Dott.
Stefano Buonfantino
Psicoterapeuta
·
Psicologo
Psicologo clinico
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Milano 2 indirizzi
Esperienze
Sono psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico relazionale e lavoro con adolescenti e adulti.
Mi occupo di difficoltà legate all’alimentazione, all’autostima e alle relazioni, offrendo uno spazio di ascolto e comprensione in cui esplorare il significato della propria esperienza e favorire un cambiamento personale.
Il mio approccio si basa sull’attenzione alla storia individuale e alla dimensione relazionale, considerate centrali per comprendere il disagio e promuovere il benessere.
Ricevo online e in presenza a Milano.
Aree di competenza principali:
- Psicologo clinico
- Psicoterapia
Principali patologie trattate
- Crisi relazionali
- Disturbi del comportamento alimentare (DCA)
- Crisi di coppia
- Ansia
- Dipendenza affettiva
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Recensioni
8 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Efficacia del trattamento
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M
Monica Adel
Accogliente e acuto, il Dott. Buonfantino mi ha accompagnata con strumenti e competenza in un periodo difficile. Ad oggi osservo, comprendo e gestisco emozioni complesse, grazie alla cura e all'attenzione ai significati simbolici che il Dott. mi ha guidata ad acquisire e agire in autonomia, sempre con vicinanza e professionalità. Lo consiglio!
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
• Dott. Stefano Buonfantino • psicoterapia •
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D
Deborah
Il Dottore si è sempre dimostrato gentile e affidabile. Mi ha aiutato ad affrontare un tema per me molto delicato facendomi sentire compresa non giudicata e mi sta aiutando a riflettere su me stessa in modi nuovi. È davvero una bella esperienza!
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Efficacia del trattamento
• Dott. Stefano Buonfantino • psicoterapia individuale •
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P
P.O.
Dottore empatico e professionale. Sto portando avanti un percorso con lui da circa 6 mesi e devo dire che noto già degli ottimi miglioramenti sia per l'ansia che per l'umore negativo!
- Attenzione durante la visita
- Efficacia del trattamento
- Puntualità
• Studio di consulenza online • consulenza online •
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F
F.N.
Ho avuto modo di incontrare il Dott. Buonfantino durante un periodo non positivo della mia vita. Mi ha aiutato a dare un senso a tante cose che prima mi sembravano annebbiate e dopo ogni terapia mi sono sentito via via sempre più sollevato e consapevole. Professionista eccellente!
• Studio di consulenza online • consulenza online •
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F
F.
Dottore empatico e accogliente, aiuta a mettere a fuoco il ruolo delle difficoltà emergenti in modo da capire come prendersene cura con consapevolezza e possibilità di gestire i momenti difficili di vita senza farsi sopraffare. I percorsi che propone sono pensati per la singola persona, garantendo comprensione e sguardo individualizzati. La caratteristica che apprezzo maggiormente è l'equilibrio tra competenza professionale e umanità nell'accogliere la sofferenza
- Efficacia del trattamento
• Altro • Altro •
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V
VC
Professionista molto empatico e preparato. Lo consiglio
- Attenzione durante la visita
• Dott. Stefano Buonfantino • psicoterapia •
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M
ML
Il Dottor Buonfantino e' davvero un ottimo psicoterapeuta, mi ha aiutato a uscire da una situazione di ansia molto forte che nessuno era mai riuscito a risolvere! Inoltre ha avuto la capacità di farmi vedere una situazione in modo diverso da come la vedevo io.. facendomi dare il giusto peso al valore di relazioni e persone! Lo consiglio tantissimo!!!
- Efficacia del trattamento
• Dott. Stefano Buonfantino • psicoterapia •
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M
Marco
Consigliato da conoscente. Lo consiglio anche io
Mi ha aiutato- Spiegazioni dettagliate
- Ottimo studio
- Puntualità
• Dott. Stefano Buonfantino • colloquio psicologico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera,
Sono fidanzata da quasi 8 anni ed Ho scoperto sulla cronologia del suo telefono siti pornografici e di escort locali aperti… quando ho provato ad affrontarlo lui mi ha detto che era stato un suo amico ad aprire ed a contattare escort, e che lo aveva fatto con il telefono del mio ragazzo per paura che la moglie lo scoprisse. Ho insistito per farmi dire la verità ma alla fine si è concentrato sul fatto che io non credendoci non mi fido di lui… io in realtà adesso verso di lui ho mancanza di fiducia.. che devo fare?
