Buongiorno, sono una ragazza di 27 anni e sono fidanzata con un ragazzo di 25 anni da ormai quasi 3
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Buongiorno, sono una ragazza di 27 anni e sono fidanzata con un ragazzo di 25 anni da ormai quasi 3 anni.
Vi scrivo in seguito a un episodio avvenuto ieri sera che mi ha mandata abbastanza in crisi.
Eravamo a letto, io ero buttata sopra di lui e stavo guardando il cellulare, ho fatto una battuta davvero di cattivo gusto sul fatto di andare a letto con un altro ragazzo, me ne stavo pentendo già mentre la facevo ma non so spiegarvi perchè ma mi piace stuzzicarlo e infastidirlo per ottenere attenzioni (questo da sempre).
Lui, che era sotto di me sul letto, ha reagito dandomi uno schiaffetto sul viso in segno di rimprovero. Non era forte però l'ho sentito e il gesto in se mi ha fatta infuriare.
So per certo che non era sua intenzione farmi del male, quando litighiamo non ha mai nemmeno accennato a segni di violenza anzi, solitamente sono io quella che sbrocca di più (mai fisicamente).
Però lui ha sempre avuto questo vizio di dare queste schiaffette sul viso per rimprovero, non lo fa sempre ma ogni tanto capita.
Mi sento ancora più stupida perchè sono io la prima a farlo.. nel senso che anch'io per scherzo o per rimprovero a volte gli do questi buffetti sul viso.
Però ieri, siccome l'ho sentito, mi sono preoccupata.
E' secondo voi un campanello allarmante?
Quando gli ho fatto notare che non mi piace, per l'ennesima volta, che mi aveva fatto male e dicendogli più volte che è scemo, lui ha detto che io sono scema a fare battute del genere, che gli schiaffetti li do anch'io e che era uno schiaffetto e non uno schiaffo.
Ho tenuto il muso per tutta le sera e tutta la notte, lui è molto affettuoso e ha cercato più volte le coccole che io non gli ho fatto.
Questa mattina gli ho detto che avrebbe dovuto chiedermi scusa e lui l'ha fatto ma ha ribadito nuovamente che non era uno schiaffo e mi ha chiesto di chiedergli scusa per la battuta che ho fatto.
Scusatemi se mi sono dilungata ma ci penso da tutto il giorno e non so come analizzare la situazione.
Sto esagerando io?
Grazie mille sin da ora
Vi scrivo in seguito a un episodio avvenuto ieri sera che mi ha mandata abbastanza in crisi.
Eravamo a letto, io ero buttata sopra di lui e stavo guardando il cellulare, ho fatto una battuta davvero di cattivo gusto sul fatto di andare a letto con un altro ragazzo, me ne stavo pentendo già mentre la facevo ma non so spiegarvi perchè ma mi piace stuzzicarlo e infastidirlo per ottenere attenzioni (questo da sempre).
Lui, che era sotto di me sul letto, ha reagito dandomi uno schiaffetto sul viso in segno di rimprovero. Non era forte però l'ho sentito e il gesto in se mi ha fatta infuriare.
So per certo che non era sua intenzione farmi del male, quando litighiamo non ha mai nemmeno accennato a segni di violenza anzi, solitamente sono io quella che sbrocca di più (mai fisicamente).
Però lui ha sempre avuto questo vizio di dare queste schiaffette sul viso per rimprovero, non lo fa sempre ma ogni tanto capita.
Mi sento ancora più stupida perchè sono io la prima a farlo.. nel senso che anch'io per scherzo o per rimprovero a volte gli do questi buffetti sul viso.
Però ieri, siccome l'ho sentito, mi sono preoccupata.
E' secondo voi un campanello allarmante?
Quando gli ho fatto notare che non mi piace, per l'ennesima volta, che mi aveva fatto male e dicendogli più volte che è scemo, lui ha detto che io sono scema a fare battute del genere, che gli schiaffetti li do anch'io e che era uno schiaffetto e non uno schiaffo.
Ho tenuto il muso per tutta le sera e tutta la notte, lui è molto affettuoso e ha cercato più volte le coccole che io non gli ho fatto.
Questa mattina gli ho detto che avrebbe dovuto chiedermi scusa e lui l'ha fatto ma ha ribadito nuovamente che non era uno schiaffo e mi ha chiesto di chiedergli scusa per la battuta che ho fatto.
Scusatemi se mi sono dilungata ma ci penso da tutto il giorno e non so come analizzare la situazione.
Sto esagerando io?
Grazie mille sin da ora
Schermaglie un po' adolescenziali... magari è ora di crescere entrambi. A ogni buon conto non c'è nulla che possa giustificare un comportamento violento non consensuale: schiaffo o schiaffetto che sia, un colpo sul viso non è una bella cosa, si può giocare in altro modo. Provate a stabilire un codice di comunicazione diverso, pronti a mettervi in gioco, chiedendovi cosa ciascuno di voi può fare per migliorare la relazione. Se non riuscite ma considerate la relazione importante, meglio ricorrere a una terapia di coppia.
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Gentile Amica,
uno dei modi in cui i rapporti crescono è la riparazione delle rotture. Quanto più un rapporto è sano, tanto più chi ne fa parte è in grado di riparare, riconoscendo la posizione dell'altro e operando per ricucire.
Né lei, né il suo compagno siete "esagerati", quanto piuttosto feriti. Ripartire da questo e condividere le vostre emozioni può portare a una riparazione e a rifnorzare il legame.
con i migliori auguri,
dr. Ventura
uno dei modi in cui i rapporti crescono è la riparazione delle rotture. Quanto più un rapporto è sano, tanto più chi ne fa parte è in grado di riparare, riconoscendo la posizione dell'altro e operando per ricucire.
Né lei, né il suo compagno siete "esagerati", quanto piuttosto feriti. Ripartire da questo e condividere le vostre emozioni può portare a una riparazione e a rifnorzare il legame.
con i migliori auguri,
dr. Ventura
Buonasera,
ti ringrazio per aver condiviso qualcosa di così delicato: si sente quanto questo episodio ti abbia colpita e messa in dubbio.
