Salve, ho 25 anni e un mese fa, dopo un periodo di forte stress, mentre mi mettevo a letto, una voce
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Salve, ho 25 anni e un mese fa, dopo un periodo di forte stress, mentre mi mettevo a letto, una voce nella mia testa comincia a dirmi: “sei g*y”. Da lì in avanti la mia vita è diventata un inferno, sogni che mi dicevano di diventare gay, ho cominciato ad analizzare tutti i ragazzi che vedevo in giro (compresi i miei coinquilini con cui vivo da 3 anni), ho cominciato ad avere compulsioni tipo “dai prova a baciarlo” ecc ecc. e pensieri intrusivi a sfondo omosessuale. informandomi, ho trovato qualcosa di inerente nel SO-DOC, l’unica cosa che dava/da speranza di non star diventando omosessuale è che continuo ad eccitarmi avendo fantasie sulle ragazze, ma ho molta paura. In passato mi sono interrogato sul mio orientamento (com’è giusto che sia), ma ho sempre detto “no” e sono andato avanti, adesso sono bloccato in questa spirale dove i pensieri mi creano confusione, ansia, paura e senso di nausea e la libido diminuisce sempre di più. Sono entrato in terapia 3 settimane fa e la mia psicologa dice che considerata la scarsa attività sessuale, sto esplorando il desiderio, ma io non volevo esplorarlo e questa cosa mi mette angoscia. Quando non ho ansia non penso molto a queste cose, ma quando ho ansia è un loop infinito.. spero solo sia la mia chiusura nei confronti delle ragazze per via delle delusioni, così da provare a riaprirmi attraverso la terapia
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo.
Posso solo immaginare quanto possa essere difficile affrontare pensieri intrusivi che generano confusione, ansia e paura, soprattutto quando riguardano aspetti profondi della propria identità.
Quello che descrive non significa che stia cambiando orientamento: i pensieri intrusivi possono essere molto disturbanti e creare ansia intensa, pur non riflettendo desideri reali. La sofferenza che prova è reale e comprensibile.
Ciò che sente è umano e che non è solo: molti si trovano a vivere attimi di grande incertezza rispetto a sé stessi, specialmente in condizioni di stress o ansia elevata.
Anche piccoli momenti in cui ci si prende cura di sé, si osservano con attenzione le proprie emozioni senza giudizio e si riconoscono i pensieri per quello che sono, possono aiutare a sentirsi un po’ più leggeri e a vivere con maggiore chiarezza ciò che accade dentro di sé. Rimango a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Gloria Simoni, Psicologa
la ringrazio per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo.
Posso solo immaginare quanto possa essere difficile affrontare pensieri intrusivi che generano confusione, ansia e paura, soprattutto quando riguardano aspetti profondi della propria identità.
Quello che descrive non significa che stia cambiando orientamento: i pensieri intrusivi possono essere molto disturbanti e creare ansia intensa, pur non riflettendo desideri reali. La sofferenza che prova è reale e comprensibile.
Ciò che sente è umano e che non è solo: molti si trovano a vivere attimi di grande incertezza rispetto a sé stessi, specialmente in condizioni di stress o ansia elevata.
Anche piccoli momenti in cui ci si prende cura di sé, si osservano con attenzione le proprie emozioni senza giudizio e si riconoscono i pensieri per quello che sono, possono aiutare a sentirsi un po’ più leggeri e a vivere con maggiore chiarezza ciò che accade dentro di sé. Rimango a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Gloria Simoni, Psicologa
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Gentile utente,
quello che descrive somiglia molto più a pensieri intrusivi legati all’ansia che non a un cambiamento reale del suo orientamento. Lei stesso nota alcuni segnali importanti: l’esordio dopo un periodo di forte stress, la sensazione di “voce nella testa” che irrompe all’improvviso, il loop fatto di dubbi, analisi continue, confronti, compulsioni mentali e fisiche per “verificare”, la nausea e l’angoscia. Sono dinamiche tipiche dei pensieri ossessivi, non di una scoperta serena della propria identità.
Il fatto che, nei momenti in cui l’ansia si abbassa, tutto questo perda forza è un ulteriore elemento che indica quanto sia lo stato emotivo, più che il suo orientamento, a guidare ciò che sta vivendo.
Capisco la paura che le provoca “non aver scelto” di esplorare nulla: quando l’ansia si insinua, si ha davvero l’impressione di perdere controllo. Ma l’orientamento non si decide e non cambia per un pensiero intrusivo. Lei è già in terapia, ed è un passo molto importante: questo tipo di spirale non si affronta da soli.
In questo momento il punto non è stabilire “cosa sono”, ma capire cosa sta generando tanta paura. E su questo, con il supporto della terapeuta, potrà arrivare con calma a fare chiarezza e a ritrovare sicurezza in sé. Un caro saluto
quello che descrive somiglia molto più a pensieri intrusivi legati all’ansia che non a un cambiamento reale del suo orientamento. Lei stesso nota alcuni segnali importanti: l’esordio dopo un periodo di forte stress, la sensazione di “voce nella testa” che irrompe all’improvviso, il loop fatto di dubbi, analisi continue, confronti, compulsioni mentali e fisiche per “verificare”, la nausea e l’angoscia. Sono dinamiche tipiche dei pensieri ossessivi, non di una scoperta serena della propria identità.
Il fatto che, nei momenti in cui l’ansia si abbassa, tutto questo perda forza è un ulteriore elemento che indica quanto sia lo stato emotivo, più che il suo orientamento, a guidare ciò che sta vivendo.
Capisco la paura che le provoca “non aver scelto” di esplorare nulla: quando l’ansia si insinua, si ha davvero l’impressione di perdere controllo. Ma l’orientamento non si decide e non cambia per un pensiero intrusivo. Lei è già in terapia, ed è un passo molto importante: questo tipo di spirale non si affronta da soli.
In questo momento il punto non è stabilire “cosa sono”, ma capire cosa sta generando tanta paura. E su questo, con il supporto della terapeuta, potrà arrivare con calma a fare chiarezza e a ritrovare sicurezza in sé. Un caro saluto
Buongiorno. Riporta una condizione angosciosa che sembra condurla a rimuginare costantemente sulle proprie esperienze e sull’orientamento sessuale generandole un senso di smarrimento. Sembrano segnali di una inquietudine personale, che sta affrontando opportunamente avendo chiesto un aiuto. Sicuramente, una psicoterapia può accompagnarla a ritrovare un suo equilibrio e una soddisfazione nel vivere. Tuttavia, è importante anche tenere presente che un lavoro psicoterapeutico richiede continuità e tempo perché possa dare i suoi frutti. SG
Gentile utente,
quello che riferisce sembra un caso di ossessioni, da capirsi la natura e il significato. Stra già facendo un percorso per cui mi sento di dirle che la cosa migliore che possa fare per sè stesso è proseguire con la sua terapeuta. Sono certa che troverà risposte alle sue domande presto,
Le auguro il meglio
Dott.ssa Filippi
quello che riferisce sembra un caso di ossessioni, da capirsi la natura e il significato. Stra già facendo un percorso per cui mi sento di dirle che la cosa migliore che possa fare per sè stesso è proseguire con la sua terapeuta. Sono certa che troverà risposte alle sue domande presto,
Le auguro il meglio
Dott.ssa Filippi
Buon pomeriggio, capisco la tua sofferenza: l’ansia può generare pensieri intrusivi che non corrispondono al tuo vero desiderio. Non è una 'diagnosi' del tuo orientamento, ma un segnale di un conflitto interno che merita ascolto. La terapia è lo spazio giusto per dare voce a queste paure e ritrovare serenità.
