Buongiorno mi chiamo marco ho 53 anni negli ultimi tempi non ho amici spariti tutti vorrei fare nuov

Buongiorno mi chiamo marco ho 53 anni negli ultimi tempi non ho amici spariti tutti vorrei fare nuove amicizie e mi sento a volte solo e inutile come posso fare mi sono lasciato da una relazione complicata motivo non si faceva mai l'amore e per me è stata una sconfitta ora sono tranquillo ma ho bisogno di fare nuove amicizie. Mi date un consiglio? Grazie

42 risposte


Buongiorno Marco, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Dopo la fine di una relazione importante e la perdita o l'allontanamento di amicizie, è normale attraversare momenti in cui ci si sente soli, scoraggiati o con la sensazione di aver perso alcuni punti di riferimento. Il fatto che oggi si senta più tranquillo rispetto alla separazione è già un segnale positivo: significa che sta cercando di ripartire e di costruire una nuova fase della sua vita. Proprio per questo potrebbe essere utile non limitarsi alla ricerca di nuove amicizie, ma cogliere questa occasione per dedicare tempo a sé stesso, riscoprendo interessi, attività e contesti sociali che possano farla sentire nuovamente coinvolto e valorizzato. Frequentare corsi, gruppi sportivi, attività culturali o di volontariato può favorire la nascita di nuove conoscenze in modo spontaneo. Allo stesso tempo, se il senso di solitudine o di inutilità dovesse persistere, un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a elaborare quanto vissuto, rafforzare l'autostima e affrontare con maggiore serenità questa fase di cambiamento. Talvolta chiedere un aiuto professionale non significa essere in difficoltà, ma concedersi uno spazio per ripartire con maggiore consapevolezza e costruire relazioni più soddisfacenti. Le auguro di trovare presto nuove occasioni di incontro e benessere. Un cordiale saluto.

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Buon pomeriggio caro Marco, la ringrazio per aver condiviso la sua situazione. Da ciò che racconta, sembra che negli ultimi anni abbia affrontato diversi cambiamenti significativi: la fine di una relazione importante e, parallelamente, un progressivo allontanamento dalle amicizie che facevano parte della sua vita. Quando vengono meno contemporaneamente più punti di riferimento affettivi e sociali, è comprensibile sentirsi soli e, a volte, mettere in discussione il proprio valore o sentirsi inutili. Mi colpisce però un aspetto importante del suo messaggio: nonostante la sofferenza vissuta, lei scrive di sentirsi oggi più tranquillo e di desiderare attivamente costruire nuove relazioni. Questo rappresenta già una risorsa preziosa, perché indica una volontà di rimettersi in gioco e di aprirsi a nuove possibilità. Fare nuove amicizie in età adulta può essere più difficile rispetto al passato, ma non è affatto impossibile. Spesso è utile partire da contesti che permettano di incontrare persone con interessi condivisi: attività sportive, corsi, associazioni culturali o di volontariato, gruppi dedicati a hobby specifici o iniziative del proprio territorio. In questi contesti il legame nasce più naturalmente, attraverso esperienze e interessi comuni. Allo stesso tempo, le sensazioni di solitudine e inutilità che descrive meritano attenzione. A volte non dipendono soltanto dalla mancanza di relazioni, ma possono essere collegate al modo in cui stiamo vivendo una fase della nostra vita, alle ferite lasciate da esperienze passate o al significato che attribuiamo a ciò che è accaduto. Per questo motivo potrebbe essere utile dedicare uno spazio anche a se stesso, per comprendere meglio come sta vivendo questo momento di cambiamento, elaborare ciò che la precedente relazione ha rappresentato per lei e individuare strategie concrete per costruire una vita sociale più soddisfacente. Se lo desidera, possiamo approfondire insieme questi aspetti in un colloquio e valutare come aiutarla a raggiungere gli obiettivi che si è posto. Un caro saluto Dott.ssa Ilaria Redivo


Salve Marco, da psicologa e psicoterapeuta i.f. le chiedo qual è la difficoltà che sente nel creare o recuperare legami? Provi a porsi questa domanda e a sentire cosa sente oltre la solitudine che riporta nella domanda, in modo che può tornare ad interfacciarsi con l'esterno senza paura di rimettersi in gioco, anche perchè ricominciare fa sentire sempre un po' di paura. Si fidi di sè e di quello che può costruire ancora. Un caro saluto.


Ha passioni, hobby? può investire su queste sue caratteristiche frequentando luoghi dove si ritrovano persone che hanno queste stesse sue caratteristiche. Una prima risorsa per fare amicizie è frequentare luoghi dove ci sono altre persone e dove può iniziare a conoscere in modo periferico qualcuno. Da conoscenze periferiche si possono sviluppare amicizie più significative.


Buonasera Marco, leggendo la sua domanda mi sono venute in mente alcune riflessioni che vorrei condividere con lei. Sviluppare rapporti affettivi stabili e duraturi può essere molto difficile se non si attinge a contesti comunitari; ho l’impressione che questo valga a qualsiasi età. A questo proposito, sarebbe utile provare a mettersi in gioco nella ricerca di attività di gruppo che possano piacerle. Penso, per esempio, a uno sport come il calcio o la pallavolo, oppure ai balli di gruppo. Queste attività assumerebbero il ruolo di “mediatori sociali”, facilitando l’incontro con persone a lei affini.Spero che queste riflessioni le siano di stimolo. Cordialmente, Dott. Claudio Pieroni"


Salve Marco, dopo una separazione e la perdita progressiva di alcune relazioni amicali è comprensibile sentirsi soli o avere la sensazione di aver perso dei punti di riferimento. Spesso, soprattutto dopo relazioni lunghe o complicate, ci si accorge che molte energie emotive erano concentrate lì, e ricostruire una rete sociale può sembrare difficile, anche se dentro di sé si sente il desiderio di ricominciare. Il fatto che oggi lei dica di sentirsi più tranquillo è già un elemento importante: significa probabilmente che sta uscendo da una situazione che la faceva stare male. Adesso però si apre una fase nuova, in cui può provare gradualmente a rimettersi in contatto con interessi, ambienti e persone che possano farla sentire vivo e riconosciuto, non solo come partner ma come persona. A volte le nuove amicizie nascono più facilmente in contesti concreti e condivisi: attività sportive, corsi, gruppi legati ad hobby, volontariato o ambienti sociali frequentati con continuità. Non è necessario avere subito legami profondi; spesso si parte da contatti semplici che col tempo possono diventare significativi. Cerchi anche di non leggere questa fase come una “sconfitta personale”. Una relazione che non funzionava più non definisce il suo valore come uomo o come persona. Il bisogno di vicinanza, affetto e condivisione è umano e legittimo a qualunque età. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.