Provo a restituirti alcuni punti, con calma. Non si tratta tanto di stabilire se “stai esagerando”, ma di ascoltare il tuo vissuto: il fatto che quel gesto ti abbia fatta infuriare e ti abbia fatto sentire a disagio è già un’informazione importante. Nelle relazioni, anche ciò che nasce come “gioco” o abitudine reciproca (come i buffetti o le provocazioni) può diventare problematico quando uno dei due non lo vive più come tale.
Mi sembra che tra voi si sia creato un piccolo “circuito”: da una parte il tuo modo di cercare attenzione attraverso la provocazione, dall’altra una risposta fisica (anche se leggera e senza intenzione di ferire). Entrambi sono segnali comunicativi, ma rischiano di alimentare incomprensioni o tensioni se non vengono riconosciuti e ridefiniti insieme.
Il punto centrale, più che etichettare il gesto come grave o meno, è questo:
ti senti rispettata e al sicuro in quella dinamica?
Se la risposta è anche solo “non del tutto”, è importante fermarsi e parlarne in modo chiaro, senza sminuire né ciò che provi tu né ciò che lui intendeva fare.
Può essere utile dirgli, in modo diretto ma non accusatorio, qualcosa come: “Al di là delle intenzioni, quel gesto mi ha fatto stare male e ho bisogno che non accada più”. Allo stesso tempo, puoi anche interrogarti su quel tuo bisogno di “stuzzicare” per ottenere attenzione, cercando magari modalità più esplicite e meno ambigue per esprimere ciò che desideri.
Non vedo necessariamente un “campanello d’allarme” grave sulla base di questo singolo episodio, ma vedo un confine importante da chiarire adesso, prima che si consolidi una modalità che potrebbe farvi stare male.
Se senti che questi aspetti si ripetono o ti mettono in difficoltà, confrontarti con un professionista può aiutarti a dare più senso a queste dinamiche e a trovare modi più soddisfacenti di stare nella relazione.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
ti ringrazio per aver condiviso qualcosa di così delicato: si sente quanto questo episodio ti abbia colpita e messa in dubbio.
Provo a restituirti alcuni punti, con calma. Non si tratta tanto di stabilire se “stai esagerando”, ma di ascoltare il tuo vissuto: il fatto che quel gesto ti abbia fatta infuriare e ti abbia fatto sentire a disagio è già un’informazione importante. Nelle relazioni, anche ciò che nasce come “gioco” o abitudine reciproca (come i buffetti o le provocazioni) può diventare problematico quando uno dei due non lo vive più come tale.
Mi sembra che tra voi si sia creato un piccolo “circuito”: da una parte il tuo modo di cercare attenzione attraverso la provocazione, dall’altra una risposta fisica (anche se leggera e senza intenzione di ferire). Entrambi sono segnali comunicativi, ma rischiano di alimentare incomprensioni o tensioni se non vengono riconosciuti e ridefiniti insieme.
Il punto centrale, più che etichettare il gesto come grave o meno, è questo:
ti senti rispettata e al sicuro in quella dinamica?
Se la risposta è anche solo “non del tutto”, è importante fermarsi e parlarne in modo chiaro, senza sminuire né ciò che provi tu né ciò che lui intendeva fare.
Può essere utile dirgli, in modo diretto ma non accusatorio, qualcosa come: “Al di là delle intenzioni, quel gesto mi ha fatto stare male e ho bisogno che non accada più”. Allo stesso tempo, puoi anche interrogarti su quel tuo bisogno di “stuzzicare” per ottenere attenzione, cercando magari modalità più esplicite e meno ambigue per esprimere ciò che desideri.
Non vedo necessariamente un “campanello d’allarme” grave sulla base di questo singolo episodio, ma vedo un confine importante da chiarire adesso, prima che si consolidi una modalità che potrebbe farvi stare male.
Se senti che questi aspetti si ripetono o ti mettono in difficoltà, confrontarti con un professionista può aiutarti a dare più senso a queste dinamiche e a trovare modi più soddisfacenti di stare nella relazione.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Credo che sia opportuno chiarire, attraverso una consulenza con uno psicoterapeuta della coppia, cosa vi state comunicando in modo disfuzionale per poi rendere il rapporto più tranquillo e fluido; cordiali saluti.
Grazie per aver condiviso una situazione che, comprensibilmente, può generare confusione e disagio.
Quando all’interno di una relazione si verificano episodi come quello che descrivi, è importante non fermarsi solo al singolo gesto, ma osservare il contesto più ampio: il tipo di comunicazione tra voi, le modalità con cui gestite il conflitto e il rispetto dei confini reciproci.
Da ciò che racconti emergono due aspetti rilevanti. Da una parte, l’utilizzo di provocazioni o battute per ottenere attenzione, che può indicare un bisogno relazionale non espresso in modo diretto. Dall’altra, una modalità fisica di “rimprovero” che, anche se percepita come scherzosa o abituale da entrambi, può risultare spiacevole o invasiva quando supera la soglia di tolleranza di uno dei due.
Non è tanto una questione di “avere ragione o torto”, ma di riconoscere che in una relazione sana entrambi i partner dovrebbero sentirsi rispettati, anche nei piccoli gesti. Se qualcosa viene percepito come fastidioso o doloroso, è importante che venga accolto e preso sul serio, senza minimizzare.
Più che un singolo campanello d’allarme, può essere utile considerarlo come un segnale su cui lavorare: chiarire insieme quali comportamenti non sono graditi, trovare modalità più dirette e rispettose per chiedere attenzione e migliorare la comunicazione emotiva.
Se episodi simili dovessero ripetersi o generare un malessere crescente, potrebbe essere utile confrontarti con un professionista per comprendere meglio le dinamiche della relazione e trovare strategie più funzionali. Resto a disposizione nel caso in cui volesse iniziare un percorso.
