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Esperienze

Sono la Dott.ssa Anna Maria Gioia, psicologa e psicoterapeuta. Il lavoro che svolgo è di orientamento psicodinamico ed è incentrato sul bisogno che la persona porta, sull'esperienza e sulla storia unica di ogni individuo. Nel mio studio di Torino, lavoro con chi soffre di disturbi d'ansia, depressione, disturbi di personalità, disturbi alimentari e con chi sta attraversando periodi di crisi in seguito a separazioni, lutti, difficoltà relazionali o lavorative. Il primo colloquio è libero e gratuito, in quanto di natura conoscitiva e orientativa.

Mi occupo di psicoterapia psicodinamica, sia attraverso percorsi brevi che a lungo termine.

Mi sono laureata in Psicologia clinica all'Università di Torino con il massimo dei voti e successivamente mi sono specializzata in psicoterapia presso la S.A.I.G.A. (Società Adleriana Italiana Gruppi e Analisi). Dopo molti anni di lavoro sul campo come psicologa in Comunità terapeutiche per pazienti con disturbi di personalità e disturbi psichiatrici mi sono specializzata in psicoterapia e ho iniziato a collaborare come psicoterapeuta con l'Unità di psicoterapia dell'ASL TO4, con i centri antiviolenza e a dedicarmi all'attività privata nel mio studio di Torino. Mi sono specializzata successivamente nel trattamento delle persone che hanno subito traumi psicologici complessi, nel trattamento dei disturbi della personalità e nella conduzione di psicoterapie psicodinamiche a tempo limitato (APPs Adlerian Psychodynamic Psychoterapies). Sono terapeuta EMDR e utilizzo questa tecnica con i pazienti per il trattamento sia di eventi di vita traumatici che dei traumi relazionali sperimentati nel corso della vita.
Accompagno le persone in un processo di cambiamento attraverso percorsi psicoterapeutici individuali, costruiti su misura attraverso l'ascolto dei bisogni di ogni singola persona che si rivolge a me. E' possibile intraprendere percorsi di psicoterapia a breve o a lungo termine, sia per chi desidera liberarsi dai sintomi che causano sofferenza, ma che rappresentano anche il proprio modo di esprimere il disagio e il dolore, sia per chi desidera raggiungere una consapevolezza più profonda di sé, delle relazioni con gli altri, dei meccanismi che lo contraddistinguono e a volte lo imprigionano, di modo da poter vivere più liberamente.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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18 recensioni

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  • P

    Sono andato dalla dottoressa in un momento di grande ansia e tristezza nel quale sentivo di non farcela da solo e sentivo il bisogno di comprendere e cambiare delle cose di me. La dottoressa è stata molto empatica e accogliente, ho sentito che era veramente interessata a capirmi e ad aiutarmi e ha saputo darmi una chiave di lettura nuova sulle mie difficoltà che mi ha dato speranza e mi ha sollevato molto. Puntuale, capace e competente, bello anche lo studio. Consiglio assolutamente di rivolgersi a lei!

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  • G

    Ho fatto oggi un primo colloquio con la dott.ssa Gioia. Mi sono trovata molto bene, lo studio è molto accogliente, l'ambiente rilassato e la dott.ssa è stata molto empatica. Mi sono sentita compresa, finalmente capita, mai giudicata e dopo tanti mesi che stavo male con i miei pensieri è stato un sollievo trovare qualcuno che mi è sembrato che capisse esattamente quello che provavo. Mi ha dato delle spiegazioni dettagliate e ha risposto ad ogni mio dubbio. Sicuramente proseguirò il percorso con lei e la consiglio a chi come me aspetta da tanto tempo di trovare la persone giusta per farsi aiutare.

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    Dott.ssa Anna Maria Gioia

    Grazie del tempo dedicato e delle parole!


  • S

    Ho fatto un percorso di psicoterapia con la dottoressa Gioia. È riuscita con pazienza, dolcezza ed essendo sempre presente per me, a farmi fare dei cambiamenti inimmaginabili. Ero sconfortata rispetto alla possibilità di essere aiutata e di poter stare meglio, ma per fortuna ho incontrato lei. Precisa, competente, mi ha fatto riflettere e cambiare molti aspetti di me, mi ha fatto comprendere e accettare molte parti della mia storia e del mio disturbo. Adesso la mia vita è cambiata e finalmente mi sembra di averla in mano e di avere degli strumenti per essere felice e stare bene. Non avrei potuto incontrare dottoressa migliore per me

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    Dott.ssa Anna Maria Gioia

    Grazie Sonia per il bel percorso fatto insieme!


