Salve una persona a me cara fa uso di sostanze.. Vorrebbe tirarsene fuori ma no tramite il Sers.. Vo
Salve una persona a me cara fa uso di sostanze.. Vorrebbe tirarsene fuori ma no tramite il Sers.. Vorrebbe uno specialista o un percorso privato... A chi bisogna rivolgersi?? A quale esperto bussare prima?? Grazie
48 risposte
Salve, sarebbe opportuno cercare sul territorio professionisti o, meglio ancora, centri specializzati nel trattamento delle dipendenze di sostanze in modo da poter garantire a questa persona un approccio integrato, ossia costituito da più professionisti, Cordialmente, dott FDL
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Buongiorno Non si preoccupi per qualsiasi informazione e supporto sono disponibile ad aiutarla anche online. Mi contatti pure. Cordiali saluti Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Buonasera, quando si parla di dipendenze non è obbligatorio rivolgersi al ser.T, ma certamente è necessario il lavoro di più esperti che possano cooperare al fine di massimizzare il risultato, andando a lavorare sulla dipendenza sia da un punto di vista "fisico", se così si può dire, sia da un punto di vista psicologico. Mi affiderei ad uno specialista del settore che sappia anche indicarle le altre figure a cui fare affidamento. Se lo desiderasse, resto a vostra disposizione, anche online. Cordialmente, dott. Andrea Brumana
Salve Non è indispensabile rivolgersi al Sert, può contattare anche un privato specializzato nelle dipendenze. Se vuole una consulenza per intraprendere un percorso psicologico sono a disposizione, anche online. Cordialmente Dott.ssa Jessica Baldi
Salve Mi accodo ai colleghi: cerchi nel territorio un privato specializzato nella gestione delle dipendenze. GM
Gentilissima Utente, esercito da anni nell’ambito delle problematiche legate al consumo di sostanze e in genere la presa di consapevolezza che è necessario un aiuto, che da soli non si raggiunge il risultato sperato,esita in un buon successo. Talvolta il ricorso a comportamenti di dipendenza sopraggiunge nel momento in cui il soggetto sente di non avere strumenti interni per affrontare una condizione di fragilità emotiva. Con questa premessa considero utile un percorso di psicoterapia che possa garantire uno spazio esplorativo dei propri disagi ed eventualmente la presa in carico dello psichiatra che coadiuva con la terapia farmacologica. Spero vivamente di esserle stata di aiuto con queste poche righe circa un argomento assai vasto e complesso. Un cordiale Saluto Dottoressa Elisa Taverniti
Gentile utente, come detto da altri colleghi può contattare nel suo territorio uno psicoterapeuta che sia specializzato nel trattamento delle dipendenze. Cordiali Saluti
Buongiorno, sicuramente un esperto nel trattamento delle dipendenze è quello che fa per lei. Se vuole sono disponibile per una consulenza online. Dr.ssa Anna Sofia Tuccillo
Buongiorno, ha provato a capire perchè questa persona non vuole rivolgersi al SerD? In base alla mia esperienza è di gran lunga la via più efficace. La dipendenza è un problema complesso e richiede un intervento integrato da parte di più di un professionista. Dott.ssa Franca Vocaturi
Buongiorno. Se la persona a lei cara sentisse una sufficiente motivazione a curarsi, pur in modo ambivalente chiederebbe personalmente aiuto e valuterebbe una proposta di trattamento. Probabilmente, bisogna considerare che non è ancora il tempo. Rispetto alla richiesta, i servizi del SSN sono i luoghi elettivi per la cura delle dipendenze, considerata la complessità, la pervasività e spesso la gravità della condotta (di cui non necessariamente la persona si rende conto). Solo in qualche (rara) circostanza e previa accurata valutazione, è ipotizzabile trattare una condotta di dipendenza soltanto in studio privato: molto più frequentemente è necessario un trattamento che coinvolge diversi professionisti considerata la multidimensionalità della problematica. SG
