Buongiorno Ho un problema con mio fratello che non so come risolvere e mi confonde molto Ho 29 ann
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Buongiorno
Ho un problema con mio fratello che non so come risolvere e mi confonde molto
Ho 29 anni, donna con due fratelli maschi maggiori. Abbiamo una storia familiare un po’ complicata. Da un lato fortunata per possibilità e per quel che penso per educazione e valori, un po’ sfortunata perchè abbiamo subito una separazione molto difficile dei miei genitori da piccoli/adolescenti (io 10 anni, miei fratelli 13 e 15).
Da ormai 4 mesi non parlo con mio fratello di mezzo, non so come comportarmi e cosa provare. Tutto è cominciato 2 anni fa, quando lui si è fidanzato con una ragazza. Inizialmente per me è stata una cosa assolutamente normale, poi lui ha iniziato a soffrire molto per questa relazione perché veniva ripetutamente umiliato, litigavano sempre, lo faceva sentire sempre inadeguato e lui ha per più di un anno parlato tanto con me per sfogarsi e chiedere aiuto. Gli ho consigliato da subito di fare un percorso di psicoterapia e gli ho sempre detto che per me questa persona non era giusta per lui, basandomi su quanta sofferenza ho visto che ha attraversato. Non sono un’esperta, ma credo ai trattasse di una relazione di narcisismo/dipendenza affettiva, e dopo un percorso e piano piano lui è riuscito dopo l’ennesima litigata (in cui lei mi ha addirittura chiamato coinvolgendomi) a lasciarla. Diceva di stare meglio, sicuramente è stato un periodo complicato per lui perché si stava forzando a non tornare sui suoi passi, ma sembrava andate tutto meglio. Dopo qualche mese lei è tornata a cercarlo e sono ritornati insieme. Lui non ha detto neinte a nessuno, né ha parlato sol con mia madre e ha fatto anche scelte lavorative il presuppongo in base a questa relazione. Dopo un po’ di tempo l’ho chiamato e gli ho semplicemente espresso la mia vicinanza e gli ho chiesto però di non scordarsi come era stato. Gli ho detto che a mio parere certe persone non cambiano più di tanto. Lui si è stizzito, dicendomi che lo trattavo da superiore ma è finita lì. Dopo qualche mese son andata in vacanza con mio padre, che non aveva avuto più notizie di mio fratello dall nuovo inizio della relazione. Mi ha ovviamente chiesto di lui, come stesse e come mai non lo sentiva più. Io ho parlato con mio padre, l’ho aggiornato sul fatto che fosse in vacanza con questa persona è gli ho espresso anche la mia preoccupazione. A fine estate sarei dovuta andare a trovare mio fratello nella sua città (ci sarebbe stata anche la fidanzata), ma qualche giorno prima ha saputo da mia mamma (per caso) che papà sapeva che era tornato con questa ragazza. È andato su tutte le furie e mi ha chiamato riempiendomi di urli e insulti dicendo che non avevo diritto di parlare di lui solo perché non ho argomenti con mio padre. A quel punto io mi sono presa un po’ di tempo e ho deciso che non sarei andata a casa sua solo perché mi sono sentita aggredita, e non sentivo i presupposti per trovarci in quella situazione. Avevo forse bisogno di tempo e avevo bisogno di non sentirmi in trappola in una situazione de genere. Lui si è infuriato ancora di più accusandomi di essere vigliacca e manipolatrice. Quando ero nella sua città (per motivi personali) gli ho scritto, avvisandolo che io ero lì e che se anche non ero a casa sua mi avrebbe fatto piacere vederlo. Ha rifiutato. Ci sono rimasta male ma non ho alzato conflitti. Il giorno dopo mi ha riscritto un messaggio in cui di nuovo mi insultava dicendo che ero stata un’arrogante e vigliacca e che se volevo si sarebbe fatto trovare solo per spiegarmi cosa avevo sbagliato. Ho trovato i presupposti di nuovo molto sbagliati e gli ho semplicemente risposto che sicuramente prima o poi avremmo dovuto parlare ma che non mi sembravano i presupposti e che gli volevo bene. Da quel giorno non mi ha mai più parlato. Quando lo vedo a pranzo con la famiglia non mi parla e quando può non si fa nemmeno trovare. Ha fatto una cena di compleanno e non mi ha voluto. Ho provato in questi mesi a chiedergli di parlarci ma non mi ha risposto.
Ieri gli ho scritto una lunga lettera, in cui ho provato a empatizzare con i suoi sentimenti, ho analizzato la nostra infanzia e ho chiesto scusa in tutti modi se per superficialità non mi sono accorta di averlo ferito. Gli ho spiegato che ero solo preoccupata che soffrisse e che senza volerlo gli ho inflitto altra sofferenza. Gli ho detto che mi sarei impegnata a non fare di nuovo gli stessi errori e che soeravo di fare pace con lui perché gli voglio bene.