Un caro saluto.
Quando all’interno di una relazione si verificano episodi come quello che descrivi, è importante non fermarsi solo al singolo gesto, ma osservare il contesto più ampio: il tipo di comunicazione tra voi, le modalità con cui gestite il conflitto e il rispetto dei confini reciproci.
Da ciò che racconti emergono due aspetti rilevanti. Da una parte, l’utilizzo di provocazioni o battute per ottenere attenzione, che può indicare un bisogno relazionale non espresso in modo diretto. Dall’altra, una modalità fisica di “rimprovero” che, anche se percepita come scherzosa o abituale da entrambi, può risultare spiacevole o invasiva quando supera la soglia di tolleranza di uno dei due.
Non è tanto una questione di “avere ragione o torto”, ma di riconoscere che in una relazione sana entrambi i partner dovrebbero sentirsi rispettati, anche nei piccoli gesti. Se qualcosa viene percepito come fastidioso o doloroso, è importante che venga accolto e preso sul serio, senza minimizzare.
Più che un singolo campanello d’allarme, può essere utile considerarlo come un segnale su cui lavorare: chiarire insieme quali comportamenti non sono graditi, trovare modalità più dirette e rispettose per chiedere attenzione e migliorare la comunicazione emotiva.
Se episodi simili dovessero ripetersi o generare un malessere crescente, potrebbe essere utile confrontarti con un professionista per comprendere meglio le dinamiche della relazione e trovare strategie più funzionali. Resto a disposizione nel caso in cui volesse iniziare un percorso.
Un caro saluto.
Buongiorno, dalle sue parole non emerge soltanto il disagio per quanto accaduto ieri sera, ma soprattutto una dinamica che lei stessa riconosce con molta lucidità: il bisogno di ‘stuzzicare’ il suo ragazzo, di provocarlo, per sentire che lui la guarda, reagisce, tiene a lei.
Questo aspetto mi sembra molto importante. A volte, dentro una relazione, la provocazione non nasce dal desiderio di ferire l’altro, ma dal bisogno profondo di ricevere conferme, attenzione, presenza emotiva. Come se, invece di poter chiedere direttamente vicinanza o rassicurazione, si finisse per cercarle indirettamente, attraverso tensioni, battute o piccole sfide.
In questo senso, forse la domanda più utile non è tanto se lei stia esagerando, ma che cosa questo episodio abbia reso più evidente del vostro modo di stare in relazione. Per esempio: che cosa cerca in lui quando lo provoca? E soprattutto: esiste per lei un modo diverso, più diretto e meno doloroso, per sentire che il suo ragazzo c’è e che tiene davvero a lei?
Il fatto che questo episodio l’abbia colpita così tanto può essere allora un’occasione per interrogarsi non solo su di lui, ma anche su questo suo bisogno affettivo, che merita di essere compreso e accolto, non giudicato. Quando certi meccanismi si ripetono, spesso non sono ‘capricci’, ma modi inconsapevoli di cercare contatto, rassicurazione, conferma del legame.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a riconoscere e costruire modalità differenti di entrare in contatto con l’altro e di sentirlo vicino, senza che il bisogno di conferma affettiva si trasformi in dinamiche che, alla fine, la fanno soffrire.
Le mando un caro saluto.
Dott.ssa Luigina Digiesi
Psicologa, Psicoterapeuta
Questo aspetto mi sembra molto importante. A volte, dentro una relazione, la provocazione non nasce dal desiderio di ferire l’altro, ma dal bisogno profondo di ricevere conferme, attenzione, presenza emotiva. Come se, invece di poter chiedere direttamente vicinanza o rassicurazione, si finisse per cercarle indirettamente, attraverso tensioni, battute o piccole sfide.
In questo senso, forse la domanda più utile non è tanto se lei stia esagerando, ma che cosa questo episodio abbia reso più evidente del vostro modo di stare in relazione. Per esempio: che cosa cerca in lui quando lo provoca? E soprattutto: esiste per lei un modo diverso, più diretto e meno doloroso, per sentire che il suo ragazzo c’è e che tiene davvero a lei?
Il fatto che questo episodio l’abbia colpita così tanto può essere allora un’occasione per interrogarsi non solo su di lui, ma anche su questo suo bisogno affettivo, che merita di essere compreso e accolto, non giudicato. Quando certi meccanismi si ripetono, spesso non sono ‘capricci’, ma modi inconsapevoli di cercare contatto, rassicurazione, conferma del legame.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a riconoscere e costruire modalità differenti di entrare in contatto con l’altro e di sentirlo vicino, senza che il bisogno di conferma affettiva si trasformi in dinamiche che, alla fine, la fanno soffrire.
Le mando un caro saluto.
Dott.ssa Luigina Digiesi
Psicologa, Psicoterapeuta
Non stai esagerando, ma nemmeno è utile leggerlo solo come un gesto isolato. È qualcosa che parla della dinamica tra voi.
Da una parte c’è il fatto che quel “buffetto” sul viso, anche se leggero e senza intenzione di ferire, per te ha avuto un impatto: ti ha fatto arrabbiare, ti ha fatto sentire toccata in un limite. Questo va preso sul serio, al di là di quanto lui lo minimizzi.
Dall’altra però descrivi con molta lucidità un movimento che ti appartiene: il provocarlo per ottenere attenzione. È come se cercassi il contatto passando da una piccola rottura. In questo senso, lo schiaffetto non arriva nel vuoto, ma dentro uno scambio in cui entrambi, in modi diversi, usate il corpo e la provocazione per regolare la distanza.
Non mi sembra tanto un “campanello d’allarme” nel senso di violenza che evolve, quanto piuttosto un segnale che avete costruito una modalità relazionale un po’ scivolosa, dove il gioco può facilmente trasformarsi in qualcosa che ferisce.
