Ruggero Bonghi, 34, Roma 00184
Lo studio si trova nei pressi della stazione metro Vittorio Emanuele, Manzoni e Colosseo
Leggi di più04/07/2025
Roma 1 indirizzo
Sono la Dott.ssa Rachele Petrini, Psicologa clinica. Lavoro con adulti e giovani adulti con percorsi rivolti alla promozione del benessere psicologico, sia in presenza che on-line. Il colloquio clinico rappresenta uno spazio in cui è possibile acquisire maggiore consapevolezza di parti di sé, come emozioni e comportamenti non ancora esplorati e rileggerne i significati alla luce dei vissuti presenti e passati.
Questo percorso non può prescindere da una solida alleanza terapeutica; la relazione tra paziente e psicologo è infatti veicolo di conoscenza per entrambe le parti e luogo per dare nuovo senso alla sofferenza, affinché sia possibile riattivare le risorse che l’individuo possiede. La sofferenza che diventa disagio psicologico può avere svariate cause; penso, al riguardo, sia importante sentirsi compresi nella propria esperienza, affinché il percorso clinico possa svolgere, attraverso la cooperazione reciproca, il suo ruolo di promozione del benessere psicologico.
Attualmente mi sto specializzando presso la scuola di psicoterapia SIPRe (Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione) perché, tra i vari aspetti, adotta una visione della persona che tiene conto dei legami con i contesti di riferimento di ogni individuo, dando, poi, grande rilievo proprio al ruolo della relazione psicologo-paziente nella cura.
Ruggero Bonghi, 34, Roma 00184
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9 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Qualche mese fa ho deciso, dopo tanti inizi rinviati, di contattare una psicologa per parlare, finalmente degli effetti che aveva avuto su di me una relazione che oggi si definirebbe tossica. Posso dire di aver trovato una professionista capace di comprendere le ferite accumulate con empatia e sensibilità, aiutandomi a comprendere di più me stessa, ma anche a trovare sollievo.
Dott.ssa Rachele Petrini
La ringrazio molto per il suo apprezzamento e riscontro, molto utile per me.
Sono paziente della dott.ssa Petrini da circa otto mesi e sono lieto di poter dichiarare che , sin dall' inizio, ho goduto di un' atmosfera di grande apertura e comprensione .
La dott.ssa è una notevole ascoltatrice e mi sta aiutando a scoprire e comprendere nodi psicologici ed esistenziali che , fino ad ora , mi erano sconosciuti.
Mi sento contenuto e , al contempo, stimolato ad evolvere .
Dott.ssa Rachele Petrini
Grazie molto per il prezioso riscontro.
Ho trovato empatia e comprensione. Ho iniziato il percorso perché spesso mi sembrava di avere difficoltà nel comprendere davvero le mie emozioni e gestirle. Sentirmi ascoltato e non giudicato in queste mie difficoltà mi ha davvero aiutato.
Dott.ssa Rachele Petrini
La ringrazio tanto per il suo riscontro e apprezzamento.
Ho intrapreso un percorso di sostegno psicologico per gestire gli attacchi di panico e posso dire di aver trovato un aiuto concreto ed efficace grazie Dr.ssa Petrini. È stata una esperienza molto positiva.
Dott.ssa Rachele Petrini
Grazie ancora per il suo riscontro. Buona serata
Ho iniziato un percorso con la dott.ssa Petrini perché in una fase per me delicata, legata all'inizio di un nuovo incarico di lavoro, mi sembrava che tutto fosse più difficile da gestire, gli impegni pratici e soprattutto le relazioni più strette.
Abbiamo lavorato per capire le ragioni di queste mie difficoltà e devo dire che ogni volta abbiamo trovato una chiave di lettura diversa facendomi sentire più sollevata. Questo percorso mi ha dato tanto e ringrazio la dott.ssa per la sua pazienza, e le sue capacità di ascolto e comprensione.
