Gentili dottori, voglio risolvere una mia curiosità. Spesso sentiamo dire che un abbuffata (per ev
15
risposte
Gentili dottori,
voglio risolvere una mia curiosità.
Spesso sentiamo dire che un abbuffata (per eventi sociali) non compromette lo stato di salute di una persona, ma anzi che questa posso fare anche bene.
Volevo chiedere cio:
1) Sappiamo che per prendere peso il surplus calorico deve essere prolungato nel tempo, allora le calorie di quell'abbuffata che fine fanno, come le immagazzina in nostro corpo?
2) Il discorso di una giornata libera che faccia bene, diciamo, può essere valida solo per chi fa sport o anche per chi segue solamente una dieta bilanciata?
Grazie mille per le risposte
voglio risolvere una mia curiosità.
Spesso sentiamo dire che un abbuffata (per eventi sociali) non compromette lo stato di salute di una persona, ma anzi che questa posso fare anche bene.
Volevo chiedere cio:
1) Sappiamo che per prendere peso il surplus calorico deve essere prolungato nel tempo, allora le calorie di quell'abbuffata che fine fanno, come le immagazzina in nostro corpo?
2) Il discorso di una giornata libera che faccia bene, diciamo, può essere valida solo per chi fa sport o anche per chi segue solamente una dieta bilanciata?
Grazie mille per le risposte
Buongiorno , cerco di risponderle sinteticamente :
1) Le calorie di un’abbuffata non si trasformano automaticamente in grasso.
Il corpo le gestisce così: prima riempie le riserve di energia (glicogeno nei muscoli e nel fegato), poi una parte viene bruciata (digestione + leggero aumento del metabolismo) e
solo l’eventuale eccesso può essere immagazzinato come grasso.
Una singola abbuffata però non fa ingrassare realmente, soprattutto se resta un episodio occasionale.
L’aumento di peso che si vede il giorno dopo è quasi sempre: acqua, gonfiore o
cibo non ancora digerito.
Il vero aumento di grasso avviene solo se queste abbuffate diventano frequenti e ripetute nel tempo.
2) In generale il pasto libero è benefico particolarmente per un motivo psicologico e comportamentale.
Concedersi un pasto o una giornata più libera aiuta a mantenere la dieta nel lungo periodo,riduce la sensazione di restrizione e può prevenire o controllare il rischio di abbuffate.
Bisogna però avere l'accortezza di limitarla ad una 1 volta a settimana (ad un pasto in particolare - non una giornata intera) altrimenti , soprattutto se l'obbiettivo è la perdita di peso, se si esagera o diventa troppo frequente, perde il suo beneficio.
Spero di essermi spiegata
Cordiali Saluti
M.R
1) Le calorie di un’abbuffata non si trasformano automaticamente in grasso.
Il corpo le gestisce così: prima riempie le riserve di energia (glicogeno nei muscoli e nel fegato), poi una parte viene bruciata (digestione + leggero aumento del metabolismo) e
solo l’eventuale eccesso può essere immagazzinato come grasso.
Una singola abbuffata però non fa ingrassare realmente, soprattutto se resta un episodio occasionale.
L’aumento di peso che si vede il giorno dopo è quasi sempre: acqua, gonfiore o
cibo non ancora digerito.
Il vero aumento di grasso avviene solo se queste abbuffate diventano frequenti e ripetute nel tempo.
2) In generale il pasto libero è benefico particolarmente per un motivo psicologico e comportamentale.
Concedersi un pasto o una giornata più libera aiuta a mantenere la dieta nel lungo periodo,riduce la sensazione di restrizione e può prevenire o controllare il rischio di abbuffate.
Bisogna però avere l'accortezza di limitarla ad una 1 volta a settimana (ad un pasto in particolare - non una giornata intera) altrimenti , soprattutto se l'obbiettivo è la perdita di peso, se si esagera o diventa troppo frequente, perde il suo beneficio.
Spero di essermi spiegata
Cordiali Saluti
M.R
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buongiorno,
un’abbuffata occasionale non determina automaticamente aumento di grasso corporeo.
Le calorie in eccesso vengono inizialmente:
utilizzate come energia,
immagazzinate come glicogeno (muscoli e fegato),
solo se l’eccesso è ripetuto nel tempo, convertite in grasso.
Il “giorno libero” può avere senso perché migliora la sostenibilità del piano alimentare. Non è riservato solo a chi fa sport: può essere utile anche a chi segue un’alimentazione equilibrata, purché resti occasionale e gestito.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
un’abbuffata occasionale non determina automaticamente aumento di grasso corporeo.
