Buongiorno, mi hanno cambiato la cura due giorni fa perché non riesco a star al lavoro e sono sempre

24 risposte
Buongiorno, mi hanno cambiato la cura due giorni fa perché non riesco a star al lavoro e sono sempre con ansia e attacchi. Mi ha aggiunto questo medicinale Pregabalin eg stada italia insieme a xanax e zarelis da prendere a colazione e dopo pranzo. La sera ho solo lo xanax .. Volevi chiedere se è normale aver giramenti di testa, sonnolenza e essere un po stordita ecc. Perché non ho mai preso il Pregabalin e con questa combinazione di medicinali mi farà effetto dopo quanto? E in piu volevo chiedere è meglio non fare neanche un aperitivo? Grazie Cordiali Salu
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, nei primi giorni dopo un cambio di terapia farmacologica è piuttosto comune provare disagio e una "sintomatologia di assestamento", il periodo di adattamento varia in maniera soggettiva da persona a persona, se però il disagio viene percepito come invalidante o troppo intenso è bene dare riscontro e confrontarsi con lo specialista che le ha modificato la terapia per eventuali aggiustamenti.
In virtù di quanto detto sopra, almeno in questo periodo di adattamento sarebbe opportuno evitare alcool che interagisce con la terapia, questo poiché potrebbe prolungare il tempo in cui il suo corpo cerca di stabilire un nuovo equilibrio.
Aggiungo inoltre che, posto che la terapia farmacologica rimane un sostegno necessario e fondamentale, è bene però ricordare che questa agisce stabilizzando la sintomatologia, pertanto, qualora volesse andare ad intaccare alla radice le cause della sua ansia e limitare frequenza e intensità degli stati ansiosi e degli attacchi di panico, sarebbe opportuno cominciare anche in parallelo un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che la possa aiutare in tale senso.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.

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Dott. Marco Daniele
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Si, sono possibili giramenti di testa, soprattutto con l'aumento delle temperature. E' sconsigliabile bere alcol, come invece è preferibile e direi necessario, intraprendere parallelamente alla cura farmacologica, anche un percorso psicologico in modo da portare in modo naturale al miglioramento del proprio stato e col tempo poter scalare anche i medicinali, poichè è impensabile esserne ostaggio a vita
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Cernusco sul Naviglio
Gentile utente, per quanto riguarda i farmaci le consiglio di chiedere al medico che le ha prescritto la cura. Le consiglio di associare anche un supporto psicologico per avere risultati maggiori e più duraturi nel tempo.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Buongiorno,
quando viene modificata una terapia, soprattutto nei primi giorni, è abbastanza frequente avvertire sensazioni nuove o fastidiose, come giramenti di testa, sonnolenza o una sensazione di stordimento.

Il pregabalin, in particolare, può dare proprio questo tipo di effetti all’inizio, e anche l’associazione con altri farmaci che agiscono sull’ansia può aumentare la sensazione di “rallentamento”. Detto questo, è importante non dare per scontato che sia tutto “normale” senza un confronto diretto con il medico che le ha prescritto la terapia.

Se questi sintomi sono intensi, persistono o le creano difficoltà nella quotidianità (come nel lavoro), è corretto segnalarlo al suo medico o allo specialista: a volte serve solo qualche giorno di adattamento, altre volte può essere utile rivedere dosaggi o combinazioni.

Per quanto riguarda i tempi, i farmaci introdotti da poco possono richiedere alcuni giorni o settimane per stabilizzarsi e dare un effetto più chiaro sull’ansia.

Sull’aperitivo/alcol: in generale, con questo tipo di farmaci è prudente evitarlo, soprattutto all’inizio della terapia, perché può aumentare sonnolenza, stordimento e ridurre l’attenzione. Anche su questo, comunque, è sempre meglio attenersi alle indicazioni del medico curante.

Se ha dei dubbi o sente che gli effetti sono difficili da gestire, non aspetti troppo: un confronto diretto con chi ha impostato la cura è il passaggio più sicuro.