Mi ha risposto con un messaggio in cui mi ha sostanzialmente detto che io sono la più piccola dei tre e che quindi ho sofferto meno per la separazione (cosa che mi fa stare sempre male xche è una storia che sento da tutta la vita e mi fa sentire come se non fossi in diritto di aver sofferto o perlomeno che nessuno me lo riconosxe). Che sono una persona orribile, meschina e vigliacca che non ho gli stessi valori suoi e dell’altro nostro fratello. Mi ha detto che sono una persona piccola, insicura, che ha costruito la sua personalità su di loro e che ho voluto parlare con mio padre dei fatti suoi per recuperare una strana considerazione che mio padre ha di me.
Sto molto male. Da un lato sento una grande ingiustizia nelle sue parole, una cattiveria che io non mi riconosco. Dall’altro mi chiedo se magari lui ha ragione e io sono davvero così orribile come dice. Mi sento orribile, mi sento buttata fuori e rifiutata dalla mia famiglia, sento realizzarsi esattamente la paura che ho sempre avuto: quella di essere invisibile per loro nel mio dolore e in quello che sono. Io mi sento una persona buona, come è possibile che sono stata capace di mostrarmi in questo modo?
Non so come e cosa fare. Vorrei scappare via.
Ho un problema con mio fratello che non so come risolvere e mi confonde molto
Ho 29 anni, donna con due fratelli maschi maggiori. Abbiamo una storia familiare un po’ complicata. Da un lato fortunata per possibilità e per quel che penso per educazione e valori, un po’ sfortunata perchè abbiamo subito una separazione molto difficile dei miei genitori da piccoli/adolescenti (io 10 anni, miei fratelli 13 e 15).
Da ormai 4 mesi non parlo con mio fratello di mezzo, non so come comportarmi e cosa provare. Tutto è cominciato 2 anni fa, quando lui si è fidanzato con una ragazza. Inizialmente per me è stata una cosa assolutamente normale, poi lui ha iniziato a soffrire molto per questa relazione perché veniva ripetutamente umiliato, litigavano sempre, lo faceva sentire sempre inadeguato e lui ha per più di un anno parlato tanto con me per sfogarsi e chiedere aiuto. Gli ho consigliato da subito di fare un percorso di psicoterapia e gli ho sempre detto che per me questa persona non era giusta per lui, basandomi su quanta sofferenza ho visto che ha attraversato. Non sono un’esperta, ma credo ai trattasse di una relazione di narcisismo/dipendenza affettiva, e dopo un percorso e piano piano lui è riuscito dopo l’ennesima litigata (in cui lei mi ha addirittura chiamato coinvolgendomi) a lasciarla. Diceva di stare meglio, sicuramente è stato un periodo complicato per lui perché si stava forzando a non tornare sui suoi passi, ma sembrava andate tutto meglio. Dopo qualche mese lei è tornata a cercarlo e sono ritornati insieme. Lui non ha detto neinte a nessuno, né ha parlato sol con mia madre e ha fatto anche scelte lavorative il presuppongo in base a questa relazione. Dopo un po’ di tempo l’ho chiamato e gli ho semplicemente espresso la mia vicinanza e gli ho chiesto però di non scordarsi come era stato. Gli ho detto che a mio parere certe persone non cambiano più di tanto. Lui si è stizzito, dicendomi che lo trattavo da superiore ma è finita lì. Dopo qualche mese son andata in vacanza con mio padre, che non aveva avuto più notizie di mio fratello dall nuovo inizio della relazione. Mi ha ovviamente chiesto di lui, come stesse e come mai non lo sentiva più. Io ho parlato con mio padre, l’ho aggiornato sul fatto che fosse in vacanza con questa persona è gli ho espresso anche la mia preoccupazione. A fine estate sarei dovuta andare a trovare mio fratello nella sua città (ci sarebbe stata anche la fidanzata), ma qualche giorno prima ha saputo da mia mamma (per caso) che papà sapeva che era tornato con questa ragazza. È andato su tutte le furie e mi ha chiamato riempiendomi di urli e insulti dicendo che non avevo diritto di parlare di lui solo perché non ho argomenti con mio padre. A quel punto io mi sono presa un po’ di tempo e ho deciso che non sarei andata a casa sua solo perché mi sono sentita aggredita, e non sentivo i presupposti per trovarci in quella situazione. Avevo forse bisogno di tempo e avevo bisogno di non sentirmi in trappola in una situazione de genere. Lui si è infuriato ancora di più accusandomi di essere vigliacca e manipolatrice. Quando ero nella sua città (per motivi personali) gli ho scritto, avvisandolo che io ero lì e che se anche non ero a casa sua mi avrebbe fatto piacere vederlo. Ha rifiutato. Ci sono rimasta male ma non ho alzato conflitti. Il giorno dopo mi ha riscritto un messaggio in cui di nuovo mi insultava dicendo che ero stata un’arrogante e vigliacca e che se volevo si sarebbe fatto trovare solo per spiegarmi cosa avevo sbagliato. Ho trovato i presupposti di nuovo molto sbagliati e gli ho semplicemente risposto che sicuramente prima o poi avremmo dovuto parlare ma che non mi sembravano i presupposti e che gli volevo bene. Da quel giorno non mi ha mai più parlato. Quando lo vedo a pranzo con la famiglia non mi parla e quando può non si fa nemmeno trovare. Ha fatto una cena di compleanno e non mi ha voluto. Ho provato in questi mesi a chiedergli di parlarci ma non mi ha risposto.
