Io non riesco a dormire questa malattia l'avevo.gia da quando.avevo 18 anni solo che riuscivo a gest
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Io non riesco a dormire questa malattia l'avevo.gia da quando.avevo 18 anni solo che riuscivo a gestirla con i miei genitori ora e ricomparsa e vivendo.da solo perché i miei genitori.sono morti non riesco ha dormire sto sul.lerto.ma mi alzo subito e uno strazio. sono quattro settimane che non dormo si quando prendo lo stilnox fdormo
Però.lo.stupnox non l'ho prendo.ogni sera perché fa assuefazione lo presi si eno.su.quattro.settimane 5volte l'utimo.ieei sera dormito alla grande oggi non l'ho.preso.e queste sono le conseguenze mi sembra di impazzire cosa posso fare? ho.limpressione di essere stilnox dipendente e gli occhi che mi bruciano fortissimo no do.cosa fare se domani prendo lo sripnox
Però.lo.stupnox non l'ho prendo.ogni sera perché fa assuefazione lo presi si eno.su.quattro.settimane 5volte l'utimo.ieei sera dormito alla grande oggi non l'ho.preso.e queste sono le conseguenze mi sembra di impazzire cosa posso fare? ho.limpressione di essere stilnox dipendente e gli occhi che mi bruciano fortissimo no do.cosa fare se domani prendo lo sripnox
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
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Buongiorno e grazie per la condivisione, mi dispiace molto per ciò che sta vivendo, è difficile vivere con un corpo che sembra voglia tradirci. Ha consultato degli specialisti? Un percorso di psicoterapia potrà aiutarla per mettere in campo tutte le risorse per fronteggiare questa condizione. Con l’impegno e il sostegno giusto riuscirà a riappropriarsi della sua vita. Resto a disposizione per qualsiasi informazione, sono disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, D.ssa Cristina Sinno
Buongiorno,
Grazie di aver condiviso il Suo problema. Consiglierei innanzitutto di escludere qualsiasi origine organica. Dopodiché andrà indagata la Sua difficoltà di dormire dal punto di vista del Suo corpo, perché non riesce a rilassarsi, quali sono le emozioni che accompagnano questo stato e come Lei personalmente valuta la Sua difficoltà. Il modello strutturale integrato Le aiuterà a trovare Le risposte a queste domande coordinando in modo funzionale questi aspetti, per raggiungere maggiore serenità e qualità del sonno.
Le faccio i miei migliori auguri e rimango a Sua disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Monika Elisabeth Ronge
Grazie di aver condiviso il Suo problema. Consiglierei innanzitutto di escludere qualsiasi origine organica. Dopodiché andrà indagata la Sua difficoltà di dormire dal punto di vista del Suo corpo, perché non riesce a rilassarsi, quali sono le emozioni che accompagnano questo stato e come Lei personalmente valuta la Sua difficoltà. Il modello strutturale integrato Le aiuterà a trovare Le risposte a queste domande coordinando in modo funzionale questi aspetti, per raggiungere maggiore serenità e qualità del sonno.
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L'ansia provoca risvegli notturni e/o a volte difficoltà ad addormentarsi, ma la sua sintomatologia mi sembra notevole. Oltre alla cura medica che credo si possa avvalere anche di medicine alternative scientificamente riconosciute, le consiglio di consultare uno psicoterapeuta che valuti se ci sia uno stato ansioso che potrebbe essere peggiorato con la scomparsa dei genitori, la sua entità e ovviamente lo curi. Una terapia integrata, di manovre terapeutiche efficaci nell'immediato e di altre più idonee a risolvere traumi o atteggiamenti che connotano la personalità e predispongono all'ansia, è sempre a mio avviso preferibile e consigliabile. Per consulti urgenti può anche ricorrere alla consulenza on line o con mezzi telematici
Salve, anch'io penso che questa difficoltà vada affrontata non solo da un punto di vista farmacologico, ma anche psicologico per indagare le cause che la portano a non dormire. Cari saluti
Buongiorno, immagino il suo forte disagio e che l'aiuto farmacologico sia concordato con il medico di medicina generale o con uno specialista, che possano monitorare l'andamento della terapia. Per elaborare il lutto e affrontare il sintomo dell'insonnia le consiglio di affrontare un percorso di psicoterapia, così da poter parlare dei suoi vissuti, che possono essere di ansia, solitudine o in relazione con quanto emerge dalla sua storia. In un contesto di colloquio clinico potrà anche mettere a punto nuove strategie per affrontare la situazione.
