Per guarire dalla fame nervosa e abbufate cm si può fare?
21 risposte
Per guarire dalla fame nervosa e abbufate cm si può fare?
Buongiorno. I disturbi del comportamento alimentare hanno diverse cause scatenanti e diversi fattori di mantenimento. Sicuramente il primo passo è rivolgersi adirettamente un professionista o, se presente in zona, un centro multidisciplinare con la figura del medico-psicologo-nutrizionista

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Salve. La sua consapevolezza è sicuramente un buon inizio. Il consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista che possa accompagnarla verso la guarigione. In bocca la lupo

Buongiorno,
la fame nervosa è un sintomo che non va sottovalutato perchè potrebbe sottendere atteggiamenti bulimici e quindi collocabili nei disturbi del comportamento alimentare. Le consiglio di rivolgersi a un professionista, medico e/o psicoterapeuta per valutare a fondo. Cordiali saluti

Buongiorno, i disturbi del comportamento alimentare hanno diverse cause scatenanti. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per una valutazione approfondita della situazione.
Cari saluti
Dott.ssa Rabù Barbara

Sicuramente la presenza di consapevolezza di questo comportamento è il primo passo insieme al dichiararlo. Ma ora deve fare il terzo rivolgersi ad un specialista o ad un centro specifico sul comportamento alimentare così insieme a loro potrà affrontarlo e comprendere il suo funzionamento.

Salve. come le hanno suggerito i miei colleghi, visto che sembra aver individuato il problema, non le rimane che consultare uno specialista oppure ad un centro che si occupa del trattamento delle condotte alimentari.
Cordiali Saluti

Spesso la fame "nervosa"è indice di insoddisfazione e di colpevolizzazione .Si interroghi sulla vita che sta conducendo e se individua delle strade per migliorarla.Forse le sue aspettative sono troppe o troppo poche ...potrebbe provare a fare sport, o coltivare la lettura,o tutto quello che può destare interesse in lei.

Buonasera, concordo con i colleghi sulla necessità di rivolgersi a un professionista qualificato. In linea generale posso dirle che esistono dei programmi di Mindful Eating che integrano tecniche di meditazione con esercizi utilissimi per gestire la fame emotiva. Può visitare il mio profilo per avere qualche informazione in più. Cordiali saluti
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Buonasera, come già suggerito dai miei colleghi sarebbe consigliabile capire qual è la causa che ha dato origine a questo problema . A seconda della gravità della sintomatologia oltre alla figura dello psicologo è fondamentale anche la figura di un nutrizionista e di un medico . Rendersi conto di avere una difficoltà e voler porre rimedio è il primo passo . Prosegua con fiducia . Cordiali saluti

Salve, lei soffre del disturbo di binge- eating-desorder(BED), in italiano può essere tradotta in "abbuffata compulsiva". Cibo ingerito in eccesso non per cibarsi e stare bene, ma per ingozzarsi fino a stare male, non c'è più niente "solo io ed il cibo". Nella sua domanda non ci dice se lei soffre di "obesità" o di "bulimia nervosa" nell'obesità non si eseguono comportamenti conpensativi e si è in sovrappeso, mentre nella bulimia nervosa si è normopeso e si eseguono delle condotte compensative tipo, vomito, sport eccessivo, lassativi etc, però in tutte e due si perde il controllo. Sicuramente lei ha una sofferenza ed un grande vuoto, che cerca di colmare strumentalizzando il cibo, che non ci porta giovamento ma ci distrugge la nostra vita. Come già consigliato dai colleghi precedenti, dato che la patologia è multifattoriale, lei dovrebbe farsi seguire da un equipe di medici, nutrizionista, psicoterauta, medico generico, ma il lavoro più importante lo dovrà fare con lo psicoterapeuta, perchè la dieta sarà fallimentare se non lavora su di sè a livello profondo. Per qualsiasi spiegazione si potrà mettere in contatto con me on-line, lavoro con pazienti con patologie alimentari da tanti anni, controlli il mio profilo, cordiali saluti dott. Eugenia Cardilli
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Buongiorno, come già evidenziato la fame nervosa presenta una complessità di fattori che va affrontata certamente con l'aiuto di un professionista psicologo in collaborazione con un nutrizionista. L'ammettere l'esistenza del problema è già un primo fondamentale passo; per qualsiasi ulteriore chiarimento può visitare il mio profilo cordiali saluti Dott.sa Claudia del Vasto

Buongiorno, presso le cliniche psichiatriche universitarie vi sono i servizi ambulatoriali per i disturbi delle condotte alimentari, dove troverà sicuramente aiuto.
La saluto cordialmente, Maurizio Luppi.

Buongiorno a lei,
per guarire da un disturbo della condotta alimentare il primo passo è domandare aiuto e smettere di nascondere il problema al mondo esterno. Perciò bene che abbia esplicitato il suo stato di disagio. Si rivolga ad uno psicoterapeuta e ad un nutrizionista, meglio se i due professionisti lavorano "in rete". Un caro saluto, dottoressa Margherita Maggioni.

