Mi viene fame ma non riesco a mangiare ... Solo qualche biscotto a colazione e grissini a pranzo e c
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Mi viene fame ma non riesco a mangiare ... Solo qualche biscotto a colazione e grissini a pranzo e cena, ora un po' di passato riesco a mangiarlo ... Ho sofferto di nausea forte circa 10 giorni fa più o meno con conseguente inappetenza
La fame c'è e il brontolio mi viene ma poi al momento di mangiare non mi va giù, forse perché mi blocco, forse per paura che mi venga la nausea, non lo so ... Sono circa 10 giorni
Sono già in cura da uno psichiatra per ansia libera
Non ho mai avuto problemi con il cibo, anzi, e questa cosa appunto mi crea molto disagio perché vorrei mangiare come prima
Non so cosa e come fare
La fame c'è e il brontolio mi viene ma poi al momento di mangiare non mi va giù, forse perché mi blocco, forse per paura che mi venga la nausea, non lo so ... Sono circa 10 giorni
Sono già in cura da uno psichiatra per ansia libera
Non ho mai avuto problemi con il cibo, anzi, e questa cosa appunto mi crea molto disagio perché vorrei mangiare come prima
Non so cosa e come fare
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
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Quello che descrivi sembra essere una reazione psicofisica piuttosto comune in situazioni di ansia o stress. La nausea, la perdita di appetito e la difficoltà a mangiare possono essere segnali che il corpo sta reagendo a un disagio emotivo. Anche se hai fama, il blocco al momento di mangiare potrebbe derivare da una paura inconscia o da un'associazione negativa con il cibo sviluppato durante l'episodio di nausea.
Questi sintomi potrebbero essere una manifestazione dell'ansia stessa, che a volte si esprime attraverso il corpo, influenzando l'appetito e le normali funzioni fisiologiche. È importante non forzarti troppo, ma cercare di fare piccoli passi, introducendo cibi leggeri e facilmente digeribili. Il passato di verdure che riesci a mangiare è un buon punto di partenza. Può aiutare anche a mangiare lentamente, in un ambiente rilassato, e ad ascoltare il tuo corpo senza forzature.
Detto questo, vista la persistenza del problema e il disagio che ti sta creando, sarebbe utile e consigliato approfondire la situazione con uno specialista, come uno psicoterapeuta, per lavorare sulle cause emotive che potrebbero essere alla base di questi sintomi.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Questi sintomi potrebbero essere una manifestazione dell'ansia stessa, che a volte si esprime attraverso il corpo, influenzando l'appetito e le normali funzioni fisiologiche. È importante non forzarti troppo, ma cercare di fare piccoli passi, introducendo cibi leggeri e facilmente digeribili. Il passato di verdure che riesci a mangiare è un buon punto di partenza. Può aiutare anche a mangiare lentamente, in un ambiente rilassato, e ad ascoltare il tuo corpo senza forzature.
Detto questo, vista la persistenza del problema e il disagio che ti sta creando, sarebbe utile e consigliato approfondire la situazione con uno specialista, come uno psicoterapeuta, per lavorare sulle cause emotive che potrebbero essere alla base di questi sintomi.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buon pomeriggio,
Consiglio una presa in carico individuale per meglio approfondire la percezione legata al problema (es. timore ingoiare, timore della nausea, timore prima del pasto, cibi più o meno sicuri) in modo da poterLa supportare nello specifico, anche data la situazione pregressa a cui accenna.
Un saluto
Consiglio una presa in carico individuale per meglio approfondire la percezione legata al problema (es. timore ingoiare, timore della nausea, timore prima del pasto, cibi più o meno sicuri) in modo da poterLa supportare nello specifico, anche data la situazione pregressa a cui accenna.
Un saluto
Gentile Amica o Amico,
spesso quando facciamo una brutta esperienza con il cibo - come una forte nausea - le sensazioni spiacevoli che abbiamo provato si fissano in noi, ci allarmano o ci disgustano al punto da impedirci di fare anche cose semplici, come mangiare.
La cosa migliore in questi casi è esporsi molto gradualmente, come ha iniziato a fare: si inizia da alimenti che si riesce a tollerare, e progressivamente si aumentano le dosi. Noti come quando mangia questi alimenti la nausea non arriva. Ne discuta con il suo terapeuta, per creare insieme un piano di esposizione.,
Abbia fiducia!
con i migliori auguri,
dr. Ventura
spesso quando facciamo una brutta esperienza con il cibo - come una forte nausea - le sensazioni spiacevoli che abbiamo provato si fissano in noi, ci allarmano o ci disgustano al punto da impedirci di fare anche cose semplici, come mangiare.