Salve Marco, se vuoi farti degli amici devi tu per primo essere amico di qualcuno, se vuoi ricevere devi prima dare. Offri la tua disponibilità per aiutare qualcuno, invita qualcuno ad una serata, senti come sta qualcun'altra. Vedrai che in breve tempo gli amici arriveranno. Un caro saluto

Dr. Vincenzo Cappon

Dr. Vincenzo Cappon

psicologo

Castiglione delle Stiviere

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Salve Marco, cosa crede di potere offrire nelle amicizie? Porsi questa domanda potrebbe aiutarla a comprendere quali risorse ha già in sè per ampliare la sua cerchia di amici. In bocca al lupo per tutto!


Buongiorno Marco, quello che descrive non è solo il bisogno di fare nuove amicizie. È anche il bisogno di ritrovare un posto nella vita, dopo una relazione che lei ha vissuto come una sconfitta e dopo un periodo in cui molte persone sembrano essersi allontanate. La solitudine, a volte, fa sentire inutili. Ma non sempre siamo inutili: spesso siamo semplicemente scollegati dagli altri e, prima ancora, da noi stessi. Un grande maestro indiano diceva, in sostanza, che se non conosciamo noi stessi tutto si complica. E io credo che questo sia un punto importante anche per lei. Prima ancora di cercare disperatamente nuove amicizie, provi a chiedersi: che cosa mi interessa davvero? Che cosa posso condividere? Che tipo di uomo sono diventato dopo questa esperienza? Che cosa posso portare agli altri? Conoscere sé stessi non è una frase astratta. Significa scoprire le proprie risorse, i propri interessi, la propria sensibilità, la propria ricchezza interiore. Quando una persona ritrova un po’ di contatto con sé stessa, diventa anche più capace di incontrare gli altri senza aggrapparsi a loro. Poi, certo, servono anche gesti concreti: uscire, frequentare luoghi, iscriversi a un corso, fare sport, camminate, volontariato, attività culturali. Le amicizie adulte raramente arrivano da sole: nascono dalla presenza ripetuta negli stessi luoghi, settimana dopo settimana. Non cerchi subito “l’amico vero” o la grande compagnia. Cominci da contatti semplici: un saluto, un caffè, una conversazione, un’attività condivisa. La vita sociale si ricostruisce così, non tutta insieme. La fine di una relazione può far male, soprattutto quando ci si è sentiti rifiutati o non desiderati. Ma quella relazione non definisce il suo valore. Dunque, scopra chi è. Le pare poco? Da lì può nascere anche il desiderio di condividere con gli altri ciò che lei è, ciò che sa, ciò che ha vissuto. Dott. Francesco Paolo Coppola Psicologo e Psicoterapeuta


Buongiorno, il fatto che lei si senta tranquillo a seguito della fine della relazione è già un grandissimo passo positivo, da celebrare direi, non è scontato! In età adulta stringere nuove amicizie può essere molto complicato, spesso ci sono meno "luoghi sociali" in cui fare conoscenze (es. per un adolescente c'è la scuola). Questo però non significa che non possa comunque far qualcosa. Può provare a cercare un suo "luogo sociale" in cui conoscere nuove persone: la palestra, il lavoro, qualche circolo arci, volontariato. Questo non definisce la sua persona, se sente che la sua autostima sta calando o che in generale ha dei pensieri negativi su di sé, può pensare di rivolgersi ad una professionista come una psicologa. Le verranno forniti non consigli su come stringere nuove amicizie ma un supporto per accompagnarla nelle giornate, lavorando su di sé.


Gentile Marco, la fine di una relazione e il progressivo allontanamento degli amici possono far emergere un forte senso di solitudine, soprattutto quando si ha la sensazione di dover ricostruire una parte importante della propria vita. Più che concentrarsi sull'idea di "trovare amici", potrebbe essere utile partire da attività che la interessano davvero: corsi, gruppi sportivi, associazioni di volontariato o iniziative culturali. Le amicizie spesso nascono proprio dalla condivisione di esperienze e interessi comuni. Mi colpisce anche quando scrive di sentirsi "inutile": provi a chiedersi se questa sensazione appartenga davvero a ciò che è oggi o se sia in parte legata alla delusione e alla ferita lasciate dalla relazione conclusa. Si conceda tempo: costruire nuovi legami è possibile a qualsiasi età e spesso inizia da piccoli passi, riprendendo contatto con ciò che dà significato e piacere alle proprie giornate. Un caro saluto.


Salve Marco, dalle sue parole emerge un senso di solitudine che sembra essersi fatto particolarmente presente negli ultimi tempi. Quando ci si trova a fare i conti con la fine di una relazione importante e, contemporaneamente, con la progressiva perdita o lontananza delle amicizie, è comprensibile iniziare a sentirsi isolati e talvolta persino inutili. Sono emozioni che possono pesare molto, soprattutto quando ci si ritrova con più tempo per pensare e meno occasioni di condivisione. Mi colpisce però un passaggio del suo messaggio. Lei scrive che oggi si sente tranquillo rispetto alla relazione conclusa. Questo è un elemento importante, perché lascia intuire che, pur avendo vissuto una delusione e una sofferenza, sta cercando di guardare avanti e di costruire qualcosa di nuovo per sé. Non è poco. Spesso, dopo una separazione o dopo un periodo di vita particolarmente difficile, si tende a interpretare la mancanza di amicizie come la prova di avere qualcosa che non va. In realtà, molto frequentemente accade che gli anni portino a restringere progressivamente la rete sociale. Il lavoro, gli impegni, le relazioni di coppia, i cambiamenti di vita e le diverse strade intraprese dalle persone fanno sì che amicizie un tempo molto presenti si affievoliscano o scompaiano. Questo può provocare un forte senso di vuoto, ma non significa che non sia possibile creare nuovi legami. Dal punto di vista psicologico, uno dei rischi maggiori della solitudine è che porti gradualmente a chiudersi ancora di più. Quando ci si sente soli si tende a pensare che gli altri non siano interessati, che sia troppo tardi per fare nuove conoscenze o che non si abbia più molto da offrire. Questi pensieri, comprensibili ma spesso severi nei confronti di sé stessi, finiscono però per ridurre ulteriormente le occasioni di incontro. Le amicizie, soprattutto in età adulta, raramente nascono all'improvviso. Molto più spesso si costruiscono a partire da piccoli contatti ripetuti nel tempo, da interessi condivisi, da attività che permettono di incontrare persone con una certa continuità. Per questo motivo può essere utile iniziare a chiedersi non soltanto come trovare amici, ma anche quali contesti potrebbero permetterle di sentirsi più a suo agio e autentico. Le relazioni tendono a nascere più facilmente quando ci si trova in ambienti che rispecchiano i propri interessi, i propri valori e il proprio modo di essere. Mi sembra importante anche soffermarsi su quella sensazione di sentirsi inutile. Talvolta, dopo una delusione affettiva o un periodo di isolamento, il giudizio verso sé stessi diventa molto duro. Si finisce per misurare il proprio valore in base alla presenza o all'assenza di una relazione o di una rete sociale. Eppure il valore di una persona non coincide con il numero di amici che ha o con il fatto di essere in coppia. Spesso dietro questi vissuti si nascondono bisogni emotivi profondi che meritano di essere ascoltati e compresi. Proprio per questo motivo potrebbe essere utile considerare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico. Non perché ci sia qualcosa di sbagliato in lei, ma perché questa fase della sua vita potrebbe rappresentare un'occasione per comprendere meglio come è arrivato a sentirsi così solo, quali schemi relazionali si sono sviluppati nel tempo e quali ostacoli oggi rendono più difficile costruire nuovi rapporti. Un percorso cognitivo comportamentale può aiutare molto a comprendere i meccanismi che mantengono il senso di isolamento e a recuperare gradualmente fiducia nelle relazioni e nelle proprie risorse personali. A 53 anni non è affatto troppo tardi per creare nuove amicizie, conoscere persone significative o costruire una vita relazionale più soddisfacente. Molte persone iniziano nuove fasi importanti della propria vita proprio dopo periodi di crisi o di cambiamento. Certamente richiede tempo, pazienza e la disponibilità a rimettersi in gioco un passo alla volta, ma il fatto stesso che lei senta il desiderio di aprirsi nuovamente agli altri rappresenta già un segnale positivo. Cerchi quindi di non interpretare questo momento come un punto di arrivo, ma come una fase di transizione. La sofferenza della solitudine merita ascolto, ma non deve necessariamente definire il suo futuro. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Gentilissimo Matteo, la prima cosa è fare chiarezza dentro di lei, solo così potrà ritrovare la sua serenità e di conseguenza avere relazioni amicali e relazioni intime più funzionali a lei. Ecco perché le consiglio un’approfondimento personale attraverso il colloquio psicologico di autenticazione, per riscoprire la sua vera persona. Quindi conoscersi veramente e diventare più consapevole di se stesso, solo così potrà condividersi anche con gli altri. Saluti Dott. Maurizio Di Benedetto


