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Esperienze

Mi chiamo Maria Francesca Copani e sono una psicologa clinica iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio. Ho conseguito la laurea magistrale in Psicologia Clinico-Dinamica presso l'Università degli Studi di Padova e, attualmente, frequento l'Istituto di Terapia Relazionale Integrata (I.T.R.I.) di Roma.

Offro supporto psicologico a giovani adulti, adulti, genitori, coppie e famiglie che stanno attraversando momenti di difficoltà, incertezza o cambiamento. L’obiettivo del mio lavoro è aiutarli a comprendere meglio ciò che stanno vivendo, per poterlo affrontare con maggiore chiarezza e fiducia.

Credo profondamente nel valore della relazione terapeutica come spazio sicuro e protetto, ove esplorare la propria storia, dare un nome a ciò che fa male o paura, e riattivare risorse spesso dimenticate. Il mio intento non è fornire soluzioni preconfezionate, ma camminare accanto alle persone alla scoperta di nuove prospettive.

Ricevo sia online che in presenza, offrendo uno spazio di ascolto co-costruito nel rispetto dei tempi e della sensibilità di ciascuno.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicologia clinica-dinamica

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Dott.ssa Maria Francesca Copani

Via dei Monti di Primavalle 170, Roma 00168

La durata degli incontri è pensata per offrire uno spazio adeguato di ascolto e confronto: i colloqui individuali e di coppia durano circa 50 minuti, mentre quelli familiari si estendono fino a 60 minuti, per accogliere le dinamiche e i bisogni di tutti i partecipanti.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
3762823358
mariafrancescacopani.psi@gmail.com

02/07/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio familiare

    80 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    60 € - 70 €

  • Colloquio psicologico individuale

    60 €

  • Colloquio psicologico online

    50 €

  • Primo colloquio di coppia

    60 € - 70 €

Indirizzi (3)

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Associazione Il Tuo Spazio

Via dei Monti di Primavalle 170, Roma 00168

Disponibilità

Telefono

0984 176...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Consulenza online

Pagamento dopo la consulenza

Consulenza online

Pagamento dopo la consulenza

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Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio privato

Via Cassia, 1827/A, Roma 00123

Disponibilità

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3 recensioni

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  • A

    Ho avuto il piacere di conoscere la dott.ssa Copani durante un corso di formazione e ho fin da subito potuto apprezzare le sue grandi doti umane e professionali. Nonostante la giovane età, ha già una solida formazione, ma continua ad essere attenta e curiosa verso ogni novità. E' una psicologa molto attenta al benessere e alle esigenze del paziente, scrupolosa, empatica e sempre molto disponibile.

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    Dott.ssa Maria Francesca Copani

    La ringrazio di cuore per le sue parole così gentili e profonde. È stato un vero piacere condividere quell’esperienza formativa, e leggere il suo riscontro è per me fonte di grande gratitudine. Cerco ogni giorno di mantenere viva la curiosità e l’attenzione verso le persone che incontro nel mio lavoro, e sapere che questo viene percepito è una conferma preziosa.

    Un caro saluto


  • F

    La Dottoressa Copani è una professionista assolutamente esemplare, estremamente cortese, empatica ed attenta; Mai giudicante ma accogliente. Indubbiamente preparata e seria. Consiglio vivamente la Dott.ssa Copani a chiunque senta il bisogno di prendersi cura di sé.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Maria Francesca Copani

    Caro Fabio,
    La ringrazio per le sue gentili parole.
    Riconoscimenti come il suo rappresentano per me un grande stimolo e mi spingono a svolgere con passione il mio lavoro.

    Un caro saluto,
    Dott.ssa Maria Francesca Copani


  • M

    La dottoressa Copani è una giovane professionista molto preparata ed attenta. Ho apprezzato fin da subito la sua capacità di ascolto empatico e la delicatezza con cui affronta temi personali. Sa mettere a proprio agio e guidare con pazienza e competenza. La consiglio a chi cerca un supporto autentico e professionale in un ambiente accogliente e rispettoso.

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    Dott.ssa Maria Francesca Copani

    Cara Margherita, la ringrazio di cuore per le sue parole e per aver condiviso la sua esperienza. Trovo fondamentale creare un ambiente in cui ci si senta ascoltati e a proprio agio, e sono lieta che lo abbia percepito. Grazie per la sua fiducia.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 56 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve sono una ragazza di 18 anni, che sta attraversando un momento difficile ho appena avuto un lutto di un mio caro nonno, ultimamente penso a cosa ci sarà dopo la morte,se i nostri cari di vedono e ci sentono, se un domani dopo la nostra fine ci rincontreremo tutti con i nostri cari. Come affrontare e superare un lutto simile? Grazie a tutti.