La cosa migliore in questi casi è esporsi molto gradualmente, come ha iniziato a fare: si inizia da alimenti che si riesce a tollerare, e progressivamente si aumentano le dosi. Noti come quando mangia questi alimenti la nausea non arriva. Ne discuta con il suo terapeuta, per creare insieme un piano di esposizione.,
Abbia fiducia!
con i migliori auguri,
dr. Ventura
La perdita di appetito e la difficoltà a mangiare, specialmente se collegata a nausea o paura che ritorni, possono essere legate sia a problemi fisici che psicologici. È positivo che lei stia già seguendo un trattamento per l'ansia, ma questa situazione potrebbe essere un effetto collaterale legato all'ansia stessa, o anche un sintomo di stress eemotivo.
L'ansia può influire sull'appetito, causando nausea, difficoltà a mangiare, e blocchi psicologici legati al cibo. Quando siamo ansiosi, il nostro corpo entra in modalità di "lotta o fuga", il che può ridurre l'appetito e causare disturbi gastrointestinali. Anche il semplice pensiero che le possa tornare la nausea può bloccare la voglia di mangiare, creando un circolo vizioso.
Cordiali saluti
L'ansia può influire sull'appetito, causando nausea, difficoltà a mangiare, e blocchi psicologici legati al cibo. Quando siamo ansiosi, il nostro corpo entra in modalità di "lotta o fuga", il che può ridurre l'appetito e causare disturbi gastrointestinali. Anche il semplice pensiero che le possa tornare la nausea può bloccare la voglia di mangiare, creando un circolo vizioso.
Cordiali saluti
Gentile Utente,
dal suo messaggio si evidenzia molto disagio perché, effettivamente, la nausea è una sensazione fisica di grande impatto su tutto il nostro sistema psico-fisico. Lei scrive che è in cura presso un medico psichiatra in riferimento all’ansia ed è ben comprensibile, perché è proprio l’ansia la principale indiziata nella difficoltà di mangiare e in presenza della nausea.
Ritengo opportuno tuttavia indagare cosa scateni questi sintomi in questo momento particolare della sua vita (si sottolinea infatti che questi sintomi sono una novità rispetto alla propria anamnesi). Dieci giorni di disagio sono ancora un tempo limitato e utile per intervenire andando a ricercare le cause scatenanti.
Un approccio integrato ‘olistico’ che contempli nella propria visuale sia i sintomi fisici, che quelli psicologici-simbolici è un punto di partenza fondamentale per andare alla radice dei suoi problemi. Spesso ho notato nell’esperienza clinica che persone molto acute, intellettuali, speculative tendono ad avere sintomi somatici. Questo rientra nel contesto di personalità che hanno un forte e lucido controllo mentale, ma forse un po’ troppo separato dal corpo e dalle sue più vive emozioni. Rimango a disposizione per eventuali approfondimenti.
dal suo messaggio si evidenzia molto disagio perché, effettivamente, la nausea è una sensazione fisica di grande impatto su tutto il nostro sistema psico-fisico. Lei scrive che è in cura presso un medico psichiatra in riferimento all’ansia ed è ben comprensibile, perché è proprio l’ansia la principale indiziata nella difficoltà di mangiare e in presenza della nausea.
Ritengo opportuno tuttavia indagare cosa scateni questi sintomi in questo momento particolare della sua vita (si sottolinea infatti che questi sintomi sono una novità rispetto alla propria anamnesi). Dieci giorni di disagio sono ancora un tempo limitato e utile per intervenire andando a ricercare le cause scatenanti.
Un approccio integrato ‘olistico’ che contempli nella propria visuale sia i sintomi fisici, che quelli psicologici-simbolici è un punto di partenza fondamentale per andare alla radice dei suoi problemi. Spesso ho notato nell’esperienza clinica che persone molto acute, intellettuali, speculative tendono ad avere sintomi somatici. Questo rientra nel contesto di personalità che hanno un forte e lucido controllo mentale, ma forse un po’ troppo separato dal corpo e dalle sue più vive emozioni. Rimango a disposizione per eventuali approfondimenti.