uongiorno Marco, quello che descrive è una situazione più comune di quanto si pensi, soprattutto dopo la fine di una relazione importante. Quando un rapporto termina, spesso ci si accorge che nel tempo anche alcune amicizie si sono allentate e ci si può sentire soli o privi di punti di riferimento. Innanzitutto, vorrei dirle che il valore di una persona non dipende dall'esito di una relazione. Il fatto che una storia non abbia funzionato non rappresenta una sconfitta personale, ma un'esperienza che può aiutare a comprendere meglio i propri bisogni e ciò che si desidera per il futuro. Per creare nuove amicizie può essere utile partire da attività che le interessano realmente: corsi, gruppi sportivi, associazioni di volontariato, attività culturali o iniziative presenti nel suo territorio. Quando si condividono interessi ed esperienze, le relazioni nascono più spontaneamente e con maggiore autenticità. Le suggerisco anche di non porsi l'obiettivo immediato di trovare molti amici, ma di concentrarsi su piccole occasioni di incontro e conoscenza. Le amicizie significative si costruiscono gradualmente, attraverso contatti ripetuti nel tempo. Infine, provi a non interpretare la solitudine di questo momento come una condizione definitiva. Sta attraversando una fase di cambiamento e di riorganizzazione della sua vita: può essere un periodo difficile, ma anche un'opportunità per riscoprire interessi, risorse personali e nuove relazioni. Le auguro di trovare persone con cui condividere momenti piacevoli e autentici. Un cordiale saluto.


Buongiorno, da quello che racconta sembra che negli ultimi anni si siano sommati diversi cambiamenti importanti: la fine di una relazione significativa, l'allontanamento di molte amicizie e la sensazione di ritrovarsi più solo di quanto vorrebbe. È comprensibile che in alcuni momenti possa sentirsi scoraggiato, ma il fatto che oggi senta il desiderio di costruire nuovi legami è un segnale positivo. Dopo una separazione è frequente vivere un periodo in cui si mettono in discussione molte cose, compreso il proprio valore personale. Vorrei però invitarla a non interpretare la fine della relazione come una "sconfitta". Le relazioni terminano per motivi complessi e il fatto che alcuni bisogni importanti per lei non trovassero spazio all'interno della coppia non significa che abbia fallito. Per quanto riguarda le amicizie, spesso da adulti non nascono spontaneamente come accadeva in gioventù: è necessario creare occasioni di incontro. Potrebbe essere utile partire da attività che la interessano davvero, come corsi, gruppi sportivi, escursioni, volontariato, associazioni culturali o iniziative presenti nel suo territorio. Quando ci si incontra attorno a interessi condivisi, fare conoscenza diventa più naturale e meno forzato. Le suggerisco anche di procedere senza mettersi troppa pressione. Non è necessario trovare subito amici molto stretti: spesso le relazioni significative nascono da piccoli contatti ripetuti nel tempo, una conversazione, un'attività condivisa, una conoscenza che gradualmente si approfondisce. Le auguro di trovare occasioni di incontro che possano farla sentire nuovamente parte di una rete di relazioni autentiche e soddisfacenti. Saluti.


Le consiglio anzitutto di assaporare e gustare la compagnia di se stesso Chi sa stare bene con se stesso coltiva il proprio giardino e quando incontra gli altri ha da offrire la visione di una interiorità ben nutrita e florida Se ha difficoltà a stare con se stesso e godere della sua presenza come potrebbero gli altri trovare piacevole la sua compagnia Nel frattempo si apra a nuove esperienze relazionali iscrivendosi a associazioni o gruppi in cui poter sperimentare uno scambio nutriente, ovvero che la appaghi State da soli e imparare a farlo non esclude automaticamente la presenza degli altri anzi attira molto di più una persona che sa bastare a sé stesso di una che va in cerca con la mano stesa a mendicare compagnia e comprensione Non si accontenti chieda di più a se stesso e alla vita e avanzi con fiducia incontro a tutto quello che sia oggi che domani sta ricevendo Fiducia nel futuro e gratitudine per il presente mi paiono essere due importanti trampolini di lancio per riorganizzare una quotidianità degna di essere vissuta La saluto cordialmente


La sensazione di solitudine dopo la fine di una relazione e la perdita progressiva dei contatti con gli amici, è qualcosa che capita con una certa frequenza, soprattutto in certi periodi della vita in cui tutto sembra cambiare contemporaneamente. La parola "inutile" che usa per descriversi merita attenzione, perché spesso quella sensazione non dipende davvero da chi si è o da quello che si vale, ma dal fatto di attraversare un momento in cui i punti di riferimento abituali sono venuti meno. Quando manca la relazione, quando gli amici si diradano, è facile che il senso di sé ne risenta, anche in chi ha molte risorse. Ricostruire connessioni richiede tempo, e non è sempre semplice farlo da soli, soprattutto quando si parte da un momento di fragilità. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla non solo a stare meglio con se stesso, ma anche a ritrovare la fiducia necessaria per aprirsi a nuove relazioni.


