Buongiorno vado subito al dunque. Il ragazzo soffre di dipendenza da circa20 anni adesso ne h 41 fin

Buongiorno vado subito al dunque. Il ragazzo soffre di dipendenza da circa20 anni adesso ne h 41 finalmente decide di entrare in comunità ma dopo tre giorni la comunità ci chiama dicendo che lo dobbiamo portare in una clinica x disintossicarsi, perché non è gestibile lì.chiamiamo le cliniche private qui al sud ma ci dicono che non possono accettarlo perché fa' terapia farmacologic con gli antidepressivi. Il ragazzo è in crisi di astinenza piena non possiamo portarlo a casa e siamo disperati. Cosa possiamo fare?

28 risposte


Buona sera capisco la situazione molto complessa, non conosco la vostra zona di residenza, so che in Basilicata c'è il CRA Centro Riabilitazione Alcologica a Chiaromonte. Provate a vedere se vi possono seguire. Cordiali saluti. Dott.ssa Verena Elisa Gomiero

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Buonasera, purtroppo non specifica da quale sostanza sia dipendente il paziente, per cui mi è difficile darle consigli per la situazione specifica, ma è importante sottolineare che la sindrome di astinenza (specialmente da alcol e oppiacei) è un’emergenza medica, i cui sintomi richiedono supervisione clinica continua e possono rappresentare un rischio molto serio per la salute del paziente. Pertanto potrebbe essere necessario ricovero in ambiente ospedaliero. In caso di peggioramento dei sintomi è consigliabile rivolgersi al pronto soccorso. Solitamente inoltre gli invii presso struttura riabilitativa avvengono tramite i servizi per le tossicodipendenze. Non so se questo è il caso, ma è sicuramente utile chiedere una rivalutazione da parte del medico (e dello psichiatra) curante al più presto. Spero possa essere utile!

Dott.ssa Chiara Montemitro

Dott.ssa Chiara Montemitro

psichiatra

Francavilla al Mare

Prenota visita

Buongiorno, concordo con quanto scritto dai colleghi e aggiungo che la comunità dovrebbe riferirvi gli enti preposti alla gestione del caso. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

psicologo

Casalecchio di Reno

Prenota visita

Salve, purtoppo non lavorando nel suo territorio non saprei indicarle strutture specializzate. Immagino sia faticoso ma nei casi di dipendenze da sostanze è fondamentale un intervento di rete multi professionale. Cercate strutture che puntino al lavoro di rete perchè serve una presa in carico di questa persona sotto diversi profili. Vi suggerirei di parlarne anche semplicemente con il medico di base perchè ce ne sono molti molto preparati che sanno creare un'ottima rete sul territorio e, quindi, indirizzare i propri pazienti nei posti piú opportuni in base alla problematica riferita. Saluti, Dott.ssa Baiardo Bruni


Salve, comprendo il suo disagio. Il sert di competenza e la comunità possono rispondere alle sue domande e organizzare la gestione del caso. Cordiali saluti Dottoressa Daniela Chieppa


Buongiorno, il SerT di competenza fornisce anche assistenza per quanto riguarda il piano terapeutico.


Gentile utente di mio dottore, nel caso delle tossicodipendenze i servizi dovrebbero accogliere il paziente attivando un lavoro che sia sinergico tra le varie strutture. I SERT sono servizi territoriali presenti su tutto il territorio nazionale che riescono a dare un accoglienza completa all'utente sin dalle prime fasi di accesso. Sarebbe opportuno rivolgersi a tale servizio affinché questa persona possa esser seguita meglio e affinché i familiari non si sentano abbandonati a se stessi nella gestione della problematica. I SERT prevedono percorsi specifici di terapia individuale e familiare. Nella speranza di aver orientato la sua richiesta di aiuto. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Buongiorno oltre a quello che hanno già proposto i miei colleghi, io presenterei anche la possibilità di una responsabilità professionale da parte della struttura, se non vogliono prendersi in trattamento il ragazzo. Loro sono obbligati a darvi tutte le indicazioni specifiche del caso ed indicarvi il percorso da seguire. Sentitevi sicuri che avete il diritto di essere assistiti ed aiutati. Saluti dott.ssa Letizia Muzi


