Ho scoperto che il mio compagno ha idee di igiene diverse dalle mie... Stiamo insieme da 6 anni e d

13 risposte
Ho scoperto che il mio compagno ha idee di igiene diverse dalle mie...
Stiamo insieme da 6 anni e da qualche mese abbiamo iniziato a convivere, ho scoperto che fa la doccia non tutti i giorni ma a giorni alterni anche se la mattina si lava a pezzi e che cambia le mutande solo quando fa la doccia. Ho visto che lava i denti 2/3 volte al giorno ma il suo alito a volte è pesante e a volte sento l' odore del suo sudore. Questo mi ha portato ad un profondo stato di ansia tanto da non riuscire a dormire la notte e controllare ogni quanto si lava, come si lava... annusare la biancheria. Sono arrivata anche al pensiero di doverlo lasciare perché nonostante gliene abbia parlato lui dice che queste sono le sue abitudini igieniche da sempre (ha 40 anni) e che non si ritiene una persona sporca e che anche a lui dà fastidio lo sporco ma che semplicemente non ne è ossessionato. Cosa dovrei fare?
Dott.ssa Maria Caterina Boria
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
la convivenza spesso fa emergere differenze nelle abitudini quotidiane che prima non erano visibili. Il suo compagno sembra avere standard igienici diversi dai suoi, ma coerenti con il suo modo di essere.

Il punto centrale però è la sua reazione: l’ansia intensa, i controlli e la difficoltà a dormire indicano che questa situazione sta diventando molto impattante per il suo benessere.

Può essere utile lavorare su due fronti: da un lato cercare un dialogo più orientato al compromesso, dall’altro prendersi cura della sua ansia, evitando i controlli e valutando un supporto psicologico.

Prima di prendere decisioni drastiche, come lasciare il partner, è importante comprendere meglio cosa sta succedendo dentro di lei.

Un caro saluto.

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Dott.ssa Nunzia D'Anna
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Io le consiglierei di parlarne in terapia, perché faccio fatica a pensare che in 6 anni di relazione lei non si sia mai accorta di "problemi di igiene". Se il suo partner fosse stato sporco, non avrebbe dovuto accorgersene? Dove sta scritto che le persone devono farsi una doccia al giorno? Mi sembra che tutto questo "problema" parli di una sua paura di perdere il controllo all'interno della relazione. Sicuramente la convivenza cambia l'assetto della relazione e forse questo l'ha mandato in crisi... Io approfondirei il significato che c'è dietro questa sua nuova "ossessione", o forse sarebbe più corretto dire ansia.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Quello che descrive è più comune di quanto si pensi quando si passa dalla relazione alla convivenza: vivere insieme rende visibili abitudini quotidiane che prima restavano “fuori campo”, e questo può generare disagio anche intenso.

Da una parte c’è il suo compagno, che sembra avere uno standard di igiene diverso dal suo ma che percepisce come adeguato e “normale”. Dall’altra ci sono lei e la sua sensibilità, che attribuisce a questi aspetti un valore importante, al punto da attivare ansia, pensieri ricorrenti e comportamenti di controllo (come verificare, annusare, monitorare).

Il punto centrale non è stabilire chi abbia “ragione” in assoluto, ma capire come gestire questa differenza senza che diventi fonte di sofferenza e conflitto.

Alcuni spunti utili:

Differenze di standard sono normali: ognuno cresce con abitudini familiari e culturali diverse. Fare la doccia a giorni alterni, ad esempio, per alcune persone è accettabile, per altre no.
Il dialogo è fondamentale, ma deve essere orientato ai bisogni, non al giudizio. Può essere utile esprimere come si sente (“questa situazione mi crea disagio e ansia”) piuttosto che focalizzarsi su cosa lui “sbaglia”.
Cercare un compromesso realistico: nelle relazioni sane non si vince o si perde, ma si negozia. Ad esempio, trovare piccoli aggiustamenti condivisi che rispettino entrambi.
Attenzione all’ansia e ai comportamenti di controllo: il fatto che lei non riesca a dormire, controlli e si senta sopraffatta indica che il problema non è solo pratico, ma sta assumendo una dimensione emotiva importante. Questi segnali meritano attenzione, perché rischiano di amplificarsi nel tempo.
Distinguere il partner dal problema: ridurre il compagno a “persona poco igienica” può irrigidire la relazione. È più utile vedere questa come una difficoltà relazionale specifica su cui lavorare.

Il pensiero di lasciarlo può emergere quando ci si sente bloccati o non ascoltati, ma prima di arrivare a una decisione così importante può essere utile esplorare meglio cosa rappresenta per lei questa situazione: solo una questione pratica o qualcosa di più profondo legato a controllo, sicurezza, o bisogno di ordine?