Gentile utente,
quello che descrive è un quadro molto coerente con i fenomeni tipici del pensiero ossessivo: idee intrusive, immagini non volute, bisogno di controllare le sensazioni, analisi continua delle proprie reazioni e comportamenti di verifica. In questi casi la sofferenza non nasce dall’orientamento in sé, ma dal tentativo di “capire subito e con certezza” qualcosa che, quando si è ansiosi, diventa impossibile da valutare con lucidità.
Il fatto che questi pensieri compaiano soprattutto nei momenti di forte ansia, che producano paura, nausea e disagio, e che contemporaneamente Lei mantenga attrazione per le ragazze, va nella direzione di un funzionamento ossessivo e non di un cambiamento spontaneo dell’orientamento. La confusione che sente è quindi una conseguenza dell’ipercontrollo, non una prova di altro.
Il lavoro terapeutico potrà aiutarLa a ridurre l’ansia, interrompere le verifiche compulsive e ritrovare un rapporto più sereno con i Suoi pensieri, senza trasformarli in minacce. Con il tempo questo circolo tende a ridursi in modo significativo.
Dott.ssa Sara Petroni
quello che descrive è un quadro molto coerente con i fenomeni tipici del pensiero ossessivo: idee intrusive, immagini non volute, bisogno di controllare le sensazioni, analisi continua delle proprie reazioni e comportamenti di verifica. In questi casi la sofferenza non nasce dall’orientamento in sé, ma dal tentativo di “capire subito e con certezza” qualcosa che, quando si è ansiosi, diventa impossibile da valutare con lucidità.
Il fatto che questi pensieri compaiano soprattutto nei momenti di forte ansia, che producano paura, nausea e disagio, e che contemporaneamente Lei mantenga attrazione per le ragazze, va nella direzione di un funzionamento ossessivo e non di un cambiamento spontaneo dell’orientamento. La confusione che sente è quindi una conseguenza dell’ipercontrollo, non una prova di altro.
Il lavoro terapeutico potrà aiutarLa a ridurre l’ansia, interrompere le verifiche compulsive e ritrovare un rapporto più sereno con i Suoi pensieri, senza trasformarli in minacce. Con il tempo questo circolo tende a ridursi in modo significativo.
Dott.ssa Sara Petroni
Buonasera,
da quello che descrivi, mi sembra che tu stia vivendo un forte stato di ansia, più che un reale “cambio di orientamento”.
Mi spiego meglio. Quando siamo molto sotto stress, la mente può agganciarsi a un pensiero e cominciare a ripeterlo in modo ripetitivo (tipo disco rotto), come se dovessimo controllarlo di continuo. Nel tuo caso il tema è il tuo orientamento sessuale, ma come potrebbe essere benissimo qualunque altro tema per te importante (salute, identità, ecc.).
Tu racconti infatti di una voce interna, di pensieri intrusivi a contenuto omosessuale, di spinte del tipo “prova a baciarlo”. Ma, di contro altare, anche un forte disagio emotivo (ansia, paura, nausea), e soprattutto il fatto che tutto questi pensieri diventino un “loop infinito” soprattutto quando sei in ansia. Questo fa pensare più al modo in cui l’ansia funziona nella tua mente, piuttosto che a un desiderio che nasce spontaneamente. Quindi non sembra essere l’omosessualità in sé a creare sofferenza, ma il fatto che questi pensieri arrivano come qualcosa che senti “contro di te”, non in linea con chi senti di essere.
Poi prosegui dicendo che continui ad eccitarti con fantasie verso le ragazze, di come non ti senti “corrisposto” in quell’immagine di te e che non vivi questi pensieri come una scoperta di te, ma come qualcosa che ti spaventa e ti confonde.
Questa è una parte importante.
Quando una persona sta esplorando serenamente la propria sessualità, di solito c’è curiosità, domande, magari un po’ di timore; nel tuo racconto, invece, prevalgono ansia, paura, disgusto, confusione, e una continua verifica (“controllo se mi piace”, “guardo se mi eccito”), più che un desiderio autentico.
Quando dici :“quando ho ansia è un loop infinito”, può essere letto come una forma di meta-ansia: non hai solo paura del pensiero e del suo contenuto ("sei g*y"), ma ti spaventa anche l’idea che il pensiero possa tornare e farti stare di nuovo così
Tutto diventa allora un circolo vizioso:
- Arriva il pensiero intrusivo;
- Ti spaventi
- Inizi ad analizzarlo;
- Più lo analizzi, più ti sembra reale;
- L’ansia aumenta;
- Più ansia provi, più ti controlli e più il pensiero ritorna.
Questo non è una “prova” che il pensiero sia vero, ma il modo in cui l’ansia mantiene se stessa.
Infine, yu accenni anche alla possibilità che tutto questo possa rientrare in qualcosa di simile a un disturbo ossessivo legato al tema dell’orientamento. Se senti che questa ipotesi ti risuona, il passo più utile è non autodiagnosticarti, ma portare apertamente questo dubbio a uno psicoterapeuta.
Il fatto che tu sia già in terapia è un’ottima cosa e non è da tutti, bravissimo!
Il mio suggerimento è di dire con sincerità alla tua psicologa che al momento ti senti più in un vortice di paura, che in una esplorazione serena; e che, per te, è importante che venga ascoltata anche la parte di te che percepisce il proprio orientamento non in linea da quello che i pensieri ti suggeriscono. Secondo il mio parere lavorare sull’ansia e sul modo in cui reagisci a questi pensieri probabilmente ti aiuterà a ritrovare più chiarezza e contatto con ciò che senti davvero.
Ricordati che pensieri e immagini, da soli, non definiscono chi sei e che il tuo orientamento sessuale non si decide in un mese di forte ansia.
Spero di esserti stata utile a offrirti una nuova prospettiva sulla tua situazione attuale.
Un caro saluto,
Dott.ssa Gloria Palombelli Psicologa
da quello che descrivi, mi sembra che tu stia vivendo un forte stato di ansia, più che un reale “cambio di orientamento”.
Mi spiego meglio. Quando siamo molto sotto stress, la mente può agganciarsi a un pensiero e cominciare a ripeterlo in modo ripetitivo (tipo disco rotto), come se dovessimo controllarlo di continuo. Nel tuo caso il tema è il tuo orientamento sessuale, ma come potrebbe essere benissimo qualunque altro tema per te importante (salute, identità, ecc.).
