Buongiorno, sono una ragazza di 19 anni e da qualche mese ho iniziato a sentirmi poco bene. Ho da an

32 risposte
Buongiorno, sono una ragazza di 19 anni e da qualche mese ho iniziato a sentirmi poco bene. Ho da anni un disturbo d’ansia generalizzato (diagnosticato da una terapista) e nell’ultimo periodo i miei sintomi sono peggiorati drasticamente. Tutto iniziò due mesi fa con un attacco di panico causato da un pensiero intrusivo (i quali non mi hanno mai creato preoccupazioni prima). Da quel momento in poi, gradualmente la mia condizione peggiorò fino ad arrivare a non riuscire più ad uscire, neanche per andare a scuola. Sono in cura da un’altra terapista ma ho iniziato da poco e mi risulta difficile anche recarmi nello studio fisicamente. Se all’inizio la mia preoccupazione erano i pensieri intrusivi che mi causarono panico, ora la mia ansia si è allargata a macchia d’olio, portandomi ad avere una particolare attenzione per tutte le azioni che faccio (anche banali e quotidiane) ad avere tratti agorafobici e così via. Il mio terrore più grande ad ora è avere una continua sensazione di derealizzazione/depersonalizzazione. Mi sento estranea al mio corpo, come se la mia mente fosse distaccata dal corpo, talvolta mi sento “imprigionata” dal mio corpo. Inoltre mi sento distaccata anche dalla mia identità, è diventato “strano” per me pensare che io sia una persona e individuo a tutti gli effetti, perché mi sembra di vivere più come un robot in un videogame. La sensazione di distacco dalla realtà invece si presenta principalmente all’esterno, è come se troppe cose stimolassero la mia mente e non percepissi nulla come reale, da questo ne deriva anche la paura di poter perdere il controllo o fare cose non consone (anche se mai successo). Premetto che la mia terapista è contro i farmaci e perciò non ho nessuna cura farmacologica.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Ritengo fondamentale che lei possa proseguire il percorso di psicoterapia al fine di ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata.
Ritengo fondamentale lavorare sulle sensazioni da lei sperimentate al fine di trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto.
Cordialmente, dott FDL

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Dr. Michele Arnaboldi
Psicologo, Psicologo clinico
Bovisio Masciago
Buon pomeriggio,
quello che consiglio è di proseguire con la psicoterapia che hai iniziato per continuare il lavoro sui tuoi vissuti e sull’ansia che sta influenzando diversi aspetti della tua vita in modo da identificare strategie e pensieri più funzionali alla gestione di questa situazione.
Cordialmente
Dott. Michele Arnaboldi.
Dott.ssa Carla Ferraro
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Firenze
Le suggerisco invece di prendere in considerazione l'idea di fare una consulenza psichiatrica, non bisogna privarsene a priori. Poi sarà lei a decidere, inoltre la terapia on line può essere una buona alternativa visto lo stato in cui si ritrova. Ne discuta con la sua terapeuta, l'importante è non mollare mai. Cordiali saluti
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, continui a confrontarsi con il terapeuta che la segue e, valuti con il tempo, se assumere i farmaci. Non li escluderei a priori.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Giulia Proietti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, penso che sia utile fare un lavoro con più figure professionali, le consiglio di effettuare un colloquio con uno psichiatra. È importante che i diversi specialisti interagiscono tra di loro, un intervento preciso e mirato al raggiungimento dei suoi obiettivi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giulia Proietti
Dott.ssa Luciana Harari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera ,in questa fase difficile ,un aiuto farmacologico non è da escludere Ne parli con la sua terapeuta ,comprendo che ha una profonda sofferenza.Un caro augurio Dottssa Luciana Harari
Dott.ssa Verena Elisa Gomiero
Psicologo, Psicoterapeuta
Selvazzano Dentro
Gentile ragazza, comprendo la sua fatica e paura di uscire dalla sua comfort zone, potrebbe chiedere alla sua terapeuta di passare ai colloqui online così fa permetterle di continuare la terapia e lavorare costantemente sulle sue difficoltà Sarebbe opportuno anche una consulto psichiatrico per avere un maggiore supporto in un momento di difficoltà troppo opprimente per lei.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Verena Elisa Gomiero
Dott.ssa Francesca Gigliarelli
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Buonasera, mi spiace per la sua situazione, forse potrebbe esserle utile il confronto con un altro specialista qualora non si trovasse bene con il collega con cui sta lavorando. Altrimenti se vuole continuare il percorso già in atto può rivolgere al suo psicologo questi dubbi. Un abbraccio
Ci sono momenti e situazioni in cui il supporto farmacologico è necessario per evitare un peggioramento del quadro clinico. Chiaramente i farmaci non sostituiscono la terapia psicologica. Può ascoltare il Podcast Le Stanze della Paura, un Podcast rivolto alle persone che soffrono di disturbi d'ansia. Trovrà informazione e anche strumenti di auto aiuto per i momenti particolarmente critici. Il Podcast è disponibile gratuitamente su Google e Spotify. Segua la pagina Facebook Le Stanze della Paura per i contenuti extra. Buona serata. Bruno Ramondetti
Dott.ssa Silvana Zito
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima, dal suo racconto non mi sembra che quanto ha fatto fin qui abbia dato esiti positivi. Lei deve stare bene e deve essere aiutata. Suggerisco un'indagine psicodiagnostica supportata da colloqui e test specifici per indagare anche in ambito personologico.
Una volta che ha una diagnosi chiara si pù definire il percorso mirato di psicoterapia e pensare, se necessario, alla farmaco terapia. Resto disponibile se ha bisogno di chiarimenti. Saluti
Dott.ssa Silvana Zito
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Dott.ssa Maria Francesca Russo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
un terapeuta che ti segue è un elemento importante della tua vita, continua a seguirlo e valuta con lui tutte le opportunità.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

