Salve, mi chiamo V, da qualche anno sono single e non sto passando una bella situazione in generale.
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Salve, mi chiamo V, da qualche anno sono single e non sto passando una bella situazione in generale. Ho così bisogno di un po' di contatto umano che sto seriamente pensando di pagare una escort per averne un po'.
Premetto che non l'ho mai fatto e che sono molto combattuto perché è qualcosa che non vedo di buon occhio. Non so che fare, da una parte ne ho bisogno, ma dall'altra me ne vergogno profondamente e ritengo sia anche sbagliato pagare per questo, sia per me che per lei. Avete consigli? Grazie
Premetto che non l'ho mai fatto e che sono molto combattuto perché è qualcosa che non vedo di buon occhio. Non so che fare, da una parte ne ho bisogno, ma dall'altra me ne vergogno profondamente e ritengo sia anche sbagliato pagare per questo, sia per me che per lei. Avete consigli? Grazie
Buon pomeriggio V., vorrei rassicurarla rispetto al fatto che di base non c'è un bisogno sbagliato in lei, anzi, e che il volerlo soddisfare credo che sia del tutto comprensibile... Non credo che la vergogna o il giudizio che rivolge verso sé stesso le servano (anzi, la deprimono e svalorizzano solo di più), piuttosto forse dovrebbe chiedersi se davvero questo sarebbe il modo di ricevere quel "contatto umano" di cui parla, quell'affettività che le manca... poiché credo che, in un rapporto con un escort, riceverebbe forse un appagamento fisico ma non credo riuscirebbe a riempire il vuoto e la mancanza affettiva di cui racconta.
Le consiglio di riflettere su questo e di pensare ad intraprendere un eventuale percorso di supporto e sostegno psicologico, che la potrebbe aiutare a comprendere meglio la sua sofferenza ed a trovare soluzioni più sane e coerenti con i suoi reali bisogni, oltre che a valorizzarsi ed a potenziare le sua autostima e le sue risorse.
La ringrazio per la fiducia e soprattutto per la condivisione così personale che ha fatto qui, se avrà necessità o voglia di approfondire mi trova a Sua disposizione :)
Le consiglio di riflettere su questo e di pensare ad intraprendere un eventuale percorso di supporto e sostegno psicologico, che la potrebbe aiutare a comprendere meglio la sua sofferenza ed a trovare soluzioni più sane e coerenti con i suoi reali bisogni, oltre che a valorizzarsi ed a potenziare le sua autostima e le sue risorse.
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Buongiorno V,
grazie per aver condiviso con sincerità un pensiero così intimo e delicato. Il bisogno di contatto umano è profondo e legittimo, soprattutto in momenti di solitudine o difficoltà. Capisco il tuo conflitto: da una parte un desiderio di vicinanza, dall’altra vergogna e valori personali che sembrano entrare in contrasto.
Il fatto che tu ti stia ponendo delle domande e senta il bisogno di parlarne dimostra una grande consapevolezza. Più che giudicare la scelta in sé, può essere utile esplorare il significato che ha per te questo desiderio e quali emozioni profonde vi siano collegate — ad esempio il bisogno di essere visto, ascoltato, accolto, o forse il timore di non riuscire a ottenere tutto questo in una relazione autentica.
Se vuoi, possiamo affrontare questi vissuti insieme in un percorso psicologico, con lo spazio e il tempo necessari per comprendere meglio cosa ti sta accadendo e cosa può aiutarti davvero a ritrovare un senso di connessione e benessere.
Resto a disposizione se desideri approfondire.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valeria Carolina Paradiso
Psicologa e Sessuologa
grazie per aver condiviso con sincerità un pensiero così intimo e delicato. Il bisogno di contatto umano è profondo e legittimo, soprattutto in momenti di solitudine o difficoltà. Capisco il tuo conflitto: da una parte un desiderio di vicinanza, dall’altra vergogna e valori personali che sembrano entrare in contrasto.
Il fatto che tu ti stia ponendo delle domande e senta il bisogno di parlarne dimostra una grande consapevolezza. Più che giudicare la scelta in sé, può essere utile esplorare il significato che ha per te questo desiderio e quali emozioni profonde vi siano collegate — ad esempio il bisogno di essere visto, ascoltato, accolto, o forse il timore di non riuscire a ottenere tutto questo in una relazione autentica.
Se vuoi, possiamo affrontare questi vissuti insieme in un percorso psicologico, con lo spazio e il tempo necessari per comprendere meglio cosa ti sta accadendo e cosa può aiutarti davvero a ritrovare un senso di connessione e benessere.
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Un caro saluto,
Dott.ssa Valeria Carolina Paradiso
Psicologa e Sessuologa
Gentile paziente, il contatto umano è fondamentale per il benessere fisico e psicologico, quindi il fatto che lei ne senta la mancanza è sintomo di vitalità, e in quanto tale, non lo condannerei. è umano! per quanto riguarda la escort, le dirò una cosa: non c'è nulla di giusto o sbagliato in assoluto. Mi chiedo però, anche qualora lei decidesse di vivere questa esperienza, se sarebbe divorato dai sensi di colpa una volta vissuta, e se se godrebbe fino in fondo mentre la vive. Rispetto al pagamento, mi chiedo cosa la spinga a desiderare questo tipo di rapporto, almeno parzialmente. Resto a disposizione anche per una consulenza online.
Buonasera.
Il rispetto che lei esprime per se stesso e per chi sceglie di fare la escort è un valore importante.
Per questo, dato il vissuto intenso che lei esprime, le propongo un colloquio, anche online, per provare ad approfondire.
Il rispetto che lei esprime per se stesso e per chi sceglie di fare la escort è un valore importante.
Per questo, dato il vissuto intenso che lei esprime, le propongo un colloquio, anche online, per provare ad approfondire.