Buon giorno Marco, un supporto psicologico è suggerito. L'aiuterebbe a chiarire e a sistemare diverse aree e situazioni, che hanno bisogno di cura ed attenzione. Un saluto, dottoressa Teresita Forlano


Buongiorno. Nel leggere il suo inserto mi hanno colpito le parole "sconfitta" e "bisogno". Come se, mossi dal bisogno di stare in relazione, che sia d'amore o d'amicizia, la sua fine portasse a farla sentire "solo" e "inutile". D'altronde il bisogno indica una necessità, come il mangiare o il bere, per esempio, e senza adempiere ad essa non si sopravvive. Forse, potrebbe aiutarla recuperare, piuttosto, il desiderio di stare in relazione e capire cosa ne genera in lei il bisogno: quale "fame" sazia l'altro? In questo modo, forse, potrà iniziare a costruire legami liberi dal loro valore di necessità e pieni di voglia di condividere.


Buongiorno, comprendo il fatto che lei abbia bisogno di fare nuove conoscenze. Per aiutarla però avrei bisogno di una domanda più specifica. Che cosa la blocca nel fare amicizia? Di che tipo di consiglio pensa di avere bisogno? RIMANGO A DISPOSIZIone Dott. Federico Bartoli


Buongiorno Marco, quello che racconti parla di un momento di passaggio delicato: la fine di una relazione complicata, la sensazione che le amicizie si siano allontanate e il bisogno di ritrovare presenza, scambio e valore nella tua vita. Sentirsi soli o “inutili” dopo una separazione può essere molto pesante, soprattutto quando viene meno anche una rete di amicizie su cui appoggiarsi. Non significa però che tu non abbia valore o che non possa costruire nuovi legami; significa piuttosto che stai attraversando una fase in cui alcune parti della tua vita sembrano essersi svuotate e hanno bisogno di essere comprese e riorganizzate. Anche il vissuto legato alla relazione precedente sembra averti lasciato un senso di sconfitta, forse non solo per la mancanza di intimità, ma per ciò che quella distanza rappresentava emotivamente: non sentirsi desiderati, scelti o pienamente accolti può ferire molto. In situazioni come questa può essere utile intraprendere un percorso psicologico, non perché ci sia necessariamente “qualcosa che non va”, ma per dare spazio a ciò che provi, elaborare la fine della relazione e ritrovare gradualmente un senso di fiducia nei rapporti e in te stesso. Il bisogno di nuove amicizie è un segnale importante: dice che una parte di te desidera ancora vicinanza, condivisione e vita. Questo è già un elemento prezioso da cui ripartire. Un caro saluto.


Buongiorno Marco, grazie per aver condiviso con sincerità quello che stai vivendo. Quello che descrivi – la perdita graduale di amicizie, la fine di una relazione significativa e il senso di solitudine che a tratti ne deriva – è qualcosa che può far sentire spaesati e anche mettere in discussione il proprio valore personale. Il fatto che tu lo stia riconoscendo e che tu senta il desiderio di riattivarti verso nuove relazioni è già un passaggio importante e prezioso. Ripartire dalle relazioni, soprattutto dopo una fase di cambiamento, può richiedere tempo e piccoli passi: contesti nuovi o già frequentati con maggiore continuità (attività di gruppo, sport, corsi, volontariato) possono essere occasioni utili per riattivare legami spontanei, senza la pressione immediata di “dover” creare amicizie profonde. A volte è proprio la continuità e la condivisione di esperienze semplici a favorire nuove connessioni. Allo stesso tempo, il senso di “inutilità” che a tratti riferisci merita attenzione e accoglienza: non definisce il tuo valore, ma segnala una fatica emotiva che può essere importante esplorare con calma, magari anche in uno spazio di supporto psicologico, per aiutarti a ritrovare punti di riferimento interni e relazionali più solidi. Ti incoraggio a procedere con gentilezza verso te stesso, senza fretta e senza giudizio, un passo alla volta. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta Ricevo anche on-line


Buongiorno Marco, da ciò che scrive emergono due aspetti diversi ma collegati: da una parte la fine di una relazione vissuta anche come sconfitta, dall’altra il ritrovarsi oggi senza una rete di amicizie e con momenti in cui si sente solo e inutile. Quando finisce una relazione complicata, soprattutto se ha lasciato addosso un senso di rifiuto o di fallimento, può accadere di chiudersi senza accorgersene. Poi, quando ci si sente più tranquilli, ci si guarda intorno e sembra che siano spariti tutti. Il rischio è aspettare di “sentirsi di nuovo sicuri” prima di cercare gli altri, ma così la solitudine si rinforza. Un primo passo utile non è cercare subito “nuovi amici”, perché questa parola può diventare troppo grande. Provi piuttosto a cercare contesti ripetuti: un corso, un’attività sportiva leggera, volontariato, un gruppo legato a un interesse, qualcosa in cui rivedere le stesse persone più volte. Le amicizie raramente nascono da un grande gesto; più spesso nascono dalla presenza costante in luoghi dove si può essere riconosciuti poco alla volta. Le suggerirei anche un piccolo esercizio: per due settimane non si chieda “chi vuole diventare mio amico?”, ma “dove posso tornare due volte?”. L’obiettivo non è piacere subito, ma rimettersi in movimento. Per capire meglio sarebbero utili alcune domande: * da quanto tempo si sente così solo? * ha ancora qualche conoscenza, anche lontana, che potrebbe ricontattare? * quali attività le piacevano prima della relazione? * quando dice che si sente inutile, è solo un momento di tristezza o le capita di pensare di non voler più vivere? Se il senso di inutilità diventasse forte o persistente, sarebbe importante parlarne con uno psicologo o con il medico. Non perché lei sia “sbagliato”, ma perché dopo una rottura e un isolamento prolungato può servire un aiuto per ricostruire passo dopo passo relazioni, fiducia e direzione. Un caro saluto.

