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Esperienze

Sono una Psicologa, via via che maturavo esperienze formative e professionali ho portato il mio focus sulle dinamiche familiari disfunzionali che, ad oggi, sono il mio campo di lavoro. Per dinamiche familiari disfunzionali si intendono, ad esempio:

  • violenza fisica, verbale o psicologica;

  • abusi

  • rifiuto/abbandono

  • ambienti familiari giudicanti, svalutanti, ansiogeni

  • figure di riferimento emotivamente immature o non disponibili

  • vissuti di deprivazione affettiva 

  • vissuti di attaccamento insicuro e instabile con le figure di riferimento


Non si pensi necessariamente ad un contesto gravemente violento o patologico, anche quello di un bambino che non ha mai subito violenza, che magari veniva nutrito e regolarmente accompagnato a scuola, può essere un vissuto da attenzionare. Il “tetto sopra la testa e il piatto a tavola”, purtroppo, non esauriscono i bisogni di un essere umano il quale ha un bisogno primario, cioè vitale, di relazioni autentiche in cui essere visto, in cui sentire che l’altro abbia la curiosità di conoscerlo e la capacità di connettersi.

La mancata esperienza di una base sicura genera un grande calderone di sentimenti di vergogna, senso di inadeguatezza, senso di inutilità e paura del giudizio che continua a ribollire assorbendo molte energie. Sono ferite invisibili che si mostrano sotto forma di pretese di perfezione (essere impeccabili e infallibili), blocchi emotivi, incapacità di mettere confini e stati di ansia. Un sistema nervoso sempre in allerta è un ostacolo ad ogni forma di apprendimento e di  realizzazione personale e relazionale. Spesso non si riesce a studiare a causa di stati di ansia e angoscia molto forti, non si riesce a pensare e progettare un futuro professionale, non si riesce a stare nella complessità di una relazione. 

Ogni vissuto merita di essere accolto. Ogni vissuto può essere trasmutato. Ogni adulto può assumersi questa meravigliosa responsabilità.


Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia sistemico relazionale

Aree di competenza principali:

  • Psicologia delle relazioni

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    70 €

  • Colloquio individuale

    70 €

  • Colloquio psicologico online

    70 €

  • Colloquio psicologico telefonico

    70 €

  • Consulenza psicologica


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Studio dott.ssa Giorgia Camacci

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ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno avrei bisogno di un supporto, ormai da circa 20 anni soffro di una forma "strana" di ansia. Faccio un esempio così si capisce meglio. Se qualcuno mi dice guarda che tra una settimana andiamo al mare 2/3 giorni io inizio a spegnermi e ad avere un solo pensiero tutto il giorno ovvero: "devo andare là" e mi si chiude lo stomaco e non riesco a pensare ad altro anche se magari sto guardando un film non riesco a concentrarmi ma penso solo al giorno in cui devo andare e la maggior parte delle volte rinuncio e mi riprendo, questo succede anche se mi devo spostare un po' lontano per lavoro e non riesco proprio a pensare ad altro. Un esempio contrario è stato quando la mia compagna mi ha svegliato alla mattina e mi ha detto alzati che andiamo a Roma (io abito a Mantova) lì per iì cercavo un po' di scuse per non andarci ma non avevo tempo così sono partito per questi due giorni e sono stati dei giorni bellissimi senza pensieri. Se mi dicono il giorno prima o al massimo due giorni prima che devo partire ci vado perché è come se la mia testa non ha il tempo necessario per elaborare il "lutto emotivo" altrimenti se sono più giorni mi spengo emotivamente come se diventassi un'ameba. Sono stato da tre psicologi diversi e anche sotto ipnosi un po' di miglioramento c'è stato ma ancora le trasferte dette con troppo anticipo mi bloccano. Premetto che in età giovanile (ora ho 42 anni) ho sempre girato anche fuori dall'Europa insieme ai miei genitori ma durante l'esame di maturità è come se si fosse bloccato qualcosa e da lì non sono più riuscito a spostarmi dal paese con largo anticipo. Ho letto che potrebbe essere anedonia ma non saprei cosa fare. Spero di essere stato chiaro e ringrazio anticipatamente coloro che mi risponderanno.

Grazie e saluti

L’immaginario del viaggio ha una connotazione simbolica precisa: lasciare un posto noto e, in quanto tale, prevedibile, per portarsi in un posto ignoto e, in quanto tale, non prevedibile.
Questo potrebbe far attivare delle difese: lo “spegnimento” di cui parla potrebbe equivalere ad un “fingersi morto” che è una delle risposte che il nostro Sistema Nervoso mette in atto quando ha la percezione di essere davanti ad un pericolo. Ad alcune persone capita di avere dei veri e propri svenimenti o dei colpi di sonno.
Se questa ipotesi le risuona, proverei ad incontrare questo pericolo (percepito), a conoscerlo, a identificarne la forma, la voce, il volto, a chiedergli da cosa sta cercando di proteggerla con tanta tenacia da vent’anni.
Siamo abitati da una moltitudine di personaggi interiori, ognuno ha le sue ragioni per fare quello che fa.

La ringrazio per la sua preziosa condivisione e le auguro buon lavoro.

Dott.ssa Giorgia Camacci

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