Gentilissima,
mi dispiace molto per la perdita di suo nonno. La morte di una persona cara porta con sé un vuoto difficile da colmare e tante domande che non trovano risposte certe. È naturale chiedersi dove siano adesso i nostri cari, se possano ancora starci accanto, se in qualche modo ci vedano o ci sentano. Questi pensieri, anche se dolorosi, raccontano quanto fosse profondo il legame con suo nonno e il bisogno che ha di sentirlo ancora vicino.
Il lutto non segue una linea dritta. Ci sono giorni in cui il dolore sembra meno intenso e altri in cui ritorna improvviso, a volte anche per un ricordo, un odore, un gesto che lo riporta accanto a noi. È un processo fatto di alti e bassi, e non c’è un tempo prestabilito: ognuno lo attraversa con i propri ritmi. Ciò che conta non è “dimenticare”, ma imparare poco a poco a convivere con l’assenza, custodendo la presenza in una forma diversa, più intima, che resta dentro.
Molte persone trovano conforto in piccoli gesti quotidiani: raccontare un aneddoto, riguardare delle fotografie, scrivere pensieri o lettere, o semplicemente concedersi di parlare del proprio caro con chi può ascoltare. Sono modi per mantenere vivo il legame, trasformandolo in qualcosa che continua ad accompagnarci anche quando la persona non c’è più fisicamente.
Non esistono strade migliori di altre: c’è chi riesce a parlarne subito, chi preferisce farlo dopo tempo, chi custodisce in silenzio. Tutte queste modalità sono legittime, purché rispettino quello di cui lei ha bisogno. E, se in certi momenti la fatica dovesse sembrare troppo grande, può essere utile avere accanto uno spazio di sostegno: non come obbligo, ma come possibilità per non dover affrontare tutto da sola.

Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani

Dott.ssa Maria Francesca Copani

Buongiorno,
sono un uomo di 29 anni ed ho già pubblicato due domande rivolte a psicologi e psicoterapeuti attraverso le quali chiedevo se nel mio caso fosse utile intraprendere un percorso di questo tipo.
Sono disabile dalla nascita, ho problemi deambulatori con andatura spastica e rigida e tutto questo è peggiorato nel tempo sebbene non sia una patologia degenerativa. Ho iniziato la fisioterapia e le infiltrazioni di tossina botulinica su consiglio dei medici. Tale situazione ha abbassato grandemente la qualità della mia vita e la mia autonomia ed autostima in quanto devo farmi accompagnare se devo uscire di casa o semplicemente per fare il tragitto tra l'auto ed il posto in cui devo recarmi. L'anno scorso ho intrapreso un percorso con una terapeuta ma è durato solamente pochi mesi in quanto sentivo i miei problemi minimizzati e non mi sentivo compreso nelle mie preoccupazioni per il futuro e a volte credo di non essere stato capace di comunicare le difficoltà quotidiane che incontro.
Da questa estate ho iniziato a pensare che per me potesse essere utile acquistare una carrozzina autoportante e pieghevole da tenere in auto in modo da poterla utilizzare al bisogno e diventare il più autonomo e indipendente possibile.
Sono arrivato a questa conclusione perchè dopo il lavoro, nel periodo estivo, ero solito girare in macchina nei pressi della spiaggia e dei lidi della mia città, vedevo tante persone andarci, tanti ragazzi prendere da bere in quei locali montati su tavole di legno sugli scogli che poi vengono smontati a settembre, tanti andare alle fiere del paese e sparare ai barattoli per vincere un peluche, ecc.
Questo mi provoca molta tristezza, senso di impotenza e smarrimento, ed ho capito che non sto vivendo. Voglio andare a mare, al cinema, al ristorante e perchè no anche fare qualche vacanza. So anche che ho molte paure accumulate negli anni e mi fa strano solo pensare che possa avere questo tipo di vita ma credo che se riuscissi a bypassare le difficoltà nello spostarmi e le resistenze psicologiche nell'utilizzare una carrozzina, non avrei più alibi per non iniziare a vivere un pochino.
Sono consapevole di aver accumulato ansie e paure e credo che mi aiuterebbe un pò di terapia ma nel breve ho bisogno di rimedio come questo sebbene sia una scelta tra le più sofferte e combattute che io possa prendere.
Tutto ciò mi ha portato anche ad adottare dei comportamenti evitanti che mi rendono difficile coltivare le amicizie che, con grande fortuna, ho trovato sul posto di lavoro e credo anche, purtroppo, di non aver saputo cogliere l'occasione di conoscere una ragazza con la quale sono rimasto amico e molto tempo prima di non aver potuto "provarci" con la ragazza della quale mi ero innamorato.
Credo di avere molte frustrazioni accumulate e ogni volta che devo chiedere una mano per fare qualcosa mi sento come "umiliato" e un pezzo di autostima se ne va ogni volta. Intorno a me vedo la mia famiglia e i medici allineati nel propinarmi fisioterapia, plantari ecc. ma tutto ciò finirà col farmi perdere tempo ed occasioni perchè il vantaggio che otterrei sarebbe così marginale da non aiutarmi affatto, il tempo passerebbe ancora e non voglio in futuro provare rancore o altro nei confronti di nessuno e pensare che mi avrebbero potuto consigliare meglio.
Di recente mi sono imbattuto in due profili Instagram di due ragazzi che a seguito di incidenti sono rimasti in sedia a rotelle. Loro sono felici dopo tante fatiche, hanno una bella vita, con le sue difficoltà ma anche piena di esperienze, viaggi, serate e vivono in autonomia, ciascuno in una bella relazione sentimentale. Mi trasmettono molta speranza e insegnano che si può avere una vita felice seppur con delle difficoltà e vorrei tanto che questo potesse essere possibile anche per me.
Alla fine ci si salva da soli ma avrei bisogno di qualcuno dalla mia parte che condivida la mia idea, che è molto difficile da spiegare alla mia famiglia, me lo sconsiglierebbero, avendoci già provato con mia madre, e con questo mio sfogo volevo capire se l'idea di utilizzare una carrozzina per uscire di casa può essere una bella soluzione e se posso essere in grado di costruire una bella vita e trovare quella gioia che non provo più da molti anni. Grazie mille a tutti. Un saluto