Buongiorno V, la ringrazio per la sua condivisione. Io credo che ha fatto la cosa più difficile, e cioè il primo passo per chiedere aiuto e stare meglio. Il mio suggerimento è quello di chiedere un supporto, e non rimanere solo con la sua sofferenza: c'è da capire cosa significa che non sta passando una bella situazione, sotto che fronti, come mai si sente così solo e come mai fa fatica a trovare contatto umano con le persone, forse non solo dal punto di vista sentimentale. Più che una escort, che sarebbe una soluzione "toppa", come un cerotto, c'è bisogno di capire le cause del suo malessere, da dove arrivano e perchè, contestualizzandole nella sua storia di vita e delle sue relazioni. Credo che attivare un percorso con un professionista a cui affidarsi potrebbe aiutarla molto di più. Se avesse bisogno sono a disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Buonasera V, la ringrazio per la sincerità con cui ha deciso di condividere un pensiero così intimo e spesso difficile da esprimere ad alta voce. Quello che descrive rivela un bisogno umano, autentico e profondamente legittimo: il bisogno di contatto, di vicinanza, di sentirsi visti, accolti, toccati. A volte la solitudine, quando si prolunga per anni, diventa una ferita silenziosa che si fa sentire proprio in questo desiderio di avere almeno un momento di calore e presenza fisica. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è importante partire da come lei interpreta questa esigenza. La sua mente la giudica, la etichetta come qualcosa di cui vergognarsi o addirittura come un atto “sbagliato”. Eppure, se proviamo a osservare il bisogno senza giudizio, possiamo vedere che ciò che cerca non è solo un rapporto sessuale, ma un’esperienza di connessione. La parte di lei che si sente combattuta lo dimostra: non cerca di “comprare” qualcosa, ma di colmare un vuoto affettivo, di placare la mancanza di contatto. Pagare una escort, per molte persone, può sembrare una via veloce per rispondere a questa fame di contatto. Ma spesso, dopo quell’incontro, possono riaffiorare sentimenti di vuoto, vergogna o tristezza ancora più forti, perché ciò che davvero manca non è solo il corpo di qualcun altro, ma la possibilità di sentirsi scelto, desiderato, apprezzato per ciò che si è. È questo che rende comprensibile il suo conflitto interiore. Non è mio compito dirle cosa fare o non fare, ma posso invitarla a riflettere su come vorrebbe davvero sentirsi. Se immagina di pagare una escort, cosa pensa che succederebbe dentro di sé dopo quell’incontro? Si sentirebbe davvero meno solo? Provi a rispondersi con onestà, perché spesso dietro l’idea di un contatto a pagamento c’è anche la speranza di trovare, almeno per qualche ora, un sollievo da un dolore più grande. Ma se quel sollievo dura poco, rischia di amplificare la frustrazione di non avere ancora trovato una forma di contatto che sia libera, reciproca, autentica. Potrebbe essere più utile chiedersi: cosa potrebbe fare per avvicinarsi a un contatto umano che non abbia bisogno di essere comprato? Ci sono attività, luoghi o contesti dove potrebbe sperimentare relazioni, anche piccole, ma basate su uno scambio reale? A volte, in questi momenti di grande solitudine, un percorso di sostegno psicologico può diventare già di per sé uno spazio di connessione umana importante, dove iniziare a sentirsi visti senza giudizio e senza bisogno di pagare per avere affetto. La solitudine non è un fallimento, ma un segnale di un bisogno non soddisfatto. Riconoscerlo, come sta facendo lei, è già un atto di grande lucidità. Non si colpevolizzi, non si giudichi per ciò che prova. Piuttosto, si conceda di esplorare altre strade per nutrire questa parte di sé che desidera calore e presenza. Forse sarà un percorso più lungo, ma le porterà sollievo più stabile e profondo di quello che può dare un incontro fugace. Se ne sente il bisogno, non esiti a cercare un confronto con uno psicologo: non per sentirsi dire cosa è giusto o sbagliato fare, ma per avere uno spazio in cui esplorare senza vergogna la sua solitudine e costruire insieme passi piccoli ma concreti verso relazioni più vere. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Salve V, quello che condivide è molto più comune e umano di quanto forse immagini. Più che soffermarsi sulla scelta in sé, forse può essere utile chiedersi cosa sta cercando davvero: è solo il contatto fisico? O anche uno spazio di ascolto, calore, riconoscimento? Perché a volte il corpo diventa il canale per esprimere una mancanza più profonda, relazionale, affettiva.
Non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma può essere prezioso parlarne in uno spazio terapeutico, dove questo conflitto può essere esplorato senza vergogna, andando oltre il gesto, per capire cosa la sua parte più sola sta davvero chiedendo.
Un caro saluto, Dott.ssa Violeta Raileanu
Non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma può essere prezioso parlarne in uno spazio terapeutico, dove questo conflitto può essere esplorato senza vergogna, andando oltre il gesto, per capire cosa la sua parte più sola sta davvero chiedendo.
Un caro saluto, Dott.ssa Violeta Raileanu
Buongiorno,
credo sia opportuno per lei iniziare un percorso psicologico per meglio analizzare questo suo malessere e questo senso di solitudine. L aiuto di un professionista le consentirà con il tempo di trovare le risposte che cerca.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
credo sia opportuno per lei iniziare un percorso psicologico per meglio analizzare questo suo malessere e questo senso di solitudine. L aiuto di un professionista le consentirà con il tempo di trovare le risposte che cerca.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Salve V, grazie per aver condiviso la tua esperienza con tanta sincerità.
Quello che descrivi è un momento di grande solitudine emotiva e fisica, che ti porta a desiderare il contatto umano come bisogno profondo. È comprensibile, soprattutto dopo un periodo prolungato da single e in una fase di difficoltà generale.