Gentile utente, l'intervento sulle tossicodipendenze è molto complesso. E' necessario un lavoro in équipe in modo che il paziente sia seguito sia rispetto alla graduale riduzione della sostanza, come diceva il mio collega, da un punto di vista fisiologico; sia dal punto di vista psicologico. Per quanto riguarda l'intervento psicologico, in una prima fase, il paziente può essere supportato durante la riduzione della sostanza e le crisi di astinenza; in una seconda fase si può entrare in un analisi più profonda di cosa ha portato all'uso della sostanza e alla dipendenza. Il tassello più importante nell'intervento del trattamento della tossicodipendenza è la consapevolezza di avere questo problema e la volontà di "tirarsene fuori", la persona a lei cara è sulla buona strada! Lavorando in questo settore ho spesso sentito di pazienti che si vergognavano di andare al Ser.D. e che avevano molte resistenze. Tuttavia sono numerosi i colleghi che lavorano molto bene e sono estremamente attenti ad accogliere le richieste degli utenti senza giudizio ma con umanità e professionalità. Avere una persona che come lei si interessa a questo problema è una grande risorsa, in bocca al lupo! Dott.ssa Maddalena Lancieri
Buongiorno. La persona a lei cara potrebbe intraprendere un percorso psicoterapico, ma perchè no, anche psicoanalitico. Se la dipendenza però dura da molto tempo ed è invalidante sotto tanti aspetti, sarebbe bene prendere in considerazione anche i servizi sul territorio e valutare tutte le possibilità (incluso l'inserimento in una comunità terapeutica). Se ha bisogno di qualche informazione in questo senso, mi contatti pure: sono specializzata in ambito di dipendenze e nuove dipendenze. Pensi anche se in lei ci possa essere una domanda, che parte da come gestire al meglio questa situazione. Cordialmente. Greta Tovaglieri
Buonasera. La persona a lei cara può rivolgersi ad uno psicoterapeuta e/o anche psichiatra se la sostanza sta provocando alcuni effetti sintomatologici e psichiatrici importanti. Resto a disposizione per chiarimenti vari e approfondimento sul caso. Dott.ssa Supino Alessia
Gentile utente, uno psicoterapeuta esperto in dipendenze é senza dubbio il professionista che cercate. Consideri tuttavia che il trattamento per la dipendenza non ha solo un aspetto psicologico ma anche un aspetto medico , dovrà quindi essere sicuramente coinvolto uno psichiatra che segua la parte neurologica e senza dubbio potrebbe servire un medico di base che si curi dei danni fisici causati dall’abuso di sostanze. Non si preoccupi però che non sarà lei a dover cercare tutte le figure necessarie ma basterá andare da una sola che vi invierà dalle altre. La richiesta da parte del suo caro di non coinvolgere il Ser.D (ex Ser.T) é comprensibile ma a seconda della situazione sua specifica potrebbe essere necessario rivolgersi a loro per poter fare un buon lavoro, tuttavia sicuramente é un tema che il collega psicoterapeuta che lo seguirà affronterà con la dovuta calma. Se avesse ancora dubbi mi scriva pure, sono situazioni complesse difficili da poter riassumere in poche righe. Dottor Mauro Simonetti
Gentile utente, capisco la difficoltà che sta affrontando. Quando si tratta di dipendenza da sostanza, ritengo molto utile rivolgersi al SerD (servizio per le dipendenze) o un'altra struttura privata che abbia la possibilità di effettuare con molta costanza le analisi tossicologiche (indispensabili come cura e monitoraggio). Oltre alle analisi, bisogna seguire un percorso psicoterapeutico. E' utile esplorare le motivazioni che spingono suo marito al rifiuto di andare al SerD. Spero di averle dato uno spunto di riflessione. Per dubbi e domande sarà mia premura risponderle. Buona giornata