gentilissimo, mi spiace moltissimo per la situazione che descrive, in quanto traspare tutto il disagio e la sofferenza che sta vivendo. Non è una cosa facile da gestire, soprattutto quando ci sentiamo soli nel doverla affrontare. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e comprendere a fondo le motivazioni sottostanti la sua estrema difficoltà nel dormire, nonchè delle strategie eventuali. Resto a disposizione!
AV
AV
Gentile utente, i disturbi del sonno provocano forte disagio e sofferenza. Ritengo che la terapia farmacologica da sola, soprattutto se non seguita con costanza, non sia sufficiente ma debba affiancarsi anche una psicoterapia. Cordiali saluti
Buongiorno, è comprensibile che il fatto di vivere da solo dopo la perdita dei tuoi genitori possa contribuire a rendere la situazione ancora più difficile da affrontare. Ti consiglio vivamente di cercare assistenza medica da un professionista qualificato, come un medico o uno psicoterapeuta, per discutere del tuo problema di sonno e delle tue preoccupazioni riguardo alla dipendenza da Stilnox.
Un professionista sarà in grado di valutare la tua situazione in modo accurato e fornirti una consulenza personalizzata. Potrebbero essere disponibili diverse opzioni di trattamento o strategie che potrebbero aiutare a gestire i tuoi disturbi del sonno in modo sicuro e efficace. Cerca di andare a letto e svegliarti alla stessa ora ogni giorno, anche nei giorni liberi o durante il fine settimana. Questo aiuta a regolare il tuo ritmo circadiano e a favorire un sonno più regolare. Assicurati che la tua camera da letto sia buia, silenziosa e a una temperatura confortevole. Esplora tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda, la meditazione o lo yoga. Queste pratiche possono aiutarti a ridurre lo stress e la tensione prima di andare a dormire. Parla con un medico o uno specialista del sonno per ottenere una consulenza adeguata e appropriata alle tue specifiche esigenze.
Dr. Roberto Prattichizzo
Un professionista sarà in grado di valutare la tua situazione in modo accurato e fornirti una consulenza personalizzata. Potrebbero essere disponibili diverse opzioni di trattamento o strategie che potrebbero aiutare a gestire i tuoi disturbi del sonno in modo sicuro e efficace. Cerca di andare a letto e svegliarti alla stessa ora ogni giorno, anche nei giorni liberi o durante il fine settimana. Questo aiuta a regolare il tuo ritmo circadiano e a favorire un sonno più regolare. Assicurati che la tua camera da letto sia buia, silenziosa e a una temperatura confortevole. Esplora tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda, la meditazione o lo yoga. Queste pratiche possono aiutarti a ridurre lo stress e la tensione prima di andare a dormire. Parla con un medico o uno specialista del sonno per ottenere una consulenza adeguata e appropriata alle tue specifiche esigenze.
Dr. Roberto Prattichizzo
L'insonnia riguarda un italiano su quattro, e ci espone a malattie cardiovascolari, deficit immunitari, ansia, depressione. Ma la soluzione c'è. (SALUTE, rivista medica specializzata, anno 6 n.1)
Se vuole esplorare assieme le possibilità di miglioramento che esistono (proprio a partire dal suo disturbo del sonno), non esiti a contattarmi. Potrebbe sorprendersi di quante possibilità ci sono per affrontare il suo problema. Lei non è solo.
Se vuole esplorare assieme le possibilità di miglioramento che esistono (proprio a partire dal suo disturbo del sonno), non esiti a contattarmi. Potrebbe sorprendersi di quante possibilità ci sono per affrontare il suo problema. Lei non è solo.