Buongiorno, non è chiara la dipendenza ma il centro dove è stato preso in cura e le cliniche che rifiutano il ricovero devono indicarvi i luoghi idonei per la cura di vostro figlio. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio


Gentili utenti, il ragazzo è seguito dal Sert? Loro dovrebbero essere in grado di identificare una struttura idonea allo stato di salute del ragazzo. Saluti


Buongiorno, il SerD del vostro territorio saprà esservi di aiuto. Un caro saluto, dott.ssa Giada D’Amico

Dott.ssa Giada D'Amico

Dott.ssa Giada D'Amico

psicoterapeuta

Bassano del Grappa

Prenota visita

Gentile utente, struttura comunitaria e SerD di riferimento dovrebbero essere in grado di aiutarvi. Diversamente proverei anche altre comunità. Spero di esserle stata d'aiuto e porgo cordiali saluti. Dr.ssa Rosaria Sara Mammano


Salve. Non è specificato il tipo di comunità in cui è ricoverato il ragazzo. in Italia esistono vari tipi di comunità, molte delle quali si occupano di trattare i disturbi psichiatrici (ad esempio le comunità terapeutiche assistite, le case di cura o le residenze terapeutiche), altre che si occupano di trattare sia i disturbi psichiatrici sia le dipendenze patologiche (le cosiddette comunità " a doppia diagnosi) e infine le comunità terapeutiche che trattano esclusivamente i problemi legati alle dipendenze patologiche. Deduco che l'utente in questione non si trovi ospite attualmente in una comunità di recupero. L'inserimento presso tali strutture è solitamente subordinato ai dipartimenti di salute mentale (DSM o CSM), ai S.ert (Servizio per le tossicodipendenze) o ai S.erd (Servizi per le dipendenze). Questi servizi rispondono direttamente alle A.S.P. (Aziende sanitarie provinciali) o alle U.S.L. (unità sanitarie locali), quindi pubbliche. Il mio consiglio è quindi di rivolgersi al S.erT o al D.S.M. e parlare direttamente con il medico o l'assistente sociale che ha in carico l'utente (di solito sono i servizi che si trovano nella città in cui risiede l'utente), in quanto loro stilano il piano terapeutico per l'utente e saranno sicuramente in grado di trovare la soluzione migliore per la cura della persona in questione.


Gentile utente, potete fare riferimento al Ser-D di competenza della vostra zona. Sono i Ser-D che si interfacciano con le comunità perché viene richiesta loro una relazione di valutazione del paziente. Dott.ssa Melania Filograna


Buonasera, il Sert di competenza territoriale deve farsi carico del paziente. E' indicata una terapia farmacologica soprattutto all'inizio del trattamento proprio per poter stabilizzare la situazione ed avviare un processo terapeutico interno che altrimenti potrebbe non riuscire ad avviarsi. Cordialmente, Dottor Morabito Marco


Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua storia e le sue emozioni. Certamente il Serd di riferimento del vostro territorio è il servizio più indicato per rispondere a tutte le vostre domande, e informarvi sulla presa in carico del vostro familiare nei servizi territoriali. Non demorda! nell'augurarle il meglio per la vostra famiglia, resto a disposizione per qualsiasi supporto, anche online, dott.ssa amelia capezio


Salve, la ringrazio per aver condiviso la sua storia. Mi dispiace poiché comprendo il disagio che sta vivendo. Deve fare riferimento al Serd di competenza territoriale in modo che possa prendere in carico il paziente ed iniziare un percorso di cura. Un caro saluto.


Mi dispiace molto per la situazione difficile che state vivendo. Se la clinica di disintossicazione non può accoglierlo a causa della terapia farmacologica con antidepressivi, potrebbe essere utile cercare strutture che offrano trattamenti per la disintossicazione da sostanze insieme alla gestione di disturbi psichiatrici. Alcune comunità terapeutiche o ospedali specializzati nella doppia diagnosi (dipendenza e disturbi psichiatrici) potrebbero essere più adatte alla situazione del ragazzo. Vi consiglio di contattare centri di riferimento per la doppia diagnosi, come ospedali o cliniche pubbliche che trattano sia la dipendenza che i disturbi psichiatrici, per avere un supporto immediato. Inoltre, un consulto urgente con uno psichiatra che segua il ragazzo potrebbe aiutare a gestire la terapia farmacologica e la crisi di astinenza.


