Spesso mi ritorna in mente una lite con mia madre, di alcuni anni fa, oggi ho 43 anni, eravamo a cas
Spesso mi ritorna in mente una lite con mia madre, di alcuni anni fa, oggi ho 43 anni, eravamo a casa mia e dopo essersi intromessa in un lavoro domestico, mi criticò per la mia mancanza di praticità. Io gli risposi che non ho mai avuto la possibilità di imparare e che quando volevo lavorare l'estate da adolescente, mi era sempre stato impedito. Mia madre mi disse, perché certe esperienze di vita, non hanno mai voluto farmele fare. Questo fatto lo trovo grave. Quello che secondo me è certo, è che lei vuole gestirmi, ad esempio, mia zia materna mi ha detto: tua madre non vuole capire che sei un uomo adulto di quarant'anni. Quando avevo vent'anni, avevo trovato un ottimo lavoro a Milano (sono di Roma), mentre gli parlavo di questo, lei fece una sceneggiata, purtroppo non accettai l'offerta lavorativa, perché mi feci condizionare da lei. Una frase che ha usato molto con me: se non ascolti i miei consigli, nella vita ti troverai sempre male. Cercò di condizionarmi, anche quando avevo trent'anni e decisi di andare a vivere all'estero, utilizzando spesso una frase: vedrai che lì ti aspetteranno tutti a braccia aperte... Trovo poco chiara, anche una proposta che mi ha fatto ultimamente, di regalarmi una casa, che è al piano sottostante il suo e che però deve essere intestata a lei, dicendomi, dato che aveva già aiutato mia sorella maggiore, allora doveva aiutare anche me. Quando gli chiesi di intestarla a me, mi rispose che i soldi sono i suoi e che ci fa quello che vuole. Mia moglie ed in passato anche una mia ex, hanno notato una certa differenza di trattamento rispetto a mia sorella, la tratta meglio. Ha anche detto più volte, in pubblico: perché lei l'abbiamo voluta. Come posso capire, se effettivamente vuole manipolarmi? Ho dei dubbi sul fatto che mi voglia bene e penso che non abbia stima di me.
4 risposte
Buongiorno, da ciò che racconta emerge soprattutto la fatica di sentirsi ancora oggi poco libero nelle proprie scelte all’interno del rapporto con sua madre. Alcuni episodi che riporta sembrano aver lasciato una traccia importante, in particolare quelli in cui ha avuto la sensazione che le sue decisioni venissero ostacolate o messe in discussione. È comprensibile chiedersi se determinati comportamenti possano essere definiti “manipolatori”. Tuttavia, a distanza e sulla base del racconto di una sola persona, sarebbe difficile stabilire con certezza quali siano le intenzioni di sua madre. Può essere più utile osservare gli effetti che questa relazione ha su di lei: quando parla con sua madre o deve prendere una decisione che la riguarda, si sente libero di scegliere oppure prevalgono senso di colpa, paura di deluderla o il timore che possa accadere qualcosa se non segue i suoi consigli? Anche la questione della casa merita forse di essere considerata separatamente dal significato affettivo che lei le attribuisce. Un aiuto economico può essere realmente un aiuto, ma può anche diventare problematico quando porta con sé aspettative, vincoli o difficoltà nel sentirsi autonomi. Prima di accettare una proposta di questo tipo, potrebbe quindi essere importante chiedersi non soltanto “mia madre mi vuole bene?”, ma anche “questa soluzione è davvero libera e sostenibile per me?”. Infine, il dubbio sul fatto che sua madre le voglia bene o abbia stima di lei sembra essere particolarmente doloroso. L'affetto e la stima, però, non sono sempre espressi nel modo di cui l'altro avrebbe bisogno, e un comportamento genitoriale che viene vissuto come controllante non permette, da solo, di concludere che non vi sia affetto. Forse, più che arrivare a stabilire definitivamente se sua madre sia o non sia manipolatoria, può essere utile interrogarsi su quali confini desidera oggi avere con lei e su come poter prendere le proprie decisioni da adulto, anche quando queste non coincidono con le sue aspettative. Questo può essere un percorso di riflessione personale, eventualmente anche con l'aiuto di un professionista, soprattutto se sente che il condizionamento percepito continua a influenzare significativamente le sue scelte. Un cordiale saluto