Ieri gli ho scritto una lunga lettera, in cui ho provato a empatizzare con i suoi sentimenti, ho analizzato la nostra infanzia e ho chiesto scusa in tutti modi se per superficialità non mi sono accorta di averlo ferito. Gli ho spiegato che ero solo preoccupata che soffrisse e che senza volerlo gli ho inflitto altra sofferenza. Gli ho detto che mi sarei impegnata a non fare di nuovo gli stessi errori e che soeravo di fare pace con lui perché gli voglio bene.
Mi ha risposto con un messaggio in cui mi ha sostanzialmente detto che io sono la più piccola dei tre e che quindi ho sofferto meno per la separazione (cosa che mi fa stare sempre male xche è una storia che sento da tutta la vita e mi fa sentire come se non fossi in diritto di aver sofferto o perlomeno che nessuno me lo riconosxe). Che sono una persona orribile, meschina e vigliacca che non ho gli stessi valori suoi e dell’altro nostro fratello. Mi ha detto che sono una persona piccola, insicura, che ha costruito la sua personalità su di loro e che ho voluto parlare con mio padre dei fatti suoi per recuperare una strana considerazione che mio padre ha di me.
Sto molto male. Da un lato sento una grande ingiustizia nelle sue parole, una cattiveria che io non mi riconosco. Dall’altro mi chiedo se magari lui ha ragione e io sono davvero così orribile come dice. Mi sento orribile, mi sento buttata fuori e rifiutata dalla mia famiglia, sento realizzarsi esattamente la paura che ho sempre avuto: quella di essere invisibile per loro nel mio dolore e in quello che sono. Io mi sento una persona buona, come è possibile che sono stata capace di mostrarmi in questo modo?
Non so come e cosa fare. Vorrei scappare via.
Cara Utente, la sua è una situazione impossibile in cui qualunque cosa fa è sbagliata. Non credo che sia in discussione la sua buona fede, né il suo valore come persona o come sorella. E' chiaro dalle sue parole che lei ha molto a cuore il benessere di suo fratello. Sono certa che lui ne è consapevole perché si è rivolto proprio a lei quando ha avuto bisogno di aiuto. Purtroppo anche suo fratello è in una posizione difficilissima. La dipendenza affettiva coinvolge in relazioni tossiche di sudditanza psicologica e necessita dell'esclusione dei parenti e degli amici che possono mettere in crisi le certezze (fittizie) che si hanno sul partner. Quando non è lo stesso partner ad allontanare i rivali affettivi e ad isolare la persona "dipendente affettiva", lo fa ella stessa da sola per evitare di essere criticata e giudicata, sapendo bene quale può essere l'opinione degli altri. In questi casi si consiglia innanzitutto di fare quello che lei ha già fatto, cioè ribadire l'affetto e la disponibilità. Suo fratello quando dovesse decidere di chiudere nuovamente la relazione tornerà da lei sicuro di essere accolto e capito. La rabbia che le ha manifestato forse era condizionata dalla compagna. Spesso il partner narcisista si sente furioso per le critiche che sa di essersi attirato e porta il partner dipendente ad esprimere questa rabbia contro amici e familiari. Quello che le consiglio è di vedere dietro alla rabbia di suo fratello la paura e il dolore piuttosto che un attacco alla sua persona. Evidentemente certe ferite e certi traumi infantili ci rendono molto vulnerabili e a volte accecano inducendo a reagire proprio come avremmo fatto all'epoca del trauma. Lui era semplicemente un adolescente ferito e forse rabbioso. Non ascolti le critiche, sia dolce con lui se ce la fa, lo lasci spiegarsi se vuole ancora farlo, non dica lei cosa lui prova o cosa pensa, ma lo ascolti e basta. Rinnovi la sua disponibilità e aspetti che lui torni libero...sperando che riesca ad aprire gli occhi. Non dipende da lei purtroppo che lui lo faccia o no. Se questa situazione invece riattiva i suoi, di traumi, si faccia aiutare con una psicoterapia basata sulla relazione, in cui trovare un professionista empatico e accogliente che le insegni come rassicurare e accogliere le sue parti ferite.
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Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Credo innanzitutto che sia importante che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero mediante il quale poter condividere pensieri e vissuti emotivi circa la situazione da lei riportata al fine di trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze di tutti. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
La situazione di profonda sofferenza e la complessità delle dinamiche familiari descritte (la separazione dei suoi genitori; il legame sofferto con suo fratello) potrebbero rimandare, in una certa misura, a suoi vissuti abbandonici. Come ha già fatto suo fratello in passato, è lei che, in questo momento, più probabilmente necessita di un supporto psicoterapeutico finalizzato a fare un'accurata chiarezza in merito al suo caso specifico.