Le calorie in eccesso vengono inizialmente:
utilizzate come energia,
immagazzinate come glicogeno (muscoli e fegato),
solo se l’eccesso è ripetuto nel tempo, convertite in grasso.
Il “giorno libero” può avere senso perché migliora la sostenibilità del piano alimentare. Non è riservato solo a chi fa sport: può essere utile anche a chi segue un’alimentazione equilibrata, purché resti occasionale e gestito.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
Buongiorno, dobbiamo distinguere l'abbuffata dal normale 'pasto libero'. Nel caso dell'abbuffata si mangia in maniera eccessiva e in tempi brevi, ben oltre la sazietà. Se questo succede spesso è bene indagare il proprio rapporto con il cibo.
Diversamente durante un normale 'pasto libero' magari si mangia un po' più del solito e/o si mangiano cibi più calorici, ma senza grandi eccessi. In questo caso le Kcal vengono 'ammortizzate' senza creare problemi.
Diversamente durante un normale 'pasto libero' magari si mangia un po' più del solito e/o si mangiano cibi più calorici, ma senza grandi eccessi. In questo caso le Kcal vengono 'ammortizzate' senza creare problemi.
Buongiorno, e complimenti per le domande molto interessanti.
Le calorie, dopo un’abbuffata servono all’organismo per ripristinare le scorte di glicogeno (muscolo e fegato), per aumentare temporaneamente il dispendio energetico (termogenesi) e solo l’eventuale eccesso reale viene convertito e immagazzinato come grasso Per questo motivo, un singolo episodio isolato incide poco sul peso corporeo, che dipende dal bilancio energetico medio nel tempo.
La “Giornata libera”: per chi è utile? Non è indispensabile né “terapeutica” in senso stretto. Può avere un ruolo psicologico e di aderenza (riduce rigidità e rischio di abbandono).
Concludendo, un’abbuffata occasionale ha impatto minimo se inserita in un contesto equilibrato; la “giornata libera” può aiutare la sostenibilità della dieta, più che avere effetti metabolici significativi.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
Le calorie, dopo un’abbuffata servono all’organismo per ripristinare le scorte di glicogeno (muscolo e fegato), per aumentare temporaneamente il dispendio energetico (termogenesi) e solo l’eventuale eccesso reale viene convertito e immagazzinato come grasso Per questo motivo, un singolo episodio isolato incide poco sul peso corporeo, che dipende dal bilancio energetico medio nel tempo.
La “Giornata libera”: per chi è utile? Non è indispensabile né “terapeutica” in senso stretto. Può avere un ruolo psicologico e di aderenza (riduce rigidità e rischio di abbandono).
Concludendo, un’abbuffata occasionale ha impatto minimo se inserita in un contesto equilibrato; la “giornata libera” può aiutare la sostenibilità della dieta, più che avere effetti metabolici significativi.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
Buonasera. Per rispondere a queste domande bisogna capire che il nostro corpo cerca sempre di mantenere un certo equilibrio. Un'abbuffata presa singolarmente in una settimana di dieta equilibrata non rompe l'equilibrio, ma lo smuove solo leggermente. Se l'abbuffata diventa la normalità allora il corpo mette in atto una serie di meccanismi che portano all'accumulo delle calorie in eccesso sottoforma di glicogeno muscolare, epatico e adipociti (cellule che contengono i grassi). Quando si segue una dieta bilanciata, la giornata o il pasto libero hanno una funzione più psicologica. Servono per dare un premio.
Chi fa sport è sicuramente avvantaggiato nel gioire di queste libertà perché gran parte delle energie assimilate dal pasto andranno ad essere o utilizzate per lo svolgimento dell'attività fisica oppure per compensare e reintegrare le energie spese.
In linea di massima: più si fa attività fisica e più si può essere "flessibili" nell'alimentazione. Più si è sedentari e con più facilità il corpo depositerà le calorie nel tessuto adiposo.
Chi fa sport è sicuramente avvantaggiato nel gioire di queste libertà perché gran parte delle energie assimilate dal pasto andranno ad essere o utilizzate per lo svolgimento dell'attività fisica oppure per compensare e reintegrare le energie spese.
In linea di massima: più si fa attività fisica e più si può essere "flessibili" nell'alimentazione. Più si è sedentari e con più facilità il corpo depositerà le calorie nel tessuto adiposo.
