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Su di me

Mi sono laureato in psicologia clinica e di comunità presso l'università La Sapienza di Roma e mi sono specializzato in psicoterapia ad indirizzo cogn...

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Formazione

  • Università La Sapienza di Roma
  • Istituto Skinner di Roma
  • Società Italiana di Analisi Bioenergetica (SIAB) di Roma

Specializzazioni

  • Psicoterapia cognitivo comportamentale
  • Psicoterapia bioenergetica

Competenze linguistiche

  • Inglese

Prestazioni e prezzi

I prezzi indicati sono quelli per pazienti senza assicurazione sanitaria

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Il servizio di psicoterapia online ha lo stesso valore di quello in seduta. Tale servizio sarà disponibile prevalentemente solo per i residenti fuori dal comune e provincia di Roma. Per i residenti di Roma e provincia, tale servizio sarà erogato solo in caso di patologia fisica e/o psicopatologia significativa (attacchi di panico con agorafobia; psicosi e sindromi di evitamento come hikikomori, etc.) con l'obiettivo di un graduale ritorno alle sedute in presenza.

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Gentile staff, vi scrivo per chiedervi un consiglio su che tipo di psicoterapeuta scegliere e che percorso debba affrontare per risolvere la mia problematica. ho 34 anni e ho sempre avuto relazioni tossiche, basate su gran parte dei sintomi che ho potuto capire fanno parte della "dipendenza affettiva" e "sindrome dell'abbandono". Ho sempre convissuto da piccolo con un grande vuoto interiore e mi sono accorto che ho basato tutta la mia esistenza sulla continua ricerca di una donna e quando la trovavo non me ne riuscivo a liberare nonostante la consapevolezza che non la amassi e non era quella giusta. Oppure il contrario, piu una ragazza si allontana io piu me ne innamoravo, anche se in realtà prima non lo ero o lo ero poco. Questo mi ha portato a vivere sempre relazioni molto tossiche non avendo la capacità di allontanarmi, o a stare davvero molto male ad ogni chiusura o rifiuto di una donna. E oggi appunto a 34 anni nonostante un ottima carriera mi sento completamente spaesato, annoiato e senza un senso. Oggi sono molto consapevole della mia problematica ma nonostante tutto necessito di un supporto che mi aiuti a ricostruire me stesso e creare un io talmente forte da poter contare solo su me stesso e non sugli altri. Anzi in passato nonostante il mio senso di vuoto riuscivo a concentrarmi sul mio lavoro e le mie passioni, ora sono arrivato al fondo, non ha piu senso niente. Sono sicuro che se domani conoscessi una nuova ragazza interessante inizierei a stare "magicamente" sempre meglio ma sono consapevole che questo non è quello che poi mi farebbe stare realmente meglio in futuro.
Ho sentito parlare dell'EMDR ma non so se possa fare al mio caso, perché non c'è stato un evento singolo ma credo la conseguenza della separazione dei miei con relativi continui litigi.
Cerco un esperto che mi possa dire nella pratica di tutti i giorni dove indirizzare il mio pensiero, cosa iniziare a fare per stare meglio. Non voglio continuare a conoscere quali sono state le cause dei miei problemi, voglio che questi non abbiamo piu un impatto così grande
Grazie per le eventuali risposte

Buonasera e grazie per la condivisione del suo vissuto. Quello che le posso dire è che lei non ha, secondo me, una "dipendenza affettiva" o "sindrome dell'abbandono", ma un interesse fortissimo ad essere amato con la conseguente paura del rifiuto. Tutti vogliamo essere amati, quindi è una condizione naturale, ma bisogna capire anche la parte disordinata dell'amore. Mi sembra di intuire che quando lei non ama più una donna ha paura di interrompere la relazione per non creare forse un danno o una delusione nell'altro, mentre nel caso contrario di mancata corrispondenza, si innesca un comportamento di ricerca dell'altro per soddisfare il suo interesse ad essere amato. Il primo passo sta prima di tutto nell'uscire dalle etichette che si è autoimposto e ricercare le motivazioni che condizionano profondamente i suoi comportamenti e il suo stato d'animo nelle relazioni.
Cordiali saluti
PL

