Salve sono un ragazzo di 26 anni e ho problemi nel concentrarmi essere vigile e vedere la luce più f

Salve sono un ragazzo di 26 anni e ho problemi nel concentrarmi essere vigile e vedere la luce più forte tipo un sogno di solito questo mi accade quando non dormo ho diarrea dolori cervicali mal di testa ma quello che mi uccide e non essere vigile sapete dirmi che cosa potrebbe essere non soffro neanche di ansia anzi a volte mi innervosisco e mi irrito per come sento aiutatemi grazie

25 risposte


Gentilissima, i sintomi che descrive potrebbero essere attribuibili ad un problema di carattere organico (come, ad esempio, cefalea muscolo tensiva o emicrania), pertanto come prima cosa sarebbero da effettuare una visita medica ed eventuali accertamenti per escludere appunto un disturbo di pertinenza medica. Parallelamente sarebbe importante affrontare la questione anche con uno psicoterapeuta dal momento che, anche qualora vi fossero questioni organiche alla base dei sintomi che lamenta, un supporto psicologico può rappresentare un valido aiuto. Aiuti che si rivelerebbe essenziale se i sintomi si rivelassero essere di natura psicosomatica, o se fossero comunque “aggravati” da fattori psichici non necessariamente consapevoli. A disposizione per eventuali chiarimenti, un saluto, Marta Corradi.

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Gentile, in prima istanza le consiglio di rivolgersi ad un neurologo per approfondire eventuali problemi di natura organica, da quel che descrive è probabile che la fonte dei suoi disturbi possa essere attribuita a fattori organici. In seguito può valutare se necessita di un supporto psicologico.


Salve il livello di attenzione modificato e la diarrea segnalano qualcosa che va valutato da un buon medico internista che eventualmente suggerisca approfondimenti specialistici e analisi generali e mirate. Quando il nostro corpo per qualche ragione ci da questi segnali è il caso di fare un controllo serio ma anche curioso: in fondo è un modo per avere indicazioni su come vivere meglio, mangiare meglio ecc. I sintomi psichici come la modificazione dello stato di veglia sono una conseguenza non una causa e per fortuna: il nostro stato d'animo ci parla e sta a noi ascoltarlo fino a capire cosa ci sta succedendo. I medici fanno questo di mestiere. Le auguro di trovarne uno bravo e gentile magari se la cava con poco. Poi si vede.


Concordo con la necessità di un approfondimento medico dopo il quale eventualmente approfondire una causa psicologica. Cordiali saluti


Gentilissimo, anche io concordo con i colleghi sulla necessità di rivolgersi ad un medico. Mi verrebbe anche da suggerirle un neurologo considerando le cefalee. Ancor più potrebbe parlarne (se non lo ha già fatto) con il suo medico di base così da indirizzarla al giusto specialista. Una volta effettuata una diagnosi si può decidere quale tipo di percorso possa essere più utile per lei. Un caro saluto, Giulia Zani


Buonasera, concordo nel consigliarle di rivolgersi al suo medico, così da descrivere i suoi sintomi ed essere così indirizzato dagli specialisti che il medico riterrà più adeguati per aiutarla. Un caro saluto, dott.ssa Paola De Martino


Buongiorno, difficile dirle di cosa si tratti. In prima battuta Va esclusa Una causa organica e pertanto è necessario con uno screening medico. Qualora non si riveli alcuna malattia organica verrà formulata un'ipotesi diversa, ad esempio un disturbo di conversione. La prima indicazione è però quella di rivolgersi al medico di famiglia


Salve, la sua richiesta necessita prima di tutto di una valutazione medica e successivamente di una consulenza psicologica per comprendere la sua attuale condizione psicofisica. Cordialmente Enza Marangella

Dott.ssa Enza Marangella

Dott.ssa Enza Marangella

psicoterapeuta

Trebaseleghe

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Buonasera, dagli stati che descrive le consiglierei di rivolgersi al suo medico di famiglia col fine di farsi prescrivere esami specifici che escludano cause organiche alla base del suo malessere. Un intervento di tipo psicologico potrebbe risultarle utile, ma primariamente ritengo sia indispensabile un'accurata analisi a livello medico che escluda cause organiche.

