salve egregi dottori vorrei chiedere un parere circa la mia situazione. dopo 18 anni di matrimonio
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salve egregi dottori vorrei chiedere un parere circa la mia situazione.
dopo 18 anni di matrimonio nel quale abbiamo avuto due figli mi sono accorto quasi per caso che mia moglie aveva una relazione extraconiugale non avevo mai avuto nessun pensiero al riguardo visto che mia moglie ha sempre avuto un carattere molto chiuso non e mai stata una persona espansiva che desse confidenza ad altre persone molto vergognosa timida e con un passato prima di conoscere me con una sola reazione nella quale aveva avuto grandissimi problemi e delusioni per cui mai ho pensato che potesse avere confidenze con altre persone nella fattispecie altri uomini.
ma evidentemente mi sbagliavo e avendo appreso che fossero 6 mesi che si frequentava con un altro uomo poi approfondendo sono venuto a conoscenza che si frequentava anche con un altro uomo ulteriore e che negli anni precedenti aveva avuto altre due frequentazioni con altri due uomini anche se parrebbe siano state molto brevi e non importanti e che non si era spinta fino ad avere Rapporti con questi due primi.
avendo appreso questo dopo svariate ricerche e domande a lei effettuate non ho più creduto che fosse tutto o che fosse vero quello che mi diceva ho iniziato a dubitare di ogni cosa mi dicesse pensando che per imbarazzo o vergogna non mi avesse detto tutto o che non mi avesse detto completamente il vero. questo scoprire sempre piu e questo mio iniziare a dubitare ha creato un rapporto che lei si e rinchiusa sempre più e spesso mi ha detto che non riusciva piu ad avere intimità con me perché dopo tutto ciò provasse schifo. infatti da un po e sempre peggio e andata la nostra intimità prima di tutto questo avevamo una vita sessuale normale o addirittura io credo piu che normale certo ero sempre io a iniziare o chiedere di fare sesso ma visto come io l avessi sempre creduta fosse mi sembrava normale che per vergogna lei non mi chiedeva mai certe cose e quindi mi sembrava normale che fossi sempre io a chiedere o iniziare ad avere intimità con lei.
adesso dopo tutto questo lei non vuole avere piu rapporti con me e se qualche rarissima volta si diciamo concede sta li come un sacco di patate tanto che io smetto perché così non mi piace e poi mi viene da pensare che con altri dopo averla anche perdonata fosse complice e non stesse inerme come con me e questo mi fa doppiamente male e stare veramente male
vi chiedo cosa posso fare secondo voi
vi ringrazio anticipatamente
dopo 18 anni di matrimonio nel quale abbiamo avuto due figli mi sono accorto quasi per caso che mia moglie aveva una relazione extraconiugale non avevo mai avuto nessun pensiero al riguardo visto che mia moglie ha sempre avuto un carattere molto chiuso non e mai stata una persona espansiva che desse confidenza ad altre persone molto vergognosa timida e con un passato prima di conoscere me con una sola reazione nella quale aveva avuto grandissimi problemi e delusioni per cui mai ho pensato che potesse avere confidenze con altre persone nella fattispecie altri uomini.
ma evidentemente mi sbagliavo e avendo appreso che fossero 6 mesi che si frequentava con un altro uomo poi approfondendo sono venuto a conoscenza che si frequentava anche con un altro uomo ulteriore e che negli anni precedenti aveva avuto altre due frequentazioni con altri due uomini anche se parrebbe siano state molto brevi e non importanti e che non si era spinta fino ad avere Rapporti con questi due primi.
avendo appreso questo dopo svariate ricerche e domande a lei effettuate non ho più creduto che fosse tutto o che fosse vero quello che mi diceva ho iniziato a dubitare di ogni cosa mi dicesse pensando che per imbarazzo o vergogna non mi avesse detto tutto o che non mi avesse detto completamente il vero. questo scoprire sempre piu e questo mio iniziare a dubitare ha creato un rapporto che lei si e rinchiusa sempre più e spesso mi ha detto che non riusciva piu ad avere intimità con me perché dopo tutto ciò provasse schifo. infatti da un po e sempre peggio e andata la nostra intimità prima di tutto questo avevamo una vita sessuale normale o addirittura io credo piu che normale certo ero sempre io a iniziare o chiedere di fare sesso ma visto come io l avessi sempre creduta fosse mi sembrava normale che per vergogna lei non mi chiedeva mai certe cose e quindi mi sembrava normale che fossi sempre io a chiedere o iniziare ad avere intimità con lei.
adesso dopo tutto questo lei non vuole avere piu rapporti con me e se qualche rarissima volta si diciamo concede sta li come un sacco di patate tanto che io smetto perché così non mi piace e poi mi viene da pensare che con altri dopo averla anche perdonata fosse complice e non stesse inerme come con me e questo mi fa doppiamente male e stare veramente male
vi chiedo cosa posso fare secondo voi
vi ringrazio anticipatamente
Carissimo,
in un rapporto così lungo, spesso si incontrano difficoltà come le sue. Dalla sua lunga descrizione, l'unica cosa che le consiglio vivamente è quello di chiedere a sua moglie se vuole iniziare con lei una terapia di coppia. In piena libertà.
Buon Cammino
in un rapporto così lungo, spesso si incontrano difficoltà come le sue. Dalla sua lunga descrizione, l'unica cosa che le consiglio vivamente è quello di chiedere a sua moglie se vuole iniziare con lei una terapia di coppia. In piena libertà.
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Caro utente, intanto grazie di aver scritto. La vostra relazione in questo momento mi sembra molto in difficoltà e per questo la prima domanda che mi viene da porle è: avete pensato ad una terapia di coppia? Un posto sicuro dove potervi dire cosa sentite e provate e dove cercare di comprendere meglio come ricostruire e se questo, in primis, rappresenti il desiderio di entrambi. Sicuramente queste fatiche in ambito sessuale si accompagneranno ad altre difficoltà nel quotidiano, in un circolo di reciproca influenza. Sarebbe anche utile per lei pensare di intraprendere un percorso che possa aiutarla meglio a capire questo perdono come è fatto, cosa si porta con sè e quanto ha cambiato anche il suo modo di fare esperienza di sè dentro la coppia. Qualora lo ritenesse a sua volta utile, io sono disponibile per un primo colloquio online o di persona qualora si trovasse nei pressi di Pavia o Milano Sud per approfondire meglio quanto detto. Può prenotare direttamente tramite il sito individuando gli slop disponibili a lei più congeniali. Cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Gentile utente, la situazione che descrive è sicuramente molto complessa e dolorosa. Il tradimento, però, raramente nasce “dal nulla”: spesso rappresenta il punto di arrivo di una relazione in cui, nel tempo, si sono accumulati silenzi, distanza emotiva, bisogni non espressi o difficoltà nel comunicare autenticamente.
Nel suo racconto mi colpisce in particolare un aspetto: sembra esserci molto spazio per il suo bisogno di capire, controllare e trovare risposte, ma poco riferimento a come entrambi abbiate scelto di affrontare questa crisi come coppia. Mi chiedo, ad esempio, se dopo la scoperta ci sia stato un momento di reale chiarimento e una scelta condivisa di provare a recuperare il rapporto. Sarebbe forse utile provare a comprendere insieme quanto ciascuno di voi oggi si senta ancora coinvolto nella relazione e disponibile a investire energie nel tentativo di ricostruire un dialogo e una vicinanza emotiva.
Anche la difficoltà nell’intimità sembra inserirsi dentro questo clima emotivo molto pesante. Quando il rapporto resta bloccato tra dubbi, vergogna, risentimento, senso di colpa e bisogno di controllo, la sessualità spesso smette di essere uno spazio di incontro e vicinanza e rischia di trasformarsi in qualcosa vissuto con tensione, obbligo o rifiuto.
Per questo motivo credo che, più che continuare a cercare conferme o dettagli sul passato, potrebbe essere utile fermarsi a capire cosa desiderate davvero oggi come coppia. Una terapia di coppia potrebbe aiutarvi proprio a dare significato a ciò che è accaduto, comprendere i vissuti reciproci e capire se esiste ancora uno spazio autentico per ricostruire la relazione. Il rischio, altrimenti, è che il rapporto continui a basarsi soprattutto sul senso di colpa, sul timore di ferire l’altro o sul sentirsi obbligati a mantenere un ruolo, finendo però per rendere infelici entrambi.
Nel suo racconto mi colpisce in particolare un aspetto: sembra esserci molto spazio per il suo bisogno di capire, controllare e trovare risposte, ma poco riferimento a come entrambi abbiate scelto di affrontare questa crisi come coppia. Mi chiedo, ad esempio, se dopo la scoperta ci sia stato un momento di reale chiarimento e una scelta condivisa di provare a recuperare il rapporto. Sarebbe forse utile provare a comprendere insieme quanto ciascuno di voi oggi si senta ancora coinvolto nella relazione e disponibile a investire energie nel tentativo di ricostruire un dialogo e una vicinanza emotiva.
