla. Augurandole il meglio, la saluto cordialmente. Dott. M.M.
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera,

le sue parole arrivano con una forza gentile, quella di chi si sente stanco… ma non smette di cercare un senso. Mi chiedo: cosa sta cercando davvero, oltre il lavoro, oltre le conferme, oltre la fatica? E se questa sensazione di essere “indietro” non fosse un fallimento, ma solo un altro ritmo, diverso da quello degli altri?
Forse non si tratta di “fare qualcosa per stare meglio”… ma di imparare a stare accanto a ciò che sente, senza doverlo zittire.
Se vuole, possiamo provare a farlo insieme.

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Serena Vitale
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Pescara


Buongiorno,
ti ringrazio per aver condiviso il tuo vissuto con tanta chiarezza e consapevolezza. Dalle tue parole emerge una condizione di sofferenza emotiva complessa, che si articola su più livelli: senso di stanchezza mentale, vissuti depressivi, precarietà lavorativa, perdita di legami significativi e una forte componente di autosvalutazione.

La stanchezza che riferisci non è semplicemente fisica o momentanea: si tratta di una fatica emotiva e psicologica, spesso riscontrabile nei contesti di vita segnati da instabilità, carichi interni elevati e carenza di riconoscimento esterno. L’alternanza tra momenti di energia e apatia, il ritiro sociale, la tendenza a rimuginare, possono essere segnali compatibili con un quadro ansioso-depressivo, che andrebbe approfondito in sede clinica.

In particolare, la condizione che descrivi è coerente con una fase di crisi di ruolo e identità adulta, che spesso si presenta tra i 25 e i 30 anni. È un momento di transizione in cui molte certezze vengono messe in discussione (lavoro, autonomia economica, relazioni, senso di direzione), ed è comune, se non supportato da una rete adeguata, sperimentare un forte senso di fallimento o inadeguatezza.

Va sottolineata anche la sofferenza relazionale, legata alla perdita di amicizie significative, che nel tuo caso ha rappresentato una frattura importante. Quando relazioni di lunga durata terminano in modo conflittuale o ambiguo, può verificarsi un vero e proprio lutto relazionale, con impatto sulla fiducia in sé e negli altri.

Dal punto di vista psicologico, il senso di “essere indietro” rispetto ai coetanei è una percezione che emerge frequentemente in soggetti con bassa autostima e iper-responsabilizzazione, e può generare pensieri auto-svalutanti cronici. È importante, in questi casi, differenziare ciò che è reale da ciò che è una narrazione interna critica e distorta.