Gentile utente, più che dire che un’abbuffata “fa bene”, direi che un singolo pasto o una singola giornata più abbondante, dentro un’alimentazione complessivamente equilibrata, di solito non compromette né la salute né il percorso. Il nostro corpo non trasforma automaticamente tutto l’eccesso in grasso: una parte viene usata subito, una parte viene “messa da parte” temporaneamente, e spesso nei giorni successivi quello che si nota è soprattutto più gonfiore, ritenzione e contenuto intestinale, non un vero aumento di massa grassa. Per prendere peso in modo reale serve in genere un surplus ripetuto nel tempo, non il singolo evento sociale.
Anche il concetto di “giornata libera” va visto con flessibilità: non è qualcosa che “serve” per forza, né solo a chi fa sport. Può essere utile per alcune persone perché aiuta a vivere l’alimentazione in modo meno rigido, ma non è una regola obbligatoria.
Un’alimentazione sana non significa mangiare “perfettamente” tutti i giorni, ma trovare un equilibrio sostenibile che lasci spazio anche a momenti conviviali o a cibi graditi, senza ansia o sensi di colpa. Per qualcuno funziona avere un giorno più libero, per altri è meglio distribuire più flessibilità durante la settimana: conta soprattutto l’equilibrio generale nel tempo.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Anche il concetto di “giornata libera” va visto con flessibilità: non è qualcosa che “serve” per forza, né solo a chi fa sport. Può essere utile per alcune persone perché aiuta a vivere l’alimentazione in modo meno rigido, ma non è una regola obbligatoria.
Un’alimentazione sana non significa mangiare “perfettamente” tutti i giorni, ma trovare un equilibrio sostenibile che lasci spazio anche a momenti conviviali o a cibi graditi, senza ansia o sensi di colpa. Per qualcuno funziona avere un giorno più libero, per altri è meglio distribuire più flessibilità durante la settimana: conta soprattutto l’equilibrio generale nel tempo.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Gentile paziente,
le rispondo in modo sintetico ai due punti.
1. Giornata libera vs abbuffata
È importante distinguere tra:
Giornata libera controllata: si mangia in modo più flessibile, seguendo comunque fame e sazietà, senza perdita del controllo.
Abbuffata: assunzione eccessiva e disordinata di cibo, con scarso controllo quantitativo e qualitativo.
Le calorie in surplus non vengono “eliminate”: il corpo le utilizza in parte come energia, in parte per ripristinare le riserve (glicogeno) e, solo se l’eccesso è significativo, una quota può essere immagazzinata come grasso.
In ogni caso, un singolo episodio isolato ha un impatto limitato se inserito in un’alimentazione complessivamente equilibrata.
2. Utilità della giornata libera
Una giornata più flessibile può essere utile soprattutto perché:
migliora la sostenibilità della dieta nel tempo
riduce la percezione di restrizione
aiuta ad aumentare l’aderenza al percorso alimentare
Nella pratica, spesso non porta ad eccessi importanti, ma diventa una giornata semplicemente meno rigida, grazie anche al miglior controllo alimentare acquisito con la dieta.
In sintesi: ciò che conta davvero non è il singolo giorno, ma l’andamento complessivo dell’alimentazione nel tempo.
le rispondo in modo sintetico ai due punti.
1. Giornata libera vs abbuffata
È importante distinguere tra:
Giornata libera controllata: si mangia in modo più flessibile, seguendo comunque fame e sazietà, senza perdita del controllo.
Abbuffata: assunzione eccessiva e disordinata di cibo, con scarso controllo quantitativo e qualitativo.
Le calorie in surplus non vengono “eliminate”: il corpo le utilizza in parte come energia, in parte per ripristinare le riserve (glicogeno) e, solo se l’eccesso è significativo, una quota può essere immagazzinata come grasso.
In ogni caso, un singolo episodio isolato ha un impatto limitato se inserito in un’alimentazione complessivamente equilibrata.
2. Utilità della giornata libera
Una giornata più flessibile può essere utile soprattutto perché:
migliora la sostenibilità della dieta nel tempo
riduce la percezione di restrizione
aiuta ad aumentare l’aderenza al percorso alimentare
Nella pratica, spesso non porta ad eccessi importanti, ma diventa una giornata semplicemente meno rigida, grazie anche al miglior controllo alimentare acquisito con la dieta.
In sintesi: ciò che conta davvero non è il singolo giorno, ma l’andamento complessivo dell’alimentazione nel tempo.