Anche la difficoltà nell’intimità sembra inserirsi dentro questo clima emotivo molto pesante. Quando il rapporto resta bloccato tra dubbi, vergogna, risentimento, senso di colpa e bisogno di controllo, la sessualità spesso smette di essere uno spazio di incontro e vicinanza e rischia di trasformarsi in qualcosa vissuto con tensione, obbligo o rifiuto.
Per questo motivo credo che, più che continuare a cercare conferme o dettagli sul passato, potrebbe essere utile fermarsi a capire cosa desiderate davvero oggi come coppia. Una terapia di coppia potrebbe aiutarvi proprio a dare significato a ciò che è accaduto, comprendere i vissuti reciproci e capire se esiste ancora uno spazio autentico per ricostruire la relazione. Il rischio, altrimenti, è che il rapporto continui a basarsi soprattutto sul senso di colpa, sul timore di ferire l’altro o sul sentirsi obbligati a mantenere un ruolo, finendo però per rendere infelici entrambi.
Buongiorno, è una situazione molto complessa, che richiede un'adeguata attenzione, perché capisco quanto questa scoperta dei tradimenti possa aver influito sul vostro rapporto intimo.. Il tradimento non riguarda solo ciò che è accaduto, ma spesso cambia il modo in cui oggi si sente visto. Il fatto che lei abbia scelto di perdonare, non significa che il dolore sia superato, anzi, spesso il vero lavoro emotivo comincia dopo. Sarebbe importante che nella coppia si potesse parlare apertamente, non solo del tradimento, ma di ciò che adesso succede tra voi, cercando di capire cosa prova ognuna delle parti in gioco. Le suggerirei di non restare solo con i suoi pensieri, ma di valutare uno spazio di supporto psicologico individuale o di coppia: perché state attraversando una crisi relazionale, non tanto per il tradimento, ma alla base ci sta la comunicazione e non il silenzio che crea interpretazioni sbagliate. Resto a sua o vostra disposizione. Cordiali saluti . Dott.ssa Vitalia Bartolotta
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione emotivamente molto dolorosa e complessa. La scoperta di più relazioni extraconiugali, soprattutto dopo tanti anni di matrimonio e con un’immagine di sua moglie molto diversa da quella che ha poi scoperto, può generare un forte senso di smarrimento, tradimento, rabbia, insicurezza e perdita di fiducia. È comprensibile che oggi lei faccia fatica a credere completamente a ciò che le viene detto e che abbia iniziato a mettere in discussione molti aspetti della vostra relazione.
Spesso, dopo un tradimento, non è solo il rapporto di coppia a rompersi, ma anche il senso di sicurezza personale. Il dubbio continuo, il bisogno di capire “tutto”, il confronto mentale con gli altri uomini e il chiedersi come fosse sua moglie con loro rispetto a come è oggi con lei sono dinamiche molto frequenti in chi vive una ferita di questo tipo. Tuttavia, continuare a cercare conferme o dettagli rischia anche di alimentare un circolo doloroso che aumenta sofferenza, rabbia e distanza emotiva.
Anche il cambiamento nell’intimità sessuale è un elemento importante. La sessualità, nella coppia, è strettamente collegata agli aspetti emotivi e relazionali: quando ci sono ferite profonde, sensi di colpa, rancore, vergogna o sfiducia, il desiderio e la spontaneità possono bloccarsi. Il fatto che sua moglie oggi viva l’intimità con chiusura o distacco non significa necessariamente che provasse cose diverse con altri uomini, ma può indicare che all’interno della vostra relazione si sia creato un carico emotivo molto pesante, difficile da gestire per entrambi.
In questo momento, la domanda principale non dovrebbe essere soltanto “perché è successo”, ma anche: è possibile ricostruire fiducia, dialogo e vicinanza? E soprattutto: entrambi desiderate davvero lavorare sul rapporto? Perché una coppia può anche superare un tradimento, ma solo se c’è disponibilità reciproca ad affrontare il dolore, comunicare in modo autentico e comprendere i bisogni profondi che hanno portato alla crisi.
Le consiglierei di non affrontare tutto questo da solo. Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla a elaborare il trauma emotivo, la rabbia e il senso di svalutazione che sta vivendo. Parallelamente, una terapia di coppia potrebbe essere utile per capire se esistono ancora le basi per ricostruire il legame oppure se il rapporto sia arrivato a una fase di forte esaurimento emotivo.
Approfondire con uno specialista può aiutarvi a comprendere meglio le dinamiche della relazione e a trovare strumenti più sani per affrontare questa sofferenza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è una situazione emotivamente molto dolorosa e complessa. La scoperta di più relazioni extraconiugali, soprattutto dopo tanti anni di matrimonio e con un’immagine di sua moglie molto diversa da quella che ha poi scoperto, può generare un forte senso di smarrimento, tradimento, rabbia, insicurezza e perdita di fiducia. È comprensibile che oggi lei faccia fatica a credere completamente a ciò che le viene detto e che abbia iniziato a mettere in discussione molti aspetti della vostra relazione.
Spesso, dopo un tradimento, non è solo il rapporto di coppia a rompersi, ma anche il senso di sicurezza personale. Il dubbio continuo, il bisogno di capire “tutto”, il confronto mentale con gli altri uomini e il chiedersi come fosse sua moglie con loro rispetto a come è oggi con lei sono dinamiche molto frequenti in chi vive una ferita di questo tipo. Tuttavia, continuare a cercare conferme o dettagli rischia anche di alimentare un circolo doloroso che aumenta sofferenza, rabbia e distanza emotiva.
Anche il cambiamento nell’intimità sessuale è un elemento importante. La sessualità, nella coppia, è strettamente collegata agli aspetti emotivi e relazionali: quando ci sono ferite profonde, sensi di colpa, rancore, vergogna o sfiducia, il desiderio e la spontaneità possono bloccarsi. Il fatto che sua moglie oggi viva l’intimità con chiusura o distacco non significa necessariamente che provasse cose diverse con altri uomini, ma può indicare che all’interno della vostra relazione si sia creato un carico emotivo molto pesante, difficile da gestire per entrambi.
In questo momento, la domanda principale non dovrebbe essere soltanto “perché è successo”, ma anche: è possibile ricostruire fiducia, dialogo e vicinanza? E soprattutto: entrambi desiderate davvero lavorare sul rapporto? Perché una coppia può anche superare un tradimento, ma solo se c’è disponibilità reciproca ad affrontare il dolore, comunicare in modo autentico e comprendere i bisogni profondi che hanno portato alla crisi.
Le consiglierei di non affrontare tutto questo da solo. Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla a elaborare il trauma emotivo, la rabbia e il senso di svalutazione che sta vivendo. Parallelamente, una terapia di coppia potrebbe essere utile per capire se esistono ancora le basi per ricostruire il legame oppure se il rapporto sia arrivato a una fase di forte esaurimento emotivo.
Approfondire con uno specialista può aiutarvi a comprendere meglio le dinamiche della relazione e a trovare strumenti più sani per affrontare questa sofferenza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
questa tipologia di situazioni, provocano una necessaria ristrutturazione dei ruoli all'interno del sistema familiare, ponendoti dinanzi a continui interrogativi sul tuo Sè, sul rapporto con il coniuge, sulla stabilità emotiva mancante e sulla scelta di una strategia per un miglioramento comunicativo e relazionale.
La scelta di una comunicazione empatica, chiara e di condivisione attiva di momenti, aumenta il rapporto di vicinanza emotiva ed intima, e, supporta la gestione della fiducia, attraverso un continuo contributo da parte di entrambi, con l'intenzione condivisa di voler riprovare a stabilire nuovamente un equilibrio relazionale e familiare.
L'esperienza di tradimento, mette in discussione il valore del proprio Sè percepito, il peso morale della coppia come definizione anche culturale e sociale, creando momenti di instabilità emotiva individuali e familiari.
Importante: condivisione con i figli della realtà familiare che state attraversando, non per colpevolizzarli o fargli pesare il carico emotivo dei vostri stati d'animo, ma, per renderli attivamente consapevoli delle dinamiche situazionali con empatia e maturità.
Una comunicazione empatia, grazie ad un linguaggio sicuro e consapevole, supporterebbe positivamente l'evitamento di atteggiamenti di chiusura, di tensione e di instabilità emotiva, psico-fisica, sessuale, relazionale e familiare.
Grazie.
questa tipologia di situazioni, provocano una necessaria ristrutturazione dei ruoli all'interno del sistema familiare, ponendoti dinanzi a continui interrogativi sul tuo Sè, sul rapporto con il coniuge, sulla stabilità emotiva mancante e sulla scelta di una strategia per un miglioramento comunicativo e relazionale.
La scelta di una comunicazione empatica, chiara e di condivisione attiva di momenti, aumenta il rapporto di vicinanza emotiva ed intima, e, supporta la gestione della fiducia, attraverso un continuo contributo da parte di entrambi, con l'intenzione condivisa di voler riprovare a stabilire nuovamente un equilibrio relazionale e familiare.
L'esperienza di tradimento, mette in discussione il valore del proprio Sè percepito, il peso morale della coppia come definizione anche culturale e sociale, creando momenti di instabilità emotiva individuali e familiari.