è importante proseguire con la psicoterapia che ha iniziato per continuare il lavoro sui suoi vissuti e sull'ansia che sta influenzando diversi aspetti della sua vita.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno. MI spiace per la situazione che descrive e che sta vivendo. Il mio suggerimento è quello di continuare il lavoro psicoterapeutico con la sua terapeuta condividendo i propri vissuti e le proprie difficoltà, individuando al contempo le proprie risorse e qualità personali, aspetti importanti per ritrovare gradualmente la fiducia in se stessa e ristabilire il proprio benessere. Ritengo inoltre che una terapia farmacologica non sia da escludere a priori, a volte potrebbe esser necessario affiancarla alla psicoterapia; in tal senso potrebbe essere importante considerare con la sua terapeuta la possibilità di fare una visita con uno/a psichiatra al fine di valutare la necessità di un sostengo farmacologico in questo momento. Un saluto, Dott. Felice Schettini
Dott.ssa Elisa Manfredi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno. In certi momenti/passaggi della vita, l'assunzione di farmaci associata al percorso psicoterapeutico (che le consiglio di non abbandonare) può dare risultati decisamente migliori. Valutatelo assieme. Tutto ciò che può aiutarla, va perseguito.
Dott. Gianpaolo Bocci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Buongiorno,
non mi è chiara la sua richiesta, potrebbe esplicitarla meglio?