Le separazioni in famiglia hanno un impatto diverso fra le persone, lasciando ferite che possono riattivare vissuti dolorosi, quando uno specifico stimolo le incontra.
La dinamica relazionale appena descritta contiene stimoli che attivano in lei vissuti dolorosi di colpa e responsabilità che le fanno mettere in discussione l'affetto smisurato che prova per suo fratello e le impongono di accudirlo.
Un percorso di psicoterapia potrebbe esserle utile ad indagare quali vissuti la spingono a dubitare di se stessa e dell'amore per suo fratello, e quali sono le emozioni a cui lei si affida di più per affrontare le dinamiche conflittuali.
Spero che questa mia risposta le sia stata utile, rimango a disposizione per ulteriori dubbi.
Un caro saluto
Dott. Giacomo Ginestrone
La dinamica relazionale appena descritta contiene stimoli che attivano in lei vissuti dolorosi di colpa e responsabilità che le fanno mettere in discussione l'affetto smisurato che prova per suo fratello e le impongono di accudirlo.
Un percorso di psicoterapia potrebbe esserle utile ad indagare quali vissuti la spingono a dubitare di se stessa e dell'amore per suo fratello, e quali sono le emozioni a cui lei si affida di più per affrontare le dinamiche conflittuali.
Spero che questa mia risposta le sia stata utile, rimango a disposizione per ulteriori dubbi.
Un caro saluto
Dott. Giacomo Ginestrone
Buonasera, la relazione complicata e tormentata di suo fratello con la fidanzata, si è inserita nelle dinamiche complesse all'interno della vostra famiglia di origine, ci sono detti e non detti, i referenti delle confidenze o segreti cambiano, si viene esclusi e attaccati. Attualmente sono emerse in modo drammatico le criticità di questo disfunzionamento, lei sta soffrendo e si pone domande su stessa, suppongo che anche suo fratello stia male mentre la critica con veemenza. Comprendo che lei voglia scappare. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta al fine di elaborare i vissuti familiari attuali e passati e di trovare la giusta distanza con i membri della sua famiglia in modo da mantenere i rapporti senza essere travolta dagli stessi legami. Cordialità. Dr.ssa Lorena Ferrero
Gentile Signora, la vicenda familiare che racconta è complessa e dolorosa e le converrebbe sottoporsi a psicoterapia per poter trovare il bandolo della matassa e decidere con maggiore calma e competenza come intervenire.
Per il momento sospenda il giudizio, su se stessa, su suo fratello, sui suoi genitori e non si lasci tentare dall'autocommiserazione ("mi sento orribile, buttata fuori dalla famiglia, ecc.) e dall'eccessiva emotività: forse, se terrà con suo fratello un atteggiamento un tantino distaccato e formale, consentendosi di sentirsi anche un po' offesa dal comportamento di lui, lo indurrà a riflettere sugli atteggiamenti che lui ha tenuto verso di lei, cosa che potrebbe indurlo ad un ripensamento e ravvedimento.
Cordiali saluti e auguri di buone feste.
Per il momento sospenda il giudizio, su se stessa, su suo fratello, sui suoi genitori e non si lasci tentare dall'autocommiserazione ("mi sento orribile, buttata fuori dalla famiglia, ecc.) e dall'eccessiva emotività: forse, se terrà con suo fratello un atteggiamento un tantino distaccato e formale, consentendosi di sentirsi anche un po' offesa dal comportamento di lui, lo indurrà a riflettere sugli atteggiamenti che lui ha tenuto verso di lei, cosa che potrebbe indurlo ad un ripensamento e ravvedimento.
Cordiali saluti e auguri di buone feste.
Buongiorno,
appare evidente la sua sofferenza per non sentirsi riconosciuta all'interno della sua famiglia. E' comprensibile la preoccupazione per un fratello, resta il fatto che quest'ultimo sia adulto e responsabile verso se stesso per le proprie scelte. E' probabile che si sia sentito giudicato o magari attaccato in virtù di alcune sue considerazioni. Un aspetto importante che vorrei farle notare è quello della sua sofferenza per gli altri, sbilanciandosi a tal punto da rischiare di perder di vista se stessa. Potrebbe essere un elemento su cui lavorare, in virtù anche della storia complessa familiare cui ha fatto cenno. Credo che il supporto di uno psicologo possa aiutarla a far ordine, cercando magari di ritrovare la serenità persa.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
appare evidente la sua sofferenza per non sentirsi riconosciuta all'interno della sua famiglia. E' comprensibile la preoccupazione per un fratello, resta il fatto che quest'ultimo sia adulto e responsabile verso se stesso per le proprie scelte. E' probabile che si sia sentito giudicato o magari attaccato in virtù di alcune sue considerazioni. Un aspetto importante che vorrei farle notare è quello della sua sofferenza per gli altri, sbilanciandosi a tal punto da rischiare di perder di vista se stessa. Potrebbe essere un elemento su cui lavorare, in virtù anche della storia complessa familiare cui ha fatto cenno. Credo che il supporto di uno psicologo possa aiutarla a far ordine, cercando magari di ritrovare la serenità persa.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
buongiorno e grazie per aver condiviso il suo problema, nella descrizione del suo disagio noto che ci sono molti elementi mancanti che bisognerebbe scoprire e approfondire. Le consiglio un percorso di psicoterapia per far venire a galla quei vuoti che completano il problema reale e risolvere le angosce che vive.