Importante: condivisione con i figli della realtà familiare che state attraversando, non per colpevolizzarli o fargli pesare il carico emotivo dei vostri stati d'animo, ma, per renderli attivamente consapevoli delle dinamiche situazionali con empatia e maturità.
Una comunicazione empatia, grazie ad un linguaggio sicuro e consapevole, supporterebbe positivamente l'evitamento di atteggiamenti di chiusura, di tensione e di instabilità emotiva, psico-fisica, sessuale, relazionale e familiare.
Grazie.
Salve, quello che racconta è un dolore molto profondo, e si sente chiaramente quanto questa scoperta abbia scosso tutto: non solo il rapporto con sua moglie, ma anche la fiducia, i ricordi, l’idea stessa di chi lei pensava fosse.
C’è un punto da cui partire, con molta sincerità: **quello che ha vissuto è un tradimento ripetuto**, non un episodio isolato. E questo ha un impatto diverso, molto più destabilizzante. Non riguarda solo il presente, ma riscrive anche il passato, perché lei ora si ritrova a rileggere anni di relazione con il dubbio.
La reazione che descrive è comprensibile: cercare risposte, fare domande, voler capire tutto. È un tentativo di rimettere ordine. Però si è creato un effetto collaterale molto pesante: più lei cerca certezze, più sua moglie si chiude, e più si chiude, più lei dubita. È un circolo che consuma entrambi.
Le faccio una domanda molto importante, forse la più difficile:
**lei oggi vuole davvero ricostruire il rapporto con sua moglie… oppure sta cercando di sopportare qualcosa che dentro di sé non riesce ad accettare?**
Perché perdonare non è una decisione che si prende “perché si deve”, o per tenere insieme la famiglia. È qualcosa che può nascere solo se ci sono delle condizioni concrete dall’altra parte.
E qui arriviamo a un punto centrale: sua moglie, oggi, cosa sta facendo per ricostruire?
Non quello che dice, ma quello che fa.
Perché da quello che descrive, lei appare molto chiusa, distante, e soprattutto c’è questo elemento molto forte: il rifiuto dell’intimità, accompagnato addirittura da una sensazione di “schifo”. Questo è un segnale importante, e va capito bene, perché non riguarda solo il sesso, ma il livello di connessione tra voi.
Lei si trova in una posizione dolorosa: da una parte ha perdonato o sta cercando di farlo, dall’altra si sente rifiutato proprio nel luogo più intimo della coppia. E il confronto che le viene spontaneo (“con gli altri com’era?”) è umano, ma la ferisce ancora di più.
Provo a dirle una cosa con molta chiarezza:
non può esserci una vera ricostruzione se lei resta da solo a portarla avanti.
Perché qui non si tratta solo di “andare avanti”, ma di capire se esistono le basi per farlo davvero.
Le chiedo: avete mai affrontato questa situazione con un aiuto esterno, come una terapia di coppia?
Perché ci sono dinamiche molto profonde in gioco: il perché dei tradimenti, la chiusura emotiva di sua moglie, il suo bisogno di chiarezza e sicurezza. Da soli, dentro questo dolore, è molto difficile uscirne.
Un altro punto importante riguarda lei:
in tutto questo, dove si sta mettendo?
Perché si sente molto il suo sforzo di capire, di perdonare, di recuperare… ma molto meno il diritto di fermarsi e dire: “questa cosa mi fa troppo male”.
Lei non deve accettare un rapporto in cui si sente rifiutato, confuso e continuamente in dubbio. Non è questo il prezzo inevitabile di un matrimonio lungo o di una famiglia.
Capisco anche che ci siano i figli, e questo rende tutto più complesso. Ma proprio per loro, è importante che lei non resti in una situazione che la svuota.
Le faccio un’ultima domanda, che può aiutarla a orientarsi:
se nulla cambiasse da qui in avanti, se il rapporto restasse così com’è oggi, lei riuscirebbe a starci?
Perché a volte si resta aggrappati a quello che era o a quello che si spera torni, ma la realtà è nel presente.
Se vuole, possiamo anche provare a capire insieme come affrontare un confronto con sua moglie in modo diverso, oppure come fare chiarezza dentro di sé prima ancora che nella coppia. Perché adesso il punto non è solo “cosa fare”, ma non perdersi dentro a tutto questo dolore.
C’è un punto da cui partire, con molta sincerità: **quello che ha vissuto è un tradimento ripetuto**, non un episodio isolato. E questo ha un impatto diverso, molto più destabilizzante. Non riguarda solo il presente, ma riscrive anche il passato, perché lei ora si ritrova a rileggere anni di relazione con il dubbio.
La reazione che descrive è comprensibile: cercare risposte, fare domande, voler capire tutto. È un tentativo di rimettere ordine. Però si è creato un effetto collaterale molto pesante: più lei cerca certezze, più sua moglie si chiude, e più si chiude, più lei dubita. È un circolo che consuma entrambi.
Le faccio una domanda molto importante, forse la più difficile:
**lei oggi vuole davvero ricostruire il rapporto con sua moglie… oppure sta cercando di sopportare qualcosa che dentro di sé non riesce ad accettare?**
Perché perdonare non è una decisione che si prende “perché si deve”, o per tenere insieme la famiglia. È qualcosa che può nascere solo se ci sono delle condizioni concrete dall’altra parte.
E qui arriviamo a un punto centrale: sua moglie, oggi, cosa sta facendo per ricostruire?
Non quello che dice, ma quello che fa.
Perché da quello che descrive, lei appare molto chiusa, distante, e soprattutto c’è questo elemento molto forte: il rifiuto dell’intimità, accompagnato addirittura da una sensazione di “schifo”. Questo è un segnale importante, e va capito bene, perché non riguarda solo il sesso, ma il livello di connessione tra voi.
Lei si trova in una posizione dolorosa: da una parte ha perdonato o sta cercando di farlo, dall’altra si sente rifiutato proprio nel luogo più intimo della coppia. E il confronto che le viene spontaneo (“con gli altri com’era?”) è umano, ma la ferisce ancora di più.
Provo a dirle una cosa con molta chiarezza:
non può esserci una vera ricostruzione se lei resta da solo a portarla avanti.
Perché qui non si tratta solo di “andare avanti”, ma di capire se esistono le basi per farlo davvero.
Le chiedo: avete mai affrontato questa situazione con un aiuto esterno, come una terapia di coppia?
Perché ci sono dinamiche molto profonde in gioco: il perché dei tradimenti, la chiusura emotiva di sua moglie, il suo bisogno di chiarezza e sicurezza. Da soli, dentro questo dolore, è molto difficile uscirne.
Un altro punto importante riguarda lei:
in tutto questo, dove si sta mettendo?
Perché si sente molto il suo sforzo di capire, di perdonare, di recuperare… ma molto meno il diritto di fermarsi e dire: “questa cosa mi fa troppo male”.
Lei non deve accettare un rapporto in cui si sente rifiutato, confuso e continuamente in dubbio. Non è questo il prezzo inevitabile di un matrimonio lungo o di una famiglia.
Capisco anche che ci siano i figli, e questo rende tutto più complesso. Ma proprio per loro, è importante che lei non resti in una situazione che la svuota.
Le faccio un’ultima domanda, che può aiutarla a orientarsi:
se nulla cambiasse da qui in avanti, se il rapporto restasse così com’è oggi, lei riuscirebbe a starci?
Perché a volte si resta aggrappati a quello che era o a quello che si spera torni, ma la realtà è nel presente.
Se vuole, possiamo anche provare a capire insieme come affrontare un confronto con sua moglie in modo diverso, oppure come fare chiarezza dentro di sé prima ancora che nella coppia. Perché adesso il punto non è solo “cosa fare”, ma non perdersi dentro a tutto questo dolore.
Gentile signore, da quello che scrive emerge una ferita molto profonda: non solo la scoperta di un tradimento, ma il crollo dell’immagine che aveva di sua moglie e, in parte, anche della vostra storia.
Detto questo, la situazione può essere letta solo a partire dal suo racconto: manca la voce di sua moglie, il significato che lei dà a ciò che è accaduto, e soprattutto manca capire se entrambi desideriate davvero ricostruire.
Dopo 18 anni di matrimonio, però, la scoperta di più frequentazioni non può essere letta semplicemente come una “scappatella”. Sembra piuttosto il segnale di una crisi profonda della coppia, forse rimasta nascosta, non detta o non vista per molto tempo. Questo non significa spostare la responsabilità del tradimento su di lei, ma riconoscere che una relazione può deteriorarsi anche quando uno dei due, per dolore, abitudine o bisogno di credere che tutto vada bene, non riesce più a vedere certi segnali.
Il rischio, ora, è che il bisogno comprensibile di sapere tutto diventi una trappola. Più cerca dettagli, più il dolore sembra trovare nuove immagini; più lei si sente interrogata, più può chiudersi. Così lei resta nella posizione dell’investigatore ferito, sua moglie in quella di chi si ritira, e la coppia rimane bloccata.
Anche l’intimità, in questo momento, non può funzionare come prova d’amore o come risarcimento. Se un rapporto diventa un esame per capire se lei desidera ancora, è probabile che entrambi ne escano più distanti.