Tu racconti infatti di una voce interna, di pensieri intrusivi a contenuto omosessuale, di spinte del tipo “prova a baciarlo”. Ma, di contro altare, anche un forte disagio emotivo (ansia, paura, nausea), e soprattutto il fatto che tutto questi pensieri diventino un “loop infinito” soprattutto quando sei in ansia. Questo fa pensare più al modo in cui l’ansia funziona nella tua mente, piuttosto che a un desiderio che nasce spontaneamente. Quindi non sembra essere l’omosessualità in sé a creare sofferenza, ma il fatto che questi pensieri arrivano come qualcosa che senti “contro di te”, non in linea con chi senti di essere.
Poi prosegui dicendo che continui ad eccitarti con fantasie verso le ragazze, di come non ti senti “corrisposto” in quell’immagine di te e che non vivi questi pensieri come una scoperta di te, ma come qualcosa che ti spaventa e ti confonde.
Questa è una parte importante.
Quando una persona sta esplorando serenamente la propria sessualità, di solito c’è curiosità, domande, magari un po’ di timore; nel tuo racconto, invece, prevalgono ansia, paura, disgusto, confusione, e una continua verifica (“controllo se mi piace”, “guardo se mi eccito”), più che un desiderio autentico.
Quando dici :“quando ho ansia è un loop infinito”, può essere letto come una forma di meta-ansia: non hai solo paura del pensiero e del suo contenuto ("sei g*y"), ma ti spaventa anche l’idea che il pensiero possa tornare e farti stare di nuovo così
Tutto diventa allora un circolo vizioso:
- Arriva il pensiero intrusivo;
- Ti spaventi
- Inizi ad analizzarlo;
- Più lo analizzi, più ti sembra reale;
- L’ansia aumenta;
- Più ansia provi, più ti controlli e più il pensiero ritorna.
Questo non è una “prova” che il pensiero sia vero, ma il modo in cui l’ansia mantiene se stessa.
Infine, yu accenni anche alla possibilità che tutto questo possa rientrare in qualcosa di simile a un disturbo ossessivo legato al tema dell’orientamento. Se senti che questa ipotesi ti risuona, il passo più utile è non autodiagnosticarti, ma portare apertamente questo dubbio a uno psicoterapeuta.
Il fatto che tu sia già in terapia è un’ottima cosa e non è da tutti, bravissimo!
Il mio suggerimento è di dire con sincerità alla tua psicologa che al momento ti senti più in un vortice di paura, che in una esplorazione serena; e che, per te, è importante che venga ascoltata anche la parte di te che percepisce il proprio orientamento non in linea da quello che i pensieri ti suggeriscono. Secondo il mio parere lavorare sull’ansia e sul modo in cui reagisci a questi pensieri probabilmente ti aiuterà a ritrovare più chiarezza e contatto con ciò che senti davvero.
Ricordati che pensieri e immagini, da soli, non definiscono chi sei e che il tuo orientamento sessuale non si decide in un mese di forte ansia.
Spero di esserti stata utile a offrirti una nuova prospettiva sulla tua situazione attuale.
Un caro saluto,
Dott.ssa Gloria Palombelli Psicologa
Salve,
grazie per aver condiviso la tua esperienza. Quello che descrivi rientra nei pensieri intrusivi legati all’ansia e al SO‑DOC, e non significa che la tua sessualità stia cambiando. È normale sentirsi confusi e avere paura, ma con la terapia potrai imparare a gestire questi pensieri senza lasciarti sopraffare. Resto a disposizione su qualunque canale tu voglia, se vuoi parlarne o avere supporto.
grazie per aver condiviso la tua esperienza. Quello che descrivi rientra nei pensieri intrusivi legati all’ansia e al SO‑DOC, e non significa che la tua sessualità stia cambiando. È normale sentirsi confusi e avere paura, ma con la terapia potrai imparare a gestire questi pensieri senza lasciarti sopraffare. Resto a disposizione su qualunque canale tu voglia, se vuoi parlarne o avere supporto.
SI AFFIDI ALLA SUA TERAPEUTA E NON CERCHI DI TROVARE SUBITO RISPOSTE- A volte non è fruttuoso cercare le ragioni quanto invece trovare dentro di noi una serenità e un senso di accettazione profonda delle nostre fragilità. Nel non giudicarsi c'è molto spazio per accogliere che cio che stà accadendo che credo sia realmente uno spostamento su un piano differente. Si fidi della sua terapeuta e abbia comprensione verso sè stesso....senza fretta si trova il bandolo della matassa.
Gentile,
Capisco quanto questa situazione possa essere difficile e spaventosa, soprattutto perché è arrivata in un momento di forte stress. Quando compare un pensiero improvviso e perentorio come “sei gay” e da quel momento nasce un vortice fatto di paura, analisi continua, controllo delle sensazioni e compulsioni mentali, non è un segnale di cambiamento dell’orientamento, ma del fatto che l’ansia ha trovato un appiglio molto sensibile su cui lavorare. L’orientamento sessuale non si manifesta sotto forma di imposizioni mentali, non arriva come una voce che ordina qualcosa, non provoca nausea, repulsione, confusione e non richiede di controllare ogni reazione. Quello che descrive appartiene più alla dimensione ossessiva: un pensiero intrusivo si aggancia a una sua fragilità e comincia a ripetersi, generando allarme e spingendola a controllare, analizzare e confrontarsi continuamente con ciò che prova. È questo meccanismo, e non il contenuto del pensiero, a creare angoscia e a confondere le sensazioni. Il fatto che la sua attrazione verso le ragazze sia rimasta presente e spontanea è un elemento molto importante, così come il fatto che l’idea di essere gay non le provochi curiosità o apertura, ma paura, confusione e disagio. L’ansia, quando aumenta, tende a spostare l’attenzione su ciò che teme di più e a distorcere la percezione interna fino a farle sembrare possibili scenari che non corrispondono alla sua realtà profonda. Il loop che descrive segue proprio questo schema: quando sta meglio il tema perde forza, quando l’ansia cresce torna in modo intrusivo. La sua psicologa probabilmente intende dire che in una fase di poca esperienza o scarsa attività sessuale è normale interrogarsi, ma il suo disagio non è legato al desiderio, bensì al timore di perdere un’identità affettiva che sente sua. Questo è un dato che merita protezione e ascolto. Continui con la terapia, perché il lavoro non sarà sulla sua identità ma sul modo in cui l’ansia le mette pressione, la spaventa e la costringe a dubitare di ciò che in realtà non è mai stato in dubbio.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Gloria Giacomin
Capisco quanto questa situazione possa essere difficile e spaventosa, soprattutto perché è arrivata in un momento di forte stress. Quando compare un pensiero improvviso e perentorio come “sei gay” e da quel momento nasce un vortice fatto di paura, analisi continua, controllo delle sensazioni e compulsioni mentali, non è un segnale di cambiamento dell’orientamento, ma del fatto che l’ansia ha trovato un appiglio molto sensibile su cui lavorare. L’orientamento sessuale non si manifesta sotto forma di imposizioni mentali, non arriva come una voce che ordina qualcosa, non provoca nausea, repulsione, confusione e non richiede di controllare ogni reazione. Quello che descrive appartiene più alla dimensione ossessiva: un pensiero intrusivo si aggancia a una sua fragilità e comincia a ripetersi, generando allarme e spingendola a controllare, analizzare e confrontarsi continuamente con ciò che prova. È questo meccanismo, e non il contenuto del pensiero, a creare angoscia e a confondere le sensazioni. Il fatto che la sua attrazione verso le ragazze sia rimasta presente e spontanea è un elemento molto importante, così come il fatto che l’idea di essere gay non le provochi curiosità o apertura, ma paura, confusione e disagio. L’ansia, quando aumenta, tende a spostare l’attenzione su ciò che teme di più e a distorcere la percezione interna fino a farle sembrare possibili scenari che non corrispondono alla sua realtà profonda. Il loop che descrive segue proprio questo schema: quando sta meglio il tema perde forza, quando l’ansia cresce torna in modo intrusivo. La sua psicologa probabilmente intende dire che in una fase di poca esperienza o scarsa attività sessuale è normale interrogarsi, ma il suo disagio non è legato al desiderio, bensì al timore di perdere un’identità affettiva che sente sua. Questo è un dato che merita protezione e ascolto. Continui con la terapia, perché il lavoro non sarà sulla sua identità ma sul modo in cui l’ansia le mette pressione, la spaventa e la costringe a dubitare di ciò che in realtà non è mai stato in dubbio.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Gloria Giacomin
Buonasera, dalle tue parole emerge un forte disagio legato a pensieri intrusivi e ansiogeni riguardo al tuo orientamento sessuale. È importante ricordare che i pensieri non definiscono chi siamo, soprattutto quando compaiono in momenti di vulnerabilità o stress.