Il punto allora non è stabilire chi ha ragione, ma capire se riuscite a riconoscere insieme questa dinamica e a spostarvi: tu verso una richiesta di attenzione più diretta, lui verso un rispetto più netto del tuo limite sul corpo. Se questo passaggio è possibile, l’episodio può diventare qualcosa di utile, non di pericoloso.
Da una parte c’è il fatto che quel “buffetto” sul viso, anche se leggero e senza intenzione di ferire, per te ha avuto un impatto: ti ha fatto arrabbiare, ti ha fatto sentire toccata in un limite. Questo va preso sul serio, al di là di quanto lui lo minimizzi.
Dall’altra però descrivi con molta lucidità un movimento che ti appartiene: il provocarlo per ottenere attenzione. È come se cercassi il contatto passando da una piccola rottura. In questo senso, lo schiaffetto non arriva nel vuoto, ma dentro uno scambio in cui entrambi, in modi diversi, usate il corpo e la provocazione per regolare la distanza.
Non mi sembra tanto un “campanello d’allarme” nel senso di violenza che evolve, quanto piuttosto un segnale che avete costruito una modalità relazionale un po’ scivolosa, dove il gioco può facilmente trasformarsi in qualcosa che ferisce.
Il punto allora non è stabilire chi ha ragione, ma capire se riuscite a riconoscere insieme questa dinamica e a spostarvi: tu verso una richiesta di attenzione più diretta, lui verso un rispetto più netto del tuo limite sul corpo. Se questo passaggio è possibile, l’episodio può diventare qualcosa di utile, non di pericoloso.
Salve,
lei porta una tematica di coppia, ed è in alcuni colloqui di coppia che andrebbero affrontate le dinamiche qui descritte. Ne parli anche al suo ragazzo, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
lei porta una tematica di coppia, ed è in alcuni colloqui di coppia che andrebbero affrontate le dinamiche qui descritte. Ne parli anche al suo ragazzo, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Partirei da un punto importante: il fatto che lei si sia sentita infuriata e turbata è già di per sé un dato significativo. Al di là dell’intensità del gesto, ciò che conta è l’esperienza soggettiva che ne ha avuto. Quando un comportamento dell’altro viene vissuto come invasivo o sgradevole, anche se “leggero” nelle intenzioni, è giusto fermarsi a comprenderlo e a dargli peso.
Allo stesso tempo, dal suo racconto emerge una dinamica relazionale piuttosto chiara: da una parte c’è una modalità, che lei stessa riconosce, di “stuzzicare” per ottenere attenzione, anche attraverso provocazioni che toccano temi sensibili; dall’altra c’è una risposta del suo partner che utilizza un gesto fisico, seppur non violento nelle intenzioni, come forma di rimprovero o contenimento.
Un passaggio evolutivo importante, per lei e per la coppia, potrebbe essere quello di spostare il focus dal “chi ha sbagliato” al “cosa succede tra noi in questi momenti”. Questo significa, ad esempio, riuscire a dire: “quando faccio certe battute sto cercando attenzione, ma capisco che ti mettono a disagio” e allo stesso tempo poter chiedere con fermezza: “quando mi tocchi in quel modo io mi sento invasa, e ho bisogno che questo non accada più”. Non è una questione di colpe, ma di riconoscere i propri funzionamenti e assumersene la responsabilità.
Non sta esagerando nel dare importanza a ciò che ha provato. Piuttosto, questa può essere un’occasione utile per comprendere meglio alcune dinamiche profonde della vostra relazione e per modificarle in modo più rispettoso e consapevole.
Allo stesso tempo, dal suo racconto emerge una dinamica relazionale piuttosto chiara: da una parte c’è una modalità, che lei stessa riconosce, di “stuzzicare” per ottenere attenzione, anche attraverso provocazioni che toccano temi sensibili; dall’altra c’è una risposta del suo partner che utilizza un gesto fisico, seppur non violento nelle intenzioni, come forma di rimprovero o contenimento.
Un passaggio evolutivo importante, per lei e per la coppia, potrebbe essere quello di spostare il focus dal “chi ha sbagliato” al “cosa succede tra noi in questi momenti”. Questo significa, ad esempio, riuscire a dire: “quando faccio certe battute sto cercando attenzione, ma capisco che ti mettono a disagio” e allo stesso tempo poter chiedere con fermezza: “quando mi tocchi in quel modo io mi sento invasa, e ho bisogno che questo non accada più”. Non è una questione di colpe, ma di riconoscere i propri funzionamenti e assumersene la responsabilità.
Non sta esagerando nel dare importanza a ciò che ha provato. Piuttosto, questa può essere un’occasione utile per comprendere meglio alcune dinamiche profonde della vostra relazione e per modificarle in modo più rispettoso e consapevole.
Gentile ragazza, buongiorno. Hai fatto bene a condividere con noi quello che è successo. Innanzitutto, voglio dirti che mi dispiace molto per quello che stai vivendo. Dalle tue parole arriva chiaramente il turbamento che provi, e ti assicuro che non stai esagerando.
Anche se il gesto di lui non sembrava intenzionato a farti del male, il fatto che ti abbia schiaffeggiata, anche se leggermente, ti ha comunque ferita e fatto sentire a disagio. Questo è un sentimento che va rispettato. Non importa quanto piccolo o "leggero" possa sembrare il gesto, se tu ti sei sentita turbata, è fondamentale che lui riconosca il malessere che ne è derivato.
Ogni coppia ha le proprie dinamiche, e se il suo modo di reagire con "schiaffetti" o "buffetti" ti ha turbato, è essenziale che lui capisca quanto quel gesto ti abbia ferita e non minimizzi il tuo disagio. Quando una persona ti fa notare che qualcosa non ti è piaciuto, è importante che l'altro partner lo prenda sul serio, invece di ridurre la situazione a un "schiaffetto" o a un "non era forte". La dinamica rischia di diventare un gioco di chi ha "ragione" o "torto", ma la realtà è che ciò che conta è come vi sentite entrambi riguardo al comportamento dell'altro. Le emozioni sono valide e il rispetto per i confini emotivi e fisici di ciascuno è essenziale in ogni relazione.