Comprendendo che al momento non puoi iniziare un percorso privato, ti segnalo alcune possibilità da esplorare:
Servizi pubblici di salute mentale: puoi rivolgerti al Centro di Salute Mentale (CSM) o al consultorio familiare della tua ASL di riferimento. Entrambi offrono percorsi di ascolto psicologico gratuiti o a basso costo, previo colloquio con uno specialista.
Università e scuole di specializzazione in psicoterapia: molte offrono percorsi con tirocinanti (supervisionati) a tariffe calmierate.
Servizi online con psicologi abilitati: esistono piattaforme che propongono incontri a tariffe agevolate, e alcune offrono anche primi colloqui gratuiti.
Tecniche di autoregolazione emotiva: puoi iniziare a familiarizzare con strumenti come il diario emotivo, la mindfulness, oppure tecniche di grounding, che aiutano a gestire momenti di sovraccarico.
Infine, vorrei sottolineare che il fatto che tu riesca a nominare e articolare così bene il tuo disagio è un segnale importante: significa che c’è già un’attivazione interna verso la consapevolezza e il cambiamento. Il passo successivo è canalizzare questa consapevolezza in un contesto professionale protetto, che possa sostenerti nel tempo e aiutarti a ricostruire fiducia, direzione e autostima.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o orientamento.
Dott.ssa Giulia Virginia La Monica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Gentile Utente,
direi che possa essere utile cavalcare il desiderio di un confronto al quale accenna (alcune realtà o il servizio pubblico possono proporre prestazioni a costi più accessibili).
Da quanto scrive paiono esserci alcuni elementi di fatica che può essere utile affrontare per evitare di sentirsi incompresa o che questi sentimenti-pensieri lievito ulteriormente.
Quello che in questo contesto posso dire è che alcuni momenti o situazioni della vita possono essere di cambiamento e affaticarci, ma anche un'occasione per conoscerci diversamente e cambiare alcuni equilibri che hanno "mal disposto" l'ora. L'unico limite a questo siano noi, ovvero la nostra resa. Se noi ci "sediamo" sarà ancora più difficile che le cose possano cambiare in meglio.
Spero trovi il supporto che cerca!
Un saluto
Dott.ssa Francesca Lupo
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, ho letto il suo messaggio e la ringrazio per aver scritto qui.
Intanto, premetto dicendo che mi dispiace che si possa sentire così. Indubbiamente, non dev'essere semplice, ma è positivo il fatto che risulti consapevole e che voglia fare qualcosa per trovare risposte e strategie funzionali a lei.
Mi rendo conto che non sia la sede migliore per poter approfondire e infatti le dico già che rimango a disposizione nell'eventualità avesse bisogno. Tuttavia, mi sento di dirle appunto a volte sia necessario intraprendere un percorso atto alla scoperta di noi stessi e soprattutto che ci permetta di individuare metodi, piani e strategia che ci siano davvero utili. Perché succede che non si sappia proprio come poter fare. Anche l'aspetto economico, ovviamente, vuole la sua parte. Ha ragione, anche qui però si possono trovare delle valide soluzioni e dei compromessi adeguati.
In lei emerge volontà di conoscersi e di stare meglio, non tanto solo per sé anche per gli altri. E già si capisce dalla prima riga del suo messaggio, in cui è evidente una premura nei confronti delle sue persone care. Sicuramente andare a fondo le può permettere di sentirsi meglio e di riuscire anche meglio nei suoi obiettivi di vita in generale.
Infine, le dico che sì, ha tutto il tempo ancora ed ognuno è sempre e assolutamente nel suo tempo.
Grazie nuovamente, spero di esserle stata d'aiuto. Buona serata e buone feste.
Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buonasera, in questo periodo storico molte giovani donne come lei stanno attraversando questa fase di smarrimento e di stallo. In questo momento la invito a dedicarsi a lei e a trovare un obiettivo da raggiungere ogni giorno o ogni settimana, dipende da quanto è ambizioso, Lo stabilisca lei.
Si organizzi la giornata riempiendola con cose che la fanno sentire utile, soddisfatta e gratificata altrimenti cadrà nei pensieri negativi che sono per lei una zona ben conosciuta e di comfort.
Si ricordi che i pensieri quelli davvero radicati creato azioni, quindi, si dedichi a come formula i suoi pensieri e cerchi di fare frasi gentili e dolci nei suoi riguardi. Lei è la migliore esperta sul campo di sé stessa e se si tratterà bene vedrà che anche il mondo la vedrà e troverà occasioni per cui gioire.
Se permette alla negatività di vincere raccoglierà solo altra negatività.
Sta a lei la scelta di dove dirigere la sua vita.
Iniziare un percorso di supporto psicologico in questo momento così delicato e fragile sarebbe per lei il miglior rimedio per cominciare a prendersi cura di sé stessa. Esistono percorsi a tariffe agevolate. Se decide di mettere in primo piano il suo benessere potrà scoprire quante sfaccettature e opportunità esistono.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Dott.ssa Ilva Salerno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Caserta
Buonasera, ti ringrazio per la fiducia con cui hai deciso di condividere il tuo vissuto. Il tuo messaggio racconta con grande profondità un momento di difficoltà che coinvolge molte aree della tua vita: personale, relazionale, emotiva, lavorativa. Ed è importante riconoscere il valore di questa consapevolezza: fermarsi, dare voce a ciò che si prova, cercare uno spazio in cui essere ascoltati, tutto questo è già un primo gesto di cura verso di te. Quella che descrivi è una condizione che molte persone attraversano in momenti di passaggio, di perdita o di incertezza. Quando i riferimenti abituali (come un lavoro, una casa condivisa, relazioni significative) cambiano o vengono meno, è normale sentirsi smarriti, stanchi, a volte scoraggiati o soli. E in questi momenti, la mente può diventare molto critica e farci sentire “indietro”, “inadeguati”, o come se non stessimo facendo abbastanza. Ma queste sensazioni, per quanto dolorose, non raccontano tutta la verità su di te. Da ciò che condividi, emerge quanto tu possa essere una persona sensibile, riflessiva e capace di dare valore alle relazioni. Una persona che sente, che si interroga, che si prende la responsabilità di non pesare sugli altri e allo stesso tempo cerca uno spazio in cui essere accolta. Questo è un segno di grande maturità emotiva, anche se ora può sembrarti il contrario. Ciò che stai vivendo può essere letto come una fase di transizione: un momento di cambiamento in cui vecchi equilibri si rompono, ma nuovi ancora non si sono costruiti. È una fase delicata, ma potenzialmente generativa, in cui è possibile riscoprirsi in modo nuovo. Alcune riflessioni che potresti tenere con te in questo momento: Non è l’assenza di valore che ti fa sentire così, ma l’assenza di certezze. E le certezze possono essere ricostruite nel tempo, passo dopo passo.