Salve, le consiglio di consultare il suo medico di base per escludere cause fisiche alla base del suo malessere. Inoltre, potrebbe esserle utile mettere al corrente lo psichiatra che la ha in carico; l'ansia può manifestarsi con diverse modalità, anche legate all'alimentazione. Se il malessere persiste, valuti di richiedere un supporto psicologico.
Salve! Ricordando che resta solamente una mera ipotesi, forse la sua difficoltà d'ansia si è generalizzata anche al cibo, e la nausea forte che ha riscontrato giorni fa potrebbe aver dato un piccolo "aiuto".
Il fatto, però, che si renda conto che il suo blocco potrebbe essere dovuto a una paura di sentirsi male è già un passo avanti: molte persone trovano difficile analizzare i loro pensieri "automatici". Nel suo caso specifico legato al cibo, (che potrebbe essere nient'altro che una conseguenza della sua difficoltà di ansia generalizzata) potrebbe risultare sufficiente un lavoro di desensibilizzazione o esposizione graduata. Consiglio, comunque di lavorare in modo approfondito alla sua ansia in generale, all'interno di un percorso psicoterapeutico che vada a indagare sulle cause del suo disturbo, per prevenire in futuro, che si manifesti sotto altre forme.
Il fatto, però, che si renda conto che il suo blocco potrebbe essere dovuto a una paura di sentirsi male è già un passo avanti: molte persone trovano difficile analizzare i loro pensieri "automatici". Nel suo caso specifico legato al cibo, (che potrebbe essere nient'altro che una conseguenza della sua difficoltà di ansia generalizzata) potrebbe risultare sufficiente un lavoro di desensibilizzazione o esposizione graduata. Consiglio, comunque di lavorare in modo approfondito alla sua ansia in generale, all'interno di un percorso psicoterapeutico che vada a indagare sulle cause del suo disturbo, per prevenire in futuro, che si manifesti sotto altre forme.
Salve,
escludendo cause organiche penso che sarebbe utile per lei, vista la problematica, intraprendere un percorso di psicoterapia (insieme a quello psichiatrico, se vede che la sta aiutando) per valutare se associate alla nausea ci possano essere altre cause psicologiche e/o psicosomatiche. In certi casi un approccio multidisciplinare (in certi casi anche con un nutrizionista) è altamente raccomandato.
escludendo cause organiche penso che sarebbe utile per lei, vista la problematica, intraprendere un percorso di psicoterapia (insieme a quello psichiatrico, se vede che la sta aiutando) per valutare se associate alla nausea ci possano essere altre cause psicologiche e/o psicosomatiche. In certi casi un approccio multidisciplinare (in certi casi anche con un nutrizionista) è altamente raccomandato.
Buonasera, avrà fatto già tutti gli esami per escludere patologie fisiche; per cui se lo psichiatra ritiene che sia un sintomo secondario all'ansia, continui con i farmaci ma inizi, prima possibile, un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera,
capisco quanto possa essere frustrante e preoccupante affrontare una situazione del genere, soprattutto se non ha mai avuto problemi con il cibo in passato. La combinazione di fame e difficoltà a mangiare, insieme alla paura della nausea, può essere molto destabilizzante. Di seguito, alcune riflessioni che potrebbero aiutarla a gestire meglio questa situazione.
Riflessioni sulla Situazione
Inappetenza e Nausea: la nausea che ha sperimentato potrebbe aver creato un'associazione negativa con il cibo, portando a un blocco psicologico. Questo è un fenomeno comune e può essere gestito con il giusto supporto.
Impatto dell'Ansia: considerando che è già in cura da uno psichiatra per l'ansia, è possibile che l'ansia stessa stia contribuendo ai suoi problemi alimentari. L'ansia può manifestarsi in molti modi, inclusa la difficoltà a mangiare.
Strategie di Gestione
Piccoli Pasti Frequenti: provi a mangiare piccoli pasti frequenti anziché tre pasti principali. Questo può ridurre la pressione di dover mangiare grandi quantità di cibo in una sola volta.
Cibi Facili da Digerire: Si concentri su cibi che siano facili da digerire e che non appesantiscano lo stomaco, come zuppe leggere, purè di patate, yogurt e frutta morbida. Gradualmente, potrà reintrodurre altri cibi nella sua dieta.