Le auguro una buona giornata,
Gianpaolo Bocci
Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buonasera, penso che sia stato saggio intraprendere un percorso psicoterapeutico e che una buona alleanza terapeutica sia preziosa e imprescindibile per aiutarla a far rientrare i sintomi d'ansia e dissociativi, ossia il sentirsi distaccata dal corpo e dalla realtà come lei spiega nel messaggio. Si affidi alla sua terapeuta. Un saluto.
Dott.ssa Marina Bonadeni
Dott.ssa Alessandra Scala
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, capisco il suo malessere. In questi casi è importante affidarsi al terapeuta per un percorso che le permetta di ridurre la sua attivazione fisica e comprendere l'origine del suo malessere. Il più delle volte unire la psicoterapia con la farmacologia potenzia gli effetti e permette di raggiungere prima i risultati sperati. Cordiali saluti
Dott.ssa Alessandra Scala
Dott.ssa Zena Ballico
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, le suggerisco di confrontarsi con la sua terapeuta rispetto alle difficoltà espresse. Cosa intende quando dice che la sua terapeuta è contro i famaci? In generale o nel suo caso specifico? Io non mi sentirei di escluderli a priori…
Cordiali saluti
Dott.ssa Michela Zibellini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, comprendo la sua forte sofferenza. Quelli che lei descrive sono tutti sintomi dell'ansia che evidentemente nel tempo sono diventati sempre più pervasivi. Comprendo quanto sia difficile conviverci e quanto sia diventato difficile anche un piccolo gesto della quotidianità, ma è importante, come primo passo, non giudicarsi, non identificarsi con il problema che stiamo vivendo. Lei non è la sua ansia e i suoi sintomi, ma una persona con un suo valore, anche se attraversa un problema, non perde questo valore. Le consiglio di continuare la psicoterapia o di cambiare professionista nel caso in cui non si senta serena nella scelta intrapresa. Resto a sua disposizione, cordiali saluti, Dott.ssa Michela Zibellini
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Salve, credo che debba valutare l'idea di una visita psichiatrica. Se lei paziente ne è convinta ed è ciò che vuole, può parlarne con la sua terapeuta e valutare se è giunto il momento di farla. Soprattutto se la sintomatologia di derealizzazione peggiora.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
In ambito psicologico sistemico relazionale, potrebbe essere interessante esplorare il contesto relazionale in cui ti trovi e come questo possa influenzare il tuo stato d'ansia e i sintomi che stai sperimentando. La relazione con la tua terapista, ad esempio, potrebbe giocare un ruolo importante nel tuo processo di cura e nella tua percezione di te stessa e della realtà.
Inoltre, potrebbe essere utile esplorare come i tuoi sintomi e la tua ansia siano collegati alle dinamiche relazionali all'interno della tua famiglia, degli amici, della scuola o del lavoro. Potrebbero esserci elementi del tuo contesto relazionale che alimentano i tuoi pensieri intrusivi e la tua sensazione di distacco dalla realtà.
Infine, potrebbe essere utile approfondire le tue strategie di coping e come queste potrebbero essere rafforzate o modificate per affrontare meglio i tuoi sintomi. Potresti trovare beneficio nell'esplorare modalità di auto-cura e di supporto sociale che possano aiutarti nel tuo percorso di guarigione. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba
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Dott. Daniele Morandin
Psicologo, Psicologo clinico
Monfalcone
Salve,
Posso comprendere il disagio espresso.
Credo che servano ulteriori elementi per strutturare un intervento efficace.
Quali sono i pensieri intrusivi di cui scrive?
A che eventi si collegano questi sintomi di depersonalizzazione / derealizzazione, che descrive in un modo molto dettagliato, come ad esempio il fatto di sentirsi estraniata dal suo corpo o di percepire gli eventi come non reali?

Approfondirei la tematica dei pensieri intrusivi e del timore di perdere il controllo.

Un caro saluto, Dott. Daniele Morandin
Dott.ssa Marta Landolina
Psicologo clinico, Psicologo
Gela
Buongiorno,

Capisco quanto possa essere difficile vivere con queste sensazioni di ansia amplificata e di distacco dal suo corpo e dalla realtà, soprattutto quando queste esperienze si intrecciano con il suo disturbo d'ansia. Le sta affrontando con grande coraggio, anche solo nel descrivere quello che vive ogni giorno, e immagino quanta energia possa richiedere trovare la forza per affrontare le attività quotidiane, soprattutto quando la derealizzazione e la depersonalizzazione si fanno così intense.

La sensazione di sentirsi "estranea" al proprio corpo e quella paura di perdere il controllo possono sembrare spaventose, e la comprendo pienamente. Si tratta di reazioni che il nostro cervello, in condizioni di forte stress o ansia, può mettere in atto come una sorta di “protezione”. È come se la mente stesse cercando di gestire troppe informazioni, e il risultato è quel distacco che sta sperimentando. Questi vissuti non significano che sta “perdendo il controllo” o che accadrà qualcosa di irreparabile. Sono sintomi dell'ansia che, per quanto destabilizzanti, sono comunque reversibili e trattabili.

Sta già compiendo un passo importante con la sua terapista, e so che in momenti come questi può sembrare che le difficoltà siano troppe. Provi a parlare con lei di questi vissuti, perché insieme potreste esplorare tecniche per ridurre il senso di distacco, come esercizi di grounding (esercizi per “radicarsi” nel momento presente, che permettono di sentire più salda la connessione con sé stessa e con ciò che la circonda). Questi piccoli passi possono contribuire a lenire la sua ansia e a farle ritrovare un po’ di equilibrio.