Le amicizie che si perdono fanno male, soprattutto quando rappresentano un legame profondo. Ma ogni perdita può anche aprire spazi per incontri nuovi, per relazioni più affini alla persona che sei oggi.
Il senso di solitudine e disconnessione che racconti non è solo tuo: è un vissuto che molte persone sperimentano oggi, specialmente nei momenti in cui il confronto sociale si fa più pressante. Ma non è un destino immutabile: può cambiare anche grazie a piccoli gesti di contatto, di cura, di apertura.
Capisco che in questo momento iniziare una terapia sia difficile per motivi economici. Ti invito però a esplorare alcune alternative: consultori familiari, servizi territoriali, associazioni che offrono colloqui gratuiti o a basso costo. Anche un primo colloquio, se possibile, può fare la differenza. Nel frattempo, puoi cominciare ad ascoltarti in modo più gentile, a riconoscere i tuoi bisogni e a concederti piccoli spazi di benessere, anche se semplici. A volte, partire da ciò che è accessibile nel presente è ciò che permette di rimettere in moto il futuro.
Se vorrai aggiornarmi o condividere altri pensieri, sarò lieta di leggerti.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Quinto
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Ti trovi in un momento delicato, fatto di grande stanchezza mentale ed emotiva, incertezze, paure e qualche delusione che ancora brucia. È del tutto comprensibile sentirsi come ti senti. Quando si vive una fase di transizione così intensa – con la ricerca di lavoro che non dà risposte, l’instabilità economica, il ritorno a vivere in casa con i genitori, la perdita di amicizie importanti – è normale perdere un po’ l’equilibrio.
Il dolore che provi non è esagerato, non è “sbagliato”: è solo il riflesso di quanto vivi intensamente le cose, di quanto ami, di quanto dai. E quando una persona ha questo cuore, spesso rischia di sentirsi sola proprio perché non tutti riescono a restituire quella stessa profondità.
Capisco anche quando dici che ti senti “indietro”. Ma credimi: ogni vita ha il suo tempo. Non esistono strade giuste o sbagliate, ma solo percorsi diversi. Tu stai affrontando delle sfide complesse, che richiedono forza e pazienza. E anche se ora ti sembra tutto fermo, ogni giorno che resisti, che provi a capire, che cerchi uno spiraglio… è già un passo in avanti.
Hai detto di aver pensato a un percorso psicologico ma che non puoi sostenere la spesa, se senti che il bisogno c’è – e da come scrivi si percepisce che questo dolore vuole essere ascoltato – forse potrebbe davvero essere il momento giusto per iniziare un cammino tutto tuo, con una guida.
È vero, la terapia può essere un investimento importante dal punto di vista economico, ma quando sentiamo che la nostra salute emotiva è in gioco, possiamo provare a considerarla come una priorità. Anche con piccoli sacrifici, qualche rinuncia, un po’ di risparmio alla volta...
Solo tu puoi decidere se in questo momento sei disposta a mettere te stessa al primo posto. Se sì, anche il peso che ora ti sembra troppo grande, con un aiuto giusto, può diventare più leggero da portare.
Nel frattempo, continua a scrivere, ad ascoltarti, a cercare piccole ancore di stabilità nella tua giornata. Magari delle routine semplici, o l’inizio di una nuova attività anche piccola che ti faccia sentire viva. Coltiva anche la possibilità di creare nuovi legami, anche se diversi da quelli del passato. Le amicizie cambiano forma, ma spesso tornano a sorprenderci quando meno ce lo aspettiamo.
Non sei sbagliata. Sei solo stanca. Ma dentro di te c’è una forza che sta già chiedendo spazio e che merita di essere ascoltata!
Dott.ssa Monica Cecconi
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Lido di Camaiore
Ciao, intanto grazie per aver condiviso tutto questo con così tanta sincerità. So che non è facile aprirsi, soprattutto quando si ha la sensazione di essere già un “peso” per le persone vicine. Ma lascia che ti dica una cosa importante: non sei un peso. Sei una persona che sta attraversando un periodo difficile, e che sta cercando di farsi spazio tra emozioni forti, incertezze e fatiche quotidiane.
Da quello che racconti, emerge un grande senso di stanchezza, una fatica profonda, mentale ed emotiva. E sai cosa? Ha perfettamente senso. Stai vivendo un momento di transizione complicato: hai perso punti di riferimento importanti (come le amicizie, l’indipendenza economica, la quotidianità con il tuo ragazzo), ti trovi in una situazione precaria e instabile, in un contesto che non ti offre molte opportunità… è normale sentirsi così stanchi, abbattuti, persi.. È come se dentro di te ci fosse una parte che dice: “Mi serve una pausa. Mi serve tempo”. E invece di ascoltarla, spesso ci colpevolizziamo, ci confrontiamo con gli altri, pensiamo di “essere indietro” o di “aver sbagliato tutto”. Ma non è così.
Quello che descrivi succede a tantissime persone, solo che se ne parla poco. Quella sensazione di “tutti vanno avanti e io resto indietro”, la vivono in tanti, soprattutto in fasi di passaggio come quella dei 28-30 anni, dove ci si aspetta di aver “già trovato la propria strada”. Ma la verità è che, e ognuno di noi ha il proprio ritmo. Non sei in ritardo. Sei semplicemente in cammino, anche se adesso sembra tutto fermo. Mi colpisce molto anche quello che dici sulle amicizie perse. Quando si perde un’amicizia profonda, soprattutto una che ci ha accompagnati per anni, si prova un dolore simile a un lutto. È un vuoto reale, che pesa tanto. E non sentirsi più “vista”, “capita”, accolta da chi ti conosceva da sempre, può essere davvero destabilizzante. La tua sofferenza è legittima. Non sei “esagerata”. Hai semplicemente perso un legame che ti nutriva, e adesso ti ritrovi a cercarne altri in un periodo in cui anche tu stai cercando di capire chi sei.
E sai, il fatto che tu dica: “so che non è così, ma è così che mi sento”… è prezioso. Perché dimostra che dentro di te c’è una parte che vede le cose con più lucidità, anche nei momenti bui. C’è una consapevolezza che ti guida, anche se adesso è affaticata. E quella parte va ascoltata e coltivata, piano piano.
Capisco anche la difficoltà a iniziare un percorso psicologico per motivi economici. È un ostacolo reale, che purtroppo molte persone incontrano. Ma sappi che esiste la possibilità a colloqui con costi calmierati. Soprattutto, non devi affrontare tutto da sola anche se ora ti senti senza appigli.
Dott.ssa Monica Cecconi