Buonasera,
è importante che lei possa consultare uno psichiatra per impostare la terapia farmacologica più adeguata alla sua situazione e intraprendere un percorso di psicoterapia.
A presto
Dott.ssa Michela Romano
è importante che lei possa consultare uno psichiatra per impostare la terapia farmacologica più adeguata alla sua situazione e intraprendere un percorso di psicoterapia.
A presto
Dott.ssa Michela Romano
Buongiorno, in generale i disturbi del sonno come quello da lei descritto influenzano pesantemente la vita quotidiana e la salute psicofisica. Non è sempre chiara la causa scatenante del disturbo ma spesso, escludendo una causa organica accuratamente indagata con il suo medico, problemi emotivi e psicologici hanno un grosso peso sull’insonnia. Se, da come descritto, la difficoltà nel dormire impatta in modo così prepotente sulla sua vita quotidiana e il problema dura da più di un mese sarebbe opportuno consultare il medico e provare ad iniziare un percorso di psicoterapia per supportare e lavorare sulle cause, oltre che organiche, anche psicologiche. Spero che le risposte possano aiutarla rispetto alla strada da intraprendere.
Gentile utente, la ringrazio per la sua condivisione, densa di dolore e di sofferenza per la perdita dei suoi genitori e per l'insonnia che non le consente di riposare. Innanzitutto, qualora avesse problemi con i farmaci che assume è importantissimo poterne parlare con il suo psichiatra di riferimento, il quale può aiutarla a trovare una terapia più efficace che le consenta di dormire. Accanto alla terapia farmacologica è fondamentale uno spazio di ascolto e di pensiero per poter elaborare i suoi vissuti emotivi. Il trattamento integrato, farmacologico e psicoterapeutico, può in tal senso aiutarla ad elaborare ciò che ha vissuto e a comprendere quali siano le cause dell'insonnia. Spero che questo mio intervento la possa aiutare nella presa di coscienza rispetto a ciò che sarebbe auspicabile.
Un caro saluto, Dott.ssa Emiliana Fariello
Un caro saluto, Dott.ssa Emiliana Fariello
Buongiorno, può darsi che questi farmaci non sono adatti alle sue necessità, ne parli con il suo psichiatra. Le consiglio anche di valutare l’ affiancamento di una psicoterapia al percorso farmacologico
Buongiorno,
se deicide di sospendere un farmaco che l'aiuta a dormire o di cambiarlo le consiglio di farlo sempre gradualmente e sotto il monitoraggio di un medico in modo da evitare effetti indesiderati che possono amplificare l'ansia e l'insonnia. Ritengo utile che la terapia farmacologica possa essere accompagnata da un percorso psicoterapeutico che la aiuti ad esplorare le cause della sua insonnia e a individuare delle strategie per affrontarla.
Cari saluti,
Dott.ssa Anna Maria Gioia
se deicide di sospendere un farmaco che l'aiuta a dormire o di cambiarlo le consiglio di farlo sempre gradualmente e sotto il monitoraggio di un medico in modo da evitare effetti indesiderati che possono amplificare l'ansia e l'insonnia. Ritengo utile che la terapia farmacologica possa essere accompagnata da un percorso psicoterapeutico che la aiuti ad esplorare le cause della sua insonnia e a individuare delle strategie per affrontarla.
Cari saluti,
Dott.ssa Anna Maria Gioia
Buongiorno, mi spiace per la situazione che sta vivendo e di come la difficoltà a dormire sia impattante nella quotidianità. Le consiglio di affiancare la terapia farmacologica (sotto controllo di un medico) ad un percorso di supporto psicologico. Cordiali saluti Dott.ssa Elena Epilotti
Salve, la ringrazio per aver condiviso i suoi vissuti personali. Mi dispiace poiché comprendo il disagio che sta vivendo. Ritengo utile che lei possa approfondire il tema e dunque richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare e comprendere meglio la situazione. Un caro saluto.
Salve.