Comprendo anche che parlare di farmaci può essere un tema delicato, specialmente se il suo attuale percorso è mirato a un approccio psicologico. Talvolta, un supporto farmacologico viene utilizzato in situazioni particolarmente intense per aiutare a modulare l’ansia mentre si lavora in psicoterapia. Se sente che l’ansia sta diventando troppo per lei, potrebbe considerare di parlare apertamente con la sua terapista.

Continui ad affidarsi ai piccoli passi e ai suoi progressi: anche un singolo momento di benessere è importante in un cammino di crescita. Ogni fase può essere vissuta con il supporto e la comprensione che merita. Non è sola, e ci sono persone, come la sua terapeuta, pronte a sostenerla lungo questo percorso.

Le auguro di trovare presto maggiore serenità, giorno dopo giorno.
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, concordo in gran parte con quanto espresso dai colleghi, sottolineando l'importanza di un approccio empatico e rispettoso nel nostro lavoro.
Cordiali saluti
Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Matilde Ciaccia
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Padova
Buongiorno, mi dispiace per il disagio che sta vivendo. Capisco che l'ansia possa essere invalidante, ciò che sta scrivendo sono alcuni dei sintomi con cui comunemente l'ansia viene vissuta. E' importante non estrapolare i sintomi dal contesto nel quale sono insorti traendone affrettatamente conclusioni peggiori di quello che ha potuto scatenare lo stato d'ansia. Di solito è sostenuta da una costante sensazione di allarme e di costrizione che porta a riconfigurarsi quello che accade in una versione maggiormente catastrofica. Le consiglio se ha dubbi di provare a parlarne con la sua terapeuta. In questi casi ne vale la pena provare quantomeno a lavare nell'individuare strategie comportamentali alternative per gestire l'ansia piuttosto che ricorrere subito al farmaco, in quanto attenua il momento ma non risolve la causa scatenante della sua ansia. Poi nel caso è sempre un metodo da considerare durante il percorso. Le auguro un in bocca al lupo!
Dott. Leonardo Marcomeni
Psicologo, Psicologo clinico
Viterbo
Ciao, grazie per esserti aperta, capisco quanto sia pesante quello che stai vivendo. Da psicologo, posso fare solo ipotesi sulla tua situazione, non una diagnosi definitiva, ma quello che descrivi – sentirti estranea al corpo, distaccata dalla realtà, come un robot – sembra derealizzazione e depersonalizzazione, comuni nell’ansia generalizzata che già hai. Quel primo attacco di panico, partito da un pensiero intrusivo, potrebbe aver innescato una dissociazione, una difesa del cervello sotto stress. L’ansia si è diffusa, portando agorafobia e iperconsapevolezza, e fuori casa gli stimoli amplificano il senso di irrealtà. Non stai perdendo il controllo, è il tuo sistema nervoso in sovraccarico.