Considerando l’intensità dell’ansia che descrive, potrebbe essere molto utile un confronto con uno specialista, sia per aiutarla a gestire l’attivazione emotiva sia per trovare modalità più efficaci di comunicazione e gestione della coppia.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Chiara Pavia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buona sera, se questi pensieri la portano a pensarci spesso, evitare situazioni che prima non le procuravano ansia, disagio nella sua relazione, le consiglierei di approfondire con un consulto psicologico.
Dott.ssa Ornella Prete
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve,
Penso che sei ha tutta questo disturbo nei suoi confronti e per come ne parla penserei che non ci sia una grande affinità. L'igiene personale è importantissima e altrettanto la sua sensibilità agli odori, penso sia importante prendere una decisione.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli con il suo compagno, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
 Gabriele Lungarella
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente, la convivenza spesso porta alla luce differenze molto concrete e l’igiene è uno dei temi più “sensibili” perché tocca intimità, attrazione, sicurezza e anche senso di controllo. Da ciò che scrive, però, il problema oggi sembra avere due piani: le abitudini di lui e la reazione ansiosa che si è attivata in lei.
Sul primo piano: fare la doccia a giorni alterni e lavarsi “a pezzi” può rientrare nelle abitudini di molte persone, così come la percezione di odori può variare molto. Detto questo, il fatto che lei percepisca alito pesante e odore di sudore è un dato reale per lei, e può incidere su vicinanza e desiderio. Non è un capriccio. È un tema di compatibilità quotidiana.
Sul secondo piano, però, il suo livello di allarme è molto alto: insonnia, controllo, annusare la biancheria, monitorare ogni gesto. Questo indica che non si tratta solo di “preferenze igieniche” quanto piuttosto di un circuito ansioso che si sta rinforzando e che rischia di trasformare la convivenza in un campo di vigilanza continua, con grande sofferenza per lei e crescente tensione nella coppia.
Cosa può fare in modo pratico? Provi a spostare la questione dal giudizio (“sei sporco”) a un accordo concreto (“per me, per stare bene e vivere serenamente l’intimità, ho bisogno di queste due/tre cose”). Poche richieste chiare, realistiche e negoziabili: ad esempio cambio quotidiano della biancheria intima, igiene orale con controllo dal dentista/igienista se l’alito resta un problema, eventuale doccia dopo attività fisica o giornate calde. Se lui accetta piccoli aggiustamenti, spesso il conflitto si riduce molto.
Parallelamente, la sua ansia merita attenzione: quando il controllo diventa compulsivo e le toglie sonno, è utile chiedersi se questa convivenza abbia riattivato un tema personale legato a pulizia/controllo/disgusto. Un confronto con uno psicologo può aiutarla a ridurre l’iper-monitoraggio, così da tornare a valutare la relazione con più lucidità.
Lasciarlo è una decisione possibile, ma le suggerirei di non arrivarci direttamente dall’ansia. Prima provi a vedere se esiste un compromesso praticabile e se lei riesce a calmare il circuito del controllo. Se non c’è margine di negoziazione e l’impatto su attrazione e serenità resta alto, allora sì, è lecito considerare che ci sia un’incompatibilità importante.
Un caro saluto,
Gabriele
Dott.ssa Laura Romano
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buongiorno la convivenza è sempre un cambiamento importante e complesso all'interno di una coppia. Nonostante voi stiate insieme già da sei anni, con la convivenza si raggiunge un livello di intimità e di condivisione che forse ancora non avevate sperimentato; abituarsi a questa intimità, che comprende ora tutti gli spazi della propria quotidianità non è immediato, né semplice. Ciò che però mi fa riflettere è il fatto che in questi sei anni, le "problematiche" relative all'igiene sembrerebbe non fossero mai emerse o forse non avevano avuto rilevanza. Aveva mai riscontrato problemi di questo tipo nel corso della vostra relazione? La tematica dell'igiene era già stata oggetto di discussione? Valuterei questi pensieri intrusivi come magari una conseguenza del doversi abituare all'intimità di cui parlavo, che inizialmente può essere vissuta appunto come un'intrusione dei propri spazi personali ed una necessaria accettazione di cambiamenti importanti nelle proprie abitudini. La ringrazio per la sua condivisione.
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Buongiorno,Quello che descrive non riguarda solo l’igiene in sé, ma soprattutto l’impatto che questa differenza sta avendo su di Lei: ansia, bisogno di controllo, difficoltà nel sonno. Questo è l’aspetto più importante da considerare.
Le abitudini del Suo compagno possono essere diverse dalle Sue senza essere necessariamente “sbagliate”, ma se per Lei diventano fonte di disagio costante è giusto prenderlo sul serio. Allo stesso tempo, i comportamenti di controllo che riferisce indicano un livello di tensione che merita attenzione, perché rischia di farLa stare sempre peggio.
