Esperienze
Sono una Psicologa esperta in Psicologia del Lavoro, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania. Mi occupo di benessere della persona, offrendo uno spazio sicuro per affrontare sia le difficoltà personali ed emotive, sia le sfide legate alla sfera professionale.
Aiuto le persone a gestire:
Sostegno Psicologico: percorsi mirati alla gestione di stati ansiosi, potenziamento delle risorse personali e superamento di fasi di stallo.
Stress e difficoltà: momenti di forte stanchezza (burnout), tensioni con colleghi o superiori e insoddisfazione professionale.
Cambiamento e carriera: supporto per chi vuole cambiare lavoro, deve affrontare un colloquio o vuole capire come valorizzare le proprie capacità.
Crescita personale: percorsi per migliorare l’autostima e ritrovare la propria sicurezza.
Conciliazione Vita-Lavoro: supporto psicologico finalizzato alla gestione del carico emotivo legato alla genitorialità e all'equilibrio tra le diverse sfere dell'esistenza.
Aree di competenza principali:
- Psicologia del lavoro
Principali patologie trattate
- Stress
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Colloquio psicologico
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Colloquio psicologico di coppia
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Modalità di pagamento (visite private)
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ha risposto a 13 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ho avuto una diagnosi di Burnout e da sei mesi sono in malattia. Dieci anni fa avevo avuto una diagn
Ho avuto una diagnosi di Burnout e da sei mesi sono in malattia. Dieci anni fa avevo avuto una diagnosi di bipolarismo ma tre anni fa avevo interrotto la frequenza col CPS (prendevo psicofarmaci) perchè stavo meglio . Ora ho dovuto rivolgermi nuovamente al CPS e sto riprendendo psicofarmaci. Al momento non sono ancora in grado di tornare al lavoro e vorrei troncare con quel lavoro che mi consuma. Sono curioso di sapere se Ci sono studi a riguardo la connessione tra burnout e una "riaccensione" di disturbo bipolare ? Può lo stato di stress lavorativo causarne una riattivazione ?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
comprendo profondamente il carico di sofferenza che traspare dalle sue parole, e la decisione di riprendere il percorso al CPS e la terapia farmacologica rappresenta un passo fondamentale di protezione verso se stessi.
Venendo al suo quesito, la risposta scientifica è affermativa: esiste una connessione clinica e neurobiologica tra burnout grave e la riattivazione o destabilizzazione di un disturbo dell'umore preesistente, come il disturbo bipolare. Dal punto di vista della psicologia del lavoro, uno stress cronico e prolungato esaurisce le risorse psicofisiche e genera un pesante carico allostatico. In presenza di una vulnerabilità biologica passata, questo sovraccarico agisce come un forte fattore scatenante capace di riaccendere le oscillazioni dell'umore. Il burnout, infatti, erode profondamente i confini psicologici tra sé e il lavoro, riducendo le difese e rendendo il sistema nervoso estremamente esposto.
Ci tengo a precisare, dal mio punto di vista professionale di psicologa del lavoro, che la gestione clinica e farmacologica di un disturbo bipolare e dei relativi aggiustamenti terapeutici compete esclusivamente ai medici psichiatri e agli psicoterapeuti. Tuttavia, posso confermarle quanto l'ambiente lavorativo possa pesare come fattore di innesco sui confini del benessere psicologico.
Il fatto che lei senta il bisogno di troncare con quel lavoro è un chiaro segnale di autotutela: la sua mente e il suo corpo stanno chiedendo una presa di distanza radicale da un ambiente divenuto logorante. Le auguro di prendersi tutto il tempo necessario per la sua guarigione, affidandosi all'équipe del CPS e a uno spazio di cura dedicato per elaborare questa transizione. Un caro saluto.
Dott.ssa Romano Melinda.
Buonasera, probabilmente sono in burnout lavorativo... mi sento completamente spenta e senza energie
Buonasera, probabilmente sono in burnout lavorativo... mi sento completamente spenta e senza energie... Purtroppo, prima di potermi dimettere dal posto di lavoro ove sono attualmente impiegata dovrò aspettare qualche mese. Avrei bisogno di qualche consiglio per gestire e sostenere questi mesi...
Grazie
PS Vi prego, non mi dite di fare sport, perché è un'attività che proprio non amo...
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
accolgo con grande empatia il suo grido d'aiuto, perché la sensazione di sentirsi completamente spenta e svuotata di ogni energia è il nucleo più profondo del burnout. Affrontare mesi di attesa prima di potersi dimettere da un contesto lavorativo così logorante richiede una strategia di sopravvivenza emotiva e psicologica molto attenta, soprattutto sapendo di dover escludere a priori qualsiasi attività fisica.
In questa fase di transizione, la priorità assoluta non è la produttività o la risoluzione immediata, ma il contenimento delle energie residue. Dal punto di vista della psicologia del lavoro, quando non è possibile lasciare subito l'ambiente tossico, diventa fondamentale attuare una forma di distacco mentale e di micro-protezione quotidiana. Può iniziare a tracciare un confine netto tra sé e il lavoro, riducendo drasticamente il coinvolgimento emotivo e investendo le pochissime risorse rimaste solo in ciò che garantisce i bisogni biologici primari, come il riposo e un'alimentazione regolare, senza pretendere null'altro da se stessa.
Poiché lo sport non è una strada percorribile, può canalizzare il bisogno di scaricare la tensione attraverso canali a basso impatto energetico ma ad alto valore di contenimento emotivo, come la scrittura terapeutica di sfogo, l'ascolto di suoni rilassanti o semplici esercizi di respirazione diaframmatica per calmare il sistema nervoso autonomo sovraccarico. Accetti l'idea che questi mesi saranno faticosi e che l'obiettivo non è "star bene", ma traghettarsi verso l'uscita sprecando meno energie possibili. Si conceda il permesso di rallentare drasticamente e di non essere efficiente in nessun altro ambito della vita. Un caro saluto.
Dott.ssa Romano Melinda
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