Buongiorno, potreste provare a contattare cliniche che si occupano di Doppia Diagnosi, in quanto ospitano persone affette da dipendenza da sostanze psicotrope e che hanno, allo stesso tempo, altro tipo di disturbi che possono richiedere l'utilizzo di una terapia farmacologica. Se la ricerca dovesse richiedere troppo tempo, i tempi di attesa fossero eccessivamente lunghi e si ha la necessità di un intervento nel breve termine, è possibile, nel frattempo, contattare il Ser.D (Servizio per le Dipendenze) della vostra zona, che si occupa di questo tipo di situazioni e saprà darvi tutte le informazioni utili sulla presa in carico della persona.


Buongiorno, haprovato a chiedere supporto al SerD di appartenenza? lì ci sono sia psicologi che psichiatri in grado di aiutare il ragazzo a fronteggiare l'astinenza


Buonasera, capisco la vostra angoscia. La situazione richiede un intervento tempestivo ma anche realistico rispetto ai limiti dei servizi sul territorio. In fase di astinenza acuta, è fondamentale un supporto medico, e spesso la comunità non è attrezzata per gestirla nei primi giorni. Se le cliniche private non accettano il paziente per via della terapia farmacologica, il primo passo è contattare o recarsi al SERD (Servizio Dipendenze) o al pronto soccorso più vicino: anche se i servizi possono essere carenti, sono gli unici che possono attivare un percorso pubblico di disintossicazione urgente o cercare un posto in una struttura convenzionata fuori zona, se necessario. In alternativa, valutate se è possibile spostarsi in una regione dove i servizi sono più organizzati, almeno per la fase iniziale di disintossicazione. È comprensibile che tutto sembri caotico, ma il fatto che lui abbia deciso di chiedere aiuto è una finestra importantissima da non lasciar chiudere. Cercate di farvi guidare dai professionisti sul territorio, anche insistendo: in questi casi la determinazione fa la differenza. Un caro saluto e tanta forza.


Buongiorno, quello che state vivendo è un momento drammatico ma anche cruciale: il ragazzo ha finalmente deciso di chiedere aiuto dopo anni di dipendenza, e ora che il sistema dovrebbe sostenerlo… sembra cedere. Ma non siete soli, anche se può sembrarlo. Ecco una risposta chiara, concreta e al tempo stesso profonda e riflessiva, per aiutarvi a muovervi subito: Cosa potete fare ora: Chiamate subito il SERD (Servizio per le Dipendenze Patologiche) della vostra ASL. È un diritto gratuito e spesso il solo ente in grado di attivare una disintossicazione urgente in ambito pubblico o convenzionato, anche in presenza di terapia farmacologica. Se la crisi d’astinenza è grave (agitazione, confusione, rischio fisico) → portatelo al Pronto Soccorso più vicino e dichiarate esplicitamente che si tratta di una crisi da sospensione da sostanze. In questo modo i medici sono tenuti a ricoverarlo in psichiatria o tossicologia per stabilizzazione, se sussiste il rischio clinico. Richiedete al SERD una certificazione di “non gestibilità domiciliare”. Questo è un documento che obbliga le strutture pubbliche a trovare una collocazione temporanea sanitaria (SPDC, clinica, comunità protetta) per garantire la sicurezza. Una riflessione importante Il fatto che le comunità e le cliniche dicano "non lo possiamo accogliere perché è in terapia farmacologica" non è una regola assoluta. È spesso una scusa legata a carenza di personale medico, ma non giustifica l'abbandono terapeutico. La legge italiana tutela il diritto alla cura anche in presenza di comorbilità psichiatrica. Vi invito a riflettere su questo: Ogni crisi, per quanto devastante, è anche una possibilità di rinascita. Il dolore che ora sembra insostenibile è il momento di rottura di una struttura di dipendenza durata 20 anni. Non può essere risolta in 3 giorni, ma è il segnale che il cambiamento è finalmente iniziato.