Proverei a spostare la domanda: non “mi ha detto tutto?”, ma “che cosa non abbiamo visto, detto o affrontato per arrivare fino a qui?”. E subito dopo: “ci sono ancora le condizioni minime per ricostruire fiducia, rispetto e scelta reciproca?”.
Per qualche giorno, più che cercare nuovi dettagli, osservi cosa accade se sospende l’interrogatorio e chiede solo una cosa chiara: se sua moglie vuole davvero lavorare sulla coppia, oppure no.
Una crisi così difficilmente si scioglie da soli. Un confronto con un professionista, individuale o di coppia se entrambi disponibili, potrebbe aiutarvi a capire se state tentando di ricostruire un legame o solo di sopravvivere alla ferita. Se vorrà, può continuare a scrivere o chiedere un confronto online per orientarsi meglio.
Un caro saluto.
Detto questo, la situazione può essere letta solo a partire dal suo racconto: manca la voce di sua moglie, il significato che lei dà a ciò che è accaduto, e soprattutto manca capire se entrambi desideriate davvero ricostruire.
Dopo 18 anni di matrimonio, però, la scoperta di più frequentazioni non può essere letta semplicemente come una “scappatella”. Sembra piuttosto il segnale di una crisi profonda della coppia, forse rimasta nascosta, non detta o non vista per molto tempo. Questo non significa spostare la responsabilità del tradimento su di lei, ma riconoscere che una relazione può deteriorarsi anche quando uno dei due, per dolore, abitudine o bisogno di credere che tutto vada bene, non riesce più a vedere certi segnali.
Il rischio, ora, è che il bisogno comprensibile di sapere tutto diventi una trappola. Più cerca dettagli, più il dolore sembra trovare nuove immagini; più lei si sente interrogata, più può chiudersi. Così lei resta nella posizione dell’investigatore ferito, sua moglie in quella di chi si ritira, e la coppia rimane bloccata.
Anche l’intimità, in questo momento, non può funzionare come prova d’amore o come risarcimento. Se un rapporto diventa un esame per capire se lei desidera ancora, è probabile che entrambi ne escano più distanti.
Proverei a spostare la domanda: non “mi ha detto tutto?”, ma “che cosa non abbiamo visto, detto o affrontato per arrivare fino a qui?”. E subito dopo: “ci sono ancora le condizioni minime per ricostruire fiducia, rispetto e scelta reciproca?”.
Per qualche giorno, più che cercare nuovi dettagli, osservi cosa accade se sospende l’interrogatorio e chiede solo una cosa chiara: se sua moglie vuole davvero lavorare sulla coppia, oppure no.
Una crisi così difficilmente si scioglie da soli. Un confronto con un professionista, individuale o di coppia se entrambi disponibili, potrebbe aiutarvi a capire se state tentando di ricostruire un legame o solo di sopravvivere alla ferita. Se vorrà, può continuare a scrivere o chiedere un confronto online per orientarsi meglio.
Un caro saluto.
Buongiorno, difficile rispondere alla sua domanda senza approfondimenti. Sicuramente affrontare un percorso psicologico individuale la aiuterebbe a comprendere come funziona psicologicamente anche in termini relazionali. Un'alternativa se sia lei sia sua moglie siete motivati è fare un percorso di psicoterapia di coppia per comprendere meglio la vostra relazione. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli
Buonasera, non è una situazione semplice da superare. Avete pensato di farvi aiutare in una terapia di coppia?
Dato che ha già provato a parlare con sua moglie e non sembra averne ricavato molto per comunicare in modo efficace, credo che la prima cosa da intraprendere adesso sia prendersi del tempo per sé, in un contesto protetto, dove poter approfondire con un professionista tutto il mondo che qui ci accenna e che le appartiene. Mi riferisco al suo mondo interno, non a quello di sua moglie. Quello potrebbe essere una tappa successiva.
Gentile utente,
quello che descrive è un dolore molto profondo, perché non riguarda solo il tradimento in sé, ma anche il crollo dell’immagine che aveva costruito negli anni di sua moglie, della relazione e forse anche di sé stesso all’interno di quel matrimonio. È comprensibile che, dopo aver scoperto progressivamente altri elementi, si sia instaurato un meccanismo di dubbio continuo: quando viene meno la fiducia, la mente cerca continuamente nuovi dettagli per “chiudere il puzzle”, ma spesso questo processo finisce per alimentare ancora più sofferenza e ossessione. In questo momento sembra che tra voi si siano intrecciati diversi livelli: il tradimento, la rabbia, il senso di umiliazione, il bisogno di capire “tutta la verità”, ma anche una profonda ferita sul piano dell’intimità e del sentirsi desiderato e scelto. Il fatto che oggi sua moglie viva la sessualità con chiusura o distacco può avere significati molto diversi (difesa, colpa, rabbia, rifiuto, confusione, disagio emotivo), ma comprendo quanto per lei questo venga vissuto come un confronto continuo con gli altri uomini e quindi come una ferita ulteriore. La domanda centrale, però, forse non è soltanto “perché è successo”, ma: cosa desidera davvero fare adesso lei, al di là della paura e del dolore?
Perché per ricostruire una relazione dopo tradimenti ripetuti servono alcune condizioni fondamentali: sincerità, assunzione di responsabilità, disponibilità reciproca a riaprire il dialogo e volontà concreta di lavorare sul rapporto. Se invece uno dei due si chiude completamente, l’altro rischia di rimanere intrappolato in un continuo interrogatorio interiore che consuma emotivamente.Potrebbe esserle molto utile intraprendere un percorso psicologico, individuale o di coppia, non perché lei sia “sbagliato”, ma perché sta vivendo una ferita relazionale importante che tocca autostima, fiducia, rabbia, desiderio e identità personale. In questi casi avere uno spazio protetto aiuta a capire come uscire da questa spirale di controllo, confronto e sofferenza continua, e a decidere con maggiore lucidità quale direzione dare alla sua vita e alla relazione.
Un caro saluto.
Eleonora Rossini
quello che descrive è un dolore molto profondo, perché non riguarda solo il tradimento in sé, ma anche il crollo dell’immagine che aveva costruito negli anni di sua moglie, della relazione e forse anche di sé stesso all’interno di quel matrimonio. È comprensibile che, dopo aver scoperto progressivamente altri elementi, si sia instaurato un meccanismo di dubbio continuo: quando viene meno la fiducia, la mente cerca continuamente nuovi dettagli per “chiudere il puzzle”, ma spesso questo processo finisce per alimentare ancora più sofferenza e ossessione. In questo momento sembra che tra voi si siano intrecciati diversi livelli: il tradimento, la rabbia, il senso di umiliazione, il bisogno di capire “tutta la verità”, ma anche una profonda ferita sul piano dell’intimità e del sentirsi desiderato e scelto. Il fatto che oggi sua moglie viva la sessualità con chiusura o distacco può avere significati molto diversi (difesa, colpa, rabbia, rifiuto, confusione, disagio emotivo), ma comprendo quanto per lei questo venga vissuto come un confronto continuo con gli altri uomini e quindi come una ferita ulteriore. La domanda centrale, però, forse non è soltanto “perché è successo”, ma: cosa desidera davvero fare adesso lei, al di là della paura e del dolore?
Perché per ricostruire una relazione dopo tradimenti ripetuti servono alcune condizioni fondamentali: sincerità, assunzione di responsabilità, disponibilità reciproca a riaprire il dialogo e volontà concreta di lavorare sul rapporto. Se invece uno dei due si chiude completamente, l’altro rischia di rimanere intrappolato in un continuo interrogatorio interiore che consuma emotivamente.Potrebbe esserle molto utile intraprendere un percorso psicologico, individuale o di coppia, non perché lei sia “sbagliato”, ma perché sta vivendo una ferita relazionale importante che tocca autostima, fiducia, rabbia, desiderio e identità personale. In questi casi avere uno spazio protetto aiuta a capire come uscire da questa spirale di controllo, confronto e sofferenza continua, e a decidere con maggiore lucidità quale direzione dare alla sua vita e alla relazione.
Un caro saluto.