È positivo che tu abbia già iniziato un percorso psicologico: in situazioni come questa il lavoro terapeutico può essere molto efficace. La terapia potrà aiutarti a comprendere meglio cosa sta accadendo e a ritrovare sicurezza, anche nella tua sfera affettiva e sessuale. Concediti il tempo necessario e continua a dare spazio al tuo percorso terapeutico. La tua sofferenza ha un senso e merita ascolto, e sono certa che, con il giusto accompagnamento, riuscirai a trovare maggiore chiarezza e serenità. Buona riflessione!
È positivo che tu abbia già iniziato un percorso psicologico: in situazioni come questa il lavoro terapeutico può essere molto efficace. La terapia potrà aiutarti a comprendere meglio cosa sta accadendo e a ritrovare sicurezza, anche nella tua sfera affettiva e sessuale. Concediti il tempo necessario e continua a dare spazio al tuo percorso terapeutico. La tua sofferenza ha un senso e merita ascolto, e sono certa che, con il giusto accompagnamento, riuscirai a trovare maggiore chiarezza e serenità. Buona riflessione!
Gentile utente, grazie per la sua condivisione in questo momento di difficoltà.
Una cosa tipica nel DOC è quella di mettere in atto tentativi di soluzione (in questo caso le compulsioni che riferisce) che hanno però l'effetto opposto, ossia quello di rendere ancora più disponibile e "sfaccettato" il dubbio ossessivo di partenza, in un loop che sembra non smettere mai. Spesso si cerca di mettere fine a questo circolo provando a "sopprimere", a non pensarci più, cosa che però crea l'effetto "elefante rosa" (se diciamo a qualcuno di non pensare a un elefante rosa, nello stesso momento in cui lo si dice ecco che compare). Tutto ciò alla fine porta al sentirsi impotenti, spaventati e con un corteo di sintomi e disagi che ha ben descritto.
Spero che con l'aiuto della collega riesca a trovare un modo per gestire e affrontare la situazione, così da vivere più serenamente.
Una cosa tipica nel DOC è quella di mettere in atto tentativi di soluzione (in questo caso le compulsioni che riferisce) che hanno però l'effetto opposto, ossia quello di rendere ancora più disponibile e "sfaccettato" il dubbio ossessivo di partenza, in un loop che sembra non smettere mai. Spesso si cerca di mettere fine a questo circolo provando a "sopprimere", a non pensarci più, cosa che però crea l'effetto "elefante rosa" (se diciamo a qualcuno di non pensare a un elefante rosa, nello stesso momento in cui lo si dice ecco che compare). Tutto ciò alla fine porta al sentirsi impotenti, spaventati e con un corteo di sintomi e disagi che ha ben descritto.
Spero che con l'aiuto della collega riesca a trovare un modo per gestire e affrontare la situazione, così da vivere più serenamente.
Ciao,
esplorare i desideri è una cosa importante e molto bella, ma non credo che ciò dipenda da una "scarsa attività sessuale", altrimenti la maggior parte degli esseri umani cambierebbe orientamento tre volte al mese, come minimo...
Quindi la questione che più mi preme farti capire è che in un momento così complicato una terapia valida è fondamentale.
L'ansia non è tanto per una omosessualità fisica, ma mentale, a mio avviso.
Un caro saluto
Lavinia
esplorare i desideri è una cosa importante e molto bella, ma non credo che ciò dipenda da una "scarsa attività sessuale", altrimenti la maggior parte degli esseri umani cambierebbe orientamento tre volte al mese, come minimo...
Quindi la questione che più mi preme farti capire è che in un momento così complicato una terapia valida è fondamentale.
L'ansia non è tanto per una omosessualità fisica, ma mentale, a mio avviso.
Un caro saluto
Lavinia
Buongiorno,
i suoi pensieri ossessivi e le compulsioni non sono un segnale che per forza lei sta cambiando orienntamento sessuale, ma sono il sintomo di un'ansia che ha attaccato la sfera più intima della tua identità. L'obiettivo del suo percorso potrebbe essere quello di combattere le ossessioni e le compulsioni, non il dubbio sul tuo orientamento, che potrebbe essere una conseguenza della sua ansia, non la causa.
Cordialmente.
Dott.ssa Chantal Danna
i suoi pensieri ossessivi e le compulsioni non sono un segnale che per forza lei sta cambiando orienntamento sessuale, ma sono il sintomo di un'ansia che ha attaccato la sfera più intima della tua identità. L'obiettivo del suo percorso potrebbe essere quello di combattere le ossessioni e le compulsioni, non il dubbio sul tuo orientamento, che potrebbe essere una conseguenza della sua ansia, non la causa.
Cordialmente.
Dott.ssa Chantal Danna
Gentile utente,
capisco quanto possa essere spaventoso vivere improvvisamente pensieri che sembrano “non appartenerle” e che mettono in dubbio aspetti per lei importanti. Quando l’ansia è molto elevata, la mente può agganciarsi a un’idea e ripeterla in modo insistente, creando confusione, dubbi continui e sensazioni fisiche molto intense.
Da ciò che descrive, emerge un circolo tipico dell’ansia: arriva un pensiero intrusivo (“e se fossi…?”), lei prova paura, comincia a controllare, analizzare, confrontare, verificare cosa sente… e tutto questo aumenta ancora di più la paura. In questi momenti non si sta realmente “scoprendo”, ma sta semplicemente rispondendo all’ansia, che la porta a dubitare di tutto.
Il fatto che lei abbia ancora fantasie ed eccitazione verso le ragazze è un aspetto importante, così come il fatto che nei momenti in cui l’ansia cala questi pensieri perdano forza: significa che non è l’orientamento a essere cambiato, ma l’ansia a prendere il sopravvento.