  • W

    Ho avuto il piacere di essere seguito dalla Dottoressa GIOIA e posso dire con certezza che è stata un'esperienza positiva.
    Fin dal primo incontro mi ha messo a mio agio con la sua professionalità e il suo approccio empatico.
    Quello che mi ha colpito di più è stata la sua capacità di ascolto attivo e di creare uno spazio sicuro dove poter esprimere liberamente pensieri e preoccupazioni.
    I suoi interventi sono sempre stati mirati e costruttivi, aiutandomi a sviluppare una maggiore consapevolezza di me stesso e delle mie risorse.
    La puntualità, la disponibilità e la riservatezza sono altri aspetti che voglio sottolineare.
    Si percepisce chiaramente la sua dedizione alla professione e il genuino interesse per il benessere dei suoi pazienti.
    Consiglio vivamente la Dottoressa GIOIA a chiunque stia cercando un supporto psicologico qualificato e umano.
    È stata davvero una risorsa preziosa nel mio percorso di crescita personale!!!

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  • M

    Dottoressa preparata, empatica e accogliente. Mi sono trovata benissimo, mi ha sorpreso la sua capacità di ascolto e la sua capacità di cogliere subito il punto della questione. Non mi ero mai sentita vista e capita come ha saputo fare lei oggi durante il nostro primo colloquio. Continuerò sicuramente il percorso con lei

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    Dott.ssa Anna Maria Gioia

    Grazie Maria delle belle parole!


  • A

    Persona di cuore, empatica, speciale. Mi sono rivolta a lei in un momento difficile e il percorso che abbiamo fatto insieme è stato preziosissimo per me. Mi ha aiutata ad accettarmi e a comprendermi, senza mai giudicarmi e facendomi sempre sentire ascoltata con profonda attenzione. Per me le sedute con lei sono state una luce in mezzo a mille difficoltà e ne sono sempre uscita arricchita, anche se a volte sono state faticose. Mi sento fortunata ad averla trovata e ad aver intrapreso un percorso che dura tuttora.

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    Dott.ssa Anna Maria Gioia

    Grazie Angela delle parole sincere,
    Ho molta stima di lei e della sua tenacia nell’affrontare questo percorso insieme. A presto!


  • A

    Sono alla mia prima esperienza, ho trovato una professionista con un'ottima capacità di ascolto, andare da lei è sempre una carezza. Riesce ad ascoltarmi e capirmi, dandomi sempre degli spunti su cui lavorare. Quando esco mi sento più tranquilla e con molte cose su cui riflettere. Mi ha sempre messo a mio agio, davvero un aiuto prezioso per la mia vita, la consiglio a tutti

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    • Ottimo studio
    • Puntualità
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    Dott.ssa Anna Maria Gioia

    Grazie Adriana della delicatezza delle tue parole e del coraggio che hai avuto nell'intraprendere questo percorso!


  • R

    La terapia con la Dott.ssa Gioia é stata la più efficace della mia vita, nonostante avessi fatto altri percorsi in passato che sono stati utili ma non così decisivi. Attenta, preparata, sempre intima e gentile é riuscita a cogliere il cuore delle mie difficoltà e mi ha aiutata a cambiare moltissimo e uscire dal mio malessere. Non la ringrazierò mai abbastanza per questo

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  • A

    Ottima dottoressa, mi sono trovata benissimo, mi ha messa subito a mio agio. Massima disponibilità, ha capito perfettamente il punto e in poco tempo mi ha aiutato moltissimo. Grande capacità di empatia, professionalità e gentilezza. Consigliata con il cuore!

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  • G

    Sono andato dalla dottoressa per un problema di ansia e depressione. Mi sono sentito compreso e accolto, con calore e empatia. Mi sta aiutando molto, i miei sintomi sono migliorati e anche molte cose della mia vita. Mi sento piu tranquillo e sto finalmente mettendo ordine e facendo dei cambiamenti. Sempre puntuale, preparata e attenta. Ringrazio me stesso e la dottoressa per questa occasione!