Eleonora Rossini
Buonasera, immagino sia stato un duro choc venire a sapere tutta questa vita segreta di sua moglie. Immagino anche che tutto questo possa riflettersi nalla vostra vita sessuale, è difficile che questi tradimenti non lascino traccia nel vostro menage. Mi sembra che il tentativo potrebbe essere intraprendere una terapi di coppia, se sua moglie è disponibile. In caso contrario anche solo un aiuto per lei potrebbe essere indicato, anche per ricostruire ciò che è accaduto alivello emotivo far voi due. Se ritiene sono disponibile anche online. saluti Dario Martelli
Salve, quello che racconta è un dolore relazionale molto profondo, non soltanto per il tradimento in sé, ma anche per tutto ciò che questo ha smosso dentro di lei rispetto all’immagine che aveva di sua moglie, del vostro rapporto e della vostra storia familiare. Quando una persona scopre qualcosa che entra così tanto in contrasto con ciò che aveva creduto per anni, spesso non viene colpita solo la fiducia verso l’altro, ma anche il senso di stabilità personale e la percezione stessa della realtà vissuta fino a quel momento. Dal suo racconto emerge chiaramente come, dopo la scoperta iniziale, si sia attivato un bisogno crescente di capire, ricostruire, verificare, trovare un senso e una completezza nei racconti ricevuti. Questo è molto comprensibile. In un’ottica cognitivo comportamentale, quando avviene una rottura della fiducia così forte, la mente tende a entrare in uno stato di ipercontrollo e continua ricerca di informazioni, quasi nel tentativo di proteggersi da ulteriori ferite o sorprese. Il problema è che più si cerca la certezza assoluta, più spesso aumentano dubbi, immagini mentali, confronti e pensieri dolorosi. Si percepisce anche quanto la dimensione dell’intimità sia diventata per lei un punto estremamente delicato e carico di significati emotivi. Non si tratta soltanto dell’assenza di rapporti, ma del modo in cui oggi vive il confronto tra ciò che immagina sia stato con altri uomini e ciò che accade tra voi. Questo confronto sembra aver assunto un peso enorme nella sua sofferenza, perché tocca aspetti molto profondi legati al sentirsi desiderato, scelto, accolto e riconosciuto emotivamente. Allo stesso tempo, sembra che anche sua moglie si sia progressivamente chiusa, forse schiacciata da emozioni difficili come vergogna, colpa, rabbia, difesa o confusione personale. Questo però non cancella il suo dolore, né rende meno comprensibile il senso di umiliazione, tristezza e smarrimento che sta vivendo. Una cosa importante da considerare è che il perdono, soprattutto in situazioni così complesse e stratificate nel tempo, non coincide automaticamente con la ricostruzione della fiducia o dell’intimità. A volte una persona sceglie di restare nella relazione per molte ragioni, tra cui i figli, la storia condivisa, l’attaccamento o il desiderio di salvare la famiglia, ma dentro di sé continua a vivere emozioni molto forti che non riescono a trovare uno spazio di elaborazione reale. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, potrebbe esserle molto utile iniziare un percorso che la aiuti non tanto a decidere immediatamente cosa fare del matrimonio, ma a comprendere meglio come questo evento abbia modificato il suo modo di pensare, sentire e percepire sé stesso all’interno della relazione. In momenti come questi, infatti, il rischio è che tutta la propria identità emotiva finisca per ruotare attorno al tradimento, al confronto con gli altri uomini e al bisogno di trovare spiegazioni definitive. Ma più il pensiero si fissa esclusivamente lì, più la sofferenza tende ad amplificarsi. Un percorso di supporto potrebbe aiutarla a distinguere il dolore reale dai meccanismi mentali che oggi lo mantengono continuamente attivo, permettendole gradualmente di recuperare lucidità, stabilità emotiva e una visione più chiara di ciò che desidera davvero per sé e per la sua vita relazionale. Non per cancellare ciò che è successo, ma per evitare che questo evento finisca per definire completamente il suo valore personale e il suo futuro emotivo. Il fatto che lei oggi stia chiedendo “cosa posso fare” è già un segnale importante, perché mostra che una parte di lei non vuole soltanto sopravvivere a questa situazione, ma prova ancora a cercare una strada per comprenderla e affrontarla in modo diverso. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Può sembrare paradossale, persino crudele. Ma a volte chi ha tradito sviluppa una forma di risentimento verso il partner tradito, quasi per difendersi dal peso della propria colpa. Non è giusto, non è razionale ma succede. Non significa necessariamente che sia quello che prova davvero, né che sia una valutazione oggettiva di te o del vostro rapporto. Il punto da cui partire non la decisione sul matrimonio, ma il tuo equilibrio personale. Tutto il resto viene dopo.
Salve,
quello che racconta è una situazione molto dolorosa e complessa, e si percepisce quanto questa scoperta abbia inciso profondamente su di lei, sul suo modo di vedere sua moglie e sull’equilibrio della relazione.
Il tradimento, soprattutto quando emerge in modo così articolato e nel tempo, può generare un forte senso di smarrimento, rabbia, delusione e soprattutto perdita di fiducia. Il fatto che lei abbia iniziato a dubitare di tutto ciò che le viene detto è una reazione comprensibile: quando viene meno la fiducia, è naturale cercare certezze e risposte.
Allo stesso tempo, da quello che descrive, sembra essersi creata una dinamica in cui lei cerca chiarezza e verità, mentre sua moglie tende a chiudersi sempre di più. Questo può portare a un circolo difficile, in cui più si cerca di capire, più l’altro si ritrae.
Per quanto riguarda l’intimità, il cambiamento che descrive è significativo: il rifiuto, la distanza e la mancanza di coinvolgimento possono essere legati a diversi fattori, tra cui senso di colpa, confusione emotiva, difficoltà a gestire la situazione o anche un cambiamento nei sentimenti. Tuttavia, è importante riconoscere quanto questo aspetto stia ferendo lei, anche nel confronto con ciò che immagina sia stato con altre persone.
In una situazione come questa, le domande centrali diventano:
* è possibile ricostruire la fiducia tra voi?
* c’è da parte di entrambi la volontà di lavorare sulla relazione?
* è possibile riaprire un dialogo autentico, anche con l’aiuto di un professionista?
Da solo, è molto difficile uscire da una dinamica così complessa. Un percorso di coppia potrebbe aiutarvi a comprendere cosa è accaduto, cosa sta accadendo ora e se ci sono le basi per ricostruire il rapporto oppure no.
Allo stesso tempo, potrebbe essere utile anche uno spazio individuale per lei, in cui elaborare ciò che ha vissuto, dare un senso a quanto accaduto e capire quali sono i suoi bisogni e i suoi limiti all’interno di questa relazione.
Non esiste una risposta unica su “cosa fare”, ma è importante che la scelta che farà tenga conto anche del suo benessere e del rispetto di sé.
Se lo desidera, può prenotare un colloquio con me tramite la mia agenda online, così da approfondire meglio la situazione.
Un caro saluto
quello che racconta è una situazione molto dolorosa e complessa, e si percepisce quanto questa scoperta abbia inciso profondamente su di lei, sul suo modo di vedere sua moglie e sull’equilibrio della relazione.
Il tradimento, soprattutto quando emerge in modo così articolato e nel tempo, può generare un forte senso di smarrimento, rabbia, delusione e soprattutto perdita di fiducia. Il fatto che lei abbia iniziato a dubitare di tutto ciò che le viene detto è una reazione comprensibile: quando viene meno la fiducia, è naturale cercare certezze e risposte.
Allo stesso tempo, da quello che descrive, sembra essersi creata una dinamica in cui lei cerca chiarezza e verità, mentre sua moglie tende a chiudersi sempre di più. Questo può portare a un circolo difficile, in cui più si cerca di capire, più l’altro si ritrae.
Per quanto riguarda l’intimità, il cambiamento che descrive è significativo: il rifiuto, la distanza e la mancanza di coinvolgimento possono essere legati a diversi fattori, tra cui senso di colpa, confusione emotiva, difficoltà a gestire la situazione o anche un cambiamento nei sentimenti. Tuttavia, è importante riconoscere quanto questo aspetto stia ferendo lei, anche nel confronto con ciò che immagina sia stato con altre persone.
In una situazione come questa, le domande centrali diventano:
* è possibile ricostruire la fiducia tra voi?
* c’è da parte di entrambi la volontà di lavorare sulla relazione?
* è possibile riaprire un dialogo autentico, anche con l’aiuto di un professionista?
Da solo, è molto difficile uscire da una dinamica così complessa. Un percorso di coppia potrebbe aiutarvi a comprendere cosa è accaduto, cosa sta accadendo ora e se ci sono le basi per ricostruire il rapporto oppure no.
Allo stesso tempo, potrebbe essere utile anche uno spazio individuale per lei, in cui elaborare ciò che ha vissuto, dare un senso a quanto accaduto e capire quali sono i suoi bisogni e i suoi limiti all’interno di questa relazione.
Non esiste una risposta unica su “cosa fare”, ma è importante che la scelta che farà tenga conto anche del suo benessere e del rispetto di sé.
Se lo desidera, può prenotare un colloquio con me tramite la mia agenda online, così da approfondire meglio la situazione.
Un caro saluto
Gentile signore, la scoperta di tradimenti ripetuti dopo 18 anni di vita condivisa rappresenta un trauma relazionale significativo, che innesca emozioni intense, dolore, rabbia, vergogna, oltre a una profonda crisi di fiducia. Quanto descrive è una reazione comprensibile e umana.
In ottica cognitivo-comportamentale, è importante distinguere tra ruminazione, cioè il rimuginare continuo su dettagli e domande senza risposta, e l'elaborazione, ovvero il processare il vissuto. Lavoreremmo a riconoscere i pensieri ricorrenti come "non posso più fidarmi di nessuno" o "tutto era falso", esplorando se siano generalizzazioni che amplificano il dolore.
L'ACT può aiutare ad accogliere la coesistenza di emozioni contrastanti e a riorientarsi verso ciò che è davvero importante per Lei, come i figli, sé stesso, il proprio futuro. Tecniche di defusione cognitiva e mindfulness riducono il pensiero ossessivo.