Il fatto che tu sia combattuto indica che stai riflettendo seriamente sia sui tuoi bisogni sia sui tuoi valori personali. Il desiderio di compagnia è legittimo, ma è importante valutare se il ricorso a una escort risponderebbe davvero al tuo bisogno emotivo o rischierebbe, invece, di lasciarti con un senso di vuoto, vergogna o conflitto morale maggiore dopo l’esperienza.
Pagare per avere un contatto sessuale o affettivo non è di per sé “giusto” o “sbagliato in assoluto”: è una scelta personale, ma richiede consapevolezza delle proprie motivazioni e delle possibili conseguenze sul piano psicologico. Se da un lato può sembrare una soluzione immediata per colmare la solitudine, dall’altro potrebbe non soddisfare il bisogno più profondo di connessione autentica, rischiando di amplificare il tuo disagio interiore.
Se ti senti confuso o in difficoltà, sarebbe utile esplorare questi sentimenti più a fondo, magari con l’aiuto di uno psicologo o psicoterapeuta. Un percorso di supporto potrebbe aiutarti a comprendere meglio cosa cerchi veramente, a lavorare sulla tua autostima, e a trovare modi più appaganti e sani per costruire relazioni e contatto umano.
Sarebbe utile e consigliato, per approfondire questi aspetti, rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Quello che descrivi è un momento di grande solitudine emotiva e fisica, che ti porta a desiderare il contatto umano come bisogno profondo. È comprensibile, soprattutto dopo un periodo prolungato da single e in una fase di difficoltà generale.
Il fatto che tu sia combattuto indica che stai riflettendo seriamente sia sui tuoi bisogni sia sui tuoi valori personali. Il desiderio di compagnia è legittimo, ma è importante valutare se il ricorso a una escort risponderebbe davvero al tuo bisogno emotivo o rischierebbe, invece, di lasciarti con un senso di vuoto, vergogna o conflitto morale maggiore dopo l’esperienza.
Pagare per avere un contatto sessuale o affettivo non è di per sé “giusto” o “sbagliato in assoluto”: è una scelta personale, ma richiede consapevolezza delle proprie motivazioni e delle possibili conseguenze sul piano psicologico. Se da un lato può sembrare una soluzione immediata per colmare la solitudine, dall’altro potrebbe non soddisfare il bisogno più profondo di connessione autentica, rischiando di amplificare il tuo disagio interiore.
Se ti senti confuso o in difficoltà, sarebbe utile esplorare questi sentimenti più a fondo, magari con l’aiuto di uno psicologo o psicoterapeuta. Un percorso di supporto potrebbe aiutarti a comprendere meglio cosa cerchi veramente, a lavorare sulla tua autostima, e a trovare modi più appaganti e sani per costruire relazioni e contatto umano.
Sarebbe utile e consigliato, per approfondire questi aspetti, rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentilissimo, grazie per la condivisione. Capisco la situazione che descrive, e comprendo soprattutto il bisogno di contatto che riporta, probabilmente accentuato dal momento difficile che sta vivendo. Credo che, al di là della sua scelta o meno di avere compagnia, intraprendere dei colloqui di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti la sua fatica relazionale del momento, individuando delle strategie funzionali per affrontarle insieme allo specialista. Resto a disposizione! cordiali saluti
AV
AV
Caro V,
quando un bisogno diventa così urgente da portarci verso soluzioni che sentiamo lontane dai nostri valori, spesso non è il bisogno in sé a farci paura… ma il prezzo che temiamo di pagare in termini di identità.
Ti propongo uno spunto:
cosa stai davvero cercando nel “contatto umano”? È corpo, è vicinanza, è riconoscimento, è essere visto? Se potessi separare ciò che desideri da ciò che giudichi, cosa rimarrebbe?
A volte, per uscire dal conflitto, serve prima dare legittimità al bisogno. Solo così puoi decidere con lucidità come soddisfarlo, senza vergogna né automatismi.
Resto a disposizione,
Francesca Gottofredi
quando un bisogno diventa così urgente da portarci verso soluzioni che sentiamo lontane dai nostri valori, spesso non è il bisogno in sé a farci paura… ma il prezzo che temiamo di pagare in termini di identità.
Ti propongo uno spunto:
cosa stai davvero cercando nel “contatto umano”? È corpo, è vicinanza, è riconoscimento, è essere visto? Se potessi separare ciò che desideri da ciò che giudichi, cosa rimarrebbe?
A volte, per uscire dal conflitto, serve prima dare legittimità al bisogno. Solo così puoi decidere con lucidità come soddisfarlo, senza vergogna né automatismi.
Resto a disposizione,
Francesca Gottofredi
Buonasera,
è difficile darle dei consigli non conoscendo nel dettaglio il momento che sta passando. Ha mai pensato di iniziare un percorso di psicoterapia? Le consiglierei di provare a fare degli incontri (anche 3-4 preliminari), anche per capire meglio in che momento si trova. Sono sicuro che, in questo modo, possa trovare consigli sui suoi dubbi del momento e anche in generale per poter migliorare la sua situazione. Per qualsiasi cosa resto a disposizione
è difficile darle dei consigli non conoscendo nel dettaglio il momento che sta passando. Ha mai pensato di iniziare un percorso di psicoterapia? Le consiglierei di provare a fare degli incontri (anche 3-4 preliminari), anche per capire meglio in che momento si trova. Sono sicuro che, in questo modo, possa trovare consigli sui suoi dubbi del momento e anche in generale per poter migliorare la sua situazione. Per qualsiasi cosa resto a disposizione
Gentile V,
grazie per aver trovato il coraggio di condividere qualcosa di così intimo. Quello che sta vivendo parla di un bisogno profondo di contatto e vicinanza, che in certi momenti può diventare davvero intenso, soprattutto quando la solitudine si protrae nel tempo.