Dott.ssa Maria Francesca Cusmano
Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Emilia
Cara utente,
Non devi dimostrare nulla per meritarti amore, stabilità, o serenità. Sei già abbastanza così, con la tua stanchezza, la tua voglia di capire, e il tuo modo di amare gli altri. Ora è il momento di iniziare a imparare ad amare anche te stessa, un pezzetto alla volta.
Ci sono momenti in cui “ricominciare” sembra impossibile. Ma anche solo il fatto che tu abbia scritto questo messaggio è un piccolo atto di cura verso te stessa.
In attesa delle condizioni per iniziare una terapia, ecco alcuni suggerimenti che potrebbero esserti utili:
- Cerca spazi gratuiti o a basso costo: ci sono centri di ascolto psicologico gratuiti (universitari, comunali, ecclesiastici, online).
- Riconosci i tuoi bisogni senza giudicarli: stai cercando stabilità, riconoscimento, autonomia. Non sono richieste “esagerate”, ma umane e legittime.
- Coltiva relazioni nutrienti, anche minime: non devono essere perfette, ma cerca persone con cui poter essere “abbastanza te stessa” anche solo un po’. Un’amica con cui parlare una volta a settimana è già un inizio.

Un grosso in bocca al lupo, rimango a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Maria Francesca Cusmano
Dott. Nicolò Paluzzi Monti
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Firenze
Grazie per il tuo sfogo così lucido e sentito.

Quando ci sentiamo "indietro", spesso stiamo confrontando il nostro percorso con uno standard esterno che non tiene conto della nostra storia emotiva, delle ferite, delle risorse reali. La tua stanchezza non è un errore: è un segnale. Ti sta dicendo che hai dato tanto, spesso senza ricevere abbastanza, e che ora è il momento di riconoscere cosa ti serve davvero per stare in piedi, non solo per andare avanti.

In questo momento non serve "fare di più", ma iniziare a chiederti:
Sto ascoltando i miei bisogni, o solo i miei doveri?
Cosa succede dentro di me quando mi confronto con gli altri?
Cosa mi fa sentire degna, indipendentemente dai risultati?

Un percorso psicologico ti aiuterebbe a trasformare questi pensieri da peso in consapevolezza. Anche nei periodi di blocco, può nascere una nuova narrazione di sé. E forse questo è il tempo per iniziare a scriverla.