Gentile utente, capisco la sua difficoltà. Non è necessario rivolgersi ad un SerT, ma quando si tratta di dipendenze è importante rivolgersi ad uno Psicologo esperto in Dipendenze, che possa aiutare il suo caro ad affrontare la difficoltà ed uscirne. Inoltre, nel caso in cui la dipendenza sia molto invalidante anche sul piano fisico, le consiglio di contattare anche uno Psichiatra sul territorio che possa affiancare lo psicologo e la persona dal punto di vista medico. Mi occupo di Dipendenze da sostanze, e so che uscirne è difficile non solo per la persona con dipendenza, ma anche per i suoi cari. Quindi, se ha bisogno di qualsiasi altra informazione può contattarmi. Sono eventualmente disponibile anche per colloqui online. Cordiali saluti. Dott.ssa Asya Cappalli
Gentile utente, il Sert garantisce una presa in carico complessa e multiprofessionale che è ottimale per chi consuma sostanze. In prima battuta credo sia opportuno rivolgersi a uno psichiatra esperto in materia e successivamente creare una rete di professioni che costruiscano un progetto su misura. L'obiettivo della presa in carico potrebbe anche essere aiutare il suo caro ad accettare le cure del SerT di riferimento territoriale. Cordiali saluti
Buonasera, Spesso per affrontare le dipendenze è importante un lavoro di rete che comprenda l’intervento di più professionisti, per questo il territorio offre un buon livello di assistenza. Ad ogni modo, se la persona a lei cara preferisce evitare questa strada, sarebbe sicuramente opportuno contattare uno psicoterapeuta e impostare insieme un programma di terapia. Un saluto, Dott.ssa Federica Casale
Buongiorno, capisco che se la persona è per lei cara, si stia prodigando a cercare informazioni e notizie che possano essere di qualche aiuto alla stessa. Reputo tuttavia necessario che sia la persona stessa a rivolgersi personalmente o a un professionista o ad una struttura ragionando in primis sulla forza della propria motivazione alla cura, “il dove” e il “con chi” è un passo successivo, ora forse non ancora pienamente consapevole. Detto questo occorrerebbe capire questa chiusura nei confronti del SSN considerato un canale preferenziale per la cura delle dipendenze. Le dipendenze sono un fenomeno complesso che solo attraverso un ventaglio di interventi affidati ad un’ équipe multidisciplinare e coordinata in rete, si può pensare di affrontare come problema dai connotati sanitari, sociali, culturali e psicologici così interconnessi. Un saluto.
Buongiorno, sarebbe opportuno affidarsi a centri specializzati o a professionisti che trattano maggiormente le dipendenze. Le ricordo che questo potrebbe essere un rimando per l'altra persona , che soggettivamente potrà poi decidere di affidarsi a un professionista.
In ambito psicologico sistemico relazionale, una persona che fa uso di sostanze e desidera uscirne potrebbe rivolgersi a un terapeuta specializzato in dipendenze o a un terapeuta familiare e relazionale. Questo tipo di terapeuta è in grado di lavorare non solo sulla dipendenza stessa, ma anche sulle dinamiche familiari e relazionali che possono influenzare il problema. È possibile iniziare consultando l'Ordine degli Psicologi o altre associazioni professionali per trovare un terapeuta specializzato in dipendenze o terapia familiare e relazionale. Inoltre, è consigliabile rivolgersi a centri di terapia o strutture specializzate nel trattamento delle dipendenze, i quali potrebbero avere professionisti qualificati a cui rivolgersi. In ogni caso, è importante scegliere un professionista con cui la persona si senta a proprio agio e che abbia esperienza nel trattamento delle dipendenze e delle dinamiche familiari. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione. Dott. Cordoba
Buongiorno, come altri colleghi hanno già risposto, la persona a lei cara può rivolgersi a specialisti del suo territorio. Oltre ad un percorso con uno specialista o con il SERD può rivolgersi ad associazioni che organizzano gruppi di auto mutuo aiuto . Sono presenti in molti territori e si differenziano. in base alla dipendenza ( da sostanza o da comportamento). Auguro alla persona a lei cara di trovare il percorso più adatto .Saluti. Marzia Dall'Olio