Occuparsi della sindrome da astinenza ovvero contattare uno specialista che possa prescrivere dei farmaci da ridurre i sintomi e parallelamente iniziare un percorso psicoterapeutico


Buongiorno, non so dove abitate ma il ragazzo prima di entrare in comunità va disintossicato. Ci sono ospedali che hanno Day Hospital di dipendenze, dove potete portarlo. Vi posso consigliare dato che mi occupo di dipendenze, disturbi d'ansia e depressione, il Policlinico Gemelli, per percorsi specifici per le dipendenze è il migliore a Roma. Ha un Day Hospital per il poliabuso e ambulatori dedicati, con un approccio multidisciplinare che combina supporto farmacologico, psicologico ( individuale e di gruppo) e interventi sociali, mirando sia all'astensione completa sia alla riduzione graduale della sostanza ( un percorso per ridurre gradualmente il consumo di alcol, utile per chi non è pronto all'estensione totale). Poi dovrebbe seguire un percorso di psicoterapia per mantenere i risultati raggiunti, gestire momenti di crisi evitando le ricadute e continuare a porsi degli obiettivi.


Buongiorno,la situazione che descrive è davvero estrema, e si sente tutta l’angoscia di chi finalmente vede aprirsi uno spiraglio di salvezza e se lo vede richiudere all’improvviso. Dopo tanti anni di dipendenza, il fatto che quest’uomo abbia trovato la forza di entrare in comunità è un passaggio enorme, e trovarsi ora nel pieno dell’astinenza, senza un luogo che possa accoglierlo, è comprensibilmente disperante. In momenti come questo è importante sapere che non potete e non dovete gestire da soli una crisi di questo tipo. L’astinenza, soprattutto se intensa e accompagnata da una terapia farmacologica, richiede un intervento sanitario strutturato. Rivolgersi con urgenza ai servizi pubblici per le dipendenze o a un pronto soccorso può essere il passo necessario per garantire una presa in carico immediata, anche quando le strutture private pongono limiti. Non è una sconfitta, ma una forma di tutela, per lui e per voi. Dentro tutto questo caos, anche chi sta accanto rischia di crollare. Se possibile, cercare un momento di confronto con un professionista può aiutare a reggere l’urto emotivo e a orientarsi nelle decisioni, quando la paura prende il sopravvento. Non siete senza via d’uscita, anche se ora tutto sembra fermo: a volte il primo aiuto è proprio trovare qualcuno che cammini con voi in questo tratto così difficile.

Dott.ssa Tonia Caturano

Dott.ssa Tonia Caturano

psicoterapeuta

Cernusco sul Naviglio

Prenota visita

Buongiorno sono una professionista di Parma e consiglio una consulenza con Ospedale Maria Luigia di Parma. L'equipe medica prende in carico pazienti da tutta Italia per un percorso di riabilitazione. Dott.ssa Ludovica Rocchi


Buongiorno, quello che state vivendo è estremamente stressante e spaventoso, e la vostra disperazione è comprensibile. Psicodinamicamente, il problema non è solo la dipendenza in sé, ma la crisi che emerge quando il controllo esterno viene meno: il corpo e la mente del ragazzo stanno urlando per un contenimento sicuro, perché l’astinenza produce uno squilibrio emotivo e fisico molto intenso. Il primo passo urgente è garantire sicurezza e supervisione medica: l’astinenza non è qualcosa da affrontare da soli in casa, perché può essere pericolosa, sia fisicamente che psicologicamente. Anche se le cliniche private rifiutano per l’assunzione di antidepressivi, ci sono strutture pubbliche o ospedaliere con reparti per disintossicazione che possono gestire farmaci concomitanti. È importante contattare il servizio pubblico di dipendenze (SERD) o il pronto soccorso psichiatrico/medico locale, spiegando la situazione di urgenza per ottenere una valutazione immediata. Nel frattempo, mantenere presenza calma, sostegno emotivo e sicurezza è fondamentale: la vostra ansia può aumentare la sua agitazione, quindi anche solo stare vicino con voce calma e rassicurante è un aiuto. Psicodinamicamente, questo momento è un punto di crisi centrale: il ragazzo non riesce a contenere da solo l’astinenza e ha bisogno di un contenimento esterno sicuro, prima di poter affrontare il percorso terapeutico vero e proprio.


In fase di astinenza acuta è indicato rivolgersi a un pronto soccorso o a un reparto ospedaliero: la gestione deve essere medica. La presenza di terapia antidepressiva non è una controindicazione assoluta, ma va gestita in ambiente adeguato. Il SerD può supportare anche nell’individuare la struttura più idonea.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.