Inoltre, l'atteggiamento che il tuo ragazzo ha avuto quando gli hai fatto notare il tuo malessere, sminuendo il gesto e chiedendo scuse per la battuta che avevi fatto, potrebbe essere un segnale che ha difficoltà ad assumersi pienamente la responsabilità delle sue azioni. Questo potrebbe influire sulla qualità della comunicazione e del rispetto reciproco nella vostra relazione. Anche il fatto che ti abbia chiesto scusa ma poi abbia continuato a minimizzare la gravità del gesto con lo "schiaffetto" potrebbe non essere solo una questione di incomprensione, ma una dinamica più profonda. È fondamentale che entrambi siate in grado di ascoltarvi e rispettarvi. Se ti senti turbata, è essenziale che il tuo ragazzo riconosca il tuo stato d'animo senza cercare di "giustificarsi" continuamente. Questo potrebbe essere un campanello d'allarme per possibili dinamiche violente, anche se inizialmente possono sembrare piccoli gesti. Non significa che la relazione debba finire, ma è importante riflettere su come evitare che comportamenti come questi diventino una normalità. È fondamentale che entrambi rispettiate i confini fisici ed emotivi dell'altro, e che la comunicazione tra di voi sia aperta e rispettosa.
In conclusione, non stai esagerando. Hai il diritto di sentirti rispettata e di chiedere che le tue emozioni vengano prese sul serio, senza essere minimizzate. Potresti provare a parlare con lui in un momento tranquillo, spiegando come ti sei sentita non solo per il gesto, ma anche per la sua reazione quando hai cercato di chiarire la situazione. Questo tipo di comunicazione è essenziale per la crescita della relazione e per il rispetto reciproco.
Se senti che ci sono dinamiche che si ripetono, potrebbe essere utile riflettere insieme su come affrontare certe situazioni in modo più sano e rispettoso. Potresti anche considerare l'idea di un percorso di terapia di coppia, oppure un percorso individuale per esplorare più a fondo le tue emozioni e i tuoi confini.
Se senti il bisogno di un ulteriore confronto, puoi contattarmi. Sarò felice di darti il supporto che posso e che meriti.
Un caro saluto, Dott.ssa Arianna Broglia
Anche se il gesto di lui non sembrava intenzionato a farti del male, il fatto che ti abbia schiaffeggiata, anche se leggermente, ti ha comunque ferita e fatto sentire a disagio. Questo è un sentimento che va rispettato. Non importa quanto piccolo o "leggero" possa sembrare il gesto, se tu ti sei sentita turbata, è fondamentale che lui riconosca il malessere che ne è derivato.
Ogni coppia ha le proprie dinamiche, e se il suo modo di reagire con "schiaffetti" o "buffetti" ti ha turbato, è essenziale che lui capisca quanto quel gesto ti abbia ferita e non minimizzi il tuo disagio. Quando una persona ti fa notare che qualcosa non ti è piaciuto, è importante che l'altro partner lo prenda sul serio, invece di ridurre la situazione a un "schiaffetto" o a un "non era forte". La dinamica rischia di diventare un gioco di chi ha "ragione" o "torto", ma la realtà è che ciò che conta è come vi sentite entrambi riguardo al comportamento dell'altro. Le emozioni sono valide e il rispetto per i confini emotivi e fisici di ciascuno è essenziale in ogni relazione.
Inoltre, l'atteggiamento che il tuo ragazzo ha avuto quando gli hai fatto notare il tuo malessere, sminuendo il gesto e chiedendo scuse per la battuta che avevi fatto, potrebbe essere un segnale che ha difficoltà ad assumersi pienamente la responsabilità delle sue azioni. Questo potrebbe influire sulla qualità della comunicazione e del rispetto reciproco nella vostra relazione. Anche il fatto che ti abbia chiesto scusa ma poi abbia continuato a minimizzare la gravità del gesto con lo "schiaffetto" potrebbe non essere solo una questione di incomprensione, ma una dinamica più profonda. È fondamentale che entrambi siate in grado di ascoltarvi e rispettarvi. Se ti senti turbata, è essenziale che il tuo ragazzo riconosca il tuo stato d'animo senza cercare di "giustificarsi" continuamente. Questo potrebbe essere un campanello d'allarme per possibili dinamiche violente, anche se inizialmente possono sembrare piccoli gesti. Non significa che la relazione debba finire, ma è importante riflettere su come evitare che comportamenti come questi diventino una normalità. È fondamentale che entrambi rispettiate i confini fisici ed emotivi dell'altro, e che la comunicazione tra di voi sia aperta e rispettosa.
In conclusione, non stai esagerando. Hai il diritto di sentirti rispettata e di chiedere che le tue emozioni vengano prese sul serio, senza essere minimizzate. Potresti provare a parlare con lui in un momento tranquillo, spiegando come ti sei sentita non solo per il gesto, ma anche per la sua reazione quando hai cercato di chiarire la situazione. Questo tipo di comunicazione è essenziale per la crescita della relazione e per il rispetto reciproco.
Se senti che ci sono dinamiche che si ripetono, potrebbe essere utile riflettere insieme su come affrontare certe situazioni in modo più sano e rispettoso. Potresti anche considerare l'idea di un percorso di terapia di coppia, oppure un percorso individuale per esplorare più a fondo le tue emozioni e i tuoi confini.
Se senti il bisogno di un ulteriore confronto, puoi contattarmi. Sarò felice di darti il supporto che posso e che meriti.
Un caro saluto, Dott.ssa Arianna Broglia
Gentile ragazza, ho letto la sua domanda che descrive l'aneddoto che l'ha allarmata successo con il suo ragazzo.
Non è il gesto del suo ragazzo in quanto tale, visto che lei dice che questi è affettuoso, ma il significato e il senso che lei attribuisce a questo "schiaffetto sul viso in segno di rimprovero", cioè le risonanze che questo gesto ha nella sua storia. Lei potrebbe saperne qualcosa in più di queste risonanze.