Ciò che penso è che i disturbi del sonno siano un sintomo transdiagnostico di cui è necessario indagarne la causa che l'ha generato. Comprendo il profondo malessere che sta vivendo e la volontà di superarlo definitivamente. La perdita dei suoi genitori è un evento luttuoso che potrebbe aver contribuito ad alimentare il sintomo e che, per tale ragione, necessiterebbe di un'elaborazione profonda da parte sua. La terapia farmacologica può esserle certamente di sostegno, ma rischia di non essere risolutiva.
A mio avviso, una volta escluse da parte di un medico specialista le cause organiche che generano i suoi disturbi del sonno, sarebbe necessario intraprendere un percorso psicoterapeutico.
La saluto cordialmente
Ciò che penso è che i disturbi del sonno siano un sintomo transdiagnostico di cui è necessario indagarne la causa che l'ha generato. Comprendo il profondo malessere che sta vivendo e la volontà di superarlo definitivamente. La perdita dei suoi genitori è un evento luttuoso che potrebbe aver contribuito ad alimentare il sintomo e che, per tale ragione, necessiterebbe di un'elaborazione profonda da parte sua. La terapia farmacologica può esserle certamente di sostegno, ma rischia di non essere risolutiva.
A mio avviso, una volta escluse da parte di un medico specialista le cause organiche che generano i suoi disturbi del sonno, sarebbe necessario intraprendere un percorso psicoterapeutico.
La saluto cordialmente
Mi dispiace molto per la tua situazione attuale. L’insonnia persistente, soprattutto dopo eventi traumatici come la perdita dei genitori, può essere debilitante. L’uso occasionale di Stilnox (zolpidem) per affrontare l’insonnia è comprensibile, ma è importante essere consapevoli dei rischi associati, tra cui la dipendenza e l’insorgenza di effetti collaterali come l’amnesia anterograda.
La sospensione improvvisa di Stilnox può portare a un fenomeno noto come “insonnia rebound”, caratterizzato da un peggioramento temporaneo dei sintomi.
Considerando la gravità della tua insonnia e la tua preoccupazione per una possibile dipendenza, ti consiglio di consultare un professionista della salute, come un medico o uno psicoterapeuta specializzato in disturbi del sonno. Un esperto potrà valutare la tua situazione specifica e suggerire un piano di trattamento adeguato, che potrebbe includere terapie comportamentali per l’insonnia o, se necessario, una gestione farmacologica più sicura.
Nel frattempo, potresti considerare l’adozione di pratiche di igiene del sonno, come mantenere una routine regolare, evitare l’uso di dispositivi elettronici prima di dormire e praticare tecniche di rilassamento. Tuttavia, è fondamentale affrontare la causa sottostante dell’insonnia con l’aiuto di un professionista.
Ricorda che chiedere aiuto è un passo importante verso il recupero.
La sospensione improvvisa di Stilnox può portare a un fenomeno noto come “insonnia rebound”, caratterizzato da un peggioramento temporaneo dei sintomi.
Considerando la gravità della tua insonnia e la tua preoccupazione per una possibile dipendenza, ti consiglio di consultare un professionista della salute, come un medico o uno psicoterapeuta specializzato in disturbi del sonno. Un esperto potrà valutare la tua situazione specifica e suggerire un piano di trattamento adeguato, che potrebbe includere terapie comportamentali per l’insonnia o, se necessario, una gestione farmacologica più sicura.
Nel frattempo, potresti considerare l’adozione di pratiche di igiene del sonno, come mantenere una routine regolare, evitare l’uso di dispositivi elettronici prima di dormire e praticare tecniche di rilassamento. Tuttavia, è fondamentale affrontare la causa sottostante dell’insonnia con l’aiuto di un professionista.
Ricorda che chiedere aiuto è un passo importante verso il recupero.
Gentile utente, grazie per essersi aperto e per aver condiviso quello che sta vivendo. È comprensibile che la situazione sia dolorosa, soprattutto dopo la perdita dei suoi genitori. Le difficoltà nel sonno possono essere debilitanti, e l'insonnia cronica è una condizione che può influire molto sulla qualità della vita. Il fatto che non riesca a dormire da quattro settimane è una situazione che merita attenzione professionale. Un medico specialista, come un neuropsichiatra potrebbe aiutarla a valutare le cause alla base dell'insonnia. Le suggerisco inoltre un percorso psicologico, così da esplorare a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità.
Resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Gentile utente, oltre i farmaci che agiscono sull'insonnia, potrebbe anche iniziare un percorso di psicoterapia verso la ricerca delle cause che la originano e l'espressione delle emozioni collegate. Questo potrebbe nel tempo indurle gradualmente una diminuzione del sintomo e quindi una necessità minore di ricorrere ai farmaci. Considerato inoltre che il disturbo dell'insonnia impatta sia il vissuto psicologico, sia quello emotivo, sia quello corporeo, sarebbe appropriato che provasse un approccio di psicoterapia corporea per considerarne tutti e tre i versanti. Cordialmente, dottor Stefano Angeletti.
Buonasera,
quello che sta vivendo è comprensibilmente molto faticoso, e mi dispiace per la sofferenza che descrive. Quando l’insonnia diventa così persistente, soprattutto in un contesto di fragilità emotiva e solitudine, può assumere un ruolo centrale nella vita quotidiana, peggiorando il malessere e alimentando l’ansia.
Il fatto che riesca a dormire con lo Stilnox indica che il corpo ha ancora la capacità di riposare, ma il rischio, come ha giustamente intuito, è quello di diventare psicologicamente dipendente da un farmaco che dovrebbe essere usato solo per brevi periodi. Non è solo questione di assuefazione, ma anche di fiducia: si inizia a pensare di non potercela fare senza.
In questi casi, una psicoterapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) può fare davvero la differenza. Aiuta a spezzare il circolo vizioso tra paura di non dormire, ipervigilanza e controllo del sonno, attraverso tecniche mirate e molto pratiche. Si lavora sui pensieri distorti legati al sonno, sulla routine serale, e su specifiche abitudini comportamentali che aumentano l’efficacia del riposo naturale.
La sua difficoltà non è una debolezza, ma un segnale che il sistema mente-corpo è sotto pressione e ha bisogno di strumenti nuovi, non solo di farmaci.
Valuti di contattare uno psicoterapeuta esperto in disturbi del sonno: il sonno può tornare, anche senza dipendere da una compressa.
Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni
quello che sta vivendo è comprensibilmente molto faticoso, e mi dispiace per la sofferenza che descrive. Quando l’insonnia diventa così persistente, soprattutto in un contesto di fragilità emotiva e solitudine, può assumere un ruolo centrale nella vita quotidiana, peggiorando il malessere e alimentando l’ansia.
Il fatto che riesca a dormire con lo Stilnox indica che il corpo ha ancora la capacità di riposare, ma il rischio, come ha giustamente intuito, è quello di diventare psicologicamente dipendente da un farmaco che dovrebbe essere usato solo per brevi periodi. Non è solo questione di assuefazione, ma anche di fiducia: si inizia a pensare di non potercela fare senza.
In questi casi, una psicoterapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) può fare davvero la differenza. Aiuta a spezzare il circolo vizioso tra paura di non dormire, ipervigilanza e controllo del sonno, attraverso tecniche mirate e molto pratiche. Si lavora sui pensieri distorti legati al sonno, sulla routine serale, e su specifiche abitudini comportamentali che aumentano l’efficacia del riposo naturale.
La sua difficoltà non è una debolezza, ma un segnale che il sistema mente-corpo è sotto pressione e ha bisogno di strumenti nuovi, non solo di farmaci.
Valuti di contattare uno psicoterapeuta esperto in disturbi del sonno: il sonno può tornare, anche senza dipendere da una compressa.
Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni
salve, grazie per aver scritto a Mio Dottore.
mi dispiace per le difficoltà che sta attraversando...
le vorrei suggerire di recarsi presso uno medico psichiatra che possa aiutarla ad inquadrare la problematica del sonno - assieme ad altra sintomatologia se presente; consiglierei anche di cominciare una psicoterapia, che possa guidarla in questo momento di particolare difficoltà.
mi dispiace per le difficoltà che sta attraversando...
le vorrei suggerire di recarsi presso uno medico psichiatra che possa aiutarla ad inquadrare la problematica del sonno - assieme ad altra sintomatologia se presente; consiglierei anche di cominciare una psicoterapia, che possa guidarla in questo momento di particolare difficoltà.