È comprensibile che la spiegazione della sua psicologa l’abbia confusa: quando si è molto spaventati, anche una normale esplorazione può suonare come una minaccia. Le suggerisco di condividere con lei questa sensazione, perché è importante che in terapia si senta compreso e al sicuro.
Non sta “diventando” nulla da un giorno all’altro. Sta affrontando un momento di forte vulnerabilità emotiva, legato anche a delusioni e stress, e la terapia può aiutarla a ritrovare calma e chiarezza nelle sue sensazioni.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
capisco quanto possa essere spaventoso vivere improvvisamente pensieri che sembrano “non appartenerle” e che mettono in dubbio aspetti per lei importanti. Quando l’ansia è molto elevata, la mente può agganciarsi a un’idea e ripeterla in modo insistente, creando confusione, dubbi continui e sensazioni fisiche molto intense.
Da ciò che descrive, emerge un circolo tipico dell’ansia: arriva un pensiero intrusivo (“e se fossi…?”), lei prova paura, comincia a controllare, analizzare, confrontare, verificare cosa sente… e tutto questo aumenta ancora di più la paura. In questi momenti non si sta realmente “scoprendo”, ma sta semplicemente rispondendo all’ansia, che la porta a dubitare di tutto.
Il fatto che lei abbia ancora fantasie ed eccitazione verso le ragazze è un aspetto importante, così come il fatto che nei momenti in cui l’ansia cala questi pensieri perdano forza: significa che non è l’orientamento a essere cambiato, ma l’ansia a prendere il sopravvento.
È comprensibile che la spiegazione della sua psicologa l’abbia confusa: quando si è molto spaventati, anche una normale esplorazione può suonare come una minaccia. Le suggerisco di condividere con lei questa sensazione, perché è importante che in terapia si senta compreso e al sicuro.
Non sta “diventando” nulla da un giorno all’altro. Sta affrontando un momento di forte vulnerabilità emotiva, legato anche a delusioni e stress, e la terapia può aiutarla a ritrovare calma e chiarezza nelle sue sensazioni.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Grazie per la condivisione, leggere la tua esperienza fa comprendere quanto possa essere faticoso convivere con pensieri che sembrano imporsi e generare ansia, confusione e paura. È comprensibile sentirsi bloccati quando la mente costruisce un loop che sembra non avere fine. Non è un segno di debolezza: è la reazione di un sistema sotto stress che cerca di trovare un equilibrio, ma lo fa in modo che ti fa soffrire.
Il percorso strategico breve si concentra proprio su queste dinamiche: non sull’analisi infinita dei “perché”, ma su strumenti concreti per interrompere i meccanismi che alimentano l’ansia e restituire libertà e serenità. In poche sedute si può iniziare a ridurre l’impatto dei pensieri intrusivi e recuperare fiducia nelle proprie risorse.
Puoi fissare un incontro, sarà uno spazio protetto e mirato, dove affrontare insieme questi vissuti e iniziare a liberarti da questa spirale. È un passo importante per riprendere il controllo e tornare a vivere con maggiore leggerezza.
Il percorso strategico breve si concentra proprio su queste dinamiche: non sull’analisi infinita dei “perché”, ma su strumenti concreti per interrompere i meccanismi che alimentano l’ansia e restituire libertà e serenità. In poche sedute si può iniziare a ridurre l’impatto dei pensieri intrusivi e recuperare fiducia nelle proprie risorse.
Puoi fissare un incontro, sarà uno spazio protetto e mirato, dove affrontare insieme questi vissuti e iniziare a liberarti da questa spirale. È un passo importante per riprendere il controllo e tornare a vivere con maggiore leggerezza.
Buongiorno, paradossalmente può essere che proprio il non voler esplorare il desiderio fa sì che questo esca in maniera persistente e intrusiva. Essendo già in terapia sicuramente avrà l'opportunità di approfondire bene questa questione che sembra tutt'altro che chiusa. Dott.ssa Bonomi
Gentile utente, è normale a volte avere dei pensieri "scomodi" che possono suscitare in noi sensazioni molto sgradevoli, per quanto si stia seguendo un percorso di terapia o meno. Spesso i pensieri ossessivi variano molto nel loro contenuto, da quello sessuale, come nel suo caso, o di natura più violenta/aggressiva ecc. L'importante è imparare a tollerarli e accettare che ogni tanto questi possano emergere e sparire con la velocità con la quale sono comparsi, senza preoccuparsi che essi necessariamente si traducano in azioni concrete o pretendere di cancellarli. Più ci sforziamo di eliminarli più paradossalmente questi permangono e acquisiscono forza, alimentando così in un circolo vizioso di angoscia e afflizione. Non che ci sia nulla di male qualora lei avesse desideri verso persone dello stesso sesso, chiaramente. Non so se sta continuando il percorso con la collega: in caso, si senta libero di contattarmi se vuole che affrontiamo queste ansie insieme. Un caro saluto
Capisco quanto questo episodio, nato in un momento di forte stress, ti abbia destabilizzato. La frase interna “sei gay”, i sogni, l’analisi continua dei ragazzi e le compulsioni (“prova a baciarlo”) rientrano molto facilmente in un funzionamento da SO-DOC, dove l’ansia genera pensieri intrusivi che non corrispondono al tuo desiderio, ma al bisogno di controllare una paura improvvisa.
Il fatto che tu continui ad eccitarti con fantasie sulle ragazze e che questi pensieri si attivino soprattutto quando l’ansia sale è un segnale chiaro: non stai “diventando qualcun altro”, ma stai vivendo una frattura nella continuità con il tuo modo abituale di sentirti e riconoscerti. Non c’è nulla che faccia pensare a un cambiamento reale dell’orientamento, ma a un circuito di paura che si autoalimenta.
La terapia può aiutarti a comprendere cosa ha reso così fragile, in questo periodo, il tuo senso di familiarità con te stesso e con il tuo desiderio, senza forzarti in direzioni che non senti tue.
Il fatto che tu continui ad eccitarti con fantasie sulle ragazze e che questi pensieri si attivino soprattutto quando l’ansia sale è un segnale chiaro: non stai “diventando qualcun altro”, ma stai vivendo una frattura nella continuità con il tuo modo abituale di sentirti e riconoscerti. Non c’è nulla che faccia pensare a un cambiamento reale dell’orientamento, ma a un circuito di paura che si autoalimenta.
La terapia può aiutarti a comprendere cosa ha reso così fragile, in questo periodo, il tuo senso di familiarità con te stesso e con il tuo desiderio, senza forzarti in direzioni che non senti tue.
Gentile utente, i sintomi che descrive fanno pensare piuttosto a modalità ossessive. Si affidi alla sua terapeuta e vedrà che troverete insieme il modo di occuparvene.