Dott.ssa Rachele Petrini
La ringrazio tanto per il suo riscontro e le sue parole di apprezzamento.
Ho iniziato un percorso con la dottoressa Petrini in un momento della mia vita piuttosto buio, quando sentivo che le vicende del mio passato mi facevano ancora soffrire. All'inizio ero spaventata e titubante, però grazie all'empatia e alla grande capacità di comprensione della dottoressa, sono riuscita ad affrontare momenti dolorosi e venirne a capo. Per questo la ringrazio molto e sono proprio contenta di aver iniziato questo percorso.
Dott.ssa Rachele Petrini
La ringrazio molto per il suo riscontro e per l'apprezzamento.
Mi sono rivolto alla dottoressa Petrini su suggerimento di un'amica perché dopo la laurea mi sentivo assalito dall'ansia e non riuscivo a capire perché. Non è stato un periodo facile, tutto mi spaventava. Ho trovato però una professionista a cui poter parlare di tutte le mie paure sentendomi davvero compreso e in un luogo sicuro. Non è stato subito facile, ma con il tempo sono riuscito a comprendere il perché di ciò che mi spaventava e mi sono sentito più sicuro per poter fare qualche passo verso il mondo del lavoro e non solo. La ringrazio molto
Dott.ssa Rachele Petrini
Buonasera e grazie per il suo riscontro, molto utile per me.
Ho iniziato i colloqui con la dottoressa Petrini perché non ero più soddisfatta di alcuni aspetti della mia vita, tra cui il rapporto di coppia. Volevo essere ascoltata senza rinunciare alla mia privacy. Devo dire di essermi sentita subito a mio agio. Ho trovato ascolto e comprensione. Un' esperienza che mi ha restituito molto della serenità che avevo perso e più fiducia in me stessa. La consiglio vivamente.
Dott.ssa Rachele Petrini
La ringrazio molto per le sue parole di apprezzamento
Mi sono recata dalla dottoressa Petrini per un momento di difficoltà legato ad un difficile contesto lavorativo. Mi sono trovata molto bene perché ho trovato una persona molto capace di ascoltare e con una grande umanità.
Dott.ssa Rachele Petrini
Buongiorno, la ringrazio molto per il suo riscontro
ha risposto a 47 domande da parte di pazienti di MioDottore
È una delle primissime volte che mi apro su questo argomento, fin da bambina ho ossessioni del tipo,
È una delle primissime volte che mi apro su questo argomento, fin da bambina ho ossessioni del tipo, dover posare più volte un oggetto per paura che accada qualcosa, aprire e spegnere più volte la luce e così via.
Inizialmente ero spaventata non capivo come mai questi pensieri.
Con gli anni facendo varie ricerche via internet ho scoperto di avere il doc (disturbo ossessivo compulsivo)
Da lì finalmente sono riuscita a dare nome ad un qualcosa che mi tormentava.
Ho avuto momenti nel quale stavo giornate e giornate seduta sul divano per via di queste ossessioni o da diventare da persona puntuale a ritardataria.
Non sono mai stata da uno psicologo perché ho paura a raccontare questa cosa ma posso dire che sono migliorata, da sola ho cercato di eliminare queste ossessioni e di capire che è tutto frutto della mia immaginazione.
Ho notato che nei momenti in cui sono felice tendono quasi totalmente a scomparire, per esempio quando sono innamorata.
Volevo persino studiare psicologia per capire meglio i meccanismi della mente.
E niente volevo aprirmi con voi e avere un parere professionale
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, ho letto il suo racconto e mi sembra rilevante il fatto che questi pensieri, che lei riporta, la abbiano spaventata tanto da non immaginare che la condivisione, ad esempio con uno psicologo, potesse aiutarla.