Il fatto che si senta combattuto mostra quanto stia cercando di ascoltare sia ciò che desidera, sia i suoi valori. A volte può succedere di sentirsi attratti da soluzioni che sembrano offrire un sollievo immediato, ma che allo stesso tempo generano un conflitto interiore.
Forse la questione più importante non è tanto la scelta in sé, quanto ciò che oggi sta cercando attraverso quel gesto: contatto, calore, riconoscimento, vicinanza. Dare un nome a questi bisogni può aiutarla a trovare risposte più in sintonia con sé stesso. Sono tutti bisogni legittimi, che meritano ascolto e rispetto.
Parlarne con qualcuno, in un contesto sicuro e accogliente, potrebbe essere un modo per prendersi cura di sé con maggiore consapevolezza.
Non è segno di debolezza chiedere aiuto: è un gesto di profondo ascolto verso se stessi.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
grazie per aver trovato il coraggio di condividere qualcosa di così intimo. Quello che sta vivendo parla di un bisogno profondo di contatto e vicinanza, che in certi momenti può diventare davvero intenso, soprattutto quando la solitudine si protrae nel tempo.
Il fatto che si senta combattuto mostra quanto stia cercando di ascoltare sia ciò che desidera, sia i suoi valori. A volte può succedere di sentirsi attratti da soluzioni che sembrano offrire un sollievo immediato, ma che allo stesso tempo generano un conflitto interiore.
Forse la questione più importante non è tanto la scelta in sé, quanto ciò che oggi sta cercando attraverso quel gesto: contatto, calore, riconoscimento, vicinanza. Dare un nome a questi bisogni può aiutarla a trovare risposte più in sintonia con sé stesso. Sono tutti bisogni legittimi, che meritano ascolto e rispetto.
Parlarne con qualcuno, in un contesto sicuro e accogliente, potrebbe essere un modo per prendersi cura di sé con maggiore consapevolezza.
Non è segno di debolezza chiedere aiuto: è un gesto di profondo ascolto verso se stessi.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
Buongiorno gentile Utente, la sua richiesta, così onesta e diretta, tocca un bisogno profondo e umano: il desiderio di contatto, di vicinanza, di sentirsi visti e accolti. In un tempo in cui l’isolamento, la solitudine affettiva e l’assenza di connessione reale sono esperienze sempre più diffuse, ciò che lei prova è comprensibile e non ha nulla di cui vergognarsi. Il fatto che lei riesca a esprimere questo conflitto interiore, senza sconti né autoassoluzioni, mostra una consapevolezza importante, oltre a un rispetto profondo per sé e per l’altro.
La difficoltà che descrive (tra il bisogno urgente di contatto e la resistenza etica ed emotiva rispetto all’idea di pagare per ottenerlo) non è una semplice “scelta morale”, ma una tensione interna che merita ascolto. Da una parte c’è il desiderio di spezzare il silenzio del corpo e del cuore, e dall’altra il timore di compromettere qualcosa di più profondo: il senso di autenticità e valore che attribuisce alla relazione e all’incontro umano.
In questi casi, il punto non è giudicare la scelta in sé, quanto piuttosto comprendere cosa realmente cerca: è un contatto fisico, è una compagnia, è il bisogno di sentirsi ancora desiderato, visto, toccato, riconosciuto? Dare un nome più preciso a questo bisogno potrebbe aiutarla a orientarsi, senza dover agire impulsivamente o, al contrario, bloccare tutto nel giudizio.
Spesso, quando ci si sente soli a lungo, si arriva a ipotizzare soluzioni “di emergenza” che sembrano risolvere il bisogno sul momento, ma lasciano poi un senso più profondo di vuoto, proprio perché non colmano davvero ciò che manca. Se la sua parte più profonda la trattiene, è bene ascoltarla: forse le sta dicendo che non è tanto il corpo a voler essere toccato, ma qualcosa di più invisibile, che solo relazioni umane autentiche (anche se lente a costruirsi) possono realmente nutrire.
Un percorso terapeutico, in questo senso, può offrirle uno spazio protetto in cui elaborare questa solitudine, comprendere meglio i suoi bisogni relazionali e trovare strade più coerenti con i suoi valori per affrontare questo momento difficile. Nessun bisogno umano è “sbagliato”, e quando è ascoltato senza giudizio può diventare il primo passo verso una vita emotiva più ricca e significativa.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
La difficoltà che descrive (tra il bisogno urgente di contatto e la resistenza etica ed emotiva rispetto all’idea di pagare per ottenerlo) non è una semplice “scelta morale”, ma una tensione interna che merita ascolto. Da una parte c’è il desiderio di spezzare il silenzio del corpo e del cuore, e dall’altra il timore di compromettere qualcosa di più profondo: il senso di autenticità e valore che attribuisce alla relazione e all’incontro umano.
In questi casi, il punto non è giudicare la scelta in sé, quanto piuttosto comprendere cosa realmente cerca: è un contatto fisico, è una compagnia, è il bisogno di sentirsi ancora desiderato, visto, toccato, riconosciuto? Dare un nome più preciso a questo bisogno potrebbe aiutarla a orientarsi, senza dover agire impulsivamente o, al contrario, bloccare tutto nel giudizio.
Spesso, quando ci si sente soli a lungo, si arriva a ipotizzare soluzioni “di emergenza” che sembrano risolvere il bisogno sul momento, ma lasciano poi un senso più profondo di vuoto, proprio perché non colmano davvero ciò che manca. Se la sua parte più profonda la trattiene, è bene ascoltarla: forse le sta dicendo che non è tanto il corpo a voler essere toccato, ma qualcosa di più invisibile, che solo relazioni umane autentiche (anche se lente a costruirsi) possono realmente nutrire.