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
Buongiorno, da ciò che racconta si percepisce con grande chiarezza quanto questo episodio l’abbia travolta, come un fulmine arrivato in un momento in cui era già molto stanco e sotto pressione. È proprio in momenti così che la mente può agganciarsi a un pensiero improvviso e trasformarlo in una minaccia, soprattutto quando quel pensiero tocca un tema sensibile, legato all’identità e alla paura di perdere il controllo. Quella frase che ha sentito nella sua testa non è un messaggio sulla sua identità, ma l’espressione di un forte stato di ansia. Quando si è sotto stress, la mente può produrre contenuti intrusivi e disturbanti che non rappresentano ciò che siamo o ciò che desideriamo. Il fatto che da quel momento siano comparsi sogni, immagini indesiderate, scenari su cui non vuole soffermarsi, non è un segnale di cambiamento del suo orientamento, ma una conseguenza di come sta funzionando ora il suo sistema emotivo. La paura amplifica tutto, ogni pensiero diventa sospetto, ogni sensazione viene analizzata e reinterpretata fino allo sfinimento. La descrizione delle compulsioni, come il provare a “testarsi” o a osservare i ragazzi in modo forzato, rientra proprio in questo meccanismo. Non sono segnali di attrazione, ma tentativi ansiosi di rassicurarsi. Se davvero lei provasse un interesse spontaneo, non ci sarebbe questa sensazione di nausea, angoscia e rifiuto. L’attrazione vera porta calore, non terrore. Quello che prova è paura, non desiderio. È significativo anche ciò che dice sui momenti in cui l’ansia cala. Quando non è agitato, tutto si attenua. Questo è un punto importante, perché mostra come il problema non sia l’identità, ma l’intensità dell’ansia che le sta creando un circolo vizioso: l’ansia accende il pensiero intrusivo, il pensiero intrusivo alimenta l’ansia, e così via. Le sue fantasie verso le ragazze, che nonostante tutto restano presenti, sono un altro elemento che conferma la direzione dei suoi desideri. Il calo della libido che ha notato è tipico degli stati di forte attivazione ansiosa e non ha a che fare con un orientamento in cambiamento. Quando la mente è in allarme, spegne molte funzioni, incluso il desiderio sessuale, e questo può far sentire ancora più confusi. Capisco anche la difficoltà che ha provato quando la psicologa ha parlato di esplorazione del desiderio. Probabilmente intendeva dire che in un periodo di stress e insicurezza emotiva possono emergere dubbi che non vanno presi come verità, ma come segnali di sofferenza. Tuttavia, se lei in questo momento non sente il bisogno di esplorare nulla, è legittimo che quell’interpretazione l’abbia messo in difficoltà. È importante che possa dirglielo apertamente, perché la terapia funziona quando ci si sente compresi e in un luogo sicuro. Infine, quello che dice sulle delusioni con le ragazze è molto rilevante. A volte esperienze negative possono portare a una sorta di chiusura, quasi una protezione emotiva, e l’altra parte della mente cerca comunque una direzione per dare un senso a ciò che sta vivendo. L’ansia può approfittarne e spingerla a dubitare proprio di ciò che le sta più a cuore. Con il tempo e in un percorso ben impostato, è possibile tornare ad aprirsi con calma, senza forzature e senza dover analizzare ogni pensiero. Quello che sta vivendo è spaventoso, ma non è un segnale che la sua identità stia cambiando. È una manifestazione di ansia intensa che sta utilizzando un tema molto delicato per farsi ascoltare. Con il supporto terapeutico, e dandosi tempo, questo senso di confusione potrà ridursi e potrà tornare a riconoscersi in ciò che sente davvero. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
caro utente,
Quello che descrivi è molto più comune — e molto più comprensibile — di quanto tu possa immaginare. E vorrei partire da questo: non c’è nulla di “strano” in quello che stai vivendo, né nulla che parli automaticamente del tuo orientamento. Quello che sento, leggendo le tue parole, è soprattutto paura. Una paura che si è incastrata dentro una frase improvvisa (“sei g*y”) e che da quel momento ha iniziato a girare come un disco rotto, fino a sembrarti più reale del tuo stesso sentire.
Quando arriva un pensiero così intrusivo, così improvviso, spesso non parla di “chi siamo”, ma di un punto fragile che in quel momento ha trovato uno spiraglio. E il fatto che sia arrivato dopo un periodo di forte stress non è un dettaglio: è spesso proprio in quei momenti che la mente produce scenari catastrofici, identitari, o comunque capaci di bloccare il respiro.
La tua non sembra una domanda sull’orientamento, ma una domanda sulla paura di perdere controllo, di perdere identità, di non riconoscerti più.
E tutto quello che descrivi — analizzare le persone, le compulsioni del tipo “prova a…”, la nausea, la confusione, la diminuzione della libido — somiglia molto a quel meccanismo in cui non è il contenuto a fare paura, ma il fatto che tu ti senta trascinato dentro qualcosa che non vuoi. È come se l’ansia prendesse una forma qualsiasi, purché sia una forma che tocca un punto sensibile della tua storia.
Non posso dirti con certezza “è SO-OCD”: non sarebbe corretto né rispettoso nei tuoi confronti. Ma posso dirti che la struttura del tuo vissuto — l’improvvisa intrusività, l’angoscia, la nausea, la difficoltà a fidarti dei tuoi stessi desideri — si avvicina molto a quel tipo di dinamica. E non perché l’orientamento stia cambiando, ma perché la paura sta occupando tutto lo spazio del desiderio.
Mi colpisce anche ciò che dici sulla “ scarsa attività sessuale”: è possibile che la tua psicologa stia esplorando una pista tra le tante, ma è anche vero che, quando c’è un forte vissuto di delusione, o di frustrazione affettiva, o di aspettative che non si sono realizzate, la libido può ritirarsi. E quando la libido si ritira, la mente può riempire quel vuoto con fantasie ansiogene, più che desiderate.
Non c’è niente di colpevole in questo. A volte, quando siamo più vulnerabili, la mente sceglie proprio ciò che ci spaventa di più per parlarci del nostro stato emotivo.
Ti va, piano piano, di provare a osservare un piccolo dettaglio?
Hai scritto una frase molto importante: “Quando non ho ansia non penso molto a queste cose”.
Questo non invalida nulla del tuo vissuto, ma può essere una pista da accarezzare: forse non sono i pensieri ad attivare l’ansia… forse è l’ansia che sceglie quei pensieri per manifestarsi.
E se così fosse, si spiegherebbe anche perché la libido verso le ragazze c’è, ma è come se fosse coperta da un rumore di fondo.
Capisco molto bene il bisogno di trovare una spiegazione netta, rassicurante, definitiva. Ma, in un’ottica psicodinamica, a volte la via più utile è proprio non forzare una risposta. Lasciare spazio a ciò che senti ora, senza obbligarti a decifrarlo come “vero” o “falso”, “giusto” o “sbagliato”.
E lavorare con qualcuno che ti aiuti a capire perché proprio questo pensiero ha fatto così presa su di te.
Se vorrai, potrai approfondire tutto questo anche in un percorso online: ci sono momenti in cui avere uno spazio protetto, continuativo e neutrale permette alla mente di rilassarsi e tornare ad ascoltarsi senza farsi travolgere.
Intanto, possiamo restare qui, su questa tua paura così viva.
Non sei in pericolo, e non stai perdendo chi sei: stai attraversando qualcosa che può essere compreso, accolto e trasformato.
