Buongiorno vado subito al dunque. Il ragazzo soffre di dipendenza da circa20 anni adesso ne h 41 fin

25 risposte
Buongiorno vado subito al dunque. Il ragazzo soffre di dipendenza da circa20 anni adesso ne h 41 finalmente decide di entrare in comunità ma dopo tre giorni la comunità ci chiama dicendo che lo dobbiamo portare in una clinica x disintossicarsi, perché non è gestibile lì.chiamiamo le cliniche private qui al sud ma ci dicono che non possono accettarlo perché fa' terapia farmacologic con gli antidepressivi. Il ragazzo è in crisi di astinenza piena non possiamo portarlo a casa e siamo disperati. Cosa possiamo fare?
Dott.ssa Verena Elisa Gomiero
Psicologo, Psicoterapeuta
Selvazzano Dentro
Buona sera capisco la situazione molto complessa, non conosco la vostra zona di residenza, so che in Basilicata c'è il CRA Centro Riabilitazione Alcologica a Chiaromonte. Provate a vedere se vi possono seguire.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Verena Elisa Gomiero

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Dott.ssa Chiara Montemitro
Psichiatra, Psicoterapeuta
Francavilla al Mare
Buonasera, purtroppo non specifica da quale sostanza sia dipendente il paziente, per cui mi è difficile darle consigli per la situazione specifica, ma è importante sottolineare che la sindrome di astinenza (specialmente da alcol e oppiacei) è un’emergenza medica, i cui sintomi richiedono supervisione clinica continua e possono rappresentare un rischio molto serio per la salute del paziente. Pertanto potrebbe essere necessario ricovero in ambiente ospedaliero. In caso di peggioramento dei sintomi è consigliabile rivolgersi al pronto soccorso.

Solitamente inoltre gli invii presso struttura riabilitativa avvengono tramite i servizi per le tossicodipendenze. Non so se questo è il caso, ma è sicuramente utile chiedere una rivalutazione da parte del medico (e dello psichiatra) curante al più presto.

Spero possa essere utile!
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buongiorno, concordo con quanto scritto dai colleghi e aggiungo che la comunità dovrebbe riferirvi gli enti preposti alla gestione del caso.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Samantha Baiardo Bruni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, purtoppo non lavorando nel suo territorio non saprei indicarle strutture specializzate. Immagino sia faticoso ma nei casi di dipendenze da sostanze è fondamentale un intervento di rete multi professionale. Cercate strutture che puntino al lavoro di rete perchè serve una presa in carico di questa persona sotto diversi profili. Vi suggerirei di parlarne anche semplicemente con il medico di base perchè ce ne sono molti molto preparati che sanno creare un'ottima rete sul territorio e, quindi, indirizzare i propri pazienti nei posti piú opportuni in base alla problematica riferita.
Saluti,
Dott.ssa Baiardo Bruni
Dott.ssa Daniela Chieppa
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Salve, comprendo il suo disagio. Il sert di competenza e la comunità possono rispondere alle sue domande e organizzare la gestione del caso.
Cordiali saluti
Dottoressa Daniela Chieppa
Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, il SerT di competenza fornisce anche assistenza per quanto riguarda il piano terapeutico.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