Buongiorno, per guarire bisogna rivolgersi a chi può aiutarla a capire la causa o le cause di questa “fame nervosa” e può suggerirle le “strategie” utili per riuscire a “gestire” le emozioni e le pulsioni di fondo che la spingono a perdere il controllo mettendo in atto un comportamento compulsivo (involontario), quindi il consiglio è di prenotare una consulenza psicologica per comprendere meglio il percorso da intraprendere.
Le auguro una buona giornata e di risolvere presto.
Dott. Andrea De Simone

Buonasera, la fame nervosa altro non è che fame emotiva, legata quindi alle emozioni ed alla loro gestione.
Il cibo spesso viene usato come valvola di sfogo e come strumento di conforto perché, in particolare il cibo spazzatura, ci innalza la glicemia e ci da’ subito una sensazione di sollievo, si innalza il tono dell’umore e ci si sente meglio. Il problema è che questa sensazione dura poco, giusto il tempo del picco glicemico, e poi il mondo torna tutto nero come prima. Quindi ci si rivolge nuovamente al cibo creando così un circolo vizioso.
Per interrompere questo meccanismo è necessario rivolgersi ad un professionista, soprattutto quando le abbuffate sono ricorrenti, poiché si è già conclamato un disturbo alimentare.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti

Dott.ssa Elisa Paterlini

Gentile utente le cause alle spalle di tali disturbi sono di natura psicologica, per tanto è opportuno un percorso che vada verso la rielaborazione dei vissuti della persona e di una loro riequilibrazione per vivere un presente migliore. Saluti.

Buonasera. Un rapporto con il cibo che si Instaura secondo condotte come quelle da Lei descritte è spesso causato dalla necessità di attivazione (o viceversa: spegnimento) dei segnali negativi che derivano da feedback esterni squalificanti. Infatti la visceralità attivata secondo la digestione (e l'eventuale espulsione) di cibo consente di ricentrarsi sulla corporeità distaccandosi dalla squalifica ricevuta. Lei si mantiene su questi segnali corporei, Su di essi si sente, e questo Le consente di attutire l'affettività negativa. Naturalmente di cosa si tratti, del perché questo avvenga, e di come Lei possa agire diversamente, è materia di indagine tramite colloquio psicoterapeutico. Solo indagando gli specifici motivi che sono Suoi personali e appartengono alla Sua storia di vita è possibile impostare il percorso finalizzato alla risoluzione di questa modalità di rapportarsi al cibo. Deve contattare uno psicoterapeuta e fare un primo colloquio anamnestico. Risolverà la problematica con motivazione e impegno. In bocca al lupo! Cordialità, DMP

Buonasera, le consiglio di rivolgersi ad un nutrizionista esperto in disturbi del comportamento alimentare con supporto da parte di un psicoterapeuta. Io mi trovo a Roma ed ho un master in psicobiologia del comportamento alimentare. Se vuole approfondire non esiti a contattarmi. Cordiali Saluti

Gentile utente, innanzitutto è mia premura sottolineare come il livello di consapevolezza sia già un ottimo punto di partenza. È fondamentale essere coscienti rispetto alla proprie difficoltà, quindi motivati e dunque predisposti al cambiamento.
Le problematiche alimentari sottendono motivazioni/cause psicologiche per cui sarebbe importante capire da che cosa è alimentata la condotta alimentare in termini emotivi e cognitivi (come Lei si sente prima e dopo; che cosa pensa prima e dopo; in quali situazioni avvengono le abbuffate; da quanto tempo si manifestano; che cosa vanno a colmare e/o sostituire). Gli spunti di indagine sono molteplici per questo le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per poter formulare un efficace piano di intervento che sicuramente comprenderà il supporto di un nutrizionista. Un caro saluto

Gentile utente, il consumo di cibo indotto dalla fame nervosa è sempre accompagnato da specifiche emozioni. Sono spesso emozioni che non sappiamo riconoscere, non sappiamo darci un nome, ma sono connesse ad un vissuto personale, all'ansia, ad un vuoto, ad un momento particolare della nostra vita, i motivi possono essere molti. Non vanno trascurate allo stesso tempo le abitudini familiari connesse all'educazione alimentare, ma è fondamentare differenziare la fame nervosa da quella biologica, permettendoci di imparare a soddisfare solo quella naturale.
Un altro passo fondamentale è quello di osservare senza giudicarsi, le emozioni che precedono l’emotional eating, in modo da familiarizzare con il problema, accettarle ed iniziare ad assumere consapevolezza dei propri stati emotivi. Per questo, le consiglio una consulenza psicologica, per comprendere meglio il percorso adatto a lei. Si prenda cura di lei.
Dott.ssa Giulia Bernardinello

Come già evidenziato dai colleghi la fame nervosa presenta una complessità di fattori che va affrontata con l'aiuto di un professionista esperto che possa suggerirle cure integrate da un punto di vista medico e psicologico, ricorrendo se possibile anche alle risorse della medicina naturale. Un cordiale saluto. Dr. Ermanno Paolelli

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