Dott.ssa Raffaella Pia Testa
Quello che descrivi è molto più comune — e molto più comprensibile — di quanto tu possa immaginare. E vorrei partire da questo: non c’è nulla di “strano” in quello che stai vivendo, né nulla che parli automaticamente del tuo orientamento. Quello che sento, leggendo le tue parole, è soprattutto paura. Una paura che si è incastrata dentro una frase improvvisa (“sei g*y”) e che da quel momento ha iniziato a girare come un disco rotto, fino a sembrarti più reale del tuo stesso sentire.
Quando arriva un pensiero così intrusivo, così improvviso, spesso non parla di “chi siamo”, ma di un punto fragile che in quel momento ha trovato uno spiraglio. E il fatto che sia arrivato dopo un periodo di forte stress non è un dettaglio: è spesso proprio in quei momenti che la mente produce scenari catastrofici, identitari, o comunque capaci di bloccare il respiro.
La tua non sembra una domanda sull’orientamento, ma una domanda sulla paura di perdere controllo, di perdere identità, di non riconoscerti più.
E tutto quello che descrivi — analizzare le persone, le compulsioni del tipo “prova a…”, la nausea, la confusione, la diminuzione della libido — somiglia molto a quel meccanismo in cui non è il contenuto a fare paura, ma il fatto che tu ti senta trascinato dentro qualcosa che non vuoi. È come se l’ansia prendesse una forma qualsiasi, purché sia una forma che tocca un punto sensibile della tua storia.
Non posso dirti con certezza “è SO-OCD”: non sarebbe corretto né rispettoso nei tuoi confronti. Ma posso dirti che la struttura del tuo vissuto — l’improvvisa intrusività, l’angoscia, la nausea, la difficoltà a fidarti dei tuoi stessi desideri — si avvicina molto a quel tipo di dinamica. E non perché l’orientamento stia cambiando, ma perché la paura sta occupando tutto lo spazio del desiderio.
Mi colpisce anche ciò che dici sulla “ scarsa attività sessuale”: è possibile che la tua psicologa stia esplorando una pista tra le tante, ma è anche vero che, quando c’è un forte vissuto di delusione, o di frustrazione affettiva, o di aspettative che non si sono realizzate, la libido può ritirarsi. E quando la libido si ritira, la mente può riempire quel vuoto con fantasie ansiogene, più che desiderate.
Non c’è niente di colpevole in questo. A volte, quando siamo più vulnerabili, la mente sceglie proprio ciò che ci spaventa di più per parlarci del nostro stato emotivo.
Ti va, piano piano, di provare a osservare un piccolo dettaglio?
Hai scritto una frase molto importante: “Quando non ho ansia non penso molto a queste cose”.
Questo non invalida nulla del tuo vissuto, ma può essere una pista da accarezzare: forse non sono i pensieri ad attivare l’ansia… forse è l’ansia che sceglie quei pensieri per manifestarsi.
E se così fosse, si spiegherebbe anche perché la libido verso le ragazze c’è, ma è come se fosse coperta da un rumore di fondo.
Capisco molto bene il bisogno di trovare una spiegazione netta, rassicurante, definitiva. Ma, in un’ottica psicodinamica, a volte la via più utile è proprio non forzare una risposta. Lasciare spazio a ciò che senti ora, senza obbligarti a decifrarlo come “vero” o “falso”, “giusto” o “sbagliato”.
E lavorare con qualcuno che ti aiuti a capire perché proprio questo pensiero ha fatto così presa su di te.
Se vorrai, potrai approfondire tutto questo anche in un percorso online: ci sono momenti in cui avere uno spazio protetto, continuativo e neutrale permette alla mente di rilassarsi e tornare ad ascoltarsi senza farsi travolgere.
Intanto, possiamo restare qui, su questa tua paura così viva.
Non sei in pericolo, e non stai perdendo chi sei: stai attraversando qualcosa che può essere compreso, accolto e trasformato.
Dott.ssa Raffaella Pia Testa
Salve — grazie per aver condiviso così chiaramente la tua esperienza. Quello che descrivi somiglia molto a quanto viene chiamato SO-OCD (sexual-orientation OCD): pensieri intrusivi, ripetitivi e molto angoscianti riguardo all’orientamento sessuale, spesso accompagnati da controlli e compulsioni (analizzare le persone intorno a te, “provare” qualcosa, cercare rassicurazioni). Questi pensieri sono ego-distonici — cioè indesiderati — e non sono la stessa cosa di un vero cambiamento dell’orientamento. iocdf.org+1
Perché succede e perché è così spaventoso
In chi soffre di questo tipo di OCD i pensieri intrusivi scatenano ansia intensa; la risposta più naturale è cercare di controllarli o testare la realtà (compulsioni), ma questo in realtà rinforza il circuito dell’ansia e mantiene il problema. ocduk.org+1
Il fatto che continui a provare eccitazione/fantasie con le ragazze è un dato importante: gli attuali pensieri intrusivi non sono una prova che tu “stia diventando” qualcosa che non sei. La discordanza (fantasie vs. pensieri intrusivi) è tipica di SO-OCD. ocdclinicbrisbane.com.au
Cosa può aiutare
La terapia più efficace per l’OCD e per SO-OCD è la Terapia Cognitivo-Comportamentale specifica per l’OCD con tecniche di Exposure and Response Prevention (ERP): si lavora sull’esposizione graduale ai pensieri/alle situazioni che provocano ansia e sull’astenersi dalle compulsioni, imparando ad accettare l’incertezza. Tecniche di mindfulness e ristrutturazione cognitiva sono utili come complemento. PMC+1
I farmaci (SSRI come la sertralina) possono ridurre l’intensità dei pensieri e dell’ansia collegata all’OCD; attenzione però: gli SSRI possono ridurre la libido o causare difficoltà sessuali. Anche alcuni antipsicotici (come la perfenazina, Trilafon) possono avere effetti sul desiderio o sulla funzione sessuale e possono aumentare la prolattina. Se noti un calo della libido, può dipendere sia dall’ansia/depressione sia dagli effetti dei farmaci — è importante parlarne col medico che li ha prescritti. PMC+2thecarlatreport.com+2
Cosa puoi fare subito (strumenti pratici)
Non dare per buona l’idea che il pensiero rifletta la realtà: riconoscilo come pensiero intrusivo e non come prova.
Evita le compulsioni mentali o fisiche (es. analizzare le persone, “provare” o cercare rassicurazioni): funzionano come rinforzo.
Porta in terapia questi episodi: chiedi al tuo terapeuta ERP strutturato (esposizioni guidate all’ansia e prevenzione della risposta).