Capisco il tuo dubbio: più che i siti in sé, sembra averti colpito il modo in cui lui ha reagito e il fatto che tu non ti senta rassicurata. La fiducia non si ricostruisce chiedendoti di “credere” a tutti i costi, ma attraverso chiarezza, responsabilità e disponibilità a confrontarsi davvero su quello che è successo e su come ti senti.
Più che cercare di capire se la sua versione sia vera o falsa in assoluto, può essere utile osservare se lui riesce ad accogliere il tuo disagio senza spostare subito il focus sul fatto che tu “non ti fidi”. In una relazione sana dovrebbe esserci spazio sia per le sue spiegazioni sia per le tue emozioni e i tuoi dubbi.
Prova a chiederti anche cosa ti farebbe sentire nuovamente al sicuro nella relazione: trasparenza, dialogo, coerenza nei comportamenti? La fiducia spesso si basa più su ciò che accade nel tempo che su una singola spiegazione.
Buongiorno, mi chiamo Cristina, ho 49 anni e sono figlia unica. Sono sposata e senza figli. Da 12 anni vivo a 100 km dai miei genitori. Non ho un lavoro perché a cadenza quindicinale vado dai miei genitori anziani per almeno quattro o cinque giorni. Da anni però vivo un'angoscia che non mi lascia mai, perché ho il terrore nei confronti della malattia e della perdita dei miei genitori. Mia madre ha 79 anni e sta abbastanza bene. Mio padre ne ha 84, ha uno stent al cuore e un'endoprotesi all'aorta addominale. Purtroppo l'ultima visita medica ha riscontrato dei problemi alla protesi. A giorni avremo un ulteriore colloquio con degli specialisti per capire se si può intervenire chirurgicamente e con che rischi, oppure se non sia possibile. Non dormo più, non vivo più, la vita mi sembra senza senso, fatta solo di prove, di perdite e di dolore. Giro a vuoto. In apparenza faccio tutto come una persona normale, ma dentro mi sento risucchiare dentro un abisso di terrore, di angoscia, di buio. È tutto troppo pesante, non riesco a reggere. Non trovo appigli, sfoghi. Attualmente sto facendo Emdr con uno psicologo ma non vedo risultati. L'angoscia, i pensieri catastrofici, sono sempre con me, riempiono tutti i miei giorni. Inoltre mi sento in colpa perché non riesco ad essere di aiuto ai miei genitori. Non riesco ad essere forte per sostenerli, rassicurarli, dimostrare loro che sono in grado di cavarmela da sola. Quando sono con loro vorrei solo fuggire lontano, non vedere, non sapere. Piango di nascosto. E non riesco a nascondere il mio terrore, di fronte a ogni piccolo o grande malessere dei miei, che non mi fanno pesare, ma che, purtroppo, fa parte dell'invecchiamento, dell'età. Vorrei tanto essere forte, tornare quella che ero, ma non ci riesco. Non so più cosa fare. Non c'è nulla che mi dia anche un momentaneo sollievo, né l'Emdr, né la fede, né i video sulla meditazione e la mindfulness. La mia testa è un cavallo imbizzarito.
Buongiorno Cristina, da quello che racconta sembra che da molto tempo stia vivendo in uno stato di allarme continuo, come se la possibilità della perdita dei suoi genitori fosse diventata una presenza costante dentro di lei. Quando l’angoscia occupa così tanto spazio, spesso non si riesce più a distinguere tra ciò che sta accadendo realmente e il terrore anticipato di ciò che potrebbe accadere. Non significa che lei sia debole o incapace di amare i suoi genitori, anzi: il legame affettivo appare molto profondo, ma sembra essersi intrecciato con un senso di responsabilità e di paura che oggi la stanno schiacciando. Anche il desiderio di fuggire che prova quando è con loro non è mancanza d’affetto, ma il segnale di una sofferenza emotiva diventata troppo intensa da sostenere da sola. Se il lavoro con l’EMDR non le sta dando sollievo, potrebbe essere utile parlarne apertamente con il suo terapeuta e chiedersi insieme se questo sia il percorso più adatto per il tipo di angoscia che sta vivendo ora. In momenti come questi, più che “essere forte”, diventa importante trovare uno spazio in cui sentirsi contenuta e aiutata a dare un senso a tutto questo dolore e a questa paura.
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