Buon pomeriggio,
Una singola abbuffata o un pasto molto abbondante, in una persona sana, di solito non compromette da sola lo stato di salute né determina automaticamente un aumento stabile di grasso corporeo, mentre il problema nasce quando l’eccesso calorico diventa ripetuto e abituale nel tempo.
Per rispondere al primo punto, le calorie di un’abbuffata non “spariscono”, ma vengono gestite in più modi: una parte viene usata subito per coprire i fabbisogni energetici, una parte aumenta temporaneamente l’ossidazione dei carboidrati e la spesa energetica post-prandiale, una parte ripristina le scorte di glicogeno epatico e muscolare e, quando l’eccesso è significativo, una quota può essere convertita e accumulata come trigliceridi nel tessuto adiposo.
Proprio per questo, dopo un evento sociale si può vedere la bilancia salire già il giorno dopo, ma spesso quel rialzo riflette soprattutto contenuto intestinale, acqua trattenuta insieme al glicogeno e sale introdotto, non solo grasso corporeo.
In pratica, un surplus occasionale può produrre anche un piccolo accumulo energetico, ma da solo di norma non cambia in modo rilevante la composizione corporea se il resto della settimana resta equilibrato.
Sul secondo punto, l’idea che una “giornata libera” faccia bene non va intesa come beneficio metabolico automatico. Le evidenze disponibili suggeriscono che il vantaggio più consistente sia soprattutto psicologico e di aderenza: allentare temporaneamente la rigidità può ridurre il senso di privazione e rendere più sostenibile un’alimentazione controllata nel lungo periodo. Questo non vale soltanto per chi fa sport, ma può essere utile anche per chi segue semplicemente una dieta bilanciata, a condizione che il pasto libero resti inserito in una struttura serena e non diventi una perdita di controllo o una compensazione emotiva.
Quindi il concetto corretto non è che “l’abbuffata fa bene”, ma che un pasto conviviale più abbondante, se occasionale e vissuto senza eccessi, può essere ben tollerato dal corpo e anche utile sul piano della sostenibilità del percorso alimentare.
Se però questi episodi diventano frequenti, molto intensi o carichi di senso di colpa, allora è più utile rivedere l’organizzazione della dieta piuttosto che legittimare l’abbuffata.
Una consulenza nutrizionale, in questi casi, può aiutare a costruire un’alimentazione equilibrata che lasci spazio anche alla socialità senza compromettere gli obiettivi.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Una singola abbuffata o un pasto molto abbondante, in una persona sana, di solito non compromette da sola lo stato di salute né determina automaticamente un aumento stabile di grasso corporeo, mentre il problema nasce quando l’eccesso calorico diventa ripetuto e abituale nel tempo.
Per rispondere al primo punto, le calorie di un’abbuffata non “spariscono”, ma vengono gestite in più modi: una parte viene usata subito per coprire i fabbisogni energetici, una parte aumenta temporaneamente l’ossidazione dei carboidrati e la spesa energetica post-prandiale, una parte ripristina le scorte di glicogeno epatico e muscolare e, quando l’eccesso è significativo, una quota può essere convertita e accumulata come trigliceridi nel tessuto adiposo.
Proprio per questo, dopo un evento sociale si può vedere la bilancia salire già il giorno dopo, ma spesso quel rialzo riflette soprattutto contenuto intestinale, acqua trattenuta insieme al glicogeno e sale introdotto, non solo grasso corporeo.
In pratica, un surplus occasionale può produrre anche un piccolo accumulo energetico, ma da solo di norma non cambia in modo rilevante la composizione corporea se il resto della settimana resta equilibrato.
Sul secondo punto, l’idea che una “giornata libera” faccia bene non va intesa come beneficio metabolico automatico. Le evidenze disponibili suggeriscono che il vantaggio più consistente sia soprattutto psicologico e di aderenza: allentare temporaneamente la rigidità può ridurre il senso di privazione e rendere più sostenibile un’alimentazione controllata nel lungo periodo. Questo non vale soltanto per chi fa sport, ma può essere utile anche per chi segue semplicemente una dieta bilanciata, a condizione che il pasto libero resti inserito in una struttura serena e non diventi una perdita di controllo o una compensazione emotiva.
Quindi il concetto corretto non è che “l’abbuffata fa bene”, ma che un pasto conviviale più abbondante, se occasionale e vissuto senza eccessi, può essere ben tollerato dal corpo e anche utile sul piano della sostenibilità del percorso alimentare.