Salve. Il professionista di competenza è anzitutto il medico curante, per escludere condizioni mediche concomitanti o comunque iniziarne il trattamento se necessario; il passo successivo può essere lo psicologo, che poi, a seconda dell'inquadramento diagnostico, nel caso ritenga utili i farmaci insieme alla terapia, rimanderà allo psichiatra
Gentile Utente, può rivolgersi ad uno psicologo clinico per avere un sostegno adeguato oppure ad uno psichiatra/psicoterapeuta per iniziare un programma di diagnosi e cura. Un caro saluto
Gentile utente, sicuramente un professionista specializzato nel trattamento delle dipendenze è quello che fa per lei. Mi occupo di dipendenze con la mia Equipe, se vuole rimango disponibile per un colloquio conoscitivo telefonico. Cordiali saluti
Salve, suggerirei magari di iniziare un percorso psicologico, supportato se necessario da terapia farmacologica (per cui è necessario uno psichiatra). Bisogna poi rivolgersi ad un medico specializzato in dipendenze, per valutare possibili danni fisici dati dall'assunzione delle sostanze
Gent.mo/a, se la persona in questione preferisce affidarsi ad uno specialista privato piuttosto che al Ser.T, le suggerisco di scegliere un professionista che conosca approfonditamente il tema della dipendenza da sostanze. In più, oltre a garantire la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico, è molto importante che lo specialista in questione abbia la possibilità di essere affiancato da uno psichiatra. Questo perchè in base a diversi fattori tra cui il grado di severità della dipendenza da alcol, il funzionamento mentale della persona e la gestione dell'astinenza, potrebbe risultare opportuno ricorrere ad una terapia farmacologica in grado di offrire un supporto al paziente e garantire una maggiore efficacia del trattamento psicoterapeutico. Cordialmente, Dott. Federico Lupo
Buonasera, se non vuole rivolgersi al servizio pubblico, dovrà necessariamente passare per uno specialista privato. Si faccia consigliare, magari dal suo medico di base, uno psicoterapeuta con esperienza nel campo delle dipendenze patologiche.
Salve, per risolvere queste problematiche, è bene iniziare un percorso mirato per trattare le dipende patologiche, con sostegno psicologico e terapia.
Gentile, purtroppo essere iscritti al SerT è l'unico modo sia per poter entrare in una comunità terapeutica riabilitativa, che per la somministrazione del metadone, utilizzato per il trattamento dell'abuso di sostanze (come l'eroina). Essendo le sostanze stupefacenti in grado di produrre dipendenza sia fisica che psicologica, il modo migliore per riuscire a ripulirsi dalle sostanze è quello di affidarsi ad un centro di recupero e di utilizzare questo tipo di "farmaci"
Buonasera. In linea generale, per prima cosa, consiglio di rivolgersi ad un medico psichiatra per una prima visita specialistica che possa valutare una eventuale compromissione fisica dovuta al comportamento di abuso di sostanze, avendo il medico la possibilità di prescrivere eventuali esami di approfondimento. In un secondo momento, si può valutare una prima visita psicologica se la persona si trova in una condizione di sicurezza psicofisica stabilita da un medico specialista.
Buongiorno, nel caso di persona che fa uso di sostanze stupefacenti ma preferisce non rivolgersi al Serd, allora rimane l'opzione del privato. Fossi in lei, mi rivolgerei a uno psicologo specialista del tema. Cordiali saluti
Esistono percorsi privati alternativi che possono offrire un supporto mirato e rispettoso dei tempi e delle esigenze individuali. In questi casi, il primo passo utile può essere rivolgersi a uno psicoterapeuta con esperienza nel trattamento delle dipendenze, anche se non si tratta ancora di un percorso medico o farmacologico. Un primo colloquio può aiutare a chiarire la situazione e costruire insieme un percorso personalizzato, che metta al centro la motivazione al cambiamento. In alcuni casi può essere utile anche un lavoro di rete con psichiatri o medici specializzati in dipendenze, ma è qualcosa che può valutarsi nel tempo, senza pressioni.