Dott. Roberto Barbieri

Dott. Roberto Barbieri

psicologo

Montecchio Precalcino

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​Gentile Marco, La conclusione di una relazione complessa e la sensazione di vedere svanire i propri punti di riferimento relazionali a 53 anni possono far emergere vissuti profondi di solitudine e, soprattutto, un doloroso senso di ""inutilità"". Quando un legame importante si interrompe portando con sé il peso di una distanza intima vissuta come un insuccesso, è del tutto comprensibile sentirsi smarriti; tuttavia, il fatto che lei avverta oggi il bisogno e il desiderio di aprirsi a nuove amicizie indica una spinta vitale importante, che merita di essere ascoltata e sostenuta. Per contrastare l'isolamento e ritrovare il senso del proprio valore, il passo principale consiste nel reinserirsi gradualmente in contesti sociali e aggregativi orientati alla condivisione di attività o scopi comuni sul territorio. Partecipare a realtà associative, civiche o di volontariato permette non solo di incontrare altre persone in modo spontaneo, ma offre l'opportunità di riscoprire l'importanza del proprio contributo concreto all'interno di un gruppo, aiutando a ridefinire positivamente la percezione di sé. Ricominciare a investire nelle relazioni sociali richiede tempo e pazienza verso se stessi. Se in questa fase il senso di vuoto o la sensazione di "inutilità" dovessero risultare difficili da superare, un percorso di supporto psicologico individuale potrebbe rappresentare lo spazio più idoneo per elaborare l'impatto di questa separazione, consolidare la sua autostima e accompagnarla con maggiore sicurezza verso questa nuova progettualità relazionale. Cordialmente Dott.ssa Melinda Romano - Psicologa.


Buongiorno Marco, grazie per la sua condivisione. Apprezzo molto la sua volontà di mettersi in gioco e di ricostruirsi una rete sociale. Sentirsi soli è un'esperienza umana e del tutto normale; non abbia troppa fretta, anche se comprendo perfettamente che questa sensazione possa diventare frustrante. Il mio consiglio pratico è di provare a concentrarsi sui suoi interessi personali: sport, musica, cinema, arte o qualsiasi altra sua passione. Da qui, potrebbe cercare di coltivare un hobby in un contesto che le permetta di conoscere altre persone con cui condividere qualcosa in comune. Per rendere la mia risposta ancora più chiara, le faccio un esempio: se le piace il calcio, potrebbe iscriversi a un torneo amatoriale, frequentare un club di tifosi o andare a vedere qualche partita. Questi contesti rendono molto più spontaneo iniziare a socializzare con chi si ha intorno. Per dubbi o ulteriori chiarimenti resto a disposizione. Buona giornata!


Buongiorno Marco, quello che descrive è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto dopo una separazione e in una fase della vita in cui le relazioni cambiano. Non c’è nulla di “sbagliato” in lei: si è chiuso un capitolo importante e adesso si trova in uno spazio nuovo, che all’inizio può far sentire vuoti o disorientati, ma che è anche un’opportunità concreta per ricostruire qualcosa di più adatto a chi è oggi. La sensazione di sentirsi “inutile” spesso non nasce da quello che siamo davvero, ma dal fatto che in questo momento mancano connessioni che ci rispecchiano. È come se le mancasse uno specchio relazionale, qualcuno con cui condividere, ridere, sentirsi visto. E questo pesa, è normale. Le farei però una domanda: che tipo di amicizie desidera davvero oggi? Persone con cui uscire e distrarsi? Qualcuno con cui parlare in modo più profondo? Attività condivise? Perché più è chiaro questo, più diventa facile muoversi nella direzione giusta. Un altro punto importante: nella sua quotidianità attuale, quanto spazio c’è per incontrare persone nuove? Spesso non è solo “mancanza di occasioni”, ma mancanza di contesti. Le amicizie non nascono quasi mai dal nulla, ma da ambienti ripetuti nel tempo. Attività di gruppo, corsi, volontariato, sport, anche cose semplici ma costanti. Non serve fare tutto insieme: basta iniziare da un luogo dove è più facile che le interazioni avvengano in modo naturale. E le dico anche una cosa diretta: dopo una relazione in cui si è sentito insoddisfatto (anche sul piano intimo), può esserci sotto una ferita legata al sentirsi rifiutato o non desiderato. Questo, a volte, porta a chiudersi un po’ o a sentirsi meno sicuri nel proporsi agli altri. Le risuona in qualche modo? Il fatto che lei oggi dica “sono tranquillo ma ho bisogno di nuove amicizie” è già un ottimo punto di partenza: significa che non è bloccato nel passato, ma che sta cercando di andare avanti. Ora serve trasformare questo bisogno in piccoli passi concreti, senza aspettarsi che tutto cambi subito. Se vuole, può iniziare così: scegliere una sola attività che le incuriosisce e frequentarla con continuità, anche senza l’obiettivo immediato di “fare amicizia”. Le relazioni arrivano spesso come conseguenza, non come obiettivo diretto. E se sente che questa solitudine tocca qualcosa di più profondo — come il senso di valore personale o la fatica a rimettersi in gioco — parlarne in uno spazio dedicato può aiutarla a non affrontarla da solo. Se le va, può scrivermi in privato: possiamo capire insieme da dove partire in modo concreto e adatto a lei.