Tecniche di Rilassamento: prima di mangiare, provi a dedicare qualche minuto a pratiche di rilassamento come la respirazione profonda o la meditazione. Questo può aiutare a ridurre l'ansia associata al momento del pasto.
Supporto Professionale: è importante continuare a lavorare con il suo psichiatra e considerare l'idea di consultare un nutrizionista e uno psicoterapeuta specializzato in disturbi alimentari. Questi professionisti possono offrirle strategie specifiche e supporto continuo.
Conclusione
Affrontare queste difficoltà richiede pazienza e un approccio graduale. Ricordi che è normale avere momenti di difficoltà e che cercare supporto è un passo importante verso il miglioramento. Le auguro di trovare la serenità e le risorse necessarie per superare questa situazione e ritrovare il benessere.
Cordiali saluti.
capisco quanto possa essere frustrante e preoccupante affrontare una situazione del genere, soprattutto se non ha mai avuto problemi con il cibo in passato. La combinazione di fame e difficoltà a mangiare, insieme alla paura della nausea, può essere molto destabilizzante. Di seguito, alcune riflessioni che potrebbero aiutarla a gestire meglio questa situazione.
Riflessioni sulla Situazione
Inappetenza e Nausea: la nausea che ha sperimentato potrebbe aver creato un'associazione negativa con il cibo, portando a un blocco psicologico. Questo è un fenomeno comune e può essere gestito con il giusto supporto.
Impatto dell'Ansia: considerando che è già in cura da uno psichiatra per l'ansia, è possibile che l'ansia stessa stia contribuendo ai suoi problemi alimentari. L'ansia può manifestarsi in molti modi, inclusa la difficoltà a mangiare.
Strategie di Gestione
Piccoli Pasti Frequenti: provi a mangiare piccoli pasti frequenti anziché tre pasti principali. Questo può ridurre la pressione di dover mangiare grandi quantità di cibo in una sola volta.
Cibi Facili da Digerire: Si concentri su cibi che siano facili da digerire e che non appesantiscano lo stomaco, come zuppe leggere, purè di patate, yogurt e frutta morbida. Gradualmente, potrà reintrodurre altri cibi nella sua dieta.
Tecniche di Rilassamento: prima di mangiare, provi a dedicare qualche minuto a pratiche di rilassamento come la respirazione profonda o la meditazione. Questo può aiutare a ridurre l'ansia associata al momento del pasto.
Supporto Professionale: è importante continuare a lavorare con il suo psichiatra e considerare l'idea di consultare un nutrizionista e uno psicoterapeuta specializzato in disturbi alimentari. Questi professionisti possono offrirle strategie specifiche e supporto continuo.
Conclusione
Affrontare queste difficoltà richiede pazienza e un approccio graduale. Ricordi che è normale avere momenti di difficoltà e che cercare supporto è un passo importante verso il miglioramento. Le auguro di trovare la serenità e le risorse necessarie per superare questa situazione e ritrovare il benessere.
Cordiali saluti.
Gentile utente di mio dottore,
affianchi al trattamento farmacologico un percorso psicologico, vedrà che con il tempo si libererà dalla morsa di questi suoi pensieri.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
affianchi al trattamento farmacologico un percorso psicologico, vedrà che con il tempo si libererà dalla morsa di questi suoi pensieri.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Mi dispiace che tu stia vivendo questo periodo difficile. Da quello che descrivi, sembra che l'ansia e la paura di un possibile ritorno della nausea stiano influenzando il tuo rapporto con il cibo, e questo è comprensibile. La nausea e la perdita di appetito possono davvero creare un blocco, anche quando la fame c'è. È importante, però, cercare di affrontare la situazione con pazienza e gradualità, senza forzarti troppo.
Ecco alcune cose che potrebbero aiutarti:
1. Piccole quantità e cibi leggeri: Prova a mangiare piccole quantità di cibi che ti sembrano più facili da digerire, come brodi, passato di verdura, yogurt o frutta frullata. Magari consumandoli in più momenti della giornata, senza pressione.
2. Mangiare senza pensieri: Cerca di non focalizzarti troppo sul "dover mangiare". Mangiare in modo rilassato, magari ascoltando musica o distrandoti con qualcosa che ti piace, potrebbe aiutare a ridurre l'ansia legata al cibo.
3. Ritmo lento: Se senti un blocco, cerca di non metterti troppa pressione. Vai al tuo ritmo e se avverti la nausea, fermati e riprova più tardi. La chiave è non forzarti.