Se però questi episodi diventano frequenti, molto intensi o carichi di senso di colpa, allora è più utile rivedere l’organizzazione della dieta piuttosto che legittimare l’abbuffata.
Una consulenza nutrizionale, in questi casi, può aiutare a costruire un’alimentazione equilibrata che lasci spazio anche alla socialità senza compromettere gli obiettivi.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buongiorno , la considerazione che conta è la frequenza di abbuffate o ancora peggio la costanza nell'almenatrsi male tutti i gironi .
Anche senza abbuffarsi ma semplicemente introdurre cibo sia di pessima qualità e in quantità non corrette ,
La dieta equilibrata e ragionata per ogni soggetto in base alla sua corporatura e tanti altri aspetti che si valutano in visita , portano a poter capire quanto e cosa mangiare per quel fisico . Poi la giornata libera è un dovere a mio parere . Nel senso che la libertà di godersi ciò ch ci piace e anche sforare nelle grammature sia sacro santo .
Il problema di abbuffata intesa veramente come introduzione di enorme quantità di cibo insieme , naturalmente ci espone sicuro a stare male poco dopo e rovinrci la giornata .
Certo è chee se io 6 giorni a settimana mangio correttamente , un giorno non determina il fallimneto della mia dieta o il mio peso . Ma si possono verificare malesseri tali per cui incidono negativamnete sulla digestione e un carico di zuccheri che arrivano in proporzioni e velocità smisurate che non fanno bene affatto .
Ci vuole buon senso . Mangiare di piu il fine settimana non è un problema , ma insomma non incorrete ad abbuffarvi per non stare male e rovinarvi anche la giornata libera .
Un cordiale saluto Dott.ssa Patrizia Desogus
Anche senza abbuffarsi ma semplicemente introdurre cibo sia di pessima qualità e in quantità non corrette ,
La dieta equilibrata e ragionata per ogni soggetto in base alla sua corporatura e tanti altri aspetti che si valutano in visita , portano a poter capire quanto e cosa mangiare per quel fisico . Poi la giornata libera è un dovere a mio parere . Nel senso che la libertà di godersi ciò ch ci piace e anche sforare nelle grammature sia sacro santo .
Il problema di abbuffata intesa veramente come introduzione di enorme quantità di cibo insieme , naturalmente ci espone sicuro a stare male poco dopo e rovinrci la giornata .
Certo è chee se io 6 giorni a settimana mangio correttamente , un giorno non determina il fallimneto della mia dieta o il mio peso . Ma si possono verificare malesseri tali per cui incidono negativamnete sulla digestione e un carico di zuccheri che arrivano in proporzioni e velocità smisurate che non fanno bene affatto .
Ci vuole buon senso . Mangiare di piu il fine settimana non è un problema , ma insomma non incorrete ad abbuffarvi per non stare male e rovinarvi anche la giornata libera .
Un cordiale saluto Dott.ssa Patrizia Desogus
Buongiorno, credo sia utile innanzitutto chiarire cosa si intenda per “abbuffata”. In occasione di eventi sociali, personalmente eviterei questo termine, perché spesso si tratta semplicemente di mangiare più del consueto in un contesto conviviale, cosa che può rientrare in una normale flessibilità alimentare, soprattutto se l’alimentazione abituale è equilibrata.
Per rispondere alla sua prima domanda: un singolo episodio di maggiore introito calorico non determina automaticamente aumento di peso stabile. L’eventuale surplus può essere in parte utilizzato nell’immediato come energia, in parte contribuire temporaneamente a maggiori riserve di glicogeno (con relativa ritenzione di acqua), e solo una quota eventualmente essere immagazzinata. È il surplus protratto e ripetuto nel tempo a incidere realmente sull’aumento di massa grassa.
Per questo un pasto più abbondante in un’occasione sociale non compromette lo stato di salute e, anzi, può avere anche un valore positivo dal punto di vista della socialità, della serenità e del rapporto con il cibo, contribuendo a spezzare rigidità e monotonia.
Diverso è il caso in cui si percepisca di eccedere ben oltre un normale pasto conviviale, con perdita di controllo sulle quantità ingerite: se questo comportamento è ricorrente, può essere utile approfondirlo, perché potrebbe riflettere aspetti legati alle abitudini alimentari, allo stato nutrizionale o, in alcuni casi, meritare una valutazione più specifica.