Un caro saluto.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno. La sua domanda è prettamente medica, quindi va rivolta ad un medico, preferibilmente ad uno psichiatra.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi allo specialista che le ha prescritto i farmaci. Cordiali saluti.
Buongiorno, potrebbe, le sconsiglierei bevande alcoliche anche per evitare ulteriori capogiri. serve una tempistica di 15gg circa .
Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno e grazie per la domanda. In qualità di psicologo psicoterapeuta non posso esprimermi sui dosaggi, sulle interazioni o sugli effetti collaterali specifici, che restano di stretta competenza del medico prescrittore. Le consiglio di contattare quanto prima lo specialista che le ha modificato la terapia, segnalando giramenti di testa, sonnolenza e stordimento, così da valutare se siano transitori o richiedano un aggiustamento. Anche sul consumo di alcol, anche minimo, è il medico a doverle fornire indicazioni precise, perché può potenziare la sedazione delle benzodiazepine. Sul piano psicologico, in ottica cognitivo-comportamentale, gli attacchi d'ansia si mantengono attraverso pensieri automatici catastrofici e comportamenti di evitamento. Un percorso di TCC mirato, con ristrutturazione cognitiva, esposizione graduale e training di rilassamento, può integrare il trattamento farmacologico e ridurre nel tempo la reattività ansiosa. Le suggerisco di valutare un confronto con un terapeuta cognitivo-comportamentale per un intervento personalizzato che affianchi il lavoro clinico già avviato.

Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo
Dott.ssa Nunzia Sasso
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Buongiorno, sono la psicologa Nunzia Sasso.
Capisco che in un momento di forte malessere anche il modo in cui ci si sente rivolti possa fare la differenza. Vorrei parlarle con la massima schiettezza: ciò che sta provando, i giramenti di testa e lo stordimento è la risposta fisiologica tipica del corpo che cerca di adattarsi a una nuova sinergia tra farmaci. Non si spaventi, non è un peggioramento della sua condizione, ma un segnale di assestamento che solitamente richiede un paio di settimane per stabilizzarsi.
In questo periodo di fragilità, l'alcol sarebbe un elemento di disturbo inutile e potenzialmente dannoso: può amplificare lo stordimento e generare picchi d'ansia il mattino seguente, quindi meglio optare per alternative analcoliche se desidera comunque uscire.
Tenga presente che, sebbene i farmaci siano necessari per "spegnere l'incendio" degli attacchi di panico, è fondamentale affiancarli a un percorso psicoterapeutico. Solo così potrà lavorare sulle cause profonde che le rendono così difficile stare al lavoro, restituendole col tempo la sicurezza necessaria per riprendere in mano la sua quotidianità. Si conceda il diritto di non essere al massimo della forma in questi giorni; la guarigione è un percorso che richiede pazienza.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, comprendo bene la sua preoccupazione, soprattutto quando si introduce un cambiamento nella terapia e il corpo inizia a restituire sensazioni nuove e non familiari. È del tutto comprensibile che, in una fase come questa, si possa avvertire un senso di disorientamento e anche di allarme rispetto a ciò che si prova. In generale, quando si introducono o si modificano dei trattamenti che agiscono sull’ansia e sul sistema nervoso, può accadere che nelle prime giornate il corpo abbia bisogno di adattarsi. Sensazioni come sonnolenza, stordimento o giramenti di testa sono riferite abbastanza frequentemente in questa fase iniziale e non è raro che tendano a ridursi con il passare dei giorni, man mano che l’organismo si abitua al nuovo assetto. È importante però osservare con attenzione come evolve la situazione nel tempo, senza forzarsi e senza trarre conclusioni definitive troppo rapidamente. Da un punto di vista psicologico, soprattutto secondo un orientamento cognitivo comportamentale, è utile considerare anche un altro aspetto: quando si vive un periodo di ansia intensa, il corpo diventa molto più sensibile alle variazioni interne. Questo significa che anche sensazioni lievi possono essere percepite come più intense o più minacciose, attivando a loro volta ulteriore ansia. Si crea così un circolo in cui la paura di ciò che si sente amplifica ciò che si sente. Lavorare su questo meccanismo è spesso una parte centrale del percorso terapeutico, perché permette di ridurre gradualmente la paura delle sensazioni fisiche e di recuperare un senso di maggiore stabilità e fiducia nel proprio corpo. Per quanto riguarda il tempo di azione, è normale che non tutto sia immediato. Spesso serve un breve periodo di assestamento per capire come il nuovo equilibrio venga tollerato dall’organismo. In questa fase, diventa particolarmente importante il confronto costante con il professionista che ha impostato la terapia, proprio per poter modulare e monitorare in modo adeguato l’andamento. Sulla questione dell’alcol, in generale è sempre prudente evitare assunzioni che possano interferire con sostanze che agiscono sul sistema nervoso, soprattutto quando si è in una fase iniziale di adattamento. Anche qui, la scelta più sicura è attenersi in modo rigoroso alle indicazioni ricevute da chi ha seguito direttamente la prescrizione. Accanto all’aspetto farmacologico, può essere molto utile considerare un lavoro più ampio sull’ansia stessa. Spesso, infatti, il trattamento più efficace non si limita a ridurre i sintomi, ma aiuta anche a comprendere come si attivano, quali pensieri li alimentano e quali strategie personali possono aiutare a gestirli in modo più stabile. Un percorso di tipo cognitivo comportamentale può essere particolarmente indicato proprio perché permette di lavorare in modo concreto su questi meccanismi, aiutando la persona a riconoscere e modificare quei circoli di pensiero e attenzione che mantengono l’ansia attiva. Se in questo momento si sente fragile o confusa rispetto a ciò che sta vivendo, non è qualcosa da interpretare come un segnale negativo su di lei, ma come una fase in cui il sistema sta cercando un nuovo equilibrio. A volte, avere uno spazio strutturato di confronto può fare una grande differenza nel ridurre il senso di incertezza e nel sentirsi più orientati. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
grazie per le sue domande, che ci permettono di esserle vicino in questo momento così delicato.
Vediamo un po’ punto per punto.
Effetti del Pregabalin e della combinazione con Xanax:
I sintomi che lei descrive (giramenti di testa, sonnolenza, sensazione di “stordimento”) sono effetti collaterali abbastanza comuni del Pregabalin, soprattutto quando il farmaco viene introdotto o la dose è stata aumentata.
Spesso questi effetti sono più intensi nelle prime 1–2 settimane e poi si attenuano man mano che il corpo si abitua, ma in alcuni casi possono persistere e richiedere una rivalutazione del dosaggio con il medico curante o lo psichiatra.
Anche l’associazione con lo Xanax e altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale può potenziare la sedazione, ridurre la reattività e la concentrazione.
Per questo è importante segnalare al suo medico. Io consiglio anche di segnarsi l'intensità e frequenza di vertigini e sonnolenza;
Ci possono essere eventuali difficoltà a guidare, lavorare o compiere le attività quotidiane;
come anche peggioramento dell’umore o pensieri insoliti, che sono passeggeri, durano pochi giorni ma vanno riferiti immediatamente: impulsività, tristezza marcata, pensieri di far male a sé o ad altri, che vanno riportati immediatamente (pronto soccorso, medico curante o psichiatra).
Il tempo in cui il Pregabalin inizia a fare effetto varia da persona a persona, ma in molti pazienti gli effetti benefici (riduzione dell’ansia e della tensione) si osservano di solito dopo qualche giorno fino a 1–2 settimane, con un consolidamento maggiore nelle 4–6 settimane successive, a seconda della patologia e della dose.
Se dopo 2–3 settimane di terapia stabile lei non nota alcun miglioramento, sarebbe utile riparlare col suo medico o psichiatra, per valutare se regolare la dose o rivedere il piano terapeutico.
Aperitivo e farmaci:
Dal punto di vista psicofarmacologico, è consigliato evitare l’alcol, soprattutto quando si assumono benzodiazepine (come lo Xanax appunto), specie come nel suo caso, se sono stati aggiunti altri farmaci sedativi come il Pregabalin.

