Come faccio a bloccare la fame nervosa? Non riesco a seguire una dieta con la fame nervosa
15 risposte
Come faccio a bloccare la fame nervosa? Non riesco a seguire una dieta con la fame nervosa
Cara signora, la fame nervosa, cosi come dice la parola stessa, cerca di rispondere ad un bisogno emotivo.
Provare a seguire una dieta ipocalorica potrebbe, in questo contesto, peggiorare le cose.
L'obiettivo è ritrovare l'equilibrio.
Detto ciò, il consiglio è di focalizzarsi non tanto sul calo ponderale, quanto su cosa/chi scatena questo stato emotivo.
Identificato questo e modificando alcune reazioni in questo momento automatiche (anche con l'aiuto di personale formato), può poi focalizzarsi sul versante peso.
In attesa, cerchi di non saltare i pasti (per non incorrere in una ipoglicemia e scatenare quindi fame organica), di non fare lunghi periodi di digiuno e, non ultimo, si muova correttamente praticando una sana attività fisica strutturata.
Ci vuole tempo e pazienza.
In bocca a lupo.

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Salve, non ci racconta nulla di sè, sarebbe bene avere più notizie per poterla aiutare. E' chiaro che la sua fame nervosa è il sintomo, dietro questa fame che cosa c'è, cosa le vuole comunicare? Le consiglio di fare un lavoro psicologico su di sè con una psicoterapeuta, per capire perchè ha bisogno di mangiare in maniera eccessiva e compulsiva e a causa della sua ansia non riesce a seguire una dieta. Forse sta passando un periodo che le dà ansia o è successo qualcosa di particolare nella sua vita ed il cibo solo momentaneamente riesce a colmare il suo vuoto. Il più delle volte strumentalizziamo il cibo lo adoperiamo non per cibarci ma per le nostre insoddisfazione o traumi successi nella nostra vita sia presente che passata. Se vuole mi può scrivere anche on-line io mi occupo di patologie alimentari, la saluto cordialmente dott. Eugenia Cardilli.
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Buonasera. Se è veramente fame nervosa si può procedere attraverso delle tecniche di rilassamento. solitamente quando le persone iniziano un percorso di psicoterapia per questa motivazione si arriva a capire che la fame nervosa è il sintomo che copre altre problematiche (relazionali, educative, ecc.) di fondo. E' importante, però, fare delle indagini cliniche per escludere un problema metabolico.
Cordiali saluti

Gentile signora, la fame nervosa é collegata alla necessitá di controllare emozioni che risultano difficili da gestire. L' alimentazione incontrollata ha la funzione di placare sentimenti spiacevoli attivando la produzione di dopamina ( un neurotrasmettitore in grado di suscitare una sensazione di appagamento, gratificazione e piacere in generale). É quindi possibile che lei stia vivendo situazioni ad alto impatto emotivo e che nel cibo cerchi il conforto e il sostegno che non trova attorno a sé. A volte i dietisti lavorano in tandem con gli psicologi per affrontare il problema del calo ponderale da più fronti. Sarebbe utile una consulenza psico-alimentare per comprendere se ci sono emozioni che gestisce attraverso il cibo.
Cordialmente. N.A.Losignore.

Gentile signora, la sua è una fame emotiva per questo andrebbe suggerito un lavoro psicologico sul riconoscimento e la gestione delle proprie emozioni. Come spesso accade in queste situazioni, il ricorso al cibo diventa l'unico strumento per esprimere il proprio disagio, senza considerare che, al contrario, può contribuire ad aumentarlo. Questo perché il cibo non da una risposta al nostro disagio interiore. Una volta intrapreso un percorso psicologico, sarebbe utile affiancare un sostegno sul piano nutrizionale.
Cordiali saluti dott.ssa Maria Langellotti

Salve, definisce la sua fame "nervosa"ed è consapevole che la dieta non è la strada giusta da seguire. La sua fame è un sintomo che nasconde qualcosa che non riesce a gestire ed affrontare.
Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a capire cosa c'è dietro la sua fame nervosa e pian piano imparerà anche a gestirla.
Un saluto