Rispetto alla “giornata libera”, il concetto non è riservato a chi pratica sport. Una certa flessibilità può avere senso anche in chi segue semplicemente un’alimentazione bilanciata. Per chi fa sport, invece, eventuali surplus con finalità specifiche (performance, recupero, incremento di massa) rientrano in una programmazione nutrizionale strutturata e sono un discorso diverso rispetto all’occasionalità degli eventi sociali.
Spero di essere stata utile
Buona giornata
Per rispondere alla sua prima domanda: un singolo episodio di maggiore introito calorico non determina automaticamente aumento di peso stabile. L’eventuale surplus può essere in parte utilizzato nell’immediato come energia, in parte contribuire temporaneamente a maggiori riserve di glicogeno (con relativa ritenzione di acqua), e solo una quota eventualmente essere immagazzinata. È il surplus protratto e ripetuto nel tempo a incidere realmente sull’aumento di massa grassa.
Per questo un pasto più abbondante in un’occasione sociale non compromette lo stato di salute e, anzi, può avere anche un valore positivo dal punto di vista della socialità, della serenità e del rapporto con il cibo, contribuendo a spezzare rigidità e monotonia.
Diverso è il caso in cui si percepisca di eccedere ben oltre un normale pasto conviviale, con perdita di controllo sulle quantità ingerite: se questo comportamento è ricorrente, può essere utile approfondirlo, perché potrebbe riflettere aspetti legati alle abitudini alimentari, allo stato nutrizionale o, in alcuni casi, meritare una valutazione più specifica.
Rispetto alla “giornata libera”, il concetto non è riservato a chi pratica sport. Una certa flessibilità può avere senso anche in chi segue semplicemente un’alimentazione bilanciata. Per chi fa sport, invece, eventuali surplus con finalità specifiche (performance, recupero, incremento di massa) rientrano in una programmazione nutrizionale strutturata e sono un discorso diverso rispetto all’occasionalità degli eventi sociali.
Spero di essere stata utile
Buona giornata
Salve, come ha detto lei per prendere peso il surplus calorico deve essere prolungato nel tempo. Non è sufficiente uno "sgarro" fatto 1 pasto su 14 (contando pranzi e cene della settimana) per rovinare i progressi della settimana. Il pasto libero ha come scopo quello di poter stare a tavola tutti assieme, in convivialità...aiuta l'aspetto psicologico più che fisco.
Buongiorno,
Per rispondere alle sue domande è utile partire da un concetto chiave: il nostro organismo tende a mantenere un equilibrio energetico nel tempo. Questo significa che un singolo episodio di abbuffata, se inserito in un contesto alimentare generalmente equilibrato, difficilmente porta a un reale aumento di massa grassa.
Dopo un pasto molto abbondante, l’energia introdotta viene innanzitutto utilizzata per i fabbisogni immediati e, in parte, immagazzinata sotto forma di glicogeno a livello muscolare ed epatico. Solo quando queste riserve sono già sature, l’eccesso viene convertito in tessuto adiposo. Le variazioni di peso che si osservano nel breve periodo sono spesso legate più a liquidi e glicogeno che a un reale aumento di grasso corporeo.
Un aspetto spesso sottovalutato è che la risposta dell’organismo dipende anche dallo stato di salute dell’intestino. Un microbiota in equilibrio contribuisce a una migliore gestione metabolica dei nutrienti, mentre situazioni di disbiosi possono influenzare digestione, assorbimento e risposta infiammatoria, rendendo meno efficiente la gestione degli eccessi.
Per quanto riguarda il cosiddetto “pasto libero”, il suo ruolo è soprattutto legato alla sostenibilità del percorso: può aiutare a mantenere un’alimentazione equilibrata nel lungo periodo, riducendo rigidità e senso di privazione.
Chi pratica attività fisica ha generalmente una maggiore capacità di gestire queste variazioni, utilizzando parte dell’energia introdotta per il movimento e il recupero. Al contrario, in uno stile di vita sedentario, è più probabile che un surplus calorico venga accumulato.
In sintesi, non è il singolo episodio a fare la differenza, ma la frequenza e il contesto generale. Una certa flessibilità è possibile, ma va sempre adattata allo stile di vita, al livello di attività fisica e allo stato di salute complessivo, incluso quello intestinale.
Buona giornata
Dott.ssa Giorgia Ranzato
Biologa nutrizionista
Per rispondere alle sue domande è utile partire da un concetto chiave: il nostro organismo tende a mantenere un equilibrio energetico nel tempo. Questo significa che un singolo episodio di abbuffata, se inserito in un contesto alimentare generalmente equilibrato, difficilmente porta a un reale aumento di massa grassa.