Un percorso terapeutico, in questo senso, può offrirle uno spazio protetto in cui elaborare questa solitudine, comprendere meglio i suoi bisogni relazionali e trovare strade più coerenti con i suoi valori per affrontare questo momento difficile. Nessun bisogno umano è “sbagliato”, e quando è ascoltato senza giudizio può diventare il primo passo verso una vita emotiva più ricca e significativa.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Buongiorno, cosa la spinge a fare questo pensiero? su questo bisognerebbe ragionare indipendentemente dalla decisione che poi prenderà e che sentirà adeguata per lei.
Buongiorno forse le servirebbe affrontare con l'aiuto di un esperto la "non bella situazione generale" a cui fa riferimento, indipendentemente dalle scelte a cui fa riferimento e che restano assolutamente personali. Saluti
Gentile V,
immagino che se le è sorto questo dubbio debba sentirsi particolarmente provato ed in difficoltà. Le farei questa domanda: cosa c'è di sbagliato nell'usufruire di un "servizio" che una persona le mette a disposizione?
immagino che se le è sorto questo dubbio debba sentirsi particolarmente provato ed in difficoltà. Le farei questa domanda: cosa c'è di sbagliato nell'usufruire di un "servizio" che una persona le mette a disposizione?
Caro V,
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così intimo. Quello che sta vivendo è profondamente umano: il bisogno di vicinanza e contatto. Quando ci sentiamo soli può essere normale cercare in tutti i modi delle soluzioni per colmare questo vuoto. Il fatto che tu sia combattuto dimostra, inoltre, il desiderio di non andare contro i tuoi valori. Ritengo valga però la pena esplorare maggiormente questo bisogno, senza alcun giudizio, parlandone con un professionista in un setting adeguato. Questo potrà aiutarti a capire cosa vuole comunicarti questo bisogno e come colmarlo realmente, senza ricorrere a soluzioni che possono sì garantire un sollievo, ma soltanto di tipo temporaneo. Non c'è nulla di cui vergognarsi, non ci sono soluzioni giuste o sbagliate in assoluto.
Cari saluti,
Dott.ssa Chiara Patricia Bonaventura.
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così intimo. Quello che sta vivendo è profondamente umano: il bisogno di vicinanza e contatto. Quando ci sentiamo soli può essere normale cercare in tutti i modi delle soluzioni per colmare questo vuoto. Il fatto che tu sia combattuto dimostra, inoltre, il desiderio di non andare contro i tuoi valori. Ritengo valga però la pena esplorare maggiormente questo bisogno, senza alcun giudizio, parlandone con un professionista in un setting adeguato. Questo potrà aiutarti a capire cosa vuole comunicarti questo bisogno e come colmarlo realmente, senza ricorrere a soluzioni che possono sì garantire un sollievo, ma soltanto di tipo temporaneo. Non c'è nulla di cui vergognarsi, non ci sono soluzioni giuste o sbagliate in assoluto.
Cari saluti,
Dott.ssa Chiara Patricia Bonaventura.
Salve V, grazie per aver condiviso un aspetto così personale e delicato.
Così, su due piedi, io non avrei un vero consiglio da darle anche perché probabilmente bisognerebbe approfondire maggiormente motivazioni e pensieri.
Le affido però degli spunti di riflessione: come mai si vergogna così profondamente? Di cosa si vergogna, nello specifico? Pagare per avere un contatto umano è sbagliato per lei e per la professionista in che senso?
Posso consigliarle di affidare il suo vissuto presente ma anche passato a un professionista che possa sostenerla nell'esplorazione di alcuni suoi bisogni e alcuni suoi pensieri.
Un caro saluto,
dott.ssa Francomano Ilaria
Così, su due piedi, io non avrei un vero consiglio da darle anche perché probabilmente bisognerebbe approfondire maggiormente motivazioni e pensieri.
Le affido però degli spunti di riflessione: come mai si vergogna così profondamente? Di cosa si vergogna, nello specifico? Pagare per avere un contatto umano è sbagliato per lei e per la professionista in che senso?
Posso consigliarle di affidare il suo vissuto presente ma anche passato a un professionista che possa sostenerla nell'esplorazione di alcuni suoi bisogni e alcuni suoi pensieri.
Un caro saluto,
dott.ssa Francomano Ilaria
Salve V, come mai pensa di dover pagare qualcuno per avere la sua compagnia?
Relazionarsi con gli altri è molto difficile ma non è impossibile, siamo esseri relazionali che sono nati proprio per condividere esperienze. È dunque perfettamente normale la sua necessità di contatto umano in questo momento, inoltre il sostegno sociale è fondamentale in momenti difficili. Sicuramente quello che posso dirle è che magari potrebbe investire su di sé proprio in questo momento così duro per poi poter essere in grado di ritrovare la sua socialità in modo naturale e gratuito con altre persone che la fuori la aspettano.
Relazionarsi con gli altri è molto difficile ma non è impossibile, siamo esseri relazionali che sono nati proprio per condividere esperienze. È dunque perfettamente normale la sua necessità di contatto umano in questo momento, inoltre il sostegno sociale è fondamentale in momenti difficili. Sicuramente quello che posso dirle è che magari potrebbe investire su di sé proprio in questo momento così duro per poi poter essere in grado di ritrovare la sua socialità in modo naturale e gratuito con altre persone che la fuori la aspettano.