Cordiali saluti. dott. Giacomo Gherardini - Arezzo-
Non è il gesto del suo ragazzo in quanto tale, visto che lei dice che questi è affettuoso, ma il significato e il senso che lei attribuisce a questo "schiaffetto sul viso in segno di rimprovero", cioè le risonanze che questo gesto ha nella sua storia. Lei potrebbe saperne qualcosa in più di queste risonanze.
Cordiali saluti. dott. Giacomo Gherardini - Arezzo-
Comprendo quanto l’episodio l’abbia scossa, poiché quando il contatto fisico travalica il confine della giocosità per diventare un segno di rimprovero, si avverte immediatamente una rottura nell’armonia e nella sicurezza della relazione. La Sua reazione di allarme è un segnale importante del Suo sentire che merita di essere ascoltato con estrema attenzione e delicatezza, senza essere svalutato come un'esagerazione.
In una dinamica di coppia, i gesti che utilizziamo per scambiarci attenzione o disappunto non sono mai solo fisici, ma portano con sé significati simbolici profondi legati alla nostra storia e al modo in cui abbiamo imparato a stare con l'altro. Quello che descrive sembra configurarsi come un corto circuito comunicativo: il bisogno di stuzzicare per ottenere vicinanza e la risposta fisica come correzione suggeriscono che, in quel momento, la parola e l'ascolto abbiano lasciato il posto a modalità più arcaiche e reattive. Il rischio di questi scambi è che si stabilizzi un linguaggio fatto di "piccole" prevaricazioni fisiche che, seppur nate in un contesto non intenzionalmente violento, possono minare la fiducia reciproca e la percezione della propria dignità all'interno del legame.
La psicoterapia può offrire uno spazio prezioso per analizzare queste matrici relazionali, aiutandovi a comprendere perché la ricerca di attenzioni passi attraverso la provocazione e perché il limite del corpo venga talvolta superato. Elaborare insieme il significato di questi gesti permette di costruire un'intimità fondata sul rispetto dei confini e sulla capacità di dirsi le cose senza ricorrere a "correzioni" fisiche. La invito a riflettere su come vi sentite entrambi dopo questi episodi, per valutare la possibilità di trasformare questa crisi in un'occasione di crescita e di maggiore consapevolezza nel vostro modo di amarvi.
Un saluto
Dott,ssa Giovanna Costanzo
In una dinamica di coppia, i gesti che utilizziamo per scambiarci attenzione o disappunto non sono mai solo fisici, ma portano con sé significati simbolici profondi legati alla nostra storia e al modo in cui abbiamo imparato a stare con l'altro. Quello che descrive sembra configurarsi come un corto circuito comunicativo: il bisogno di stuzzicare per ottenere vicinanza e la risposta fisica come correzione suggeriscono che, in quel momento, la parola e l'ascolto abbiano lasciato il posto a modalità più arcaiche e reattive. Il rischio di questi scambi è che si stabilizzi un linguaggio fatto di "piccole" prevaricazioni fisiche che, seppur nate in un contesto non intenzionalmente violento, possono minare la fiducia reciproca e la percezione della propria dignità all'interno del legame.
La psicoterapia può offrire uno spazio prezioso per analizzare queste matrici relazionali, aiutandovi a comprendere perché la ricerca di attenzioni passi attraverso la provocazione e perché il limite del corpo venga talvolta superato. Elaborare insieme il significato di questi gesti permette di costruire un'intimità fondata sul rispetto dei confini e sulla capacità di dirsi le cose senza ricorrere a "correzioni" fisiche. La invito a riflettere su come vi sentite entrambi dopo questi episodi, per valutare la possibilità di trasformare questa crisi in un'occasione di crescita e di maggiore consapevolezza nel vostro modo di amarvi.
Un saluto
Dott,ssa Giovanna Costanzo
Buongiorno,
quello che descrivi merita attenzione, ma può essere compreso meglio senza andare subito verso conclusioni estreme.
Ci sono alcuni aspetti importanti da considerare.
Da una parte, tu riconosci un tuo comportamento: il “provocare” o stuzzicare per ottenere attenzione. È qualcosa che spesso ha una funzione relazionale (cercare contatto, rassicurazione), ma può generare tensione e reazioni nell’altro, soprattutto se tocca temi sensibili come la gelosia o il tradimento.
Dall’altra parte, il gesto del tuo partner. Anche se definito “schiaffetto” e non intenzionato a fare male, resta comunque un contatto fisico sul viso usato come rimprovero. Il fatto che sia reciproco (anche tu dici di farlo) è un elemento importante: nella vostra dinamica sembra esserci una sorta di “normalizzazione” di questi gesti, che però nel momento in cui diventano più intensi o vengono percepiti diversamente (come è successo a te) fanno scattare un campanello interno.
La domanda quindi non è tanto se “stai esagerando”, ma: come ti sei sentita e cosa questo episodio ti segnala. Ti sei arrabbiata, ferita e preoccupata: queste emozioni sono valide e vanno ascoltate.
Non è necessariamente un segnale di violenza in senso clinico, soprattutto perché:
non descrivi escalation o aggressività abituale
il gesto non sembra inserito in un clima di controllo o intimidazione
c’è stata poi una riapertura al dialogo (anche se con difese da entrambe le parti)
Tuttavia, è un segnale relazionale da non ignorare, perché indica:
difficoltà a gestire il conflitto in modo rispettoso
una comunicazione che passa attraverso provocazioni e reazioni fisiche (anche se leggere)
confini fisici non del tutto chiari o condivisi
Un punto centrale è questo: anche uno “schiaffetto”, se ti fa stare male, è legittimo che venga riconosciuto e rispettato come limite. Allo stesso modo, anche per lui la tua battuta può essere stata vissuta come ferente.