Dopo un pasto molto abbondante, l’energia introdotta viene innanzitutto utilizzata per i fabbisogni immediati e, in parte, immagazzinata sotto forma di glicogeno a livello muscolare ed epatico. Solo quando queste riserve sono già sature, l’eccesso viene convertito in tessuto adiposo. Le variazioni di peso che si osservano nel breve periodo sono spesso legate più a liquidi e glicogeno che a un reale aumento di grasso corporeo.
Un aspetto spesso sottovalutato è che la risposta dell’organismo dipende anche dallo stato di salute dell’intestino. Un microbiota in equilibrio contribuisce a una migliore gestione metabolica dei nutrienti, mentre situazioni di disbiosi possono influenzare digestione, assorbimento e risposta infiammatoria, rendendo meno efficiente la gestione degli eccessi.
Per quanto riguarda il cosiddetto “pasto libero”, il suo ruolo è soprattutto legato alla sostenibilità del percorso: può aiutare a mantenere un’alimentazione equilibrata nel lungo periodo, riducendo rigidità e senso di privazione.
Chi pratica attività fisica ha generalmente una maggiore capacità di gestire queste variazioni, utilizzando parte dell’energia introdotta per il movimento e il recupero. Al contrario, in uno stile di vita sedentario, è più probabile che un surplus calorico venga accumulato.
In sintesi, non è il singolo episodio a fare la differenza, ma la frequenza e il contesto generale. Una certa flessibilità è possibile, ma va sempre adattata allo stile di vita, al livello di attività fisica e allo stato di salute complessivo, incluso quello intestinale.
Buona giornata
Dott.ssa Giorgia Ranzato
Biologa nutrizionista
Buonasera, cosa intende per abbuffata? per quanto mi riguarda (perchè oguno ovviamente ha un modo di pensare e di impostare il proprio lavoro) "il pasto libero" ci deve essere sempre in un regime alimentare, sia per chi pratica sport sia per le persone che non lo praticano o che sono abbastanza sedentarie; questo perchè? perchè abbiamo bisogno di condividere momenti di spensieratezza e di "distacco" dalla dieta. Ovviamente dipende anche dagli obiettivi che un paziente si pone. Non sarà sicuramente 1 pasto a rovinare un regime alimentare (ovviamende dipende anche dal tipo di sgarro che uno fa). Spero di aver risposto alla sua domanda :)
Una singola abbuffata non cambia il peso reale.
Il “giorno libero” può essere utile a tutti, purché inserito in un percorso equilibrato.
Il “giorno libero” può essere utile a tutti, purché inserito in un percorso equilibrato.
Buongiorno! Rispondo andando per punti con una premessa iniziale: il termine "abbuffata" ha una valenza patologia molto importante che interessa casi di pazienti che soffrono di disturbi del comportamento alimentare che meritano uno spazio dedicato, diciamo che per veneti sociali in cui si tende a mangiare più del normale, possiamo parlare semplicemente di pasti molto calorici!
1) Il pasto molto calorico che si consuma partecipando ad un evento rappresenta sì un surplus calorico, ma nel regime di uno stile di vita sano sia in termini di alimentazione che di attività fisica, non costituisce motivo di preoccupazione. Le calorie in eccesso, specialmente gli zuccheri e i grassi, vengono messe da parte come riserva energetica e possiamo notare nei giorni successivi un po' di gonfiore addominale e/o ritenzione idrica (soprattutto perchè le molecole di glucosio richiamano acqua e il peso che vediamo variare sulla bilancia è dato da questo fenomeno). Verranno smaltite in un momento in cui l'attività fisica (in condizioni di alimentazione senza surplus) si fa più intensa, basterà in sostanza fare una passeggiata in più! Discorso complesso e diverso se il surplus viene prolungato e mantenuto nel tempo come giustamente diceva già Lei.
2) Un pasto calorico, come ad esempio una pizza condita, può essere consumato sia da chi pratica sport che da chi non lo fa, tenendo a mente che chi pratica sport avrà meno difficoltà a smaltire le calorie in eccesso e tendenzialmente soffre meno di problemi intestinali e di digestione (proprio perchè l'attività fisica stessa aiuta il benessere generale dell'organismo).
Come per tutte le cose ci vuole misura e la privazione come l'eccesso influiscono enormemente sullo stato psicologico di ognuno di noi, in ogni campo della nostra vita, l'alimentazione non fa eccezione!