L’alcol infatti:
aumenta la sedazione e la sonnolenza;
può peggiorare vertigini, instabilità e difficoltà di concentrazione;
aumenta il rischio di cadute, confusione e, in casi estremi, depressione respiratoria.
Per questo motivo, in fase di avvio e di aggiustamento della terapia, è generalmente più prudente rinunciare anche all’alcol durante l’aperitivo, almeno finché gli effetti dei farmaci sono ancora instabili o molto evidenti. Una volta stabilizzata la terapia, può comunque discuterne con il suo medico, che potrà valutare caso per caso se è possibile un consumo molto moderato e occasionale.
Come integrare psicologia e farmaci:
Come tanti altri psicologi e psicoterapeuti, la mia prima seduta è gratuita (anche online) e possiamo comprendere insieme di che tipo di percorso ha bisogno, permettendole di organizzarsi al meglio per gestire le situazioni temute, valorizzando le sue risorse e le sue relazioni. Non è obbligato a proseguire il percorso, né ad alcun altro impegno successivo.
Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Per quanto riguarda assunzione e posologia dei farmaci, è bene fare riferimento al suo medico curante o prescrivente, il quale avrà in mente la sua storia clinica.
Saluti
AV
Gentile Signora,
si, gli stati che lei descrive come la sonnolenza, una riduzione della chiarezza mentale e i giramenti di testa sono tra gli effetti collaterali dei farmaci che ha elencato. L'assunzione di alcol, nel suo caso, è fortemente sconsigliata anche in minime quantità al fine di evitare una riduzione dell'efficacia terapeutica o un aumento degli affetti collaterali. Tenga presente che il modo migliore per lei di avere chiarimenti in merito alla terapia che sta assumendo è chiedere direttamente al professionista che gliel'ha somministrata il quale, essendo a conoscenza della sua storia clinica, saprà certamente informarla al meglio.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

è importante che si confronti direttamente col medico prescrivente, figura più idonea ad accogliere ed orientare le sue specifiche domande.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. GILBERTO FULVI
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno paziente medicalizzato, grazie per avermi scritto e per aver condiviso come si sta sentendo.

I sintomi che descrive (giramenti di testa, sonnolenza, senso di stordimento) possono comparire nei primi giorni quando si introduce un nuovo farmaco o si modifica la terapia. Tuttavia, per qualsiasi dubbio specifico sui medicinali, sui tempi di effetto o su eventuali effetti collaterali, è importante fare sempre riferimento al medico che ha prescritto la cura, così da avere indicazioni precise e sicure per il suo caso.

Quello che posso dirle dal punto di vista psicologico è che, quando si attraversano momenti di ansia intensa e attacchi, i farmaci possono aiutare a ridurre i sintomi e a creare uno spazio di maggiore stabilità. Allo stesso tempo, però, è fondamentale approfittare di questa maggiore stabilità per avviare un percorso psicologico parallelo, che permetta di comprendere e lavorare sulle cause profonde di ciò che sta vivendo, così da non intervenire solo sul sintomo ma anche sulle sue radici.

Rispetto all’alcol, in generale è consigliabile evitare o comunque limitare molto, soprattutto all’inizio di una nuova terapia, ma anche qui è importante confrontarsi direttamente con il medico. Un alternativa è prendere un aperitivo analcolico e non rinunciare alla compagnia.