Gentile V, grazie per aver condiviso la sua esperienza ed i suoi dubbi. Sono dispiaciuto per la situazione complessa che sta affrontando, ricordi che in qualsiasi momento può chiedere aiuto ad un professionista che possa aiutarla a superare questo periodo. Per quanto riguarda il suo bisogno, quello di relazione, di contatto umano, credo sia profondamente normale e connaturato nell'esperienza umana. L'assenza di relazionalità può condurre a momenti di sofferenza molto marcati.
Per quanto riguarda la decisione per la quale è combattuto, penso che soltanto lei e nessun altro abbia il diritto di scegliere. Naturalmente credo sia importante domandarsi che cosa motiva questa scelta, quanto beneficio potrebbe portarle ma anche quanto metterebbe in crisi la sua moralità. Da come ne parla sembra l'ultima via percorribile. Mi chiedo se realmente è l'ultima. Se può fare ancora qualcosa non solo per trovare una persona ma anche per sé stesso, per risollevarsi da questa sofferenza.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Per quanto riguarda la decisione per la quale è combattuto, penso che soltanto lei e nessun altro abbia il diritto di scegliere. Naturalmente credo sia importante domandarsi che cosa motiva questa scelta, quanto beneficio potrebbe portarle ma anche quanto metterebbe in crisi la sua moralità. Da come ne parla sembra l'ultima via percorribile. Mi chiedo se realmente è l'ultima. Se può fare ancora qualcosa non solo per trovare una persona ma anche per sé stesso, per risollevarsi da questa sofferenza.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Gentile V.,
le sue parole arrivano con una forza autentica e toccano una delle esperienze umane più profonde e spesso silenziose: il bisogno di contatto, di calore, di sentirsi visti e toccati non solo nel corpo, ma nell’anima.
Nel mio approccio – che intreccia sguardo fenomenologico ed ermeneutico con radici pedagogico-cliniche – ciò che lei esprime non è da ridurre a un semplice dilemma morale, ma va accolto come un grido esistenziale, un bisogno che cerca voce e forma in un tempo di solitudine.
La sua esitazione, la tensione tra desiderio e vergogna, ci parla di un conflitto interiore profondo tra ciò che sente come mancante e ciò che teme possa ferirlo ancora di più. È come se si trovasse davanti a un bivio: da una parte il sollievo momentaneo di un contatto che placa il gelo dell’assenza; dall’altra, il timore che quel gesto possa lasciare una traccia amara, amplificando il vuoto anziché colmarlo.
È importante dirlo con chiarezza: il bisogno di tenerezza, di intimità, di vicinanza umana non è mai sbagliato. È anzi una componente essenziale della nostra salute emotiva. Non è la sua esigenza a essere in discussione, ma il modo in cui le viene oggi permesso (o negato) di esprimerla.
Quando si resta soli troppo a lungo, senza uno spazio in cui poter condividere le proprie emozioni, il corpo e l’anima cominciano a bussare con più forza. E a volte, bussano attraverso strade che sembrano scorciatoie, ma che portano con sé sensazioni contrastanti, come quella vergogna che oggi sente e che potrebbe diventare una ferita in più.
Nel mio lavoro con persone che vivono esperienze simili, emerge spesso un’immagine potente: quella di una casa interiore con le stanze spente. Lei oggi sembra cercare un modo per accendere almeno una luce, per non abitare più il buio. È comprensibile. Ma la domanda profonda che potrebbe aiutarla è: che tipo di luce sto cercando? È calore autentico? È presenza, ascolto, riconoscimento? O solo una lampada temporanea che si spegnerà lasciandomi forse più solo di prima?
A volte, invece di cercare fuori un sollievo immediato, può essere trasformativo iniziare a riconoscere e onorare quel bisogno dentro di sé. Dare voce a quel vuoto in un luogo sicuro, dove non venga giudicato, ma accolto. Dove possa finalmente non vergognarsi di desiderare amore, presenza, contatto, e possa esplorare forme più rispettose e nutrienti per sé stesso.
Non c’è nulla da condannare in ciò che prova. Solo un mondo interno che chiede di essere ascoltato con più profondità.
Un caro saluto,
Dott.ssa Rita Zanaica – Psicologa e Pedagogista Clinico
le sue parole arrivano con una forza autentica e toccano una delle esperienze umane più profonde e spesso silenziose: il bisogno di contatto, di calore, di sentirsi visti e toccati non solo nel corpo, ma nell’anima.
Nel mio approccio – che intreccia sguardo fenomenologico ed ermeneutico con radici pedagogico-cliniche – ciò che lei esprime non è da ridurre a un semplice dilemma morale, ma va accolto come un grido esistenziale, un bisogno che cerca voce e forma in un tempo di solitudine.
La sua esitazione, la tensione tra desiderio e vergogna, ci parla di un conflitto interiore profondo tra ciò che sente come mancante e ciò che teme possa ferirlo ancora di più. È come se si trovasse davanti a un bivio: da una parte il sollievo momentaneo di un contatto che placa il gelo dell’assenza; dall’altra, il timore che quel gesto possa lasciare una traccia amara, amplificando il vuoto anziché colmarlo.
È importante dirlo con chiarezza: il bisogno di tenerezza, di intimità, di vicinanza umana non è mai sbagliato. È anzi una componente essenziale della nostra salute emotiva. Non è la sua esigenza a essere in discussione, ma il modo in cui le viene oggi permesso (o negato) di esprimerla.
Quando si resta soli troppo a lungo, senza uno spazio in cui poter condividere le proprie emozioni, il corpo e l’anima cominciano a bussare con più forza. E a volte, bussano attraverso strade che sembrano scorciatoie, ma che portano con sé sensazioni contrastanti, come quella vergogna che oggi sente e che potrebbe diventare una ferita in più.
