Dr.
Francesco Gandolfi
Psicologo
·
Psicologo clinico
Altro
sulle specializzazioni
Piumazzo 1 indirizzo
Esperienze
Oltre alle attività tipiche della professione psicologica – diagnosi, prevenzione, sostegno, abilitazione e riabilitazione – offro, qualora fosse necessaria, la consulenza legale relativa ai problemi emersi durante la seduta.
Alla sensibilità clinica dello psicologo unisco infatti una solida formazione giuridica e una specializzazione nelle professioni d'aiuto. Il percorso universitario in Giurisprudenza mi permette di integrare competenze psicologiche e conoscenze legali per leggere con precisione i contesti complessi, sostenere processi decisionali delicati e tutelare le persone più vulnerabili. Ho maturato esperienza diretta nel lavoro con adolescenti e con pazienti psichiatrici ad elevata intensità clinica e comportamentale, sviluppando interventi centrati sulla sicurezza, sulla relazione e sulla responsabilizzazione. Il mio lavoro nasce dall'ascolto del singolo caso concreto e prevede un approccio integrato che combina valutazione clinica, gestione del rischio e costruzione di strategie di cambiamento con un focus mirato sugli aspetti psicologici profondi nonché sulle eventuali implicazioni legali.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicologia forense
- Psicologia giuridica
- Criminologia clinica
- Psicologia clinica-dinamica
- Mediatore familiare
Principali patologie trattate
- Problemi comportamentali
- Difficoltà relazionali
- Problemi di coppia
- Violenza psicologica
- Disturbi della personalità
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
Da 70 € -
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Orientamento scolastico
Da 60 € -
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Superamento di eventi traumatici
Da 70 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
Da 70 € -
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Sostegno psicologico
Da 70 € -
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Indirizzo
Via Belvedere, 51, chiusa, Piumazzo 41013
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
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ha risposto a 35 domande da parte di pazienti di MioDottore
Da settembre ormai penso di avere un dca, ho perso 10kg, se mangio una volta al giorno e già tanto e ormai il cibo controlla tutta la mia vita. Vorrei spiegarlo ai miei genitori ma non voglio essere un peso per loro e in più non voglio curarmi: ho raggiunto il peso che mi piace e mi vedo bene, ho ancora energie, sono brava nel mio sport, esco sempre e sono circondata dalle mie amiche. Se spesso sento storie di persone che per il dca hanno smesso di vivere, io invece continuo la mia vita tranquillamente ma vedendomi anche meglio. Vorrei che i miei genitori non mi costringessero a riprendere peso o a mangiare, ma capissero il mio problema anche perché continuare a mentire sul cibo mi fa sentire molto in colpa. Si sono accorti che sono dimagrita tanto ma non immaginano sia per questo, anche perché con loro io mi fingo sempre entusiasta di mangiare. L’unica cosa che mi preoccupa è che non ho il ciclo da 8 mesi e so che non è sano. Da una parte io continuo ad amare il cibo ma un lato di me non vede altro che calorie da bruciare, e se mangio troppo riprenderei tutti i kili. So che ci vogliono 7000kcal per ingrassare, ma essendo in sottopeso (45kg, sono alta 1,65m) invece li riprenderei tutti dal primo all’ultimo e la cosa mi terrorizza. In più mi sento in colpa perché prima amavo mangiare e il cibo, non mi preoccupava l’estetica e anzi, mi vedevo benissimo e magra. So che ero magra, ma non abbastanza. Ora anche non sono magra abbastanza, ma il peso sulla bilancia mi piace di più e sono più felice. Mangio per mantenere quel peso, non voglio dimagrire né ingrassare. Il problema è che ora non riesco più a mangiare che ho tantissimo reflusso e per questa ragione i miei genitori mi hanno accompagnata anche da un medico, ma credo che questo reflusso sia dovuto al mio problema con il cibo. Comunque so che i dca sono malattie che solo un dottore può dirmi di avere dopo analisi ecc, ho scritto così solo perché il nome disturbo alimentare mi sembra esattamente quello che descrive il mio problema. Non ho più fame, posso non mangiare per due giorni interi e non sentire nulla, e questo da un lato mi spaventa. Non capisco vorrei solo che i miei genitori mi lasciassero continuare mangiare così ma so che vorranno che io torni come prima. So che gli altri non mi amano per come sono esteticamente né per quanto peso, ma io mi piaccio più magra e questo è il modo per essere più magra e a me va bene. Come posso spiegare tutto questo si miei genitori senza farli preoccupare?? non voglio essere un peso
Buongiorno,
comprendo i Suoi timori.
Le suggerisco di chiedere un incontro con uno psicologo, il quale potrà sostenerLa al meglio nel Suo percorso e nella definizione della strategia comunicativa verso i Suoi genitori più adeguata per Lei.
Cordiali saluti.
FG
Come fare a dire a una figlia che soffre di disturbo borderline, che si deve curare.?Ho già provato su consiglio di una psicologa da cui vado, ma mi sono sentita rispondere che ho bisogno io di curarmi. Mia figlia ha una bimba di due anni e sono molto preoccupata!
Buongiorno,
ha provato a chiedere a Sua figlia se sarebbe disponibile ad affrontare un percorso psicologico assieme a Lei? Eviti di attribuirle invece "facili" etichette, che possono rendere più difficile la comunicazione.
Cordiali saluti.
FG
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