Dr. Matteo Masi

Dr. Matteo Masi

psicoterapeuta

Sanremo

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Salve, Concordo con i colleghi nell’andare dapprima dal suo medico di base, il quale potrà indirizzarla verso lo specialista che riterrà più idoneo al caso suo visti i sintomi fisici. Parallelamente può rivolgersi ad uno psicoterapeuta con il quale condividere un percorso di sostegno per la parte più prettamente psicologico-relazionale. Le auguro di trovare l’aiuto che cerca. Un saluto. MF


Buongiorno, io credo che, per il suo caso, potrebbe essere utile intraprendere anche un percorso trapeutico al fine di individuare le cause psicosomatiche della sua patologia. Cordiali saluti

Dr. Emanuele Incoronato

Dr. Emanuele Incoronato

psicoterapeuta

Santa Marinella

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Gentile utente, le consiglierei prima di tutto, se non lo avesse già fatto, di rivolgersi ad un medico specialista. Qualora si potessero escludere origini organiche dei sintomi che descrive, le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo per approfondire quali potrebbero essere le cause psicologiche. In questo caso il suo corpo sembra si stia facendo portavoce di un malessere che non ha origini fisiche ma psichiche e che la sta facendo soffrire compromettendo la qualità della sua vita. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Un caro saluto. V.M.


Buon giorno. Concordo con tutti i colleghi che le hanno suggerito innanzitutto un approfondimento attraverso specifici esami diagnostici che può prescriverle il medico di base. Solo dopo aver una diagnosi molto precisa che indica l'origine dei sui sintomi, potrà intraprendere un percorso di cura secondo un piano terapeutico effettuato da uno specialista nella patologia che verrà individuata. Data la varietà e intensità dei sintomi che descrive non rimandi un confronto con il suo medico di base. Cordialmente. Bruno Ramondetti


Gentilissimo, concordo con i colleghi nell'evidenziare la necessità di un consulto neurologico. La sintomatologia descritta è indicativa di una possibile problematica organica. Solo laddove il neurologo non rilevi alcuna patologia e non ponga la condizione di ulteriori accertamenti a livello organico, sarà possibile affrontare la questione con un professionista psicoterapeuta per comprendere se è di sua pertinenza. In bocca al lupo, cordialità. DMP


Buonasera, provi a chiedere una consulenza psicologica. Ottime cose, Dottor Andrea De Simone


Salve, le consiglio di parlarne con il suo medico di base in modo da dare degli esami specifici ed escludere o meno un eventuale disturbo di natura organica. Se i suoi esami dovessero essere nella norma, allora le consiglio di contattare uno psicoterapeuta in modo da parlarne, perché evidentemente si tratta di disturbi psicosomatici. Saluti.


Buongiorno, mi sento di consigliarle sicuramente di rivolgersi ad un medico che possa prescriverle degli esami specifici perché è importante innanzitutto capire se è un problema di tipo organico. Se così non fosse, i sintomi che lei descrive potrebbero essere psicosomatici e per questo le sarà utile rivolgersi ad uno psicologo. Resto a sua disposizione per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento. Saluti, Dott.ssa Federica Leonardi


Salve, potrebbe anche essere ansia ma comunque le consiglio di rivolgersi al suo medico di fiducia. Buona giornata. Dott. Fiori