nel caso delle tossicodipendenze i servizi dovrebbero accogliere il paziente attivando un lavoro che sia sinergico tra le varie strutture. I SERT sono servizi territoriali presenti su tutto il territorio nazionale che riescono a dare un accoglienza completa all'utente sin dalle prime fasi di accesso. Sarebbe opportuno rivolgersi a tale servizio affinché questa persona possa esser seguita meglio e affinché i familiari non si sentano abbandonati a se stessi nella gestione della problematica. I SERT prevedono percorsi specifici di terapia individuale e familiare. Nella speranza di aver orientato la sua richiesta di aiuto.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Letizia Muzi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pontassieve
Buongiorno
oltre a quello che hanno già proposto i miei colleghi, io presenterei anche la possibilità di una responsabilità professionale da parte della struttura, se non vogliono prendersi in trattamento il ragazzo. Loro sono obbligati a darvi tutte le indicazioni specifiche del caso ed indicarvi il percorso da seguire. Sentitevi sicuri che avete il diritto di essere assistiti ed aiutati.
Saluti
dott.ssa Letizia Muzi
Prof. Antonio Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, non è chiara la dipendenza ma il centro dove è stato preso in cura e le cliniche che rifiutano il ricovero devono indicarvi i luoghi idonei per la cura di vostro figlio. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio
Dott.ssa Lioy Marta
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentili utenti,
il ragazzo è seguito dal Sert? Loro dovrebbero essere in grado di identificare una struttura idonea allo stato di salute del ragazzo.
Saluti
Dott.ssa Giada D'Amico
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Belvedere
Buongiorno, il SerD del vostro territorio saprà esservi di aiuto. Un caro saluto, dott.ssa Giada D’Amico
Dott.ssa Sara Rosaria Mammano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Gazzada Schianno
Gentile utente, struttura comunitaria e SerD di riferimento dovrebbero essere in grado di aiutarvi. Diversamente proverei anche altre comunità. Spero di esserle stata d'aiuto e porgo cordiali saluti. Dr.ssa Rosaria Sara Mammano
Dott. Gregorio Bonomo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Modica
Salve. Non è specificato il tipo di comunità in cui è ricoverato il ragazzo. in Italia esistono vari tipi di comunità, molte delle quali si occupano di trattare i disturbi psichiatrici (ad esempio le comunità terapeutiche assistite, le case di cura o le residenze terapeutiche), altre che si occupano di trattare sia i disturbi psichiatrici sia le dipendenze patologiche (le cosiddette comunità " a doppia diagnosi) e infine le comunità terapeutiche che trattano esclusivamente i problemi legati alle dipendenze patologiche. Deduco che l'utente in questione non si trovi ospite attualmente in una comunità di recupero. L'inserimento presso tali strutture è solitamente subordinato ai dipartimenti di salute mentale (DSM o CSM), ai S.ert (Servizio per le tossicodipendenze) o ai S.erd (Servizi per le dipendenze). Questi servizi rispondono direttamente alle A.S.P. (Aziende sanitarie provinciali) o alle U.S.L. (unità sanitarie locali), quindi pubbliche.
Il mio consiglio è quindi di rivolgersi al S.erT o al D.S.M. e parlare direttamente con il medico o l'assistente sociale che ha in carico l'utente (di solito sono i servizi che si trovano nella città in cui risiede l'utente), in quanto loro stilano il piano terapeutico per l'utente e saranno sicuramente in grado di trovare la soluzione migliore per la cura della persona in questione.
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Gentile utente, potete fare riferimento al Ser-D di competenza della vostra zona. Sono i Ser-D che si interfacciano con le comunità perché viene richiesta loro una relazione di valutazione del paziente.
Dott.ssa Melania Filograna
Dr. Marco Morabito
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buonasera, il Sert di competenza territoriale deve farsi carico del paziente. E' indicata una terapia farmacologica soprattutto all'inizio del trattamento proprio per poter stabilizzare la situazione ed avviare un processo terapeutico interno che altrimenti potrebbe non riuscire ad avviarsi.
Cordialmente, Dottor Morabito Marco
Dott.ssa Amelia Capezio
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Calvizzano
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua storia e le sue emozioni. Certamente il Serd di riferimento del vostro territorio è il servizio più indicato per rispondere a tutte le vostre domande, e informarvi sulla presa in carico del vostro familiare nei servizi territoriali. Non demorda! nell'augurarle il meglio per la vostra famiglia, resto a disposizione per qualsiasi supporto, anche online, dott.ssa amelia capezio
Dott.ssa Debora Di Paola
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, la ringrazio per aver condiviso la sua storia. Mi dispiace poiché comprendo il disagio che sta vivendo. Deve fare riferimento al Serd di competenza territoriale in modo che possa prendere in carico il paziente ed iniziare un percorso di cura. Un caro saluto.
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Mi dispiace molto per la situazione difficile che state vivendo. Se la clinica di disintossicazione non può accoglierlo a causa della terapia farmacologica con antidepressivi, potrebbe essere utile cercare strutture che offrano trattamenti per la disintossicazione da sostanze insieme alla gestione di disturbi psichiatrici. Alcune comunità terapeutiche o ospedali specializzati nella doppia diagnosi (dipendenza e disturbi psichiatrici) potrebbero essere più adatte alla situazione del ragazzo. Vi consiglio di contattare centri di riferimento per la doppia diagnosi, come ospedali o cliniche pubbliche che trattano sia la dipendenza che i disturbi psichiatrici, per avere un supporto immediato. Inoltre, un consulto urgente con uno psichiatra che segua il ragazzo potrebbe aiutare a gestire la terapia farmacologica e la crisi di astinenza.
Dott.ssa Mariachiara Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
San Benedetto del Tronto
Buongiorno,
potreste provare a contattare cliniche che si occupano di Doppia Diagnosi, in quanto ospitano persone affette da dipendenza da sostanze psicotrope e che hanno, allo stesso tempo, altro tipo di disturbi che possono richiedere l'utilizzo di una terapia farmacologica.
Se la ricerca dovesse richiedere troppo tempo, i tempi di attesa fossero eccessivamente lunghi e si ha la necessità di un intervento nel breve termine, è possibile, nel frattempo, contattare il Ser.D (Servizio per le Dipendenze) della vostra zona, che si occupa di questo tipo di situazioni e saprà darvi tutte le informazioni utili sulla presa in carico della persona.
Dott.ssa Francesca Caruso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Mascalucia
Buongiorno, haprovato a chiedere supporto al SerD di appartenenza? lì ci sono sia psicologi che psichiatri in grado di aiutare il ragazzo a fronteggiare l'astinenza
Dr. Jacopo Modoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, capisco la vostra angoscia. La situazione richiede un intervento tempestivo ma anche realistico rispetto ai limiti dei servizi sul territorio. In fase di astinenza acuta, è fondamentale un supporto medico, e spesso la comunità non è attrezzata per gestirla nei primi giorni.