Gentile Utente,
grazie per la sua condivisione. Leggendo il suo messaggio si sente quanto negli anni abbia fatto il possibile per andare avanti, seguendo indicazioni, terapie, consigli. Oggi però sembra che tutto questo non basti più, perché il prezzo da pagare in termini di vita, relazioni ed esperienze è diventato troppo alto. L’idea della carrozzina, da come la racconta, non nasce da una resa ma dal desiderio di riprendersi spazio. Dal punto di vista psicologico può essere uno strumento che, se permette di uscire, muoversi, scegliere, può restituire autonomia invece che toglierla. È altresì normale che una decisione così porti con sé paure e resistenze dal momento che incide sul modo in cui si vede, sul rapporto con gli altri, sull’idea di futuro. Allo stesso tempo è comprensibile la stanchezza che emerge quando ci si sente costretti a rinunciare, a fermarsi, a guardare la vita da fuori.
La tristezza, la rabbia e il senso di perdita che descrive non sono segni di debolezza, ma il risultato di anni passati a contenere ed adattarsi. Il rischio, come lei stesso intuisce, è che il tempo passi lasciando solo frustrazione e rimpianto.
Un percorso psicologico può essere utile proprio per questo: non per dirle cosa è giusto fare, ma per darle uno spazio in cui poter parlare davvero di tutto questo, senza sentirsi minimizzato. Per capire come accompagnare scelte difficili e provare, passo dopo passo, a sentirsi di nuovo dentro la vita e non ai margini.
Il fatto che una precedente esperienza non sia andata bene non significa che la terapia non possa aiutarla... serve trovare la persona giusta. Questo perché la terapia è, in primis, un incontro umano, e serve sentire che dall’altra parte c’è qualcuno con cui ci si può capire.
Alla sua domanda: sì, è possibile costruire una vita significativa anche con limiti importanti, quando questi non diventano l’unico modo di definirsi. Lei non coincide con la sua fatica, né con ciò a cui ha dovuto rinunciare finora.... e, se lo desidera, non deve affrontare questo momento da solo.
Resto a disposizione e la ringrazio nuovamente per aver condiviso con così tanta sincerità la sua esperienza.

Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani

Dott.ssa Maria Francesca Copani
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