Dott.ssa Erika Nones
Psicologo, Psicologo clinico
Pont-Saint-Martin
Salve,
le parole che ha scritto raccontano una fatica profonda, che merita di essere ascoltata con rispetto e senza giudizio. Sta attraversando un momento complesso, fatto di tanti cambiamenti, perdite e incertezze, e da ciò che scrive emerge con forza il desiderio di ritrovare un equilibrio, anche se a tratti può sembrare difficile capire da dove cominciare.
È comprensibile provare stanchezza, apatia, dubbi su di sé, soprattutto quando si ha la sensazione di essere “in pausa” mentre intorno tutto corre. Le emozioni che sta provando: la tristezza, la delusione, la solitudine parlano di quanto tiene alle relazioni, ai suoi sogni, alla possibilità di sentirsi realizzata e riconosciuta. E sentirsi inadeguata o fuori posto in un momento così non significa esserlo davvero: significa che sta attraversando un passaggio delicato, che merita cura e ascolto.
Mi fa piacere che lei stia pensando a un percorso psicologico, perché credo che uno spazio tutto suo, dove potersi raccontare con calma e sentirsi accolta, potrebbe essere davvero prezioso.
Un caro saluto.
Dott.ssa Erika Nones
Dott.ssa Francesca Natale
Psicologo, Psicoterapeuta
Carrara
Buongiorno, intanto grazie per aver condiviso un pezzo così autentico della tua esperienza. Scrivere tutto questo non è da poco, e farlo con tanta lucidità in un momento così faticoso è già un segno importante di consapevolezza. Quando ci si trova senza energie, in una fase di passaggio come quella che stai vivendo, è normale sentirsi persone smarrite, insicure, e provare quel senso di vuoto che descrivi.I cambiamenti — soprattutto quando non sono scelti liberamente — possono mettere molto sotto pressione, anche a livello emotivo. Il dolore per le amicizie che si sono allontanate è reale e merita spazio: quando vengono meno legami profondi, può davvero mancare terra sotto i piedi.Non c'è niente di sbagliato in quello che provi. Ogni persona ha i propri tempi, le proprie strade e difficoltà. Il confronto con le vite altrui spesso amplifica il senso di inadeguatezza, ma non dice nulla sul valore che hai. Se in questo momento non puoi iniziare una terapia privata, puoi valutare gli sportelli gratuiti o a basso costo presenti sul territorio: consultori familiari, centri di salute mentale, associazioni locali o anche servizi online accessibili. Nel frattempo, prenderti cura di te anche solo attraverso piccole azioni quotidiane può essere un modo per rimettere insieme le forze. Non sei tu che stai andando male: è una fase complessa, e meriti gentilezza.
Un caro saluto.
Dott.ssa Ramona Salvati
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Messina
Cara giovane donna, grazie a te per aver condiviso tutto questo. È davvero coraggioso da parte tua aprirti così e ti assicuro che non sei sola – quello che stai attraversando è profondamente umano, anche se adesso può sembrare un peso troppo grande da portare.
CIò che descrivi è un insieme di emozioni molto intense: stanchezza emotiva, senso di solitudine, precarietà economica, perdita di punti di riferimento e insicurezza sul futuro. È tantissimo da gestire tutto insieme, e già il fatto che tu stia cercando di comprendere quello che ti accade e di trovare un modo per affrontarlo è un segno di forza e coraggio, non debolezza.
Quando sei sottoposta a stress prolungato (economico, relazionale, identitario), può scattare una sorta di “stand-by emotivo”: il corpo si sente spento, la mente vaga, e tutto sembra più faticoso. Non sei pigra, non sei sbagliata: sei stanca e hai tutte le ragioni per esserlo. Questa vocina interna che ti dice di essere indietro o inadeguata... sembra una parte molto critica di te, vero? Ma non è tutta te. È solo una parte, spesso cresciuta in contesti dove ci si sente sempre “non abbastanza”. Non è la verità. È una lente appannata che ti fa vedere tutto più grigio di quello che è. Vivere in un luogo che non offre opportunità, tornare a casa dopo aver assaggiato un po’ di indipendenza, sentirsi in stand-by... tutto questo genera un senso di fallimento, ma non è un fallimento. È un momento di transizione. Una battuta d’arresto non è una fine ma è solo una pausa, magari necessaria per riprendere fiato e capire dove vuoi davvero andare. Anche Il lutto per un’amicizia è reale e spesso sottovalutato e capisco profondamente quanto può far male vedere che chi amavi non ha saputo o voluto vederti per quella che sei. Questo fa nascere domande su di te, ma ricorda: il valore di una relazione si costruisce in due. E se Tu hai dato tanto e dall’altra parte non c’è stata reciprocità, non è colpa tua.
Ti consiglio qualche esercizio in attesa di star meglio:
Scrivi ogni giorno qualcosa che hai fatto, anche piccolissima: "Ho preparato il caffè", "Ho mandato un CV", "Mi sono lavata i capelli". Serve a ricordarti che stai facendo del tuo meglio.