Salve, ritengo opportuno consigliarle un approfondimento medico. Un saluto, MMM


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Alessandro D'Agostini


Buongiorno, grazie per il messaggio. Mi dispiace che si senta in questo modo, ha fatto bene a rivolgersi a questo portale. Non è di certo la sede adeguata per approfondire questa. Inoltre, le informazioni a disposizione, vista sempre la sede, non permettono di andare molto a fondo e di darle una risposta particolarmente adeguata. Tuttavia, mi sembra di capire che ciò di cui sta parlando la limiti e le crei malesseri psicofisici, tali evidentemente da interferire con il normale svolgimento delle sue attività quotidiane. A volte si arriva a dei punti in cui le strategie che abbiamo messo in atto fino a quel momento non si stanno rilevando più utili e funzionali, pertanto è necessario individuarne di nuove. Per questo può essere utile intraprendere un percorso di conoscenza di sé, atto ad individuare piani maggiormente adeguati. Resto a disposizione e le auguro buona giornata e buon tempo


La ringrazio per aver condiviso una parte così intima e personale del suo vissuto. Comprendo quanto possa essere destabilizzante sperimentare la sensazione di non essere vigile, come se si fosse in una sorta di sogno, con percezioni alterate e difficoltà a concentrarsi, specialmente quando questi episodi si accompagnano a sintomi fisici come diarrea, cefalea e dolori cervicali. Si tratta di un insieme di segnali che, messi insieme, possono diventare davvero invalidanti nella vita quotidiana. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è importante iniziare considerando il funzionamento dell’organismo nel suo complesso, partendo da un’osservazione molto semplice ma spesso trascurata: il sonno. Lei stesso riferisce che questi sintomi si presentano quando non dorme. Il sonno è una funzione fondamentale per l’equilibrio mentale e fisico. Quando viene alterato in modo costante o qualitativamente povero, può generare effetti su più livelli: attenzione, memoria, regolazione emotiva e percezione sensoriale. Anche il sentirsi come in un sogno, una sorta di ovattamento o irrealtà, è compatibile con ciò che in psicologia chiamiamo derealizzazione, spesso legata a stanchezza mentale, stress o deprivazione di sonno. I sintomi gastrointestinali e i dolori cervicali possono invece avere una doppia lettura. Da una parte, potrebbero essere legati a cause organiche che è sempre importante escludere attraverso una valutazione medica completa. Dall’altra, è noto che condizioni di tensione psicosomatica possono manifestarsi proprio in queste aree del corpo. Anche se lei riferisce di non soffrire d’ansia, il corpo può comunicare tensioni emotive in modo autonomo, senza che ci sia per forza una percezione cosciente di ansia. In alcuni casi, le emozioni possono manifestarsi proprio sotto forma di irritabilità, nervosismo o malessere fisico, piuttosto che con sintomi tipici dell’ansia come il battito accelerato o la preoccupazione eccessiva. Dal punto di vista psicologico, potrebbe essere utile iniziare a monitorare con attenzione il suo stile di vita: quanto e come dorme, l’alimentazione, i ritmi quotidiani, l’uso di dispositivi elettronici prima di andare a letto, l’attività fisica. Tutti questi aspetti hanno un’influenza diretta sul benessere mentale e possono contribuire a generare stati di confusione mentale o di difficoltà attentiva. In parallelo, un percorso con uno psicologo cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla a ricostruire un quadro più preciso delle sue esperienze interne, distinguendo meglio gli stati corporei da quelli cognitivi ed emotivi, e fornendole strategie pratiche per gestire i momenti in cui si sente meno presente o meno lucido. È importante che lei sappia che ciò che sta vivendo non è raro, e soprattutto non è una condanna. Con una buona valutazione, un corretto inquadramento clinico e un lavoro personalizzato è possibile recuperare lucidità, concentrazione e una buona qualità della vita. Non si colpevolizzi per ciò che sente: il nostro corpo e la nostra mente cercano spesso di segnalarci qualcosa, e il fatto che lei abbia avuto il coraggio di chiedere aiuto è già un primo passo fondamentale nella direzione giusta. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Ciao, i sintomi che descrivi — difficoltà di concentrazione, sensazione di irrealtà, stanchezza, dolori fisici e alterazioni della percezione — possono comparire quando il corpo e la mente sono sotto stress, ad esempio per mancanza di sonno, affaticamento o tensione prolungata. Il fatto che peggiorino quando non dormi conferma che il sistema nervoso è sovraccarico e non riesce a recuperare. Può essere utile partire da alcuni aspetti pratici: migliorare la qualità del sonno, curare l’alimentazione (specie se hai episodi di diarrea), bere a sufficienza e ridurre caffeina o stimolanti. Se però la sensazione di “non essere vigile” o di vivere in una sorta di sogno continua, è importante parlarne con un medico per escludere cause organiche e, se necessario, iniziare un percorso psicologico per comprendere come lo stress o le tensioni interiori possano influire sulla percezione. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