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Buongiorno, grazie innanzitutto per la condivisione sincera di questi fatti difficili che hanno, in qualche modo, segnato la sua vita. Dunque....lei chiede come poter capire se sua madre stia cercando di manipolarla o meno, solleva dubbi sui sentimenti di sua madre. Ora, trovo che la questione, se presa da questo punto di vista, sia difficilmente risolvibile - a meno che non si consideri l'ipotesi di aprire la testa di sua madre, osservare ciò che c'è dentro, e richiuderla. Piuttosto penso che i dubbi che sente possano essere un ottimo punto di riflessione su stesso. Quella è sua madre: con i suoi pregi, i suoi difetti, le sue proposte ambigue, è la persona che l'ha cresciuta, è anche la persona che a volte l'ha svalutata e criticata, le fa una proposta su una casa che sembra un regalo, eppure lei non si fida, si chiede se forse non voglia manipolarla. Il punto è prendere tutto quello che c'è stato, tutto quello che è stato il rapporto con sua madre finora, nel suo bello e nel suo brutto, e chiedersi: io che cosa me ne voglio fare di queste cose oggi? che persona voglio essere di fronte a questi dubbi, a queste sensazioni? Voglio essere la persona che accetta una casa in regalo, ma con il dubbio di essere manipolato e magari successive discussioni in merito, o voglio crearmi un'alternativa? Insomma, cercherei di spostare il focus della questione: il punto non è cosa ci sia dietro le parole di sua madre, ma che posizione vuole prendere lei rispetto alle sue parole e alle sue sensazioni. E cogliere l'occasione per lavorare su sè stesso, sulla sua identità e indipendenza. Spero di essere riuscita ad esprimermi in maniera comprensibile, anche se non ne sono certa, e spero che il mio ed altri punti di vista l'aiutino davvero ad avere una vita migliore.
Gentile Utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quanto descrive evidenzia dinamiche relazionali complesse, in cui potrebbero emergere temi di controllo, critica e difficoltà nel riconoscere la sua autonomia adulta. Di questa relazione possiamo iniziare a esplorare insieme: -i pensieri e le convinzioni che si attivano nei confronti di sua madre (es. “non mi vuole bene”, “non ha stima di me”); -le emozioni associate (rabbia, tristezza, senso di ingiustizia); -i comportamenti che ne conseguono ( ad esempio ritirarsi, accettare proposte ambigue, evitare il conflitto). La mindfulness può aiutarla a osservare questi pensieri senza esserne travolto, sviluppando maggiore chiarezza e capacità di scelta. Inoltre, lavorare sulle relazioni significa anche riconoscere i confini sani e imparare a comunicarli con assertività. Come tanti altri psicologi e psicoterapeuti, la mia prima seduta è gratuita (anche online) e possiamo comprendere insieme, e in modo più dettagliato, di che tipo di percorso ha bisogno. Non c’è obbligo di un successivo appuntamento, né ad alcun altro impegno successivo. Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.
Gentile Utente, da come lei descrive il rapporto con sua madre, sembra che ci sia una difficoltà di posizionamento da parte sua rispetto alle proprie scelte e al proprio volere; dagli esempi che ha fatto sembra molto condizionato dalla volontà di sua madre, e questo nel tempo le ha causato anche dispiaceri. Questa situazione, per la mia esperienza, è molto più comune di quanto si potrebbe pensare. Potrebbe essere interessante dunque provare a chiedere un aiuto, se lo desidererà, per poter inquadrare meglio il suo rapporto con sua madre, il ruolo che ognuno di voi ha nella vostra relazione, quali sono gli impliciti che hanno tenuto saldo il vostro legame (seppure con dei conflitti), come lei gestisce la sua necessità di separarsi dalla volontà di sua madre, come è normale che avvenga in età adulta, e altri aspetti di questo tipo. E' un tema molto interessante, trovo, perché il rapporto con la propria madre è davvero qualcosa che ci accompagna per gran parte della nostra vita. Le auguro di riuscire a trovare maggiore serenità in questo!
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