Potrebbe esservi utile uscire da questa dinamica “tu hai sbagliato / io ho sbagliato” e spostarvi su:
“Cosa ci succede quando litighiamo?”
“Come possiamo esprimere fastidio o rabbia senza ferirci, né verbalmente né fisicamente?”
Stabilire insieme regole chiare (ad esempio: niente contatto fisico nei momenti di tensione, niente provocazioni su temi delicati) può essere un passo molto concreto.
In sintesi: non sembra un episodio da interpretare automaticamente come pericoloso, ma è un campanello relazionale importante che segnala il bisogno di rivedere le modalità con cui vi cercate e vi scontrate.
Se senti che questo episodio ti ha colpita più in profondità o che queste dinamiche si ripetono, può essere molto utile approfondire con uno specialista, anche per lavorare sulle modalità comunicative e sui bisogni affettivi sottostanti.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrivi merita attenzione, ma può essere compreso meglio senza andare subito verso conclusioni estreme.
Ci sono alcuni aspetti importanti da considerare.
Da una parte, tu riconosci un tuo comportamento: il “provocare” o stuzzicare per ottenere attenzione. È qualcosa che spesso ha una funzione relazionale (cercare contatto, rassicurazione), ma può generare tensione e reazioni nell’altro, soprattutto se tocca temi sensibili come la gelosia o il tradimento.
Dall’altra parte, il gesto del tuo partner. Anche se definito “schiaffetto” e non intenzionato a fare male, resta comunque un contatto fisico sul viso usato come rimprovero. Il fatto che sia reciproco (anche tu dici di farlo) è un elemento importante: nella vostra dinamica sembra esserci una sorta di “normalizzazione” di questi gesti, che però nel momento in cui diventano più intensi o vengono percepiti diversamente (come è successo a te) fanno scattare un campanello interno.
La domanda quindi non è tanto se “stai esagerando”, ma: come ti sei sentita e cosa questo episodio ti segnala. Ti sei arrabbiata, ferita e preoccupata: queste emozioni sono valide e vanno ascoltate.
Non è necessariamente un segnale di violenza in senso clinico, soprattutto perché:
non descrivi escalation o aggressività abituale
il gesto non sembra inserito in un clima di controllo o intimidazione
c’è stata poi una riapertura al dialogo (anche se con difese da entrambe le parti)
Tuttavia, è un segnale relazionale da non ignorare, perché indica:
difficoltà a gestire il conflitto in modo rispettoso
una comunicazione che passa attraverso provocazioni e reazioni fisiche (anche se leggere)
confini fisici non del tutto chiari o condivisi
Un punto centrale è questo: anche uno “schiaffetto”, se ti fa stare male, è legittimo che venga riconosciuto e rispettato come limite. Allo stesso modo, anche per lui la tua battuta può essere stata vissuta come ferente.
Potrebbe esservi utile uscire da questa dinamica “tu hai sbagliato / io ho sbagliato” e spostarvi su:
“Cosa ci succede quando litighiamo?”
“Come possiamo esprimere fastidio o rabbia senza ferirci, né verbalmente né fisicamente?”
Stabilire insieme regole chiare (ad esempio: niente contatto fisico nei momenti di tensione, niente provocazioni su temi delicati) può essere un passo molto concreto.
In sintesi: non sembra un episodio da interpretare automaticamente come pericoloso, ma è un campanello relazionale importante che segnala il bisogno di rivedere le modalità con cui vi cercate e vi scontrate.
Se senti che questo episodio ti ha colpita più in profondità o che queste dinamiche si ripetono, può essere molto utile approfondire con uno specialista, anche per lavorare sulle modalità comunicative e sui bisogni affettivi sottostanti.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, mi sembra che il vostro rapporto sia centrato sul battibecco e sulla richiesta esplicita di attenzioni dell'uno vero l'altra Perchè provoca il Suo fidanzato? Forse per avere ogni volta conferma che Lei è importante per lui? Non credo che ciò La porti a stare meglio e credo che questi "schiaffetti" come Lei li definisce siano come dei richiami da parte del Suo ragazzo a non oltrepassare dei confini interni che Lui sente calpestati ogni volta che Lei lo provoca. Forse potreste limitarvi a vivere il presente senza troppe aspettative, godendo delle cose belle che avete, senza arrivare a molestie fisiche che danneggiano solamente i vostri momenti insieme. Cordiali saluti
dott.ssa G.Elmo
dott.ssa G.Elmo
Buonasera, credo che dovrebbe soffermarsi sul suo bisogno di cercare attenzioni facendolo innervosire. Cosa le ha evocato quel contatto sul viso?
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Grazie per aver condiviso questo episodio con tanta onestà. Alla sua domanda diretta — "sto esagerando?" — le rispondo così: no, non sta esagerando nel sentirsi turbata. Qualsiasi gesto fisico sul viso, anche leggero, merita attenzione e non va lasciato scivolare via in silenzio. Ha fatto bene a non farlo passare.
Detto questo, quello che mi colpisce di più nella sua storia non è tanto il singolo episodio in sé, ma qualcosa di più sottile che emerge dal racconto: lei che provoca, stuzzica, fa la battuta di cattivo gusto sapendo già mentre la fa che non va e lui che risponde con questi piccoli gesti fisici di "rimprovero". Un meccanismo che esiste da entrambe le parti, che si ripete, che in qualche modo entrambi riconoscete e tuttavia continuano.
Mi chiedo e glielo offro come spunto, non come giudizio, cosa succede in questa coppia quando tutto è tranquillo? C'è spazio per il contatto, per l'attenzione, per sentirsi davvero visti dall'altro, senza che ci sia prima bisogno di una tensione? A volte, senza rendercene conto, impariamo che l'unico modo per sentire che l'altro c'è davvero è passare attraverso il conflitto, la provocazione, persino una forma di dolore, proprio o dell'altro. Non è una colpa ma è qualcosa che spesso viene da molto lontano, da storie personali che precedono la relazione.