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Buonasera, provo a risponderle con calma perché quello che descrive è molto fastidioso ma non automaticamente grave. La sensazione di “non essere vigile”, di percepire la luce più intensa o di sentirsi come in un sogno, soprattutto quando non dorme bene, è molto spesso legata a forte stanchezza, deprivazione di sonno e tensione fisica. Il cervello, quando è affaticato, può dare proprio quella sensazione di irrealtà o di distacco, che spaventa molto ma è funzionale allo stress. Il fatto che associ diarrea, dolori cervicali e mal di testa fa pensare a un corpo sotto tensione. La cervicale contratta può dare mal di testa e anche una sensazione di “ovattamento”. L’intestino, poi, è molto sensibile allo stress fisico e mentale, anche quando non ci si percepisce come ansiosi. Non serve sentirsi “ansiosi” per avere una risposta da stress: a volte si manifesta più con irritabilità e nervosismo, come dice lei. La prima cosa importante è verificare le basi: qualità del sonno, alimentazione, idratazione, eventuali carenze (ferro, vitamina B12, vitamina D, tiroide). Un controllo dal medico con esami di routine può aiutare a escludere cause organiche semplici. Se questi episodi compaiono soprattutto quando dorme poco, il sonno diventa la priorità assoluta: il cervello senza riposo adeguato altera percezioni, concentrazione e sensibilità alla luce. Non sembra, da quello che racconta, qualcosa di “psichiatrico grave”, ma un sistema nervoso affaticato che sta chiedendo una regolazione. Se vuole, possiamo approfondire insieme quando compaiono esattamente questi sintomi e cosa li precede, così da capire meglio il meccanismo e darle strumenti concreti per sentirsi di nuovo lucido e stabile.


Buongiorno, i sintomi che descrive – difficoltà di concentrazione, sensazione di non essere vigile, alterata percezione della realtà, maggiore sensibilità alla luce, mal di testa, dolori cervicali e diarrea – possono avere origini diverse e, proprio per questo, non è possibile formulare un'ipotesi affidabile basandosi soltanto su un breve racconto. Un elemento importante, però, è che lei riferisce un peggioramento quando dorme poco. La deprivazione di sonno può influenzare in modo significativo l'attenzione, la lucidità mentale, l'umore e anche alcuni sintomi fisici. Tuttavia, è importante non attribuire automaticamente tutto a questo fattore, perché è necessario escludere anche eventuali cause di natura medica. Per questo motivo il primo passo dovrebbe essere un confronto con il suo medico curante, che potrà valutare se siano opportuni approfondimenti clinici e orientarla verso gli accertamenti più indicati. Qualora gli esami medici non evidenziassero cause organiche, potrebbe essere utile approfondire anche l'aspetto psicologico. Infatti, stati di stress o di forte affaticamento possono manifestarsi anche attraverso sintomi fisici e cognitivi, talvolta senza che la persona percepisca un'ansia evidente. Il fatto che questa condizione stia compromettendo la sua lucidità e la qualità della vita merita comunque attenzione e non dovrebbe essere sottovalutato. Se, dopo gli opportuni accertamenti medici, sentisse il bisogno di approfondire anche la componente psicologica di ciò che sta vivendo, resto a disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.