Buongiorno, grazie per aver scritto e per aver condiviso un vissuto così faticoso. Dalle sue parole emerge tutta la sofferenza di notti passate sul letto senza riuscire a dormire, con il corpo stanco e la mente sempre in allerta. La perdita dei genitori sembra aver lasciato un vuoto profondo, e non è difficile immaginare quanto questo possa aver riattivato una fragilità già presente, trasformando l’insonnia in uno strazio quotidiano fatto di ansia, paura e senso di smarrimento.
Forse può chiedersi cosa accade dentro di lei quando si trova solo nel letto e il sonno non arriva. Quali pensieri, emozioni o ricordi prendono spazio in quei momenti di silenzio forzato. A volte l’insonnia non è solo mancanza di sonno, ma un segnale di stress emotivo, di lutto, di un equilibrio interno che si è spezzato. Anche la preoccupazione di essere dipendente dallo Stilnox può alimentare un circolo di allarme e ipercontrollo che rende ancora più difficile rilassarsi.
Sentirsi come se si stesse impazzendo è un’esperienza comune quando il sonno viene a mancare per settimane, e non significa perdere il controllo, ma vivere una forte disregolazione emotiva. Può essere utile domandarsi se questa lotta notturna non stia raccontando anche un bisogno di sostegno, di contenimento, di uno spazio in cui non dover affrontare tutto da solo. Un percorso di ascolto e relazione terapeutica può offrire un luogo sicuro per esplorare l’ansia, il dolore della perdita, la paura della dipendenza e il rapporto con il sonno, aiutando a ritrovare gradualmente fiducia e equilibrio emotivo.
Forse può chiedersi cosa accade dentro di lei quando si trova solo nel letto e il sonno non arriva. Quali pensieri, emozioni o ricordi prendono spazio in quei momenti di silenzio forzato. A volte l’insonnia non è solo mancanza di sonno, ma un segnale di stress emotivo, di lutto, di un equilibrio interno che si è spezzato. Anche la preoccupazione di essere dipendente dallo Stilnox può alimentare un circolo di allarme e ipercontrollo che rende ancora più difficile rilassarsi.
Sentirsi come se si stesse impazzendo è un’esperienza comune quando il sonno viene a mancare per settimane, e non significa perdere il controllo, ma vivere una forte disregolazione emotiva. Può essere utile domandarsi se questa lotta notturna non stia raccontando anche un bisogno di sostegno, di contenimento, di uno spazio in cui non dover affrontare tutto da solo. Un percorso di ascolto e relazione terapeutica può offrire un luogo sicuro per esplorare l’ansia, il dolore della perdita, la paura della dipendenza e il rapporto con il sonno, aiutando a ritrovare gradualmente fiducia e equilibrio emotivo.
Quello che descrivi è il ritorno di un’angoscia che conoscevi già, ma ora senza la presenza dei tuoi genitori. La notte diventa il luogo in cui il vuoto e la solitudine si manifestano senza filtri: il corpo resta in allerta perché dentro di te c’è paura di affrontare da solo ciò che prima era condiviso.
Il fatto che tu ti alzi subito dal letto dice che c’è una tensione interna che cerca sfogo: è come se il sonno fosse troppo vicino a un contatto con emozioni intense di perdita, paura e solitudine che non sai contenere da solo.
Domanda da porti: che cosa temi veramente che accada quando chiudi gli occhi da solo? Se lo desideri possiamo approfondire sono a disposizione.
Dott.ssa Cicchetti
Il fatto che tu ti alzi subito dal letto dice che c’è una tensione interna che cerca sfogo: è come se il sonno fosse troppo vicino a un contatto con emozioni intense di perdita, paura e solitudine che non sai contenere da solo.
Domanda da porti: che cosa temi veramente che accada quando chiudi gli occhi da solo? Se lo desideri possiamo approfondire sono a disposizione.
Dott.ssa Cicchetti
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