Buongiorno Signore Marco, di seguito condivido alcune riflessioni per iniziare ad aprirsi a nuove relazioni sociali. Il "vuoto sociale" è una condizione oggettiva derivante dal cambiamento delle priorità personali nel corso degli anni. Riconoscere che "gli amici sono spariti tutti" è un'osservazione lucida della realtà. Questo vuoto non è un errore personale, ma una dinamica sociale comune nelle relazioni che durano a lungo, in cui il mondo esterno finisce per gravitare solo attorno ai due partner. Affrontare la cinquantina con la consapevolezza di dover ricostruire il proprio tessuto sociale è un passaggio significativo che richiede coraggio e riflessione. Molte persone, dopo aver vissuto esperienze complesse o terminato relazioni di coppia, si ritrovano a fare i conti con un senso di isolamento che può essere percepito come una sconfitta personale. È fondamentale, tuttavia, cambiare prospettiva: riconoscere di essere in una fase di transizione permette di trasformare il senso di solitudine in un motore per il cambiamento. Sentirsi "soli" o "inutili" dopo una rottura è una reazione comune, specialmente quando la fine di una relazione è dettata da dinamiche insoddisfacenti, come la mancanza di intimità fisica. Questa sensazione di vuoto non definisce il suo valore individuale, ma segnala piuttosto la necessità di riorientare le proprie energie verso nuove direzioni. Il desiderio di fare nuove amicizie a 53 anni è un vero e proprio investimento nel proprio benessere psicofisico futuro. Investire nel recupero di contatti o nella creazione di nuove amicizie serve a validare la propria identità all'interno di una comunità. La condivisione di interessi comuni aiuta a spostare il focus dal dolore del passato verso la curiosità per il presente. In questo contesto, l'amicizia non è solo compagnia, ma un terreno fertile per lo scambio emotivo e la crescita personale. Il primo passo per iniziare ad aprirsi a nuove relazioni sociali consiste nel trasformare il senso di solitudine in intenzionalità operativa; Invece di concentrarsi sull'assenza di amici, è necessario spostare il focus sulle attività che permettono la condivisione. Gli obiettivi devono essere SMART: specifici, misurabili, accessibili, realistici e temporizzabili. Un obiettivo efficace non è un traguardo astratto come "trovare amici", ma un'azione specifica come "partecipare a un'attività di gruppo una volta a settimana". Questo approccio permette di monitorare i progressi senza sovraccaricarsi di aspettative immediate, riducendo l'ansia da prestazione sociale. Si consideri la differenza tra un intento vago e un obiettivo strutturato: Intento vago: "Vorrei uscire di più e conoscere persone nuove per non sentirmi solo." (Questo approccio porta spesso alla paralisi, perché non indica dove o come). Obiettivo strutturato: "Nei prossimi 14 giorni, mi iscriverò a un corso di fotografia o a un gruppo di escursionismo locale, ecc., impegnandomi a frequentare almeno due incontri per testare la compatibilità con il contesto e le persone presenti." (Questo approccio è specifico, misurabile e limitato nel tempo). È necessario pianificare piccoli interventi di uscita dalla propria zona di comfort. Questo significa identificare luoghi dove la condivisione di un interesse (sport, arte, impegno civile) possa agire da catalizzatore per la conversazione. La gestione del tempo, quindi, deve includere spazi dedicati non solo al fare, ma all'essere in relazione, accettando che ogni nuova amicizia richieda tempo e pazienza per consolidarsi. La presenza di una rete sociale solida agisce come un potente fattore protettivo contro lo stress e i sentimenti di inadeguatezza. Gli esseri umani siamo sociali e la qualità delle interazioni che intratteniamo influenza direttamente la nostra percezione di autoefficacia. Quando ci sentiamo connessi agli altri, la percezione di inutilità tende a dissiparsi, sostituita da un rinnovato senso di appartenenza. Le auguro tanto successo nei suoi prossimi obiettivi di socializzazione. Cordiali saluti e Buona giornata! Dott.ssa Mariana Colman


Buongiorno Marco,innanzitutto vorrei dirle che quello che sta provando è molto più comune di quanto si pensi. Dopo una separazione, soprattutto quando arriva dopo una relazione che l'ha fatta soffrire e nella quale si è sentito poco considerato nei suoi bisogni, è normale attraversare momenti di solitudine e chiedersi da dove ripartire. Mi colpisce però una frase del suo messaggio, "mi sento a volte solo e inutile". La solitudine e l'inutilità non sono la stessa cosa. Può capitare di sentirsi soli, ma questo non significa valere meno o essere meno importanti. Spesso, dopo la fine di una relazione, il rischio è quello di giudicare se stessi in base a ciò che non ha funzionato. Per quanto riguarda le amicizie, il consiglio è di non partire dall'obiettivo di trovare subito amici, ma di cercare occasioni per stare con persone che condividono i suoi interessi. Un corso, un'attività sportiva, il volontariato, un gruppo escursionistico o culturale possono essere ottimi punti di partenza. Le amicizie, nella maggior parte dei casi, nascono proprio dalla frequentazione spontanea e continuativa.Cerchi anche di non chiudersi in casa aspettando che passi questo momento. Anche piccoli passi, come uscire più spesso o riprendere attività che le piacevano, possono fare una grande differenza. Dal suo messaggio, a me arriva una persona che ha avuto il coraggio di chiudere una situazione che non la rendeva più serena e che ora sta cercando di costruire una nuova fase della propria vita. Le auguro di trovare persone con cui sentirsi accolto e valorizzato. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Giuridica e Psicodiagnosta


Salve Marco a volte la vita ci riporta a tornare soli e serve sicuramente conoscersi e cercare luoghi di aggregazione che possano piacere unendo passioni e conoscenze. Questo però a volte non risolve tutto il dolore di una chiusura di relazione o non ci aiuta a superarlo. Invito semplicemente ad ascoltarsi e prendersi cura di sé così da capire cosa è meglio per lei in questo momento. Buona continuazione Dott.ssa Casumaro Giada


Buongiorno Marco, grazie per aver condiviso ciò che sta vivendo. Da quello che racconta, sembra che la fine della relazione abbia coinciso anche con una riduzione delle amicizie e dei punti di riferimento, lasciandola con un senso di solitudine che oggi pesa molto. È comprensibile sentirsi così: quando si attraversano cambiamenti importanti, può capitare di ritrovarsi a fare i conti con il bisogno di ricostruire la propria rete sociale. La buona notizia è che il desiderio di fare nuove amicizie è già un primo passo importante. Spesso le relazioni nascono più facilmente quando ci si inserisce in contesti legati ai propri interessi: attività sportive, corsi, associazioni di volontariato, gruppi culturali o ricreativi. L'obiettivo iniziale non dovrebbe essere trovare subito amici stretti, ma creare occasioni di incontro e condivisione. Mi colpisce anche quando dice di sentirsi "inutile". A volte, dopo una separazione o una delusione affettiva, il rischio è quello di mettere in discussione il proprio valore personale. Per questo potrebbe essere utile non concentrarsi solo sulla ricerca di nuove amicizie, ma anche sul recupero della fiducia in sé stesso e sul riconoscimento delle proprie risorse. Se sente che la solitudine e questo senso di inutilità stanno diventando particolarmente pesanti, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a elaborare la fine della relazione, rafforzare l'autostima e affrontare con maggiore serenità questa nuova fase della sua vita. Spesso, quando si sta meglio con sé stessi, diventa anche più facile costruire relazioni autentiche con gli altri. Non è mai troppo tardi per creare nuovi legami e dare una direzione diversa alla propria vita sociale.