Nel mio lavoro con persone che vivono esperienze simili, emerge spesso un’immagine potente: quella di una casa interiore con le stanze spente. Lei oggi sembra cercare un modo per accendere almeno una luce, per non abitare più il buio. È comprensibile. Ma la domanda profonda che potrebbe aiutarla è: che tipo di luce sto cercando? È calore autentico? È presenza, ascolto, riconoscimento? O solo una lampada temporanea che si spegnerà lasciandomi forse più solo di prima?
A volte, invece di cercare fuori un sollievo immediato, può essere trasformativo iniziare a riconoscere e onorare quel bisogno dentro di sé. Dare voce a quel vuoto in un luogo sicuro, dove non venga giudicato, ma accolto. Dove possa finalmente non vergognarsi di desiderare amore, presenza, contatto, e possa esplorare forme più rispettose e nutrienti per sé stesso.
Non c’è nulla da condannare in ciò che prova. Solo un mondo interno che chiede di essere ascoltato con più profondità.
Un caro saluto,
Dott.ssa Rita Zanaica – Psicologa e Pedagogista Clinico
Buongiorno V.,
Da come la descrive, sembra una situazione che la fa soffrire.
Il contatto umano che cerca è necessariamente intimo o potrebbe essere anche più superficiale? Frequentare una persona a pagamento è qualcosa di diverso rispetto a un rapporto spontaneo: c'è un "contratto" che lega la relazione e la rende regolamentata in modo ufficiale. Da dove nasce questo bisogno? Da quanto tempo è single e come si è conclusa la relazione precedente? Tali domande possono aiutarla a riflettere sul motivo per cui vorrebbe conoscere una escort e cosa c'è alla base. Pagare per avere un rapporto è sicuramente un elemento significativo e che ha un impatto su di lei. Una possibilità è legata al conoscere una nuova persona attraverso circoli informali o app di incontri o anche solo dei corsi. Tuttavia, penso sia prioritario indagare la natura del suo bisogno. Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Da come la descrive, sembra una situazione che la fa soffrire.
Il contatto umano che cerca è necessariamente intimo o potrebbe essere anche più superficiale? Frequentare una persona a pagamento è qualcosa di diverso rispetto a un rapporto spontaneo: c'è un "contratto" che lega la relazione e la rende regolamentata in modo ufficiale. Da dove nasce questo bisogno? Da quanto tempo è single e come si è conclusa la relazione precedente? Tali domande possono aiutarla a riflettere sul motivo per cui vorrebbe conoscere una escort e cosa c'è alla base. Pagare per avere un rapporto è sicuramente un elemento significativo e che ha un impatto su di lei. Una possibilità è legata al conoscere una nuova persona attraverso circoli informali o app di incontri o anche solo dei corsi. Tuttavia, penso sia prioritario indagare la natura del suo bisogno. Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Salve V,
mi piacerebbe parlare con te dei motivi del perché sei single, vedere se ci sono blocchi creati da te, e nel caso smontarli.
Lascia che ti dica che quello che ti manca è contatto umano, non penso ti manchi un mero atto meccanico sessuale, perché poi con le escort questo si ottiene. Non si ottiene ne calore, ne affetto.
Io penso che tu debba trovare il coraggio di parlare con qualcuno della tua situazione e sbloccarti, perché così puoi mirare a riavere il contatto umano che vorresti.
La solitudine è difficile reggere e in questi casi devi capire perché ti ci sei trovato e uscirne, a mio parere pagare un atto sessuale per il quale tra l'altro ti senti anche combattuto potrebbe sortire sentimenti peggiori o non cambiare nulla.
Certo non posso dirti cosa fare, ma questo è il mio consiglio, cio che posso dirti dal poco che so di te.
fammi sapere in privato se vuoi
Dott.ssa Serena Vitale, psicologa clinica e sessuologa i.f.
mi piacerebbe parlare con te dei motivi del perché sei single, vedere se ci sono blocchi creati da te, e nel caso smontarli.
Lascia che ti dica che quello che ti manca è contatto umano, non penso ti manchi un mero atto meccanico sessuale, perché poi con le escort questo si ottiene. Non si ottiene ne calore, ne affetto.
Io penso che tu debba trovare il coraggio di parlare con qualcuno della tua situazione e sbloccarti, perché così puoi mirare a riavere il contatto umano che vorresti.
La solitudine è difficile reggere e in questi casi devi capire perché ti ci sei trovato e uscirne, a mio parere pagare un atto sessuale per il quale tra l'altro ti senti anche combattuto potrebbe sortire sentimenti peggiori o non cambiare nulla.
Certo non posso dirti cosa fare, ma questo è il mio consiglio, cio che posso dirti dal poco che so di te.
fammi sapere in privato se vuoi
Dott.ssa Serena Vitale, psicologa clinica e sessuologa i.f.
Buongiorno V,
la ringrazio per aver condiviso con sincerità un pensiero così intimo e delicato. Si percepisce chiaramente il suo bisogno profondo di contatto umano e affetto, così come la sua lucidità nel riconoscere i conflitti interiori che questa idea le suscita.
La solitudine può pesare molto, soprattutto quando sembra prolungarsi senza prospettive, e cercare sollievo o conforto è del tutto umano. Il fatto che lei si stia ponendo domande così oneste su ciò che sente, su cosa desidera e su ciò che ritiene giusto, è un segno di profonda consapevolezza e rispetto per sé stesso e per gli altri.
Non esiste una risposta facile o giusta in assoluto, ma può essere utile ascoltare con più attenzione questi sentimenti contrastanti, capirli meglio, e dar loro uno spazio più sicuro dove essere accolti senza giudizio.
Se sente il bisogno di parlarne in modo più approfondito, con calma e rispetto, sono a disposizione. Ci sono modi per prendersi cura del proprio bisogno di vicinanza, e non deve farlo da solo.
Se vuole, può contattarmi. Sarà il benvenuto.