Se le cliniche private non accettano il paziente per via della terapia farmacologica, il primo passo è contattare o recarsi al SERD (Servizio Dipendenze) o al pronto soccorso più vicino: anche se i servizi possono essere carenti, sono gli unici che possono attivare un percorso pubblico di disintossicazione urgente o cercare un posto in una struttura convenzionata fuori zona, se necessario.

In alternativa, valutate se è possibile spostarsi in una regione dove i servizi sono più organizzati, almeno per la fase iniziale di disintossicazione. È comprensibile che tutto sembri caotico, ma il fatto che lui abbia deciso di chiedere aiuto è una finestra importantissima da non lasciar chiudere. Cercate di farvi guidare dai professionisti sul territorio, anche insistendo: in questi casi la determinazione fa la differenza.

Un caro saluto e tanta forza.
Dott. Nicolò Paluzzi Monti
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno,
quello che state vivendo è un momento drammatico ma anche cruciale: il ragazzo ha finalmente deciso di chiedere aiuto dopo anni di dipendenza, e ora che il sistema dovrebbe sostenerlo… sembra cedere. Ma non siete soli, anche se può sembrarlo.

Ecco una risposta chiara, concreta e al tempo stesso profonda e riflessiva, per aiutarvi a muovervi subito:

Cosa potete fare ora:
Chiamate subito il SERD (Servizio per le Dipendenze Patologiche) della vostra ASL.
È un diritto gratuito e spesso il solo ente in grado di attivare una disintossicazione urgente in ambito pubblico o convenzionato, anche in presenza di terapia farmacologica.