Dott.ssa Ilenia Morreale
Psicologo, Psicologo clinico
Trento
Buona sera,
da quello che racconta sembrerebbe che, dopo un’esperienza intensa legata a un attacco di panico, la sua attenzione si sia orientata in modo sempre più costante verso il monitoraggio di ciò che sente, pensa e fa, innescando una spirale di controllo e vigilanza che sta alimentando la sua sofferenza. Le sensazioni di distacco dal corpo e dalla realtà che descrive, pur essendo molto spaventanti, sembrerebbero legate proprio a questa attivazione costante del sistema ansioso. Quando l’attenzione resta fissa su ogni dettaglio interno o esterno, può capitare di iniziare a percepire le cose come estranee, sfocate o irreali. La mente, per difendersi da un sovraccarico emotivo, può generare questo senso di disconnessione, ma ciò non significa perdere il controllo o la propria identità.
Anche se in questo momento risulta molto difficile esporsi e affrontare gli ambienti esterni, sembra che sia ancora presente in lei una parte lucida e osservante, che riesce a descrivere con precisione ciò che accade. Questo può rappresentare una base importante su cui lavorare. Il percorso terapeutico interviene proprio su questi meccanismi, aiutando la persona a ridurre la centralità dei pensieri intrusivi e delle sensazioni corporee, a recuperare progressivamente l’accesso alle proprie attività e a modulare l’ansia in modo più funzionale. Il fatto che lei stia già affrontando un percorso è un passo fondamentale, e se sente che la fatica è troppo intensa da gestire solo con la terapia psicologica, potrebbe essere utile valutare, in accordo con professionisti di riferimento, anche altre possibilità di supporto. In ogni caso, il percorso per stare meglio è possibile, anche da situazioni che oggi sembrano molto lontane dalla serenità che desidera.
un cordiale saluto
Ilenia Morreale
Dott.ssa Luisa Maria Oliva
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Roma
Buonasera,
la sua età rappresenta un delicato passaggio: la scuola diventa il passato e il futuro è incerto, ci si sente pressati dalla società nel decidere cosa si farà "da grandi"; si entra insomma nel "mondo degli adulti". Il panico può essere un alleato per portarci verso una versione di noi stessi più autentica. Ha da poco iniziato un percorso terapeutico, da quanto scrive è il secondo: coltivi la fiducia nella relazione terapeutica e la pazienza di ritrovare la serenità. Non so che approccio sta seguendo, sarebbe utile per lei, dato che parla di un distacco dal corpo, provare l'analisi bioenergetica. Buona fortuna.
Dott.ssa Cecilia Mancini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao, grazie per aver trovato il coraggio di scrivere: già solo riuscire a tirar fuori in parole quello che stai vivendo è un primo passo importante. Hai delle ottime capacità espressive e di rappresentare tramite immagini ciò che stai vivendo.

Quello che descrivi – il peggioramento dell’ansia, l’evitamento, le sensazioni di derealizzazione e depersonalizzazione – è qualcosa che può succedere quando il sistema nervoso è molto attivato da tempo. Quando si vive a lungo in uno stato di iperallerta, il corpo e la mente cercano in qualche modo di “difendersi”, e a volte lo fanno proprio così: è un meccanismo di protezione, anche se vissuto da dentro può fare molta paura.

È molto positivo che tu sia già in terapia: so che all’inizio può sembrare di non riuscire a tenere insieme tutto, soprattutto se è difficile anche solo uscire di casa.
Quando dici che ti sembra “strano essere una persona” o che ti senti come un robot, stai descrivendo con molta precisione il vissuto di chi sperimenta una dissociazione legata all’ansia. Non sei sola in questo. E non sarai bloccata per sempre in questo stato.

Un passo alla volta, insieme. Dr.ssa Cecilia Mancini
Dott.ssa Eleonora Fiorini
Psicologo clinico, Psicologo
Terracina
Buonasera, mi dispiace leggere quanto questo stato d'ansia la sta deprivando della sua vita e della sua età! Sembra in qualche modo che quest'ansia vuole mostrare e dire cose che finora non sono state lette o ascoltate, forse considerando l'entità del disturbo credo sia utile indagare con una psicoterapia le ragioni di questo stato. Immagino la preoccupazione che la circonda e credo che sia opportuno in alcuni casi considerare anche i farmaci ottimi alleati per la persona, consentendo di abbassare l'intensità del sintomo siamo in grado di poter "ascoltare" meglio cosa il sintomo ci vuole comunicare.
Dott.ssa Sabrina Farda
Psicologo, Professional counselor
Roma
Buonasera, spero che la sua ansia sia nel frattempo migliorata. Se non lo fosse le consiglio di valutare la possibilità di un intervento anche farmacologico. E non abbia paura, le sensazioni che descrive è lei a provarle, è sempre lei al timone, nonostante tutto.
Le auguro di uscire presto dalla situazione angosciante che descrive.
Dott.ssa Sandra Cappello
Psicologo, Psicologo clinico
Floridia
Buongiorno, dopo aver vissuto un attacco di panico si vive con la paura che possa accadere nuovamente, ciò può portare ad una sensazione di derealizzazione, come se il mondo interno a noi fosse diventato irreale, accompagnato da sentimenti di disconnessione, distacco e confusione, in tutto questo il cervello cerca di proteggerci da un pericolo percepito, creando un senso di insicurezza ed incertezza. L'attacco di panico avuto inoltre può portare a comportamenti di evitamento, evitando luoghi in cui potrebbe verificarsi una altro attacco di panico. Di solito suggerisco un approccio olistico, che includa terapia, mindfulness, gestione dello stress.

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