Scrive anche che negli anni è riuscita a migliorare e a capire che queste "ossessioni" sono frutto della sua immaginazione. Altra cosa importante è essersi accorta che quando è felice scompaiono quasi del tutto. Sembra aver fatto già un grande lavoro nella comprensione del suo disagio; mi chiedo, però, se con l'aiuto di un professionista potrebbe raggiungere ulteriori miglioramenti, magari attraverso la comprensione dei significati che questi pensieri - e ciò che la spingono a fare - possiedono.
Mi riaggancio proprio a quanto dice all'inizio, ossia al fatto che non trovare un senso in tutto questo la spaventava. Ecco, in un percorso clinico potrebbe essere accompagnata in questa esplorazione e capire qualcosa di più sul suo modo di funzionare.
Spero di esserle stata in qualche modo utile e le faccio un in bocca al lupo, dott.ssa Rachele Petrini
Salve dottori, scrivo perché vorrei un vostro parere e qualche consiglio se possibile..sono una raga
Salve dottori, scrivo perché vorrei un vostro parere e qualche consiglio se possibile..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da inizio anno con un ragazzo molto più grande di me di 20 anni circa, diciamo c'erano dei motivi per cui ho deciso di lasciarci, non stavo più bene come prima e non riuscivo anche provandoci a continuare a stare insieme..però con lui abbiamo continuato a vederci ogni tanto, e ora lavoriamo anche insieme, perché lui voleva stare comunque vicino per cercare di recuperare..diciamo che dopo io volevo conoscere anche altre persone, fare conoscenze ecc, sia in amicizia che in altro magari, ho conosciuto dei ragazzi a lavoro, due in particolare con cui rido e scherzo ci parlo ecc, niente di più e non c'è stato da parte mia un voler altro, perché è come se io mi sentissi legata al passato, o in colpa se facessi qualcosa, uno ora mi piace più dell'altro però non sono convinta..ho paura, paura che possa andare male, che non mi piaccia come immaginavo, anche perché non lo conosco cosi bene, poi diciamo non è il mio tipo proprio a livello estetico però essendo colleghie e avendo modo di parlare, scherzare, mi piace ecco, mi sono trovata bene, ma ho questa sensazione di paura, non so perché, come se non riuscissi a cominciare per davvero qualcosa di nuovo, ci sta il parlare, scambiare il numero o altro, ma poi se penso di dover andare oltre, mi sento di non riuscire e magari ho il pensiero di voler rimanere da sola, che il fatto che mi potesse piacere era solo all'inizio per come poteva sembrarmi e come mi immaginavo..cosa può essere? Perché sto avendo questo fatto anche di voler conoscere più di una persona, come se non mi accontentassi ecco, fino a che non trovo quella giusta davvero e perfetta..sto sbagliando a conoscere lui? Cosa posso fare per cercare di capirmi?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, lei si sta interrogando rispetto a una situazione in cui, forse a differenza di prima della sua ultima storia, ha maggiori difficoltà ad avviare una relazione. Mi sembra, però, che nel descrivere la sua situazione fornisca già degli indizi. Innanzitutto la storia finita in realtà è per parte ancora presente, la persona con cui stava riesce, da come scrive, a frenarla. Chissà se i suoi timori odierni non abbiano a che fare anche con questo, con il pensiero di riimmettersi in una nuova storia che non finisce del tutto e continua a far sentire la sua presenza nella sua vita. E questo è un punto. D'altra parte lei stessa si chiede, se non mi "accontentassi". Cosa significa oggi per lei questo: trovare l'impossibile perfezione, oppure, forte della sua esperienza, cercare qualcuno di più affine a lei? La ricerca di un compagno non è una cosa semplice e più abbiamo la pretesa di star davvero bene e più ci interroghiamo sulle nostre possibili mosse. Certo se porsi interrogativi senza risposta diventa l'unico modo di vivere o non vivere delle relazioni allora, forse, dobbiamo capire che c'è qualcosa che ci blocca. A questo punto tocca a lei capire in che condizione pensa di trovarsi. in bocca al lupo per il suo futuro, dott.ssa Rachele Petrini
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