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 95 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni che vive la vita in un grigio perenne. Il mio problema? La sensazione di non essere mai scelto, nel senso, ho 22 anni e non ho mai avuto una ragazza, ma non solo quello, ormai non riesco neanche più ad approcciarmi con una ragazza se non la conosco, fatico a continuare un discorso non riesco a tenere il contatto visivo e varie cose che forse una persona di 22 anni dovrebbe riuscire a fare. È come se andassi in blocco, evito anche di affezionarmi o cose del genere perché tanto so già che non finirà come voglio io. Prima associavo la cosa del non trovare una ragazza con il mio aspetto fisico, ma con il tempo ho capito che non è quello, anche perché ho migliorato di molto il mio aspetto, certe volte mi sembra di essere destinato a non poter trovare l’amore, mi sembra di essere noioso, di non essere mai abbastanza, mi sembra di essere proprio io il problema ed è da 22 anni così. So che molti diranno “non sei in ritardo ognuno ha i suoi tempi” ma allora a questo punto mi chiedo, quanto sono lunghi i miei tempi? Quanto ancora dovrà durare questa cosa? Per quanto ancora dovrò vedere i miei amici con le loro fidanzate e io dovrò cercarmi altri amici non fidanzati per uscire? So che magari potrà sembrare una banalità, ma ho bisogno di poter amare e di essere amato e invece sono anni che lotto con me stesso e che vivo questa situazione, una situazione che mi logora da fin troppo tempo e certe volte mi fa dire che forse è così che deve andare.

Quello che racconta non mi sembra affatto una banalità. Anzi, il bisogno di amare ed essere amati è uno dei bisogni più profondi dell’essere umano, e quando ci si sente esclusi da questa possibilità si può arrivare a vivere un dolore molto intenso, fatto di solitudine, confronto continuo con gli altri e senso di inadeguatezza.
Sembra che nel tempo si sia consolidata in lei un’immagine di sé come “non abbastanza”: non abbastanza interessante, non abbastanza scelto, non abbastanza degno di essere amato. Quando questi vissuti si radicano profondamente, spesso la persona finisce per aspettarsi il rifiuto ancora prima che accada davvero, e questo porta lentamente a bloccarsi, evitare, trattenersi, proteggersi dal rischio di soffrire. È un meccanismo comprensibile, ma che alla lunga rischia di confermare proprio quell’immagine negativa di sé da cui tutto parte.
Più che concentrarsi esclusivamente sul “trovare una ragazza”, credo potrebbe essere importante iniziare un lavoro di comprensione e cura di questi vissuti: provare a capire da dove nascono questa sensazione di non essere abbastanza, questa paura del rifiuto, questa convinzione così radicata di essere “il problema”. Spesso queste percezioni hanno origini profonde e antiche, che non riguardano soltanto le relazioni sentimentali ma il modo in cui si è imparato a guardare sé stessi nel tempo.
Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla proprio in questo: non a “insegnarle delle tecniche” per piacere agli altri, ma a modificare gradualmente l’immagine negativa che ha di sé e sostituirla con una narrazione più realistica, più benevola e autentica. Quando cambia il modo in cui una persona percepisce sé stessa, cambia inevitabilmente anche il modo di stare con gli altri: ci si sente meno giudicati, meno costantemente in difetto, più liberi di mostrarsi e di entrare in relazione.
Ed è spesso lì che le relazioni iniziano a diventare più reciproche, spontanee e soddisfacenti. Non perché si diventa “perfetti”, ma perché non ci si sente più costretti a partire dall’idea di non valere abbastanza per essere scelti.