Un caro saluto, dssa Cristina Sinno
Un caro saluto, dssa Cristina Sinno
Buongiorno, probabilmente in questo momento è lei che potrebbe trarre beneficio da un percorso di psicoterapia. Il comportamento di suo fratello sembra infatti averle riattivato vecchie insicurezze e conflitti che le impediscono di affrontare la situazione che ha descritto in modo equilibrato. Ragionare sulle sue fragilità la farà essere più lucida nel gestire il conflitto con suo fratello.
Buonasera.
Mi spiace per Lei che si trova in una condizione dolorosa.
Vede, buona regola sarebbe non dare consigli non richiesti, in questo caso Lei dicendo francamente cio' che pensava di questa relazione, in buona fede e per aiutare suo fratello che ama, ha toccato un tasto sensibile, la cosidetta coda di paglia, che nessuno , se non consapevole, vuole scoprire, e far scoprire.
Suo fratello si e' infuriato proprio perche' si e' sentito dire la verita'.
I rapporti di coppia nascono anche su proiezioni inconsce recipriche che tengono legati anche a " dispetto dei santi", anche nelle condizioni a volte le piu' distruttive. E nessuno ci puo' fare nulla, se non la eventuale conquistata consapevolezza dei diretti interessati, se volessero guardarsi dentro e in profondita' dove albergano aspetti inconsci della propria personalimita'.
Non mi sembra, almeno per ora il caso di suo fratello.
Quanto a Lei suggerirei di prendersi del tempo per riprendersi sapendo che Lei non ha alcuna colpa. Piuttosto per il futuro sia piu' cauta.
Ognuno ha la responsabilita' della propria vita e si puo' aiutare solo chi si vuole far aiutare, soprattutto se lo chiede esplicitamente.
Se no meglio tacere.
Pensi a se' e alla sua vita, anche i fratelli prendono strade diverse.
Tanti auguri di rinnovata serenita'.
V Finzi
Mi spiace per Lei che si trova in una condizione dolorosa.
Vede, buona regola sarebbe non dare consigli non richiesti, in questo caso Lei dicendo francamente cio' che pensava di questa relazione, in buona fede e per aiutare suo fratello che ama, ha toccato un tasto sensibile, la cosidetta coda di paglia, che nessuno , se non consapevole, vuole scoprire, e far scoprire.
Suo fratello si e' infuriato proprio perche' si e' sentito dire la verita'.
I rapporti di coppia nascono anche su proiezioni inconsce recipriche che tengono legati anche a " dispetto dei santi", anche nelle condizioni a volte le piu' distruttive. E nessuno ci puo' fare nulla, se non la eventuale conquistata consapevolezza dei diretti interessati, se volessero guardarsi dentro e in profondita' dove albergano aspetti inconsci della propria personalimita'.
Non mi sembra, almeno per ora il caso di suo fratello.
Quanto a Lei suggerirei di prendersi del tempo per riprendersi sapendo che Lei non ha alcuna colpa. Piuttosto per il futuro sia piu' cauta.
Ognuno ha la responsabilita' della propria vita e si puo' aiutare solo chi si vuole far aiutare, soprattutto se lo chiede esplicitamente.
Se no meglio tacere.
Pensi a se' e alla sua vita, anche i fratelli prendono strade diverse.
Tanti auguri di rinnovata serenita'.
V Finzi
Salve, le rotture familiari in alcuni casi sono dolorosissime. Le consiglio di iniziare una psicoterapia in cui rivisitare vissuti ed emozioni della sua vita familiare in modo da elaborare la chiusura di suo fratello e di vedere , se cambiando lei, anche lui si riavvicina. Penso però che ci vorrà del tempo.
Buongiorno, mi pare di capire che l'esperienza di separazione della vostra famiglia di origine pesa ancora tanto su di voi, e comunque su di lei. Lutti e separazioni a volte fanno davvero tanto male e se non ci si lavora bene si rischia che incidano notevolmente sulla propria vita. E se il percorso di psicoterapia lo cominciasse lei? Proprio per elaborare tutti questi dolori e trovare dentro di sé la distanza giusta dal fratello e dall'altra ripulire il vissuto che ha su di sé che la sta mettendo in una situazione emotiva davvero complessa.
Michela Romano
Michela Romano
Buongiorno! mi spiace per quello che stai vivendo, mi arriva dolore, rabbia e senso d'impotenza...leggendo le tue parole, mi viene in mente il lavoro che faccio nei gruppi di costellazioni familiari...ognuno deve riprendere il suo posto, deve essere visto per chi è e per cosa può fare...quando tuo fratello ti ha detto che sei la più piccola, ha ragione, probabilmente si è messo sulla difensiva perché ti ha sentita "più grande" e questo non gli è tornato...sempre probabilmente, la vostra storia familiare vi ha lasciato dei segni, delle conseguenze, e tutti voi avete reagito come meglio potevate...solitamente quando fra fratelli ci sono conflitti, la responsabilità è anche e soprattutto dei genitori...