Se la crisi d’astinenza è grave (agitazione, confusione, rischio fisico) → portatelo al Pronto Soccorso più vicino e dichiarate esplicitamente che si tratta di una crisi da sospensione da sostanze.
In questo modo i medici sono tenuti a ricoverarlo in psichiatria o tossicologia per stabilizzazione, se sussiste il rischio clinico.

Richiedete al SERD una certificazione di “non gestibilità domiciliare”. Questo è un documento che obbliga le strutture pubbliche a trovare una collocazione temporanea sanitaria (SPDC, clinica, comunità protetta) per garantire la sicurezza.

Una riflessione importante
Il fatto che le comunità e le cliniche dicano "non lo possiamo accogliere perché è in terapia farmacologica" non è una regola assoluta. È spesso una scusa legata a carenza di personale medico, ma non giustifica l'abbandono terapeutico. La legge italiana tutela il diritto alla cura anche in presenza di comorbilità psichiatrica.

Vi invito a riflettere su questo:
Ogni crisi, per quanto devastante, è anche una possibilità di rinascita.
Il dolore che ora sembra insostenibile è il momento di rottura di una struttura di dipendenza durata 20 anni. Non può essere risolta in 3 giorni, ma è il segnale che il cambiamento è finalmente iniziato.
Dott. Mario Arena
Psicoterapeuta, Psicologo
Cinisello Balsamo
Occuparsi della sindrome da astinenza ovvero contattare uno specialista che possa prescrivere dei farmaci da ridurre i sintomi e parallelamente iniziare un percorso psicoterapeutico
Dott.ssa Gloria Polizzi
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, non so dove abitate ma il ragazzo prima di entrare in comunità va disintossicato.
Ci sono ospedali che hanno Day Hospital di dipendenze, dove potete portarlo. Vi posso consigliare dato che mi occupo di dipendenze, disturbi d'ansia e depressione,
il Policlinico Gemelli, per percorsi specifici per le dipendenze è il migliore a Roma.
Ha un Day Hospital per il poliabuso e ambulatori dedicati, con un approccio multidisciplinare che combina supporto farmacologico, psicologico ( individuale e di gruppo) e interventi sociali, mirando sia all'astensione completa sia alla riduzione graduale della sostanza ( un percorso per ridurre gradualmente il consumo di alcol, utile per chi non è pronto all'estensione totale).
Poi dovrebbe seguire un percorso di psicoterapia per mantenere i risultati raggiunti, gestire momenti di crisi evitando le ricadute e continuare a porsi degli obiettivi.
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Buongiorno,la situazione che descrive è davvero estrema, e si sente tutta l’angoscia di chi finalmente vede aprirsi uno spiraglio di salvezza e se lo vede richiudere all’improvviso. Dopo tanti anni di dipendenza, il fatto che quest’uomo abbia trovato la forza di entrare in comunità è un passaggio enorme, e trovarsi ora nel pieno dell’astinenza, senza un luogo che possa accoglierlo, è comprensibilmente disperante.
In momenti come questo è importante sapere che non potete e non dovete gestire da soli una crisi di questo tipo. L’astinenza, soprattutto se intensa e accompagnata da una terapia farmacologica, richiede un intervento sanitario strutturato. Rivolgersi con urgenza ai servizi pubblici per le dipendenze o a un pronto soccorso può essere il passo necessario per garantire una presa in carico immediata, anche quando le strutture private pongono limiti. Non è una sconfitta, ma una forma di tutela, per lui e per voi.
Dentro tutto questo caos, anche chi sta accanto rischia di crollare. Se possibile, cercare un momento di confronto con un professionista può aiutare a reggere l’urto emotivo e a orientarsi nelle decisioni, quando la paura prende il sopravvento. Non siete senza via d’uscita, anche se ora tutto sembra fermo: a volte il primo aiuto è proprio trovare qualcuno che cammini con voi in questo tratto così difficile.

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