Dott.ssa Anna Maria Gioia

Non so più cosa fare....
Sono una donna di 30 anni e sono stanca....
Voi penserete che mi stia riferendo ad un determinato periodo della mia vita, ebbene qui si parla di anni. Dall'età di 14 anni soffro d'ansia che si manifesta nel corpo con sudorazioni fredde, nausea, borborigmi, meteorismo, tremori e forte senso di vergogna. Nel corso del tempo ho fatto 4 anni di psicoterapia di tipo psicodinamico, 2 anni di psicoterapia sistemico-relazionale, 3 anni di psicoterapia della gestalt, 1 anno di psicoterapia cognitivo comportamentale. Ho provato la mindfullness, ho provato a scrivere un diario, ho provato infiniti psicofarmaci (si, di mia spontanea volontà mi sono rivolta ad uno psichiatra), ho provato a stare a contatto con le mie paure ma sono finita per ammalarmi ancora di più. Sono seguiti pensieri suicidi (da quando avevo 14 anni), nel 2025 ingerisco un bel po di pillole, volevo solo spegnere il cervello, al mio risveglio sento scosse in tutto il corpo e spasmi muscolari, lo riferisco a mia madre, la corsa in ospedale e il primo ricovero (in sicilia), il secondo a distanza di qualche mese (Milano). Infinite diagnosi ricevute ed io che ho sempre più voglia di sparire, mollare tutto e stare da sola.
Il mio corpo e la mia mente si rifiutano di sopportare altro dolore, sono satura, avete presente quando si fa un trapianto e il corpo lo rigetta?
Ecco, io credo di essere diventata intollerante e allergica ad ogni forma di dolore, la solitudine è il mio rifugio ma anche la mia condanna.
Credevo che l'amore potesse curarmi ma mi sbagliavo, da mesi ho intrapreso una relazione con il ragazzo più buono di questo mondo ma ho commesso un grosso errore, per la prima volta mi sono lasciata andare all'amore e adesso ne pago le conseguenze......
Non ho i soldi a sufficienza per permettermi un altro percorso di psicoterapia, ma devo assolutamente andare dallo psichiatra e aiutarmi con i farmaci, l'unica mia vera salvezza, lo so che è triste dirlo, ma solo così riconosco di poter andare avanti.
Vi chiederete come mai tutti questi anni di psicoterapia non hanno sortito alcun effetto positivo su di me? Ho preso consapevolezza che io non voglio cambiare (mi è stato detto più volte in terapia), è questa trappola mentale che mi porta ad avere pensieri suicidi: Non vuoi cambiare, ti piace soffrire, tanto vale morire e cancellare tutto, porre fine a tutto questo schifo.

La cosa che più di tutte mi fa male è che in 30 anni di vita non sono mai riuscita a fidarmi davvero di nessuno, e non lo dico tanto per ma è la verità.
Non ce la faccio a ri-raccontarmi da capo, fa troppo male.....per questo non ce la faccio più ad andare avanti.
Sono davvero stanca.....non ce la faccio....è tutto così pesante e difficile nella mia testa. Non me la sento di continuare ad andare avanti, io non riesco a reagire, ad essere costante, ad avere forza di volontà, quello in cui sono brava è riuscire ad annientarmi, a fare la vittima come tutti mi hanno sempre detto.

Gentilissima utente,
quello che descrive non mi fa pensare ad una persona che “non vuole cambiare”, ma ad una persona profondamente esausta. Sono molti anni che vive in uno stato di sofferenza continua, con un corpo sempre in allarme e una mente che ha dovuto combattere troppo a lungo. Ad un certo punto non si tratta più di mancanza di volontà: è saturazione emotiva.
Il fatto che tante terapie non abbiano portato il sollievo che sperava non significa che lei sia irrecuperabile o che “le piaccia soffrire”. Spesso chi soffre da molto tempo sviluppa un modo molto duro e colpevolizzante di guardarsi, fino a convincersi di essere il problema. Ma il dolore non è una scelta.
Nelle sue parole si sente soprattutto vergogna, paura, sfiducia e un bisogno enorme di smettere di stare male. E quando una persona arriva a pensare di voler sparire, molto spesso non desidera davvero la morte ma desidera che finisca questa fatica insopportabile.
Anche il fatto che la relazione la stia facendo soffrire non significa che abbia sbagliato ad amare. A volte, quando ci si lascia andare davvero per la prima volta, emergono paure profondissime che prima erano rimaste sotto controllo.
Credo che in questo momento lei abbia bisogno di smettere, almeno per un attimo, di trattarsi come qualcuno da accusare o da correggere. Sta male da tanto tempo, e una parte di lei è semplicemente stanca di reggere tutto questo dolore da sola.
Per questo non c’è nulla di “triste” nel riconoscere che i farmaci possano esserle utili. Non è una sconfitta morale e non significa essere deboli. Significa forse riconoscere che il suo organismo è esausto e ha bisogno di un contenimento biologico, non solo psicologico. Nelle condizioni che descrive, credo sia importante che lei si faccia aiutare da uno psichiatra serio e umano, soprattutto perché i pensieri suicidari sono presenti da molto tempo e lei stessa dice di sentirsi al limite. E' importante che non affronti tutto questo da sola e che possa chiedere aiuto, se in questo momento è in difficoltà economica può rivolgersi al centro di salute mentale della sua zona e chiedere una visita con uno psichiatra. Cari saluti

Dott.ssa Anna Maria Gioia
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