Le suggerisco un percorso psicoterapeutico individuale con uno specialista cognitivo-comportamentale, e, se desiderato, una valutazione di coppia. Affrontare un dolore così grande da soli è gravoso, chiedere supporto è un passo prezioso.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
In ottica cognitivo-comportamentale, è importante distinguere tra ruminazione, cioè il rimuginare continuo su dettagli e domande senza risposta, e l'elaborazione, ovvero il processare il vissuto. Lavoreremmo a riconoscere i pensieri ricorrenti come "non posso più fidarmi di nessuno" o "tutto era falso", esplorando se siano generalizzazioni che amplificano il dolore.
L'ACT può aiutare ad accogliere la coesistenza di emozioni contrastanti e a riorientarsi verso ciò che è davvero importante per Lei, come i figli, sé stesso, il proprio futuro. Tecniche di defusione cognitiva e mindfulness riducono il pensiero ossessivo.
Le suggerisco un percorso psicoterapeutico individuale con uno specialista cognitivo-comportamentale, e, se desiderato, una valutazione di coppia. Affrontare un dolore così grande da soli è gravoso, chiedere supporto è un passo prezioso.
Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Buongiorno caro,
la situazione che descrive appare molto dolorosa e comprensibilmente destabilizzante. Scoprire un tradimento, soprattutto dopo tanti anni di relazione, può mettere profondamente in crisi non solo il rapporto di coppia ma anche la fiducia in se stessi, nei ricordi condivisi e nella percezione della propria vita affettiva. Da ciò che racconta emerge quanto lei stia vivendo un forte stato di sofferenza, fatto di dubbi continui, bisogno di capire, ricerca di spiegazioni e difficoltà ad accettare ciò che è accaduto. Quando la fiducia viene ferita, è frequente che la mente cerchi continuamente conferme o dettagli nel tentativo di dare un senso a quello che è successo, ma spesso questo processo finisce per aumentare il dolore e la distanza emotiva all’interno della coppia.
Anche il tema dell’intimità che descrive sembra oggi diventato il luogo in cui si concentrano rabbia, rifiuto, senso di umiliazione e confronto con pensieri molto dolorosi. Tutto questo, però, rischia di intrappolarla in una sofferenza costante che da solo può essere difficile gestire. Credo che in questo momento potrebbe esserle utile avere uno spazio professionale in cui poter parlare liberamente di ciò che prova, senza sentirsi giudicato, per comprendere meglio come affrontare questa ferita emotiva e capire quale direzione desidera dare alla sua relazione e al suo benessere personale.
Se lo desidera, possiamo fissare un colloquio , individuale o eventualmente di coppia, per approfondire insieme la situazione e aiutarla a ritrovare maggiore chiarezza emotiva.
Può trovare il mio profilo su Mio Dottore, sono la dott.ssa Ilaria Redivo Grazie mille Un caro saluto
la situazione che descrive appare molto dolorosa e comprensibilmente destabilizzante. Scoprire un tradimento, soprattutto dopo tanti anni di relazione, può mettere profondamente in crisi non solo il rapporto di coppia ma anche la fiducia in se stessi, nei ricordi condivisi e nella percezione della propria vita affettiva. Da ciò che racconta emerge quanto lei stia vivendo un forte stato di sofferenza, fatto di dubbi continui, bisogno di capire, ricerca di spiegazioni e difficoltà ad accettare ciò che è accaduto. Quando la fiducia viene ferita, è frequente che la mente cerchi continuamente conferme o dettagli nel tentativo di dare un senso a quello che è successo, ma spesso questo processo finisce per aumentare il dolore e la distanza emotiva all’interno della coppia.
Anche il tema dell’intimità che descrive sembra oggi diventato il luogo in cui si concentrano rabbia, rifiuto, senso di umiliazione e confronto con pensieri molto dolorosi. Tutto questo, però, rischia di intrappolarla in una sofferenza costante che da solo può essere difficile gestire. Credo che in questo momento potrebbe esserle utile avere uno spazio professionale in cui poter parlare liberamente di ciò che prova, senza sentirsi giudicato, per comprendere meglio come affrontare questa ferita emotiva e capire quale direzione desidera dare alla sua relazione e al suo benessere personale.
Se lo desidera, possiamo fissare un colloquio , individuale o eventualmente di coppia, per approfondire insieme la situazione e aiutarla a ritrovare maggiore chiarezza emotiva.
Può trovare il mio profilo su Mio Dottore, sono la dott.ssa Ilaria Redivo Grazie mille Un caro saluto
Salve,
quello che sta vivendo sembra molto doloroso e destabilizzante. Scoprire i tradimenti di una persona con cui si sono condivisi tanti anni di vita, una famiglia e dei figli può incrinare profondamente il senso di fiducia, sicurezza e intimità costruito nel tempo. È comprensibile che dopo queste scoperte lei abbia iniziato a dubitare di molte cose e a cercare continuamente spiegazioni o conferme, nel tentativo di dare un senso a ciò che è accaduto.
Allo stesso tempo, però, sembra che tra voi si sia creato un circolo molto faticoso: da una parte il suo bisogno di capire e ricostruire la verità, dall’altra il progressivo chiudersi di sua moglie, fino ad arrivare a una distanza emotiva e fisica che oggi la fa soffrire profondamente anche sul piano dell’intimità.
Il rischio, in questi casi, è che il rapporto si trasformi sempre più in un luogo di dolore reciproco, sospetto e confronto continuo con ciò che è stato, senza riuscire a capire se esista ancora uno spazio autentico per ricostruire il legame. Per questo motivo potrebbe essere importante provare a spostare la domanda da “cosa ha fatto davvero mia moglie?” a “che tipo di relazione voglio e posso vivere oggi, dopo tutto questo?”.
Per affrontare una ferita così profonda spesso non basta il perdono dichiarato razionalmente, perché il tradimento tocca aspetti molto intimi dell’identità, del desiderio e dell’autostima. Un percorso di supporto psicologico, individuale o di coppia, potrebbe aiutarvi a comprendere se esistano ancora le condizioni per ritrovarvi oppure se il dolore e la distanza siano diventati troppo grandi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
quello che sta vivendo sembra molto doloroso e destabilizzante. Scoprire i tradimenti di una persona con cui si sono condivisi tanti anni di vita, una famiglia e dei figli può incrinare profondamente il senso di fiducia, sicurezza e intimità costruito nel tempo. È comprensibile che dopo queste scoperte lei abbia iniziato a dubitare di molte cose e a cercare continuamente spiegazioni o conferme, nel tentativo di dare un senso a ciò che è accaduto.
Allo stesso tempo, però, sembra che tra voi si sia creato un circolo molto faticoso: da una parte il suo bisogno di capire e ricostruire la verità, dall’altra il progressivo chiudersi di sua moglie, fino ad arrivare a una distanza emotiva e fisica che oggi la fa soffrire profondamente anche sul piano dell’intimità.
Il rischio, in questi casi, è che il rapporto si trasformi sempre più in un luogo di dolore reciproco, sospetto e confronto continuo con ciò che è stato, senza riuscire a capire se esista ancora uno spazio autentico per ricostruire il legame. Per questo motivo potrebbe essere importante provare a spostare la domanda da “cosa ha fatto davvero mia moglie?” a “che tipo di relazione voglio e posso vivere oggi, dopo tutto questo?”.
Per affrontare una ferita così profonda spesso non basta il perdono dichiarato razionalmente, perché il tradimento tocca aspetti molto intimi dell’identità, del desiderio e dell’autostima. Un percorso di supporto psicologico, individuale o di coppia, potrebbe aiutarvi a comprendere se esistano ancora le condizioni per ritrovarvi oppure se il dolore e la distanza siano diventati troppo grandi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Buonasera,
Quello che sta vivendo è molto doloroso e comprensibilmente destabilizzante. Quando si scopre un tradimento, soprattutto dopo molti anni di matrimonio, non viene messa in discussione soltanto la fedeltà del partner, ma l’intera immagine della relazione costruita nel tempo. Spesso la sofferenza più profonda nasce proprio dal fatto che ci si ritrova a dubitare di tutto, come dei ricordi, delle parole ricevute, dell’intimità condivisa e perfino della percezione che si aveva della persona amata. Questo genera frequentemente pensieri ossessivi, bisogno continuo di sapere, fare domande, cercare dettagli e verifiche.
Da ciò che racconta, sembra essersi creato un circolo molto difficile tra voi, dove da una parte il suo bisogno di capire e ricostruire una verità che sente frammentata, dall’altra il progressivo chiudersi di sua moglie, probabilmente attraversata da vergogna, colpa, paura del giudizio o anche da emozioni che lei stessa fatica a comprendere. In queste situazioni, più uno cerca conferme e chiarezza in modo pressante, più l’altro tende spesso a ritirarsi emotivamente, e questo alimenta ulteriormente il sospetto e il senso di distanza. In ottica sistemico-relazionale, il problema non viene letto come “colpa di uno”, ma come una dinamica relazionale che nel tempo si è irrigidita e che oggi sta mostrando tutta la sua sofferenza.