Più che cercare subito di cambiare lui o prendere decisioni drastiche, potrebbe essere utile fermarsi su ciò che questa situazione attiva in Lei e su come gestire l’ansia.
Un colloquio con un professionista potrebbe aiutarLa a fare chiarezza e a ritrovare maggiore serenità. Se vuole, possiamo approfondire insieme questo aspetto.
Dott.ssa Federica Tropea
Psicologo, Psicoterapeuta
Catania
Buongiorno, sono la dottoressa Tropea Federica, in merito a quanto scrive è possibile lavorare su 2 piani differenti poichè riguardano le abitudini del suo compagno e la sua reazione. Le sue abitudini possono essere diverse dalle sue, ma non necessariamente "sbagliate". Il punto è quanto questo impatta su di lei.
Quello che descrive (controllare, annusare, non dormire) indica che l’ansia sta prendendo spazio e rischia di diventare il vero problema, forse ancor più dell’igiene in sé.
Con il partner serve un confronto concreto sincero e negoziabile. Esprimere cosa per lei è importante (es. doccia più frequente, cambio quotidiano) e vedere se c’è disponibilità a venirsi incontro. Anche se ha già avuto un confronto sull'argomento con lui è importante parlarne ancora perchè qui non si tratta di giudicare, ma di trovare un equilibrio per la coppia.
Parallelamente, potrebbe essere utile per lei lavorare sulla sua ansia. Se questa intensità continua, le consiglierei un supporto psicologico.
Non deve decidere tutto subito (nemmeno lasciarlo). Provi prima a capire e distinguere cosa è davvero incompatibile e cosa è amplificato dall’ansia e magari "negoziabile". Resto a sua disposizione, buona giornata.
Buongiorno,
quello che racconta sembra partire da una differenza molto concreta, legata alla quotidianità, ma nel modo in cui lo descrive sembra che questa differenza abbia assunto nel tempo un significato più ampio.
Non sembra essere rimasta solo una questione pratica, ma qualcosa che ha iniziato a toccare il suo modo di stare nella relazione, fino a entrare nei pensieri, nei gesti, nei momenti più personali.
Il fatto che lei parli di ansia, di difficoltà a dormire, di controlli, sembra indicare che non sia solo ciò che osserva a creare disagio, ma il modo in cui questa esperienza si è fatta spazio dentro di lei.
A volte può accadere che qualcosa di circoscritto inizi progressivamente a occupare una parte sempre più ampia, fino a diventare difficile da mettere da parte.
Il pensiero di arrivare a lasciare la relazione sembra inserirsi proprio in questo movimento, come se ciò che è iniziato da un aspetto specifico stesse assumendo un peso più esteso.
Forse può essere utile fermarsi su questo passaggio: su come questa esperienza si è trasformata nel tempo e su quale spazio sta occupando oggi dentro di lei.
Se sente che questo vissuto diventa difficile da sostenere, potrebbe essere qualcosa che merita di non restare solo dentro, ma di essere pensato in uno spazio dedicato.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa
Dr. Susanna Bertini
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Torino
Credo che abbia ragione lui! Negli ultimi anni si sta diffondendo un ossessione sulla pulizia, a meno che il suo compagno sia un minatore non si vede perchè debba fare la doccia tutti i giorni. Il "problema" dell'alito è probabilmente collegato alla digestione e al tipo di alimentazione. Non vorrei che sindacare su frequenza e modo di lavarsi nascondesse problemi di altro tipo. Augurandole ogni bene, la saluto.
Susanna Bertini
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
da quello che racconti sembra che la scoperta di queste differenze nelle abitudini quotidiane abbia attivato in te molta ansia e una forte preoccupazione. Quando iniziamo a convivere con qualcuno è abbastanza comune accorgersi di aspetti dell’altro che prima non vedevamo così da vicino: la convivenza, infatti, porta alla luce differenze di stile, di sensibilità e di routine che possono diventare fonte di disagio o di conflitto.

Nel tuo caso sembra che il tema dell’igiene stia diventando qualcosa che occupa molto spazio nella tua mente, al punto da portarti a controllare, annusare e perdere il sonno. Questo è un segnale importante, perché indica quanto la situazione stia pesando su di te emotivamente. Più che stabilire chi abbia “ragione” rispetto alle abitudini igieniche, può essere utile fermarsi a comprendere cosa rappresenti per te questa difficoltà: quali emozioni attiva, quali pensieri porta con sé e che significato assume all’interno della relazione.

A volte dietro queste situazioni non c’è solo una differenza pratica, ma anche un bisogno di sicurezza, di tranquillità o di sentirsi a proprio agio nell’intimità con l’altro. Parlare apertamente con il tuo compagno dei tuoi vissuti — non solo delle sue abitudini — può essere un primo passo. Se però l’ansia continua a crescere e i pensieri diventano sempre più intrusivi, confrontarti con uno psicologo potrebbe aiutarti a comprendere meglio ciò che sta accadendo dentro di te e trovare modalità più serene per affrontare questa situazione.

Non sei “strana” per ciò che provi: stai semplicemente cercando di gestire qualcosa che ti mette in difficoltà, e merita ascolto e comprensione.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

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