Dott.ssa Chiara Parodi

Dott.ssa Chiara Parodi

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Buongiorno Marco, grazie per aver condiviso ciò che sta vivendo. Da quello che scrive, sembra che negli ultimi anni abbia dovuto affrontare diverse perdite importanti: la fine di una relazione significativa e, contemporaneamente, l'allontanamento di amicizie che un tempo facevano parte della sua vita. È comprensibile che, in alcuni momenti, possa sentirsi solo o scoraggiato. Vorrei però sottolineare un aspetto importante: il fatto che oggi si senta più tranquillo rispetto alla relazione conclusa suggerisce che sta già attraversando un processo di adattamento e riorganizzazione della sua vita. La sofferenza per ciò che è accaduto non definisce il suo valore come persona. Una relazione che non ha funzionato, anche sotto l'aspetto dell'intimità, non rappresenta una sconfitta personale, ma l'esito di una dinamica di coppia che probabilmente non rispondeva più ai bisogni di entrambi. Per quanto riguarda le nuove amicizie, spesso in età adulta non nascono in modo spontaneo come accadeva da giovani: è necessario creare occasioni in cui incontrare persone con interessi comuni. Potrebbe essere utile chiedersi quali attività le piacciono o le hanno sempre incuriosito. Corsi, attività sportive, gruppi di cammino, volontariato, associazioni culturali o ricreative possono offrire contesti favorevoli per conoscere nuove persone senza la pressione di dover creare immediatamente un legame profondo. Un altro aspetto importante è non aspettarsi che la solitudine si risolva dall'oggi al domani. Le amicizie richiedono tempo, continuità e occasioni ripetute di incontro. A volte il primo obiettivo non è trovare un amico stretto, ma semplicemente ampliare gradualmente la propria rete di contatti e tornare a sentirsi parte di una comunità. Mi ha colpito la frase in cui dice di sentirsi "inutile". Le suggerirei di prestare attenzione a questo pensiero e di chiedersi da dove provenga. Spesso, dopo una separazione o in periodi di maggiore isolamento, si rischia di valutare il proprio valore personale in base alla presenza o meno di una relazione o di persone attorno a sé. Il valore di una persona, però, non dipende dal numero di amici che ha o dal fatto di essere in coppia. Continui a coltivare gli aspetti della sua vita che le danno serenità e provi a fare un piccolo passo concreto verso un'attività che la metta in contatto con altre persone. A volte le nuove amicizie nascono proprio quando ci si concentra sul vivere esperienze significative, più che sulla ricerca dell'amicizia in sé. Le auguro di trovare occasioni di incontro autentiche e gratificanti.


Caro Marco sicuramente un breve consulto psicologico ti potrebbe aiutare a capire cosa rappresenta per te questo sfiorire di amicizie. Forse anche a vivere con più serenità questa fase di cambiamento. Ti capisco, però ,perchè siamo esseri relazionali ed abbiamo bisogno di stare con gli altri...le soluzioni pratiche? Ci sono, dipende da quello che tu desideri e ami fare ...ma bisognerebbe conoscerti meglio. Ci sono oggi dei social che mettono in contatto persone sulla base dei loro interessi nel tempo libero e organizzano gruppi per uscire e fare cose insieme. Ma tornando al punto centrale del mio consiglio...valuta con un bravo professionista cosa significa per te questo momento di vita. Buona fortuna.


Gentile utente di mio dottore, il tema qui riportato andrebbe meglio esplorato in uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia potrebbe fornirle. Valuti la possibilità di parlarne con uno specialista, potrebbe ricevere così le indicazioni sperate. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Buongiorno, dopo la fine di una relazione importante è abbastanza comune accorgersi che anche la rete di amicizie si sia ridotta e che possano emergere sentimenti di solitudine. Il fatto che oggi si senta più tranquillo è un buon punto di partenza, ma il bisogno di creare nuovi legami è altrettanto naturale e merita attenzione. Il consiglio è di partire da contesti che rispecchino i suoi interessi, come un corso, un'attività sportiva, il volontariato, un gruppo di escursionismo o un'associazione possono essere ottime occasioni per conoscere persone senza la pressione di dover instaurare subito un'amicizia. Anche le app dedicate agli eventi o alle amicizie tra adulti possono rappresentare uno strumento utile, se utilizzate con serenità. Noto anche ciò che scrive sulla precedente relazione e sul fatto di aver vissuto la mancanza di intimità come una sconfitta. Una relazione che non funziona sul piano affettivo o sessuale non definisce il suo valore come persona. Può essere utile concedersi il tempo di elaborare questa esperienza, così da ripartire con maggiore fiducia sia nelle amicizie sia in un'eventuale futura relazione. Restando a disposizione. Buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano


Buongiorno Marco, grazie per aver condiviso il suo vissuto. Quello che descrive è un momento di cambiamento importante, in cui alla fine di una relazione e alla progressiva distanza dalle amicizie può seguire una sensazione di vuoto e solitudine, che è comprensibile in fasi di transizione della vita. Attività come corsi, gruppi sportivi leggeri, associazioni culturali o percorsi di volontariato possono rappresentare occasioni preziose non solo per conoscere nuove persone, ma anche per ricostruire gradualmente una routine sociale più stabile e naturale. Spesso, infatti, le relazioni nascono proprio dalla continuità e dalla condivisione di interessi, più che dalla ricerca diretta dell’amicizia. Un caro saluto!


Gentile Marco, quello che descrive è una situazione più comune di quanto si possa pensare. Nel corso della vita può capitare che, a seguito della fine di una relazione o dei cambiamenti legati all'età, alcune amicizie si allentino e ci si ritrovi con una rete sociale molto più ridotta. Questo può far emergere sentimenti di solitudine e, talvolta, portare a mettere in discussione il proprio valore personale. Vorrei però soffermarmi su una frase che ha scritto: "mi sento a volte solo e inutile". La solitudine è una condizione, non un'identità. Avere poche persone intorno in questo momento non significa essere una persona inutile o poco interessante. Spesso significa semplicemente trovarsi in una fase di transizione che richiede di ricostruire nuovi legami. Mi sembra anche che la fine della sua relazione, pur essendo stata sofferta, le abbia permesso di ritrovare una certa serenità. Scrive infatti che ora è tranquillo. Questo è un punto di partenza importante: quando si esce da un rapporto che faceva stare male, è naturale aver bisogno di ricostruire non solo una vita affettiva, ma anche sociale. Per creare nuove amicizie è utile partire dai propri interessi. Frequentare un corso, un'attività sportiva, un gruppo di cammino, un'associazione di volontariato o un circolo culturale permette di incontrare persone con cui si condivide già qualcosa. Le amicizie, infatti, raramente nascono cercandole direttamente: più spesso si sviluppano attraverso esperienze condivise e incontri ripetuti nel tempo. Le suggerirei anche di non vivere questa ricerca con troppa fretta. Dopo un periodo di isolamento si può desiderare di colmare subito il vuoto, ma i rapporti significativi hanno bisogno di tempo per costruirsi. È più importante coltivare pochi legami autentici che cercare molte conoscenze superficiali. Infine, se quel senso di inutilità dovesse diventare frequente o accompagnarsi a tristezza persistente, perdita di interesse o scoraggiamento, potrebbe essere utile confrontarsi anche con uno psicologo. Talvolta la fine di una relazione e la solitudine possono influire sull'autostima, e uno spazio di ascolto può aiutare a ritrovare fiducia nelle proprie risorse. Le auguro di concedersi l'opportunità di ricominciare. A 53 anni è ancora possibile costruire nuove amicizie, vivere esperienze significative e, se lo desidererà, anche aprirsi a nuove relazioni. Molte persone riscoprono proprio in questa fase della vita interessi, legami e aspetti di sé che erano rimasti in secondo piano. Le auguro che possa accadere anche a lei. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia


Gentile Marco, dal suo messaggio emerge che la fine della relazione non le ha fatto perdere solo una compagna, ma sembra aver lasciato anche un senso di vuoto nei legami e nella quotidianità. È comprensibile che oggi senta il desiderio di ricostruire una rete di relazioni. Più che cercare subito una nuova relazione sentimentale, potrebbe essere utile partire da contesti che le permettano di incontrare persone accomunate da interessi condivisi: un corso, un'attività di volontariato, un'associazione o un gruppo legato a un suo hobby. Le amicizie nascono più facilmente quando ci si incontra attorno a qualcosa che ha valore per entrambi. Mi ha colpito una frase: "mi sento a volte solo e inutile". La solitudine può farci credere che il nostro valore dipenda dalla presenza degli altri. È importante, invece, non identificare questo momento della sua vita con ciò che lei è. Si conceda il tempo di costruire nuovi legami, senza viverli come una prova del suo valore personale. Le relazioni più significative, spesso, nascono proprio quando non ci si sente obbligati a colmare un vuoto, ma si è disponibili all'incontro con l'altro. Un cordiale saluto.


Buonasera Sig. Marco, emerge che oltre alla fine della relazione sta affrontando anche un periodo in cui si è ritrovato con una rete di amicizie molto ridotta. È comprensibile che questo possa farla sentire solo e a tratti portarla a mettere in discussione il suo valore personale. Vorrei però fare una distinzione importante: sentirsi soli non significa essere inutili. La solitudine è una condizione che può cambiare, mentre il valore di una persona non dipende dal numero di amici o dall'avere una relazione. Per creare nuovi legami può essere utile partire da contesti che rispecchiano i suoi interessi: un corso, un'attività sportiva, il volontariato o gruppi dedicati a un hobby. Le amicizie più durature spesso nascono proprio dalla condivisione di esperienze e interessi comuni, più che dalla ricerca di qualcuno con cui riempire un vuoto. Le suggerirei anche di chiedersi che cosa desidera oggi dalle relazioni. La fine della sua storia, da come la descrive, sembra aver lasciato delle ferite ma può rappresentare anche un'occasione per costruire rapporti più soddisfacenti e in linea con i suoi bisogni. Se questa sensazione di solitudine dovesse diventare sempre più pesante o persistente, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a ritrovare fiducia nelle relazioni e a vivere questa fase come un nuovo inizio, piuttosto che come una sconfitta. Le auguro di concedersi il tempo necessario: costruire nuovi legami richiede pazienza, ma è possibile anche in una fase diversa della vita. un caro saluto


La fine di una relazione importante e la perdita dei contatti sociali possono lasciare una sensazione di vuoto e solitudine, ma il fatto che lei senta il desiderio di creare nuovi legami è già un segnale positivo. Le amicizie in età adulta spesso richiedono più intenzionalità: non arrivano sempre spontaneamente come durante la scuola o il lavoro. Può provare a ripartire da interessi personali, frequentando corsi, attività sportive, gruppi culturali o associazioni dove incontrare persone con passioni comuni. Inoltre, è importante non collegare il suo valore personale alla fine della relazione o alla difficoltà vissuta nella sfera intima: una separazione non definisce chi lei è. È come un giardino rimasto inattivo per un periodo: non significa che sia morto, ma che ha bisogno di essere nuovamente coltivato con tempo e cura. Cerchi piccoli passi, anche una semplice conversazione o un nuovo contatto possono essere l’inizio di una rete sociale più ampia.


parti dai tuoi interessi, ci sono gruppi di ballo, in palestra, di trekking, ecc. da cosa nasce cosa...


Buongiorno Marco, la ringrazio per aver condiviso quello che sta vivendo. Dalle sue parole emerge il desiderio di ripartire e di ritrovare una dimensione di condivisione dopo un periodo in cui ha affrontato una relazione complessa e una sensazione di isolamento. La fine di una relazione importante, soprattutto quando è stata vissuta come una fonte di sofferenza o di frustrazione, può lasciare un senso di vuoto. Anche il fatto di aver perso nel tempo alcune amicizie può far sentire soli e portare a mettere in dubbio il proprio valore. Tuttavia, il fatto che oggi lei senta il bisogno di conoscere nuove persone è già un segnale positivo: significa che una parte di lei è orientata verso il cambiamento e verso il desiderio di stare meglio. Per costruire nuove amicizie spesso è utile partire da piccoli passi, senza avere come unico obiettivo quello di trovare subito legami profondi. Può provare a frequentare ambienti dove ci sia una possibilità naturale di incontrare persone con interessi simili ai suoi: attività sportive, corsi, gruppi legati a passioni personali, associazioni o iniziative nella sua zona. Anche una semplice conversazione può essere l'inizio di una nuova conoscenza. Rispetto alla relazione passata, mi sembra importante anche accogliere ciò che ha rappresentato per lei. La difficoltà nella sfera intima può essere vissuta come un rifiuto o come una ferita personale, ma non definisce il suo valore come uomo o come persona. Le relazioni possono incontrare blocchi e difficoltà che riguardano la coppia e non il valore individuale di uno dei due partner. Provi anche a non considerarsi "inutile" quando si sente solo. La solitudine è una condizione che può pesare molto, ma non è una misura del proprio valore. A volte, dopo periodi di chiusura o perdite, serve tempo per ricostruire una rete sociale. Si conceda la possibilità di ricominciare gradualmente, con curiosità verso gli altri e anche verso una nuova fase della sua vita. Se la sensazione di solitudine o inutilità dovesse diventare molto pesante e persistente, potrebbe essere utile anche uno spazio di confronto con un professionista, per essere accompagnato in questo passaggio. Le auguro di poter ritrovare presto relazioni in cui sentirsi visto, accolto e partecipe. **Dottoressa Alessia Mariosa** Ricevo anche online


Salve, grazie per la condivisione. Stai attraversando una situazione che molte persone vivono dopo la fine di una relazione lunga o importante: oltre alla perdita del rapporto, spesso si restringe anche la cerchia sociale. Ritrovarsi con pochi o nessun amico può far nascere un senso di solitudine e, a volte, di inutilità. Il fatto che tu dica di essere "tranquillo" è un buon punto di partenza: significa che senti il desiderio di ricostruire, non solo di lasciarti alle spalle ciò che è successo. Quello che è accaduto nella tua relazione, in particolare il fatto che mancasse l'intimità sessuale e che tu lo abbia vissuto come una sconfitta, può lasciare un segno sull'autostima. Ma la fine di una relazione non definisce il tuo valore come persona. Una relazione può finire per tanti motivi, anche molto complessi. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare ad avere più consapevolezza e affrontare al meglio un perio0do delicato avendo a disposizione nuove strategie grazie a un sostegno costante. Resto a disposizione.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.