1) Il pasto molto calorico che si consuma partecipando ad un evento rappresenta sì un surplus calorico, ma nel regime di uno stile di vita sano sia in termini di alimentazione che di attività fisica, non costituisce motivo di preoccupazione. Le calorie in eccesso, specialmente gli zuccheri e i grassi, vengono messe da parte come riserva energetica e possiamo notare nei giorni successivi un po' di gonfiore addominale e/o ritenzione idrica (soprattutto perchè le molecole di glucosio richiamano acqua e il peso che vediamo variare sulla bilancia è dato da questo fenomeno). Verranno smaltite in un momento in cui l'attività fisica (in condizioni di alimentazione senza surplus) si fa più intensa, basterà in sostanza fare una passeggiata in più! Discorso complesso e diverso se il surplus viene prolungato e mantenuto nel tempo come giustamente diceva già Lei.
2) Un pasto calorico, come ad esempio una pizza condita, può essere consumato sia da chi pratica sport che da chi non lo fa, tenendo a mente che chi pratica sport avrà meno difficoltà a smaltire le calorie in eccesso e tendenzialmente soffre meno di problemi intestinali e di digestione (proprio perchè l'attività fisica stessa aiuta il benessere generale dell'organismo).
Come per tutte le cose ci vuole misura e la privazione come l'eccesso influiscono enormemente sullo stato psicologico di ognuno di noi, in ogni campo della nostra vita, l'alimentazione non fa eccezione!
Domande correlate
- Buonasera Avrei bisogno di un aiuto Sto avendo un rapporto amichevole con una ragazza, della quale sto iniziando ad avere un interesse e con xui c'è molto contatto fisico, ridiamo e scherziamo molto. Si lascia anche baciare sul collo ammettendo che i miei baci le piacciono anche se dopo poco…
- Buongiorno, mio marito, 66 anni, da agosto 2016 è seguito presso ambulatorio urologia per carcinoma vescicale Pta1, altamente recidivante. A seguito di innumerevoli turv, fino a luglio 2021 , quindi in tutto 8-9 per millimetriche recidive, 2-3 millimetri , con istologico sempre uguale, ha eseguito…
- Buonasera, mio marito di anni 45 ,diabetico tipo uno da più di vent'anni, da tre anni ha scoperto di avere 2/3 calcoli di massimo 5mm nella coliciste con bile denso. Il chirurgo vuole operarlo anche se è asintomatico. Di recente ha scoperto di avere una gastrite cronica. Mi chiedo perché operarlo…
- Salve dottori di tanto in tanto mi capita di farmi vari loop mentali anche se la cosa non mi impedisce di svolgere le mie attività quotidiane e comunque non mi toccano la mia serenità quindi dovrei farmi questi loop ? Anche se non mi piacciono più di tanto grazie per una vostra risposta
- Fatto tac responso calcolo renale sinistro di 14 mm diametro cosa fare
- Gentili Dott.sse e Dott.ri Mi chiamo Federica ed ho ventiquattro anni. Sebbene il mio quesito porterà apparirvi insolito, sarei entusiasta di ricevere un vostro parere autorevole : la vostra esperienza è fondamentale per me per inquadrare correttamente il boom dei programmi di cronaca nera…
- Io prendo eutirox alla mattina verso le 6. Al sabato sera mi piace bere a casa o a cena un po' di alcol. Non sono una persona dipendente da alcol. Quindi se si beve qualcosa alla sera non ci sono problemi? Grazie.
- Salve, ho questo problema da due anni circa... Ho riscontrato un forte blocco nella zona lombare nel novembre 2024 allenandomi in palestra sulla leg press a 45 gradi. Nella fase di discesa ho sentito un blocco muscolare nella zona lombare fortissimo. Da lì mi viene questo blocco nella zona lombare…
- Buongiorno, questa mattina ho fatto una frenulotomia in ospedale. Arrivato a casa ho guardato il risultato ed ho notato che il frenulo è stato correttamente tolto nella sua completezza tra la corona e il collo del glande, lasciando un segno a "Y" ma risulta invece semplicemente tagliato all'attaccatura…
- Buongiorno Dottore, scrivo perché ho notato delle perdite insolite durante l’ovulazione. Ho avuto muco cervicale filante tipo albume, ma associato a perdite di sangue: inizialmente leggere striature rosate/marroncine, poi oggi un episodio più abbondante con sangue rosso vivo mescolato al…
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.