4. Sostegno psicologico: Se non lo hai già fatto, potresti discuterne con il tuo psichiatra. Potrebbero esserci tecniche per ridurre l'ansia che ti blocca o anche una valutazione per eventuali interventi alimentari.
5. Integratori o bevande nutrienti: Se non riesci a mangiare cibi solidi, potresti considerare integratori di vitamine o proteine, o bevande che forniscono calorie, per non perdere troppo nutrimento. Chiedi consiglio al tuo medico per capire cosa è meglio per te in questo momento.
Ricorda che sei già in cura, quindi continua a comunicare con il tuo psichiatra riguardo alla situazione. Se la tua difficoltà a mangiare persiste o peggiora, potrebbero esserci altre risorse che il medico può consigliarti.
Non c'è una risposta giusta e veloce per questa situazione, ma con il giusto supporto, è possibile migliorare. Prenditi cura di te.
Ecco alcune cose che potrebbero aiutarti:
1. Piccole quantità e cibi leggeri: Prova a mangiare piccole quantità di cibi che ti sembrano più facili da digerire, come brodi, passato di verdura, yogurt o frutta frullata. Magari consumandoli in più momenti della giornata, senza pressione.
2. Mangiare senza pensieri: Cerca di non focalizzarti troppo sul "dover mangiare". Mangiare in modo rilassato, magari ascoltando musica o distrandoti con qualcosa che ti piace, potrebbe aiutare a ridurre l'ansia legata al cibo.
3. Ritmo lento: Se senti un blocco, cerca di non metterti troppa pressione. Vai al tuo ritmo e se avverti la nausea, fermati e riprova più tardi. La chiave è non forzarti.
4. Sostegno psicologico: Se non lo hai già fatto, potresti discuterne con il tuo psichiatra. Potrebbero esserci tecniche per ridurre l'ansia che ti blocca o anche una valutazione per eventuali interventi alimentari.
5. Integratori o bevande nutrienti: Se non riesci a mangiare cibi solidi, potresti considerare integratori di vitamine o proteine, o bevande che forniscono calorie, per non perdere troppo nutrimento. Chiedi consiglio al tuo medico per capire cosa è meglio per te in questo momento.
Ricorda che sei già in cura, quindi continua a comunicare con il tuo psichiatra riguardo alla situazione. Se la tua difficoltà a mangiare persiste o peggiora, potrebbero esserci altre risorse che il medico può consigliarti.
Non c'è una risposta giusta e veloce per questa situazione, ma con il giusto supporto, è possibile migliorare. Prenditi cura di te.
Buon pomeriggio, è successo qualcosa in questi giorni che potrebbe averti turbata/o? vi sono degli eventi antecedenti da analizzare? L'ansia potrebbe determinare anche difficoltà rispetto all'alimentazione, e senz' altro è utile avvisare lo psichiatra: chiedi un colloquio e parla di tuoi vissuti (potrebbe essere un episodio a sè stante, legato alla nausea, e non è detto che diventi un problema stabile). Parlarne ti può aiutare a chiarire le tue emozioni e gli aspetti sui quali è bene lavorare. Fammi sapere, buon 2025!!!
Buongiorno, la paura di star male può impedire di mangiare in modo sereno anche se la fame è presente...questo avviene per associazione di sensazioni ed emozioni che provocano un circolo vizioso. Ha provato a variare con le consistenze? Anche mangiando piccoli, piccolissimi, pasti distribuiti frequentemente lungo la giornata? Se non nota miglioramenti nel giro di un paio di giorni, può pensare di poter chiedere aiuto ad uno specialista per dare senso e significato a questa nausea che potrebbe avere anche implicazioni relazionali "che non vanno giù e sono nauseanti"!
Gentile utente
leggendo le sue parole mi sento di suggerirle di affidarsi a uno o una psicologa con cui parlare e aprirsi in totale libertà. Probabilmente la sua nausea è un riflesso psicosomatico a qualcosa che non riesce a mandare porprio giù e comprenderne le cause sarebbe importante. Un saluto, dott.ssa Albicini Francesca
leggendo le sue parole mi sento di suggerirle di affidarsi a uno o una psicologa con cui parlare e aprirsi in totale libertà. Probabilmente la sua nausea è un riflesso psicosomatico a qualcosa che non riesce a mandare porprio giù e comprenderne le cause sarebbe importante. Un saluto, dott.ssa Albicini Francesca
Ciao! Grazie per aver condiviso questo tuo momento non facile. È importante sapere che l'appetito è spesso influenzato dalla nostra situazione psicologica. Quando ci sentiamo ansiosi o stressati, il nostro corpo può reagire in modi inaspettati, come la perdita di appetito.