Anche il tema dell’intimità sessuale che descrive è molto delicato. Dopo un tradimento, il corpo spesso diventa il luogo dove si esprimono rabbia, vergogna, rifiuto, confronto e dolore. Il fatto che sua moglie appaia distante o “assente” durante i rapporti non significa necessariamente che con altri fosse autenticamente coinvolta e con lei no. Molte persone, quando vivono una forte frattura emotiva nella coppia, possono arrivare a dissociare completamente desiderio, affetto e presenza emotiva. Questo naturalmente non cancella la sua sofferenza, anzi la rende ancora più difficile da sostenere.
Credo che in questo momento la domanda più importante non sia tanto “come faccio a far tornare tutto come prima”, perché probabilmente quel prima si è ormai spezzato, ma capire se esiste la possibilità di costruire tra voi una relazione nuova, più autentica, dove entrambi possiate finalmente parlare anche delle fragilità, dei bisogni e delle mancanze rimaste forse troppo a lungo silenziose. Il tradimento spesso non nasce dal nulla, ma dentro equilibri di coppia che nel tempo hanno perso comunicazione emotiva, reciprocità o possibilità di esprimere il conflitto. Questo non giustifica quanto accaduto, ma può aiutare a comprenderlo.
Le suggerirei di non affrontare tutto questo da solo. Un percorso psicologico individuale o di coppia potrebbe aiutarvi a uscire dalla spirale fatta di interrogatori, chiusure, fantasie dolorose e senso di umiliazione, per capire se tra voi esistano ancora le basi emotive per ricostruire fiducia e vicinanza. A volte la terapia non serve necessariamente a “salvare” la coppia, ma a comprendere con maggiore lucidità cosa sia diventato il legame e quale direzione possa avere da qui in avanti.
Spedo di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
Quello che sta vivendo è molto doloroso e comprensibilmente destabilizzante. Quando si scopre un tradimento, soprattutto dopo molti anni di matrimonio, non viene messa in discussione soltanto la fedeltà del partner, ma l’intera immagine della relazione costruita nel tempo. Spesso la sofferenza più profonda nasce proprio dal fatto che ci si ritrova a dubitare di tutto, come dei ricordi, delle parole ricevute, dell’intimità condivisa e perfino della percezione che si aveva della persona amata. Questo genera frequentemente pensieri ossessivi, bisogno continuo di sapere, fare domande, cercare dettagli e verifiche.
Da ciò che racconta, sembra essersi creato un circolo molto difficile tra voi, dove da una parte il suo bisogno di capire e ricostruire una verità che sente frammentata, dall’altra il progressivo chiudersi di sua moglie, probabilmente attraversata da vergogna, colpa, paura del giudizio o anche da emozioni che lei stessa fatica a comprendere. In queste situazioni, più uno cerca conferme e chiarezza in modo pressante, più l’altro tende spesso a ritirarsi emotivamente, e questo alimenta ulteriormente il sospetto e il senso di distanza. In ottica sistemico-relazionale, il problema non viene letto come “colpa di uno”, ma come una dinamica relazionale che nel tempo si è irrigidita e che oggi sta mostrando tutta la sua sofferenza.
Anche il tema dell’intimità sessuale che descrive è molto delicato. Dopo un tradimento, il corpo spesso diventa il luogo dove si esprimono rabbia, vergogna, rifiuto, confronto e dolore. Il fatto che sua moglie appaia distante o “assente” durante i rapporti non significa necessariamente che con altri fosse autenticamente coinvolta e con lei no. Molte persone, quando vivono una forte frattura emotiva nella coppia, possono arrivare a dissociare completamente desiderio, affetto e presenza emotiva. Questo naturalmente non cancella la sua sofferenza, anzi la rende ancora più difficile da sostenere.
Credo che in questo momento la domanda più importante non sia tanto “come faccio a far tornare tutto come prima”, perché probabilmente quel prima si è ormai spezzato, ma capire se esiste la possibilità di costruire tra voi una relazione nuova, più autentica, dove entrambi possiate finalmente parlare anche delle fragilità, dei bisogni e delle mancanze rimaste forse troppo a lungo silenziose. Il tradimento spesso non nasce dal nulla, ma dentro equilibri di coppia che nel tempo hanno perso comunicazione emotiva, reciprocità o possibilità di esprimere il conflitto. Questo non giustifica quanto accaduto, ma può aiutare a comprenderlo.
Le suggerirei di non affrontare tutto questo da solo. Un percorso psicologico individuale o di coppia potrebbe aiutarvi a uscire dalla spirale fatta di interrogatori, chiusure, fantasie dolorose e senso di umiliazione, per capire se tra voi esistano ancora le basi emotive per ricostruire fiducia e vicinanza. A volte la terapia non serve necessariamente a “salvare” la coppia, ma a comprendere con maggiore lucidità cosa sia diventato il legame e quale direzione possa avere da qui in avanti.
Spedo di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
Buonasera, la situazione che descrive appare come una forte crisi di fiducia e di coppia, nata dalla scoperta del tradimento e poi peggiorata dal fatto che oggi anche l’intimità è venuta molto meno. Dopo 18 anni di matrimonio, con due figli, è comprensibile che tutto questo abbia generato dolore, dubbi continui e la sensazione di non riuscire più a riconoscere davvero il rapporto. In questi casi può essere utile un percorso di terapia di coppia, perché offre uno spazio protetto per parlare in modo più chiaro di ciò che è accaduto, dei vissuti di entrambi e di capire se ci sono ancora le condizioni per ricostruire fiducia e vicinanza, oppure se è necessario affrontare la situazione in modo diverso.
Salve, una consulenza psicologica può aiutarla molto, perché ciò che descrive non è solo la scoperta di un tradimento, ma una frattura profonda della fiducia, dell’immagine che aveva di sua moglie e anche della vostra intimità. Dopo aver scoperto più frequentazioni, è comprensibile che oggi lei faccia fatica a credere alle sue parole e che ogni dettaglio diventi fonte di dubbio e dolore. Tuttavia, continuare a cercare verità, controllare, fare domande e confrontare ciò che lei faceva con altri rispetto a ciò che fa con lei rischia di tenerla in una ferita sempre aperta. Il perdono, da solo, non ricostruisce la coppia: servono trasparenza, responsabilità, dialogo e la disponibilità di entrambi a capire se esiste ancora un desiderio reale di stare insieme. Se sua moglie oggi prova chiusura, distanza o rifiuto dell’intimità, anche questo va affrontato, non subito interpretato solo come colpa sua o come ulteriore umiliazione. Un percorso di sostegno psicologico, online o in presenza, individuale o di coppia, può aiutarvi a capire se questo matrimonio può essere ricostruito oppure se state restando insieme dentro rabbia, sfiducia e sofferenza.
un caro saluto.
Dott. Giulio Blasilli
un caro saluto.
Dott. Giulio Blasilli
Buonasera,
mi dispiace per la situazione che sta vivendo, sembra molto difficile. Al momento penso che potrebbero esserci due strade: iniziare una terapia individuale in cui si fa aiutare a rielaborare quello che è successo e a capire se questa relazione è ancora quello che vuole, oppure una terapia di coppia (se sua moglie è disposta), per cercare di capire insieme come si è arrivati a questo punto e se è possibile rilanciare il rapporto.
Cordiali saluti,
dott.ssa Marianna Mansueto
mi dispiace per la situazione che sta vivendo, sembra molto difficile. Al momento penso che potrebbero esserci due strade: iniziare una terapia individuale in cui si fa aiutare a rielaborare quello che è successo e a capire se questa relazione è ancora quello che vuole, oppure una terapia di coppia (se sua moglie è disposta), per cercare di capire insieme come si è arrivati a questo punto e se è possibile rilanciare il rapporto.
Cordiali saluti,
dott.ssa Marianna Mansueto
Buongiorno,da quello che racconta emerge una sofferenza molto profonda. Scoprire una o più relazioni extraconiugali dopo tanti anni di matrimonio può mettere in discussione non solo il rapporto di coppia, ma anche la fiducia costruita nel tempo e l'immagine che si aveva della persona amata.È comprensibile che, siano emersi dubbi, domande e il bisogno di cercare spiegazioni. Quando in una coppia si instaura un clima di sospetto, anche l'intimità può risentirne profondamente. Inoltre il confronto continuo che fa tra il rapporto che immagina sua moglie abbia avuto con altri e quello che oggi vive con lei alimenta ulteriormente la ferita e il senso di rifiuto. Forse, potrebbe essere utile chiedersi se oggi esistono da entrambe le parti la volontà e la disponibilità a ricostruire fiducia, dialogo e vicinanza emotiva. Senza questi elementi, anche la sfera sessuale difficilmente può ritrovare spontaneità e serenità. Se non lo avete già fatto, un percorso di sostegno psicologico individuale o di coppia potrebbe offrirvi uno spazio protetto in cui comprendere meglio ciò che è accaduto e valutare come proseguire il vostro cammino, insieme o separatamente. Le auguro di trovare maggiore chiarezza e un po' di sollievo rispetto a un dolore che appare davvero intenso.
Buongiorno,
Quello che emerge dal suo racconto è un dolore molto profondo che non riguarda soltanto il tradimento in sé, ma soprattutto il crollo dell’immagine che aveva costruito di sua moglie e del vostro rapporto in 18 anni di vita insieme.