Buongiorno, è già molto importante che la persona in questione desideri intraprendere un percorso di cambiamento: è un primo passo fondamentale. Se si preferisce un percorso privato, il consiglio è di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta esperto in dipendenze. La presa in carico può includere una valutazione psicologica approfondita, colloqui individuali di supporto e — se necessario — l’eventuale invio a una figura medica per monitoraggio clinico. Spesso lavorare sulle motivazioni, sulla gestione delle ricadute e sul senso che la sostanza ha assunto nella storia personale della persona è ciò che permette davvero un cambiamento duraturo, anche al di fuori del circuito pubblico. È possibile costruire un percorso personalizzato e rispettoso dei tempi e delle esigenze della persona, in un contesto più riservato e flessibile. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o approfondimenti. Un caro saluto, Dott.ssa Valentina Emma Morelato Psicologa clinico-giuridica
Capisco perfettamente la sua preoccupazione e la difficoltà che sta vivendo nel vedere una persona a lei cara affrontare una dipendenza. In questo caso, il primo passo che consiglierei è rivolgersi a uno specialista in dipendenze, che può essere un psicologo o un psicoterapeuta esperto in problematiche legate alle dipendenze. La terapia psicologica è fondamentale, perché aiuta la persona a comprendere le radici emotive, psicologiche e comportamentali della dipendenza, e a sviluppare strategie per affrontarla e gestirla nel tempo. Un approccio terapeutico centrato sulla dipendenza può includere tecniche cognitive-comportamentali, che hanno dimostrato di essere molto efficaci nel modificare i comportamenti legati all’abuso di sostanze, e tecniche di supporto emotivo. Tuttavia, in molte situazioni, per affrontare in modo completo la dipendenza, è necessario anche un approccio psichiatrico, soprattutto quando il craving (ovvero il desiderio impellente e incontrollabile di usare la sostanza) è particolarmente forte. Il craving è una componente centrale della dipendenza, e riguarda una sorta di "fame" psicologica e fisiologica che può portare la persona a ricadere nel consumo di sostanze. Un psichiatra esperto in dipendenze può valutare la situazione e prescrivere, se necessario, un trattamento farmacologico che aiuti a ridurre l'intensità di questo craving, modulandolo e tenendolo sotto controllo. L’approccio farmacologico può essere utile per alleviare il disagio fisico e psicologico che accompagna il distacco dalla sostanza, rendendo così più gestibile il processo di disintossicazione e recupero. A volte, un trattamento integrato, che coinvolga sia il terapeuta che il psichiatra, può risultare particolarmente efficace. Il percorso di recupero non è mai lineare, ma con il giusto supporto, la persona può davvero intraprendere un cammino di cambiamento. Le consiglio, quindi, di cercare uno specialista che possa lavorare in collaborazione con un psichiatra, in modo da affrontare il problema da entrambe le prospettive: psicologica e psichiatrica. Inoltre, potrebbe essere utile esplorare anche i gruppi di supporto come Narcotici Anonimi o altre realtà simili, che forniscono un sostegno costante e una rete di persone che vivono la stessa esperienza, per far sentire la persona meno sola nel suo percorso. Le consiglio di fare una ricerca mirata per trovare uno specialista che abbia esperienza nel trattamento delle dipendenze, magari chiedendo anche a professionisti del settore sanitario se hanno delle raccomandazioni. Non esiti a cercare un aiuto per lei e la persona a lei cara, perché ogni piccolo passo verso il cambiamento è importante. Se ha altre domande o desidera parlare più in dettaglio di come orientarsi in questo percorso, sono qui per aiutarla.