Parla apertamente con lo psichiatra sui farmaci: un aggiustamento posologico o una modifica della terapia farmacologica può aiutare la libido e l’ansia. PMC+1
Ultime rassicurazioni e invito
Quello che descrivi è doloroso ma trattabile: molte persone con SO-OCD migliorano con CBT/ERP e, se necessario, aggiustamenti farmacologici. Il fatto che tu abbia già iniziato una terapia è positivo — se senti che l’approccio non è sufficientemente focalizzato sull’ERP, valuta con la tua terapeuta l’introduzione di tecniche specifiche per OCD o la possibilità di consultare un collega specializzato in OCD. Inoltre, discuti con lo psichiatra gli effetti collaterali dei farmaci sulla libido. PMC+1
È comunque consigliabile approfondire con uno specialista (psicoterapeuta esperto in OCD e/o psichiatra) per personalizzare il trattamento e valutare i farmaci in relazione ai tuoi sintomi.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Perché succede e perché è così spaventoso
In chi soffre di questo tipo di OCD i pensieri intrusivi scatenano ansia intensa; la risposta più naturale è cercare di controllarli o testare la realtà (compulsioni), ma questo in realtà rinforza il circuito dell’ansia e mantiene il problema. ocduk.org+1
Il fatto che continui a provare eccitazione/fantasie con le ragazze è un dato importante: gli attuali pensieri intrusivi non sono una prova che tu “stia diventando” qualcosa che non sei. La discordanza (fantasie vs. pensieri intrusivi) è tipica di SO-OCD. ocdclinicbrisbane.com.au
Cosa può aiutare
La terapia più efficace per l’OCD e per SO-OCD è la Terapia Cognitivo-Comportamentale specifica per l’OCD con tecniche di Exposure and Response Prevention (ERP): si lavora sull’esposizione graduale ai pensieri/alle situazioni che provocano ansia e sull’astenersi dalle compulsioni, imparando ad accettare l’incertezza. Tecniche di mindfulness e ristrutturazione cognitiva sono utili come complemento. PMC+1
I farmaci (SSRI come la sertralina) possono ridurre l’intensità dei pensieri e dell’ansia collegata all’OCD; attenzione però: gli SSRI possono ridurre la libido o causare difficoltà sessuali. Anche alcuni antipsicotici (come la perfenazina, Trilafon) possono avere effetti sul desiderio o sulla funzione sessuale e possono aumentare la prolattina. Se noti un calo della libido, può dipendere sia dall’ansia/depressione sia dagli effetti dei farmaci — è importante parlarne col medico che li ha prescritti. PMC+2thecarlatreport.com+2
Cosa puoi fare subito (strumenti pratici)
Non dare per buona l’idea che il pensiero rifletta la realtà: riconoscilo come pensiero intrusivo e non come prova.
Evita le compulsioni mentali o fisiche (es. analizzare le persone, “provare” o cercare rassicurazioni): funzionano come rinforzo.
Porta in terapia questi episodi: chiedi al tuo terapeuta ERP strutturato (esposizioni guidate all’ansia e prevenzione della risposta).
Parla apertamente con lo psichiatra sui farmaci: un aggiustamento posologico o una modifica della terapia farmacologica può aiutare la libido e l’ansia. PMC+1
Ultime rassicurazioni e invito
Quello che descrivi è doloroso ma trattabile: molte persone con SO-OCD migliorano con CBT/ERP e, se necessario, aggiustamenti farmacologici. Il fatto che tu abbia già iniziato una terapia è positivo — se senti che l’approccio non è sufficientemente focalizzato sull’ERP, valuta con la tua terapeuta l’introduzione di tecniche specifiche per OCD o la possibilità di consultare un collega specializzato in OCD. Inoltre, discuti con lo psichiatra gli effetti collaterali dei farmaci sulla libido. PMC+1
È comunque consigliabile approfondire con uno specialista (psicoterapeuta esperto in OCD e/o psichiatra) per personalizzare il trattamento e valutare i farmaci in relazione ai tuoi sintomi.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Ciao, grazie per aver condiviso con tanta apertura quello che stai vivendo. Quello che descrivi rientra in un fenomeno che in psicologia viene spesso chiamato “SO-DOc” (Sexual Orientation Obsessive-Compulsive Disorder): si tratta di pensieri intrusivi a contenuto sessuale o relativo all’orientamento, che generano ansia e sensi di colpa, e non indicano un reale cambiamento dell’orientamento sessuale.
Da un punto di vista psicoanalitico, questi pensieri possono essere letti anche come manifestazioni di conflitti interni legati al desiderio, alla vulnerabilità, alla paura del giudizio e alle esperienze emotive non risolte (come le delusioni sentimentali che menzioni). La tua mente, in un certo senso, sta cercando di dare un nome e un contenuto a paure profonde di apertura, intimità e attaccamento, trasformandole in una spirale di ossessioni e compulsioni.
Il fatto che tu continui ad avere eccitazione per le ragazze e che questi pensieri siano intrusivi e ansiogeni è un segnale importante: indicano che non stai “diventando” qualcosa di diverso da ciò che sei, ma stai attraversando una fase in cui l’ansia prende il sopravvento, rendendo difficile percepire i tuoi desideri in modo naturale. La terapia, anche se ora può sembrarti controintuitiva o angosciante, è il luogo dove puoi osservare questi pensieri senza giudizio, capirne le radici emotive e lentamente riaprire uno spazio sicuro per il desiderio autentico.
Un approccio utile spesso è imparare a tollerare la presenza di questi pensieri senza reagire ad essi con compulsioni, osservandoli come fenomeni mentali passeggeri. Con il tempo, e con la guida di una psicoterapeuta esperta, l’ansia tende a ridursi e la tua vita sessuale e affettiva può ritrovare naturalezza.
Ricorda: ciò che stai vivendo non ti definisce né cambia chi sei. Sei in una fase di esplorazione interiore, e la tua preoccupazione, per quanto intensa, è una testimonianza del tuo desiderio di capire te stesso e vivere autenticamente.
Da un punto di vista psicoanalitico, questi pensieri possono essere letti anche come manifestazioni di conflitti interni legati al desiderio, alla vulnerabilità, alla paura del giudizio e alle esperienze emotive non risolte (come le delusioni sentimentali che menzioni). La tua mente, in un certo senso, sta cercando di dare un nome e un contenuto a paure profonde di apertura, intimità e attaccamento, trasformandole in una spirale di ossessioni e compulsioni.
Il fatto che tu continui ad avere eccitazione per le ragazze e che questi pensieri siano intrusivi e ansiogeni è un segnale importante: indicano che non stai “diventando” qualcosa di diverso da ciò che sei, ma stai attraversando una fase in cui l’ansia prende il sopravvento, rendendo difficile percepire i tuoi desideri in modo naturale. La terapia, anche se ora può sembrarti controintuitiva o angosciante, è il luogo dove puoi osservare questi pensieri senza giudizio, capirne le radici emotive e lentamente riaprire uno spazio sicuro per il desiderio autentico.
Un approccio utile spesso è imparare a tollerare la presenza di questi pensieri senza reagire ad essi con compulsioni, osservandoli come fenomeni mentali passeggeri. Con il tempo, e con la guida di una psicoterapeuta esperta, l’ansia tende a ridursi e la tua vita sessuale e affettiva può ritrovare naturalezza.
Ricorda: ciò che stai vivendo non ti definisce né cambia chi sei. Sei in una fase di esplorazione interiore, e la tua preoccupazione, per quanto intensa, è una testimonianza del tuo desiderio di capire te stesso e vivere autenticamente.
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