Se le fa piacere, possiamo lavorare insieme su strumenti concreti per gestire l’ansia e gli attacchi nel quotidiano, affiancando così il supporto farmacologico con un lavoro più profondo e duraturo. Un caro saluto
Dott.ssa Cynthia Villari
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Contesse
Buonasera
Le consiglio di parlarne con il suo Psichiatra. Sicuramente lui/lei saprà darle tutte le informazioni mediche necessarie.
A volte ci sono effetti collaterali che si evidenziano a inizio somministrazione del farmaco, bisogna dare il tempo al corpo di equilibrarsi.
Inoltre sarebbe utile, a lungo termine, affiancare un percorso psicoterapeutico, per superare definitivamente il periodo difficile che sta attraversando.
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno. La ringrazio per aver condiviso parte del suo vissuto. Trattandosi di una terapia farmacologica appena modificata, con più farmaci assunti insieme, è importante che riferisca quanto prima questi sintomi al medico che le ha prescritto la cura o al medico di riferimento. Giramenti di testa, sonnolenza e senso di stordimento vanno valutati da chi conosce la sua situazione clinica e il dosaggio dei farmaci. Le sconsiglierei di modificare autonomamente la terapia o di assumere alcol senza prima aver chiesto indicazioni al medico. Un sostegno psicologico, online o in presenza, può inoltre essere utile per affiancare il percorso medico nella gestione dell’ansia e degli attacchi.
Le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Maria Teresa Santoro
Psicologo, Psicologo clinico
Palo del Colle
Carissima/o,
sì, il Pregabalin ha gli effetti collaterali da lai prescritti. Ma le faccio io una domanda: insieme a questa cura farmacologica, è in cura presso uno psicologo? Mi auguro di si, perchè curare i sintomi va benissimo, ma non andare alla causa è tempo perso.
Buona giornata a lei
Dott.ssa Oxana Panetta
Psicologo
Laureana di Borrello
Salve, si purtroppo è normale avere giramenti di testa, sonnolenza ecc, ci vorrá un po’ di tempo, in quanto il corpo ha bisogno di riprendere il suo equilibrio, per vera norma è meglio evitare alcolici in quanto può causare qualche effetto indesiderato. Ovviamente si consiglia fare in percorso psicologico per poter avere consapevolezza dei propri stati d’animo…
In ogni caso resto a disposizione.
Cordiali Saluti
Buonasera,
nei primi giorni dopo una modifica della terapia è abbastanza frequente avvertire giramenti di testa, sonnolenza e senso di stordimento, soprattutto con farmaci come il pregabalin e in associazione con benzodiazepine.
Se però i sintomi sono intensi o persistono, è importante confrontarsi con il medico che ha prescritto la terapia.
Per quanto riguarda l’alcol, con questa combinazione è consigliabile evitarlo, perché può aumentare sedazione e capogiri.
Accanto alla terapia farmacologica, può essere utile anche un lavoro psicologico mirato: i farmaci aiutano a ridurre l’intensità dei sintomi, mentre la psicoterapia permette di intervenire su come l’ansia e il panico si attivano e si mantengono, favorendo un miglioramento più stabile nel tempo.
Esistono anche percorsi brevi (può guardare il mio profilo) e focalizzati che lavorano proprio su questi meccanismi in modo concreto.
Dott.ssa Melania Monaco
Buongiorno,
è comprensibile avere qualche dubbio all’inizio di una nuova terapia. I sintomi che descrive, come giramenti di testa, sonnolenza e senso di stordimento, sono effetti abbastanza comuni nei primi giorni di assunzione del Pregabalin, soprattutto in associazione con Xanax e Zarelis, e tendono generalmente ad attenuarsi con il tempo. Il pregabalin può iniziare ad agire già nei primi giorni, mentre lo Zarelis richiede qualche settimana per un effetto più stabile. Nel frattempo è consigliabile evitare alcolici, perché potrebbero aumentare la sonnolenza.
Se i sintomi dovessero risultare troppo intensi o persistenti, le suggerisco di confrontarsi con il medico curante.
Resto a disposizione, sono la Dott.ssa Janett Aruta, psicologa, e ricevo online su MioDottore e in studio a Palermo.
Dr. Francesco Gandolfi
Psicologo, Psicologo clinico
Piumazzo
Buongiorno,
Le consiglio di rivolgersi al proprio medico di base, dal momento che gli psicologi non possono offrire consulenza in ambito farmacologico.
Tuttavia, in generale, è sconsigliato assumere alcolici durante il trattamento.
Cordiali saluti.
FG
Dott.ssa Camilla Centanni
Psicologo, Psicologo clinico
Maccarese
Salve gentile utente. Se i sintomi sono molto intensi o non migliorano è opportuno parlarne con il medico. In particolare, per la gestione e l’aggiustamento di terapie farmacologiche di questo tipo, lo specialista di riferimento è lo psichiatra, quindi è utile consultarlo per una valutazione mirata e sicura. In alternativa, qualora sia questa la figura con cui si è interfacciata, può consultare il medico di famiglia. Cordialmente, dott.ssa Camilla Centanni
Dott.ssa Gioia Zanatta
Psicologo, Psicologo clinico
Treviso
Buongiorno la rassicuro che i sintomi sono sicuramente passeggeri dovuti ad una fase di adattamento al nuovo farmaco. Si dia un mesetto per metabolizzare la cura. Per quanto riguarda l'aperitivo penso sia giusto e importante mantenere la convivialità e i rapporti relazionali, cerchi di non esagerare e assumere bevande non alcoliche o almeno a basso indice alcolico.
I farmaci sono di aiuto ma associarli ad un supporto psicologico li rende più efficaci e permette di usare dosi inferiori soprattutto negli Stati d'ansia. Grazie di aver condiviso lil suo problema e spero di averla rassicurata.

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