Buongiorno, si può fare una valutazione iniziale per inquadrare il problema (frequenza, intensità) e poi tentare un percorso di riduzione del danno e sostegno alla motivazione andando anche a lavorare sui fattori all'origine dell'uso di sostanze. Mi può contattare.
Buongiorno, anche io avrei consigliato di rivolgersi ad un SERD territoriale perchè la struttura nasce ed è specializzata per questa tipologia di problematiche. In alternativo potrebbe essere utile iniziare un percorso di supporto psicologico per vedere se sia possibile comprendere il funzionamento della dipendenza e cominciare un percorso di recupero.
Salve, in base al tipo e alla gravità della dipendenza, può essere più indicato rivolgersi direttamente a una comunità di recupero. Queste strutture offrono percorsi personalizzati che integrano interventi medici, psicologici e riabilitativi, garantendo un ambiente protetto e supportivo per affrontare sia l’astinenza sia le cause profonde del consumo. All’interno della comunità, il lavoro con psicologi psicoterapeuti, spesso formati in psicoterapia umanistica o in approcci come la Mindfulness e l’EMDR, aiuta la persona a ritrovare equilibrio e consapevolezza, rafforzando la motivazione al cambiamento. Le consiglio quindi di informarsi sulle comunità di recupero presenti nella sua zona e, se possibile, di contattarle per un colloquio preliminare. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Salve, quando una persona vuole affrontare un problema legato all’uso di sostanze senza rivolgersi ai servizi pubblici, può intraprendere un percorso privato altrettanto serio ed efficace. Il primo passo è rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta specializzato nelle dipendenze: questa figura può effettuare una valutazione iniziale, comprendere la storia del consumo, i fattori emotivi coinvolti e proporre un trattamento mirato. In presenza di sintomi di astinenza, forte craving o difficoltà emotive importanti, può essere indicato affiancare allo psicologo anche uno psichiatra privato, per valutare l’eventuale utilità di un supporto farmacologico all’interno di un percorso integrato. L’aspetto fondamentale è non affrontare tutto da soli: un primo colloquio con un professionista esperto permette di definire con chiarezza la situazione e costruire un percorso riservato, sicuro e adeguato ai reali bisogni della persona. Saluti. Dott.ssa Scognamiglio Mariachiara
Salve, la ringrazio per la condivisione. Comprendo quanto possa essere delicato cercare un aiuto adeguato e di supporto. A tal riguardo le rimando la possibilità di rivolgersi a Villa Maraini a Roma, che si occupa di dipendenze anche attraverso il servizio TIA (Trattamento integrato ambulatoriale), un percorso integrato che lavora sia sugli aspetti psicologici che medici, qualora la persona lavori. Spero di esserle stata di aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Emanuela Franchina
Salve, se la persona di cui parla ha un reale interesse nel risolvere la sua problematica dovrebbe rivolgersi ad uno psicologo ed in trascendere un percorso personale. solitamente questo avviene anche quando si frequenta il serd ed i gruppi per dipendenze, dato che, confrontarsi con il gruppo è una grande ricchezza, ma il vero lavoro va comunque svolto su se stessi. In bocca la lupo.