Ovviamente non conosco la tua storia, né tanto meno tu o i tuoi fratelli...quello che mi sento di dirti, è che è necessario che fra i vostri legami riprenda a circolare amore libero...per questo, oltre a un percorso di psicoterapia personale, ti suggerisco un lavoro di costellazioni familiari, che riporti ordine nei rapporti.
Un abbraccio, e buon cammino!
Jessica Scheggi
Ovviamente non conosco la tua storia, né tanto meno tu o i tuoi fratelli...quello che mi sento di dirti, è che è necessario che fra i vostri legami riprenda a circolare amore libero...per questo, oltre a un percorso di psicoterapia personale, ti suggerisco un lavoro di costellazioni familiari, che riporti ordine nei rapporti.
Un abbraccio, e buon cammino!
Jessica Scheggi
Buongiorno, i suoi dubbi sono legittimi. Una psicoterapia è consigliata perché, se da una parte "guarisce" gli stati d'animo che non la fanno stare bene, dall'altro "educa" alla consapevolezza e alla conoscenza di sé. La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato. Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare. Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei. A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente.
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
Buonasera gentile utente di miodottore, nelle sue parole leggo tanta sofferenza e dinamiche circolari che si ripresentano in egual modo in diverse situazioni e diversi contesti, partendo dal presupposto che è utile per tutti un percorso psicologico credo che in questo momento specifico per lei sarebbe utile rivedere le convizioni negative che ha su di se e che forse hanno avuto origine proprio nel passato (magari proprio a seguito della separazione dei suoi genitori) e che sono impattanti sulle sue relazioni familiari oggi. Si conceda la possibilità di centrarsi su se stessa. Resto a disposizione dott.ssa Ilaria Pavoni
Gentile signora grazie per aver condiviso le sue emozioni. Il rapporto tra fratelli è certamente uno dei più forti e puri, molto intenso al punto che ci si sente coinvolti nelle gioie e nei dolori dell'altro, e impotenti quando lo si vede soffrire e si vorrebbe trovare la soluzione che lo faccia stare meglio. Non dobbiamo dimenticare che ognuno è libero di fare le proprie scelte, anche se ci sembrano sbagliate, è proprio dai vari percorsi della vita che si cresce e si comprende molto di se stesso e degli altri. Suo fratello, non di meno, ha bisogno di questa crescita personale e di vivere la sua vita proprio per questo. é molto utile restare lì, ad un passo, ed esserci emotivamente qualunque cosa accada; è la vera essenza dell'essere fratelli. Potrebbe essere utile fare un passo indietro, stare in questa emozione e attendere sia lui a riflettere e a cercarla; non di meno potrebbe esserle d'aiuto una consulenza psicologica per riuscire a fare ordine dentro di sè e a dedicare le sue energie a se stessa. Resto a disposizione per ogni riflessione, anche online, dott.ssa Amelia Capezio
Buongiorno, il suo dolore è legittimo anche perché credo che l'evento che suo fratello di mezzo sottolinea non è grave e sembra più un pretesto per rinvagare vecchi livori e incomprensioni. Mi auguro che lui stia proseguendo il percorso ma anche lei dovrebbe valutare un sostegno per fare chiarezza su quel dolore antico che oggi si riattiva. Il sentirsi sminuita nei sentimenti ed esclusa, va comunque affrontato. Strategie più specifiche su come comportarsi con suo fratello e con il resto della famiglia, potrà acquisirle in un percorso.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cara utente,
mi spiace molto per il dolore che stai provando. Quello che descrivi è una situazione complessa, che tocca corde profonde legate alla tua storia familiare e alle relazioni con i tuoi fratelli. Le dinamiche familiari, specialmente nelle famiglie che hanno vissuto eventi come una separazione difficile, possono essere complicate da gestire e spesso portare a malintesi o ferite non elaborate.
Nel tuo racconto emergono diversi temi importanti: il senso di responsabilità verso tuo fratello, la tua percezione di essere stata giudicata o sminuita, e il bisogno di sentirti riconosciuto e accettata per quello che sei. È normale sentirsi feriti e confusi quando i propri sforzi per aiutare qualcuno vengono fraintesi o respinti. Allo stesso tempo, è possibile che il tuo fratello stia affrontando difficoltà emotive che lo portano a reagire in modo così duro.
Il primo passo per affrontare questa situazione potrebbe essere concederti di accettare i tuoi sentimenti senza giudicarti. Non sei una persona "orribile" o "meschina" per il fatto di aver agitato con l'intento di proteggere chi ami. Tuttavia, può essere utile riflettere su come le tue azioni e parole sono state percepite, non per colpevolizzarti, ma per comprendere meglio il punto di vista di tuo fratello.