Tre anni insieme, l'affetto, la capacità di parlarsi dimostrano che ci sono risorse reali ma questo schema che descrive vale la pena esplorarlo, con calma e senza fretta, magari con il supporto di uno percorso psicologico dedicato — individuale o di coppia.
Detto questo, quello che mi colpisce di più nella sua storia non è tanto il singolo episodio in sé, ma qualcosa di più sottile che emerge dal racconto: lei che provoca, stuzzica, fa la battuta di cattivo gusto sapendo già mentre la fa che non va e lui che risponde con questi piccoli gesti fisici di "rimprovero". Un meccanismo che esiste da entrambe le parti, che si ripete, che in qualche modo entrambi riconoscete e tuttavia continuano.
Mi chiedo e glielo offro come spunto, non come giudizio, cosa succede in questa coppia quando tutto è tranquillo? C'è spazio per il contatto, per l'attenzione, per sentirsi davvero visti dall'altro, senza che ci sia prima bisogno di una tensione? A volte, senza rendercene conto, impariamo che l'unico modo per sentire che l'altro c'è davvero è passare attraverso il conflitto, la provocazione, persino una forma di dolore, proprio o dell'altro. Non è una colpa ma è qualcosa che spesso viene da molto lontano, da storie personali che precedono la relazione.
Tre anni insieme, l'affetto, la capacità di parlarsi dimostrano che ci sono risorse reali ma questo schema che descrive vale la pena esplorarlo, con calma e senza fretta, magari con il supporto di uno percorso psicologico dedicato — individuale o di coppia.
Buon pomeriggio,
mi sembra che abbia analizzato già sufficientemente quello che è successo e che si tratti di una forma di comunicazione di una coppia collaudata.
Quello che le suggerisco, invece, è di riflettere sulla frase "mi piace stuzzicarlo e infastidirlo per ottenere attenzioni" perchè questa modalità di comportamento crea disfunzionalità nella coppia.
Le lascio qualche domanda stimolo come spunto di riflessione e che potrebbe affrontare in un colloquio psicologico qualora decidesse di capire di più alcuni aspetti di se tessa.
Si chieda:
A che mi serve stuzzicarlo?
Che attenzioni sto cercando?
Succede solo con lui o lo faccio anche in altri rapporti?
Mi accade da quale età?
...
mi sembra che abbia analizzato già sufficientemente quello che è successo e che si tratti di una forma di comunicazione di una coppia collaudata.
Quello che le suggerisco, invece, è di riflettere sulla frase "mi piace stuzzicarlo e infastidirlo per ottenere attenzioni" perchè questa modalità di comportamento crea disfunzionalità nella coppia.
Le lascio qualche domanda stimolo come spunto di riflessione e che potrebbe affrontare in un colloquio psicologico qualora decidesse di capire di più alcuni aspetti di se tessa.
Si chieda:
A che mi serve stuzzicarlo?
Che attenzioni sto cercando?
Succede solo con lui o lo faccio anche in altri rapporti?
Mi accade da quale età?
...
Salve ho letto il suo racconto, sarebbe utile cosa si è attivato in lei come preoccupazione o come convinzione di sè in quel momento (sono bloccata, sono impotente ecc.) che alimenta la sua sofferenza, portandola a rimuginare. Sarebbe utile anche provare a comprendere come questa modalità di scherzare sia pienamente condivisa oppure c'è bisogno di lavorare nel senso di un cambiamento. Se vuole parlarne con uno psicologo, anche in termini di prevenzione del suo benessere e della relazione, glielo consiglio. Spero di esserle stata d'aiuto.
Cara ragazza,
Lo schiaffetto sul viso come risposta a una battuta non è un modo sano di gestire il dissenso sia che lo faccia lui sia che lo faccia lei soprattutto in una zona cosi delicata e carica simbolicamente.
Ha una buona capacità di analisi del vostro rapporto riconoscendo un pattern ricorrente in cui lei lo provoca e lui risponde alla provocazione. Forse dovreste trovare un modo per comunicarvi sentimenti e vissuti in modo calmo e non aggressivo. In bocca al lupo per voi!
Lo schiaffetto sul viso come risposta a una battuta non è un modo sano di gestire il dissenso sia che lo faccia lui sia che lo faccia lei soprattutto in una zona cosi delicata e carica simbolicamente.
Ha una buona capacità di analisi del vostro rapporto riconoscendo un pattern ricorrente in cui lei lo provoca e lui risponde alla provocazione. Forse dovreste trovare un modo per comunicarvi sentimenti e vissuti in modo calmo e non aggressivo. In bocca al lupo per voi!
Da quello che racconti, anche se il gesto non sembra nato con cattive intenzioni, il fatto che tu abbia detto chiaramente che non ti piace e che ti faccia male è importante. In una relazione sana i confini fisici vanno rispettati, anche quando si scherza, e il tuo fastidio merita di essere preso sul serio. Potrebbe essere utile parlarne con calma con lui, spiegandogli che per te non è un gioco se ti lascia addosso rabbia o disagio, e capire insieme come gestire questi momenti in modo diverso. Se senti che la cosa ti sta facendo stare molto male o ti lascia in dubbio, può essere utile affrontarla anche con uno psicologo, così da chiarire meglio cosa provi e come muoverti.
Leggendo le sue parole, mi colpiscono diversi punti: "Quando gli ho fatto notare che non mi piace, per l'ennesima volta...." (Quindi mi pare di capire che non è la prima volta)"anch'io per scherzo o per rimprovero a volte gli do questi buffetti sul viso. Però ieri, siccome l'ho sentito, mi sono preoccupata...." (Qual è la differenza rispetto alle altre volte?) "schiaffetti per rimprovero" (lo usate come consuetudine nella vostra dinamica di coppia?). Sposto il focus: secondo lei, in una coppia, sono azioni giustificabili perchè intesi come "normali"? Per lei, una relazione di coppia, quali caratteristiche deve avere per essere accettabile?
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