Salve, come lei giustamente definisce la sua è un fame "nervosa" per cui non ha un effettivo bisogno di cibo, quando prova un'emozione che le richiede un riempimento di un vuoto che in questo caso è emotivo e non fisiologico. Quello che posso suggerirle è di prestare attenzione ai pensieri e alle emozioni che prova tutte le volte nelle quali avverte questa "fame nervosa" e magari provi ad appuntarle su un diario.
Spero di esserle stata utile .
Le pongo Cordiali Saluti

Salve, lei ci chiede aiuto per bloccare “la fame nervosa. Purtroppo a questa domanda non si può dare una risposta professionalmente utile ed obiettiva, andrebbero indagate moltissime cose su una questione apparentemente semplice chiara e “banale” ma che in realtà può non esserlo per nulla. Il rapporto con il cibo spesso conflittuale, rivela molto più di quello che sembra e può essere determinato da cause e concause di varia natura. Le suggerisco un colloquio psicologico, la aiuterà a capire come e perché usa la sua “fame nervosa” e da lì come agire in modo concreto nel superamento del sintomo,scardinandolo.
Spero di esserle stata d’aiuto.
Buona giornata
Dott.ssa Sidari

Buonasera Signora,
"bloccare" un impulso a volte non è semplice, può essere utile imparare a conoscere che cosa lo determina e prendersene cura, in modo che il sintomo "fame nervosa" possa diminuire fino a scomparire.
Non perda la speranza e ipotizzi la possibilità di una psicoterapia.

Cordialmente

Buonasera, la fame nervosa è una modalità sintomatica di fare fronte ad una sofferenza, un vuoto interiore in relazione con la sua storia particolare. Le consiglierei di associare le indicazioni di una nutrizionista che le dia un piano dietetico personalizzato, ad un percorso di psicoterapia che la aiuti a capire perché e da dove viene l'impulso nervoso a mangiare. Un cordiale saluto, dott.ssa Maggioni.

Gentilissima buongiorno,

la fame nervosa ci induce a soddisfare uno stimolo che in quel momento si avverte irrefrenabile e assolutamente reale. La nostra mente tende a volte a nascondere i nostri veri bisogni spostandoli su qualcosa che ci appaga in quel preciso momento, in modo facile e immediato a scapito della consapevolezza, nel tentativo di curare il disagio. Il controllo della fame nervosa può diventare assolutamente più gestibile partendo dalla conoscenza di ciò che realmente ci crea stress e sofferenza.
Cordialità
Dott.ssa Roberta Caradonna

Salve sarebbe il caso che raccontasse qualcosa in più di sé. Ad esempio come fa a dire che è fame nervosa? Ha eseguito accertamenti medici per escludere patologie organiche? Chiaramente il rapporto con il cibo è strettamente influenzato dal nostro mondo interno e da una serie di dinamiche relazionali e familiari che potrebbero essere approfondite attraverso dei colloqui psicologici. Il mio consiglio è quello di eseguire degli esami medici e contemporaneamente magari effettuare dei colloqui psicologici.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Dott.ssa gemma bosco

Salve, credo che le informazioni che ci dà siano davvero troppo scarne per darle una risposta seria. Si avverte però tutta la frustrazione che prova. Ne ha parlato con uno psichiatra o uno psicoterapeuta? È già seguita?
Marta Calderaro

Salve, la cosiddetta "fame nervosa" sottende l'abitudine a mangiare per coprire stati emozionali sgradevoli, spesso dovuti ad agitazione e/o ansia. Come è già stato evidenziato da alcuni colleghi sottoporsi a una dieta ipocalorica probabilmente aumenterà il suo disagio interiore portandola ad avere sempre di più il bisogno di mangiare per calmarsi: mangiare infatti è un'attività fortemente ansiolitica! E' perciò opportuno che si faccia seguire da uno psicoterapeuta con il quale intraprendere un percorso che l'aiuti a risolvere il suo disagio emozionale. Quando sarà più sereno/a mangerà meno e meglio e volendo a quel punto riuscirà a seguire più facilmente un regime nutrizionale controllato. Buona fortuna!

Buonasera, io sono una nutrizionista di Roma con un master in psicobiologia del comportamento alimentare. Ha sempre questa fame od ha degli attacchi non tutti i giorni? Bisogna prima di tutto individuare la causa e poi cercare di trovare il giusto equilibrio tra psiche e regime alimentare. Le consiglio di rivolgersi ad un nutrizionista esperto in disturbi del comportamento alimentare supportato da un psicoterapeuta. Cordiali Saluti

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