Dott. Paolo Lippi

Buongiorno Gentili Dottori,

Vi scrivo perchè mi ritrovo invischiata in una frequentazione che, seppur nata da poco, mi fa soffrire più del dovuto.
Frequento da circa due mesi e mezzo un uomo di 36 anni, io ne ho 31. All'inizio diceva di volerci andare coi piedi di piombo poichè proveniente da un passato di dipendenza affettiva e relazioni tossiche e abusanti. Queste relazioni sono cominciate sempre o quasi con lui in veste di amante, poi diventato compagno ufficiale. Dopo circa un mese le cose sono molto migliorate, è diventato più presente e molto più affettuoso coi i gesti e con le parole finchè, dall'oggi al domani e senza alcun segno premonitore, è letteramente esploso, dicendo che non sa più quello che vuole. A detta sua ci sono giorni in cui mi considera addirittura la donna della sua vita, mi vuole molto bene e che sono totalmente diversa dalle donne avute fin ad ora. In altri giorni desidera invece pensare unicamente a sè stesso, al suo lavoro, ai suoi hobby. Questo mi ha molto destabilizzato perchè sembrava andare tutto per il verso giusto e fatta sentire abbastanza presa in giro. Davanti alla mia reazione emotiva ma non sicuramente spropositata ( sono anche un soggetto ansioso), ho l'impressione che abbia usato frasi manipolatorie per fare leva sui miei sensi di colpa e attribuirmi la responsabilità di un'eventuale rottura. Frasi del tipo "sei troppo sensibile, se fai così mi allontani", "se non mi verrà voglia di costruire qualcosa con te è perchè sei fatta così e così". Alla fine mi ha chiesto una pausa per capire se, a detta sua, il suo passato lo abbia fatto innamorare così tanto di sè stesso, tanto dal voler rimanere solo ancora per molto tempo o se l'amore sano sia questo, ovvero una persona che si lo fa stare bene ma che non gli ossessiona il cervello fino a perdere il senno, come avvenuto nelle sue precedenti relazioni. Con me probabilmente le emozioni sono molto stemperate in quanto sono sicuramente una donna molto più rassicurante e premurosa di quelle avute fino ad ora.
Quali potrebbero essere le spiegazioni di questo comportamento? Vi ringrazio anticipatamente

Salve e grazie per la sua condivisione. Sicuramente non è facile stare in una relazione con le caratteristiche del suo compagno. Bisognerà capire anche quanto lei sarà in grado di sopportare questa oscillazioni del suo partner. Molte volte il ritiro dal rapporto è dovuto ad un recupero di energie perchè si è speso tanto nel rapporto. E' probabile che il suo partner, all'inizio di ogni rapporto investe tanto, perchè deve soddisfare un bisogno "narcisistico" e di controllo. Quando viene meno tale soddisfazione, per vari motivi, si entra in una dimensione di tristezza e di calo dell'entusiasmo che può portare la persona ad un ritiro fisiologico dall'altro, per un normale recupero. A volte tale ritiro può essere interpretato, dalla stessa persona, come una paura di non essere più innamorato e quindi ad un ulteriore allontanamento. Quello che le posso dire è che non è importante capire i comportamenti del suo partner, ma di consigliargli un percorso terapeutico che lo possa aiutare ad vere una relazione più sana con lei.
Grazie
PL

Dott. Paolo Lippi

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  • Società Italiana di Analisi Bioenergetica (SIAB) di Roma

Specializzazioni

  • Psicoterapia cognitivo comportamentale
  • Psicoterapia bioenergetica

Tirocini

  • SPDC San Filippo Neri
  • CSM Asl Rm1 - Via Gasparri

Competenze linguistiche

  • Inglese

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