Per quanto riguarda il tuo vissuto personale, la sensazione di essere invisibile o non considerata nel tuo dolore è qualcosa che merita attenzione e cura. È importante che tu trovi uno spazio sicuro dove poter elaborare queste emozioni, riconoscere il tuo valore e rafforzare la tua identità al di fuori delle dinamiche familiari.
Ti incoraggio vivamente a rivolgerti a uno specialista , come uno psicologo o uno psicoterapeuta, che possa aiutarti ad esplorare questi vissuti, elaborare il senso di ingiustizia e dolore, e trovare strumenti per affrontare le difficoltà relazionali con tuo fratello e la tua famiglia. Un supporto professionale può essere fondamentale per riconquistare serenità e chiarezza in un momento così delicato.
Ti mando un abbraccio virtuale e ti auguro di trovare la strada migliore per te.
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa.
mi spiace molto per il dolore che stai provando. Quello che descrivi è una situazione complessa, che tocca corde profonde legate alla tua storia familiare e alle relazioni con i tuoi fratelli. Le dinamiche familiari, specialmente nelle famiglie che hanno vissuto eventi come una separazione difficile, possono essere complicate da gestire e spesso portare a malintesi o ferite non elaborate.
Nel tuo racconto emergono diversi temi importanti: il senso di responsabilità verso tuo fratello, la tua percezione di essere stata giudicata o sminuita, e il bisogno di sentirti riconosciuto e accettata per quello che sei. È normale sentirsi feriti e confusi quando i propri sforzi per aiutare qualcuno vengono fraintesi o respinti. Allo stesso tempo, è possibile che il tuo fratello stia affrontando difficoltà emotive che lo portano a reagire in modo così duro.
Il primo passo per affrontare questa situazione potrebbe essere concederti di accettare i tuoi sentimenti senza giudicarti. Non sei una persona "orribile" o "meschina" per il fatto di aver agitato con l'intento di proteggere chi ami. Tuttavia, può essere utile riflettere su come le tue azioni e parole sono state percepite, non per colpevolizzarti, ma per comprendere meglio il punto di vista di tuo fratello.
Per quanto riguarda il tuo vissuto personale, la sensazione di essere invisibile o non considerata nel tuo dolore è qualcosa che merita attenzione e cura. È importante che tu trovi uno spazio sicuro dove poter elaborare queste emozioni, riconoscere il tuo valore e rafforzare la tua identità al di fuori delle dinamiche familiari.
Ti incoraggio vivamente a rivolgerti a uno specialista , come uno psicologo o uno psicoterapeuta, che possa aiutarti ad esplorare questi vissuti, elaborare il senso di ingiustizia e dolore, e trovare strumenti per affrontare le difficoltà relazionali con tuo fratello e la tua famiglia. Un supporto professionale può essere fondamentale per riconquistare serenità e chiarezza in un momento così delicato.
Ti mando un abbraccio virtuale e ti auguro di trovare la strada migliore per te.
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa.
Gestire conflitti familiari, soprattutto tra fratelli adulti, può essere complesso. Le cause possono includere incomprensioni, gelosie o divergenze di opinioni. Per affrontare la situazione con tuo fratello, considera i seguenti passaggi:
1. Autoconsapevolezza: Rifletti sulle tue azioni e sentimenti per comprendere le tue motivazioni e reazioni.
2. Empatia: Cerca di metterti nei panni di tuo fratello per comprendere le sue emozioni e prospettive.
3. Comunicazione aperta: Esprimi i tuoi sentimenti in modo chiaro e rispettoso, evitando accuse o giudizi.
4. Ascolto attivo: Presta attenzione alle sue parole senza interrompere, mostrando interesse per ciò che ha da dire.
5. Mediazione familiare: Se il conflitto persiste, considera l’idea di coinvolgere un professionista per facilitare la comunicazione e trovare soluzioni.
6. Supporto esterno: Parla con amici fidati o professionisti per ottenere prospettive diverse e consigli utili.
7. Pazienza e tempo: Le relazioni richiedono tempo per guarire. Sii paziente e concedi a te stessa e a tuo fratello lo spazio necessario.
Ricorda che ogni situazione è unica. Se il conflitto persiste o peggiora, potrebbe essere utile consultare un professionista per un supporto personalizzato.
1. Autoconsapevolezza: Rifletti sulle tue azioni e sentimenti per comprendere le tue motivazioni e reazioni.
2. Empatia: Cerca di metterti nei panni di tuo fratello per comprendere le sue emozioni e prospettive.
3. Comunicazione aperta: Esprimi i tuoi sentimenti in modo chiaro e rispettoso, evitando accuse o giudizi.
4. Ascolto attivo: Presta attenzione alle sue parole senza interrompere, mostrando interesse per ciò che ha da dire.
5. Mediazione familiare: Se il conflitto persiste, considera l’idea di coinvolgere un professionista per facilitare la comunicazione e trovare soluzioni.
6. Supporto esterno: Parla con amici fidati o professionisti per ottenere prospettive diverse e consigli utili.
7. Pazienza e tempo: Le relazioni richiedono tempo per guarire. Sii paziente e concedi a te stessa e a tuo fratello lo spazio necessario.