Dai spazio alla tua parte più creativa o espressiva: Scrivere (come hai fatto adesso), disegnare, suonare, camminare, qualunque cosa ti faccia sentire nel qui ed ora.
Usa risorse gratuite online: Ci sono podcast sulla salute mentale, esercizi di mindfulness su YouTube, canali su Instagram gestiti da colleghi che condividono spunti utili per aumentare l'autocompassione.
Non devi avere tutte le risposte adesso e non devi essere già arrivata. Hai solo 29 anni e la strada è tutta davanti a te e in attesa di essere percorsa. Tu vali a prescindere dal lavoro, dalle amicizie perse. Vali perché sei viva, sensibile, presente e stai cercando di guarire.
Un caro saluto.
Se senti il bisogno di un percorso psicologico è importante che tu trova il modo per iniziarlo, perché sicuramente una sola risposta generalizzata non può esserti di aiuto. Se te la senti, puoi scrivermi in privato e troviamo una soluzione adatta alle tue esigenze, ho prezzi molto accessibili soprattutto per le sedute online! Nel frattempo so che non è facile ma non essere troppo dura con te stessa, non serve a risolvere nulla, solo a peggiorare l'aspetto emotivo
Salve,
innanzitutto ti consiglio di accogliere per il momento questo tuo stato di "stanchezza emotiva", quando senti il bisogno di caricare l'energie, fallo !! Stai attraversando un periodo di forte stress emotivo, la tua mente ti sta chiedendo una pausa, ascoltala ! Ricorda inoltre che non sei indietro rispetto a nessuno, non esistono tappe da raggiungere a 29 anni se non quelli che tu stessa ti imponi, ognuno ha la propria vita, con più o meno difficoltà.
Come tu stessa hai sottolineato un sostegno psicologico è assolutamente consigliato, se non puoi permettertelo con una richiesta da parte del tuo medico di famiglia potrai accedere allo psicologo dell'ASL
Ciao, grazie per il tuo messaggio.
Hai già fatto un primo passo molto importante: dare voce a ciò che senti, senza minimizzarlo. Quello che racconti è un vissuto denso, complesso, fatto di stanchezza emotiva, senso di smarrimento e anche di grande solitudine. E tutto questo ha assolutamente diritto di esistere.
Quello che mi sento di dirti è che vale la pena provare a capire la tua sofferenza guardandola nel quadro più ampio della tua storia, delle relazioni che hai vissuto, delle perdite che hai subito, delle transizioni importanti che stai attraversando.
Sei in una fase di passaggio – quella tra una vita più autonoma, fuori casa, e un ritorno forzato in un luogo che forse oggi senti più come un "ritiro" che come una "casa". Questo ritorno, però, non deve per forza essere visto come un fallimento. A me pare più una strategia di sopravvivenza, una scelta pragmatica fatta per recuperare forze, risorse, una direzione. In molte culture, i momenti di "ritiro" sono considerati sacri: servono per ascoltarsi, per preparare il passo successivo.
La sensazione di essere ”indietro, non capita, sbagliata” può essere comune in fasi di transizione o dopo eventi di rottura importanti, come la perdita di amicizie significative. E’ possibile che quelle relazioni ti dicessero qualcosa di te, e oggi, senza queste persone, fai fatica a ritrovare la tua identità. È comprensibile. Forse anche queste rotture sono nate da nuovi bisogni, che ora puoi esplorare, anche all’interno di relazioni nuove, da costruire con calma.
Ti chiedi cosa fare per stare meglio. Non c’è un’unica risposta, né è possibile individuarne una specifica senza conoscerti bene, ma per il momento di direi:
- Non combatterti, perché non sei sbagliata: accogli quello che senti come una parte di te che ha bisogno di aiuto, come dei segnali di un malessere che vuole essere ascoltato e capito.
- Non avere fretta: la fatica non può sparire subito purtroppo... o per fortuna, perchè ti dà il tempo di comprenderla e di superarla davvero, non di evitarla
- Non devi affrontare tutto da sola. So che hai pensato a iniziare un percorso psicologico ma hai difficoltà economiche. Voglio rassicurarti su questo punto: in Italia esistono servizi psicologici gratuiti nei consultori familiari pubblici, presenti in quasi ogni comune o distretto sanitario. Non serve avere una diagnosi, né una richiesta medica, né è necessario essere minorenni. Puoi accedere anche per un momento di difficoltà come questo. È sufficiente chiamare il consultorio della tua zona (puoi cercarlo online o attraverso l’ASL del tuo territorio) e prendere appuntamento. In quel contesto, potresti iniziare un percorso di ascolto, sostegno e orientamento gratuito.
In quello che hai scritto si percepisce anche la tua voglia di ricostruirti, di capire, di non restare intrappolata. Questo è già un segnale di una forza vitale che preme per trovare una direzione.
Spero di averti dato qualche spunto e un piccolo aiuto.
Ciao,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità e profondità quello che stai vivendo.
Non è affatto scontato riuscire a mettere in parole il proprio stato d’animo e le proprie fragilità, soprattutto quando ci si sente così stanchi e un po’ soli.