Salve, se la persona desidera un percorso privato e non vuole rivolgersi al servizio pubblico per le dipendenze, la strada più corretta è partire da uno specialista in psichiatria o in medicina delle dipendenze che lavori in ambito privato. Lo psichiatra è il professionista medico in grado di valutare la situazione, diagnosticare eventuali disturbi associati e impostare un trattamento (psicoterapeutico, farmacologico o integrato). In molti casi è utile anche il coinvolgimento di uno psicoterapeuta con esperienza nelle dipendenze, per lavorare sugli aspetti motivazionali, emotivi e comportamentali del percorso di uscita dalle sostanze. Un’altra figura di riferimento può essere il medico di medicina generale, che può fornire un primo orientamento e indicare specialisti o centri privati affidabili. Esistono inoltre cliniche e centri privati specializzati nel trattamento delle dipendenze che offrono programmi strutturati (colloqui, gruppi, supporto medico), ma è importante verificare che siano seguiti da professionisti qualificati. In sintesi: primo passo medico di base per orientamento, poi valutazione con psichiatra o centro specializzato in dipendenze in ambito privato; la scelta del percorso dipende dalla gravità dell’uso di sostanze e dalle esigenze della persona. Dott.ssa Chiara Avelli
Buongiorno, è necessario innanzitutto che la persona interessata abbia lei stessa l'intenzione di cercare di uscire dalla sua attuale condizione. Io tratto online questa problematica, se fosse necessario resto a disposizione. Cordiali saluti, Dott.ssa Martina Colle
Buongiorno, se vuole un percorso privato piuttosto che servizi pubblici come il Serd, si rivolgere a uno psicologo esperto in dipendenze, che procederà ad una prima valutazione, un piano di trattamento individualizzato e valuterà se indirizzarlo verso uno psichiatra o un centro residenziale, concordato con la persona e senza imposizioni. E' positivo che manifesta l'intenzione di tirarsene fuori, un passo fondamentale verso il recupero, un giorno alla volta, Un saluto,
Salve, il fatto che voglia uscirne e' gia' un punto fondamentale. Puo' rivolgersi ad uno psicologo esperto in dipendenze .Un percorso privato permette maggiore continuita' e personalizzazione. L'importante e' iniziare: esistono percorsi efficaci e concreti per uscire dalla dipendenza, soprattutto quando c'e' motivazione. un saluto Dott.ssa Dodson
Buongiorno, In genere per anticipare i tempi la figura di uno specialistica come un terapeuta potrebbe essere la strada più veloce. A questo aggiungo che poi potrebbe essere utile anche un intervento psichiatrico per la somministrazione di un eventuale farmaco. Grazie
Salve, il primo punto importante è che il desiderio di “tirarsene fuori” è già un segnale prezioso, ma va trasformato presto in un percorso concreto. Nelle dipendenze, infatti, la sola buona volontà spesso non basta: serve una valutazione seria del tipo di sostanza, della frequenza d’uso, dell’eventuale astinenza, dei rischi medici e della motivazione reale della persona. Se questa persona non vuole rivolgersi subito al SerD, può iniziare da un professionista privato esperto in dipendenze: psicologo o psicoterapeuta con esperienza specifica nell’uso di sostanze, meglio ancora se collegato a un’équipe in cui siano presenti anche medico o psichiatra. Non consiglierei un percorso generico: è importante che chi lo segue conosca bene il funzionamento delle dipendenze, le ricadute, l’ambivalenza e il ruolo della famiglia. Detto questo, non chiuderei del tutto la porta al SerD. Il SerD non è una punizione né un’etichetta: è il servizio pubblico dedicato alle dipendenze e può offrire valutazioni, trattamenti, eventuale supporto medico e collegamenti con altri servizi. A volte si può partire dal privato e, se necessario, integrare il pubblico; oppure usare il SerD almeno per un primo inquadramento. Prima di scegliere il percorso, sarebbe utile chiarire alcuni elementi: quale sostanza usa, da quanto tempo, con che frequenza, se ha già provato a smettere, se compaiono astinenza, ricadute, uso di alcol o farmaci, problemi economici, familiari o lavorativi. Anche la posizione della persona cara conta: aiutare non significa sostituirsi a lui, controllarlo o salvarlo al posto suo, ma accompagnarlo verso un primo contatto reale. Un primo passo può essere chiamare un servizio di orientamento o fissare una valutazione con uno specialista delle dipendenze. L’importante è non trasformare il rifiuto del SerD in un motivo per rimandare: se vuole uscirne, il momento utile è proprio quello in cui una parte di lui lo sta chiedendo. Un caro saluto.
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