Lei aveva investito nella relazione un senso di fiducia totale:
la vedeva come una persona chiusa, timida, “non capace” di certi comportamenti;
interpretava alcune dinamiche della vostra intimità come caratteristiche del suo carattere;
sentiva il matrimonio come un luogo sicuro.
Scoprire non solo una relazione extraconiugale, ma più episodi nel tempo, ha probabilmente generato un trauma relazionale molto forte.
Quando questo accade, spesso la mente entra in una ricerca continua:
“Cos’altro non so?”
“Quando mentiva?”
“Con loro era diversa?”
“Con me non desiderava davvero?”
Ed è qui che il dolore diventa quasi ossessivo, perché non riguarda più soltanto il presente, ma riscrive retroattivamente tutta la storia della coppia.
Anche il fatto che oggi lei viva l’intimità con distacco e chiusura peggiora enormemente la ferita.
Perché per lei il messaggio implicito diventa: “Con me è fredda, con altri forse era viva.”
Questa è una delle esperienze più distruttive per l’autostima affettiva di una persona tradita.
Però è importante dirle una cosa delicata ma fondamentale:
il comportamento attuale di sua moglie non necessariamente significa che con gli altri fosse realmente più coinvolta o passionale. Spesso, dopo che un tradimento viene scoperto, entrano in gioco:
vergogna;
senso di colpa;
rifiuto di sé;
paura del giudizio;
rabbia;
chiusura emotiva;
difficoltà a sostenere lo sguardo del partner ferito.
Molte persone, dopo essere state scoperte, si “spengono” sessualmente nella coppia non perché non provino nulla, ma perché l’intimità diventa il luogo dove sentono più forte il peso di ciò che è accaduto.
Il problema però è che voi due siete rimasti intrappolati in un circolo molto doloroso:
lei si chiude;
lei dubita e cerca conferme;
lei si sente sotto esame;
lei sente ancora più distanza;
lei soffre sempre di più.
E così la relazione rischia di diventare soltanto un luogo di controllo, paura e umiliazione reciproca.
La domanda importante ora non è soltanto: “Posso perdonarla?” ma anche: “Esistono ancora le condizioni emotive perché questo rapporto possa essere ricostruito davvero?”
Perché il perdono, da solo, non basta se:
manca trasparenza;
manca assunzione piena di responsabilità;
manca una vicinanza emotiva autentica;
manca un lavoro di coppia serio.
Lei ora sembra vivere in uno stato di confronto continuo con uomini che nemmeno conosce davvero, e questo la sta consumando psicologicamente.
Credo che in questa fase sarebbe molto importante evitare due estremi:
fingere che nulla sia successo;
continuare interrogatori e ricerche continue.
Entrambe le cose mantengono aperta la ferita.
Probabilmente avreste bisogno di uno spazio protetto — individuale o di coppia — dove capire:
se c’è ancora desiderio reale di ricostruzione da entrambe le parti;
se sua moglie è disposta a essere davvero trasparente;
se lei riesce lentamente a uscire dalla posizione di investigatore ferito.
Perché restare per anni in questa sospensione, tra perdono dichiarato e sfiducia continua, rischia di fare male a entrambi molto più della verità stessa.
Quello che emerge dal suo racconto è un dolore molto profondo che non riguarda soltanto il tradimento in sé, ma soprattutto il crollo dell’immagine che aveva costruito di sua moglie e del vostro rapporto in 18 anni di vita insieme.
Lei aveva investito nella relazione un senso di fiducia totale:
la vedeva come una persona chiusa, timida, “non capace” di certi comportamenti;
interpretava alcune dinamiche della vostra intimità come caratteristiche del suo carattere;
sentiva il matrimonio come un luogo sicuro.
Scoprire non solo una relazione extraconiugale, ma più episodi nel tempo, ha probabilmente generato un trauma relazionale molto forte.
Quando questo accade, spesso la mente entra in una ricerca continua:
“Cos’altro non so?”
“Quando mentiva?”
“Con loro era diversa?”
“Con me non desiderava davvero?”
Ed è qui che il dolore diventa quasi ossessivo, perché non riguarda più soltanto il presente, ma riscrive retroattivamente tutta la storia della coppia.
Anche il fatto che oggi lei viva l’intimità con distacco e chiusura peggiora enormemente la ferita.
Perché per lei il messaggio implicito diventa: “Con me è fredda, con altri forse era viva.”
Questa è una delle esperienze più distruttive per l’autostima affettiva di una persona tradita.
Però è importante dirle una cosa delicata ma fondamentale:
il comportamento attuale di sua moglie non necessariamente significa che con gli altri fosse realmente più coinvolta o passionale. Spesso, dopo che un tradimento viene scoperto, entrano in gioco:
vergogna;
senso di colpa;
rifiuto di sé;
paura del giudizio;
rabbia;
chiusura emotiva;
difficoltà a sostenere lo sguardo del partner ferito.
Molte persone, dopo essere state scoperte, si “spengono” sessualmente nella coppia non perché non provino nulla, ma perché l’intimità diventa il luogo dove sentono più forte il peso di ciò che è accaduto.
Il problema però è che voi due siete rimasti intrappolati in un circolo molto doloroso:
lei si chiude;
lei dubita e cerca conferme;
lei si sente sotto esame;
lei sente ancora più distanza;
lei soffre sempre di più.
E così la relazione rischia di diventare soltanto un luogo di controllo, paura e umiliazione reciproca.
La domanda importante ora non è soltanto: “Posso perdonarla?” ma anche: “Esistono ancora le condizioni emotive perché questo rapporto possa essere ricostruito davvero?”
Perché il perdono, da solo, non basta se:
manca trasparenza;
manca assunzione piena di responsabilità;
manca una vicinanza emotiva autentica;
manca un lavoro di coppia serio.
Lei ora sembra vivere in uno stato di confronto continuo con uomini che nemmeno conosce davvero, e questo la sta consumando psicologicamente.
Credo che in questa fase sarebbe molto importante evitare due estremi:
fingere che nulla sia successo;
continuare interrogatori e ricerche continue.
Entrambe le cose mantengono aperta la ferita.
Probabilmente avreste bisogno di uno spazio protetto — individuale o di coppia — dove capire:
se c’è ancora desiderio reale di ricostruzione da entrambe le parti;
se sua moglie è disposta a essere davvero trasparente;
se lei riesce lentamente a uscire dalla posizione di investigatore ferito.
Perché restare per anni in questa sospensione, tra perdono dichiarato e sfiducia continua, rischia di fare male a entrambi molto più della verità stessa.
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- Buongiorno, mio marito, 66 anni, da agosto 2016 è seguito presso ambulatorio urologia per carcinoma vescicale Pta1, altamente recidivante. A seguito di innumerevoli turv, fino a luglio 2021 , quindi in tutto 8-9 per millimetriche recidive, 2-3 millimetri , con istologico sempre uguale, ha eseguito…
- Buonasera, mio marito di anni 45 ,diabetico tipo uno da più di vent'anni, da tre anni ha scoperto di avere 2/3 calcoli di massimo 5mm nella coliciste con bile denso. Il chirurgo vuole operarlo anche se è asintomatico. Di recente ha scoperto di avere una gastrite cronica. Mi chiedo perché operarlo…
- Salve dottori di tanto in tanto mi capita di farmi vari loop mentali anche se la cosa non mi impedisce di svolgere le mie attività quotidiane e comunque non mi toccano la mia serenità quindi dovrei farmi questi loop ? Anche se non mi piacciono più di tanto grazie per una vostra risposta
- Fatto tac responso calcolo renale sinistro di 14 mm diametro cosa fare
- Gentili Dott.sse e Dott.ri Mi chiamo Federica ed ho ventiquattro anni. Sebbene il mio quesito porterà apparirvi insolito, sarei entusiasta di ricevere un vostro parere autorevole : la vostra esperienza è fondamentale per me per inquadrare correttamente il boom dei programmi di cronaca nera…
- Io prendo eutirox alla mattina verso le 6. Al sabato sera mi piace bere a casa o a cena un po' di alcol. Non sono una persona dipendente da alcol. Quindi se si beve qualcosa alla sera non ci sono problemi? Grazie.
- Salve, ho questo problema da due anni circa... Ho riscontrato un forte blocco nella zona lombare nel novembre 2024 allenandomi in palestra sulla leg press a 45 gradi. Nella fase di discesa ho sentito un blocco muscolare nella zona lombare fortissimo. Da lì mi viene questo blocco nella zona lombare…
- Buongiorno, questa mattina ho fatto una frenulotomia in ospedale. Arrivato a casa ho guardato il risultato ed ho notato che il frenulo è stato correttamente tolto nella sua completezza tra la corona e il collo del glande, lasciando un segno a "Y" ma risulta invece semplicemente tagliato all'attaccatura…
- Buongiorno Dottore, scrivo perché ho notato delle perdite insolite durante l’ovulazione. Ho avuto muco cervicale filante tipo albume, ma associato a perdite di sangue: inizialmente leggere striature rosate/marroncine, poi oggi un episodio più abbondante con sangue rosso vivo mescolato al…
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