Aprirti qui, o scrivendo può essere utile anche solo per "sfogarti".
Ovviamente sarebbe funzionale trovare anche un modo per rompere questo schema che hai descritto, oltre a sfogarti.

Quello che descrivi è un momento molto delicato, fatto di incertezza, transizione e perdita di alcuni punti di riferimento importanti (come le amicizie o l'indipendenza abitativa). Tutto questo pesa tanto, sia a livello mentale che emotivo.
Il fatto che tu ti senta esausta è comprensibile.. non sei strana.
Il valore di una persona non si misura da quanto è "stabile" o "realizzata" esternamente, soprattutto in un mondo che oggi è sempre più instabile per tanti giovani adulti.
Che significa per te essere realizzata?

Sei in una fase in cui stai cercando di costruire, reinventarti, trovare una direzione, e sì… davvero capisco quanto sia difficile. Inoltre tornare a casa dai tuoi, interrompere la convivenza per mancanza di disponibilità (e non per scelta), accettarlo, cercare lavoro e amicizie sapendo che il contesto che ti circonda non è dei più ricchi di risorse in tal senso, non è facile.
Ma non sei indietro, stai solo facendo un percorso con il tuo ritmo con le risorse che hai.
In questo senso posso consigliarti di cercare di creare un buon CV di impatto, magari cercando annunci anche in zone limitrofe, considerando diverse piattaforme! Considera che purtroppo i tempi degli iter selettivi spesso sono lunghi.
Potresti inoltre cercare su app o gruppi online eventi o incontri per provare a conoscere nuove persone con cui poter entrare in relazione.
Hai anche vissuto un "lutto" relazionale, quello delle amicizie perse, e quando a lasciarci sono persone a cui abbiamo dato tanto, fa male in modo profondo. Le relazioni importanti che si spezzano portano inevitabilmente a sentirci vuoti, incompresi, e più soli. È normale che senti la mancanza di quel contatto quotidiano, di quel sostegno spontaneo che ti fa sentire vista.
E sentirti “strana” dopo una rottura così non vuol dire esserlo davvero.
Vuol dire che stai cercando nuovi modi per stare al mondo senza quei riferimenti e mettendoti in discussione.

Se potessi, ti direi di iniziare un percorso psicologico proprio per avere uno spazio tutto tuo dove poter rimettere ordine nei pensieri, accogliere ciò che provi e lavorare anche su quell’autostima di cui parli.
Ti segnalo, se può interessarti, che in molte città esistono sportelli psicologici gratuiti o a basso costo, anche online — magari potrebbe essere un primo passo.

Nel frattempo, se posso permettermi, prova a concederti il diritto di non avere risposte pronte, senza sentirti strana o come se tu debba dimostrare qualcosa.
Non devi dimostrare di essere "all'altezza" per meritarti amore, comprensione o rispetto.

Prenditi cura di te in piccole cose: passeggiate, scrittura, letture che ti parlano, persone anche lontane con cui senti un po’ di connessione.
E soprattutto, se nei giorni bui ti viene da pensare che “a nessuno importa" prova a mettere in discussione quel pensiero, non te stessa. Perché tu conti. E se qualcuno ti ha fatto sentire il contrario, non vuol dire che sia vero.

Ti mando un abbraccio virtuale,
e se ti va di scrivermi ancora, io ci sono.
Ciao,

prima di tutto ti ringrazio per aver condiviso così sinceramente quello che stai vivendo. È davvero difficile affrontare tutto ciò che stai descrivendo — la stanchezza mentale, l’incertezza economica, le difficoltà nelle relazioni — e sentirsi persa o non capita è qualcosa che può pesare molto.

La tua esperienza mostra quanto possa essere faticoso sentirsi in uno stato di transizione, senza punti fermi, ma anche senza certezze immediate sul futuro. Quando si vivono momenti di incertezza, è normale sentirsi sopraffatti, e a volte il nostro cervello reagisce alternando momenti di energia e momenti di apatia. Questo non significa che tu sia incapace o che tu non stia cercando di fare il meglio che puoi; anzi, il fatto che tu stia cercando un equilibrio in un periodo così difficile è già un grande passo.

Per quanto riguarda il lavoro e la tua situazione economica, so che può essere incredibilmente frustrante sentirsi bloccati, soprattutto quando sembra che non ci siano opportunità intorno a te. Però non dimenticare che ogni ricerca, ogni tentativo, è comunque un passo verso una soluzione, anche se a volte può sembrare invisibile. Cercare di metterti in un "luogo di calma" (anche solo per un po' al giorno) dove la tua mente può riposare potrebbe essere utile, per non esaurire ulteriormente le tue energie emotive.

Sul lato delle amicizie e della solitudine, ti capisco molto bene. Le persone che amiamo e su cui contiamo possono fare una grande differenza nella nostra vita. La fine di una relazione di lunga data, che fosse di amicizia o sentimentale, lascia un vuoto difficile da colmare. Tuttavia, è possibile riscoprire la propria forza e autostima anche in momenti di solitudine: puoi cominciare a trovare piccoli modi per riscoprire la connessione con te stessa. Il fatto che tu stia riflettendo su come "stare meglio" è un segno di grande consapevolezza, e riconoscere le tue emozioni è già un passo importante verso il cambiamento.