Le frasi che usiamo nella vita quotidiana, come "Questa cosa mi ha tolto l'appetito" o "Quando ci penso, mi viene la nausea", mostrano proprio come le emozioni e i pensieri possano influenzare il nostro corpo. La nausea, in particolare, può essere un segnale che il nostro subconscio sta rifiutando qualcosa, sia esso un cibo, una situazione o un'emozione.
Ti incoraggio a continuare il tuo percorso con lo psichiatra e a esplorare anche altre forme di supporto psicologico, come la psicoterapia, che potrebbe aiutarti a capire meglio queste sensazioni e a lavorare su di esse. Esistono molti modi per ritrovare il tuo equilibrio e la tua serenità. È un passo importante e coraggioso, e sono qui per supportarti!
Le frasi che usiamo nella vita quotidiana, come "Questa cosa mi ha tolto l'appetito" o "Quando ci penso, mi viene la nausea", mostrano proprio come le emozioni e i pensieri possano influenzare il nostro corpo. La nausea, in particolare, può essere un segnale che il nostro subconscio sta rifiutando qualcosa, sia esso un cibo, una situazione o un'emozione.
Ti incoraggio a continuare il tuo percorso con lo psichiatra e a esplorare anche altre forme di supporto psicologico, come la psicoterapia, che potrebbe aiutarti a capire meglio queste sensazioni e a lavorare su di esse. Esistono molti modi per ritrovare il tuo equilibrio e la tua serenità. È un passo importante e coraggioso, e sono qui per supportarti!
Salve, oltre al sostegno farmacologico ha pensato di rivolgersi ad un terapeuta? Magari potrebbe aiutarla ad individuare delle tecniche di rilassamento che potrebbero aiutarla a gestire i pasti!
Ci sono pochi elementi per darle un feedback preciso.
Questi sintomi andrebbero contestualizzati nella sua vita attuale e nella sua storia.
Lei dice di essere in cura da uno psichiatra. Prende farmaci? L'inappetenza potrebbe essere una conseguenza di qualcuno di questi farmaci?
Nel frattempo sta facendo anche terapia con uno psicologo e psicoterapeuta per approfondire il suo disagio e andare alla fonte del problema? Perché lo psicofarmaco da solo non può risolvere.
A volte per trovare una soluzione, dobbiamo imparare a farci le domande giuste. La terapia può aiutarla a fare questo.
Questi sintomi andrebbero contestualizzati nella sua vita attuale e nella sua storia.
Lei dice di essere in cura da uno psichiatra. Prende farmaci? L'inappetenza potrebbe essere una conseguenza di qualcuno di questi farmaci?
Nel frattempo sta facendo anche terapia con uno psicologo e psicoterapeuta per approfondire il suo disagio e andare alla fonte del problema? Perché lo psicofarmaco da solo non può risolvere.
A volte per trovare una soluzione, dobbiamo imparare a farci le domande giuste. La terapia può aiutarla a fare questo.
Buongiorno,
i disturbi della sfera alimentare, come lei descrive sono già richieste inespresse; spesso richieste di attenzione e quasi mai patologie organiche, ma lei è già seguita da uno specialista per motivi diversi.
Sicuramente dovrebbe in aggiunta consultare uno psicoterapeuta per pian piano comprendere cosa si cela dietro questo blocco che lei descrive.Le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico che la aiuterà senz’altro e le farà affrontare questo momento di fragilità e le difficoltà legate alle restrizione alimentare.
Dott.ssa Virginia Mancini
.
i disturbi della sfera alimentare, come lei descrive sono già richieste inespresse; spesso richieste di attenzione e quasi mai patologie organiche, ma lei è già seguita da uno specialista per motivi diversi.
Sicuramente dovrebbe in aggiunta consultare uno psicoterapeuta per pian piano comprendere cosa si cela dietro questo blocco che lei descrive.Le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico che la aiuterà senz’altro e le farà affrontare questo momento di fragilità e le difficoltà legate alle restrizione alimentare.
Dott.ssa Virginia Mancini
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