Ricorda che ogni situazione è unica. Se il conflitto persiste o peggiora, potrebbe essere utile consultare un professionista per un supporto personalizzato.
Grazie di ver messo a disposizione la tua storia. Le relazioni familiari sono complesse e quando ci sono ferite ancora aperte e dolorose, come nel caso della separazione dei tuoi genitori, le dinamiche familiari possono diventare ancora più complesse e difficili da gestire. Sono più che comprensibili la tua frustrazione, la sofferenza e il senso di ingiustizia che provi. Dalle tue parole si comprende come sia importante per te tuo fratello. Hai cercato di aiutarlo nel corso di una relazione complicata e dolorosa, hai visto la sua sofferenza e hai cercato proteggerlo. A volte, però, quando qualcuno si trova dentro una relazione difficile e disfunzionale può essere molto sensibile a qualsiasi commento esterno, anche se detto per aiutare. Tuo fratello potrebbe essersi sentito giudicato e non compreso, soprattutto se non si sentiva ancora pronto ad affrontare la realtà della sua situazione. La sua reazione a tutte le tue preoccupazioni sembra essere estremamente difensiva. Ha probabilmente vissuto un conflitto interno molto forte tra il voler uscire da una situazione dannosa e il bisogno di difendere la sua scelta, anche quando era consapevole che forse non era la migliore per lui. A volte le persone reagiscono con rabbia quando non si sentono comprese o quando percepiscono che gli altri stanno mettendo in discussione una parte molto intima della loro vita. La sensazione di ingiustizia che provi è legittima. Sembra che tu abbia cercato di fare il meglio per lui, ma non solo non è stato riconosciuto, ma ti sei trovata anche accusata di cose che non ti appartengono. Questo può far emergere un senso di frustrazione e solitudine, soprattutto se hai sempre cercato di essere una persona buona e premurosa. La tua sensazione di essere esclusa dalla tua famiglia e di non essere riconosciuta nel tuo dolore è pesantissima. La separazione dei genitori è un trauma per tutti i figli, e anche se tu eri più piccola, non significa che tu non abbia sofferto. Il fatto che tu non sia stata considerata nella tua sofferenza personale ti fa sentire invisibile, e questo è molto difficile da affrontare. E’ fondamentale che tu riconosca il dolore che provi e ti dia il permesso di essere triste, arrabbiata, e anche confusa. Hai il diritto di sentire e di vivere le tue emozioni senza giudicarti. È importante non annullarti o ignorare quello che stai provando, e se hai bisogno di un supporto esterno, parlare con un terapeuta potrebbe aiutarti a esplorare questi sentimenti di abbandono e esclusione. Il desiderio di aiutare tuo fratello è comprensibile, ma la sua reazione è fuori dal tuo controllo. A volte le persone non sono pronte ad accettare l'aiuto o a fare i conti con la realtà delle proprie scelte. Non significa che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato, ma che lui potrebbe non essere pronto a affrontare o riconoscere ciò che sta vivendo. Forzare la riconciliazione, quando lui è ancora così arrabbiato e ferito, potrebbe non essere la soluzione migliore. Dargli spazio per riflettere e per calmarlo potrebbe essere necessario. In ogni caso, non forzarti a risolvere tutto subito. Le dinamiche familiari spesso richiedono tempo. La tua lettera è stata un passo positivo, in quanto hai cercato di esprimere i tuoi sentimenti e la tua empatia. Però, se decidi di continuare a cercare un dialogo, potresti provare a farlo in un modo che non lo faccia sentire accusato o sotto pressione. Evitare di discutere o parlare dei suoi comportamenti potrebbe aiutarlo a non sentirsi attaccato. Oltre a tutto questo, pensa anche a cosa è meglio per te. Se continuare a lottare per una relazione che ti fa sentire rifiutata ti sta causando troppo dolore, forse è il momento di fare una riflessione più profonda su come desideri che questa relazione evolva. Non possiamo cambiare gli altri, ma possiamo scegliere come rispondere a ciò che accade e come proteggerci. Stai attraversando una fase molto difficile, ma la tua volontà di fare pace e di riconoscere i tuoi errori è un segno di grande maturità. Spero di esseri stata in qualche modo di aiuto.
Buongiorno,
grazie per aver scritto. Mi sembra descriva una condizione di sofferenza familiare che risale al periodo adolescenziale, e forse ognuno ha tenuto per se il dolore per andare avanti. Proverei a considerare se stessa e quello che prova e comprendere la paura che ha sempre avuto, "essere invisibile". Scappare non l'aiuta, rifletterei su questo e proverei a pensare a un aiuto psicologico anche per lei.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia
grazie per aver scritto. Mi sembra descriva una condizione di sofferenza familiare che risale al periodo adolescenziale, e forse ognuno ha tenuto per se il dolore per andare avanti. Proverei a considerare se stessa e quello che prova e comprendere la paura che ha sempre avuto, "essere invisibile". Scappare non l'aiuta, rifletterei su questo e proverei a pensare a un aiuto psicologico anche per lei.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia
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