Riguardo alla psicoterapia, comprendo che il costo possa rappresentare una difficoltà, ma esistono anche servizi gratuiti o a basso costo che potrebbero offrirti uno spazio sicuro per esprimere ciò che provi. Inoltre, ci sono anche servizi di supporto psicologico online che potrebbero essere un buon punto di partenza. Se decidi di esplorare questa opzione, sarei felice di aiutarti a cercare risorse, sia locali che virtuali, che possano offrirti un supporto concreto. Non sei sola in questo percorso, e la tua salute emotiva merita di essere una priorità, anche quando ci sono difficoltà pratiche.

Infine, ti invito a essere gentile con te stessa. Stai affrontando molto e ciò che provi è assolutamente normale. Ogni passo che fai, anche se piccolo, è un segno di resistenza e crescita. Se ti senti pronta, potresti anche considerare di fare un piccolo passo verso nuove attività o passioni, anche solo per ritrovare un po’ di serenità e soddisfazione.

Un abbraccio virtuale,
Janett Aruta
Psicologa
Dott. Matteo De Nicolò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso il suo vissuto con tanta chiarezza e sincerità. Sta attraversando un momento complesso, in cui si sommano diverse difficoltà: emotive, relazionali, economiche e lavorative. È comprensibile sentirsi stanchi, sfiduciati e disorientati in una fase come questa.
La perdita di punti di riferimento affettivi, l’instabilità economica e la sensazione di essere “ferma” mentre gli altri vanno avanti sono esperienze che possono generare frustrazione e vissuti di inadeguatezza. Sentirsi soli o poco compresi è un dolore reale, che merita attenzione.
Nonostante tutto, sta cercando di orientarsi e di trovare il modo per affrontare la situazione, anche solo scrivendo e condividendo ciò che prova: è già un segnale importante. Se al momento non ha la possibilità di iniziare un percorso privato, le suggerisco di informarsi presso consultori familiari, centri di salute mentale o associazioni del territorio che offrono supporto psicologico gratuito o a tariffe agevolate.
Darsi tempo e cercare spazi in cui sentirsi ascoltata può essere un primo passo per alleggerire il peso che sta portando. Se desidera, resto a disposizione.
Un cordiale saluto,
Dott. Matteo De Nicolò
 Gabriele Lungarella
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Cara utente,
intanto grazie per esserti aperta così sinceramente. È evidente quanto stai affrontando un periodo complesso e il solo fatto di riuscire a descriverlo dice molto sulla tua forza interiore, anche se adesso ti sembra di non averne più.
Quello che racconti (la fatica di sentirsi inadeguata, la precarietà lavorativa, l’assenza di relazioni intime stabili, il senso di aver perso dei riferimenti) è una condizione condivisa da molte persone della tua età, anche se spesso non se ne parla apertamente. Non sei sola in questo spaesamento, anche se può sembrarlo.
Soffermarsi sul fatto di sentirsi “indietro” è umano, allo stesso tempo il paragone costante con gli altri è una trappola difficile da evitare e molto dolorosa. Ognuno ha i suoi tempi, le sue battaglie invisibili e la tua storia ha senso anche adesso, anche così com’è, con le sue fatiche. Forse in questo momento hai bisogno più di accoglienza che di soluzioni: darti il permesso di sentirti stanca, di prenderti cura di te stessa senza giudicarti, anche solo attraverso piccole azioni quotidiane che ti riportino a un senso di presenza. A volte, è proprio dall’accettazione del limite che può nascere un nuovo slancio.
Se al momento iniziare una psicoterapia privata non è possibile, potresti informarti sul bonus psicologo (che hai forse già sentito nominare) o cercare sportelli gratuiti o a basso costo nella tua zona o anche online, ce ne sono. Prova a cercare un CAO, centro di ascolto e orientamento, a Roma ne esistono e funzionano anche online offrendo 8 incontri gratuiti. Parlare può davvero fare la differenza.
Ti mando un caro saluto e ti auguro di trovare presto un punto d’appoggio (dentro e fuori di te) da cui ripartire, con delicatezza.
Gabriele
Cara ragazza bella, posso immaginare il suo stato e il suo malessere. Probabilmente quest'ultimo è dovuto proprio alla sua scarsa autostima e al sistema di credenze, su cui con un percorso psicologico sarà utile lavorare per riscoprire il suo valore, le sue risorse, la sua bellezza a prescindere dalla presenze a di amiche o no e per poter rivedere il suo approccio a queste ultime, per esempio. Tutto parte da se stessi, da quanto ci si ami per poter poi anche circondarsi di persone con cui condividere esperienze, emozioni, vissuti ecc.. Provi a cercare in consultori, centri, parrocchie se c'è qualcuno disposto ad aiutarla gratuitamente. Sevizi sociali e Asl hanno a disposizione un servizio gratuito. Ci tenga a sè, continui a cercare, creda nelle sue risorse perchè ora lei non le vede ma di scuro le ha. Le auguro di star bene e non esiti a chiedere aiuto a qualcuno.

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