Dott.ssa Stefania Conti, Psicologa
la ringrazio per aver condiviso con sincerità un pensiero così intimo e delicato. Si percepisce chiaramente il suo bisogno profondo di contatto umano e affetto, così come la sua lucidità nel riconoscere i conflitti interiori che questa idea le suscita.
La solitudine può pesare molto, soprattutto quando sembra prolungarsi senza prospettive, e cercare sollievo o conforto è del tutto umano. Il fatto che lei si stia ponendo domande così oneste su ciò che sente, su cosa desidera e su ciò che ritiene giusto, è un segno di profonda consapevolezza e rispetto per sé stesso e per gli altri.
Non esiste una risposta facile o giusta in assoluto, ma può essere utile ascoltare con più attenzione questi sentimenti contrastanti, capirli meglio, e dar loro uno spazio più sicuro dove essere accolti senza giudizio.
Se sente il bisogno di parlarne in modo più approfondito, con calma e rispetto, sono a disposizione. Ci sono modi per prendersi cura del proprio bisogno di vicinanza, e non deve farlo da solo.
Se vuole, può contattarmi. Sarà il benvenuto.
Dott.ssa Stefania Conti, Psicologa
Ciao V, ti ringrazio molto per il tono sincero con cui hai scritto. Quello che stai vivendo tocca corde profonde: il bisogno di contatto, di vicinanza umana, ma anche la lotta interiore tra ciò che senti e ciò che pensi sia giusto. E questo conflitto merita ascolto, non giudizio. Quello che descrivi non è solo un desiderio “fisico”, ma sembra esprimere un bisogno emotivo più profondo: sentirti visto, toccato, accolto… in un periodo in cui, forse, ti senti solo, disconnesso, e magari anche un po’ invisibile. Il pensiero di pagare una escort, in questo contesto, non è tanto legato al sesso in sé, ma al tentativo di colmare un vuoto che senti insostenibile.
È importante che tu ti stia facendo delle domande e non stia agendo d’impulso. Questo dice tanto sulla tua consapevolezza e sul fatto che stai cercando una risposta vera, non una scorciatoia. La vergogna che provi può avere a che fare con i tuoi valori, con l’immagine che hai di te stesso, con l’idea che il contatto umano debba essere “autentico” per essere significativo. Ma c’è anche una parte che dice: “ne ho bisogno, ora”. E questa parte, forse, va accolta senza colpevolizzarla.
Non c’è una risposta giusta in assoluto. C’è solo quello che è giusto per te, oggi. Potresti chiederti: Sto cercando una presenza o sto cercando un senso? Sto cercando calore o sto cercando di non sentire il vuoto? E soprattutto: posso permettermi, con gentilezza, di ammettere che oggi ho bisogno di qualcosa, senza giudicarmi?
L’aspetto più importante qui non è la scelta in sé, ma il modo in cui stai con quello che provi. Se la solitudine è così forte da diventare pesante ogni giorno, forse quello che ti serve non è solo un contatto, ma uno spazio relazionale più profondo. Magari non subito in una relazione sentimentale, ma anche in un percorso dove poter parlare di questi bisogni, ritrovare il valore che hai, riscoprire il tuo desiderio di connessione con gli altri, non solo fisico ma anche emotivo. E se in questo momento il pensiero di un contatto a pagamento si fa spazio, non è perché tu sia “sbagliato”, ma perché sei umano, e stai cercando di non spegnerti del tutto. Il tuo bisogno è legittimo. Il punto è come onorarlo, come prenderlo sul serio, senza finire in una scelta che poi possa farti sentire ancora più vuoto o colpevole.
Se vuoi, possiamo restare su questa domanda insieme. Senza fretta, senza etichette, solo con rispetto per il momento che stai attraversando.
È importante che tu ti stia facendo delle domande e non stia agendo d’impulso. Questo dice tanto sulla tua consapevolezza e sul fatto che stai cercando una risposta vera, non una scorciatoia. La vergogna che provi può avere a che fare con i tuoi valori, con l’immagine che hai di te stesso, con l’idea che il contatto umano debba essere “autentico” per essere significativo. Ma c’è anche una parte che dice: “ne ho bisogno, ora”. E questa parte, forse, va accolta senza colpevolizzarla.
Non c’è una risposta giusta in assoluto. C’è solo quello che è giusto per te, oggi. Potresti chiederti: Sto cercando una presenza o sto cercando un senso? Sto cercando calore o sto cercando di non sentire il vuoto? E soprattutto: posso permettermi, con gentilezza, di ammettere che oggi ho bisogno di qualcosa, senza giudicarmi?
L’aspetto più importante qui non è la scelta in sé, ma il modo in cui stai con quello che provi. Se la solitudine è così forte da diventare pesante ogni giorno, forse quello che ti serve non è solo un contatto, ma uno spazio relazionale più profondo. Magari non subito in una relazione sentimentale, ma anche in un percorso dove poter parlare di questi bisogni, ritrovare il valore che hai, riscoprire il tuo desiderio di connessione con gli altri, non solo fisico ma anche emotivo. E se in questo momento il pensiero di un contatto a pagamento si fa spazio, non è perché tu sia “sbagliato”, ma perché sei umano, e stai cercando di non spegnerti del tutto. Il tuo bisogno è legittimo. Il punto è come onorarlo, come prenderlo sul serio, senza finire in una scelta che poi possa farti sentire ancora più vuoto o colpevole.
Se vuoi, possiamo restare su questa domanda insieme. Senza fretta, senza etichette, solo con rispetto per il momento che stai attraversando.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buonasera, io le suggerisco di affrontare i motivi che le impediscono di cercare un contatto umano con una donna che non sia una escort. Questo, a mio parere, da quel poco che scrive potrebbe essere uno spunto importante di riflessione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
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